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EPISTOLARIO
DI
LODOVICO ANTONIO MLRATORI
OPERE DELLO STESSO AUTORE
Corrispondenza, fra L. A. Muratori e G. G. Leibniz, con-
servata nella R. Biblioteca di Hannover ed in altri isti-
tuti. Modena Società Tipografica. 1892 L. 5,00
Regesto della coi'rispondenza fra Raimondo Montecuccoli e il
Principe Mattia de - Medici, conservata nella Biblioteca
Nazionale Centrale di Firenze e nell'Archivio mediceo.
Modena. Società Tipografica, 1893 » 2,00
Epistolario di L. A. Muratori (Elenco dei corrispondenti).
Modena. Società Tipografica, 1898 » S,00
Les lettres de L. a. Muratori (Liste des correspondants).
Modène. Imprimerie de la Société typograpByque, 1898 . » 3,00
L'Istituto Provinciale S. Filippo Neri e S. Bernardino e
i suoi benefattori, discorso, Modena, tipo - litografia For-
ghieri, Pellequi e C, 1901 » 1,00
Epistolario di L. A. Muratori, edito e curato da Matteo
Càmpori, Voi. I, 1691-1698. Voi. IL 1699-1705. Voi. Ili,
1706-1710. Voi. IV, 1711-1714. Voi. V, 1715-1721. Modena,
Società Tipografica, 1901-1903. Ogni volume separato . » 1S,00
In preparazione:
Epistolario di L. A. Muratori. Voi. VII.
EPISTOLARIO
DI
L. A. MURATORI
EDITO E CURATO
DA
]S4:atteo oÀivrpoiii
VI.
17SS-17S7
MODENA
CON I TIPI DELLA SOCIETÀ TIPOGRAFICA MODENESE
MGMlìì.
Proprietà letteraria,
T^tti i diritti riservati
Copia JSr.
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CRONOBIOGRAFIA MURATORIANA
ITALIA-ESPANA
EX- LI B RI S
M. A. BUCHANAN
CRONOBIOCtRAFIA muratoriana
1722-1727
172'2. 8 gennaio. — Informa il p. Lazzarelli di aver fatto venire a pre-
dicare per tre feste nel duomo di Modena, a vantaggio della
sua Compagnia della Carità, l'ab. Badia.
— 12 gennaio. — ■ Inizia la corrispondenza con Pietro Barmann di Leida.
— 15 gennaio. — Trova di suo gradimento il primo foglio R&riitn Ita-
licarum Scriptores. che dice far granfie onore a Milano e al-
l' Italia tutta.
— 15 gennaio. — Si prepara a stendere la Prefazione Rerum Itali-
caruììi, nella quale si propone di nominare protettori e bene-
fattori.
— 15 gennaio. — Resiste all'invito di recarsi a Milano per esser pre-
sente alla stampa Rerum Italicarum Scriptores.
— 5 marzo. — Scrive al Lazzarelli che si stupisce come si possa cre-
dere che TArgelati. ritenuto si imbroglione, voglia addossarsi
il carico di metà della spesa Rerum Italicarum.
— 13 marzo. — Inizia la importante corrispondenza con Giovan Ber-
nardino Tafuri di Nardo.
— 26 marzo. — Si apre la corrispondenza tra il Muratori e Costantino
Grimaldi storico napoletano.
— 27 marzo. — Non intende di presentarsi al p. Santo Canale, perchè
gli fan paura i vesuvj e i anongibelli.
— 16 aprile. — La fabbrica della sua chiesa gli ha fatto spendere
alcune migliaia di scudi, per cui si trova senza denari, benché
il Signore gli dia piti di quello che meriti ed egli viva da
pover uomo.
— 1 maggio — Inizia la corrispondenza con Salvino Salvini di Firenze.
CBONOBIOGBAFIÀ MURATORIANA
Ì722. 15 maggio. — ^ Ringrazia l'ab. Pier Oatterino Zeno per aver parlato
delle cose sue sul Giornale de letterati d' Italia. È a villeggiare
in San Felice.
— 21 maggio. — (lihiede informazioni al conte Brembati, per avere un
medicinale detto Faltranc, ossia erba di Bona.
— 21 maggio. — E afflitto per lo smarrimento di un quinternetto della
Cronaca del Caffaro, che è destinata a comparire nella sua
Raccolta Rerum Jtalicarum.
— 25 maggio. — E ritornato alle ciarle e agli imbrogli della città,
dopo una dolce villeggiatura in San Felice.
— 5 giugno. — Scrive al Bertani Masini, suo agente d'affari in Fer-
rara : se dovessi contar tutte le spese da me fatte costì, dopo il
possesso de' miei bene/izj, son certo che riderebbe la gente, che
si figura goder io dei grossi bocconi.
— 11 giugno. — Dissuade il Brembati dal prestar fede agli studi spi-
ritici del p. Schizzi e soggiunge : Abbiamo gli studi sodi che
conducono alla verità e attenersi a quelli.
— 17 giugno. — Per ordine sovrano gli vengono tolte di mano le
cronache manoscritte di Piacenza, di che è molto mortificato.
Ma egli dice : La verità per questo non rimarrà sepolta.
— 2 luglio. — Scrive all'Arisi, che non può accettare l' invito di mons.
Litta di andare a vederlo a Cremona, perchè si sente invec-
chiato anzi tempo.
— ■ 9 luglio. — Cominciano le divergenze fra l'Argelati. il Sassi e il
Muratori per la stampa Rerum Italicarum. Elegge a paciex'e
il marchese Alessandro Teodoro Trivulzio, presidente della So-
cietà Palatina di Milano.
— lo luglio. — Comincia la corrispondenza del Muratori col giure-
consulto Agostino Pantò di Palermo.
— <) agosto. — Pare ritornata la concordia tra il Sassi. V Argelati
e il Muratori.
— 2 settembre. — Chiede il parere dei soci della Società Palatina
sul frontespizio Rerum Italicarum.
— 12 ottobre. — Pensa di scrivere l'elogio del p. Benedetto Bacchini,
suo predecessore nella direzione delia Biblioteca Estense.
— 15 ottobre. — E fijiita la villeggiatura; sta lavorando intorno all'in-
dice del primo tomo Rerum Ralicarum che chiama fatica fac-
chinesca e poco gustosa.
CBONOBIOORAFIA. MUHATOBIANA. XI
1722. Nel tomo IV parte seconda del Tesoro Greviano del Burmann è
inserita una parte della lettera del Muratori a G. B. Mencke
intorno alla Corona ferrea.
— Cedendo alle istanze di Gian Giacomo Tori, fattore ducale, si lascia
ritrarre su tela da un pittore.
— Il conte Roberto Fontana lo nomina fra i suoi esecutori testamen-
tari e gli lascia in dono dei libri e L. 100 da distribuirsi ai
poveri infermi della parrocchia della Pomposa.
1723. s gennaio. Si apre la corrispondenza del Muratori col p. Erasmo
Gattola. bibliotecario di Montecassino.
— 22 gennaio. — Ha servito da guida, nel tniglior modo jx>ssibile. al
conte d'Egmont durante la sua dimora in Modena.
— 12 marzo. — È afflittissimo per la morte dell'ultimo marchese Coc-
capani, uno dei suoi migliori amici.
— 25 marzo. — Scrive a Vittorio Amedeo II Re di Sardegna, per ot-
tenere storie manoscritte del Piemonte da inserire nella sua
raccolta Rerum Italicarum.
— 3 aprile. — Dà l'annunzio ad A. Zeno che si sta stampando in
Modena il suo Trattato della Carità Cristiana in quanto è amore
del prossimo, e che lo vorrebbe intermediario per proporne la
dedica a S. M. l'Imperatore d'Austria, Carlo VI.
— 19 aprile. — Scrive al Grimaldi che mancano solo pochi tagli
in rame e poi usciranno subito i due primi tomi Rerum Ita-
licarum.
— 19 aprile. — E a villeggiare in San Felice.
— 19 aprile. — Il lavoro di raffronto tra i testi stampati e i ma-
noscritti delle Leggi Longobardiche gli ha logorato la vista.
— 20 aprile. — Lavora intorno al terzo tomo Rerum Italicarum.
— 20 aprile. — Ha principio la corrispondenza col p. Bonifacio Col-
lina, al quale promette una lettera - prefazione per gli scritti
inediti del Tasso, curati dallo stesso Collina.
— 15 maggio. — ■ E ritornato in città.
— 22 maggio. — Comincia la corrispondenza con Mariangelo Fiacchi.
— 13 agosto. Ha necessità della villa, perchè maltrattato dalle vigilie,
e da altri incomodi di sanità.
— 17 agosto. — Ringrazia Pier Catterino Zeno, per aver riferito sul
Giornale de' letterati d' Italia i disegni della gran raccolta Rerum
Italicarum.
XII ORONOBIOGBAFIA MUEATORIANA
1723. 18 agosto. — È a villeggiare in San Felice, avendo bisogno di risto-
rare la propria salute.
— 14 ottobre. — Sono pubblicati i due primi tomi Rerum Itcdicarum
Scriptores.
— 26 ottobre. — Scrive al Riva in Londra che è poco il regalo fat-
togli dal Re Giorgio d' Inghilterra per la dedica delle Antichità
Estensi: ma ha gradito egualmente il dono. Lo ringrazia per
la bella cera di Spagna e T ottimo cappello inviatogli.
— 11 novembre. — Non si sente voglia di carteggiare col p. Barto-
lomeo Corte di Milano relativamente ai dissapori di questi col
p. Richa di Torino.
— 11 novembre. — E dolente per la morte di Michele Maggi, dot-
tissimo e grande uomo dabbene.
— • 11 novèmbre. — S'inizia la corrispondenza con Cassiodoro Monta-
gioli di Mantova ab. e storico di Montecassino.
— 12 novembre. — Scrive al Marmi: Né in metallo ne in istam.pa io
non ho il mio ritratto, né ho merito di far simili comparse.
Quel solo che é qui in Modena consiste in un ritratto in pittura.
— 15 novembre. — Dedica a Carlo VI Imperatore d'Austria il suo
Trattato della Carità Cristiana in quanto è amore del prossimo.
— 2 dicembre. — Scrive all'Arisi di non aver alcun privilegio nella
compera dei volumi Rerum Italicarum, avendo ceduta ad altri
la stampa e anche le dedicatorie.
— 23 dicembre. — Si lagna col marchese G. Malaspina di S.'* Mar-
gherita dell'avarizia dei piemontesi nel fornirgli documenti per
la sua opera Rerum Italicarum.
— Si ristampa in Venezia il libro del Muratori Riflessioni sopra il Buon
Gusto, etc.
1724. 22 marzo. — Compone per la seconda volta il proprio testamento
ologi'afo.
— 23 marzo. — Suggerisce al Grimaldi di Napoli la ristampa colà del
suo Trattato della Carità Cristiana.
— 31 marzo. — Scrive ad A. Zeno di trovarsi talvolta sì pieno di
rompitesta che non ha un momento da respirare.
— marzo. — Si è ristampato ia Venezia il Trattato della Carità Cristiana.
— 10 maggio. — Incomincia la corrispondenza con Antonio Scotti, ca-
nonico di Treviso.
— 11 maggio. — Dichiara al p. Canneti di non essere buono di accomo
dare le ossa al poema del Granchi.
CRONOBloiiltVI I V MUHATOBIANA XIII
1724. 11 maggio. — È a villeggiare in San Felice, dove è fuggito per
cercare un po' di ristoro alla poca salute.
— 24 maggio. — È di nuovo in città.
— 3 agosto. — Gli è concesso V adito all' Archivio Capitolare di Ve-
rona, ma per non ingenerare gelosie, propone a Camillo Biz-
zoni di mandare in sua vece un altro me.
— 5 agosto. — Dirige un memoriale al Principe, in cui, esposta una
questione tra la dogana e le tessitrici di bavella, avverte il
danno che potrebbe venire a quell'industria e prega d'un op-
portuno provvedimento.
— 9 settembre. — Scrive al Montagioli che la villeggiatura gli ha
impedito di potere riverirlo in Modena, e cosi pure il mar-
chese Giuseppe Malaspina di S.'* Margherita.
— 26 ottobre. — E tornato alla città dalla villeggiatura.
— 28 ottobre. — S" inizia la corrispondenza con Brandolino Brandolini
di Porli
— 30 novembre. — Si apre la estesissima corrispondenza col p. Gian
Francesco Muselli di Verona. Scrive al medesimo che è esaurita
in Italia r opera sua De ingeniorum moderatione e di non avere
accondisceso di ristamparla a un libraio di Brescia.
— 14 dicembre. — Scrive al conte Carlo Borromeo Arese ohe sente il
peso degli anni ed è infastidito del mondo.
— Si pubblica in Wolfenbuttel da G. Fabrizio un compendio della Vita
del Muratori nel tomo IV della Storia della Biblioteca Fabriciana.
— Esce in Venezia la ristampa della Perfetta Poesia del Muratori con le
note critiche di A. M. Salvini.
— In un fascicolo a stampa della Galleria di Minerva, pubblicata dal-
l' Albrizzi, in una lettera del Vallisnieri a Bartolomeo Corte, si
parla con stima del Muratori, del quale è detto : « nunquam satis
laudatus. laudandusque d. Lud. Murat. »
1725. 13 gennaio. — Si apre la copiosissima corrispondenza tra il Mura-
tori e don Lue' Antonio Gentili, maestro in San Marino.
— 8 febbraio. — Dice di aver baciato un documento mandatogli dal
Lazzaroni, perchè nobile, bello e sicuro.
— 3 maggio. — Cassiodoro Montagioli gli procura la fratellanza del
sacro ordine Cassinese.
— 31 maggio. — E sotto stampa il tomo VI Rerum Italicarum.
— 31 maggio. — Scrive al Benvoglienti di essere malcontento per le
vigilie die soffre, per la debolezza dello stotnaco e la continua
folla di fitìti.
XIV CRONOBIOGRAFIA. MURATOBIANA
1725. 13 giugno. — È a villeggiare in San Felice, pei' dare un po' di
ristoro alla sanità sconcertata.
— 28 giugno. — È ritornato dalla villeggiatura.
— 10 agosto. — Chiede al Riva, residente estense in Londra, un buon
temperino per le penne, cosa che non gli è mai riuscito di avere.
— 15 agosto. — Nascono dissapori tra il Muratori e il Sassi sulle
prefazioni e le note relative alla pubblicazione Rerum Italicarum.
— 24 agosto. — E dolente di non poter compiacere Pier Catterino
Zeno desideroso di possedere le Rime del Maggi, perchè esau-
rita tanto la prima stampa che la seconda.
— 24 agosto. — Pensa di portarsi tra breve in villa, per rimettere la
manomessa salute.
— 28 agosto. — È a villeggiare in San Felice. Sta per uscire il tomo VI
Rerum Italicarum.
— 28 agosto. — Elegge nuovamente il marchese Alessandro Teodoro
Trivulzio per dirimere la contesa tra lui e il Sassi, bibliotecario
dell' Ambrosiana.
— 29 agosto. — Invoca il patrocinio del conte Antonio Rambaldo di
Collalto in favore di due figli del principe di Porcia alunni
del Collegio dei Nobili in Modena.
— 12 settembre. — Ha sofferto per lo smoderato scirocco dell'estate
passata ed ora si è riavuto col riposo della villa in San Felice.
— 19 settembre. — È ritornata la pace tra il Muratori e il Sassi.
— 12 ottobre. — È di ritorno in Modena.
— 23 novembre. — S' inizia la corrispondenza con Giacinto Vincioli di
Perugia.
— 14 dicembre. — S' inizia la corrispondenza con Domenico Muzio
storico genovese.
— 20 dicembre. — Compiega, in una lettera diretta al marchese Azzo
Federico Malaspina Estense di Villafranca, copia della patente
da lui ideata per la concessione alla famiglia Malaspina del-
l' altro cognome aggiunto. Estense.
— 21 dicembre. — È già terminato il tomo Vili Rerum Italicarum.
1726. 1 gennaio. — È inquieto col signor Bonvicini, intagliatore in rame di
Reggio Emilia, per le sue protese soverchie verso la Società Pala-
tina di Milano, ordinatrice di rami per l'opera Rerum Italicarum.
— Esce in Amburgo nel libro Delectus Argumentorum una nota cri-
tica di (jÌo : Alberto Fabrizio intorno al Poema di S. Paolino
edito dal Muratori nel primo volume degli Anecdota, etc.
ORONOBIOQRAFIA MURATOBIAifA XV
172B. Si ristampa in Modena la dissertazione di O. B. Davini De potu
vini calidi, contenente la nota lettera del Muratori.
— 21 febbraio. — S<?rive all'Arisi che gode poca salute, perché mo-
lestato dalla insonnia.
— Vò marzo. — Incarica Giambattista Bianconi di provvedergli dodici
dozzine di bottoncini da vest« lunga di seta forte.
— 25 aprile. — Ringrazia con eflfusione il Sassi pel dono di 24 boli
di cioccolata ottima.
— 17 maggio. — Sta godendo un poco di villeggiatura in San Felice.
— 31 maggio. — S" inizia la corrispondenza con mons. Giuliano Sab-
ba tini vescovo di Carpi e residente estense in Vienna.
— ') giugno. — Comincia la corrispondenza col marchese Scipione
Matfei di Verona.
— 7 giugno. — S" inaugura la copiosissima corrispondenza tra il Mu-
ratori e Gio : Antenore Scalabrini vescovo di Ferrara.
— 8 giugno. — È ritornato dalla villeggiatura di San Felice.
— ly luglio. — E comparso il tomo Vili Rerum Italicarum.
— Fine agosto. — Riceve in dono da Carlo VI Imperatore d'Austria
una collana d'oro per la dedica del Trattato della Carità Cri-
stiana, e fattala stimare, ne sborsa l'equivalente valore alla sua
Compagnia della Carità.
— 30 agosto. — Ha servito da guida in Modena il sig. abate conte
Arrigo di Collalto.
— 8 settembre. — È a villeggiare in Fiorano.
— 25 ottobre. — È ritornato dalla villeggiatura.
— t> novembre. — Presenta la stima dei libri dell' eredità del fu Prin-
cipe Foresto d' Este.
— ó dicembre. — Ringrazia Giuseppe Riva, residente estense in Londra.
del regalo desideratissimo di un paio di forbici e di un tem-
perino di fabbrica inglese.
— 5 dicembre. — Scrive al medesimo di provvederlo di qualche libro
de' migliori inglesi volendo imparare quella lingua.
1727. 3 gennaio. — Scrive al Vallisnieri: Avrei desiderato di poter fare
un giorno una filosofia morale per uso de' nostri Italiani, ma
noìi mi resta il tempo per tale fatica.
— 7 gennaio. — Scrive a Mario Agostino Campiani: Alcune molestie,
ed altri acciacchi mi vanno ricordando che non ho qui da spe-
rare un permanente soggiorno.
XVI CRDNOBIOGRAFIA MURATORIANA
1727. 12 gennaio. — È occupato per la malattia gravissima della mar-
chesa Orsi.
— 23 gennaio. — Procura personalmente una credenziale al sig. Jacopo
Filippo d' Orville, gentiluomo olandese, per Pier Catterino Zeno.
— 31 gennaio. — Ha servito in Modena il sig. barone Walter e due
suoi compagni presentatigli dal Marmi.
— 31 gennaio. — È già uscita la parte II del tomo II Rerum lialica-
rwn, cioè il tomo X. Il tomo XI va avvicinandosi al compimento.
^, 21 febbraio. — Sci'ive al Benvoglienti di essersi messo intorno a
una breve dissertazione sull'origine della lingua italiana.
— 15 marzo. — ■ Si dà cura del rimpatrio in Modena di certo Borto-
lani morsalo, sfrattato per cagion della moglie, defunta già da
tre anni.
— 20 marzo. — Manda a Gian Francesco Muselli di Verona l' Invito per
la Compagnia della Carità eretta nella sua chiesa della Pom-
posa, e r accompagna con una lunga lettera informativa.
— 24 aprile. — Scrive al Tacoli che ha la sanità sconcertata.
— 8 maggio. — È a villeggiare in San Felice.
^ — 29 maggio. — Non trova il tempo per potere applicarsi alla lingua
inglese, della quale va, intendendo qualche riga.
— 2 giugno. — È ritornato in città migliorato in salute.
— 9 giugno. — S'interessa per la vendita di un luogo con Casino
del conte Zocchi, presso Modena^ e ciò pel conte can. Vigarani.
— 23 giugno. — Scrive al Tacoli : il piii di rado che posso mi pre-
sento ai troni.
— 27 giugno. — Si duole della morte del p. Giuseppe Ferrari avve-
nuta in Ferrara.
— Fine luglio. — Ringrazia Raimondo Missori della patente di ag-
gregazione alla Società Albriziana di Venezia.
— 27 agosto. — È a villeggiare in Fiorano.
— 18 settembre. — Ringrazia Vittorio Amedeo II di favorire le sue
ricerche storiche, e ciò per mezzo del suo ministro del Borgo.
— 23 settembre. — È ritornato in Modena.,
— 2G settembre. — Si api'e la corrispondenza col p. Domenico Mansi
di Lucca.
— 24 ottobre. — Fino ad ora sono stati pubblicati XI tomi Rerum
Italicarum.
— 30 ottobre. — S' inaugura la ricca corrispondenza col p. Giuseppe
Bianchini, numismatico di Verona.
ORONOBIOGRAPIA MUBATORIANA XVII
1727. 30 ottobre. — Fu molto occupato nei giorni Bcorsi con alcuni fo-
restieri.
— 8 novembre. — Continua a studiare un po' di lingua inglese.
— '20 novembre. — Inizia la corrispondenza con Oiovan Giacomo Zam-
boni residente estense in Londra.
— '2'ò novembi'e. — Chiede al march. Giuseppe Malaspina di S.*" Mar-
gherita di trovar monete, sigilli, iscrizioni, o altre anticaglie,
perchè ne ha bisogno.
— 2 ottobre. — Guglielmo Camposampiero. principe dell'Accademia
dei Ricovrati di Padova, fa nota al Muratori la sua iscrizione
alla medesima.
— 18 dicembre. — Il marchese A. G. Capponi, edile dell'Accademia
dei Querini, avvisa il Muratori della sua accettazione nella
medesima.
— Si fa in Venezia la ristampa del trattato De Ingeniorwn modera-
tione in religionis negotio, etc.
— Esce in Milano La vita di Lodovico Castelvetro scritta dal Mura-
tori per il volume Opere critiche di Lodovico Castelvetro.
LETTERE
Per debito di gratitudine sento l'obbligo di dichiarare che
la collazione sui manoscritti muratoriani fu da me compiuta col
contributo dell'opera indefesiSa del chiarissimo Prof. Dott. Ettore
Zoccoli; e alla correzione delle prove di stampa contribuirono
inoltre, in modo diligentemente cortese, l'illustre Conte Cav. Giorgio
Ferrari Moreni e l'illustre p. Gregorio Palmieri monaco bene-
dettino di S. Paolo fuori le mura di Roma.
Avvertenza. — Tanto nel presente, come nei susseguenti volumi dell'Episto-
lario, le lettere e le pagine seguono la numerazione interrotta al termine del volume
antecedente, e ciò per facilitare a suo tempo le ricerche richiamate dagli Indici.
Anche nel presente volume, e così nei successivi, i numeri entro parentesi che
fanno sèguito alle indicazioni delle fonti di ciascuna lettera, si riferiscono ai cor-
rispondenti numeri della Bibliof/rafia, messa in testa al volume I.
Laddove il numere bibliogtafico non è preceduto dall'indicazione della fonte della
lettera s'intende che questa non è indicata dall'editore delle lettere o non fn repe-
ribile r opuscolo o il volume accennato nella bibliografia. Quando nell'indirizzo delle
lettere è detto Reggio, s'intende Reggio Emilia.
2022.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in MHauo.
Modena, 8 Gennaio Y7^.
Archivio Soli Mubatobi, ( R. Bibl. Est. ), Modena.
Mi disse ne' giorni passati David Fano, eh' egli non si voleva obbli-
gare alla sigartà richiestagli dal signor dottor Pezzi, se non per un' anno.
Son dunque a pregare V. P. reverendissima, che insista, acciocché il
signor Pezzi rilasci a lei un' obbligazione di far rinnovare da esso Fano,
0 da altro mercatante nostro, la sigurtà suddetta finito l'anno del di
lui obbligo.
Già ho inteso dal signor marchese Trivulzio, in che consiste la
raccolta de' suoi manoscritti, e, occorrendo, me l' intenderò seco. Intanto
il signor segretario Colla vegga, e rivegga come vuole i miei. Solamente
desidero, che le molte occupazioni di lui non sieno di ritardo a i
passi nostri.
Con tutta comodità sua attenderò da V. P. reverendissima il fagottino
de' libri venutole da Torino. Ve n' ha uno anche per S. A. S.
In tre delle feste passate abbiamo avuto qui tre prediche in Duomo
sulla carità dal celebre signor Ab. Badia, eh' io ho fatto venire apposta
per la nostra Compagnia ; e il pubblico non sa d' aver sentito uomo di
tanta eloquenza e nerbo. Voglia Dio. che abbia fatto buon frutto.
In occasione di vedere il gentilissimo signor marchese reggente Oli-
vazzi. la prego di ricordargli il mio costantissimo ossequio.
Con che rassegnando a lei la mia divozione, mi confermo, di V. P.
reverendissima.
Etpittolario di Lodovico Antonio Muratori. — Voi. VI. 140.
220G LODOVICO ANTONIO MURATORI \^V722-
2023.
A N. N.
Modena, 9 Gennaio 1722.
Raccolta Azzolini, Roma.
Furono a tempo le 4 voci inviatemi da V. S. per questo lotto, la cui
estrazione segui ieri et ieri l'altro. Nel venturo ordinario trasmetterò al
signor commissario la notificazione stampata delle persone che hanno sor-
tito premii; e intanto le mando i biglietti.
Pazienza se non la potei riverire nel suo passaggio per Modena. Basta
bene eh' ella mi favorisca di assistere alla riscossione di cotesti miei ef-
fetti, il che mi scrive il signor commissario d'avergli anch' egli raccoman-
dato. Quando il signor Zerbini non sappia trovar la via di pagarmi, bi-
sognerà ricorrere alla giustizia.
Augurandole felicissimo il presente anno con assaissimi altri appresso,
mi confermo, etc.
2024.
A PIER CATERINO ZENO in Venezia.
Modena, 9 Gennaio 1722.
Biblioteca del Seminabio, Padova.
Mi ha sommamente obbligato V. R. colle ultime due stimatissime sue,
veggendo con quanta benignità ella si interessi nella buona condotta della
mia Raccolta. Certo, che mi sarebbe sommamente cara quella giunta dei
Cortusi, anzi essa è necessaria al nostro disegno. E però sono a pregarla,
che se mai potesse farmi trascrivere essi capitoli a mie spese, o pure
inviarmi il suo manoscritto ( il che sarebbe di minore spesa per me ), per
poi riaverlo con tutta sicurezza, gliene resterei sommamente tenuto.
Veramente una delle due cronache mss. in dialetto padovano, che
sono per pubblicare, contiene molto più che il Latino dei Cox'tusii, de' quali
ne' capitoli precedenti pare una traduzione. Probabilmente sarà la stessa
in latino. Quando ella non avesse via di favorirmi, tenterò di far colpo
in Padova, giacche ho servitù con que' cavalieri. Che per altro avendo io
confrontato con un vecchissimo ms. dell' Estense in membrana il rimanente
dello stampato d' essi Cortusi, probabilmente non occorrerebbe di più, e
però non penso al Codice ms. del signor Apostolo, ma solo al padovano.
Intanto mille grazie della notizia.
-l'assi A PIETRO BURMAN 2207
Per conto del Dandolo, o d'altre cose spettanti a cotesto paese, so
vestirmi de' panni altrui, perchè so le maniere correnti costì. La verità è.
che di quello storico due testi si leggono nell'Estense, ed uno nell'Am-
brosiana, e questi soli io cito. Per questo, né per altro conto, non nominerei
V. R. affinchè non nascesse sospetto, che ella mi avesse dato ciò, che in-
fatti ho qui senza cercarlo altrove.
Essendomi prescritto di non volere storici, che abbiano faticato dopo
il 1500, né il Trissino né il Rucellai fanno per me.
S' io sapessi cosa cercare dal Malachini di composto prima del sud-
detto anno 1500 userei diligenza. Solamente mi farebbe paura 1" essere
tanto moderno il copista per sospetto, che non fosse fedele, e che abbon-
dasse di scorrezioni.
Anch' io m' immaginava, che troppe difficoltà si proverebbono a voler
pescare fra mss. del fu signor Bernardo [Trevisano], e però lasciamo morire
le sue gioje sepolte, le quali però. come. V. E,, saggiamente avvisa, avranno
in parte mutato albergo.
Da Milano mi scrivono que' signori d'averla pregata di non pubbli-
care il catalogo de' miei mss. Credo che abbiano fatto bene: e lodo anch'io
il non parlare se non in generale dell'Opera.
Le rimetto la memoria del ms. Conti, e infinitamente la ringrazio
de" continuati favori, sperimentando io non manco finezza e bontà, che nel
suo degnissimo fratello verso di me.
E qui. con ratificarle il mio rispetto, mi confermo, etc.
Voglia Dio, che non manchi di venire in Italia il signor Apostolo,
perch' egli promette ajuto, et io lo spero.
2025.
A PIETRO BURMAN* in Leida.
Mutinae, prid. Id. Januar. MDCCXXII.
BiBLioTscA Univkusitauia, Vienila.
Certe me ac mea aestimare pluris quam antea coepi, quando is ego tibi.
Vir Clarissime. visus sum, quocum tibi jungendam censuisti amicitiam.
Hanc ambabus ulnis excepi. eamque, dum vita comes erit, tibi invio-
latam servabo; ncque enim humanitati tuae minus debetur. ac splendori
nominis, quod tibi per tuos literarios labores jam parasti, et angore pergis.
Phaedrum ac Vellejum tuos. praeclarissimum nempe munus mihi a D. Hayo,
* Responsive in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ) n." 11 da Leida 1721 -'30.
2208 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*733-
te mandante, allatum aocepi. Miratus sum aspectu primo elegantiam edi-
tionis, quam nulla alia, si quid intelligo, venustate superet aut aequet.
Tum selectis notis, ac potissimum tuis, sum delectatus, in queis et omni-
gena eruditio, et felices conjecturae passim occurrunt. Utinam reliquos
scriptoi'es latinos expolire tua mens ac manus posset: ingenti sane bene-
ficio tum illos, tum i-empublicam literariam tibi devinceres. Ovidio interea
tuo Lucinam faventem precor, ceterisque tuis studiis. An Valerii Flacci
codices, et apud nos rarissimos, vetusta manu scriptos Ambrosiana servet,
non bene memini; sed propediem Mediolanum scribam, ut quid inde spe-
randum sit certior fiam. Verum quid ego tibi prò tuis muneribus rependam?
Verbis tantum nollem. Tuum ergo erit indicare mihi, an apud me, et sub
italico coelo, aliquid sit, quod usui tibi esse possit, et in quo tibi compa-
rando grati animi officium ego implere possim. Veterum quidem inscriptionum
syllogen pollicitus olim fui ; sed hactenus liberare fidem meam non vacavit,
animo in alias curas ac diversa Consilia distraete. Faciam, quum poterò,
et quantum imbecillis mea valetudo sinet. Nunc mihi alia sunt prae ma-
nibus, quorum te conscium opportunius efficiam. Sed tu mihi nihil de in-
genti opere, in quod prò D. Vander Aa incumbis. Ut illud quam primum
perficias opto, de italicis rebus supra modum bene meriturus. Ad ipsum
Vander Aa epistolam liceat heic mihi jungere, cui verbis meis multam
salutem precator. Vale, Vir alarissime, meque, ut facis, amare perge.
2026.
A GIOVANNI FABRICIO in Helmstat.
Mutinae, prid. Id. Januar. MDCCXXII.
Biblioteca Ducale, Gotha.
Tuam quidem eruditionem, Vir clarissime, jamdiu suspiciebam, quippe
toti orbi literario notam ; sed nondum intellexeram, te raram eruditionem
tuam majori etiam humanitate superare. Voluisti me quoque hujusce vir-
tutis tuae testem, missis ad me libellis tuis, quos unusquisque avide exci-
piat ac amet, sed ii potissimum, quibus et bibliotheca curae est, et res
bibliothecaria prae reliquis cordi esse debet. Tua ergo ingenti cum volup-
tate legi, breviora, quam vota mea ferrent, in veni; et nunc si quid possunt
preces meae, te urgeo ut coeptum opus excolere generosius pergas, in totius
nempe literariae reipublicae utilitatem et commodum. Certe methodus,
quam suscepisti, amplam tibi viam aperuit illustrandi literarum ac lite-
ratorum hominum historiae. Quod autem me tuis eruditis elucubrationibus
per clarissimum Facciolatum nostrum donaveris, id mihi quam gratum ac-
ciderit. non facile explicem.
-IT'SSl A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI 2209
Eìqaidem in me non inverno quod me tibi tantopere commendare po-
tuerit. Sed quando coepisti in me tam munifice agore, id praesertim expeto,
ut me amore ac benevolentia tua dones. Nam ad me quod attinet, certo
statue, me ut iu tua magni faciendo ita et in te amando in posterum a
nomine superandum. Quod reliquum est, ex libellis meis, si quis usui tibi
esse potest, libentissime off ero. Tuum erit indicare, menm vero mittere. Si
forte nunc ista in urbe et academia agit clarissimus Eccardus, ille quaeso
plurimam salutem verbis meis precare. Precor ego interim Deum 0; M.
ut te in annos plures incolumem servet. quippe tuum bene valere omnium
interest, qui bonas lite ras amant.
2027.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, lo Gemiaio 17^.
Akchivio Soli Miratosi (R. Dibl. Est.), Modena.
Ho veduto la mostra del primo foglio, e me ne son rallegrato forte,
perchè l'occhio vi ha tutto il suo contento; e crederei che una tale stampa
facesse onor grande alla nostra impresa, a Milano, e all' Italia tutta. Viva
il sig. Bellagatta.
Certo m' incresce l' intendere, che il Fano voglia ristringere l' obbligo
suo ad un solo anno. Adunque i miei conti sono, che V. P. reverendis-
sima non rilasci il vaglia al sig. dott. Pezzi, anzi faccia istanza, cbe al
medesimo sia aggiunta l'obbligazione di darmi, finito l'anno, un'altra si-
gurtà in Modena per mia sicurezza. Veggo il pericolo, che ci resta: ma
finalmente abbiam che fare col sig. marchese Trivulzio, il qnale siccome
cavaliere di tutto onore non permetterà che mi sia fatto torto, ne che
resti delusa la mia fidanza.
Mi ricordi gran servitore al sig. marchese del Borro, e gli dica es-
sere impossibile, ch'io possa partirmi di Modena, perchè ho sul dosso una
tal soma di brighe, anche per servizio del Padron serenissimo, che non
potrei né anche fare un passo in villa. Per altro non credo necessaria la
mia presenza. Basterà che mi mandino il primo foglio, et io dirò quanto
occorre. Intorno al medesimo appunto scriverò oggi al sig. Sassi quanto
crederò bene. Sappia che mi son posto dietro alla Prefazion generale, ha
già qualche settimana, e non c'è stato verso ch'io la possa continuare:
tanti sono gli intrighi. Ma, a Dio piacendo, seguiterò, e farò esserla a
tempo pel primo tomo.
Rispondo oggi ad un gentilissimo foglio del nostro sig. marchese reg-
gente Olivazzi. nella cui grazia la prego di conservarmi.
2210 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*783-
Attenderò i libri di Torino per via del religioso da lei accennatomi.
Dovrebbe anche capitarle dal sig. mai'chese Giuseppe Malaspina un'in-
volto per me. Gliel raccomando forte, perchè contiene un pezzo di storia
antica inedita, che sarà prezioso per la nostra raccolta.
Rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. P. reverendissima.
2028.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.''^ MARGHERITA in Tortona.
Modena, 15 Gennaio 1722.
Eaccolta Palmieri, S. Paolo, Roma.
Come può credere V. S. illustrissima, la mia ansietà è grande per ve-
dere il Caffaro, ma maggiore perchè mi arrivi sicuro. Ne scrivo oggi al
padre residente Lazzarelli, raccomandandogli l'involto quando arriverà.
Cosi con tutto suo comodo aspetterò il favore della Cronaca astense.
Neppur le buone feste ho dato al sig. marchese reggente Olivazzi, per
timore di non essergli molesto; ed ecco ch'egli per altro affare ha scritto
a me, e in tal congiuntura mi accenna la lettera da lei inviatagli, con pro-
cessare la mia coscienza d'aver fatta una si bella dipintura di lui, dicen-
domi d'aspettarla in Milano. Oggi gli scrivo, con aggiugnere il ritratto
di V. S. illustrissima e del suo merito e con assicurarlo del buon servigio
che può sperare da lei Sua Maestà Cesarea.
La mia consolazione è stata incredibile all' intendere che già sia ma-
turato il frutto ch'ella sperava. Ne ho ringraziato Iddio di cuore. Man-
cava questo a lei per cominciare a produrre tutto il suo valore. Me ne
rallegro e le desidero maggiori ricompense e fortune.
Le Quistioni Comacchiesi verranno. Al Padron serenissimo comuni-
cherò le buone nuove che riguardano la di lei persona, e so che ne pro-
verà molto piacere.
Eccole ciò che riguarda la casa Fogliani, e che spererei piacesse al
sig. marchese Eogliani di Piacenza. Ma ricordi un poco a quel cavaliere
di aiutare anche la mia impresa, che riguarda l'onore di tutta l'Italia.
In fretta le rassegno il mio rispetto e mi confermo, di V. S. illu-
strissima.
Fulvio Azzari nelle cronache manoscritte di Reggio conservate nella
Biblioteca estense, ove tratta di Guglielmo Fogliani vescovo di quella
città a' tempi di papa Innocenzo IV, parla della di lui famiglia, stata
sempre in grande stima e riputazione nella patria nostra, della quale
Il ebbe per alcun tempo giusto dominio. Questa col tempo dilatandosi in
-ITSS] A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2211
varie parti, ha posto le sue radici sino in Alemagna, siccome in Piacenza,
ove tuttavia rnantiensi una nobilissima casata con titolo di marcfiese di
Pellegrino, Valdiìnozzolo, di Castelnuovo e Vigozzolo, giurisdiziotii acqui-
state da Corrado Fogliano, mentre si trovava presso di Francesco Sforza
duca di Milano, del quale era fratello uterino per via di Lucia Trezani
da Marciano, poi moglie di Lodovico Fogliani, da' quali nacque il detto
Corrado, che servì in molte imprese e valorose azioni il detto duca Fran-
cesco. Ne sono parimente alcuni in Milano, alcuni in Parma, et altri in
Modena, nella quale ed ognora si sono andati avanzando in varj onori, etc.
Federigo II spedì un suo vicario a Reggio e Parma, acciocché queste
due città, nelle quali sapeva esservi molti parenti d' Innocenzo Papa, per
via d'altre sue sorelle che vi erano maritate, si avessero a mantenere a
sua divozione. Avvegnaché in Reggio di Guido Fogliani, che si trovava
averne una di quelle, vi fossero cinque nipoti suoi, cioè Guido, che man-
tenne la famiglia ; Tommaso, che fu marito di una de' Traversar i signori
di Ravenna; Matteo, che fu Podestà di Fiorenza; Bonifacio, che dopo
l'essere stato Arcidiacono della nostra cattedrale, fu Governatore della
Marca d'Ancona, et Ugolino, che ebbe privilegio sopra Querzola dal
detto Papa.
2029.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 15 Gennaio 1122.
Biblioteca Ambrosiana, Milano.
Tanti sono stati ne' giorni addietro gì' intrichi miei, che non ho mai
trovata via di rispondere, siccome ora fo. all'ultimo foglio di V. S. illu-
strissima che è pregata di perdonarmi. Suppongo il sig. segretario Colla
persona erudita, e che non nasce oggi, come alcuni, alla cognizione delle
antichità, e certo a lui non si fiderebbe l'incumbenza di rispondere alla
Scrittura Romana, se non fosse un valentuomo. Adunque so eh" egli non
darà luogo a scrupoli e vani timori in rivedere i manoscrtti. Niuna cosa
v'è che possa derogare a i diritti di Sua Maestà Cesarea: le altre cose
tutte possono e debbono aver porto franco. Quel solo che mi dà pena si
è la Storia Romana o sia Diario dell' Infessura, che racconta molte cose
nettamente de' suoi tempi con uu brutto ritratto di Sisto IV, Innocenzo Vii!
e Alessandro VI.
Penserò, suggerirò, e poi costi si farà ciò che sarà creduto più
proprio.
Per grazia di Dio ho trovato in prestito il Panegirico di Berengario,
colle note del Valesio, che è troppo raro: e a suo tempo lo manderò.
2212 LODOVICO ANTONIO MURATORI [±'722-
V. S. illustrissima anch' ella pensi al Biglia e non dimentichi la vita di
Filippo Maria, che, secondo me, è un' operetta da stimarsi più che non ha
fatto il Giovio. Per conto dell' Azario almeno, cosi all'ingrosso, vedere cos'è.
Mi ricordo che lo feci copiare pel sig. Apostolo Zeno da un scrittoi'ello
costì ; adunque non sarà a lei molto difficile, se non è stato impossibile a
quell'altro.
Ho veduto la mostra del primo foglio. Veramente quel carattere in-
namora, e la lettera iniziale. Spero che tale stampa farà onore alla nostra
impresa, a Milano e all'Italia; e però ella se ne rallegri in mio nome col
sig. Bellagatta. Ma quel titolo non mi piace, et io me l'era lasciato fuggir
di mente.
Avrei pertanto caro che si formasse nella seguente maniera, o altra
simile.
Historia Miscella, ab incerto Auctore consarcinata. complectens Eu-
tropii Historiam Romanam, quam Paulus Diaconus multis additis, rogatu
Adelbergae Beneventanae Ducis, a Valentiniani Imperio usque ad tempora
Justiniani deduxit, et Landulphus Sagax, seu quisquam alius contintcavit
usque ad annum Christi DCCVJ.
Se potrò avere un po' di riposo, seguiterò a stendere la Prefazion ge-
nerale. Al qual proposito vorrei sapere come ho da contenermi a nominare
i protettori e benefattori. Non lascerò certo indietro il sig. marchese Tri-
vulzio e il sig. marchese Del Borro: non parlo di lei. e del sig. conte Col-
loredo governatore. Il sig. Argelati vorrebbe essere anch' egli registrato,
anzi in capo di lista. Ma che direbbe il sig. Bellagatta? La prego d'in-
segnarmi come m'abbia a condurre, perchè bramerei di aggiustar tutti, e
di non disgustare alcuno.
Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. S. illu-
strissima, etc.
2030.
A VINCENZO VECCHI in Ferrara.
Modena, 16 Gennaio 1722.
Akchivio di Stato, Modena.
Tre sono le lettere di V. S. illustrissima che ho ricevuto. Una conte-
neva i due documenti spettanti a D[onna] L[ucrezia] chesempre sono da
stimare, e faranno gran peso alle occorrenze, considerate bene le circostanze.
Perciò stati ben cari a me e al serenissimo Padrone, a cui ne ho date notizie,
con esporre tutte l'altre diligenze e premure di lei, ottimo cacciatore. Ne
ha r A, S. mostrata molta soddisfazione, e lodato il zelo, e desidera che si
continui la traccia. Ma non appruova già, che si venga mai a violenza
-IT 23] A VINCENZO VBOOHI 2213
alcuna, per evitare gli sconcerti ed impegni. Dice adunque esser meglio
praticar la via dolce di qualche regalo e, occorrendo, mi ha ordinato di
dirle, che dà a lei facoltà di spendere quanto si giudicasse opportuno. In
ciò nondimeno crederei che V. S. illustrissima, potesse procedere con
questo riguardo, di avvisar prima la somma, acciocché se ne ottenesse
precisa approvazione. Intanto il dono di un poco di cioccolata al P. N., può
camminare.
Vedrò quel diploma ottomano, giacché non so intendere, se sii quello
della permuta della Pomposa coli' arcivescovo di Ravenna. Ma il punto grande
sta a far maneggio con quel P. Formigieri ' [ Placido] archivista, per vedere,
se egli mai s' inducesse a comunicare a poco a poco le carte pecore : poiché
allora si manderebbe persona costà, che lavorasse. U P. N. temo che ci
latterà con que'suoi parlari stranissimi, ma senza mai farci toccare cosa
di rilievo. L' altro religioso dovrebbe anche avere le memorie lasciate costi
da chi è morto iu Bologna. Tutto ho confidato al Padrone serenissimo,
ma l'A. S. non ha punto in ment« cotesto religioso regolare. Però V. S.
illustrissima vegga qual via si potesse tenere, e suggerisca, se di qua si
possa fare alcun passo.
Ricevei il documento della libertà conceduta a Clarizia. ma non è
spettante a gli Estensi. Tuttavia, essendo cosa alquanto curiosa, teirei vo-
lentieri qui l'originale nell'archivio: e mi sarebbe anche caro di vedere
l'altre carte.
Sia cura di lei l'intendere meglio le pretensioni di cotesto sacerdote,
con poi avvisarmene. E giacché il medesimo pruova di venire dalla Sca-
ligera, gli chiegga di grazia se sapesse additarmi cronaca alcuna antica
inedita di quella gran casa, perch' io bramerei pure di aggiungerne alcuna
alla mia gran raccolta, che si dispone per la stampa. Ne ho dei Carra-
resi, de gli Estensi, e d'altri, ma nulla de gli Scaligeri; e potrei ben fare
onore anche a lui. E di grazia almeno l'indice delle carte che tiene, che
poi tratteremo; et io saprò ben conservare il segreto.
Non mi pare che sia di gran momento il testamento di uno dei Dossi :
e però non s'incomodi per esso.
Ascolti pure il p. Mazzaferrata che mi pare un religioso di tutto
onore, e di buon cuore. In ogni caso, poco si può perdere badando ai lumi
ch'egli é per dare.
Quanto al segretario, andavo io aspettando un giovane prete de gli
Occarelli del Finale, persona benestante, il quale, quando non avesse preso
impegno con il sig. conte Frigimelica, eh' egli vorrebbe servire senza paga,
per istar sotto ad un valentuomo, tenterei se potessi indurlo a mutar faccia
per venire costà. Mi dicono bene de' suoi costumi, e ho veduto alcuni suoi
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori (li. Bibl. Est.), n." 1 da Modena 1743.
V
2214 LODOVICO ANTONIO MURATORI [±'722 ■
versi, che fanno conoscere competente ingegno in lui. Un altro giovane
doveva venirmi a trovare, ma fin' ora non è comparso. Godo che ella non
abbia più tanta fretta.
Le mando due copie della prima estrazione del nostro lotto, affinchè,
se alcuno costi avesse vinto, possa farsi pagare. Una per lei, e l'altra per
il nostro P. ¥., il quale godo che sia da lei trovato quel galantuomo ch'io
ho sempre conosciuto.
Non s' incomodi per la decima di S. Alessio, finché non venga a lei
chi ne ha bisogno.
So ch'ella avrà raccomandato al sig. Bertani, i miei crediti; a lui an-
cora mosti'i la notificazione inclusa.
Per noi giù la maschera e, muoia la malinconia. La ringrazio di tanti
bei passi che fa per servigio del Padron serenissimo, e mi raccomando
per le carte di cotesto sacerdote, il quale mi dispiace che non abbia oc-
casione di capitare a Modena. Con tutto l'ossequio mi rassegno.
S. A. S. mi ha detto che vuol gridare con lei perchè lascia venir qui
gente a tempestarlo per posti.
2031.
A FRANCESCO BREMBATI in Bergamo.
Modena, 22 Gennaio 1722.
Akchivio Rocchi, Bergamo, edita [234].
Egregiamente. Veggo che V. S. illustrissima non da novizzo ma da
veterano è andata a caccia di cotesto antichità, e mi rallegro con esso
lei dell'ottimo suo genio e buon gusto, e meco stesso per avere trovato
in lei un si buon protettore della mia grande impresa. Le dico pertanto
che mi è necessario e sarà sommamente caro il poemetto De Situ et lau-
dibus Bergotni^ ch'io ho già sentito nominare, ma non mi trovo d'averlo.
Se dunque V. S. illustrissima me lo facesse copiare, o pure se mi man-
dasse in prestito il Teatro Bergomeo, gliene resterei sommamente tenuto
e sarei fedele restitutore. Quando altri non potesse portarmelo, potrebbe
favorirmi nel suo ritorno a casa il Sig. Abate Badia. E giacche questo
grand' uomo mio singolare amico è per capitare in breve a cotesto pul-
pito, avrò ben caro che V. S. illustrissima mi onori di portarsi a riverirlo
in mio nome e a conoscere un oratore che ha pochi pari. S'ella ancora
potesse confrontare esso poemetto stampato col manoscritto ch'ella mi ac-
cenna, notando in margine, se si trovano varianti lezioni, la grazia rie-
scirebbe più compiuta.
-1*7S3] A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI 2215
Di quelle Vite di Santi non ho bisogno. Ben gradirei se si potesse
ottener copia della cronaca Successuum Guelforum, ecc.. con gli altri do-
cumenti annessi o spettanti a quelle terribili fazioni, e lo strumento di
Pace intrinseca con la liolla deìV Assoluzione. Mi manca il Bellafino per
vedere se veramente egli sia dopo il 1500. Sento da lei che arriva fino
al 151(); adunque non fa per me. Quella di Jacopo Filippo, se non comin-
ciasse si indietro, potrebbe servire essendo autore di gran credito.
Ora, giacché la mia buona fortuna mi ha guadagnato la stimatissima
corrispondenza di un cavaliere si gentile com'è V. S. illustrissima, la sup-
plico di adoperarsi, affinchè io possa far onore alla di lei patria, e alla
mia Opera, con qualche suo favore ed aiuto; poiché non mancherò di at-
testare al pubblico le obbligazioni che le avrò per questo. Intanto, con ras-
segnarle il mio rispetto, mi protesto, di V. S. illustrissima.
2032.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 22 Gennaio 1722.
Archivio Soli Muratori {R. Bihl. Est.), Modena.
La mia risoluzione intorno alla sigurtà, siccome scrissi a V. P. reve-
rendissima neir ordinario scorso, è di accettarla benché per un anno, purché
costi sia fatto obbligo di rinnovarla finito Tanno. Già David Pano mi ha
detto d' essere pronto, ma crederei che fosse necessario il foglio sottoscritto
costi, o pure una copia d'esso, dovendosi obbligare il Pano a tenore del
medesimo. Perciò la prego di favorirmi di ciò, come ella crederà meglio.
S' ella può risparmiarmi una lettera al signor marchese Trivulzio, lo faccia ;
e potrebbe inviargli l'antecedente mia, in cui la pregai dell'obbligo della
rinnovazione della sigurtà suddetta. 0 pure gliene scriverò io, dopo rice-
vuta la di lei risposta. Intanto il vaglia del Signor Dottor Pezzi stia
saldo nelle mani di lei.
Con tutta puntualità mi portò il religioso minimo l'involtino da lei
consegnatogli. Ivi si chiudeva l'opera del signor Richa de morbis vul-
garibus, che, tanto tempo è, fu veduta dal nostro signor Corte. Mi ha
quel signore fatto consigliere di S. A. S., sicché da qui innanzi ella mi
porti gran rispetto, per timore ch'io non eserciti questo sublime ministero
contro di lei.
La ringrazio del suddetto involto; ma incomparabilmente più mi preme
l'altro, che scrive il signor marchese Malaspiua d'inviarle. Quando venga
per la posta, paghi per me, ch'io soddisfarò al mio debito, e la pregò di
avvisarmene con tutta fedeltà. Contenendosi ivi un bel pezzo di storia
2216 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'7S3-
antica inedita, ella sarà ben persuasa, che l'aspetto con ansietà: pure
noi fidi, se non a persona sicura. Il signor Redaelli sarà molto a proposito.
Scaricatosi per un'oreccliio il malore vertiginoso, che ha fatto temere
ne' di passati il nostro signor Torti, per la Dio grazia sta bene. Se n 'è
rallegrata tutta la Città, Dio cel conservi, e conservi ancor lei con tutta
felicità. Rassegnandole con ciò il mio ossequio mi confermo, di V. P. re-
verendissima.
2033.
A N. N. in Reggio.
Modena, 22 Gennaio 1722.
Archivio Vallisnikri, Reggio Emilia.
Finalmente questa sera dopo V Ave Maria nella Camera de' signori
fattori ducali, alla presenza del sig. marchese Salvatico, e del signor se-
gretario Santagata. è seguito l'aggiustamento a puntino come si era sta-
bilito prima. Esso signor marchese ha letto per extenstim prima le parole
de' confratelli, e poi quelle di V. S. tenendo sotto gli occhi lo stesso foglio
da me scritto. In fine ha esortato tutti alla buona concordia ; ha detto da
parte di S. A. essere intenzione del serenissimo che i confratelli, a' quali
ha accordata la sua protezione, si servano in bene della medesima, per
maggior culto di Dio, e non già per abusarsene, sperando che anche il
signor arciprete dal suo canto farà lo stesso; e infine ha detto, che tutti
gli atti e memorie della dissensione passata si aboliscano, acciocché non
resti più incentivo a nuove liti. E cosi ecco terminata la gran lite con
riputazione di tutti, e con buon modo ancora di questi mandatarj della
compagnia, i quali hanno placidamente ascoltato tutto, né hanno mosso
pretensione alcuna. Grazie a Dio di tutto.
Prima di venire alla formalità di quest'atto, e d'introdurre i man-
datarj, il signor marchese, e il signor segretario hanno parlato a me per
la pretension delle spese. Ho risposto, pretendersi vanamente, da che i
lor viaggi sono stati solo per calunniare V. S. ; ed avendo essi replicato,
che almeno pel signor Liberato [ Vallisnieri ] ciò correva, ho detto, che la
giustizia tuttavia si faceva per lui, e eh' io non avevo mandato per questo,
ed essere questa una facchineria. Basta : non so se sia finita per questo,
so che non se n'é parlato nell'aggiustamento.
E restato il signor segretario di notificare tale aggiustamento al signor
Governatore, e di pregarlo, che faccia abboccar insieme le parti costi: nel
quale incontro so che V. S. farà comparire la sua mansuetudine, e il suo
buon cuore. Scriverà ancora a Reggio, aifinché sia notificato a monsignor
illustrissimo Vescovo la concordia fatta.
• 1*733] A VINCENZO VECCHI 2217
Dopo 8Ìam tatti andati accompagnando il signor segretario, e in sna
camera s'è votato il pacco. Ho io chiesto conto al sig. Tassoni di alcune
novità. Et egli ha risposto, che, se levò il confessionale vecchio, ve ne
ripose uno più bello e nuovo. Che, per l'invito delle compagnie, lo fece
ad insinuazione del serenissimo signor principe Foresto ; ma se gli è risposto,
che doveva passarne parola a lei. Per l'ufìzio dice, che avendo trovato
indebito il dare la doppia al di lei cappellano, siccome varj teologi l' ave-
vano assicurato, e volendo V. S. persistere in tal pretensione, egli, affinchè
non si ritardassero i suffragi, aveva fatto celebrare altrove.
Poscia ha mostrato, esservi alcuni capi controversi fra V. S. e la
compagnia e spezialmente per due messe il mese, le quali o non son ce-
lebrate nel mese, o in fine dell' anno non son celebrate tutte. Et altre cose,
che non ha accennato. Si è restato, che mettano tutto in carta, e che
qui sarà tutto regolato per l'avvenire, a fine di levar le occasioni di con-
tese. Perciò anche V. S. potrà inviarmi nota di quello, che le parrà com-
petente a lei: che tutto sarà esaminato, et io non mancherò di assistei'la.
Osservi, che cotesta gente, non potendo ottenere rifacimento di spese
dal signor Liberato, le addosserà alla compagnia. Vorrei ch'ella non si
riscaldasse per questo ; ma solamente dicesse, che veramente le par grave :
e con tuttociò le appruova per conto suo, riserbando però a i superiori il
giudicarne meglio. 0 pure pensi a qualche altro ripiego mite, che non
rompa l'armonia stabilita.
Con un po' più d'agio le invierò copia dell'aggiustamento, e intanto
rallegrandomi d'averla servita, e desideroso di maggiormente servirla, con
tutto lo spirito mi protesto, di V. S. illustrissima.
2034.
A VINCENZO VECCHI in Ferrara.
Modena, 23 Gennaio 1722.
Archivio di Stato, Modena.
Beach" io non abbia veduto in questa settimana lettera di V. S. illu-
strissima pure suppongo che le sia capitata una mia dell'antecedente
venerdì, la quale mi premeva molto. Intendo che cotesto P. Formigieri sia
prefetto di S. Benedetto di Mantova, e Priore. Vegga, di grazia, come si
potesse introdurre commerzio con esso lui.
Nella ricerca di un segretario per lei io mi sono arrestata e s' è pure
arrestata qualche altra persona, al sapersi, che sia venuta costà a servirla
un figliuolo di Domenico Mazzi, il quale ha scritto di star bene, né mostra
di doversi partire. Se questo non fosse stato, mi si era presentato un figlio
2218 LODOV^ICO ANTONIO MUEATORI [IT'SS-
di M. Giovan Battista cuoco di Corte, Carlo Baracca, che già era nella
posta, Lucchese, che mi dicono avere tutte le abilità e buoni costumi, ma
che per essere straniero non finisce di piacermi, e un altro giovane che
non ho peranco veduto. Ora ella mi scriva se debbo desistere da ogni
altra ricerca.
Le mandai V estrazione prima, del nostro lotto. Le trasmetto ora l'invio
per la seconda, acciocché se alcuno sperasse costi di essere più fortunato,
quest' altra volta possa concorrere.
E con tutto r ossequio mi ricordo.
2035.
A PIER CATERINO ZENO in Venezia.
Modena, 2i Gennaio 1722.
Bibliote<;a del Seminabio, Padova-
Le giunte ai Cortusii sono in mia mano. Farò copiarle, e le rimet-
terò sicure a V. R. fuori di posta. Intanto premetto i miei più dovuti
ringraziamenti per gli atti di tanta bontà, ch'ella mi fa godere, e per li
quali le sarò eternamente obbligato. Scrivo oggi alla signora Contessa Paola
Conti, moglie del signor conte Manfredo pi r vedere, se potessi ottenere in
prestito il codice da lei accennatomi, e senza far motto di chi mi ha sco-
perto il tesoro. Collazionai la Storia dei Cortusii con un buon codice del-
l'Estense: tuttavia non sarebbe se non bene di poter anche valersi di co-
testo. Cosi ho fatto parimente di Albertino Mussato, e di Rolandino.
Pazienza, se il Giornale va lento alla stampa. Purché viva, questo dee
bastare. E certo faccia V. R. quanto può per tenerlo in piedi, essendo
opera di troppa importanza, e dirò anche necessità per l'Italia. M'imma-
gino, che favellando in esso della mia grande impresa, non farà comparire
il catalogo de' miei manoscritti, così ancora desiderando que' Signori di
Milano. Ho veduto la mostra del primo foglio di quella stampa, e spero
che farà onore a i poveri Italiani. E ce ne ha ben bisogno, perchè ella
veda, come gli Ingegni sono addormentati, ed escono si di rado Opere di
gran pregio fra noi, né si fanno edizioni di molta stima. Mi piacque ben
assaissimo il San Gaudenzio del sig. Canonico Gagliardi.
Rassegnandole con ciò il mio rispetto, mi confermo, etc.
~l'7iì2 I Vn ANTONIO RAMBALDO DI COLLALTO 2219
20B6.
AD ANTONIO RAMBALDO DI COLLALTO in Vienna.
Modena, 29 Gennaio 1722.
Abchitio Collalto, Fimitz.
Non potevo io desiderare miglior incontro di quello che ho provato
col gentilissimo nostro sig. Gentilotti. avendo egli con tutta finezza preso
ad aiutarmi per l'edizione di Sicardo. Già il mio manuscritto inviato al
sig. conte Guicciardi sarà in sua mano, e ne spero ogni favore. Ma io son
come certi buoni frati, che da una casa non vogliono oggi che la pagnotta,
e domani si mettono a pretendere vino, legna, minestra etc. In cotesta
cesarea Biblioteca si conserva un' opera manoscritta di Gotifredo da Vi-
terbo nostro Italiano, diversa dall' altra, che è stampata, ove si tratta
spezialmente delle genealogie de gli antichi principi. Ne fa menzione quel
benedetto Lambecio, eh' io non ho, né spero mai di avere.
Ora io bramerei che V. E. destramente s' insinuasse col sig. Genti-
lotti per sapere, come va la faccenda di Sicardo ; e poi s' industriasse di
ricavare cosa veramente contenga 1" opera suddetta inedita di Gotifredo ;
e. se vuol' anche parlarne svelatamente, lo faccia.
Intanto procedo con riguardo, perchè non vorrei comparire quell' in-
discreto, che forse sono, col comune amico. Quando tal' opei'a trattasse
solo de i re ed imperatori lontani da' tempi del suddetto scrittore, ne
farei poco capitale, perchè vi avrà delle favole senza numero.
Ma se mai la sua fatica abbracciasse ancora i vicini a' suoi giorni,
sarebbe pure ancor questa una gioia per la mia gran raccolta, la quale
si va sempre più disponendo per la stampa in Milano, giacché quegli é
scrittore antico, e de' nostri. In ogni caso nella Prefazione da me fatta
all' altra opera di < xotifredo, aggiungerei le notizie, che imparassi dal-
l' altra. Prego V. E. di adoperare il suo zelo e spirito per ottenermi tal
grazia, per cui resterò sommamente tenuto a lei, e al sig. Gentilotti.
Mi sono poi insuperbito non poco, perché più d' una volta mi ho
sentito dolcemente fischiare all' orecchio de' brindisi fatti alla mensa di
V. E. per la mia salute.
Ringrazio lei, ringrazio infinitamente quella gran Dama, che anche
in gran lontananza mi ha presente nell' ore liete. Anch' io fo voti continui
per la loro felicità, e la prego de' miei rispetti a si benigna e gentile si-
gnora. Con che ratificandole il mio rispetto, e raccomandandole, che, quando
s' incontrerà a vedere il P. Paoli, e il nostro sig. Zeno, gli assicuri del
mio ossequio, mi confermo, di V. E.
2220 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*7S3-
2037.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 29 Gennaio 1722.
Abchivio Soli Muratobi,, (R. Bibl. Est.), Modena.
Nell'ordinario passato significai al sig. Argelati ciò ch'io desiderava
dal sig. marchese Trivulzio, e il pregai di parlarne. Se la sua prima
lettera non mi dirà d' averlo fatto, scriverò io a dirittura. Intanto, se
V. P. reverendissima volesse mandarmi 1' originale dell' obbligazione già
fatta da esso sig. marchese, la riceverò volentieri, perchè la credo neces-
saria qui, affinchè, a tenore d' essa, il Fano faccia la sua sigurtà.
Un' altra lettera tutta piena di gentilezza verso di me, scrittami dal
nostro sig. marchese Reggente Olivazzi, esigerebbe risposta; ma io sa-
pendo, che non mancano a lui fasci di lettere, liti, e intrighi senze numero,
prego la di lei bontà di rassegnargli il mio rispetto, e di ringraziarlo in-
finitamente per tanta benignità, eh' egli usa meco, e per gli favori, che
ha compartito ad un mio buon -amico. Quand' anche la fortuna non corri-
spondesse a i di lui favorevoli uffizi, non saranno men grandi le obbligazioni.
Aspetto il sig. Redaelli con quel tesoretto. eh' ella gli ha consegnato.
E qui, ratificandole il vivo desiderio d" ubbidirla, con tutto il rispetto mi
confermo, di V. P. reverendissima.
2038.
A VINCENZO VECCHI in Ferrara.
Modena, 30 Gennaio 1722.
Archivio di Stato, Modena.
Staremo attendendo ciò che riuscirà a V. S. illustrissima per mezzo
dell' avvocato mediatore, avendo ella appunto presa quella via, che più
si appruova dal Padron serenissimo. Certo sarà bene trattare col religioso
nostro paesano, senza che l'altro mugnajo di strani concetti lo sappia.
Ma io mi strassecolo, perchè quando era tempo i nostri maggiori non
raccogliessero con tanta facilità quello, che ora si va con tanta pena men-
dicando. Pazienza: fare ora quanto si può.
Quanto al segretario, il sig. Lucrezio, aiutante di Camera di S. A. S.,
il quale mi parlò dell' Occarelli, mi dice gran bene di tal giovane, e che
non osterebbe punto Y esser egli persona comoda, poiché servirebbe con
-IT* SS] A FRANCESCO ARISI 2221
puntualità, et è persona savia e capace. Il figlio di M. Giovan Battista è
chierico; fece ogni sforzo per servire il sig. marchese Coccapani; ma
questo cav. ha risparmiato la spesa. Il crederei a proposito. Ma sto so-
speso perchè ha da essere da me un figliuolo del sig. Corti, sacerdote,
quello che cantava le lamentazioni a' Cappuccini, il quale è giovane sa-
nissimo, per vedere che carattere e abilità egli abbia, e se volesse venire.
Allora V. S. illustrissima sceglierà.
M* immagino che il sig. Bertani abbia a cuore la riscossione de' miei
crediti, tuttavia sono a pregarlo di sollecitarlo, trovandomi in più d' un
bisogno per impegni, ch'io facilmente prendo, benché non abbia fonda-
mento che su coteste mie poche rendite.
Con suo comodo ella vedrà il prete Scalabrini. E intanto, con desi-
derio continuo di ubbidirla, mi rassegno.
2039.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 5 Febbraio 1722.
MnsKO Civico Crkmosksc, edita [203].
Amico amatissimo.
Se voi siete Conservatore di cotesta città solamente per conservarne
sepolte quelle storie vecchie, che potrebbono fare onore alla patria vostra
e alla mia gran raccolta, la quale si va disponendo per la stampa in Mi-
lano, io vi sosterrò con carta, penna e calamaio, che voi siete un cattivo
Conservatore. Leggete un poco l'annessa, che mi rimanderete poi. e tro-
verete avere ancor voi maniera di concorrere al mio disegno. Ho cronache
di tante altre città: gran cosa sarebbe che l'unica città di Cremona, città
tanto cospiscua. nulla potesse contribuire. Di grazia sbracciatevi un poco,
e trovate conto di ciò che il sig. abate (Jarbelli ' [Filippo], straniero, ha
scoperto alla barba di voi. che siete e cremonese e cronista di Cremona.
L' opera di Galvano Fiamma 1' ho e non occorre altro per essa. Vorrei
quella del Guidetti. Sospiro quella antichissitna che comincia dalla con-
quista di Terrasanta, siccome ancora le memorie manoscritte de' vostri
antichi magistrati.
Mi raccomando vivamente al vostro amore e zelo. Non trovate scuse,
che altrimenti vi scomunico. Questo sia il vostro carnevale. Mi ricordo
intanto, etc.
• Sue lettere in Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), n.° 19 da Brescia 1722-'^.
Epistolario di Lodovico Antonio Muratori — V^oL VI. Ul.
2222 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'T'SS-
2040.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 5 Febbraio 1122.
Archivio Soli Mukatobi, (R, Bibl. Est.), Modeua.
Adunque, giacché il sig. marchese Trivulzio non ha difflcultà a far
l'obbligo per la rinnovazione della sigurtà, io la prenderò qui dal Fano,
il quale credo che giugnerà ad obbligarsi per due anni. Ringrazio V. P.
reverendissima per la copia della scrittura inviatami, e per gli versi del
nostro Puricelli. M' immagino, che S. M. Cesarea si rallegrerà al vedere
sì allegri cotesti suoi sudditi, perchè credei'à non essere si pesanti le
contribuzioni, come va dicendo taluno. Ma infine è meglio ridere che
piangere nelle disgrazie, quando a ogni modo le disgrazie si hanno a
soffrire.
È qui chiamato il P. abate di Reggio. Si dee manipolar qualche ne-
gozio. Ma in fine io vorrei eh' ella non avesse a consolarsi sempre colla
sua coraggiosa filosofia.
Scrivo al sig. marchese Trivulzio, pregandolo di consultare confiden-
temente il sig. Sassi per sapermi dire, come ho a governarmi nella Pre-
fazione generale intorno al nominare i promotori della gran Raccolta:
che bramerei di non disgustare alcuno, e di mostrarmi grato a tutti.
Quando ella potrà vedere T uno o Y altro, se ne mostri consapevole, e
cavi terreno, e poi tenga il segreto con favorirmi d' avviso.
E vicina la partenza del serenissimo signor Principe Gio. Federico
[d'Este] verso Venezia e Germania. È mancato di vita il vecchio e stupido
conte Valentini. In Reggio danze non poche, ma forse non molta interna
allegria. Con tutto lo spirito mi confermo, di V. P. reverendissima.
2041.
A GUIDO GRANDI in Pisa.
Modena, 6 Febbraio 1722.
R. BiBLiioTBCA Nazionale Centrale, Firenze.
Giacché a me non viene il Giornale de Letterati d' Olanda, mi è stato
carissimo, quanto ho inteso da V. P. reverendissima intorno all'estratto
delle mie Antichità Estensi. Nella prefazione accennai ciò eh' io intendeva
di fare nella parte 11."^ intorno alle Italiane. Poco importa, se non mi sono
-l'assi A VINCENZO VECCHI 2223
bene espresso. Il punto sta ch'io possa ottener tanto dalla mia poca sanità,
da poter mantenere la promessa. Ma subito che sarò spedito dalla gran
mole de gli Ucriptorum Rerum Italicarum se Dio mi darà forza e vita,
ripiglierò quell'argomento, benché si vasto, che mi fa paura.
Pazienza, se Pisa non mi potrà somministrare cronaca alcuna, so
nondimeno, che ve n'ha una antica, ma non so se più si conservi costi.
Fors' anche la paurosa politica presente si opporrà a" miei desiderj. Pure
da altre di cot«ste città spero soccorso. Intanto si dispone la stampa, e
mi vo lusingando di poter anche pubblicare il buon Sicardo cremonese.
Gran quantità di antichi documenti inediti sta in mia mano, e tutto
è alla disposizione di V. P. reverendissima : e ne ho de' tempi di S. Ro-
mualdo: ma non mi sovviene d'avere mai veduto cosa spettante a quel
santo abate, perchè non ho pescato in quelle parti, dove egli visse ed
operò. Andrea Dandolo che fiori nel 1340 ne parla nella sua cronaca inedita,
ma solamente per relazione di S. Pier Damiano. Ella vegga, e suggerisca,
come avessi da servirla, e mi avrà ubbidiente. Intanto mi rallegro pel bel
diseguo, ch'ella ha per le mani, e le prego sanità ed ozio per tutto. E. no-
tificandole il mio ossequio, mi confermo, di V. P. reverendissima.
2042.
A VINCENZO VECCHI in Ferrara.
Modena, 6 Febbraio 1722.
Akchivio di Stato, Modena.
Noji ho potuto comunicare al Padron serenissimo 1* ultima graditis-
sima di V. S. illustrissima, perchè ora il meditato viaggio del serenissimo
Principe Gio. Federico, occupa i pensieri e il sito delle udienze : e proba-
bilmente, finché non è spedita questa faccenda, io non andrò all' anticamera.
Dicono che nel martedì venturo s' abbia a fare questo gran passo : sicché
anche V. S. illustrissima si disponga per fare incontri. Allora poi parlerò
del riordinare cotesta Computisteria; e intanto mi potrà ella dire, che
spesa ella credesse che potesse occorrere, perchè questo è il punto prin-
cipale da considerarsi.
Mi è stata cara la copia del Diploma ottoniano, perché veggo con-
servarsi costi r originale, benché si gravemente impugnato dall' intrepido
furiano. M' immagino che di più non possa aspettarsi da chi è senza sugo,
giacché a noi probabilmente non serviranno i regali, che vorrebbe farci
queir altro suo amico pretensore d' imperi. Ho riso a udire i suoi fantasmi.
Ottimo colpo bensi è stato V altro d' avere trovato nel P. F. disposi-
zione si amorevole nel favorirci. Può immaginarsi V. S. illustrissima che
2224 LODOVICO ANTONIO MUKATOBI I l'T'SS-
attenderò con impazienza la copia di que' notandi, dalla lettura de i quali
dipenderà il prendere altre risoluzioni. Vengano dunque che saranno ben
veduti anche e graditi dal Padron serenissimo. Tutto servirà a far meglio
conoscere quanto più sia attivo ed attento che non era l'antecessore, chi
presentemente empie cotesto posto.
Ho filo col P. Tamburini, ed anch' egli mi accenna quanto ella mi ha
significato intorno ai manoscritti del P. Bacchini, e da lui pure aspetto
soccorso. Mi dice il signor segretario, a cui ho confidato 1' ultimo foglio di
V. S. illustrissima, che la vacchetta del Saracchi è in Roma, e fu pro-
dotta ne' congressi, e nulla v" era che a noi nocesse. Certo che 1' atto della
tutela premerebbe d' esser veduto. La di lei prudenza farà quanto potrà.
Probabilmente nulla si troverà di buono che non sia stato esplorato.
Vorrei pure servirla d'un segretario, ma mi truovo tuttavia aìVAbici.
Avendo io parlato al sacerdote Corti, s' è scusato colla poca sanità del
padre, e col aver egli Zecchini 150 oltre a qualche incerto nel tenere le
scritture delle Stimmate, e la messa certa. Il figlio di messer Gio. B. è
imbrogliato, perchè il sig. conte Tardini, l' ha impegnato a servire alla
sua persona, cioè al Magistrato degli alloggi, facendogli sperare la paga,
la quale intanto è goduta da don Gio. Noceti, mandato a Reggio per ser-
vire colà il sig. vice governatore Cimicelli. Gli ho detto che si serva in
cotesta congiuntura per decidere della sua fortuna, e starò a vedere che
ne seguirà. Sicché si riduce 1' offerta sicura di un segretario al sacerdote
Occarelli, il quale bramerebbe di venire, e ne ha parlato al sig. arcidia-
cono, ed è stato anche a trovar me con dirmi non dover punto far osta-
colo, ch'egli goda qualche comodità, perchè saprà obbedire e servire. È
giovane di molta civiltà, e mi dicono di buoni costumi. Vegga se potesse
proporsi al partito, eh' egli venisse a provar lei, e a dar pi'ove di se stesso,
senza obbligarsi a uno stabile accordo, se non dopo la pruova.
Con, che ratificandole il mio rispetto . . .
2043.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 12 Febbraio 1722.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [176].
Ottimamente ha fatto V. S. illustrissima in ritardare il principio della
stampa, giacché restava da far il confronto de' manoscritti, il quale potrà
recare gran lustro alla nostra edizione. E mi son ben rallegrato in ap-
prendere che tal collazione abbia fruttato varie importanti lezioni. Riuscirà
vago ed utile il mirare impresso con diversi caratteri, ciò che è di Eutropio,
-l'rSS] A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2225
di Paolo Diacoru), e dell'Autore della Miscella. Vero è che la Mtscelta
intera manoscritta costì non si ritruova; ma non sarà poco il guadagno
fatto su i due primi autori. Se ella crederà bene di aggiungere alla Pre-
fazione di essa Miscella quanto è stato operato costì per renderla più
perfetta, ne avrò gusto, se nò. farò io essa giunta. Bisogna poi ricordarsi
di aggiugnere al Titolo d' essa Miscella exacta et castigata ad manuscripios
codices ambrosianae liibliothenae. E così lo stesso a Giornarule, e Paolo
Diacono, confrontata che sia la loro Storia Gotica e Longobardica. Ma
del codice di Monza non odo più farsi parola, e pure gioverebbe assais-
simo l'avere consultato ancor quello: e ben lo raccomando.
Ho scritto al sig. Argelati, che pensi come possa farsi, perchè, nelle
note del Valesio al panegirico di Berengario, entrano alcune parole greche,
e a ciò sono necessari i caratteri.
Al sig. marchese Trivulzio 1' ordinario scorso scrissi intorno a quattro
storici, che si conservano nell'Ambrosiana, e che io non ebbi tempo di
copiare, cioè Tolomeo da Lucca, Sozomeno da Pistoia, Bonincontro Morigia
e Bertiardo Gurdone per le Vite de i papi. Basterebbe prender ciò che i
due primi hanno dall' anno 800 ed anche più tardi, fino a i lor giorni.
Di Bernardo, ciò che scrive dall' 870, sino a' suoi tempi. Del Morigia non
so ben dire. Quand' anche tali autori si mettessero nell' ultimo Tomo ver-
rebbero a tempo. Io certo avrò vergogna di dire, che si truovano costì, e
che non si son potuti stampare. Ciò mi resta da aggiugnere alla Prefa-
zione generale, che ho già distesa, siccome ancora i nomi di quei Signori,
che costi favoriscono l'impresa.
Attendo il Biglia; e in breve dovrebbe giugnermi il Caffaro autore
antico della Storia di Genova, che sarà un bel regalo al pubblico.
Nella Raccolta del Dachery v' ha da essere un' opuscolo di Rotario
vescovo di Verona, in cui descrive un suo viaggio fino a Roma, che con-
verrà inserire. Di grazia lo truovi. ed esamini.
Mi prevarrò di quanto ella confidentemente mi accenna intorno al
sig. marchese del Borro. Ma ho bisogno d' altri lumi per non fallare nella
suddetta .Prefazione generale: del che ho scritto anche al sig. marchese
Trivulzio.
Da Pavia mi avvisano, trovarsi presso quei canonici lateranensi
uu* opera voluminosa Augustini Ticinensis, che fiori circa il 1490. o pure
più in là, arrivando solo ad Eugenio IV. Nelle Vite de i papi comincia
dalla nascita del Mondo : e conduce la storia fino a" suoi giorni. La parte
più moderna di tal' opera potrebbe servire ; ma sarebbe necessario che
qualche valentuomo potesse ben considerarla, e sapesse scegliere ciò che
fa a proposito. Non credo che il Padre Lettore Beretti [ Giovan Gaspare ]
sia molt« confidente di quei religiosi. Come potrebbe farsi?
2226 LODOVICO ANTONIO MURATORI [ 1*7 33-
Ed ecco a V. S. illustrissima un gran fascio di cose. Ella perdoni, e
faccia quanto più può per favorire l' impresa ; perchè se non avessi lei costi,
mi troverei troppo imbrogliato, per non dir anche disperato. Con vivo de-
siderio d' obbidirla mi confermo, di V. S. illustrissima.
2044.
A VINCENZO VECCHI in Ferrara.
Modena, 13 Febbraio 1722.
B. Archivio di Stato. Modena.
Ho poi comunicato al Padron serenissimo tutto quanto V. S. illustris-
sima mi significò nel!' antecedente sua intorno all' operato co' due neri, e
TA. S. ha mostrato molto gradimento della di lei attenzione, e desidera
che si continui per ricercare quanto si potrà massimamente dal P. Formi-
geri. Probabilmente nulla si avrà di profitto di casa Pellegrini, perchè, o
non vorranno vendere, o, anche vendendo, si troverà che la vendemmia è
stata fatta da altri: perciò V. S. illustrissima vada cauta in azzardar
danaro per questo.
Mi parlò l'A. S. del ritratto della Beata Beatrice; ma l'influsso che
presentemente corre è di guardarsi dalle spese. E per questo avendo io
esposto il bisogno di rassettare cotesta computisteria, e il frutto che se ne
può raccogliere, la risposta è stata: che io me la intenda col signor mar-
chese Salvatico; e ciò interpreto io per poca voglia di impiegare danaro
in questa faccenda. E tanto più perchè esso sig. marchese va dicendo che
si ricava molto poco da tanti effetti che ha in cotesto parti la serenissima
Casa. Sicché ella esamini che cosa converrebbe per un tal fatto, ed ac-
cenni, ma con figurarsi nello stesso tempo, che non se ne farà altro. Ci
penserà chi v'ha più interesse.
Tutti quanti i rogiti, che portino quel titolo si decoi'oso, saranno
cari ; perchè uniti insieme formano il trattamento comune ; e questo a menti
disinteressate, comparirà sempre per un punto di sommo rilievo, ed anche
decisivo. Il signor Occarelli, cosi persuaso dal signor arcidiacono, ha scritto
all' improvviso l' inchiusa, che mando per notizia del suo carattere, poten-
dosi per conto dell' abilità sperare molto più da un poco di pratica, giacché
r ingegno non manca. Gli ho detto che per ora V. S. illustrissima non
vuol provvedersi; ma che nondimeno speri. Poiché quant' all' indipendenza,
io me la prometterei da questo giovane, non dovendosi ella punto forma-
lizzare perchè mei proponesse il signor Lucrezio, essendo ciò seguito ac-
cidentalmente, e mentre esso giovane ad altro non pensava, che a servir
(jratis il signor conte Frigimelica.
-l'TSS] A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI 2227
Quando il signor Bertani avrà in pronto qualche rugiada per me, di
grazia me lo accenni, perchè mi truovo in qualche angustia per gli debiti
da me fatti, nelle argenterie del lotto, le quali io credevo che si avessero
a smaltire, e la gente ha più tosto voluto il contante.
Le rassegno il mio ossequio e mi confermo.
Dicono che. passate le ceneri, si metterà in viaggio il serenissimo signor
Principe Gian Federico [ d' Este ].
2045.
A NICCOLÒ BERTANI MASINI in Ferrara.
Modena, 20 Febbraio ÌT^.
Raccolta Fsrkajoli, Roma.
So che il signor commissario avrà raccomandato a V. S. 1* esazione
di cotesti miei crediti : ma, ritrovandomi io in qualche angustia per alcuni
miei interessi ed impegni, non posso di meno di non portarle a dirittura
le mie preghiere, affinchè ella mi favorisca di sollecitare l' unione di quanto
ella potrà inviarmi di soccorso. Già sono maturi molti crediti: ed io del-
l' anno prossimo passato non ho ricavato se non quella somma, che ella
mi portò. Di grazia s'affretti per favorirmi, che gliene sarò ben tenuto.
E intanto desiderando le occasioni di servirla, mi confermo di V. S.
2046.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 26 Febbraio 17^.
Abchitio Sou MnRATORi ( E. Bibl. Est. ), Modena.
Fece poi questo David Fano la sigurtà per due anni; sicché ne ho
abbastanza per ora. Resta che V. P. reverendissima, se fosse richiesta
della restituzione del vaglia del signor Pezzi, risponda di doverlo tenere
per sicurezza, che, finiti i due anni, mi sarà confermata la sigurtà ne gli
Stati del Serenissimo.
A me dà fastidio la pretensione mossa da cotesta Inquisizione per la
revisione de" manoscritti. Ne scrivo oggi al signor bibliotecario Sassi,
giacché anch' egli me l' accenna. Ma a buon conto mi consola V avviso,
che già si dispongono le cose per dar principio alla stampa. Dio ce la
mandi buona.
2228 LODOVICO ANTONIO MUEATOBI ^ [±'722-
Non so cosa possa inviarmi l'Argelati, se non fosse la storia ma-
noscritta del Biglia. Quando poi si trattasse d* interesse suo proprio, ella
vedrà se vuol ricevere di simili pesi.
Oh quella benedetta pace, che pare s" avvicini nella prossima apertura
del Congi'esso di Cambray, vorrei che la vedessimo anche ne' nostri paesi ;
e pure ella più si allontana. Glielo scrivo con mio sommo dispiacere. Ieri
l'altro alle 4 ore di notte mancò di vita la principessa Scalza. Ella sarà
a pregare per noi, che ne abbiamo gran bisogno.
Rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. P. reverendissima.
2047.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 26 Febbraio 1722.
Biblioteca Ambrosiana, Milano.
Sia col nome del Signore il principio della nostra stampa, quando
seguirà. Ma confesso il vero che mi dà qualche noia e pensiero la contro-
versia insorta con cotesto Inquisitore che so essere mal vecchio. Non
vorrei, che di qua venisse lo spirito della vendetta contro dell' Opera,
benché spero eh' ella noi meriti. Oso dire, ma non so bene s' io parli a
proposito, che si potrebbe permettere, che l' Inquisitore segretamente ve-
desse i manoscritti, ma senza poi dare Imprimatur, né Puhblicetur perché
cosi resterebbe salvo il diritto del Principe e si farebbe un' atto di rispetto
a quel Tribunale, acciocché anch' esso potesse chiai'irsi, che non si vuole
stampare roba disdicevole a' costumi, né contraria alla religione. Ma biso-
gnerebbe bene, in tal caso far patti chiari, e assicurare la restituzione dei
manoscritti. Il punto, che mi preme, é che essi manoscritti non abbiano
mai da andare a Roma, perché non la finiremmo mai. Tuttavia mi rimetto
in tutto alla prudenza di cotesti signori e di V. S. illustrissima.
Mi scrivono, che i suddetti signori pensano, che niun di loro sia no-
minato nella Prefazione. Me ne dispiace, perché vorrei pure attestare le
mie obbligazioni. Ma certo vo' nominar Lei, il signor Bianchi, e il Bel-
lagatta.
Di tutta mia consolazione è quanto si é operato e si vuol operare pel
confronto di cotesti manoscritti. Ma é un grave incomodo quello di dover
far copiare i libri stampati. Mi raccomando, che la copia sia riletta e col-
lazionata con essi stampati, perché troppo spesso accade, che scappano
delle parole e de i sensi. Quando manderò nota de gli altri stampati che
si avranno da ripubblicare, ella saprà dirmi, se si trovano costi: perché
anch' io soccorrerò di ciò che è puramente necessario e indispensabile.
- 1*7 SS] A. VINCENZO VECCHI 2229
Il Biglia non s*è peranohe veduto. Aspetterò dnnque anche il ma-
noscritto d' Asti, non avendo io. su tale speranza, mandato mai costà la copia
ch'io aveva.
Fo benissimo capitale anch'io àe' Commentari àe\ cardinale Papiense.
e sarà buono il Diario della guerra di Carlo Vili; ma questo non so
d'averlo. Cosi vo' prendere i Commentari d'Enea Piccolomini, o sia Pio II.
attribuiti a Gobelino Persona, De Antiquitatibus V'icecomitum, utile e ne-
cessario, e godo che la Vita di Filippo Maria comparirà più corretta.
Nel catalogo stampato dal Vander Aa v' ha un' opera di Sicilia, che
forse io nou ho; e però se si avrà un giorno costi, bisognerà aiutarmi.
Intanto ho scritto a Palermo, perchè sapendo io, che colà si stampa una
Raccolta de gli storici Siciliani, me ne mandino, subito che saranno all' or-
dine, una copia.
La prego di aggingnere ne' titoli de' libri stampati, che saranno stati
riveduti, nuper o in hac nova editione ad Manuscriptos Codices exactus,
castigatus, o cosa simile, come fa il Vander Aa.
Dica al signor Bianchi, che nelle mie Prefazioni il prego di ritenere
la mia ortografia; cioè io non uso accenti, scrivo quum, Celis etc. Badi
bene a i dittonghi, acciocché in vece d' oe non incappi fuora l' ae. Si ri-
cordi ancora, che in cima ad ogni foglio sia il titolo della Storia, che si
stampa, mutandolo poi, allorché ne arriva un' altra.
Del resto, se io fossi più a tempo di consigliare, amerei, che ritenes-
simo, per quanto si potrà 1' ordine cronologico delle Opere, e per conse-
guenza il Malvezzi non entrerebbe nel primo tomo ; ma bisognerebbe con-
tentarsi della Miscella, Giornamle, Procopio, Paolo Diacono, Erchemperto,
le Vite de' Vescovi di Ravenna di Agnello, Anastasio Bibliotecario etc.
Ci pensi.
Con tutto lo spirito mi rassegno, di V. S. illustrissima.
2048.
A VINCENZO VECCHI in Ferrara.
Modena, 27 Febbraio 1722.
B. Archivio di Stato, Modena.
Mi rallegro che sia passata cosi bene la visita fatta a Ferrara dal sere-
nissimo signor Principe Gio. Federico [d'Este]. e che V. S. illustrissima
con tanta proprietà ed attenzione abbia condotto la faccenda. Il donativo da
lei offerto merita lode da tutti ; e giacché ora in Corte son tali occupazioni
brusche disgustose, eh' io ben volentieri ne sto alla larga, non ho man-
cato di ben infoi'mare il signor marchese Coccapani. acciocché egli de-
2230 LODOVICO ANTONIO MURATORI [IT'SS-
stramente lasci cadere ciò che riguarda la persona di lei; e son certo che
l'avrà fatto. Di nuovo me ne rallegro.
Interrogato il Rizzi, s'egli abbia parenti costi, e spezialmente donne,
che servono in casa d'alcuno, mi ha assicurato di no. a riserva di due
cugine maritate ambedue. È stato suo padre a confermarmelo, e mi son
fatto lasciare il nome loro, affinchè V. S. possa meglio chiarirsi, se sieno
diverse da quella, che serve in casa Bevilacqua. Mi viene anche detto
assai bene dei costumi di questa giovane, e perciò tanto più ho gusto di
averla proposta.
Perchè io ora non mi sento di capitare al trono, comunicai al segretario
le curiose proposte di quella zucca, acciocché intendesse gli oracoli. Altro
non ho udito, perchè altro v'è stato da pensare e parlare. Se ne avrò ri-
sposta, lo saprà anch'olla; ma intanto nulla perderà, anche non venendo
risposta. Per risparmiare a V. S. che ha tante brighe, la briga totale di
cotesti miei interessi, mando oggi al sig. Bertani un mandato e procura
per accudirvi; ma gli scrivo, essere mia intenzione, ch'egli né più né meno,
se l'intenda con esso lei, e da lei dipenda anche in questo. Perciò la sup-
plico di conti Quarmi la sua benigna assistenza e protezione, e di andare sol-
lecitando il medesimo : e qui, rassegnandole il mio rispetto, etc.
2049.
A BARTOLOMEO BOSELLI in Bergamo.
Modena, 5 Marzo 1722.
Biblioteca Trivdlziana, Milano.
Intendo ora chi ha rubato V. S. a noi altri; e finalmente perchè
m' immagino molto più fruttuosa a lei cotesta dimora, non posso di meno
di non congratularmene seco. Ella è in una casa nobile, ricca e che da
vecchi tempi ama e coltiva l'erudizione Guiniforte e Gasparino sono due
nomi celebri fra gli eruditi. Adunque buon per lei. che avrà campo di
appagare anche costi il suo buon genio.
La prego di portarsi a riverire divotamente in mio nome il signor
conte Francesco Brembati e di chiedergli se abbia ricevuta una mia in cui
l'ho supplicato d'alcuni favori letterarj. Son certo che egli non mancherà
di esercitare verso di me la sua indole generosa.
Del resto ho invidia a V. S. che può udire un intero Quaresimale del
signor Ab. Badia. A lui pure desidero che V. S. porti i miei rispetti, e
gli chiegga, se, prima di partirsi da Parma, ricevette una mia lettera. E
poi mi dia buone nuove della di lui salute; poiché del plauso ne son
sicuro. Con che ratificandole il desiderio di servirla e ringraziandola della
memoria che di me conserva, mi confermo, di V. S. illustrissima.
IT'SS] AD UBERTO BENVOQLIENTI 2231
2050.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 5 Marzo ÌT^.
Abchitio Soli Mubatori (& BibL BtU), Modena.
Dal signor Minelli, Musico, fu Duntualmente consegnato qui. e poi ri-
capitato a me l'involto rotondo da V. P. reverendissima a lui consegnato.
Contenevasi ivi la Storia manoscritta del Biglia, trasmessami dal signor
marchese Trivulzio. e però mi è stato caro, e ne porto ora a lei i dovuti
ringraziamenti. Similmente dalla signora Zoboli mi è stato inviato l'altro
pacchetto de' libri del signor Rie ha ' [di Quarzolo]. So che ne resta presso
di lei un'altro, ma non ho fretta alcuna per riceverlo. Aspetto bensì che
il signor Redaelli mi porti il manoscritto del signor marchese Malaspina,
e non so come egli tardi tanto. Dio sa, che, essendo tanto scombussolati gli
affari del lotto in queste parti, egli più tosto non pensi a fermarsi costi.
Ma quanti incomodi a lei per me I La prego di perdono. Mi scrisse ancora
il suddetto signor marchese Giuseppe Malaspina. ch'egli veniva a Milano,
e pure non odo che si sia lasciato vedere da V. S. reverendissima, perchè
certo ella me ne avrebbe scritto qualche cosa.
Buon prò all' Argelati per la nuova bottega. Egli mi scrive, che s' è
addossato il carico di pagare la metà della stampa della nostra grand' opera,
e l'altra metà cotesti cavalieri, con altre cose gloriose. Mi stupisco, che
essendo creduto si imbroglione, poi se gli creda in un affare di tanta con-
seguenza. Staremo a vedere. A me poco importa, purché il mio negozio
si faccia. All'improvviso son giunti a Reggio due Principi di Baviera, e
dicono che fra essi vi sia l'Elettorale. S. A. serenissima ha spedito colà
il signor Conte Frigemelica per invitarli. Si fece nel passato lunedi il
funebre uffizio alla fu principessa Scalza, con orazione, etc.
Le rassegno il mio ossequio, e mi confermo, di V. S. reverendissima.
2051.
AD UBERTO BENVOGLIENTI in Siena.
Modena, 12 Marzo l'^.
BiBLioTBCA GoMcxALE, Siena, edita [344].
Sommo è il capitale eh' io fo delle cronache che da cotesta parte mi
ha fatto sperare la bontà di V. S. illustrissima: ma non l'ho importunata
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), n." 86 da Torino 1720- '44.
2232 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'72S-
finora, affinchè le restasse tempo da far copiare quanto occorre, e poi per
istendere quelle riflessioni eh' io pure sospiro dalla sua giudiziosa ed eru-
dita penna. Per altro, è vero che in Milano s' è dato principio alla stampa
della gran raccolta ; ma come che s' è cominciato da i più lontani scrittori,
cioè dall' autore della Miscella, Giornande, Paolo Diacono etc, perciò non
v' ha pericolo che restino indietro i favori di V. S. illustrissima. Nondi-
meno dee ella essere persuasa, eh' io gli aspetto con impazienza, e che,
quanto più presto mi arriveranno, tanto più mi saran cari, per poter de-
cretare luogo proprio alla storia sanese.
Non odo più parlare della cronaca di Neri di Donato, altre volte da
lei accennatami. Non vorrei che si trascurasse, quando non fosse compresa
coir Allegretti. Mi sarà carissimo anche Ser Gorello. Da altra parte mi si
fa sperare la storia di Pistoja del Manetti fiorentino, ed ultimamente ho
ricevuto un bel pezzo di storia genovese, che comincia dal 1106, e va
innanzi; tutta d'autori contemporanei. Orsù, termini il suo ragionamento;
mi accenni la spesa occorsa nelle copie ; pensi alla maniera di farmi giun-
gere con sicurezza le sue grazie; e giacché è giunto costà il sei'enissimo
nipote di cotesta gran Principessa, si faccia onore in comunicargli il di
lei purgatissimo gusto. E qui, con ringraziarla della benigna memoria che
di me conserva, le rassegno il mio ossequio, e mi confermo di V. S. illu-
strissima.
Già io aveva deplorata la perdita che abbiam fatto del signor Gigli,
che. con lutto il suo rovescio, è stato rarissimo ingegno.
2052.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 12 Marzo 1722.
Akchivio Soli Muratori ( fi. Bibl. Est. ), Modena.
Dal signor Redaelli ho puntualmente ricevuto il manoscritto del mar-
chese Malaspina, che mi è stato sommamente caro, per essere storia di
molto riguardo, e che farà bella comparsa nella nostra gran raccoHa.
Rendo perciò mille grazie anche a V. P. reverendissima per la premura,
con cui ella mi va favorendo, prendendosi tanti incomodi per cotesto mio
strepitoso impegno. Mi ha consolato anche l'avviso, che l'affare di cotesto
Inquisitore si sia aggiustato, e che la stampa sia per aver principio : Iddio
ne continui la sua protezione.
Già neir antecedente mia 1' ho avvisata dell' arrivo d' altx-i due invogli.
Non occorre gran fretta per la spedizione dell' altro, che resta in sue mani.
1*7S31 A GIUSEPPE MALASPINA DI S.ta MARGHERITA 2*233
Per la Dio grazia s' è restituito qui un po' di calma. La serenissima
signora Principessa fu alle 4 torri, e a visitare il Padron serenissimo.
È da pregar Dio, che duri ; ma senza aumento d' appannaggi non si può
tirare avanti : e ci restano da saldare le piaghe fatte co' viaggi voluttuosi.
I serenissimi di Baviera, cioè Principe Elettore e Duca Ferdinando eb-
bero un pranzo ancor qui iu corte, e poi passarono a Bologna, da dove
non so se peranche siano partiti. Ivi 1' osteria li ricettava, e si lasciavano
vedere al caffè, e senza formalità.
Ogui sabbato col cioccolate alla mano in casa del signor marchese
Coccapani si fa onore alle nuove di lei. E qui, con rassegnarle il mio
ossequio, mi confermo, di V. S. illustrissima.
E morta la signora Margherita Colombi Testi.
2053.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.^* MARGHERITA in Tortona.
Modena, 12 Marzo 1722.
Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma.
Mi è giunto il Caffaro, cioè un bel favore della somma bontà di
V. S. illustrissima per cui mi son rallegrato forte, e per cui le protesto
singolari obbligazioni. Vero è quanto ella dice: merita tal Cronaca d'es-
sere stimata assaissimo, perchè composta da autori contemporanei e ben in-
formati. Io spero che gli stessi genovesi abbiano da restar contenti che
si sia pubblicata un' opera, cjie ridonda molto in lor gloria. Quel solo che
ora non mi lascia interamente gustare il regalo di sì fatta storia, si è il
dubbio che possa mancarmi la continuazione. Veggo eh' ella è tutta intenta
a provvedere anche a questo : e però che posso io dire, se non augurare
a si generoso cavaliere i mezzi per maggiormente risplendere, e giovare
a gli altri? Aspetto infatti con ansietà continua l'avviso che V. S. illu-
strissima sia in possesso della Badia a lei promessa, e ne avrò lo stesso
contento, come se a me fosse conferita. A quest' ora dovi'ebbe tutto esser
fatto, giacché dall' ultima sua veggo i suoi passi indirizzati a Milano. Anzi
intendo dal nostro sig. Sassi, avergli ella consegnato il manoscritto dei
Ventura, che aspetto con impazienza. Ritornerà tanto questo, come 1" altro
del Caffaro alle di lei mani.
Ma che opera dell'Azario è quella, di cui ella mi avvisa? La storia d'esso
manoscritta 1' ho iuviata a Milano per la gran Raccolta : e mi preme molto
di sapere se quanto ella ha scoperto sia diverso da quella. Tutte le fat-
ture di tale storico son da stimai'e : e però mi raccomando. Per mia dis-
2234 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*723-
gi'azia non ho ben saputo s' ella era per fermarsi in Milano, e né pur so
dov' ella si truovi. Ivi col sig. Sassi si sarebbe potuto fare un' utile ses-
sione intorno al nostro gran disegno. Io la supplico di favorirmi almeno
con lettere.
Con che desideroso tutto di attestare al pubblico, siccome farò nelle
prefazioni, quanto io sia tenuto alla di lei gentilezza, le rassegno il mio
ossequio, e mi confermo, di V. S. illustrissima.
2054.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 12 Marzo 1722.
Biblioteca Ambkoììiana, Milano.
Lieto avviso, che fosse imminente il principio della stampa, alla quale
comincierò poi ad augurare una perenne continuazione. Altri mi scrive che
siasi aggiustata la differenza con cotesta Inquisizione. Per me spero, che
Roma non abbia da aver giusto motivo di riprovare la nostra impresa.
Solamente Landolfo seniore, e l' Infessura romano possono darle nel naso ;
e però penserei, che finito il corpo dell' opera, se gli facesse un' appendice
separata e senza mio nome, acciocché se mai questa fosse proibita, il resto
rimanga illeso ; e tale appendice verrà impinguata da altri opuscoli, che
si andranno adunando. Al sig. marchese Trivulzio mando oggi la sex'ie
cronologica delle cronache, perchè certo sarebbe molto meglio fatto pro-
cedere nella stampa con ordine, che stampare cosi alla rinfusa. Ella il
vedrà. Che se poi volessero mutar qualche sito ad esse storie, potranno
farlo. Mi raccomando pel titolo della Miscelici et anche per gli altri, e
spezialmente perché dia subito negli occhi, quali autori sieno stati con-
frontati e corretti coi manoscritti dell' Ambrosiana si per credito dell' opera
come della biblioteca, e poi aggiuguere alla prefazione la notizia delle
fatiche fatte per questo.
Gran gabella quel dover fare trascrivere dalla Bizantina Procopio.
Ma e come faremo per Anastasio bibliotecario? Anzi come per tanti altri,
se non ci abbiamo a fidare degli stampatori.
Mi rallegro per la vita di Filippo Maria, che possa comparire più ricca.
Aspetterò io da V. S. illustrissima la cronaca d' Asti consegnatale dal signor
marchese Malaspina. che è pezza buona, e servirà a correggere la copia,
eh' io aveva. Ma molto più è da stimare la storia di Genova del Caffaro,
che certo farà gran figura nella raccolta, cominciando dal 1106, e scritta
da contemporanei. Ne ho già ricevuto molti quinternetti^ certi fin al 1220,
e solamente mi cruccia il timore di non ottenere il resto, perchè non si
-1*7331 A. aiOVAN BERNARDINO TAKURI 2*235
può dire, quauto facilmente insorgano scrupoli e paure. M* erano state
promesse alcune storie del Friuli ed eccoti ora che si teme d' incontrar
lo sdegno de" signori Veneziani.
Anch' io ho filo in Bergamo per aver nuovi aiuti. Di colà aspetto un
poemetto già stampato de Laudiòus Bergovii, e composto prima del 600
0 700. Io non 1' ho, e così ho scritto per altre cose inedite. Vedremo se
farem colpo.
D Biglia mi è pervenuto, e risparmierei volentieri di farne far copia :
anzi questa ha graa bisogno d' essere confrontata col manoscritto am-
brosiano.
Signor si. che ancor" io aveva pensato a ristampare i Commentari del
cardinale Papiense; e cosi de Antiquitate Vicecomitum. Il Diario di
Carlo "Vili." non so d' averlo, ma si potrà mettere. Ella però osservi non
aver io posto nel catalogo taut" altri storici, che hanno scritto dal 1400
al 1500, e sono stampati, perchè troppa ne sarebbe la folla ; e certo nella
Prefazione non voglio impegnarmi a tutti. I manoscritti sì, quanti ne pos-
siamo avere.
Sommamente intanto la ringrazio delle sue continuate premure, e pre-
gandola di riverire il signor Bianchi mi confermo, di V. S. illustrissima.
2055.
A 010 VAN BERARDINO TAFURI* in Nardo.
Modena, 1.3 Marzo 1722.
Archivio Papaoia, Galatina, edita [ 165 ].
Appunto è verissimo che io ho intrapresa un'opera ben grandiosa, e
che dovrebbe ridondare in gloria dell' Italia, e utilità della repubblica let-
teraria, cioè la raccolta di tutti gli storici d'Italia tanto editi, che ine-
diti, che hanno scritto dall'anno 500 fino al 1500. Ed è parimente certo
che già in Milano si è dato principio alla stampa. Son tenuto a' miei amici
e corrispondenti che si studiano di maggiormente aiutarmi nell' accre-
scere la gran raccolta che ho già fatto di storie inedite e manoscritte.
Ma di gran lunga più debbo protestarmi, e mi protesterò obbligato a
V. S. illustrissima, che. mossa dalla sua generosa indole, senza conoscer
me, e senza alcun mio merito, si gentilmente mi offerisce il suo soccorso
a sì bella impresa. Sommamente pertanto la ringrazio, ed accetto i favori
ch'ella mi fa sperare, ed ora sono a dirle che mi saran carissime tutte
quelle cronache le quali siano composte prima del suddetto anno 1500.
* Responsive in Archivio Soli Muratori { R. Bibl. Est. ), n." 32 da Nardo 1722- '41.
223G LODOVICO ANTONIO MUEATOEI [l'733-
poichè di posteriori autori non ne voglio, tale essendo il mio assunto. Al-
cune delle cronache da lei accennatemi, le veggo troppo moderne; ma altre
sono ben capaci d'entrare nella mia opera, e però di queste ultime divo-
tamente la prego. Tali saranno, le Cronache di Lucio Cordami, la presa
d'Otranto, e forse gli Annali del duca di Monte Leone, e di Matteo Spi-
nello. Forse ancora potrebbono servire quelle di Antonello Coniger, e mas-
simamente per le annotazioni critiche, con cui V. S. illustrissima le ha
ornate. Perciò mi raccomando alla sua gentilezza; acciocché io possa ot-
tenerne copia, che potrebbe mandarsi al p. D. Fortunato Tamburini let-
tore benedettino in S. Callisto a Roma. Non mancherò nella prefazione di
far onore al nome di V. S. illustrissima.
Scrissi una volta a cotesto monsignor illustrissimo Vescovo, che so
essere uno dei più degni ed eruditi ingegni e prelati del regno, pregan-
dolo di volermi comunicare alcuno de' tanti documenti, che so aver egli
raccolto; ma ne provai poca fortuna. Sia benedetto Dio, che ha mosso lei
a favorirmi.
Le offerisco io intanto la mia servitù, e accertandola di tutto il mio
ossequio, mi protesto.
2056.
A VINCENZO VECCHI in Ferrara.
Modena, 20 Marzo 1722.
Akchivio di Stato, Modena.
Lodato Dio. che ha condotto V. S. illustrissima sana e salva per
mezzo ad evidenti pericoli: di questi aveva io inteso qualche cosa; ora
tanto più mi rallegro in udirli corti e superati.
È stato da me il candidato della di lei segreteria, e gli ho spiegata
la intenzione di chi dee essere suo padrone, et egli non mancherà di pro-
fittarne, nel tempo che starà aspettando il compimento dei di lei favori.
Né io mancherò di assisterlo, accioché se ne renda sempre più degno.
M'é incresciuto non poco la ritirata del P. Formigeri. Il segretario ed
io la crediamo mutazion d' animo, e un colorato pretesto di non volerne far
altro. Egli scrive che quelle memorie sono già registrate. Adunque rica-
varle dal registro. Ma per meglio scandagliare il di lui cuore, V. S. illu-
strissima gli proponga di confidare a lei una dozzina per volta di quei
rotoli, e faremo immediatamente venire costà persona, che in segreto li
visiterà; e restituendo la prima dozzina gli potrebbe dar la seconda, e se
gli osserverà tutta la fedeltà dovuta. Ma non ne spero più alcuna cosa
di bene; e dall'altro che è senza sugo, ne aspetto lo stesso. Pazienza.
-1*723 I A PIER CATTEBINO ZEXO 2237
Se si potrà avere da Codigoro quella carta, che ella mi accenna, ci
sarà cara. So che le sta presente alla memoria T opera del Sardi.
Mi son fatto onore con gli amici del Madrigaletto milanese, che è
veramente giudizioso e galante. Ma quel buon vate sarà egli vate dav-
vero? Poca disposizione a sperarlo.
Le rassegno il mio ossequio e mi confermo, etc.
La prego del recapito dell" inchiusa.
2057.
A PIER CATTERINO ZENO in Venezia.
Modena, 20 Marzo 17^.
Biblioteca obl Seminario, Padova.
Godo, che sieno giunti in mano di V. R. i due piccioli manoscritti, e
spero ch'ella ne accuserà la restituzione d'uno al nostro sig. Apostolo,
congiunta a' miei ringraziamenti. Ho anche in pronto da inviarle l'abbozzo
da me fatto della vita del p. Bacchini. e con prima occasione lo spedirò.
Non ne ho fatto far bella copia, perchè resti a lei campo d'aggiungere, o
mutare ciò che le parrà, valendosi anche dell'altra che il medesimo re-
ligioso avea mandato a Bari.
Con tutta benignità m'avea cotesto sig. Conti accordato il suo mano-
scritto della storia de'Cortusii. Hanno i nostri comuni amici rivoltata sos-
sopra in Padova la casa di esso gentiluomo; ma non v'è stato modo di tro-
varlo. Mi scrive il sig. Facciolati, che se V. R. volesse la briga di ricercarlo
costi nella casa di Venezia d' esso signore, se le farà aprire ogni ripostiglio
della medesima. Ai favori, ch'ella mi compartisce, coriùsponderò sempre
con religioso secreto, benché sia storia già edita, e che non può dar gelosia.
Le rendo intanto grazie delle notizie del Maurizio, e delle lettere di
Burcardo per la presa di Milano. Luna e l'altra opera già io designava
di ristampare; e la prima si trova anche unita con Rolandino, col Mus-
sato, etc. Ma gli Annali di Gotifredo Monaco non penso di prenderli,
perchè l'autore è tedesco, e la maggior parte del suo riguarda la Ger-
mania. Altrimenti converrebbe anche pigliare Ottone Frisingense. Rode-
rico. e troppi altri, che parlano anche dell'Italia. Per la Dio gi'azia spero
che faremo anche un bello e grandioso lavoro coi nostri soli, e già in Mi-
lano s'è dato principio alla stampa.
Auguro felici e frettolosi passi al giornale, troppo necessario agl'ita-
liani, e con tutto l'ossequio mi rassegno, etc.
Epistolario di Lodovico Antonio Muratori. — Voi. VI. 142.
2238 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'733-
2058.
A TRANCESCO BREMBATI in Bergamo.
Modena, 26 Marzo 1722.
AucHivio Rocchi, Bergamo, edita. [234].
Perchè mi premeva non poco di sapere che a V. S. illustrissima fos-
sero giunti i nuovi miei desiderj dei quali spero di essere favorito dalla di
lei somma bontà, perciò incaricai il signor Boselli [ Bartolomeo ] d' infor-
marsene da lei. Mi rallegro dunque, che le pervenisse quel mio foglio ed
ora rinnovo le mie suppliche per gli favori oh' ella mi fece sperare per
onore della sua patria e della mia gran Raccolta alla cui stampa s' è già
dato principio in Milano. Sopra tutto aspetto il Trattato de Laudibus Ber-
gami. Quanto ella mi farà avere, tutto fedelmente ritornerà alle sue mani,
e le mie obbligazioni saranno eterne.
Viva il nostro signor Ab. Badia pari a cui non ho peranche udito su
i pulpiti ; e porto ben invidia a chi può udirne un quaresimale intero. La
ringrazio per la visita a lui fatta anche in mio nome, ed oggi appunto gli
scrivo acciocché mi porti nel suo ritorno tutto quanto ella si degnerà di
consegnargli per favorirmi.
Rassegnandole con ciò il mio vero ossequio, mi confermo, di V. S. il-
lustrissima .
2059. / •
A COSTANTINO GRIMALDI * in Napoli.
Modena, 26 Marzo 1722.
Archivio Soli Muratori ( li. Bihl. Est.), Modena.
Di somma mia consolazione si è il trovare in V. S. illustrissima un
si bel genio a favorire la mia grande impresa, con cui certamente mi
crederei molto felice se potessi far onore anche a codesta insigne Metro-
poli, pubblicando cose inedite, e molto più se antiche. Non v' ha dubbio,
che tali si stamperanno le storie, quali si trovarono ne gli originali. Per
questo mi sono rivolto a Milano, dove già si è dato principio alla stampa
sotto la protezione di S. M. Cesarea e di quell' eccellentissimo signor conte
Governatore nella stamperia di Corte, senza che s'abbia a dipendere da
gV Inquisitori. Supplico dunque la di lei benignità, che voglia interessarsi
* Respon.sive in Archivio Soli Muratori ( li. Bibl. Est. ), n.'^ 08 da Napoli 1712- '41.
-IT'SS I A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI 2239
con vigore in questa mia impresa per riputazione dell'Italia, e della patria
sua. uè io mancherò di attestare al pubblico le obbligazioni, che le avrò
per tutti i suoi favori. Similmente soddisferò alla spesa, che occorrerà per
le copie, immaginandomi bene, eh' ella mi procurerà il minor dispendio
possibile, perciocché son gravato forte da altre, che mi sono occorse, e
tuttavia mi occorrono.
Nel maggio prossimo venturo dovrebbe essere costi P. Mauro Goti
Provinciale dei PP. Domenicani della Lombardia. Se allora ella avesse in
ordine qualche cosa da inviarmi, spero eh' egli me la porterebbe.
Con che rassegnandole il mio rispetto, mi confermo.
Su questo particolare ho anche scritto al P. Carracciolo ' [Eustachio]
bibliotecario de' Santi Apostoli.
Ricordisi bene, che storie scritte dopo 1' anno 1500 non fanno per me.
2060.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 26 Marzo 1722.
Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena.
Buona nuova quella, che mi dà V. P. reverendissima, e che mi vien
confermata dal sig. marchese Malaspina, che già il resto di Caffaro sia
per capitarle in breve. Quello è uno dei più stimabili pezzi, che abbiano
da comparire nella nostra raccolta. Perciò arrivandole, so che la di lei
infaticabil bontà non lascerà di procurargli un sicuro imbarco per
Modena.
Da una dama di Piacenza, gran divota di S. Benedetto, mi vien ri-
chiesto uu Responsorio in onore d'esso santo. Per me non ho tempo da
poterla servire ; e perchè bramerei pure di poter soddisfare alla piissima
premura d'essa, oggi scriverò al sig. Sassi, bibliotecario, per vedere se
mai monsignore suo fratello, valente anche in belle lettere, potesse favo-
rirmi. Ne do avviso anche a V. P. reverendissima, acciocché anch' ella
s'interessi in questo, e incalzi il suddetto signore; e quando mai non si
potesse ottenere da lui, cercare di far colpo col sig. preposto Cravenna, o
col p. Stampa somasco. Di grazia mi aiuti; e parlo ad un figliuolo di
S. Benedetto, e si zelante.
- Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( /?. Bibl. Est. ). n." 5 da Roma, Napoli
1724- '31.
224:0 LODOVICO ANTONIO MUEATOBI [l'7S3-
Feliciti Iddio cotesta stampa, e faccia che le borse non si asciughino
presto. Qui non si parla che di prediche, e il p. Santo Canale è suggetto
de' quotidiani ragionamenti.
Le rassegno il mio rispetto, confermandomi, di V. P. reverendissima.
2061.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
^ Modena, 26 Marzo 1722.
Biblioteca Ambrosiana, Milano.
Mi sbrigherò prima da un" intrico, per cui mi conviene ricorrere a
V. S. illustrissima. Mi richiede una dama di Piacenza molto divota di
S. Benedetto, un Responsorio in onore del detto santo, sulla foggia del
aSì quaeris. credo io. Per me non ho tempo da impiegare in tali studj : e
però sapendo quanto sia il valore di monsignor Sassi di lei fratello, ho
pensato ch'egli sarebbe pure a proposito per favorir me. e quella dama,
e per farsi merito con quel gran santo mercè d'un tale componimento.
Di grazia gliene parli, e il supplichi istantemente di quest'atto di di-
vozione.
Lodato Dio, che cotesti torchi han cominciato a lavorare, e che S. E.
il sig. conte Governatore ha lodata la stamperia e promessa protezione.
Sono assicurato da Vienna anche di quella di Sua Maestà Cesarea. Mi ri-
cordo, che né pur ella approvava il titolo della Miscella usato dal Ca-
nisio; e però vegga di emendare, come si potrà il meglio, il trascorso. Cioè
può farsi il titolo vero nel frontispicio, che dee precedere il primo foglio
del testo, e dopo stamparvi la Prefazione.
Molto buona quella scoperta di Storie napolitane e genovesi in S. Am-
brosio. Non perda tempo ad osservare, se mai fossero composte prima del
1500, perchè veramente non abbiam finora di Napoli cosa alcuna d' ine-
dito, benché me ne sia promesso di colà: e di Genova il solo Caffaro, la
quale storia però, secondo me, è opera di gran rilievo.
Quanto all'entrare poco d'inedito ne' primi tomi, ne scrivo al sig. mar-
chese Trivulzio, credendo io, che la pubblicazione del catalogo di tutti gli
storici da noi raccolti fin qui, sia bastante a farne venir voglia, oltre a i
libri rari, che si ristamperan sulle prime. Ad esso sig. marchese scrivo
ancora che gioverebbe dare un'occhiata alle cronache manoscritte d'Am-
brosio Taegio nel convento delle Grazie. Parmi che sieno di troppa mole,
ma potrebbesi prendere molto di buono, che piacesse al pubblico, e tanto
più onore a Milano. Da Bergamo spero averne. Voglia Dio che non si stan-
chino cotesti signori, perchè l'impresa è grande.
-XT22] AD ANTONIO YALLISNIERI 2241
Una delle cose alle quali bramerei sommamente che si pensasse per
tempo, si è di procacciare i libri stampati occorrenti al nostro bisogno.
Mi spaventò la difficultà avutasi costi di valersi di un Procopio stam-
pato : si dirà il medesimo d* ogni altro libro. Quando mi si presenterà oc-
casione per inviare la Prefazione generale già fatta con altre e non poche,
si vedrà di quali edizioni precisamente s' avrebbe bisogno. Ma intanto pen-
sarci davvero.
Le l'assegno intanto il mio ossequio, e mi confermo, di V. S. illu-
strissima.
2062.
Al) ANTONIO VALLISNIERI in Padova.
Modena, 27 Marzo 17S.
Biblioteca Nazionale di Brera, Milano, edita [142].
Rispondo air ultima vostra con dirvi, che ne pure dopo altre dili-
genze usate dal nostro signor Facciolati s" è trovato quel manoscritto che
io desiderava. Pazienza : faremo senza. Non ho io alcun merito col signor
abate Lazzarini; ne avete ben voi: e voi appunto scelgo, porche il pre-
ghiate d'una grazia. Da Perugia mi scrivono, ch'egli portasse seco una
vecchia storia di rrancesco Maturanzo. già segret-ario di quel pubblico, e
questa farebbe pur buona comparsa nella mia gran raccolta alla cui
stampa s" è già dato principio in Milano. Possibile che un letterato si gen-
tile volesse negarmi una grazia, che tornerebbe in beneficio della repub-
blica Letteraria, e in gloria di Perufijia ? Se ve n' ha bisogno ( il che non
credo ) adoperate catapulta, monton, gatti e baliste ; e ricordatemegli gran
servitore.
Al signor conte di Porcia ho inviato un po' di abbozzo spettante a
me, ma sol di quello che tutti possono sapere, di più non mi sento. Sta-
remo a vedere che partito egli piglierà.
Viva r Ordine Costantiniano, che ha fatto mutar faccia al Giorìiale di
Venezia. Frutterà? Forse più delle dediche antecedenti buttate via.
Godo che abbiate inchinato il serenissimo signor Principe Gio : Fede-
rico, il quale sarà a quest' ora vicino a Vienna.
Qui grande udienza al P. Santo Canale. Io gli fo la mia corte in
Duomo, ma non mi son lasciato per anche vedere, e forse partirà di qua
senza avermi veduto. A me fan paura i vesuvj e i mongibelli.
Caramente vi riverisco, e mi ricordo.
2242 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'T'SS-
2063.
A VINCENZO VECCHI in Ferrara.
Modena, 27 Marzo 1722.
R. Archivio di Stato, Modena.
Al giovane Rizzi ho intimato ciò che V. S. illustrissima esige da lui,
et egli si eserciterà per maggiormente abilitarsi al di lei servizio, e vi
accudirò io stesso, acciocché profitti del tempo. Ma ella dee ben figurarsi
che con tutto questo non le manderò un segretario formato, e che resterà
a lei da adoperare lo scarpello. A buon conto il giovane ha buon genio,
e mostra anche talento; e però è da sperare bene.
Quanto le scrissi di proporre al P. Formigeri che voglia confidare i rotoli,
intesi de i documenti originali, giacché avremo persona che saprà leggerli
ed intenderli senza i biglietti nascosi. Questa è la via da scandagliare af-
fatto il cuore del Religioso, al quale bisognerebbe poter levare di cuore il
sospetto probabilmente natogli, che ci potessimo servire de' suoi favori, in
pregiudizio suo, o de' suoi, o di chi comanda. Sappiamo il nostro dovere,
ma io non ne spero cosa alcuna. Ed é falso che si sono fatte costi altre
ricerche, o molto meno rappresaglie.
Ridicole affatte sono le riflessioni a lei inviate da chi é senza sugo.
Nondimeno convien mostrarne gradimento, e lasciare il buon uomo ne' suoi
spazi immaginari. Altrettanto dico di quell' altro, che fa il zelante e parl^
di Rovigo. Mi dice il signor segretario che quello è un cervello vano, e
che anche a lui ha portato simili strane idee in altri tempi, forse per ten-
tare. Ella non ha bisogno eh' io le dica di star ben guardingo. Risponda
non essere tali materie di sua giurisdizione.
Non mi sovviene che V. S. illustrissima mi abbia mai levata la spe-
ranza di quel libro, che ora dice perito nel naufragio. AH' incontro il
signor segretario mi assicura, che non fu asportato; e perciò non disperi
di trovare. Tengo ordine da esso ministro di riverirla, e ringraziarla.
E intanto con tutto 1" ossequio mi ricordo.
2064.
A CARLO TALENTI in Reggio Emilia.
Modena, .'30 Marzo 17^.
Biblioteca Comunale, Reggio Emilia, edita, [198].
Sempre sono andato procrastinando il dare risposta al foglio di V. S.
illustrissima, portatomi assieme colla di lei fatica erudita intorno alle an-
-ITSS] A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI 2243
tichità di Brescello, perchè desiderava di poter aggiungere qualche spica
alla di lei messe. Ma mi sono trovato e mi trovo cosi pieno d'intrichi,
che non ho tempo alle volte né pur di scrivei*e una lettera ai miei amici.
Tuttavia, giacché mi immagino non aver ella gran fretta per riavere i
suoi fogli, procurerò, fatte le feste, d' indurre un mio amico a fare quelle
ricerche le quali avrei bramato di fare io stesso. Serva intanto questa
mia per attestato del mio buon volere, e di quel rispetto col quale mi
rassegno, di V. S. illustrissima.
2065.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 2 Aprile 172^.
Archivio Soli Mdratoki, (R. Bibl. Est.), Modena.
Eroica, spiritosa, e di mano maestra è l' iscrizione formata a cotesto
eccellentissimo sig. conte Governatore, pel cui regalo mi protesto ben te-
nuto alla gentilezza di V. S. reverendissima. Certo che la protezione di
lui può dare un gran coraggio e moto alla nostra impresa; e però lodo
assaissimo chi ha ideato questo incentivo a maggiormente accordarcela.
Dal sig. Goffredo de' Filippi, che è appunto 1' accennato a lei dal si-
gnor marchese Olivazzi, è venuto Y invoglio eh' ella mi scrive giunto a lei
per la posta. Egli é un galantuomo, e persona assai dotta, e meritevole
della di lei amicizia ; ma non doveva egli pensare, che anche per lei e
per me la posta é pesante. Gliene scriverò, perchè meglio si regoli un'altra
volta, e intanto la rimborserò io del filippo speso. Dica al sig. marchese
suddetto, con ricordargli il mio ossequio, che ho letto un saggio della ri-
sposta, che medita di fare esso sig. Goffredo, e l'ho trovato di buon me-
tallo con isperanza che tale ancora sembri costi. Perciò se avrà esso ga-
lantuomo maggior libertà e abbondanza di libri, il crederei atto più di
molti altri a sostenere i diritti di S. M. Cesarea.
Non avendo io fretta alcuna per 1' altro invoglio del sig. Richa, perciò
ha fatto bene V. P. reverendissima a spedirlo per 1' occasione da lei ac-
cennatami. Ma non mi sento già l' ispirazione di ricevere per la posta gli
altri due invogli, cioè dal sig. marchese Malaspina, e dal suddetto signor
Filippi. Non son poche le spese, che mi convien fare qui, e altrove, per
far copiare Manoscritti destinati alla nostra Raccolta. Il perchè supplico
la di lei bontà ad aspettare e procurarmi altre occasioni sicure, che me
li portino; del che le sarò molto obbligato.
Siamo stati in pericolo di perdere 1* ottimo nostro sig. canonico Caran-
dini per un colpo più che vertiginoso, che il fece stramazzare dalla bot-
2244 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*733-
tega de gli Araldi nella sti'ada Maestra. Era gran tempo, eh' egli si do-
leva e temeva della sua testa. Spero in Dio, che si rimetterà in buono
stato, e in breve.
Per la prossima Pasqua, che auguro a lei felicissima, aspettiamo qui
il serenissimo aig. Principe di Modena. E con tutto l'ossequio mi con-
fermo, di V. P. revei'endissima.
2066.
A VINCENZO VECCHI in Ferrara.
Modena 10 Aprile 1722.
Attcmvio DI Stato, Modena.
Bramerebbe il cav. di cotesta città litigante per la decima di S. Alessio,
eh' io pregassi, siccome fo, V. S. illustrissima, di permettere che il signor
Bertani, insieme al sig. dott. Alessandro Squarzoni, potessero cercare in
cotesto archivio le notizie desiderate intorno a tale pendenza. Vedrà Ella
chi sia esso sig. Squarzoni. e se sia cosa da permettere, credendo io per
altro, che nulla di più si troverà costì, di quello che io inutilmente ho
cercato in questo ducale archivio.
Perdemmo il giovedì Santo il buon canonico Carandini, con danno
non lieve della città, e di tutti i suoi amici. Abbiamo ora canonico peni-
tenziere il sig. dott. Viviani. e l' arcipretura minore conferita a monsignor
Vicario.
Pel giorno di Pasqua fu il serenissimo sig. Principe di Modena a
corteggiare il serenissimo Padre, e cosi nelle due feste seguenti. Iddio ci
doni quella, quam Mimdus dare non potest.
Il Rizzi sta applicato per rendersi più abile al di lei servizio. Mi
mostrò alcuni abbozzi non mal fatti. Gli ho dato da studiare un trattato di
ortografia.
Accusandole ricevuta di un suo foglio nell' antecedente settimana, e
rassegnadole il mio rispetto mi confermo . . .
Una molto favorevole udienza da S. M. Cesarea ha ricevuto il sere-
nissimo sig. Principe Gio. Federico [ d' Este ]. Richiamato di colà con gran
fretta il sig. conte Guicciardi, ora s'intende che l'Augustissimo l'abbia
dichiarato suo servitore attuale, e che per ciò non potrà abbandonare
la Germania.
-l^^SS] A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI 2245
2067.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 16 Aprile 1722.
Ahcrivio Soli Musa tori {R. Bibl. Ett.), Modena.
M' intenderò col P. Miari per soddisfare al debito, che mi corre con
V. P. reverendissima, et ora le do avviso d' aver io ricevuto V altro in-
volto de' libri del sig. Richa, eh" ella inviò sino a Parma, Sicché me le
protesto obbligato per questo favore, e per gli altri, eh' ella mi fa sperare
neir incamminamento del resto del Caffaro, e dell' involto a lei già trasmesso
dal sig. Filippi. Già ella sa. dover passare per Modena il sig. conte Vez-
zoli. Sento pure, che passerà il sig. conte Locatelli. Alcuna forse di tali
congiunture mi porterà la consolazione de' suoi favori. Io si mi truovo in-
tricato a spedire costà altri materiali, che ho in pronto per la nostra
grand' Opera, perchè mi manca il tempo da cercare chi passa. Ma Dio
provvederà.
Perdemmo poi. come ella avrà saputo, il buon canonico Carandini.
perdita non picciola per la nostra Città. Al sig. dottor arciprete Viviani
è stata conferita la Penitenzieria ; a monsignor vicario l' Arcipretura
minore.
Sono in prossima disposizione gli accomodamenti della serenissima
Famiglia per mediazione del P. Santo Canale, che ci ha "predicato in
Duomo. Granatiere di prima sfera. Faccia Iddio, che ne sentiamo buon
frutto, e perenne.
Al sig. marchese reggente Olivazzi i miei ossequi. Mi auguro di potere
servire anche a lui in servire all' amico, che presentemente sta faticando
in Genova, e meriterebbe di lavorare a Milano.
Avendo il sig. Richa trovato un manoscritto di Tito Livio, che a lui
sembra antico, e contenente cose preziose, me ne fa sperare il regalo. Può
ella pensare, se mi sarà caro. Perciò se l'inviasse a V. P. reverendissima,
la supplico di ben custodirlo, finché capiti imbarco sicuro. Ella é con-
dannata a continui imbrogli per me, quando ne ha tant' altri sulle spalle.
Ma son certo, che l'ottimo suo cuore, quanto più ha da fare per gli amici,
tanto più é contento di se stesso. Sono, e sarò eternamente con tutto il
rispetto, di V. P. reverendissima.
2246 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'T'SS-
2068.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.''* MARGHERITA in Tortona.
Modena, 16 Aprile 1722.
Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma.
Confesso il vero: mi ha toccato il cuore il felicissimo avviso dell'ot-
tenuta Badia da V. S. illustrissima, come s'io stesso l'avessi conseguita.
Il vedere un cavaliere di tanto spirito, di tanta abilità, e d' un animo si
generoso come ella è, tenuto si stretto dalla fortuna da non potere sten-
dere alcuni de' tanti voli eh' ella va meditando e ha forza per intrapren-
dere, mi faceva rabbia. Ora lodato Dio, che il di lei merito è stato cono-
sciuto, e eh' ella avrà da qui innanzi maggior comodità di farlo conoscere
ed aumentarlo. Me ne son rallegrato, e me ne rallegro al maggior segno;
e spero che questo abbia ad essere principio anche di cose più grandi.
Odo poi le difl&cultà eh' ella pruova pel pagamento delle Bolle ; e se
mai mi sono augurato di potere contrassegnare il mio buon animo verso i
padroni ed amici, questa è stata la volta, trattandosi d' un' occasione, che
non può essere più bella né più degna di soccorso. Ma debbo dirle eh' io
son destinato a non aver mai danari, ma bensì de i debiti, benché il Si-
gnore mi dia più di quel che merito, et io viva da pover uomo. La fab-
brica della mia chiesa mi ha preso alcune migliaia de' nostri scudi ; et ora
uxia, compagnia della carità, che ho instituito, mi ha posto in impegno di
nuovi debiti; e parlo col Vangelo alla mano. Sarebbe stato questo un colpo
di generosità degno di pianeta superiore; ma io, che so come vanno gli
affari, non ardirei di muoverne parola, e raassilnamente perché per mag-
gior mia quiete vo capitando poco a i baldacchini secolari. Con sommo
rammarico mio le dico tutto questo, assicurandola che il singoiar contento
da me provato per la buona caccia da lei fatta, è stato amareggiato dal-
l'intenderla esposta ad usure e a violenti ripieghi, e dal non trovai-mi in
istato di sovvenire in si rilevante bisogno un padrone a cui professo tante
obbligazioni, e si attento a favorirmi, anche con suo dispendio, in tutto
quanto ella può.
Già so che é giunto in Milano il restante del Caifaro, cioè d' uno
Storico che sempre più conosco dover fare onore alla mia grande impresa.
L' aspetto per la prima sicura occasione ; e intanto protesto a lei le infi-
nite mie obbligazioni. Aspettavo io la Cronaca d' Asti ; ma giacché V. S.
illustrissima pensa di continuare le sue annotazioni, lo faccia, che ne pro-
fitterà il pubblico, e ne verrà onore a lei. Intanto si lavora alle Storie più
vecchie.
•1*733] A PIETRO BUBMAN 2247
Ho la Storia manoscritta di Pietro Azario, e la stamperò. Non so se
sia quella che da lei mi viene accennata; ma penso che si.
Al sig. Rossi indicai tempo fa quanto io sapeva de' Marchesi in Cor-
sica. Se potrò, farò confrontare il passo del CafFaro cassato. Cercherò se
mai potesse trovarsi copia della scrittura stampata per parte d' Alfonso II
Duca di Ferrara nella lite della precedenza con Cosimo I De' Medici.
E ricordandole il mio sì obbligato ossequio, mi confermo, di V. S. il-
lustrissima.
2069.
A NICCOLÒ BERTANI MASINI in Ferrara.
Modena, 17 Aprile 1722.
K. Biblioteca Estense, Modena.
Molto strano mi giunge quanto a V. S. ha scritto il signor arciprete
di Bondeuo. Quand' anche non apparisse scrittura della locazione a lui
fatta della mia casa, tengo per fermo che tal contratto sia scritto nella di
lui coscienza, perchè il fu signor Commissario me lo scrisse, e fece inte-
stare ne' libri il nome d'esso signor arciprete, e non già di suo fratello.
Contuttoeiò non essendo ignote le angustie del medesimo, condiscenderò a
contentarmi di prendere qui, benché stentatamente, i frutti del di lui pa-
trimonio, purché ne mandi un'ordine ben preciso, e vegga di ridurre a
meno il tempo ch'egli accenna del pagamento. Prego V. S. di scrivergliene
con sollecitudine; e conservi poi rinchiusa che le rimando.
Desidero che lo Scardua non tardi a soddisfare, perché anch'io ho
qui degli interessi bisognosi, il più presto che si può, di ajuto. Perciò ella
mi obbligherà molto con sollecitare quella riscossione, e l'unione di tutto
quanto si potrà raccogliere per rimettermelo al principio del mese ven-
turo, avvertendo di ritenere quel solo che sarà necessario pel compimento
del debito col signor vicario. Con che ringraziandola di tutto l'operato
finora, e caramente riverendola, mi confermo.
2070.
A PIETRO BURMAN in Leida.
Modena, 17 Aprile 1722.
BlBLIOTKCA UXIVEKSITARIA. VieODa.
In novo Catalogo vastissimi Operis, quod, te curante, nunc typos
exercet solertissimi Viri Petri Vander Aa, video recudendum Joannis
lìaptiste Gyraldi, qui se Cynthium appellabat, Commentarium de Fer-
2248 LODOVICO ANTONIO MUEATOBI [l'7S3-
raria, eie. Quonam exemplari ad novam hanc editionem usurus sis, in-
compertum mihi. Atqui noveris. pag. 65, ab ipso auctore locum unum
fuisse immutatum atque correctum, uti exemplaria quaedam, ab ipso in una
eademque editione recusa, abunde testantur. Igitur etiam atque etiam te
rogo si foi'te castigatius exemplar nondum in tuas manus devenit, ut ad
paginam illam lin. 17, prò Dìjms Vxores etc. sequentia verba restituas,
atque in tua editione imprimenda omnino cures: Huic Principi egregio
Anna, Joannis Galeactii Sfortiae Mediolanensium Ducis soror nuUos mares,
nullas foeminas reliquit. Lucretia vero Borgia, praeter eos, quos camme-
moì'avimus, fìlios, duos UH Alexandros peperit etc. Habebis me eadem
hujusce mutationis; ego ipsam singularis muneris loco. Sed quando tot
Historias Italicas colligere generoso Consilio coepistis, liceat mihi potere,
cur in earum censum non intuleritis meum quoque Librum Antiqui-
tatum Esiensium, quem anno 1712 publici juris feci, et potentissimo Ma-
gnae Britanniae regi dicatum volui. Ibi certis monumentis confìrmatum,
ex uno stipite, atque ex iisdem Maioribus , descendere Brunsvicensium ac
Mutinensium Ducum Familias. Ibi complura occurrunt Acta, non ante
edita, atque is eruditionis usus, ut obscuris seculis non modica lux adfe-
ratur. In Diario Literatorum, quod apud vos quotannis evulgatur, au-
divi memoratum multa cum laude hunc Librum. Quare spes mihi est
ingens fore, ut ipsum quoque collectioni vestrae adjicere velitis: quod
mihi summopere gratum foret, meque vobis perpetuo obnoxium faceret.
Nondum, ut arbitror, id vobis consilii natum, quod Libro careatis. At ego
unum exemplar ad vos sumptibus meis propediem perferendum curabo.
Certe is, ne quid dissimulem, italica lingua conscriptus est, neque curae
ingentes, quibus nunc distringor, sinunt me ad illius latinam versionem
incumbere. Vobis tamen, qui prò tot aliis minoris momenti libris nulli
parcitis labori, et facilitate convertendi Italica (idque tam concinne) pol-
letis, et hunc laborem, quaeso atque obtestor, vobis sumite. Numquam
ex animo meo excidet, si impetravero, hoc munus; meumque erit Libris
vestris plaudere, et emptores quaerere per Urbes Italiae, dum poterò. Quid
liane in rem sis facturus, utinam quam primum certiorem me facias. Vale.
2071.
A VINCENZO VECCHI in Ferrara.
Modena, 17 Aprile 1722.
Archivio vi Stato, di Modena.
Spero in Dio che V. S. illustrissima non abbia a muoversi di costì.
Certo che tuttavia si combatte, e stanno incerti i medici intorno alla gra-
-1*72*31 A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI 2249
vìssima infermità del signor Carlo di lei fratello; ma intanto gnadagnan-
dosi tempo, la gioventù e robustezza, deve fare il suo effetto, massima-
mente non mancando favorevoli indizi. Io per me infinitamente desidero
la conservazione di lui per troppi riguardi, e cosi desidera tutta la città.
In breve spero che avremo da rallegrarci tutti con lui e con tutti i suoi.
Mi rimetto alla di lei prudenza intorno al lasciare o non lasciare
metter occhio a persone straniere in cotesto archivio. A me basta di poter
rispondere, che V. S. illustrissima avrà a cuore una tal ricerca in occa-
sione di cercare preseuttìmente altre notizie per servizio del Padron sere-
nissimo. Certo che io so l'affare della Pavida, e nel Ristretto delle Ragioni
pubblicate sotto Francesco I dal conte Testi se ne fa menzione e doglianza.
Sarebbe solo da vedere se ostasse al poter ora pretendere essi beni, che
chiaramente si dovevano restituire, il concordato di Pisa. Pare di no,
perchè questo credito l'abbiamo colla mensa archiepiscopale di Ravenna,
e non colla camera apostolica. Tuttavia bisognerà esaminar meglio il punto,
lasciando sospeso il non vedere che per più di cent'anni i serenissimi ab-
biano mossa tal lite.
Avrò presente alla memoria il segretario ch'ella mi propone per le
occasioni che potessero aprirsi. Alla casa del signor marchese Coccapani
non si può pensare, perchè egli s' e a poco a poco avvezzato a fare i suoi
fatti col solo Presidente di casa don Pier Francesco Manfredi.
Con che. rassegnandole il mio ossequio, etc.
2072.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 23 Aprile 1722.
Akcbivio Soli Muratori, {R. Bibl. Est.), Modena.
Dal signor Berlinghieri mi fu puntualmente ricapitato l'involto con-
segnatogli da V. P. reverendissima, ma non cosi quello del signor Conte
Vezoli. il quale passò senza fermarsi, essendosi solamente inteso, ch'egli
nel ritorno avrà men fretta. Spero allora di ricevere i di lei favori, e il
signor fattore Tori, già preparato a servirlo, sarà buon ricevitore di tutti.
Mille gi'azie intanto. Non so poi, se il nostro Ab. Puricelli le consegnasse
la vita dell'imperatrice a lui data per me dal P. Ceva. Non vorrei che
si smarrisse: e s'egli non ricorre per questo a lei, Dio sa quando potrò
appagare la mia ansietà di vederla.
Tardi mi condolgo con V. P. reverendissima pel suo orologio sparito.
Per una persona, che non perde momento di tempo, e ha bisogno di ben
misurarlo, lo scherzo è stato brutto, oltre al valore non lieve d'esso oro-
2250 LODOVICO ANTONIO MURATORI [fTaS-
logio. Voglia Dio, che da Modena stessa non sia venuta la tempesta ; perchè
mi dicono essere stato carcerato costi con una ciurma d'altri mariuoli ma-
stro Ignazio schermitore, che, benché capo di tutti, era qui tollerato col
pretesto nobile, eh' egli facesse la spia nelle occorrenze. Neil' orologio d'oro
rubato in Milano, nella scatola tolta al marchese Mari, e con tutti gli in-
trighi di Slitter costui avea mano ; e però chi sa che da tal parte non
venga l'assassinamento a lei fatto? Può essere, che la giustizia di Milano
libererà ancor noi da questa canaglia, che ha una lunga catena; e in
questa Comune sono tre de' suoi corrispondenti,
Con rassegnarle il mio ossequio, mi confermo, di V. P. reverendissima.
Se monsignor Sassi non s'indurrà a fare il Respousorio di San Bene-
detto, vedrò se potessi valermi dell'accennatomi da lei.
Abbiamo anche perduto il signor Carlo Vecchi, giovane e robusto,
fratello del sig. commissario di Ferrara, e ammogliato, ma senza figli.
2073.
A FRANCESCO BREMBATI in Bergamo.
Modena, 29 Aprile 1722.
Archivio Rocchi, Bergamo, edita, [234].
Dal signor abate Badia con tutta puntualità ho ricevuto i manoscritti
col teatro Bergomeo inviatimi da V. S. illustrissima, alla cui somma be-
nignità protesto ben somme le mie obbligazioni, perchè ella non poteva
con finezza maggiore favorir me, e il gran disegno che ho per le mani.
Conserverò tutto fedelmente e a suo tempo con eguale sicurezza rimetterò
tutto alle sue mani. Sarà a proposito quella cronaca, la quale mi dispiace
che non cominci più indietro; e dallo Statuto e dalla Pace si ricaverà
del buono in onore di cotesta città. Debbo poi dirle di tener io per fermo
che il poemetto di Mosè delle lodi di Bergamo non sia dell'antichità cre-
duta. Esso è fatto in tempo che Bergamo era governato da dodici Savi;
e probabilmente viene indicato il tempo di Gio. Visconti in cui dice il
Cherubino che si sceglievano dodici del Consiglio per Capi del Comune.
Se mai, quando Bergamo si reggeva a repubblica, si potesse provare che
il governo fosse in mano di un Magistrato di Dodici, quadrerebbe anche
meglio. Il Muzio s' è preso un po' di spasso del pubblico : ma io amo la
verità, e credo che tutti gli altri l'abbiano da amare. Me ne maravigliava
io di tanta antichità; ora l'ho intesa. Non rallenti V. S. illustrissima di
cercare altre anticaglie per onore della sua città, che non mancherò di
far onore anche a Lei. E qui. con ringraziarla divotamente di tante grazie»
e rassegnarle il mio rispetto, mi confermo, di V. S. illustrissima.
-IT'SSl A SALVINO 8ALVINI 2251
2074.
A NICCOLÒ BERTANI MASINI in Ferrara.
Modena, 1 Maggio 1722.
.B. Biblioteca £steh8k, Modena.
Mi rallegro con V. S. per la ricuperata salute, che le auguro ben
perfetta e costante: e insieme la ringi'azio per la visita fatta alla casa
del mio privato. I risarcimenti necessari è necessario farli, e però vegga
pure di dar gli ordini, prendendo le misure della migliore economia e ri-
sparmio. Vivamente poi la prego di raccogliere quanto potrà per inviarmelo
delle rendite dell' anno scorso, si perchè ne ho necessità, e si perchè vorrei,
che finissimo il conto passato prima di cominciare l'anno presente. Osservi
solo di ritenere quanto ella conoscerà necessario per soddisfare alla quota
del signor vicario, e per le spese occorrenti a i risarcimenti suddetti. E
qui. rassegnandole la mia osservanza, mi confermo.
2075.
A SALVINO SALVINI* in Firenze.
Modena, 1 Maggio Ì722.
BiBLioTKCA Makucslliasa, P'ircnze, edita [153].
Già ho veduto, e. con mio particolare gusto, imparato a conoscere il
padre maestro Moneglia. ed ho ben ragione di rendere a V. S. illustris-
sima grazie distinte, perchè m'abbia procurato si buona fortuna, quale
appunto è l'amicizia di cosi degno religioso. L'ho trovato d'ottimo gusto
in tutto, e ben conoscente di chi fa figura nelle lettere, e poi professore
di una vasta e varia letteratura, che è rara in certe persone oppresse dal
peso di certi soli determinati studj. In somma mi son rallegrato meco
stesso, e mi rallegro ora colla sua patria, a cui certamente egli fa grande
onore, et è per farne anche di più. L'aspetto in breve di ritorno da
Reggio, et ella il rivedrà fra poco in Toscana.
Essendo io per ristampare nella mia gran raccolta de gli scrittori sì
editi come inediti Rerum Italicarum, dall'anno 500 fino al 1500, le storie
ancora di Ricordano, de i Villani, e di Pistoia, mi servo di questa con-
giuntura per supplicare V. S. illustrissima, che se mai avesse qualche
notizia rara intorno a tali storie, o a' loro autori, voglia comunicarmela.
* Responsive in Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est. ) n.° 11 da Firenze 1709- 'Itì.
2252 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'/'SS-
perchè gliene farò onore nella prefazione. Ne parli ancora al riveritissimo
signor abate Antonio suo fratello, a cui non dimentichi di rassegnare il
mio immutabil rispetto. Ho inteso essersi tralasciato nella stampa di Ri-
cordano, che san Tommaso d'Aquino mori a Fossanuova, perchè andava
per distruggere l'Ordine del Carmine. Me ne son servito. Se potessimo
fare qualche bene a tali scrittori nella mia ristampa, sarebbe pur bene.
E qui, ratificandole il mio ossequio, mi confermo di V. S. illustris-
sima, etc.
2076.
AD ANTONIO VALLISNIERI in Padova.
Modena, 1 Maggio 1722.
BiBLiOTjcOA Nazionale di Brera, Milano, edita [142].
Alla vostra lettera aggiungeste un bel corollario col biglietto del beni-
gnissimo signor abate Lazzarini [ Domenico ]. Certo che mi è stato di sommo
piacere l'osservare con quanta puntualità egli sia per favorirmi della cro-
naca Perugina, e, quel che è più, il vedermi io assicurato d'aver buon sito
nel cuore di cotesto tanto da me riverito e celebre letterato. Favoritemi
dunque di rendergli mille grazie in mio nome, e di dirgli, che non mi dà
pena 1' essere tal Cronaca mancante, perchè questo è male ancora d' altre,
che sono per pubblicare. Quanto agli elogi d' Alessando VI nulla dice
quello scrittore, che il Leibnizio non pubblicasse stampando un pezzo di
Burcardo Ceremoniere di esso Papa. Ma io darò di penna a que'due passi,
che poco importano a Perugia. Ho l' Infessura romano, che ne dice del-
l' altre brutte d' esso Alessandro, e di Sisto IV. Anche a questo bisognerà
provvedere di rimedio; e pubblicare il resto.
Nello spazio di 200 anni non potreste credere, quante cronache ma-
noscritte abbiano perduto varie città, siccome n' ho fatto la sperienza ; e
però tanto più affrettarsi a pubblicare quello che ci resta. Intenderete
pertanto dal suddetto signor abate, come egli voglia farmi goder le sue
grazie. Se potrò avere per sicura occasione il manoscritto stesso, tanto più
stimabile per me sarà il favore, si perchè con ispesa minore ne farò cavar
qui una copia, e si perchè mi chiarirò, col collazionare, se la copia corri-
sponda al vecchio testo. E ricordatemegli gran servitore.
Rinnovo le mie congratulazioni per 1' onorifico Diploma con tutte le
frange e festoni. Farà questo pataffio una gran comparsa nella vostra vita.
Ma io nulla ho veduto finora del supplemento a' Giornali, e però nulla
posso dire della vostra dissertazione per promuovere lo scrivere i libri
in Italia. Quel che mi piace, è d' udirne già seguito buon frutto.
-1*723 1 A VINCENZO VECCHI 2253
So che fa qni il Tassoni: ma io non me ne presi pensiero; e non
avendo mai udita parola alcuna de' suoi movimenti, uè pure ho voluto
mostrarne paura. Non dubitate: che ci studieremo di parare i colpi, e di
metterlo, occorrendo, in filo.
Mi son giunte le Osservazioni Foggiane, e non mi saranno inutili,
volendo io ristampare la storia del medesimo Poggio. Del giornale nulla
ho veduto da gran tempo. Né pure le Lionfantesse vi pensano tanto.
Sarà egli vero, che quest'anno abbiate a lasciarvi vedere? Signor si:
che le buone usanze bisogna mantenerle. E con sommo ossequio mi ricordo.
2077.
A VINCENZO VECCHI in Ferrara.
Modena, 1 Maggio 1722.
S. Archivio di Stato, Modena.
Ho fatto intendere al giovane Rizzi le risoluzioni favorevoli di V. S.
illustrissima, et egli, con tutto piacere avendole accolto, si presenterà in
breve costà. Gli ho fatto premura della fede e del secreto, ed egli spera
di potere e sapere bene ubbidirla in questo. Io per me vo sperando che
non m'abbia a pentire d'averglielo proposto: ma colla sperienza alla mano,
cioè col microscopio, può essere ch'ella vegga ciò ch'io col canocchiale
non ho saputo in lontananza discernere.
Certo che il Serenissimo e questi ministri camerali sono molto soddi-
sfatti di lei ; ma non so come andasse quando si chiedesse di venire, perchè
veggo alcune persone straniere portate innanzi sopra ogni riguardo. In
fatti s' è detto che il signor conte Coccapani. chiamato già cappellano mag-
giore di S. A. serenissima, aspirerebbe a cotesto impiego, e il signor mar-
chese Salvatico si dichiara ch'egli è l'anima sua. Perciò il mio debil
parere si è di non far movimento alcuno per ora, e pensare col tempo a
ciò che tornerà più il conto.
Sentii in Camera che ella era stata alle mani con l' eminentissimo Le-
gato. Queste bravure purché esercitate con prudenza, non sono qui disap-
provate, anzi piacciono.
Abbiamo consigliere soprannumerario il podestà, cioè un successore
pel primo posto che vacherà. Le rassegno il mio ossequio.
Penserei di portarmi il prossimo lunedi a S. Felice per un po' di ri-
poso. La prego del recapito dell' inchiusa che rinchiude una responsiva del
Principe serenissimo. La ringrazio ancora della visita fatta alla casa del
priorato, pel cui risarcimento scrivo oggi.
Epittolariò di Lodovico Antonio Muratori, — Voi. VI. 143.
22Ò4: LODOVICO ANTONIO MURATORI [IT'SS-
2078.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 4 Maggio 1722.
Biblioteca Ambrosiana, Milano.
Riceverà V. S. illustrissima una balla di libri speditami per di lei
conto da Bologna ben condizionata, che s' incammina a cotesta volta per
la condotta ordinaria. Inchiudo la licenza del s." Uffizio; e attenderò poi
riscontro del felice arrivo. Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi con-
fermo, di V. S. illustrissima.
2079.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 6 Maggio 1722.
Museo Civico Ckemonese, edita ["203].
Amico amatissimo.
Già dal signor abate Garbelli [Filippo] ho ricevuto una breve antica
crouichetta della vostra città. Aspetto anche certe raccolte da un Torresini.
Quanto egli vide, tutto si truova presso il signor Dott. Bresciani, et esso
signore mi scrive che, se voi voleste vedere, non vi sarà difficultà veruna.
M' immagino che non aveste bisogno di quest' ultima notizia : adunque vi
prego di visitare que' manoscritti e poi di sapermi dire s' altro vi fosse a
proposito per la mia gran raccolta, alla cui stampa s' è già dato principio
in Milano, e per onore alla patria vostra. Ma ricordatevi che vuol essere
roba composta prima del 1500. Certo a me duole di non avere cose più
riguardevoli d' una città si cospicua, quando ne produrrò di tutte 1' altre
circonvicine. Spero nondimeno di pubblicare Sicardo. Caramente vi rive-
risco e mi confermo, etc.
2080.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 14 Maggio 1722.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [17*>].
Non mi restò tanto tempo da poter accompagnare con mia lettera
r Agnello, il Panegirico di Berengario, e le Prefazioni che inviai, e so già
-l'assi A PIER CATTEBINO ZENO 2255
essere pervenute alle mani di V. S. illustrissima. Soddisfaccio ora a' miei
doveri con raccomandare anche a lei esso Pan''f/irico, che con gran fatica
ho impietrato in prestito da un' amico. Nella prefazione generale spezial-
mente io desidero che sinceramente mi sia detto ciò ch'io debba aggiu-
gnere, o mutare, perchè bramerei d' incontrare il genio di tutti. A buon
conto il signor Argelati non è contento di quanto ho detto di lui, e de-
sidera più tosto che si levi via, giacché, dice egli, io noi fo comparire
altro che un Soliani e Capponi, che sono i nostri librai e stampatori. Non
intendo, che figura egli si voglia fare, se di Cavaliere, se di Erudito.
So ch'egli scrive di essersi addossata la metà della spesa della stampa,
e che sostiene incredibili fatiche pel confronto dei manoscritti. Gli rispondo
oggi, che mi significhi cosa abbia da dire: perchè quando vi concorra
l'approvazione di cotesti Signori, e non sieno glorie insussistenti, dirò tutto.
Bisogna pensare a gli stampati, che occorreranno, e come s' abbia a
fare, perchè chi li somministrerà, non ne abbia a pentirsi. Mi scrive il
suddetto signor Argelati del confronto di Paolo Diacono fatto col codice
di Monza, e con gran profitto. Ne ho provato particolar piacere. Bisogna
darne avviso al pubblico.
La prego di ricordare a Monsignore suo fratello il responsorio per
S. Benedetto. Son tempestalo da una Dama per questo. E. rassegnando a
lui. e a lei il mio distinto rispetto, mi confermo, di V. S. illustrissima.
2081.
A PIER CATTERINO ZENO in Venezia.
Modena, 15 Maggio 1722.
BiBLioTSCA DSL Skmimario, Padova.
Cosi ben guernito di notizie letterarie si è il Giornale ultimamente
uscito alla luce, che gli si può promettere un' universale applauso, né
questo la cede ai più sugosi degli anni antecedenti. Me ne rallegro con
V. R. e co* suoi riveriti colleghi, e prego Dio. che si possa continuare con
si bel treno, augurandogli nello stesso tempo un felice spaccio fra gli svo-
gliati Italiani, e fra gli stranieri più studiosi di noi.
Mille grazie poscia le rendo per lo stimatissimo regalo a me fattone,
e per la bontà con cui ha parlato di me. e delle cose mie in esso libro.
Io non saprò mai come rimeritarla per favori di tante sorte, quanti son
quelli che da lei e dall' amatissimo signor Apostolo vo continuamente ri-
cevendo.
Le accuso appunto d' avere in mano la cronichetta di Piacenza da lei
inviatami. Nello stesso tempo me n' è capitata un' altra d' essa Città, che
2251) LODOVICO ANTONIO MURATORI [17*33-
tutto insieme farà onore alla medesima, ed utile al pubblico. Se non la
rimanderò speditamente, la prego di perdonarmi, perchè non ho tante mani
da poter supplire a tutto nel concorso d' altri simili ajuti. Ma essa è in
mano di chi sarà fedele restitutore. Ho anche avuto gusto di vedere, in
che consista un' operetta di Ricobaldo, eh' io cercava altrove, credendola
cosa diversa da quella, che io già possedeva.
Gran mercè a V. R. che ha poi trovato presso il signor Conte Conti
quel manoscritto eh' io già disperava di più vedere nel mondo. Me ne dà
avviso anche il signor Alessandro Guarino. Sicché io la considero per
uno dei principali benefattori de' miei poveri studi, e gliene vivere eter-
namente tenuto.
Il signor marchese Orsi ha ricevuta la sua copia. Manderò l' altra
al signor Dottore Bertagni, che è ito alla patria. Ed intanto, con tutto
r ossequio, mi confermo etc.
2082.
A GIOVAN BERARDINO TAEURI in Nardo.
Modena, 16 Maggio ÌT22.
Akchivio Papadia, Galatina, edita [163].
Appunto dal p. priore Tamburini ho ricevuto la Cronichelta dello
Spinelli, che mi piace al maggior segno perchè d'autore contemporaneo, e
son certo ch'essa farà buona comparsa nella mia gran raccolta. Se non
che non so intendere, come sia scritta in volgare. Allora non era peranche
introdotto lo scrivere nella lingua del popolo, e però vo sospettando, che
possa tal' operetta essere stata volgarizzata. Comunque sia, avrò occasione
di ricordare al pubblico nella prefazione un benefattore si gentile com'ella è.
Ma di grazia mi accenni la sua patria e gli altri lumi riguardanti gl'im-
pieghi suoi, affinchè io possa soddisfare al debito mio. Mi saranno carissime
le altre storie, ch'ella mi fa sperare, e che ella similmente potrà inviare
al p. Tamburini suddetto a San Callisto in Roma, ma fuori di posta, o
pure al sig. abate Giovanni Biavi segretario dell" eminentisslmo d'Altana
in Roma per la posta, se i fogli non eccedano la mole di un plico. Da
Napoli il sig. consigliere Grimaldi mi fece sperare degli altri soccorsi;
ma ella è più valorosa e sollecita che gli altri in favorirmi. Vengano an-
cora le sue note critiche, e saranno graziosamente accolte da me. Con che,
rassegnandole il mio rispetto, mi confermo più che mai, etc.
-1*733] A FRANCESCO BREMBATl 2257
2083.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 21 Ma^o 1722.
MuSKO Civico Cukmoicbsk, edita [3CB].
Amico amatissimo.
Ma il Torresini potrà servire, quando altro non faccia che copiare le
carte vecchie, cioè i latercoli dei rettori del vostro Comune. In ogni caso
l'esaminerò bene. All'incontro bramo assolutamente di vedere quella de-
scrizione della l 'itloria de Cremonesi contra i Milatiesi, purché voi la cre-
diate di mano più antica del 1500. L'altre storie del 1515 non fanno al
mio intento.
Potrebbe essere molto al proposito quella storietta di Piacenza del
Ripalta. Ma poiché ne ho una mandatami dal sig. Apostolo Zeno, e
un'altra pure ricavata altronde, né vorrei coincidere, prego vi di copiarmi
solo qualche riga dal principio di alcun anno nel mezzo, acciocché io possa
confrontare se sia opera diversa da quella che ho.
Se saprete altro dei manoscritti bresciani, so che per vostra genti-
lezza me ne avviserete. Spero di ottenere il buon Sicardo.
E qui. ringraziandovi della nota de' vostri pastori arcadi, mi con-
fermo, etc.
2084. -
A FRANCESCO BREMBATl in Bergamo.
Modena, 21 Maggio 1722.
Abchitio Bocchi, Bergamo, edita, [234].
Buone nuove mi ha portato di V. S. illustrissima il p. Schizzi teatino
che ieri mattina mi fé' godere per qualche ora la sua dolce conversazione.
Non è stata poca la mia soddisfazione in aver conosciuto questo religioso,
benché io non mi accordi seco nelle idee che egli ha di certi studii,
ne' quali mi disse d' aver fatto fare il noviziato anche a lei. Di grazia
vada cauto, cautissimo. né sia credulo, perchè quello è un paese d'incanti,
e veggo tanti che van fuori affatto di riga, sempre allettati da speranze
dell'impossibile e da fole credute da loro come vangeli.
H motivo principale, ch'io ho di scrivere ora a V. S. illusti'issima si
è. eh' io vorrei a tutte le maniere provare gli effetti dell' erba Faltranc o
sia erba di Bona, come dicono i francesi, venendomi supposta giovevole
2258 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'r'SS-
allo stomaco, che in me è miserabilg e che anche costi alcuni se ne va-
gliano con profitto, essendo un miscuglio d'erbe, che si raccolgono nelle
montagne degli svizzeri. Questo medicinale mi vien detto che si fa venire
da Coirà da dove ne mandano delle scatole. Non sapendo io da qual
parte rivolgermi, perchè non ho in quelle parti menoma corrispondenza,
sono a supplicare la benignità di V. S. illustrissima di cercare se mai
costi per via di qualche mercante se ne potesse ottenere alcuna. Una di
queste dame che ha corrispondenza coi N. conti Salici [Salis] ne riceve
ogni anno. Ma nel pregarla di questa ricerea e grazia, si contenti eh' io
apponga una condizione che, in caso di poterne avere, se mai ella non mi
lasciasse libero il campo di pagare quanto occorrerà, io non accetterei
alcun suo favore. In casi tali, cerimonie non le voglio né con padroni ne
con amici; e però, volendomi favorire, lo faccia con tal patto: altrimenti
mi volgerò da altra parte.
Con che pregandola di perdono e ratificandolo il mio rispetto, mi con-
fermo, di V. S. illustrissima.
2085.
A GIUSEPPE MALASPINA DI SJ^ MARGHERITA in Monleale.
Modena, 21 Maggio 17^.
Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma.
Possibile che la fortuna abbia da essere si avversa a V. S. illustrissima,
che, dopo averle condotto fin sulla bocca cotesto buon boccone se l'abbia
sì barbaramente da ritirare indietro? Mi ha certo amareggiato al maggior
segno quanto ella mi scrive intorno alla nuova insorta difficultà; e non
so capire come, con una sigurtà si bella in mano, non s'abbia a trovare
in cotesto parti chi prometta per lei in Roma. Questo è il tempo che la
di lei presenza sarebbe necessaria in Milano, perchè ivi si troverebbono
ripieghi.
Ho letta la lettera di V. S. illustrissima al sig. abate Dandi, ma non
ho creduto di doverla peranche inviare, perchè non istimo decoro di lei
che il mondo sappia a lei conceduta una Badia, la qual poi poscia non sia
vero che sia stata ottenuta per difetto di mezzi. Aggiungo in confidenza
che quel signore è un ciarlatano, e la sua Accademia un giuoco di testa,
da cui non si può aspettar vero onore. Attenderò pertanto altro suo avviso
s"io abbia a spedirgli il foglio.
Alle dispiacevoli nuove da lei datemi ne aggiungo io un'altra che mi
tiene, molto mortificato. In mezzo al contento d' avere in mano la Cronaca
di Caffaro, ecco che il copista mi avvisa mancare un quinternetto, che
-1*?SS] A VINCENZO VECCHI 2269
doveva congiugnere i primi già trasmessi co i susseguenti ultimamente in-
viati, venendo con ciò a mancare la storia di cinque anni. S'è fatta ogni
diligenza per vedere se fosse restato in qualche angolo, e nulla s'è trovato.
Creda V. S. illustrissima che non so darmene pace, per timore che non
si possa rinvenire né pure presso di lei, e né meno in Genova, e che il
male possa essere irremediabile : il che sarebbe gran disgi'azia per la Cro-
naca e pel mio disegno. La supplico pertanto di cercarlo costì, e poi di
farlo cei'care attentamente in Genova; e quando sia perduta la speranza
di trovare il già fatto, di grazia vegga se potesse farsi ricopiare, man-
dando io nella seguente pagina la notizia di quello che manca, e mi per-
doni se continuamente la cruccio.
Con suo commodo attenderò i favori della Storia astense, e rasse-
gnandole il mio rispetto, e con ansietà sospirando qualche buon esito a' suoi
atfari, mi confermo, di V. S. illustrissima, etc.
Manca un quinternetto di carte o pagine dieci, cioè quello che è tra
la pagina 153 e 1G4. Avvertasi che manca il rimanente dell'anno 1230,
incominciando dal foglio o pagina, che finisce con queste parole : Qiiae de-
positio muUum suspecta visa est Consilio et Sapientibus Januae, licei prae-
dicti arbitri religiosi apparerent, et quihus fìdes deberet adhiberi. E poi segue
la chiamata Eodem dell'intero quinternetto delle dieci pagine che mancano;
la onde vengono poi a mancare gli anni 1231, 1232, 1233, 1234 tutti intieri
e una parte del 1235, cioè quella che debb' essere dal principio dell'anno
1235 sino a queste parole, con le quali principia il quinternetto susse-
guente, cioè : Ambascìatores commutiis Januae et Janiienses, qui erant
apud Septatn, detineret in verbis, et eos diu duxisset, et ducerei per arn-
bages, destinatus fuit illuc Messaiicus prò communi Januae Dominus Car-
bonus Malocellus etc, col restante che da li a basso va sempre bene.
2086.
A VINCENZO VECCHI in Ferrara.
Modena, 22 Maggio 1722.
Archivio di Stato, Modena.
Al sig. segretario ho comunicato quanto V. S. illustrissima mi ac-
cenna intorno alla misura saggiamente presa con cotesto cacciatore; né
ho mancato di raccomandargli anche i di lei aiFari, con aver trovato in
lui tutta la buona volontà di servirla. Egli crede che abbisognerà avere
un poco di flemma, poiché per altro si trovano delle disposizioni favore-
voli per lei nell'animo del serenissimo.
2260 LODOVICO ANTONIO MURATORI flT^SS-
Mi sono stati ben cari i notandi del religioso modenese, e, quantunque
non abbia potuto fin ora se non superficialmente dare una scorsa d'occhio
a cosi lungo scritto, pure ne ho concepita assai stima. Leggerò dunque
con agio, e poi restituirò tutto.
È stato qui di volo il nostro p. Ferrari e mi ha consolato assaissimo
con nuove assicurazioni della stima, che si è V. S. illustrissima acquistata
costi dall'universale e dell'attenzione a gli affari, che è ben diversa da
quella dell' antecessore. Me ne sono rallegrato per tutti i capi. Il sig. Iddio
le conservi la buona sanità, e le accresca 'l'allegria; che il resto a suo
tempo verrà.
Abbiamo avuto qui con alcuni mezzo mori l' eminentissimo d'Agugna,
a cui si sono fatte finezze.
Comincia ad accostarsi il tempo della seta, ed io penso a vestire al-
quanto la mia povera chiesa. Perciò mi raccomando per soccorso al
sig. Bertani.
E con rassegnarle il mio rispetto, etc.
2087. > .
ALLO STESSO in Ferrara..
Modena, ^ Maggio 1722.
E. Archivio di Stato, Modena.
Dolce la villeggiatura di S. Felice, benché imbrogliata dalle strava-
ganze della stagione. Con dispiacere mi sono restituito alle ciarle ed agli
imbrogli della città, e di più accuso l' ultima di V. S. illustrissima in cui
mi accenna lo scritto da lei al signor segretario S. Agata. Mi ha egli
appunto comanicato il tutto, et io ho lodata la di lui risposta, che è di
non tentar cosa alcuna, quando si abbia a far rumore innanzi a publicità,
perchè ogni movente penetrato servirebbe, non solo a frastornare l'impresa,
ma anche a levarci ogni speranza per 1' avvenire. Se può di nascosto, bene;
se no, rinunziare, e guardarsi bene, che il zelo imprudente di quella poli-
gona non faccia fare dei brutti salti all' altrui savio e prudente.
Godrò che il nuovo segretario di V. S. illustrissima si faccia onore
con esso lei, e vo' sperarlo perchè si mostra di buona intenzione. Mi ha
dato prove di essere ben contento, et io gli ricordo oggi di nuovo i suoi
doveri in rispondergli.
Vorrei che il signor Bertani sollecitasse il soccorso che aspetto da
lui, e di cui avrei necessità, prima che termini il corrente mese, perch' io,
che non dovrei aver debiti, pure mi truovo d' averne a cagione de gli im-
pegni da me presi per questa Compagnia della Carità.
-1*788] A aiussppB Antonio sassi 2261
Qaando il di lei lùtorno potesse portare V. S. illostrissima a grado
più cospicuo non sarebbe da pensarvi. Ma assicurarsi bene prima: altri-
menti aspettare miglior congiuntura, e intanto star saldo.
Con rassegnarle il mio rispetto, mi confermo.
Mori il vecchio signor Cesare Valentini e il colonnello Baratta.
Se mai le capitasse da Padova un manoscritto per me, gliel racco-
mando perchè venga sicui'o. Forse potrebbe mandarsi per la bolgetta.
2088.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 28 Maggio 1722.
BiBLioTxCA Ambrosiana, Milano.
Dio buono ! Mi ha trafitto il cuore quanto V. S. illustrissima mi ac-
cenna, si perchè non so digerire, che ali" ottimo suo cuore, e si ben" affetto
alla nostra grand' opera sia fatto alcun torto, e si perchè credo essere, non
dirò utile, ma necessaria, la di lei favorevole assistenza per condurla a
buon fine. Mi perdoni : io non ho potuto di meno di non iscriverne costà,
ma col mostrar solamente d' aver sentore, eh' ella non so per qual motivo
si sia ritirata, con pregare d'avviso, e molto più di rimettere la buona
armonia; sopra di che starò attendendo risposta. A me non dà fastidio
punto quella giunta fatta al titolo di Giornande, e non darà né pure per
altre simili occasioni, perchè ho 0€wu) che ognuno abbia la sua lode : molto
meno dovrebbe dar fastidio ad altri. Ora io non pretendo già, che V. S.
illustrissima con pregiudizio delle sue convenienze, fatichi più alla già co-
minciata impresa: ma se cotesti signori soddisfacessero al dovere, e fa-
cessero con esso le parti convenevoli, la supplico di non badar tanto a
qualche torto a lei fatto, che abiuri la sua naturai mansuetudine e dispo-
sizione a favorir tutti, e molto più le opere gloriose alla sua patria. A
me duole di non aver potuto parlare scopertamente a cotesti signori, e far
conoscere, che non si doveva procedere seco in questa maniera. Ma può
essere che avrò campo di farlo. Intanto la prego di conservare per me
il suo stimatissimo amore e di essere persuaso del mio inalterabil ossequio,
con che mi rassegno, di V. S. illustrissima.
2262 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'/'SS-
2089.
A NICCOLÒ BERTANI MASINI in Ferrara.
Modena, 5 Giugno 17^.
Collezione Càmpori, Modena.
Per alcuni miei pressanti bisogni mi andava io lusingando di poter
ricevere da costà qualche soccorso: ma dal conto di V. S. mi vien tolta
ogni speranza, stante il bisogno eh" ella mi dice de' risarcimenti stabiliti
per la casa affittata al signor Vicario, e pel fenile della possessione. Pa-
zienza! Se dovessi contar tutte le spese da me fatte costì, dopo il pos-
sesso de' miei benefizj, son certo che riderebbe la gente, che si figura goder
io dei grassi bocconi. Facciasi quanto è necessario. Solo mi raccomando
che non mi sia mangiato da chi fa i lavorieri, e che le liste sieno ben
esaminate, parendomi sempre un gran che il dover stare alla discrezione
di chi non avrà gran premura di fare risparmio per me. La prego per-
tanto d' invigilare, e poscia di pensare, che vada un po' meglio per me
neir anno presente. Ringraziandola intanto di tutti gì' incomodi, che V. S.
prende per me, e desiderando le occasioni di servirla, con tutto lo spirito
mi rassegno.
2090.
A OIOVAN BERARDINO TAFURI in Nardo.
Modena, 5 Giugno 1722.
Akchivio Papadia, Galatina, edita [165].
Ricevo la storia della guerra di Otranto, che mi pare molto bene
scritta, e pel regalo stimatissimo rendo a V. S. illustrissima somme grazie.
Ma si è lamentato meco il P. Lettore Tamburini che il plico gli sia stato
trasmesso per la posta eh' egli ha dovuto pagare. Di ciò 1' avea io avver-
tita in una -antecedente mia ; ma questa non sarà giunta a tempo. Pertanto,
quando la di lei bontà sia, siccome spero, per continuarmi altri simili fa-
vori, la prego di trasmettere i fogli al medesimo religioso fuori di posta,
o pure d' inviarli all' illustrissimo signor abbate Giovanni Biavi segretario
dell' eminentissimo d' Altana o a Roma, dov' è presentemente, o a Napoli,
dove ha da venire col suo padrone. E qui, ratificandole il mio rispetto, mi
confermo.
-l'7S3] A FRANCESCO ARISI 2263
2091.
A GIROLAMO VERNACCIA* in Urbino.
Modena, 10 Giugno 1722.
Abciiivio Storico Comunale, Urbino, edita, [213].
Veggo i frutti della bontà singolare che ha per me il P. Bernardo,
cioè r avermi egli procurato nella dotta e riverita pei'sona di V. R. un si
amore voi promotore e fautore de' miei studi. Alla gentilezza dell' uno e
dell' altro porgo ora i dovuti ringraziamenti ; e giacché ella con sì buon
cuore ha preso a favorirmi, eccole i miei desiderii. La mia gran raccolta,
alla cui stampa già s' è dato principio in Milano, abbraccia quanti storici
delle cose d'Italia, tanto editi che inediti, che ho saputo e saprò ritrovare,
i quali dall' anno 500 sino al 1500 sieno vivuti ed abbiano composto istorie.
È grande il numero degli inediti che ho finora in mano; ma nulla ho di
cotesto parti : e pure bramerei con ansietà qualche storia scritta prima del
1500, che trattasse dei fatti di cotesta illustre città e delle circonvicine, e dei
conti di Montefeltro e d' altri potenti di cotesto contrade, affinchè Urbino
fra le altre città d' Italia possa comparire col suo decoro. Ultimamente ne
ho ricevuta una manoscritta e assai buona, da Rimini, che tratta le cose
de' Malatesti e delle città confinanti. Avendo Urbino fatta si bella figura
nel mondo, è impossibile che non vi resti qualche antica cronaca che sia
a proposito pel mio disegno; e però per ottenerla mi raccomando ora al
genio generoso di V. R. a cui non mancherò di far onore a suo tempo
nella prefazione. S' ella mi darà av:viso di quanto è aUa sua cognizione in
tale argomento, le saprò dire ciò che più mi parrà convenevole al presente
assunto. E qui con pregarla de" miei rispetti all' ottimo P. Bernardo, e au-
gurandomi anch'io la fortuna d'ubbidirla con tutto lo spirito mi pro-
testo, etc.
2092.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 11 Giugno 1722.
Mdsko Civico Cremokbsk, edita [2Xi].
Amico amatissimo.
Per la storia di Piacenza non occorre altro, perchè ho già in mano
il meglio spettante a quella città, né voglio fermarmi a i racconti, quando
Kespon.sive iu Archicìo Soli Murutori ( li. Btbl. Est. ), n." 2 da Urbino 1725.
2264 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'T'SS-
ho il fonte in potere. Della cronaca, De Rebus Mediolani, quando non fosse
cosa composta prima del 1330, io non la desidero perchè, ho Galvano
Fiamma autore del 1300, che ha raccolto il più rilevante di quella metro-
poli: né io stimo punto quelle anticaglie dell'origine etc.
Sicché non d' altro per ora supplico la vostra bontà, se non della Vit-
toria de' Cremonesi^ dispiacendomi però che cotesta illustre patria vostra
ninna cronaca di qualche riguardo possa somministrarmi da poterle fare
onore. Non tralascio diligenza veruna per Sicardo. La parola mi é stata
data, e vedremo se sarà maschio o femmina. Intanto sommamente vi rin-
grazio per le premure che avete di favorirmi, e spero che, battendo e ri-
battendo, troverete forse altre cose non prima vedute. Mi rassegno, etc.
2093.
A FRANCESCO BREMBATI in Bergamo.
Modena, 11 Giugno 1722.
Archivio Hocchi, Bergamo, edita, [234].
Rispondo alle due stimatissime di V. S. illustrissima con ringraziarla
in primo luogo delle riflessioni erudite, che ella mi ha fatto godere intorno
air antichità del Trattato — De Lavdibus Bergami. Ne farò buon uso a suo
tempo, servendo però esse a persuadermi che il loro poeta Mosé sia vivuto
anche prima del 1200, ma non già sotto Giustiniano II imperatore, il
quale non era padrone di cotesta città. Il Muzio per sua cortesia vi ag-
giunse quella dedicatoria con altri versi a fine di tirarlo nella sua famiglia.
Quanto al Faltranc io non so qual sia il suo prezzo, né qual dose se
ne prenda; e però non saprei dire quanto me ne occorra. Mi basterebbe
dunque d'ottenere una scatoletta che mi servisse per due o tre mesi,
tanto che facessi la pruova della sua decantata virtù in favore degli
stomachi deboli, quale è il mio. E avrei anche bisogno di sapere, se si
pigli come il thè e quanta sia la dose per giorno; cose che V. S. illustris-
sima potrebbe intendere costi da chi se ne serve. Resterò molto obbligato
alla sua gentilezza per questo favore, con che sempre si ricordi di scri-
vermi francamente la spesa che sarà occorsa in favorirmi.
Riconosco poi la di lei saviezza in ciò ch'ella mi scrive degli studj
del P. Schizzi, il quale me la suppose iniziata ne' suoi imaginarj arcani.
Può prendersi un po' di gusto a udire le belle visioni di certe persone;
ma guardarsi bene dall' adottarle. Abbiamo gli studj sodi che conducono
alla verità: attenersi a questi.
Con protestarmi sempre più tenuto alla di lei benignità, le rassegno
il mio ossequio e mi confermo di V. S. illustrissima.
-IT'SSJ A CABLO TALENTI 2266
2094.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 11 Giugno 1122.
BiBLioTKCA Ambrosiaha, Modena.
Quanto mi rammaricai per gli dissapori insorti, altrettanto mi son
rallegrato all'intendere ristabilito in V. S. illustrissima quel buon animo
per favorire la nostra impresa, e le confesso le mie singolari obbligazioni,
giacché la bontà ch'ella ha per me, l'ha maggiormente indotta a camminar
sopra agl'accidenti passati. Animo dunque per la continuazione delle sue
grazie, sperando io, che nuli' altro abbia da occorrere, che turbi la buona
armonia.
Uno de" miei più cari amici è il signor Goffredo de' Filippi; et egli
merita d'esser tale anche di lei, perchè uomo di buon fondo di sapere,
ed ottimo amico de' suoi amici. Perciò saranno ben impiegati tutti i fa-
vori, ch'ella gli farà godere costi, e benché non abbia bisogno d'altre
raccomandazioni, tuttavia la prego anche per mio riguardo di rimirarlo
con parzialità d'affetto.
Staremo a vedere, se tanti cani faran paura a quel rabbioso cinghiale
che s'è avventato a tutti. Desidero che si faccia cosa degna di chi co-
manda costì.
E qui, con ratificarle il mio rispetto, mi confermo di V. S. illustrissima.
2095.
A CARLO TALENTI in Reggio.
Modena, 11 Giugno 1722.
BiBLioTKCA CoMUNALK, Beggio Kmilis.
Godo che siano ritornati salvi in mano di V. S. illustrissima i suoi
fogli eruditi e che la sua bontà abbia gradito le poche giunte, che si
sono potute fare. Se ad altro ella mi conosce buona con piena libertà mi
comandi, sicura di poter trovar sempre in me una particolare premura
di farmi conoscere, quale con vero sentimento di stima mi ratifico.
2260 LODOVICO ANTONIO MURATORI [ 1*7 SS-
2096.
A GIUSEPPE MALASPINA DI SJ* MARGHERITA in Tortona.
Modena, 18 Giugno 1722.
Raccolta Palmieki, S. Paolo, Roma.
D' incredibile mia consolazione mi è stato V avviso che finalmente
tante ruote si sieno mosse, che i voti di tutti gli amici e servitori di
V. S. illustrissima abbiano da essere pienamente esauditi colla sicurezza
di quel buon boccone, di cui col tempo ella goderà i frutti, contentandosi
presentemente quasi del solo onore. Ne ringrazio Dio di tutto cuore. Al-
l' animo generoso e alle idee signorili, che in lei ho sempre ammirato, vi
mancava questo necessario soccorso. Il resto eh" ella merita gliel' auguro ;
ma pazienza se non venisse tutto, dappoiché è venuto questo. Su tal no-
tizia dunque ho lasciato andare la sua lettera all' abate Dandi. con cui
bisogna stare in guardia. Vegga poi V. S. illustrissima se avesse caro di
essere registrato nel catalogo de gli Arcadi, ch'io m'ingegnerò in Roma
per farla servire. Finora non m' è riuscito di trovar copia della scrittura
per la precedenza, ma non lascio di cercarla.
Passò di qua la domenica scorsa, di ritorno alla patria, il signor mar-
chese Eogliani, che con mio particolar piacere imparai a conoscere di
vista. A lui consegnai le quistioni Comacchiesi. Ma ho ben ricevuta dipoi
una particolar mortificazione, imperocché mei vidi comparir qua ieri da
Parma, dove gli era giunta lettera del signor marchese Uberto Laudi,
cavaliere garbatissimo, che mi aveva portato le cronache manoscritte di
Piacenza, in cui 1' avvisava di ricuperare in ogni forma essi manoscritti,
perché, penetratasi da quel sovrano la consegna a me fattane, gli era stato
con forza intimato di ripigliar tutto, con minacce etc. Io puntualmente ho
restituito con dolermi si della perdita mia, ma senza paragone più dell' ac-
cidente occorso a cosi degni cavalieri. Vegga un poco come va il mondo.
La verità per questo non rimarrà sepolta ; ma non saprà la gente che
fatiche ed impegni sieno occorsi per l'impresa grande che ho per le mani.
Mi ha all' incontro sommamente rallegrato V. S. illustrissima colla
speranza eh' io possa ottenere il quinternetto smarrito del Caffaro, perché
troppo m' increscerebbe se avessi da pubblicare tal" opera imperfetta, giacché
torno a dirle che fra quante inedite io son per dare, certo stimo questa
la più riguardevole, siccome dirò nella prefazione, in cui farò ben com-
parire il di lei nome coli' onore dovuto.
Con suo comodo ella ripiglierà in mancia storia d'Asti: intanto non
manca, né mancherà per un pezzo materia pe" torchi di Milano. Sto anche
aspettando i favori del signor Benvoglienti.
-1*733] A VINCENZO VKCCHI 22fi7
Già ho veduto l'indice de' capitoli della scrittura del signor Segre-
tario Colla per P. e P. Auguro anche alla di lei penna tutta la felicità
per ben sostenere i diritti cesarei. E rassegnandole con ciò il mio ri-
spetto, più che mai mi protesto, di V. S. illustrissima.
2097.
A GIOVAN BERARDINO TAFURI in Nardo.
Modena, 19 Giugno ÌT^.
Archivio Papadia, Palatina, edita [166].
Con due altre mie inviate a Roma, aifinchè fossero incaminate a Napoli
e a Nardo, avvisai V. S. illustrissima di aver ricevuto le due croni-
chette, che mi sono state ben care, e massimamente la prima, con pre-
garla ancora di non dare ulteriore aggravio per la posta al P. lettore
Tamburini, che non gode estenzione, e si è lagnato meco di quanto si è
fatto, perciocché mia intenzione era che si trasmettessero a lui fuori di posta
le di lei grazie. Odo ora che non 1' è giunta pur una di esse mie lettere.
Scrivo questa a dirittura a Napoli per vedere se fosse più fortunata. Né
altro soggiungo per 1' incertezza, se questi miei caratteri debbano giungerle
costà. Intanto con rassegnarle il mio rispetto, e ringraziarla vivamente
de* favori a me fatti, mi confermo.
20I>8.
A VINCENZO VECCHI in Ferrara.
Modena, 19 Giugno 1'^.
B. Archivio di Stato, Modena.
Alla posta ho consegnato l' involto che rimando a V. S. illustrissima
aifinchè lo restituisca ali* amorevole nostro, con dirgli che avrei caro di
ottenere copia di due documenti che ho segnato con rivoltar carta. Cioè
della scanzia B. A. ove è riferito un placito tenuto a Ravenna l' anno 990,
e l'altro C. 112 anno X. Conradi hnperatoris. Per tal favore gli resterò
molto obbligato. Così potessi sapere, cosa contengono tanti altri docu-
menti vecchi, che non ha affrontato il compositore dell' indice che ora
si restituisce. Svani poscia il desiderio di spedire a Milano il Comis-
sario Corradi, perchè si credette che la spedizione di tali stromenti. per
una informazione al P. Lazzarelli, potesse bastare: e cosi si risparmia-
rono quei pochi.
2268 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'733-
Per ora far quello che è necessario di risarcimento a cotesti miei beni.
Se i miei antecessori non avessero voluto lasciare a me tutto il peso e il
merito di far tante cose costi, io farei qui qualche altra cosetta in bene
della vostra città: ma pazienza: prenderla come viene.
Quanto alle carte del reverendo Scala brini, io veramente le vedrei
volentieri ; ma non mi sento di spendere del mio, e fare spendere un soldo
ad altri, io so che è impossibile. Altro dunque non suggerisco se non che
s' egli volesse affidare a V. S. illustrissima tali pergamene, affinchè fossero
vedute da me, se sieno cose che meritino d' esser comprate, potrebbe in-
viarmele ; eh' io immediatamente le rimanderò nel susseguente ordinario,
et ella potrà restituirle. S' io non le copierò, mio danno ; e questo a me
basta. Se no, faremo senza. Sono cose che starebbero bene in questo ar-
chivio; ma si pensa solo a raccogliere invece di carte logore, monete di
buon suono. E con rassegnarle il mio rispetto.
2099.
ALLO STESSO in Ferrara.
Modena, 26 Giugno 1722.
Archivio di Stato, Modena.
Non v' ha documento alcuno fra i posseduti dal signor Scalabrini. che
riguardi la serenissima Casa. Ne ho bensì osservato alcuni pochi, i quali
potrebbero servire alla pubblica erudizione, e al disegno eh' io ho d' illu-
strare un giorno i secoli oscuri. Gran copie ne ho io ordinate finora da
moltissimi archivi d'Italia. Altri mi sono stati comunicati da amici, e
senza che mi costino un soldo. Ora io non mi sento di spendere per ot-
tenere le grazie, che di si buona grazia, si è esibito di fare esso signore
Scalabrini. S' egli avesse le pergamene originali, e volesse farne un dono
all' archivio ducale, allora potremmo pensare a regalarlo. Il ringrazi per-
tanto V. S. illustrissima del favore fattomi del suo catalogo, e intenda
s' egli ha solamente copie di que' documenti, fatte da se, o pure le carte
pecore ; e se darebbe queste ultime, avendole, o pure se non che copie :
nel quale ultimo caso avrei caro di cavarle io stesso dagli originali, perchè
credo bene lui intendente di que' caratteri scomunicati, ma più tengo me
per pratico di essi. Gli ultimi documenti spettanti a i doni delle saline e
della Pomposa al monastero di s. Salvatore di Pavia, sono stati pubbli-
cati da i Benedettini di Pavia, et io ne ho vedute le pergamene nel loro
Archivio.
Ringrazio intanto la bontà di V. S. illustrissima che è si attenta a
tutto ciò che concerne la serenissima Casa, ed anche i miei studii.
-17* SS] A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 22G9
Non ho più udito alcuna parola intorno alle pretensioni mosse dal
signor vicario di s. Agnese. Può ben credere che avrei caro di non udirne
né pure per V avvenire. Il signor Bertani nel conto datomi ha messo non
so quanti scudi pagati per l'aggravio delle Galere; et io mi sono dimen-
ticato di chiedei'gli, se sia stato solamente per conto mio. e pure se v' abbia
compreso anche la quota spettante ad esso signor vicario.
Le rassegno il mio ossequio.
2100.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, Giugno 1722.
Biblioteca Ambrosiana, Milano.
Mi piace sommamente il pensiero nato in mente a V. S. illustrissima
di far l'edizione d'Anastasio senza dipendere da quella di Roma, giacché^
coir aiuto dell'Ambrosiana si può essa fare con tutto nostro decoro. Di
quel codice si antico, eh' ella mi accenna, io non mi ricordava punto.
Bensì avevo io in mente quell" altro, che è una copia recente fatta in Roma.
Tutto potrà servire all'intento. Ora da che veggo la sua bontà, non ostante
quanto è avvenuto ne' giorni addietro, si ben intenzionata per tale impresa,
animo a far questo bene al Pubblico, e questo onore a Milano. Vi sarà
tanto da far bella comparsa, e da invogliar la gente di cotesta edizione,
ancorché abbiano la romana, nella quale in fine poco più vi può essere
che non abbiamo noi; e può anche darsi, che la nostra contenga di più.
A buon conto forse non avrà pensato a ristampare la Dissertazione Ciam-
piniana. E poi mettendovi anche Martin Polacco ed altre simili cosette,
andremo forse innanzi agli altri. In proposito della cronaca Martiniana,
ella avrà osservato, quanto ho detto nella Prefazion generale ; e i manoscritti,
dell'Ambrosiana, possono qui dar buon aiuto. Avrei caro di sapere, cosa
abbia scritto quel Pandolfo Pisano la cui fatica m' immagino sia diversa
dalle Vite, che io ho inviato da aggiungersi ad Anastasio. Ora intorno
a questo affare io m' abbandono al buon gusto e ottimo genio e zelo di
V. S. illustrissima, con sicurezza eh' ella farà cosa degna di lei, e del di-
segno grandioso che abbiamo per le mani.
Servirà ciò ancora per maggiormente far conoscere a cotesti Signori,
quanto utile, anzi necessario strumento ella sia. Per tale l' ho io sempre
considerata : e la ringi*azio ben vivamente, che, anche in riguardo mio, ella
dimentichi i passati sconcerti. E venuto anche a me in fastidio, che ^
Giornalisti di Venezia m' abbiano quasi ridotto alla condizione del signor
Bianchi. Mi scrivono di costà, che non n' han colpa. Vedremo se andrà
Epiitolario di Lodovico Antonio Muratori. — Voi. VI. J44.
2270 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*733-
meglio pei* 1' avvenire. A ognuno il suo. Con rassegnarle il mio ossequio,
mi confermo, di V. S. illustrissima.
Teodorico di Niem io l'aveva messo nel Catalogo della nostra rac-
colta. So che non è autore grato a Roma, tuttavia non è un' eretico. Badar
dunque, se mai fosse autore proibito : se nò, basterà nella Prefazione dire,
esser egli mal affetto alla Corte di Roma, e doversi andar cauto a cre-
dergli tutto.
2101.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 2 Luglio 1722.
Museo Civico Cubmonkse, edita ['203].
Amico amatissimo.
'' Venga a suo tempo la Vittoria della Bertazola, che la metteremo in
faccia a i nostri Ambrosiani, e faremo che digeriscano la pillola. Ma bi-
sogna ora che vi torni a chieder conto di quella cronaca di Piacenza che
mi accennaste. Ne ho io una di quella città, che farà bella comparsa nella
mia gran raccolta, ma non arriva se non all' anno 1374 in circa. Mi era
stata promessa la sua continuazione fino al 1484, e poi m' è mancata la
speranza di ottenerla. Sicché se mai cotesta cronaca passasse il 1374,
avrei bisogno che mi faceste copiare quello che è da li innanzi, comin-
ciando al più al più dal 1350 fin dove cotesta arrivasse. Di grazia, fra
tanti vostri affari, non dimenticate ancor questo.
Se avrete occasione di ritornare da monsignor illustrissimo Litta, fa-
voritemi di umiliargli i miei rispetti, e insieme i miei più divoti ringra-
ziamenti per la benigna memoria che di me conserva, e per gli graziosi
inviti eh' egli mi fa di venirlo a vedere. Mi sarebbe questo di somma
consolazione, ma io mi son invecchiato prima del tempo, e la sanità è in-
fievolita in maniera, che, a farmi muovere dal pollajo, ci vorrebbono i per-
ticoni, e Dio sa se bastassero. Porse un di qualche congiuntura potrebbe
portarmi in cotesto parti, e allora si guardi monsignor illustrissimo, ch'io
son uomo di ricevere le dolci grazie della sua singoiar gentilezza, e di
piantare 1' alabarda si forte nel suo palazzo, da non sapermi più cacciar
via. Augurategli intanto anche a mio nome una perfetta salute, eh' essa
importa ben molto più che la mia.
Se verranno i componimenti della vostra Accademia, li leggerò vo-
lentieri. Con tutto lo spirito mi rassegno, etc.
-1*783) A QIUSEPPK ANTONIO SASSI 2271
2102.
A CflUSEPPE MALASPINA DI SJ* MARGHERITA in Moaleale.
Modena, 2 Luglio 1722.
IUCCOI.TA Palmiui, S. Paolo, Berna.
Due righe in fretta. Di somma consolazione mi è stato l' arrivo del
quinternetto che si temeva perduto. Ringrazio Dio d' avere intera una si
beir opera, e ne farò ben merito a V. S. illustrissima nella prefazione.
Un" altra copia per altra via ne aveva io ottenuto, ma non condotta se
non fino all'anno 1209. M'è dispiaciuto di non avere avuto il resto, perchè
in essa v' ho trovato in qua e in là più della inviatami da lei.
Già le ho scritto che il signor marchese Fogliani portò seco per V. S.
illustrissima le Quistioni Comacchiesi. Starò ora in pratica per rimandare
la di lei copia del Caffaro..
Le auguro tempo per la Storia d'Asti; e sospirando l'avviso delle
Bolle arrivate e del possesso preso, le rassegno il mio ossequio, ricordan-
domi, di V. S. illustrissima.
Se mi capiterà occasione le invierò la scrittura della Precedenza che,
dopo grandi ricerche e stenti, ho trovato per lei.
2103.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 9 Luglio 1722.
BiBLioTccA Ambbo8ia»a, Milano.
Senza fallo che mi ha dato e dà non poca molestia il vedere costi
quel mal' effetto, che spesso si osserva nelle leghe de' Principi, delle quali
la concordia dovrebbe essere la nutrice, ma per lo più la discordia è la
turbatrice. Se debbo parlare con tutta confidenza a V. S. illustrissima,
ne scrissi due ordinarj sono al sig. marchese Trivulzio, pregandolo di
adoperare la sua prudenza per conservar la pace, e fare che ognuno, senza
arrogarsi troppo, abbia il suo posto ed onore. Non è da ora che veggo
fumi nel sig. Argelati : sento le nuove prodezze. Certo era meglio attaccare
quel pezzo d' Agatia a Procopio : ed a me pure par troppo quel pretendere
sito nel frontispicio. Ne torno oggi a scrivere al suddetto cavaliere senza
nominare lei, e vedremo, se sarà buono da mettei'e in dovere cotesto uomo,
2272 LODOVICO ANTONIO MUBATOHl [IT'SS-
che prende voli si alti. Ho anche ultimamente saputo, eh' egli ha inviato
a varie città un'Invito stampato per chi volesse associarsi per comperare
r Opera, senza avermene detto una parola. Di grazia ella mi procuri in
confidenza uno di tali Inviti, acciochè io possa chiarirmi, come egli abbia
esposto al pubblico questa faccenda. Per altro io la supplico di andar
sopra quegli ostacoli, che si vanno incontrando, e ciò in riguardo al pub-
blico bene. M' andrò ingegnando anch' io di fare altrettanto.
Mi avvisano poi da Roma, che il 2." tomo d' Anastasio dovrebbe es-
sere stampato pel venturo Agosto, e che non altro abbraccerà, fuorché le
Note di nove personaggi, fra le quali quelle di monsignor Bianchini, che
riguardano spezialmente la cronologia e la storia, e quelle dell" abate
Benzini. Quando ciò sia. e non si stampino le vite de' susseguenti papi (il
che pensiamo di far noi ) la nostra edizione avrà un bel pregio, e, non
ostante la Romana, sarà ricercata dagli Eruditi. Pertanto farsi coraggio.
Bisognerà lasciare andare Teodorico di Niem, giacché il suo Trattato dello
Scisma è proibito, e si potrà ristampare ciò, che non é vietato. Desidero
di sapere, se le vite da me inviate, e attribuite al cardinale d'Aragona,
sieno in cotesto Manoscritto sotto nome di Pandolfo Pisano.
Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. S. illu-
strissima.
2104.
AD AGOSTINO PANTÒ * in Palermo.
Modena, 10 Luglio 1722.
Akciuvio Soli Mukatoui {B. Bibl. Est.), Modena.
Non v' ha dubbio che il metodo preso da V. S illustrissima per trat-
tare con decoro, ed utilità lo studio delle leggi, cercando diligentemente i
fini, spiegandone bene i testi, e fiancheggiandole con gì' insegnamenti della
politica e della morale, é assunto degno di gran lode; e chi potesse intro-
durlo in Italia, ne avrebbe un gran merito. E però mi rallegro io assais-
simo non meno con esso lei. promotore di sì nobile Instituto, che con co-
testi altri valorosi ingegni, i quali tutti è da desiderare, che sveglino
una gara onestissima fra loro per poter trarre a fine sì glorioso disegno.
Il fu sig. Gravina anche per questo ha assicurata la sua fama presso i
posteri; e in Germania vi hanno atteso grandi uomini con rara lor lode,
come il Grozio, il Puiiendorfio. il Coringio, il Vitrario, ed altri che hanno
trattato spezialmente del Gius Pubblico, della Natura, e delle Genti. Cosi
potesse sperarsi, che un si bell'esempio fosse seguito dal resto dell'Italia.
* Responsive in Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est. ), n." 9 da Palermo 1722-'29.
-1*733] AD AGOSTINO PANTÒ 2273
Ma s' io ne debbo confessare il vero, potrà ben promettersi gran lode la
di lei impresa; ma non oso sperare di vederla abbracciata, che da pochi
ingegni generosi e superiori al volgo. Per lo più, chi si applica alle leggi,
pensa a far roba, e questa, senza tante fatiche, col solo introdotto metodo,
benché superficiale, e contento di sole filze d'autori, e di citazioni anche
false, si ottiene. Per seguitar Torma de i Cuiaci, e simili, ci vuol troppa
fatica, e bisogna prendere voli alti; e forse alcuni temerebbero di farsi
ridere dietro da i giudici, e di perdere le cause, ove si dilungassero punto
dal cammino, cattivo sì, ma battuto. Ma non per questo ha da desistere
V. S. illustrissima con cotesti altri signori. Potrebbono i felici ingegni di
cotesta nobil città servire a gli altri di sprone; ed anche il solo mostrar
l'ottimo è ottima impresa. Quanto a me, veggo potere la moral filosofia
aver luogo in molte parti della Giurisprudenza; ma in molte altre diffi-
cilmente verrà chiamata in consulta; perciocché tante leggi ci sono, che
riguardano unicamente la roba e la volontà de' Privati, e le pene de i de-
litti, e simili altre materie, che non si possono, se non ricorriamo a strane
speculazioni, condursi a i principj morali. Oltre di che tante determina-
zioni s" incontrano delle leggi, che non hanno altra vera ragione, che la
volontà de' principj legislatori, i quali certo non sono mancati di ragione
in determinare cosi: ma se avessero anche determinato il contrario, avreb-
bono potuto farlo, né sarebbono stati sprovveduti d'altre ragioni. E lo
veggiamo anche in innumerabili leggi municipali o statuti, che son tutti
l'uno all'altro contrarj, e pure son giusti tutti. La morale insegna ciò, che
è buono 0 cattivo in riguardo a i costumi, lasciando poi le azioni indifie-
renti all'ispezione d'altre scienze ed arti; e perciò tante d'esse leggi si
possono ridurre al tribunale della Politica e dell'Economica; e l'altre, che
son le più, ai primi principj delle tre giustizie. Ora non è mai venuta, e
forse non verrà mai alla luce quell'opera dell'Ingegneri. Ma l'assunto da lui
preso sarebbe pure un bell'impiego di cotesti ingegni. Cioè rilevare tutti
quanti, se si può mai. gli abusi, e disordini che seguono tanto ne i trat-
tati della Giurisprudenza, quanto nella sua pratica, riducendoli sotto varie
elassi. Non si può dire, che paese vasto sia questo, e che utile potesse
venire al pubblico, dal far vedere, in quante maniere e giudici e avvo-
cati, e procuratori, e consulenti, e trattatisti tradiscano e facciano diventar
pernicioso uno studio e sapere, inventato per bene de gli uomini. Chi
n'abbia ben trattato, non saprei già accennare, a riserva del cardinale
De Luca, una cui operetta é molto lodevole. Credo ancora che il Fabri
piemontese, gran leggista, abbia dato di bei lumi. Loderei ancora, chi si
mettesse a raccogliere tutte le opinioni di legge controverse, che sono ma-
teria di tante liti, comuni ancora con tra comuni, per deciderle, secondochè
più paresse giusto e ragionevole, per poi pregare i Principi, che per comun
beneficio canonizzassero tali decisioni, e ordinassero che si stesse alle me-
2274 LODOVICO ANTONIO MURATORI \ 1*7 22-
desime, formandone una giunta a i testi civili, senza pregiudizio di par-
ticolari statuti. In tal guisa crederei che potessero le applicazioni di co-
testa nobile Accademia riuscire di gran profitto al pubblico. Ed ecco quel
poco, eh' io posso suggerire all' ottimo genio di V. S. illustrissima, alla
quale mi protesto sommamente tenuto e pel suo stimatissimo amore, e per
le benigne espressioni della sua lettera. Con che. supplicandola de' miei
rispetti al celebre sig. Mongitore, ' [Antonino] e rassegnandole il mio os-
sequio, comincio a protestarmi, quale sarò in eterno, di V. S. illustrissima.
2105.
A GIOVAN BERARDINO TAFURI in Nardo.
Modena, 10 Luglio 17^.
Archivio Soli Mdkatobi ( R. Bibl. Est.), Modena, edita [163],
Lodato Dio eh' è pur giunta una delle mie lettere a V. S. illustris-
sima, e che si è restituita la calma all'animo suo coli' avviso de' mano-
scritti felicemente pervenuti alle mie mani. Attenderò ora la cronaca del
Coniger, la quale appunto mi era stata descritta piena di molti errori e
di non poche inezie. Vegga di grazia, prima d'inviarla, che frutto se ne
possa sperare, perciocché, quando fosse storico sgraziato, e da nulla, mi,
potrebbe esser chiesto, perchè l'avessi messo in mezzo, servendo bensì le
note critiche a correggerla, ma insieme a fargli anche sensibilmente per-
dere il credito. Crederei dunque bene che V. S. illustrissima mi dicesse
prima cosa egli contenga di buono, e di che tempo scrivesse, acciocché
non gittassimo la fatica.
Invio la presente al sig. abate Giovanni Biavi s'^gretario dell' eminen-
tissimo Viceré, e spero che gliela farà giungere. Le lettere di lei basta
che siano consegnate alla posta di Napoli, che mi perverranno sicure.
Del resto con particolare consolazione ho inteso il di lei nobil genio
verso le lettere, in prò delle quali mi rallegro che stia faticando, ed il
suo benigno cuore verso chi fatica in questo medesimo arringo. Non man ■
cherò io a suo luogo di avvertire il pubblico di questi suoi pregi. Intanto,
con rassegnarle il mio rispetto, mi confermo, etc.
Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( 7?. Bibl. Est. ), n.° 12 da Palermo 1721-'4].
-±'722] A PIER aEROLAMO VERNACCIA 2275
2106.
A VINCENZO VECCHI in Ferrara.
Modena, 10 Luglio 17S.
IL Akchis'ìo di Stato, Modena.
Saggiamente ha fatto V. S. illustrissima sbrigandosi dell'aria de' paesi
bassi, e del furore de' zenzalini : ed io mi rallegro di udirla tornata con
felice salute. Già ho ricevuto il nuovo quinternetto, e datagli una scorsa,
altro non truovo che diplomi e bolle delle quali abbiamo già copia. Tuttavia
l'esaminerò più diligentemente, e poscia lo restituirò. Intanto ijaille grazie
a lei, ed al buon cuore di chi ha favorito. Quanto al sig. Scalabrini starò
attendendo nuovi ordini e lumi sopra la di lui volontà, ritenendo io a
questo fine il catalogo nelle mani. So che V. S. illustrissima starà con gli
occhi aperti sopra le novità ultimamente occorse, e che non mancherà di
comparire costi con riverente dipendenza. Come abbia a terminare la fac-
cenda, non è noto al volgo. I più saggi tengono, che chi è venuto costà
desideroso di quiete, non vorrà più imbarcarsi, e noi non possiamo spedire
di qua il bargello a farlo tornare per forza. Faccia Dio il nostro meglio.
Con che rassegnandole il mio rispetto, etc.
2107.
A PIER GEROLAMO VERNACCIA in Urbino.
Modena, 11 Luglio 17S.
Abchitio Storico Comukai.e, Urbino, edita, [213].
Le storie che V. R. con tanta bontà mi accenna trovarsi nella Va-
ticana non mi paiono di tal pregio, ch'io voglia espormi a superare le
diflficoltà tutte, che s'incontrerebbero per ricavarne copia. Il mio desiderio
sarebbe stato di trovarne una che avesse descritto le azioni di tutti i per-
sonaggi della casa di Montefeltro; e quelle che si credono conservate in
Roma non promettono tanto. Adunque io mi ristringo a pregarla che voglia
procurarmi la vita di Federico I duca; perchè essendo egli stato un va-
lentuomo, sarà anche gustoso il leggere le sue gesta. Bramerei ancora
qualche ci'onaca di Gubbio, perchè probabilmente dovrebbe abbracciare
anche i fatti delle città circonvicine. Perciò mi raccomando al gentilissimo
cuore di V. R. perchè disponga le cose, affinchè io ne ottenga copia. Se
potessi ricevere in prestito gli stessi manoscritti (il che da tante altre
2276 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'7«5S-
parti mi è stato accordato ), sarebbe più comodo e men dispendioso a me
il farli copiar qui, e basterebbe inviarli per occasion sicura a Bologna,
eh' io poi sarei fedele e puntuale restitutore. Ma oh quanto sarebbe da
desiderare che si trovasse quella vecchia cronaca di Urbino, di cui si ha
notizia costi! Di grazia non rallenti le ricerche. Quanti favori ella com-
partirà a me saranno tutti scritti nel mio cuore, oltre al beneficio ch'ella
recherà alle lettere e al pubblico.
Con ringraziarla intanto dei già compartitimi, e con pregarla de' miei
rispetti all'onoratissimo p. Bernardo, le rassegno il mio ossequio.
2108.
A VINCENZO VECCHI in Ferrara.
* Spezzano, 18 Luglio 1722.
E. Archivio di Stato, Modena.
Scrivo a V. S. illustrissima da Spezzano, ove sono venuto servendo il
sig. marchese Coccapani per rubare tre o quattro giorni di villeggiatura.
Già ho ricevuto l'ultima sua col lieto avviso, ch'ella abbia da fare una
scappata in patria, e condur seco ancora l'onorato sig. Scalabrini. Finché
starà costi il sig. marchese Salvatico, né piar io credo bene il chiedere
tal permissione, ed anche chiedendola sarebbe negata. Sicché aspettare un
poco. Intanto attenzione a servire chi é costà, poiché quanto al predire le
cose avvenire, io per me non v'arrivo, e credo facile l'ingannarsi. Star
dunque a vedere, e pregar Dio che faccia il nostro meglio.
La supplico del ricapito dell' inchiusa al p. Ferrari. Egli mi scrive la
morte del padre, la ritirata alla casa paterna, e il bisogno presente, spe-
rando che il padron serenissimo possa dargli soccorso. Le congiunture pre-
senti non mi lasciano sperarle. Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi
confermo, etc.
2109.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 23 Luglio 1722.
Biblioteca Ambrosiana, Milano.
Oggi scrivo quello che credo bene al signor Argelati, il quale si lagna
forte per alcune mie parole scritte a V, S. illustrissima, le quali certo sa-
rebbe stato meglio, eh' ella avesse ritenuto in se, per non mettere maggior
fuoco in campo. Staremo a vedere, come si metterà l'affare del frontispizio-
-IT'SS] A. GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2277
Scrìvo anche a lei che sarà bene stampare, dopo V Agnello, la prima
parte della Storia dei J*rincipi Longobardi di Camillo Pellegrino, perchè
è come una continuazione di Paolo Diacono, ed Erchemperto fioriva nel
secolo d'Anastasio. Poscia cominciare con Anastasio il 3.' tomo. Se vi
sarà tanto da empiere esso tomo 3. ' bene, se no, seguitare innanzi, e at-
taccarvi Chronicon Casinense, Euterpio Longobardo etc.
Sommamente ringrazio V. S. illustrissima per le sue sagge osserva-
zioni sopra le vite aggiunte ad Anastasio, e per le correzioni sode e
giuste sulla mia prefazione. Qui a me mancano molti libri, e né pure ho
rOldoino e lEggs.... però ho detto quel che ho potuto, ma senza intendere,
come io abbia scritto di Nicolò Eymerico quel serius /ioruit. La prego
dunque di cassarlo, e di scrivere: quippe is numquam in cardinalium
coetum coopiatus est, Nicolaum ergo Rosselli fune cardiìialem par est cre-
dere eiicstnodi collectionis avtctorem: et quidein in hoc senteìUia ine prae-
cessere Oldoinus, in Atheneo Romano, ac in Vitas surnmorum Pontifìcum
et Georgius Josejìh Eggs in Purpura docta. Quid ille de egregio hoc viro
habeat post Ciacconium, videant Eruditi. Unum hoc tantum innuam, in-
dicatum fuisse a Baronia ad annum 1097, etc.
Quanto a Pandolfo Pisano, io non ho la Vita di Golasio pubblicata
dal Gaetano, e però non ho potute chiarirmi di molte cose. A me tuttavia
pare strano, ch'egli fosse stato fatto ostiario etc. nel 1119, e che il me-
desimo si truovi anche nel 1201, comunque sia, la prego di cancellare in
quel sito quel che occorre, non avendone io copia, bastando solamente
dire, che Pandolfo (Mascam, nescio quibus certis tabidis, nonnulli appellant)
scrisse le vite de' papi, ma anch' esse son diverse dalle raccolte dal car-
dinale d'Aragona. Per altro ho gran piacere che anch'esse si truovino
costi, e bisogna assolutamente stampar tutto. Ella poscia alla mia prefa-
zione potrà aggiugnerne un'altra a nome suo, in cui dirà, quanto le par
bene, e quanto ella meglio di me avrà saputo trovare, giacché ha più libri
stampati di me, e quél che é più, anche i manoscritti.
In iscrivendo al sig. marchese Trivulzio questa mane, ho dimenticato
un punto, che mi preme, di cui sol' ora mi son accorto. Gli ho inviato il
trattato di monsignor Ciampini intorno al Libro Pontificale d'Anastasio:
et ora mi accorgo, che l' ho qui tuttavia. Perciò ho sospetto d' avergli in-
viata altra opera d'esso Ciampini in cambio della vera, che si dovrebbe
ristampare con Anastasio. Di grazia se ne informi presto, acciocché io
possa rimediare.
Ho veduto la Miscella e Giornande etc. Bella stampa, note ben ordi-
nate: viva Milano. Ma seguitare, e farsi animo, e che la prudenza tenga
salda la buona armonia, e compatirsi l'un l'altro.
Le l'assegno il mio ossequio, e mi ricordo, di V. S. illustrissima.
2278 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*7SS-
2110.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, .'D Luglio 1722.
Museo Civico Ciiemonkse, edita [203].
Amico amatissimo.
Il carattere del copista importerà poco, potendovi io rimediare con
facilità. E però venga pure la strepitosa Vittoria, aspettandomi io di ve-
dere ad una ad una le squarciate, che facevano i vostri vecchi tagliacan-
toni in que' poveri ambrosianelli, i quali si credevano d' aver da fare con
quattro lodigiani. La spesa occorsa in tal copia so che me 1' accennerete,
acciocché io possa soddisfare.
Prima di favorirmi per la cronaca di Piacenza, pregovi di osservare
dove essa cominci e dove termini, perchè ne ho qui due che cominciano
ah ovo, e giungono fino al 1384. Il maggior bisogno per quella città sa-
rebbe dall' anno suddetto sino al 1500. Quando non contenesse altro che
il narrato dalle altre due, mi riuscirebbe inutile.
Per un pubblico ministro la podagra serve alla gravità, ma quella
benedetta chiragra non fa approposito. perchè impedisce il fare e pigliare.
Però guardatevene e lasciate star Bacco con attenervi all' acqua, ottima
fra le cose al parere di Pindaro, e utile rimedio pel male suddetto.
Vorrei migliori nuove della salute del dignissimo prelato. E non è
picciolo male il solo umor nero. Voi colla vostra naturale allegria fategli
animo, e mantenetemi nella sua grazia. Sono e sarò sempre, etc.
2111.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.^^ MARGHERITA in Tortona.
Modena, 30 Luglio 17^.
Raccolita Palmiebi, S. Paolo, Roma.
Alla lettera di V. S, illustrissima scrittami da Milano, rispondo con
rallegrarmi dell' accrescimento delle faccende per cagione del boccone fi-
nora poco a lei profittevole, ma che con un po' di tempo lo sarà assaissimo.
Godo pure che le sieno pervenute le scritture della Precedenza, e m'im-
magino che saran gl'ante a buon porto anche le Quistioni Comacchiesi. Mi
è giunta nuova la ristampa in Olanda di tutta questa controversia, e ne
scrivo oggi al Padre residente Lazzarelli per maggiore informazione.
-ITSS] AD UBERTO BENVOOLIENTI 227{>
Per conto de i desiderj del nostro signor marchese Foglìani, già ho
scritta a lui stesso che non sono in caso di defraudare il pubblico della
storia di mia ragione, eh' egli amerebbe suppressa. Tanto sacrifizio sarebbe
nn pubblico malefizio. Ma V ho assicurato che la prefazione sarà formata
in maniera, e con tali circostanze, che la Corte di Parma, non che il pub-
blico, sarà persuasa aver io ricevuto da altra mano quella cronaca. Citerò
in fine dove si truovi lo stesso codice manoscritto antico, da cui l'ho presa.
E però non si metta il signor marchese fastidio alcuno.
Le grazie di V. S. illustrissima per la cronaca d'Asti le aspetterò
con tutto suo comodo, giacché non manca materia per ora alla stampa di
Milano. E giacché io ho terminato il confronto della cronaca di Caffaro,
la di lei copia è all' ordine per ritornarsene, quando mi si presenterà oc-
casione sicura.
Vorrei intanto qualche nuova de' suoi studj, giacché le ho buone della
di lei salute. E rassegnandole il mio ossequio, mi confermo, di V. S. il-
lustrissima.
2112.
AD UBERTO BENVOGLIENTI in Siena.
Modena, 31 Luglio 1722.
Biblioteca Comunale, Siena, edita [1S3].
Se mai V. S. illustrissima potesse far giungere in tempo a Firenze,
siccome ella mi fa sperare nell'ultimo suo carissimo foglio, nelle mani del
signor cavalier Marmi, le grazie eh' ella mi ha preparato, dovrebbe la set-
timana ventura passare di colà un mio fidato amico, che ritoma da Assisi,
et egli con sicm-ezza potrebbe portarmi qua il sospirato tesoro. Se no,
m' intenderò poi col suddetto signor cavaliere per cercare altra via sicura.
Intanto, sommamente mi protesto tenuto alla gentilezza inarrivabile di
V. S. illustrissima per tante fatiche fatte per onorar me, e far benefizio
al pubblico. Vengano pure le sue note, che saranno carissime; evengala
prefazione, che sarà ben veduta. Anzi la prego di non lasciar riposare
quel buon pensiero del ragionamento, o sia dell'introduzione alla storia
senese. Tutte le cose sue contengono erudizione e giudicio tale, ch'io le
venero e le sospiro ; e cosi credo che faranno gli altri che promuovono la
stampa. Oià il primo tomo é avanzato, e si lavora dietro al secondo. Andrò
io rivedendo se qualche minuzia si potesse o dovesse tagliare.
Stamperò, a Dio piacendo, la storia di frate Andrea Biglia, milanese
e agostiniano, che mori circa il 1430 costi in opinione di beato, ed è fat-
tui'a di ottimo gusto. Se V. S. illustrissima avesse nulla da suggerirmi
intorno a tale scrittore, potrei aggiugnerlo alla prefazione.
2280 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1T32-
Non dimentichi poi di scrivermi a che ascenda la spesa delle copie
fatte costì, affinchè almeno a questo obbligo io possa soddisfare. E rasse-
gnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. S. illustrissima, etc.
2113.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 0 Agosto 1722.
Museo Civico Ckemonese, edita [203].
Amico amatissimo.
Puntualmente ho ricevuto la Vittoria Cremonese, e ve ne porto ora i
dovuti ringraziamenti, essendo operetta composta con istile elegante e ben
circostanziata, e che può far onore al Torrazzo. Ma quello che non m' è
piaciuto, è appunto stato il medesimo stile, perchè m' ha subito fatto co-
noscere non essere quella fattura vecchia e prima del 1500. E maggior-
mente poi s"è verificate il mio sospetto al veder ivi citato Tristano Calco,
il che può far credere tal operetta composta anche dopo il 1500. Pertanto
sto dubbioso s' io abbia a stamparla, perchè non s' accorda coli' assunto
mio, che è di dar solamente storie fatte prima del 1500. E ivi citata una
relazione di tal Vittoria, esistente nell' archivio della vostra città. Questa
sarebbe stata più al proposito, e se mai la potessi ottenere, mi sarebbe
ben cara. A gli scrittori recenti di cose antiche non si presta facilmente
fede. Val più un barbaro scrittorello di que" tempi, che un gran barbas-
soro de' nostri. Basta : vedrò.
Vi scrissi r ordinario passato, et ora, rinnovandovi le proteste del mio
osseqiiioso affetto, mi confermo, etc.
2114.
A CAMILLO FONTANA* in Modena.
Dalla Pomposa, 6 Agosto 1722.
È devotamente riverito il signor Camillo Fontana dal Muratori, e
pregato che essendo già disposte le cose per l' ingresso della signora Laura
Barbieri nelle Putte del Canalino, ed essendo necessario per ora almeno
cento scudi, egli con sollecitudine voglia somministrarli, e più ancora, se
si può, per ultimare tal fatto: che di tal favore gli resterà molto tenuto.
* Responsive in Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.) n.° 1 da Modena.
-l'T'SS] A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2281
2115.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 0 Agosto 1722.
Biblioteca Ambrosiaka, Milano.
Di singoiar consolazione mi sono state le lettere di V. S. illustrissima
e quelle del signor Argelati nell' ultimo ordinario, perchè dall' una parte
e dall' altra ho scorto dileguate molte nebbie, e una speranza di buona
calma per l' avvenire. Io non ho mancato di scrivere al detto signor Ar-
gelati e al signor march. Trivulzio, con quella forza e verità che ho cre-
duto bene, in tal congiuntura, perchè troppo desidero la concordia, senza
di cui non potrebbe camminar bene la grande impresa, siccome senza di
V. S. illustrissima son certo eh' essa non andrebbe avanti, o v' andrebbe
mal in piedi. Mi raccomando dunque anche a lei per un po' di flemma. In
confidenza : si lagnava l' altro per certe lettere da lei scritte a Vienna in
biasimo suo : e credo che ne abbia copia. Ella mostri di non saperlo, e tiri
innanzi, mostrando come prima il suo buon cuore; e vada poi più guar-
dingo in avvenire.
Mando in questo ordinario la Storia de principi longobardi del Pel-
legrini. Non importa se si ristampa Erchemperto. perchè è storia di poca
mole, né occuperà gran sito. Potrebbe certo confrontarsi, e distinguere le
varietà delle due edizioni con fame una sola ; ma, secondo me, non ne se-
guirà scandalo tralasciando di farlo, e attenendosi al modo più facile.
Quanto alle vite de i papi, e alla loro distribuzione, stimo lei più
atto di me a saperla fare, perchè ha tutto sotto l' occhio laddove io non
ho veduto se non le mie giunte. Quello che mi pare da tener saldo, si è,
che ogni autore, ha da andare unito, e fare la sua figura da per se. Cioè
tutte le vite del cardinale d' Aragona insieme ; quelle di Pandolfo Pisano
con quella di Gelasio II tutte insieme ; e cosi 1' altre, e questo dico, quando
si voglia far poca fatica. Perciocché il meglio sarebbe imitare il Baluzio,
che nelle vite de' papi avignouesi ha unito insieme le varie vite d' un
solo papa fatte da diversi autori; e cosi è proceduto ne gli altri, citando
i differenti autori. Così potrebbero unirsi le vite di Alessandro III per
esempio scritte dal cardinale e dal Pandolfo, etc.. e cosi seguitare. Ma gli
stampatori, se non le avran copiate tutte coli' ordine, faranno de gli spro-
positi. Gli altri cataloghi poi separatamente possono stamparsi in fine. Mi
rimetto in tutto al di lei purgato giudizio.
Ricordi al signor Bianchi di non mettere il mio nome in maiuscolo
davanti alle prefazioni. Va in carattere ordinario. E mei riverisca ben
2282 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*733-
divotamente con dirgli di più, che desidero di sapere, se la Vita di Cola
di Rienzo in lingua napoletana sia stata mai stampata. Certo bisogna met-
terla, ma converrà tradurla in latino. L' lio trovata manoscritta in questa
librei'ia. Con che, rinnovando le proteste del mio ossequioso affetto mi con-
fermo, di V. S. illustrissima.
2116.
A CAMILLO FONTANA in Modena.
Modena, 12 Agosto 1722.
Se il signor Camillo Fontana vorrà favorire il dottor Muratori delle
L. 500 per gli eredi Barbieri, basterà ch'egli solamente accenni il preciso
numero del denaro, che Tesibitore presente veri'à a pigliarlo; e porterà
la ricevuta. Con che esso Muratori se gli ricorda servitore devotissimo.
Sono L. 505 — 12 — 11.
2117.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 13 Agosto 1722.
Archivio Soli Mubatoki ( fl. Bibl. Est.), Modena.
Ricevei infatti il libro delle provvisioni di cotesto magisti*ato della
sanità, e l'ho trovato utilissimo e di buona tempra, e ne ho anche scritto
all'autore con rallegrarmene seco. Il vero e principale autore però io il
rimiro nel nostro signor marchese reggente, al quale perciò la prego di
umiliare i miei ringraziamenti per lo stimatissimo dono, e insieme le mie
più vive congratulazioni per un'opera tanto lodevole per lui, e nuovo te-
stimonio della sua felicissima mente, attività, ed abilità, degna di regolar
popoli ed imperj.
Dalla gentilezza dunque di V. P. reverendissima attenderò a suo
tempo l'opera del signor segretario Colla, e vedrò poi, come egli sappia
sostenere quella massima, che a me ancora sembra difficile a provarsi.
È nata una figliuolina in casa del signor marchese Coccapani con
felice parto della madre. Ieri sera dunque doveva essere in città il cava-
liere per godere di questa novità, la quale, se non è di piena consolazione,
promette però altri frutti più stagionati e gustosi.
Non credo io si facilmente quel gran regalo destinato dalla filosofessa
al filosofo, quand' ella non si mettesse in capo di lasciarsi indietro l' im-
peratore e gli altri monarchi. Staremo a vedere; e quando vi sia un gua-
-IT'SS] A GIUSEPPE .ANTONIO SASSI 238S
dagno si ingordo, cominci pur' ella a farmi la strada per una Dedicatoria,
giacché tutti hanno da correre a si doviziosa miniera.
Siamo qui alla vigilia di vedere le risoluzioni di chi passò a Ferrara.
Comunemente si crede, che sia dente, che si squassa, o che cavato non
si potrà più rimetter bene al suo sito. Tuttavia il mondo fa vedere di
cose strane, e la carta dell'avvenire niun l'ha. Mi rassegno con tutto l'os-
sequio, di V. P. reverendissima.
2118.
AD UBERTO BENVOGLIENTI in Siena.
Modena, 14 Agosto 1722.
Biblioteca Civica, Siena, edita [lò3].
Serva questa mia per significare a V. S. illustrissima la singoiar mia
consolazione per l'arrivo dell'involto, con entro tutti i favori ch'ella mi
ha trasmesso. Appena ho avuto tempo da dar loro un'occhiata; ma è stata
questa nondimeno bastante a farmi conoscere la preziosità del dono, e la
somma di tante obbligazioni che le professo, e che eternamente conserverò
verso la di lei bontà. Le rendo perciò con tutto lo spirito vivissime grazie,
riserbandomi di godere con più agio i frutti della sua benigna protezione
insieme ed erudizione. Torno poi a replicare le istanze per intendere la
spesa occorsa ne i copisti. Giacché non posso ad altro, desidero almeno
di soddisfare a questo debito ; e però non manchi di parlare francamente.
Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo di V. S. illustris-
sima, etc.
2119.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 20 Agosto 1722.
Biblioteca Ambbosiana, Milaiio.
Veggo anche il signor Ai-gellati assai quieto, se non che a lui pare
di trovare V. S. illustrissima alle volte alquanto fiero con bisogno della
di lui pazienza. Pare a me che si sia fatto abbastanza, e che il meglio
sarebbe procedere da qui innanzi colla sua consueta mansuetudine e tran-
quillità: che cosi tanto meglio si continuerà l'armonia. L'avvertisco di
più, che il signor conte Carlo Archinto' aspettava ch'ella gli dicesse qualche
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), n." 1 da Milano 1722.
2284 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*733-
cosa intorno a i passati dissapori, essendo sembrato a lui, che non siasi
avuto gran riguardo alla sua persona per l' addietro: e però loderei, che
in questa congiuntura ella francamente gli chiedesse, se mai alcuno gli
avesse supposto poca avvertenza per lui nelle già acquetate pendenze.
Non trovo i Notandi sopra il Pellegrino, e, quando io non abbia sba-
gliato mandandoli ad altra persona, so d'averli spediti. Ora non avendo
qui tal opera, posso malamente farvi i conti sopra. Tuttavia dirò, pre-
garla io che si ricordino di certe correzioni d'esso autore poste in fine a
non so qual trattato, (credo alle note sopra i cronologi del Caracciolo),
perchè bisogna metterle al suo sito. Quanto al suddetto Caracciolo, verrà
la copia di questa biblioteca; ma dico bene di non volermi prendere da
qui innanzi maggior libertà sui libri della biblioteca del Serenissimo, perchè
ne ho scrupolo, immaginandomi di vederli tornare malconci. Ora io vo-
lentieri differiva a sito più lontano essi cronologi, perchè a riserva d'Er-
chemperto, gli altri solamente trattano di cose dopo il mille ; e stampandoli
ora tutti, mettiamo il carro avanti a' buoi, e v' ha ben differenza tra questi
e le vite de' papi, che tutte fanno un corpo. Tuttavia se si vuole, si stampi
anche adesso tutto il Caracciolo. Quanto all'ordine mi piace più il pro-
gettato da lei, e spero che il signor Bianchi non ne dissentirà, essendo
indispensabile il mettere le note del Pellegrino sotto il testo de i tre cro-
nologi. Può anche mettersi la Serie degli abati cassinensi dopo la cro-
naca dell'Anonimo cassinese; ma non perchè molto importi, perchè son
pezzi molto disparati. Que' discorsi volgari nulla han che fare col nostro
assunto ; e gli avrei lasciato andar volentieri ; ma perchè è si stimata ogni
cosa di quel letterato, e vorrei che si sapesse, aversi da noi tutto l'intero
dell'opera sua, perciò credo bene ristamparli, e tanto più perchè son poca cosa.
Mi rallegro del valoroso sforzo, che si fa intorno ad Anastasio. Quando
si voglia aggiugnere le vite anche de' papi d'Avignone, bisognerà pren-
dere quelle del Baluzio, la cui opera credo, solo per cagion delle Note,
proibite. Ma appunto mancherà di troppo ad esse vite, mancando le Note.
Contuttociò si faccia, avvertendo solo di lasciare indietro il preso da
Bernardo Guidone, sul supposto che s'abbia a stampare la Storia de' papi
d'esso autore.
Attenderò dunque la Storia stampata di Cola da Rienzo, e la con-
fronterò con questa manoscritta. Oh! non posso spiegarle, quanto cominci
a pesarmi il correggere copie, e i testi ancora, che talora son pieni di
tanti spropositi, che non se ne può trar i piedi. Lo pruovo adesso per la
storia di Ferretto Vicentino, bellissima, ma affatto rovinata da'copisti: né
due copie mandatemi, han giovato a me per farne fare una buona. Per
la Dio grazia, va crescendo il capitale delle cronache.
Di grazia non dimentichi di favorirmi di dare un'occhiata a una
cronaca manoscritta che ha da ossero nell'Ambrosiana Johannis Patavini.
-±'722 \ A MA.UaO ALESSANDRO LAZZARELLI 2285
per sapermi dire, cosa contenga, • di ohe tempo fiorisse quello scrittore.
Vegga di più lìarthotomei liayguerre BrLxiensis Itinerarium fatto nel 1425
che mi parve cosa buona, e darebbe notizia dello Stato d'Italia d'allora.
Ricordisi ancora di visitare la libreria de' Cistercensi di S. Ambrosio. Pos-
sedendo essi i manoscritti del fu Bianchini, vi osservai una Storia grossa
de i re di Napoli, ma non so se antica.
Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. S. illu-
strissima.
2120.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 27 Agosto 1722.
Abchitio Soli Mubatoki ( R. Bibl, Est. ), Modena.
Nulla ho veduto finora del signor Richa. So bene, che più d'una volta
io gli raccomandai la modestia in sostenere la sua, e in impugnare l'opi-
nione del riveritissimo signor Corte, et egli sempre mi ha assicurato di
voler farlo. Veramente le parole da V. P. reverendissima notate non feri-
scono a dirittura cotesto valentuomo, essendo si generali. Contuttociò an-
corché il signor Corte fosse stato rispettato, egli poteva e può francamente
uscire di nuovo in campo, giacché il signor Richa si é dichiarato centra
le di lui sentenze. Servirà per altro la contesa a maggiormente appres-
sare alla verità gli spettatori: e volesse Dio che tutti parlassero con mo-
destia. Ma, il misurar bene le parole nel boiler d' una pugna, non é si fa-
cile a tutti.
Quando ella vedrà il nostro signor VaUisnieri, mei riverisca divota-
mente, e gli dica che io più che gli altri bramo di vedere i suoi e gli
altrui miracoli.
Finalmente la nostra commedia é come terminata. Vi resteranno altre
scene, ma é fatta la principale, dopo la certezza, che chi era in Ferrara
in vece di venir qua è andato a Venezia. Oh quanto dire nel popolo! La
sentenza dovea darsi oggi. Requiescat.
H Gozzo assediato dai Turchi é un brutto negozio per la Cristianità,
benché con gran pene se ne sia intesa la nuova in Roma,
Tutta la casa Coccapani sta bene. Lo stesso desidero io a lei. E, con
rassegnarle il mio rispetto mi confermo, di V. P. reverendissima.
Epistolario di Lodovico Antonio Muratori. — Voi. VI. 145.
228G LODOVICO ANTONIO MU11A.T0RI [±'722-
2121.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 2 Settembre 172?.
Biblioteca Ambrosiana, Milauo.
Non vi sarà gran male replicando 1" Erchemperto, perchè è cosa di
poca mole. E però vada, come s'è risoluto costi. Credo poi, che il partito
migliore sia quello appunto di lasciare andare le Vite dei papi avignonesi.
Potrà ben vedere V. S. illustrissima, se avesse da ristamparsi la vita lunga
d'Innocenzo III che si truova davanti alle sue lettere, e in altri libri.
Non so se intendessi una volta di aggiugnerla all' altre. Temo di no, perchè
la credei troppo prolissa, e perchè si tralasciano altre d'altri papi. Tut-
tavia il pezzo è riguardevole per la storia d'Italia.
Mando al signor Argelati il frontispizio dell'opera, acciocché la co-
munichi a tutti cotesti signori, e massimamente a lei e al signor Bianchi,
e lo pesino bene, e poi mei rimandino, come crederanno che abbia a stare.
Di gi'azia pensino per tempo a Liutpraudo, o vegga se mai vi fosse nell'Am-
brosiana manoscritto alcuno di quello autore ; del che però io dubito forte.
Mi sarà carissima la notizia delle due cronache di Genova e Napoli
conservate in S. Ambrosio : perchè da Genova non ho potuto ottenere lo
Stella da aggiugnere al Caffaro, essendo tutti i Repubblicisti pieni di so-
spetti politici. Non può ella immaginarsi quanti ostacoli io abbia provato
e pruovi per unire questi materiali, avendosi a fare con sospettosi, igno-
ranti, e invidiosi. Ma ciò non ostante ho scoperto dove è la cronaca
d'esso Stella, e farò tutto per averla. Le spese mie non sono state, né
son poche per questo. Potrebbe il signor Bianchi, caramente da me rive-
rito, consegnare la vita di Cola al reverendo Padre Lazzarelli, che mi
favorirà di farmela avere con prima occasione fuori di posta. Venendo il
nostro signor Vallisnieri, la prego di ricordargli il mio rispetto, e di dirgli,
che non si perda tanto col sesso fragile E, rinnovando presso di lei la
memoria del mio ossequio, mi confermo, di V. S. illustrissima.
2122.
A GIOVAN BERARDINO TAFURI in Nardo.
Modena 2 Settembre 1722.
Archivio Soli Moratoki (fi. Bibl, Est.], Modena, edita [163].
Molto bene ho risposto ad un'altra lettera di V. S. illustrissima in
cui io le parlava delle cronache di Antonello Coniger, essendomi stato
-l'assi A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI 2287
scritto ch'esse contengono moltissimi errori, a' quali vo' ben credere chela
di lei erudizione avrà trovato il rimedio. Con tutto ciò quando mai l'au-
tore fosse assai difettoso per verità avrei difficoltà a valermene. Tuttavia
giacché la fatica è fatta, io la vedrò volentieri. Fino a tre fogli per ogni
posta V. S. illustrissima potrebbe mandarne, ed anche quattro, ma non più,
per fare un plico, che non sia esorbitante. E cosi facendo per varie poste,
potrò ricevere tutto. Si seguita in Milano la stampa della gran raccolta,
dove compariranno le grazie di lei. Intanto con tutto T ossequio mi rassegno.
2123.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 10 Settembre ÌT>2.
Abchitio Soli Mukatobi ( R, Bibl. Est.), Modena.
M' è finalmente capitata l' opera ultima del signor Richa, e vi ho letto
quelle parole, che unicamente hanno del piccante, e, per essere generali, si
potrebbe dire che non ferissero il riveritissimo nostro signor Corte: avrà
cotesto valentuomo veduto, s' io m' era punto affaticato per rispondere a
lui indirettamente. Anzi non ha il signor Richa risposto né pure diretta-
mente alle ragioni della sentenza del signor Corte: cosa che basterebbe
ad esentarlo da ogni impegno di risposta. Per altro io non ho difficultà
a credere, che s' egli imprendesse a stacciare tutta la farina di quelle
costituzioni, non vi trovasse dentro assai crusca. Così va a i giovani
Le relazioni nostre sono, che non abbia il personaggio fuggito incon-
trata in Venezia tanta protezione, come vien preteso costì. La curiosità é
ora in sapere, quanto abbia a lui portato via il suo maestro di casa D. Da-
niello Danieletti, persona da lui predicata per uomo mirabile e il se-
condo Dio della sua casa. Chi dice 10 mila ducati, chi 40 mila e chi va
sino a cinque numeri. Il Padron serenissimo rise al vedere l'imbroglio, in
cui s'era messa V. P. reverendissima per lo temuto arrivo de' nostri Prin-
cipi. Meglio sarebbe che venissero a Modena. Con ricordarle il mio rispetto,
mi confermo, di V. S. illustrissima.
2124.
ALLO STESSO in Milano.
Modena, 17 Settembre 1722.
Abchivio Soli Mubatoki, ( R. Bibl, E»L), Modena.
Vivano dunque i nostri Ambrosiani, che sanno essere liberali più de
gli altri, che sanno distinguere gli uomini pel suo valore distinti. Certo
228R LODOVICO ANTONIO MURATOSI [ITSS-
io mi son rallegrato, e mi rallegro tuttavia della buona accoglienza fatta
da tutti, ma spezialmente dalla Casa borromBa, al nostro signor Valli-
snieri. Vorrei eh' egli fosse in necessità di farsi audace avanti un car-
rattello ben gemente nel suo ritorno alla patria, come fece il già marchese
di Montese, e se poi non sapesse che fare di tanti rubbj di ciocolata, gli
condurrò io addosso una truppa d' amici, che colla chicchera in mano il
solleveranno alquanto da si fatto aggravio. La conclusione dunque si è,
che ho letto con gusto il sonetto fatto in onore di lui, che gli desidero
altre maggiori buone venture, e che desidero d' udirle tutte in breve dalla
sua bocca. Mi ricordi suo gran servitore intanto, V. P. reverendissima,
la quale saprà, che il signor conte Galeazzi Fontana è destinato a por-
tarsi a Vienna al servizio del serenissimo signor Principe Giovan Fede-
rico [d'Este], e probabilmente a restarvi poi per Inviato. Ecco tutte le
novità del nostro paese. Sono è sarò sempre, con tutto l'ossequio, di V. P.
reverendissima.
2125.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 17 Settembre 1722.
Biblioteca Ambrosiana, Milano.
Scrivo di villa a chi probabilmente si dispone anch' egli ad abban-
donare la Città, e dico a V. S. illustrissima che la vita di Innocenzo III
stampata dal Baluzio ed antica non può ricevere maggiore aiuti dell' Edi-
zione di Roma, perchè quand' anche fosse accompagnata da annotazioni,
difficilmente si potran queste prendere, da che si danno 1' altre vite senza
tale ornamento. Contuttociò mi rimetto.
Non so come ella mi chiegga la prefazione a Liutprando. Io già la
mandai, e sarà in mano del nostro signor marchese Trivulzio. Vedrà ivi,
quale edizione io abbia creduto migliore. Quella del 1640, io non 1' ho, ma
m' immagino che sia quella dove sono le imposture dell' Higuerra, o sia
d' altri Spagnuoli nelle giunte fatte alle opere di quello scrittore. Perciò
non mi fiderei, che anche la cronaca legittima di lui fosse con tutta fe-
deltà ristampata. Però la prego di star bene avvertita.
Cercherò in Città quel poco che si potrà del padre Fontana a fine
d' aiutare il buon pensiero della carta geografica, e intanto aspetterò di
ritorno il frontispizio dell' opera.
Mi chiede il signor Argelati una copia delle cronache stampate dal
Du-Chesne e dice che sarà pagato il copista. Ho fatto di mani e piedi
per vedere, se potessi ottenere la cronaca dei Monasteri di Far fa e Frut-
ticaria intere, ed è tuttavia viva la speranza per esse. Laonde, se arri-
-1*7331 A FRANCESCO BREMBATI 2289
vasse la stampa al loro sito, bisognerà aver pazienza, e passar oltre, finché
io abbia o colpito nel segno, o ricevuto un no positivo. Con che, ras-
segnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. S. illustrisima.
2126.
A GIUSEPPE RIVA in Londra.
Modena, 6 Ottobre 1722.
B. BiBMOTKCA EsTBHBK, Modella.
Vuol pure V. S. ch'io faccia una bella comparsa. Venne la cera; è
capitato, non ha molto il cappello: tutte preziose galanterie da farmi en-
trare in lusso contro le pragmatiche della povera cherica. Non lascio però
di portare alla di lei generosa gentilezza, i dovuti ringraziamenti, con ral-
legrarmi insieme colla di lei disinvoltura e saviezza in cotesto ministero,
per cui truovo S. A. S. assai soddisfatta. Ma e quel benedetto congresso
è egli una beffa solenne, o cos' altro è ? Coleste prigionie può egli credersi
che sieno finalmente lo scioglimento de" passati enimmi? Non mi fido, che
non v' abbia avuto un pò di zampa, chi va tirando in lungo le pretensioni
di Porto Maone. S' ella mai dovesse andare a trovare il signor marchese
Giovanni, abbia davanti agli occhi Massa e Carrara : sarebbe pure un frutto
buono per noi, ed è certo per cadere un di in bocca d" alcuno. Di nuove
letterarie di cotesti paesi un tantino una volta all' anno. Io sto facendo la
gran raccolta dei Rerum Italicarutn Scriptores dal 500, fino al 1500. La
maggior parte sarà d' autori inediti. In Milano si fa la stampa, e bella : e
non tarderanno ad uscir i due primi tomi.
Le rassegno il mio rispetto, e mi ricordo di V. S. che prego di ri-
verire il signor abate Rolli.
2127.
A FRANCESCO BREMBATI in Bergamo.
Modena, 8 Ottobre 1722.
Archivio Bocchi, Bergamo, edita, [234].
Ricevo la scatola dell' erba Faltranc di cui comincierò in breve a
far la pruova, per vedere se ne ricevesse conforto o aiuto il mio debole
stomaco. Ogni bicchiere di questo thè nostrano sarà una memoria della
somma gentilezza di V. S. illustrissima verso di me, per la quale ora le
rendo infinite grazie. Ma s' io non saprò il costo della scatola già invia-
2290 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*?SS-
tami, certo è eh' io non avrò più cuore di supplicarla d' altri simili favori ;
la prego ben di riflettere a quali leggi sia tenuta anche 1* amicizia in
casi tali.
Sto ora confrontando la cronaca del Castello, che già è finita di co-
piare, siccome ancora il poemetto di maestro Mosè: e però non tarderò
molto ad avere in ordine i suoi manoscritti per rimandarli. — Intanto,
con supplicarla dell'onore de' suoi comandamenti, e ratificarle il mio vero
ossequio, mi confermo, di V. S. illustrissima.
2128.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 8 Ottobre 1722.
Akchivio Soli Muratori {li. Bibl. Est.), Modena.
Mi ha scritto monsignor Cattaneo ' vescovo di Vigevano, che desidera
di mettere in questo collegio un suo nipote di età di circa 16 anni, co-
mandandomi di ottenere la permissione di S. A. S. con dirmi notoria la
nobiltà, e il fratello Barone del S. R. Impero. Mi ha il Padron sere-
nissimo richiesto sulla stessa nobiltà; ma io non ne ho tanto da poter
ben soddisfare alle premure dell' A. S. che sono di non ammettere mai
persona, del cui consorzio potessero mai dolersi tanti altri nobili. Mi ha
dunque ordinato di scriverne a V. P. reverendissima, acciocché sollecita-
mente s' informi, se vi sia tal grado di nobiltà, che si possa prudente-
mente ammettere. Se vi fossero [ il che non credo ] ostacoli, favorirà di
avvisarmene, perchè si allegherà per iscusa l' età. Se poi sia, come sup-
pongo, competente la nobiltà, e massimamente pel grado del zio, dice
S. A. S. che avrà caro, eh' ella si porti dal prelato, il quale è in Milano,
e dica che le son giunte lettere di S. A. S. dopo le già ricevute per la
posta, con cui le dia avviso d'avere inteso da me i desiderj del prelato,
e che per la stima che si ha di lui, e della sua casa, ammetterà il signor
suo nipote in questo collegio, non ostante l'età superiore alle leggi di
questo luogo. Altro non iscrivo oggi al suddetto monsignore, se non che
sono in villa, e che mi affretterò per servirlo ; laonde bisogna mostrare,
eh' io, dopo partita la posta, sono arrivato in città, ed ho ottenuto il placet.
Di più parole non ha bisogno la di lei prudenza.
Con che, ratificandole il mio rispetto, mi confermo, di V. P. reve-
rendissima.
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), n.° 1 da Milano ÌT^.
'±'722] A PIKE CATTERINO ZENO 2291
2129.
ALLO STESSO in Milano.
Modena, 15 Ottobre 1722.
Abchivio Soli Muratori (fi. BibL Est), Modena.
Essendo poi giunto alla patria il signor Dottore Sassarini, ha S. A. S.
ricevuto tanti lumi intorno alla persona proposta da monsignor vescovo
di Vigevano, che si è creduto di poterla ammettere in questo collegio.
Mi ha pertanto ordinato di notificare al prelato la sua ducale approva-
zione, siccome io con iscriverlo oggi al medesimo. Se V. P. reverendissima
mi avesse prevenuto in ciò. andremo concordi. Se non gliene avesse par-
lato, crederei che non occorresse altro suo incomodo per questa faccenda.
La villeggiatura è finita per me, e bisogna star qui a portare la
soma, e spezialmente a formare Y indice pel primo tomo : fatica facchi-
nesca e poco gustosa.
D vecchio signor Carlo Balugoli, senza le debite licenze, sposò ier
r altro la vedova d' un filatoriere : laonde si riposa ora in prigione. Queste
sono le gran nuove della Città, a riserva del darsi per concluso il matri-
monio Montecuccoli colla Caprara. Rendo grazie alla di lei bontà per la
copia della lettera del signor Corte, e, rassegnandole il mio rispetto, mi con-
fermo, di V. S. illastrissima.
2130.
A PIER CATTERINO ZENO in Venezia.
Modena, 17 Ottobre 172i.
Biblioteca dkl Skmikakio, Padova.
Sia ringraziato Iddio, che cotesto utilissimo, e tanto desiderabil Gior-
nale è risuscitato, senza di cui l' Italia resterebbe ali" oscuro e de' libri che
escono, e degli autori che vanno mancando. Me ne sono sommamente ral-
legrato, e, più dei passati, mi è stato carissimo il presente pel dono del
quale porto ora a V. R. i più di voti ringraziamenti, e insieme le mie con-
gratulazioni. Veggo il medesimo spirito continuare in tal opera, e mi è
sopra tutto sembrata bizzarra quella prefazione e quello scaccomatto dato
agli uccellatori d'eucomj. Animo a seguitar 1* impreca, al dispetto de gli
svogliati, e dei censori da tre quattrini.
Abbiamo j»erduto moltissimo in perdere il p. abate Bacchini. Di uomini
tali ne veggo pochi, pochissimi, e direi anche di più. Penserò alla maniera
2292 LODOVICO ANTONIO MURATOSI [ 1*733 ■
di sommiaistrarne T elogio, essendo io presentemente occupato da varie
cure ed intrichi. Le rendo parimente grazie per la lettera del sig. canonico
Mongitore ; e, se potrò oggi rispondergli, bisognerà, che mi perdoni la bontà
di V. R. se la caricherò d' essa risposta, perchè io non saprei come fare ad
inviarla a Palermo. Le conserverò ancora questa obbligazione.
Ho poi letto quanto ha V. R. detto intorno al progetto del Vander
Aa in Olanda per la gran raccolta, di cui ho ancor io l' Indice. Ma bi-
sogna che le notifichi un mio gran disegno, il quale spererei, che fosse di
singoiar onore all' Italia, se potrò effettuarlo. Cioè, penso di unire insieme
Rerum Italicarum scriptores dall' anno 500 fino al 1500 tanto editi, come
inediti. Opera che finora manca alla sola Italia fra le nazioni colte d'Europa.
A questo fine ho già unito quante storie manoscritte d'Italia ho mai po-
tuto avere, e ne ho una bella raccolta. Si sta anche divisando la maniera
di stampare si gran corpo in varj tomi, e io sto disponendo le Prefazioni
a cadauna istoria. Ne ho dato avviso al nostro sig. Apostolo, ed egli mi
somministrerà per sua gentilezza qualche buon pezzo. Ed anch' egli tiene,
che a me italiano, e per un' opera che sarà tanto più necessaria ed utile
che quella del Vander Aa, si debba comunicare ciò che resta inedito per
onore d' Italia. Forse non andrà molto, che anch' io pubblicherò il mio in-
vito. Ma intanto sono a pregare V. R. che se può, sia ella il primo a dar
notizia al pubblico di questo grandioso disegno, e insieme di far animo a
chi possiede cronache inedite di notificarle e comunicarle a me per gloria
delle lor patrie, e per vantaggio della repubblica letteraria d'Italia. Ninno
meglio di lei conosce, che onore ci possiam fare cosi facendo, senza la-
sciare che gli Oltramontani si facciano belli del nostro, e ci vincano
in tutto. Rassegnandole intanto il mio ossequio, mi confermo, etc.
2131.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 22 Ottobre 1722.
Archivio Soli Muratori { R. Dibl. Est,), Moduna.
Godo che ci siamo incontrati nella spedizione dell' affare di monsignore
vescovo di Vigevano [G.]; e V. P. reverendissima ha saggiamente fatto in
prevenire le mie risposte, che sono state uniformi alle sue. Venga dunque
il giovinetto ad accrescere il popolo geminiano.
Delle giuste querele, eh' ella mi fa intendere intorno a i ritardati e
dovuti soccorsi, ne ho parlato col sig. fattore Tori, che, in absenza del
sig. conte Tardini, è solo alla testa degli affari camerali. Mi ha assicurato
di averne parlato, ma che nulla si è concluso, e che farà quanto si potrà.
-±'722] A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI 2293
Volesse Dio, che fossi anche buono da parlarne più alto; ma ove entra
r economia, né io, nò altri, eh' io sappia, possiamo aprir bocca, e bisogna
totalmente dipendere dalla volontà e dalle risoluzioni del Maggiorengo, il
quale è da sperare, che non tarderà a provvedere, ove si tratta del suo
decoro. Per altro io compatisco chi è lontano; ma io inabile a tutto, in
questo poi spezialmente non sou atto ad altro, che a compatire, e ad augu-
rare ogni maggior fortuna. Con che rassegnandole il mio rispetto, mi con-
fermo, di V. P. reverendissima.
2132.
A GIOVAN BERARDINO TAFURI in Nardo.
Modena, 23 Ottobre 1722.
Architio Papaoia, (Palatina, edita [163].
L' opera tutta del Coniger già è in mia mano, giuntami per la posta,
e ora ne porto a V. S. illustrissima le dovute grazie, con rallegrarmi in-
sieme dell' erudite annotazioni e correzioni ad essa fatte dal di lei buon
gusto. Quel solo che mi tien sospeso, ed imbroglia non poco, si è il vedere
che tale autore, anche nelle cose de' tempi a lui vicini, anzi presenti, sba-
glia non di rado : il che scredita forse l' opera tutta. Nulla di meno si
considei'erà attentamente la faccenda anche da" miei amici di Milano, e si
vedrà qual uso possa farsene in corrispondenza delle grazie che mi com-
parte la di lei bontà. Starò intanto attendendo le altre, che ella mi pre-
para dei diarii di Lucio Cardami, che mi saranno gratissimi. Ho ricevuto
anche una Cronichetta de' Normanni, che giunge fino alla morte di Ro-
berto Guiscardo, e dicono estratta da un antico manoscritto di Nardo. Va
innanzi valorosamente la mia stampa, nò passerà molto, che usciranno i
due primi tomi. Desidero di potere fare anche onore al di lei merito, e,
rassegnandole il mio rispetto, mi confermo più che mai.
2133.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 29 Ottobre 1722.
Archivio Soli Musatosi, {R. Bibì. StL), Modena.
Capitò qua il nostro signor Vallisnieri. che a me, e poi nella conver-
sazione Coccapana, riferi le finezze fattegli da V. P. reverendissima, e la
stima ed affetto, ch'ella si era guadagnato costì: cose tutte già note a me,
tali però, che il pregai che in occasione di portarmi la sera ad inchinare
2294 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'T'SS-
il Padron serenissimo, ne introducesse il discorso, siccome poi fece. Compa-
tisco chi è lontano, e ha da trattare con sole lettere i proprj aifari: tuttavia
non lascio di sperare, che abbiano in breve a restar soddisfatte le di lei
giuste pretensioni. In occasione di veder il signor Corte, mi onori di dirgli,
non aver io altro da aggiungere alla già scrittagli, e che me gli ricordo gran
servitore. Qui nulla di nuovo. E con tutto 1" ossequio mi confermo, di V. P.
reverendissima.
2134.
ALLO STESSO in Milano.
Modena, 6 Novembre 1722.
Archivio Soli Muuatori {R. LSibl. Est.), Modena.
Peci onore a V. P. reverendissima col Padron serenissimo, dicendogli
le disposizioni di far venire due nuovi cavalieri in questo collegio: del
che VA. S. mostrò particolar soddisfazione. Dissi ancora il di più che io
potei intorno all'attività e volere di lei, sperando che S. A. entrasse nel
negozio, che si giustamente sta a lei a cuore per gli soccorsi richiesti:
ma S. A. non ne lasciò cadere parola, levando a me il comodo di mag-
giormente servirla, come avrei desiderato. So ch'ella ha scritto forte al-
l'abate Papotti; vedremo che ne seguirà.
Ebbe V. P. reverendissima mano per fare accettare in san Mauro di
Reggio un nipote del signor Giulio Gabrini, ed essendosi trovato qualche
ostacolo, esso signor Giulio ne scrisse a me. Ho disposto le cose col p. presi-
dente Mellini ' [Salvatore], che in breve sarà in Reggio, e farà fare il Ca-
pitolo; ma questa mane egli m'ha detto, che S. A. vorrebbe conservare il
posto per gli suoi sudditi ; e perciò si accetterà il giovine, ma con condizione
che, venendo costi in San Celso a vacare qualche sito, egli debba essere
rimpiazzato in cotesta casa, lasciando quella di Reggio, Prego la di lei
bontà di farlo sapere al signor Giulio, acciocché s'intenda con cotesti reli-
giosi, e lasci poi fare a me per la conclusione del resto. Finalmente le case
di san Girolamo sono state vendute alla santa Unione, e la chiesa donata.
Mi riverisca il signor Corte, e gli dica, non aver' io lega alcuna col-
r amico di Torino [Richa], ed aver anzi assai conosciuto quanto pesi; ma
ch'egli avendolo conosciuto prima di me, non aveva da mettersi a scrivergli
centra. Se il signor Corte si vorrà perdere a rispondere ad ogni strepito,
anche de gì' ingegni minori, non recherà al pubblico que' benefizi, che si
possono sperare dalla sua erudizione. Rassegnandole con ciò il mio rispetto,
mi confermo, di V. P. reverendissima.
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est, ), n." 19 da Reggio Emilia
1719 -'23.
- l'assi A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2295
2135.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 12 Novembre 1722.
BiBLiOTSCA Ambrosiaka, Milano.
Suppongo ritornata V. S. illustrissima in città e ch'ella abbia ripi-
gliato Anastasio co' suoi continuatori in mano per ordinarli, pulirli, e far
loro fare una bella comparsa. Avendo io scritto oggi un'altra mia al
signor Argelati, che desidero comunicata a lei e a cotesti altri signori, ho
creduto bene di avvisarla, e tanto più perchè non avendo io ricevuta let-
tera da lui l'ordinario scorso, senza saperne la cagione, non vorrei che
esso mio foglio andasse a male. Vedrà ch'io non son quieto, per lo di-
segno fatto costi di aggiugnere quei diplomi, non già ch'io lo disapprovi
punto, ma perchè non vorrei che dessimo fuori cose false, il che è facile :
perchè sono stato a Pavia, né v'ho trovato miracoli, e di diplomi longo-
bardi in s. Pieti'o non vidi cosa che mi soddisfacesse. E poi veggo par-
lato nel frontispizio e nel monitum del suddetto Argelati come di una
raccolta insigne, né so intendere come ciò sia o possa essere. Propongo
anch'io a tal proposito un'altro mio disegno, che sarà esaminato da loro
altri signori.
La stampa va benissimo : ma quel corsivo non è ben impresso. Io sto
ora facendo la fatica asinesca degl'indici: oh che gusto I Sto anche fati-
cando alla Prefazione per le Leggi Longobardiche, e spero che faremo
cosa di buon garbo perchè vi saran delle giunte: ma mi manca il Lin-
dembrogio, e l'Heroldo. e sono intricatissimo senza le loro edizioni. Farò
come potrò qui. e il resto bisognerà farlo costi. Vegga di grazia, e sappia
dirmi, se si truovino nell'Ambrosiana, siccome ancor l'altra del Goldasto
nel Codex Consuetiidinum et Legum.
Bisogna ancora, che ricordi a lei, e, per suo mezzo, a cotesti miei si-
gnori, che è necessario il preparare ciò che si vuol prendere di Sozomeno,
Tolomeo, etc. lasciando stare l'antico e cominciando dal 1000, o al più
dall' 800.
Mi era stata data qualche speranza di poter produrre più compiate,
delle stampate dal Du-Chesne, le cronache di Farfa. S. Vincenzo al Vol-
turno, e la Novalicense. Ma non veggo alcun effetto; e temo di restare colle
mani vote. Tuttavia non lascierò prieghi, lettere, e spese.
Al nostro signor Bianchi i miei rispetti: e, se capita all'Ambrosiana,
il mio signor Goffredo de' Filippi, un caro abbracciamento anche a lui.
Con tutto l'ossequio mi confermo, di V. S. illustrissima.
229G LODOVICO ANTONIO MURATORI \ ±'722-
213G.
A NICCOLÒ BERTANI MASINI in Ferrara.
Modena, 20 Novembre 17^.
Eaccolta Parlotti, Bologna.
Attenderò dunque i riscontri della bontà e puntualità di V. S. in fa-
vorirmi ; e arriveranno ben a tempo di \un mio particolar bisogno i di lei
soccorsi. Mi raccomando alla diligenza sua per la riscossione ancora dei
livelli e gli aspetterò poi nell" anno venturo. Conosco quante sieno le brighe
per tali affari, e tanto più per conseguenza saranno le obbligazioni cbe le
professerò. Con che, caramente rivolgendola, mi confermo, di V. S. illu-
strissima, etc.
2137.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano. ~
Modena, 20 Novembre 1722.
Biblioteca Ambrosiana, Milano.
Animo dunque a ripigliare i ferri per pulire il buon Anastasio, e
fargli tutti i ricci, che si possono. Ma per gli diplomi, giacché non v'è
altro impegno che quello del Aionitum del sig. Argelati, di grazia si vada
adagio. Finché si stampino de gì' inediti, va bene : ma voler anche pren-
dere quei dell' Ughelli, ci metteremmo in impegno di spogliar poi tutti
quanti i libri editi, che contengono simili documenti e poi, anche facen-
dolo, non si farebbe alcun vantaggio al pubblico, perché non si darebbono,
se non con quegli spropositi, co' quali si truovano. Certamente quanto più
penso al disegno costi fatto intorno a ciò, tanto meno so appagarmene.
Però direi che si pubblicassero quei soli, che Pavia ha somministrato
d' inediti, o migliorati, o pure si attenesse all' esibizione da me fatta al
sig. Argelati. Pazienza, s' io guasterò un altro mio disegno. Sopra ciò at-
tendo risposta e torno sempre a dirvi che bisogna assolutamente guar-
darsi dal mettere documenti falsi nella Raccolta nostra : cosa che non è
si facile a scoprire, se non si son veduti gli originali.
Scrivo oggi al sig. Argelati, che se si fosse in tempo di poter ag-
giugnere dietro a Liutprando alcune poche Castigationes^ che le stenderei
subito, e sarebbono necessarie, perché solo ora in far l'indice me ne
sono accorto; e sebbene avrebbono dovuto mettersi come note, troveremo
qualche scusa. Prego anche V. S. illustrissima di aver ciò a cuore.
• 1*733 1 AD UBERTO BENVOGLIENTl 2297
Sempre più mi piace la fatica e attenzione fatta eosti nel 2.* tomo,
senza badare ad alcuni pochi errori di stampa, perchè l'edizione del Pel-
legrino era ben difficile. Fatto questo, si può far tutto. Ma badino bene,
che il corsivo non viene assai impresso, e v' ha lettere e numeri, che non
si leggono.
Quel religioso di Napoli ( sìa detto in confidenza ) V ho trovato sinora
un ciarlatano. Promette molto, e nulla attende. Né da lui, né da altri di
quella città ho potuto ricavar sinora cosa che vaglia, benché abbiano pro-
messo molto. Ella tenti per Guglielmo Pugliese: sarebbe buon boccone: ma
ella vedrà che razza di gente è quella.
Sempre ai signori Bianchi e Filippi i miei più cari saluti, e con tutto
lo spirito mi confermo, di V. S. illustrissima, etc.
Queste benedette Leggi mi fanno molto sospirare : ma farò quanto potrò :
e in fine spero che la nostra edizione avrà qualche pregio sopra l'altre.
2138.
AD UBERTO BENVOGLIENTl in Siena.
Modena, 27 Novembre 1722.
Biblioteca Naziosale di Brera, Milano, edita [300].
Tanti sono stati per 1" addietro i miei imbrogli per mettere in ordine
vari materiali più sollecitamente richiesti alla mia gran raccolta, che non
ho potuto accudire a quanto V. S. illustrissima, sopra ogni altro, mio amo-
revole benefattore, ha contribuito per questo grandioso disegno. Mi son
dunque messo ora sotto gli occhi le storie sanesi. Faranno buona com-
parsa. E le di lei note, siccome son piaciute di molto a me. così credo che
daranno nel genio di chi ha preso a stampar tutto in Milano. Per certe
minutaglie non ho ancora presa risoluzione alcuna. Ma per conto dell'or-
tografia, per verità io non son contento, perché non so che giovi, e temo
solo che possa dispiacere quel mettervi lettere che non vi vanno, come
chonsoli e simili; e l'attaccare talvolta sì sgraziatamente le parole, che
bisogna far alto per decifrare il senso. Perciò, se a lei non dispiacesse,
ritoccherei pure volentieri alcune di tali che a me pajono sconciature, e
tali parranno molto più ad altri, con lasciare intatto il dialetto sanese.
Non mi ci metto se prima non ho licenza da lei.
Intanto va felicemente innanzi la stampa in Milano, et ho sotto gli
occhi la maggior parte de' fogli del primo e secondo tomo per far loro
1 indice. Spero che 1" Italia e anche gli oltramontani abbiano da esserne
contenti.
2298 LODOVICO ANTONIO MUBATOKI [1*733-
Ma non vorrei che ella in questo mentre deponesse il benefico pen-
siero di procacciarmi, se fosse possibile, qualche altro aiuto da cotesta
e dalle circonvicine parti. Tenti almeno. Aspetto da monsignor [vescovo]
d' Arezzo ' la vita di Raffaello volterrano. Vedrò se cita cosa alcuna al
mio proposito.
Aspetto ottime nuove della di lei salute, e, ratificandole il mio invio-
labil rispetto, mi confermo, di V. S. illustrissima, etc.
2139.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 3 Dicembre 1722.
Archivio Soi,i Mukatobi ( K, Bibl. Est. ), Modena.
S' è portato costà per promuovere i proprj affari, e trattare di quello
della sua patria, il signor dottore Gio : Battista Zappata consigliere in Co-
macchio, persona pel suo ingegno, e per componimenti stampati, assai nota
e stimata anche nel mondo letterario. Non ho potuto, siccome egli deside-
rava, chiedere una commendatizia per lui al Padron serenissimo, perchè
l'A. S. in questi giorni è stata occupata et anche stonata da tanti affari
ed intrighi, che non ho creduto bene di presentarmi. Supplico io nella
miglior maniera che so, con ricorrere a V. P. reverendissima, e pregarla,
siccome fo con tutta premura, che voglia raccomandar caldamente al signor
march, reggente Olivazzi, premessi i miei più divoti rispetti, tutti i di lui
affari con assicurarlo, che rimirando S. A. S. con gran parzialità cotesto
suggetto, godrà anch' essa di tutti i di lui vantaggi. S' aggiugne, che lo
stesso signor marchese reggente ha tutta la conoscenza d' esso signor dot-
tore, anzi molta bontà per lui, sicché gli ufizi di V. P. reverendissima po-
tranno far aggiugner moto a chi già corre. Anch' io entrerò a parte di
queste obbligazioni, come se si trattasse di miei proprj affari.
Ieri mattina si fece davanti a S. A. S. lo strumento per ultimare il
contratto matrimoniale fra questo marchese Montecuccoli e l' unigenita
Caprara: dal che Modena non riceverà alcun- vantaggio, e solamente del
danno.
di sta sul cuore la condescendenza di Vienna pel taglio del Reno, et
immissione in Po. E poi per altri conti e" è occasione di nutrire l' ipo-
condria. Iddio provegga.
Rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. P. reverendissima.
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), n.° 17 da Arezzo 1714- '22.
-IT* 33 1 A. QIUSKPPE ANTONIO SASSI 2299
2140.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 3 Dicembre 1722.
Biblioteca Ambbosiaha. Milano.
E molto da stimare l'ottimo genio di monsignor Stoppani ' [Giovanni]
verso la nostra impresa, e più di gran lunga è da stimare e venerare quello
del regnante Pontefice. Ma io per me vo' sospendere il rallegrarmi di si fatte
nuove, quando avrò veduto ben chiaro in si generose offerte, giacché non
so d' aver dato alcun passo per ottenere rinforzi dalla celebre Vaticana.
Ora, finché io non abbia meglio inteso i progetti di cotesto gentilissimo pre-
lato, non so dir altro intorno a ciò, se non che, se verranno le grazie, che
sì generosamente sono esibite, faremo onore ad esse, e ai benefattori: ma
che intanto s* ha da continuare innanzi il nostro viaggio, come se nulla
avessimo inteso di questo, e giacché sento nato costi il pensiero d'aggiu-
gnere la Vaticana al frontispizio, dico risolutamente che non posso accor-
darlo, non già che non avessi gusto di poterlo aggiugnere, ma perchè non
dobbiamo impegnarci ad una cosa troppo incerta, e suggetta a troppi pe-
ricoli di non potere mantener la parola, come sarebbe stato se. nei giorni,
addietro il Signor Iddio non ci avesse preservato 1" ottimo Papa regnante.
Se otterremo quanto si va dicendo, allora aggiugneremo questo di più al
frontispicio ; ma per ora noi abbiamo da sbrigare i due primi tomi, e
lasciar le cose come stanno. La premura mia so che sarà da V. S. il-
lustrissima comunicata a cotesti signori, e spero che non mi daranno torto.
Ragioneremo un'altra volta intorno alle giunte d'Anastasio, intorno
al quale ella non lasci di faticare, perchè andremo digerendo le faccende,
e prenderemo di mano in mano i consigli migliori.
Mi è paruto una gran nuova che si siano trovati due testi antichi di
Liutprando, quando io non ne credevo né pur uno in Italia. Bisogna as-
solutamente vederli, e confrontarli. Pazienza se 1' opera è stampata. Quello
è uno de' nostri migliori, e il fargli bene verrà sempre a tempo. E chi sa
che non si truovi qualche cosa di quel tanto che di lui s" è perduto "? Ella
animi e solleciti.
Circa la mia Diplomatica mi rimetto a quanto sarà risoluto da lor
signori. Contiene essa una gran copia di bei documenti tutti inediti, rac-
colti con grandi fatiche e spese, e cavati quasi tutti da gli originali. Era
io lontanissimo dal darli, perchè li riserbava ad altra impresa: ma non
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), n." 1 da Parma 1723.
2300 LODOVICO ANTONIO MUllATORI [l'733-
so come, mi vi sono indotto; e però se vorranno, a suo tempo li manderò,
volendo però prima far loro i ricci, voglio dire accompagnarli con qualche
dissertazione, e annotazione etc.
Rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. S. illustrissima.
2141.
A CARLO BORROMEO ARESE in Milano.
Modena, 10 Dicembre 1722.
Akchivio Borbomeo àrese, Milano, edita [244].
Eccellenza.
Mi permetta l' E V. che nella folla di tanti, che le augurano ogni
più desiderabil benedizione dal cielo in occasione delle prossime sante
feste, concorra anch' io a pagarle questo tributo, giacché io più degli altri
lo debbo in memoria di tanti benefizi, che ho dalla sua propria bontà, e da
tutta r eccellentissima sua casa ricevuto. Nel tempo medesimo mi rallegro
dell' ottima sanità, che so accompagnare i tanti suoi affari, e prego Dio
che gliela mantenga colla sua santa grazia per assaissimi anni avvenire.
Io son qui pieno d' intrichi e pieno di disinganni, e sto osservando come
il mondo sen va co' suoi soliti passi, augurandomi talvolta una di quelle
deliziose solitudini che Dio concede a V. E. Almeno valessi qualche cosa
per meritare 1' onore de' suoi comandamenti, affinchè io potessi tenere eser-
citato il sommo rispetto, con cui le bacio le mani, e mi rassegno, di V. E.
2142.
A (UOVAN BENEDETTO BORROMEO ARESE in Milano.
Modena, 10 Dicembre 1722.
Archivio Borromeo Akese, Milano, edita [244].
L" augurio d' ogni maggiore felicità, che in occasione delle prossime
sante feste, io porto all' E. V. è un tributo di quell' indelebile ossequio,
e di quelle tante obbligazioni, che le professo, con supplicarla di gradirlo
secondo 1' uso della sua somma bontà : auguro anche a me la continuazione
della sua stimatissima padronanza, e 1' onore de' suoi comandamenti, ras-
segnandomi intanto, con tutto il rispetto, di V. E.
-17*33 I A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2301
2143.
A FRANCESCO BREMBATI in Bergamo.
Modena, 10 Dicembre 1722.
Abchitio Soli Muratori {B. Bibl. EsL), Modena, edita [234].
Già sono in Cremona i manoscritti de' quali V. S. illustrissima mi
favori, e di colà ho promessa che con tutta sicurezza si faran giungere
alle di lei mani: nuova che io aspetto con impazienza. Intanto premetto
i dovuti ringraziamenti alla somma sua gentilezza per le grazie eh" ella
mi ha fatto godere, coli' unirvi ancora gli augurj di ogni maggior felicità
in occasione delle prossime sante feste. Sto ora cex'cando la via sicura
per farle ancora avere le lire 15 eh' ella mi scrisse d" aver speso nella
provvisione dell' erba di Bona. È tanto fuor di mano Bergamo, che non ho
finora saputo trovar la via di fare si gran pagamento. S' ella sapesse sug-
gerirmi il mezzo, o pui*e altra città, immantinente soddisfarei. Mi avvisi
intanto quanto vaglia costi il ducato. Con pregarla di portare i miei ri-
spetti al dottissimo sig. abate Albrizzi ' [Giovanni Orazio], le rassegno il
mio ossequio e mi confermo, di V. S. illustrissima.
2144.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 10 Dicembre 1722.
Biblioteca Ambkosiaha, Milano.
Mi è sommamente piaciuto 1' intendere che il signor conte Silva - [ Do-
nato] non solo sia il promotore principale della raccolta de i Diplomi, ma
eh' egli sia già valoroso nell' intelligenza ae' vecchi caratteri. Prego V. S.
illustrissima di fargliene un divoto cordiale complimento per parte mia, e
le do il disegno formato di ristampare la Bolla di Pasqttale I a Pelronacio-
illustrata da esso cavaliere. In somma la nobiltà di Milano non è più
quella, che conobbi a' miei giorni : e ringrazio Dio che io, e l' Italia, anzi
il pubblico tutto ne profitteremo. Gli dico, che potrà ristampare que" do-
cumenti, eh' io ricevei da Bobbio, se giudicherà bene il farlo ; e eh' io
non ho veduto gli Archivi di Savona, Como e Tortona, e, per conseguente.
• Sue lettere in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est. ), n.° 19 da Bergamo 1722-'25.
"- Sue lettere in Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est. ), n.° 7 da Milano 1718- '29.
epistolario di Lodovico Antonio Muratori. — VoL VI. 146.
2302 LODOVICO ANTONIO MURATORI | IT'SS-
li raccomando a lui. Cerchi ancora, se nulla di antico si conservasse nel-
r Archivio della Metropolitana, eh' io non potei vedere. In Brescia vidi
quanto è in S. Giulia, nulla in Bergamo. C intenderemo poi insieme a suo
tempo.
Andai succinto nella prefazione anche pel signor Bianchi, perchè s' io
prendeva a dir molto bisognava che cominciassi dal merito di V. S. illu-
strissima, e seguitassi cosi per gli altri. Godo ch'ella abbia supplito, e
aggiunga altro ancora, che è padrone. Ma il nostro signor Argelati è ben
curioso. Che figura vuol' egli mai fare, quando in Vienna stessa si gloria
di comparire Libraio? Faccia ella nondimeno ciò che vuole, e il quieti.
Ma nel fine della mia prefazione, se vviole levar via quel me absente, lo
levi, ma vi lasci di grazia il resto, che percuote coloro, i quali non sanno
far nulla, se non biasimare quel d' altri. Son già corsi de gli errori, e ne
correranno degli altri: e tutti in corpo dobbiamo scusarci e premunirci.
Pazienza, se la prefazione di monsignor Bianchini è corsa. Io mi
raccomando, eh' ella generosamente lavori intorno ad Anastasio, e non si
lasci fermare nel corso da certi riflessi, de' quali poi le scriverò, quando
si sarà partito di costà, quel personaggio, eh' ella mi accennò. Per ora
vo' tacere.
M' immagino che il signor Goffredo de' Filippi seguiti a studiare. Ella
mei taccia un Dottorone, e caramente mei riverisca. Così al nostro signor
Dott. Bianchi. E rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. S. il-
lustrissima.
. 2145.
ALLO STESSO in Milano.
Modena, 17 Dicembre 1722.
Biblioteca Ambrosiana, Milano.
Non mi attentai di dire a V. S. illustrissima nelle antecedenti mie
ciò eh' ella giudiciosamente ha da sé stesso pensato, cioè, che i movimenti di
cotesto prelato non sono per giovare a noi, ma per servire chi 1' ha in-
viato, e far merito a sé stesso. Pur troppo non istà bene di salute il buon
papa regnante; e però poco capitale si può fare da noi sulle speranze
che si sono spacciate costi. Se verrà a trovarmi cotesto signore, risponderò
quel tanto che crederò bene; e la conclusione sarà, che noi non facciamo
tante fatiche, per danno d' alcuno, né per adulazione ad altri, ma solo
per gloria dell" Italia. Se vorranno cooperare, faremo loro onore, se no,
faremo senza. Buone parole, essi, e, noi pure, buone parole.
Rimetto al sig. Argelati 1' ultimo frontispizio colle riflessioni che gli
ho fatto sopra. Prego la di lei bontà di considerarle, e di acconciar tutto
-17*33] A aiOVAN BERNARDINO TAFUBI 2303
in gaisa ohe anch' io ne restì contento: che gliene resterò sommamente
obbligato.
Oh se si può avere dei Testi antichi di Liutprando, ohe nobil cosa !
Godo che ano sia certo. Cercar 1' altro, e non trascurar diligenza veruna,
perchè quello è uno de gli Scrittori più importanti d'Italia, e della nostra
raccolta.
Anch' io sono stato a Bobbio, anch' io ho il Sinodo trovato dal signor
conte Silva, e l' inserirò in una Dissertazione intorno all'elezione de i re
d' Italia. Siccome scrissi nella precedente mia. mi raccomando afiinchè
nella raccolta de gli antichi diplomi si vada con armonia, in guisa che
r uno non supplanti 1* altro. Godrò che cotesto valente cavaliere si faccia
quanto onore mai possa, ma senza venire dopo me a levarmi ciò, che ho
già io. Altrimenti si replicherà inutilmente la nostra mercatanzia. Cerchi
dove non ho pescato io. e cosi concordemente aiTicchiremo il pubblico. Sto
ora preparando le Leggi Longobardiche, e mi sono anche applicato a sten-
dere le Dissertazioni colle quali voglio accompagnare la mia Diplomatica,
e dilucidare lo stato oscuro de' secoli bassi. Qui metterò quanto io pensava
di stendere nella 2.* parte delle mie Antichità [Estensi]; e spero che da-
ranno buon lustro a tutta la raccolta.
Desidero che non tardi più a tornare il sig. Bianchi, e che il povero
Paolo Diacono vada innanzi, e. con augurarle piene d'ogni felicità le pros-
sime sante Feste, più che mai mi rassegno, di V. S. illustrissima.
2146.
A GIOVAN BERNARDINO TAFURI in Nardo.
Modena, 18 Dicembre 1722.
Archivio Soli Mcratobi ( R. Bibl. Est.), Modena, edita [163].
Ed io appunto, nei tre plichi inviatimi da V. S. illustrissima, ho ri-
cevuto i Diarii di Lucio Cardamo, ai quali avendo data una scorsa, mi è
sembrato che sieno cosa buona, e da inserirsi volentieri nella gran rac-
colta. Perciò sempre più mi protesto tenuto alla mia fortuna, che mi ha
procacciato la di lei stimatissima amicizia, trovando io nella sua persona
quello, che finora non mi è avvenuto di trovare ne' miei più vecchi amici
di Napoli, che dicono, ma io non so dire, gentili. Sommamente pertanto la
ringrazio di quest'altro regalo, e deUa vita di esso autore. Il tutto, a Dio
piacendo, comparirà, e con lode di V. S. illustrissima. Sto io ora lavorando
gl'indici de" due primi tomi, che son quasi finiti di stampare. So che co-
testo dottissimo prelato possiede varii manoscritti. Vegga ella se potesse
cavarne qualche cosa di buono, e specialmente de' diplomi, e strumenti an-
2304 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*733-
tichi. contenenti memorie di personaggi illustri, o altra rarità, purché al-
meno siano prima del 1500. Una gran raccolta di questi ne ho fatta dagli
archivi d'Italia, e la produrrò nella mia grande opera, perchè si è co-
minciato dai più antichi, cioè Miscella, Giornande, Paolo Diacono, Camillo
Pellegrino, Liutprando etc. ; le auguro pieno di felicità T anno nuovo, e, de-
sideroso di ubbidirla, mi rassegno.
2147.
A FRANCESCO BREMBATI in Bergamo.
Modena, .31 Dicembre 1722.
Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), Modena, edita \_'2M],
Al finissimo cuore di V. S. illustrisssima, che mi fa goder le sue
grazie in occasione di queste ss. feste, corrispondo anch' io con desiderare
a lei nell'imminente anno nuovo, e in assaissimi altri appresso, ogni mag-
giore felicità. Sto poi con impazienza aspettando il sospirato avviso che
sieno giunti alle di lei mani i manoscritti. Anzi mi truovo in qualche
ansietà, perchè a quest'ora dovrebbono esserle pervenuti, e pure non ne
odo parola. So che l'amico di Cremona a cui li raccomandai è persona
molto attenta; e questo mi fa star quieto. In mano del p. Trissino pa-
gherò i due ducati : e rassegnandole il mio ossequio mi confermo di V. S.
illustrissima.
2148.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 31 Dicembre 1722.
Biblioteca Ambrosiana, Milano.
Egregiamente ha V. S. illustrissima risposto a monsignor Stoppani. So
eh' egli è sulle mosse verso Roma. Se il vedrò, non mancherò di parlare
anch' io dolce, però senza impegno di sorta alcuna. Egli viene da un gran
paese ove tutti pescano, e vorrebbe che l'aiutassimo a fargli prendere
qualche pesce. Ma, con discapito dell'opera nostra, non mai.
Rendo alla singoiar sua gentilezza le dovute grazie, perchè abbia tolto
ogni difficultà nel frontispizio. L' appruovo quale me l' ha inviato il sig. Ar-
gelati. Per più modestia direi ìionnullus ipse in vece di plures ipse. Sicché,
a stamparlo. Desidero che il povero Paolo Diacono si metta finalmente
l'ali, dopo esser camminato colle crocciole finora. In confidenza le dico,
che avvisi il signor Bianchi, come quelle sue note erano troppo prolisse.
Egli onoratamente me ne ringrazio, e credo che sarà più spedito.
■1*7S3] A MATTEO EGIZIO 2305
Mi protesto anche tutto obbligato alla gentilezza del sig. conte Silva :
ma per me non intendo, eh' egli la faccia cotanto da modesto, e, a suo tempo
ne parleremo. Seguiti pure egli a faticare, e ci scriveremo, avendo io non
dispiacere, ma gusto, che anche gli altri si facciano onore. Io ho veduto
costì quanto ha s. Ambrosio. Nel monistero Maggiore nulla trovai degno
d'essere copiato. Bramava io di vedere l'archivio del Castello; ma per la
fretta non potei. Mi riverisca caramente il nostro sig. Bianchi e gli dica non
aver io il Diario di Monte Leone, quando non fosse quel volgato che tratta
de' tempi di Federigo II, perchè questo è in mio potere. E però vegga pure
di pescarlo. Oh truovo quei napolitani poco gentili. Stupivami io di quel-
r originale di Liutprando. Almeno veder quel di Monza. Voglia Dio che
sia un tesoro. Pieno d'intrichi che non mi lasciano tirare una riga, le
auguro un felicissimo anno nuovo e mi rassegno, di V. S. illustrissima, etc.
Ottimamente ha ella accomodato il fine della mia prefazione.
2149.
A CARLO TALENTI in Reggio.
17-^.
Biblioteca GounNALE, Beggio Emilia, tdita [198].
Godo che siano ritornati salvi in mano di V. S. illustrissima i suoi
fogli eruditi, e che la sua bontà abbia gradito le poche giunte che si son
potute fare. Se ad altro ella mi conosce buono, con piena libertà mi co-
mandi, sicura di trovar sempre in me una particolare premura di farmi
conoscere, quale con raro sentimento di stima, mi ratifico, di V. S. illu-
strissima, etc.
2150.
A MATTEO EGIZIO* in Napoli.
Modena, 1 Gennaio 1723.
Archivio Soli Musatosi {R. Bibl. Est.), Modena, edita. (Appendice)'.
Ma io lo vo* rompere questo sì timido silenzio, e vo' francamente pre-
sentarmi con preghiere davanti a V. S. illustrissima, perchè son certo.
• Responsive in Archivio Soli Muratori ( 7?. Bibl. Est. ). n.° 2 da Napoli 1723- '30.
' Il Muratori e la coltura naiìolitana del suo tempo di Michelangelo Schipa,
Napoli, Pien-o e Veraldi, 19 >2.
2306 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*?33-
ch'ella congiunge colla sua singolare erudizione, a me da tanti anni nota,
una singoiar gentilezza ancora. Ultimamente è stato qui a favorirmi un
signore Olandese, e mi ha mostrato un'Indice di scritti di coteste parti non
mentovati dal Vander Aa, e tutti stampati. Ma e di manuscritti, e vivuti
prima del 1500 non se ne troverà costi alcuno per me? Per me dico, e
voglio dire per la gran raccolta de gli scrittori Rerum italicarum dal 500
sino al 1500 ch'io sto facendo; e di cui in breve usciran fuori i due primi
tomi in Milano, che contengono la Miscella, Giornande, Paolo Diacono^
Agnello Ravennate, il Panegirico di Berengario, la Storia de' Longobardi^ del
Pellegrino, etc. Mi son raccomandato al nostro sig. consigliere Grimaldi: mi
raccomando anche alla bontà di V. S. illustrissima, sperando ch'ella troverà
ben più conveniente ad animi gentili, l'aiutare, un Italiano, che un Olan-
dese, e il promuovere un'opera, la quale per la gran copia delle storie
inedite, che darò, dovrebbe acquistarsi più credito, e riuscire più utile
dell' altra, contenente, per la maggior parte, solamente storie composte dopo
il 1500. Bramerei sommamente di avere, siccome ho scritto, anche al sud-
detto sig. consigliere, le Vite antiche de' Vescovi Napolitani mentovate
da Camillo Pellegrini, le quali non so se sieno edite, e parimente quei
pezzi àolV Anonimo Salernitano, che non furono pubblicati dal suddetto
Pellegrini. Sarà a mio carico la spesa del copista. Se in questo e in altro
mi potrà giovare l'ottimo di -lei genio verso chiunque brama di far del
bene alla Repubblica letteraria, gliene avrò infinita obbligazione, e non
mancherò nelle Prefazioni di far onore a un benefattore si cortese. In-
tanto, ratificandole la stima distinta che ho del raro suo merito, con forte
speranza de' suoi favori, e con tutto l' ossequio, mi protesto di V. S. illu-
strissima.
2151.
A FRANCESCO BREMBATI in Bergamo.
Modena, 7 Gennaio 1723.
Archivio Rocchi, Bergamo, tàita [234].
Quanto mi sono rallegrato all'intendere giunto costà felicemente l'in-
volto, altrettanto mi ha sorpreso l'avviso del Manuscritto della Pace, che
vi mancava. Ma avendo io tosto usata diligente ricerca fra varj fogli, ho
finalmente trovato quanto ella mi accenna, et io non aveva mai considerato
per r addietro. Stia ella dunque con tutta quiete che tutto è in salvo;
.e mi dia un po' di tempo : che, per il manoscritto, se ne tornerà fedelmente
al padrone. In mano del P. Trissino pagai i due ducati per conto di lei.
Con pregarla intanto de' miei rispetti al sig. abate Albrizzi, e d' intendere
se abbia ricevuta una mia, le rassegno il mio rispetto e mi confermo, di
V. S. illustrissima.
-1*733 ] A ERASMO GATTOLA 230<
2152.
A ERASMO GATTOLA* in Montecassino.
Modena, 8 Gennaio 1723.
Abcritio ViTRioLi, Beggio Calabria.
. Si è sempre fatto pregio V. P. reverendissima d'impiegare anche in prò
e soccorso altrui la singoiar sua gentilezza ed erudizione. Lo so da gi-au tempo,
e le testimonianze ne son pubbliche. Pure per non esser io punto ammesso
alla di lei confidenza, e. più ancora, pel mio poco merito, non avrei avuto
tanta franchezza da supplicarla di voler esercitare anche verso di me gli
atti della sua bontà, benché in gran bisogno di lei, se non fosse stato il
padre abate don Serafino Tanci visitatore, che ultimamente è stato a fa-
vorirmi, e mi ha animato a scriverle, siccome fo, con tutta fidanza di ot-
tenere da lei alcuni favori.
Ho intrapreso la gran raccolta degli scrittori Rerum Italicarura dal
500 sino al J500. La stampa se ne fa magnificamente in Milano, e già
due tomi son vicini ad uscire in luce Mi son raccomandato a gli amici
di Napoli per impetrar cronache inedite, e non l'ho fatto inutilmente fi-
nora. Ma, e la celebre Biblioteca di Monte Casino non m' ha ella punto da
ajutare in una si gloriosa congiuntura? Signor si. e V. P. reverendissima,
che brama 1* onore dell" Italia, e molto più quello dell* Ordine benedettino, so
che non mi mancherà. Vegga ella dunque, qual cosa ella potesse sommi-
nistrarmi. Cronache, diplomi, ed altre antichità, tutto sarà buono per me.
giacché sono per pubblicare anche una gran raccolta di documenti, che
ho preso da varj archivi d'Italia, e n'ho ancora alcuni pochi di Monte
Casino, già datimi dal nostro P. abate Bacchini di gloriosa memoria. Sopra
tutto imploro dalla di lei bontà que' frammenti dell' Anonimo Salernitano,
che Camillo Pellegrini lasciò indietro, e che mi vien detto conservarsi
costi. Di grazia non mi lasci mancare tal giunta da farsi a quell'opera
tanto stimata Per la spesa del copista io son pronto a soddisfare. Son
dietro ancora a veder di ottenere le intere Cronache di S. Vincenzo al Vol-
turno, di Farfa, della Xovalesa, e simili, giacché il Duchesne ne ha dato
solamente de i frammenti. Ho anche le Vite de' primi quattro abati della
Cava ed altre cosette monastiche. Né io mancherò nelle Prefazioni di far
onore anche a lei, cioè ad un Benefattore, da cui spero grazie particolari.
Pregandola intanto di dar luogo anche a me nella sua grazia, e as-
sicurandola di un vivo desiderio di farle conoscere la stima distinta, che
le professo, con tutto l'ossequio mi protesto, di V. P. reverendissima.
* KesiJOnsive in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), n." 1 da Montecassino 1723.
2308 LODOVICO ANTONIO MURATORI [ 1*733 -
2153.
AD UBERTO BENVOGLIENTI in Siena.
Modena, 22 Gennaio 1723.
Biblioteca Comuhale, Siena, edita [153].
Mi fu presentato nelle passate settimane uno stimatissimo foglio di
V. S. illustrissima dal signor conte d' Egmont, che procurai di servire qui
nella miglior maniera possibile. Con ringraziarla ora di avermi fatto co-
noscere un signore di molto merito, passo a rispondere ad una antecedente
sua. Non mi son posto peranche seriamente a leggere le cronache di Siena,
eie annotazioni erudite di V. S. illustrissima, perchè mi truovo occupato
da altre che debbono precedere. Quando sarà a tiro, mi regolerò secondo
la di lei mente, tanto per la sostanza delle cose, quanto per l'ortografìa.
Intanto non lasci la di lei bontà di far tutto per ismuovere cotesto,
ella dice, filosofo, ed altri direbbono avaro ignorante, a lasciarle vedere
la cronaca di Gheri Bulgarini, per chiarirsi se contenesse cose non com-
prese nelle già inviate. La congiuntura di stampare tutto non può essere
più bella, e ì" abbiamo in mano.
Quella di San Gemignano, siccome troppo asciutta, non può servire al
mio bisogno. L'altra si d'Arezzo sarebbe al proposito; ma avendone io
scritto a quel prelato, finora non ho ricevuto risposta categorica alcuna.
Aspetto anch'io la Vita del Volterrano da lui composta, e mandatami in
dono; ma ha tre mesi e più che la medesima sta in riposo in Firenze.
Mi mostrò egli una volta la sua storia dei vescovi, con qualche desiderio
ancora ch'io gliela rivedessi. Avrà trovato in Roma gente più stitica che
non son io. Ma non tutti quei che fanno mestieri san farli.
Ho già formato l'indice al tomo II della gran raccolta. Pare nondi-
meno che chi fa la spesa della stampa, pensi a dar fuori i tomi solamente
allora che ne saranno compiuti i primi quattro. Certo ho speranza che la
stampa e la fatica nostra abbia da piacere anche fuori d'Italia. Dio ci
mantenga la pace anche per questo riguardo.
Con che rallegrandomi della di lei buona salute^ e sommamente rin-
graziandola per la continuata premura sua in favorirmi, le rassegno il
mio ossequio, e mi confermo di V. S. illustrissima etc.
-1*7S31 AD ALESSANDRO POMPEO BERTI 2309
2154.
AD ALESSANDRO POMPEO BERTI in Aquila.
Modena, 29 Gennaio 1723.
B. BiBLioTBCA, Lacca.
Da che risposi ad una di V. R., altra non ne ho ricevuta, e per questo
ho taciuto. Del resto è costantissimo il mio amore verso di Lei, e non
lieve il compatimento per cotesto suo esilio, avendomi nondimeno il P. Paoli
nel prossimo passato giugno data nuova ch'ella era costi sommamente ben
veduta da cotesti Principi : il che non è lieve guadagno in tal Eremitaggio.
Quello che ora mi consola ancora, si è d' intendere eh' ella gode buona
salute, e eh' ella Studia : farà poi Dio il resto : che. in fine, non ha da du-
rare cotesta dura relegazione. Si faccia pure coraggio colla migliore filo-
sofia, e speri che la fortuna cangerà volto, e sarà fatta più giustizia al
suo merito.
Ho veduto il documento di Tremiti. Sproposito il pensare che sia di
Costantino il grande. L'Italia, non che quel misero scoglio, non aveva
allora Abbazie. Potrebbe convenire all'anno 670, in cui concorre l'anno 3."
di Costantino Pogonato coli' Indizione 13." Ma non è strumento si aijtico.
Lo credo pertanto o del 1045. o pure del 1060, in cui si possono verificare
le dette note cronologiche. Lo stile ancora si confà a que' tempi, e le sot-
toscrizioni mostrano chiaro che non si può pensare ad antichità maggiore.
Ma ella costi senza buoni libri non può rischiarare si fatte materie. Stam-
però io bensì, a Dio piacendo, questo suo documento con altri assaissimi,
che penso di inserire nella gran raccolta degli scrittori Rerum Italicarum,
ch'io vo facendo, e di cui già due tomi in foglio sono stampati in Milano.
Opera che spero darà gran lustro all'Italia. Se mai V. R. potesse som-
ministrarmi altro, cioè simili documenti o cronache composte prima del
1500 (perchè non passo quell'anno) io gliene resterei sommamente tenuto.
In coteste parti era un celebre monastero casauriense : non vi sarebbe
egli rimasto nulla ? oppure delle circonvicine città ? Più bella congiuntura,
di far onore alle città non vi sarà, come questa. Vegga ella dunque, e ciò
senza pregiudizio de' suoi studi eruditi. Le raccomando 1' Aquila spe-
zialmente.
Il P. Paoli passò ne' giorni scorsi per Bologna, andando a predicare
a Venezia, ma non lo vidi.
Di sanità non ne ho molta; ma degli intrichi si fino alla gola.
Con desiderar sempre migliori nuove di lei. e con rassegnarle il mio
rispetto, mi confermo.
2310 LODOVICO ANTONIO MURATORI [17'«33-
2155.
A CAMILLO AFFAROSI in Reggio.
1723.
CoLLB/iioNE Càmpoki, Modena.
Se ne ritorna indietro il manoscritto della storia di cotesto monastero.
L'ho voluto leggere tutto seguitamente, lasciando andare ogni altra cosa,
per non essere poi interrotto da altra faccenda che dee occuparmi da qui
innanzi. Ho motivo io di rallegrarmi con V. P. per questa nobil fatica,
avendo ella felicemente distesa una tale storia, aggiungendovi ancora un
compendio dell'altra di cotesti vescovi. Tutto cammina con istile con-
veniente con chiarezza, e con buona critica, e sarebbe desiderabile che
ogni monastero avesse una storia si fatta. Seguiti ella dunque e termini
quella fatica, da cui potrà accrescersi il decoro al luogo, alla città, e al-
l'autore, ecc. e con ciò, ratificandole la mia vera stima e mio singolare
ossequio, più che mai mi protesto, etc.
2156.
A FRANCESCO BREMBATI in Bergamo.
Modena, 4 Febbraio 1723.
Archivio Rocchi, Bergamo, edita [284].
Unito ai benigni saluti di V. S. illustrissima ricevo il suo stimatissimo
foglio portatomi dal P. D. Giuseppe di lei zio, e le rendo vivissime grazie
per la memoria che di me conserva. Io mi prevarrò a suo tempo della
buona congiuntura d'esso religioso per rimetterle il manoscritto, che debbo
restituire, e intanto noi goderemo della di lui sacra eloquenza. Ricevo pure
altra lettera del gentilissimo sig. abate Albrizzi, a cui do risposta nel
presente ordinario. E, con ratificarle il mio immutabil osseqiiio, mi ricordo
di V. S. illustrissima.
-1723] A MATTEO EGIZIO 2311
2157.
A MATTEO EGIZIO in Napoli.
Modena, 6 Febbraio 1723.
BiBUOTKCA Naziobalk, Napoli, edita ( Appendice ) '.
Viva dunque la rara gentilezza di V. S. illustrissima, che da tanto
tempo mi avea preparato sì buon letto nel suo cuore. Di questo ho rin-
graziato assaissimo la mia fortuna, et ora al di lei cuore porto i più vivi
ringraziamenti si per la stimatissima corrispondenza del suo affetto, come
per la prontezza a volermi favorire. Ne già mancheranno a lei vie di
farlo in una Metropoli tale, che da tanti secoli fa si gran figura in Italia.
Pertanto le dico, non aver' io bisogno della Cronaca di Bergogno del Ca-
stelli, perchè già l' ho in mio potere, e latina. Per le vite di cotesti vescovi
cerco appunto quel Giovanni Diacono, che a lei sembra di avere osservato
nella libreria Brancaccia. Or sappia, che il P. Alfaui - [ Tommaso ] di S. Do-
menico mi fa sperare tal* operetta, con dirmi di averla già data a copiare
per conto mio. Se mai si belle speranze andassero a voto, allora mi rac-
comanderò per questo a V. S. illustrissima. Truovasi pure in mio potere
la cronaca di Romualdo Salernitano, e di essa pubblicherò la parte, che
comincia dall'anno 800 fino a' suoi tempi; poiché il resto a nulla serve.
Ma qui non ha da essere finito il capitale di coleste biblioteche. S'ella
vi s'internerà un poco, troverà cronache vecchie e polverose, che faranno
al mio proposito ; pazienza ancora, se fossero composte da qualche buon
crìstianello. E saprei ben volentieri, se il vostro Gio: Tillani abbia scritto
prima del 1500 e se la storia sua si truovi in riputazione fra voi altri.
Animo dunqu9 a buscarsi nn po' di polvere per amor mio. e per servizio
del pubblico. De'benefizj. ch'ella mi compartirà, serberò etema memoria.
D nostro P. Paoli passò ne' giorni addietro per Bologna portandosi a
predicare a Venezia. Nel suo ritorno mi fa sperare la sua presenza, e poi
se ne verrà a riveder Napoli.
Per conto de* miei libercoli ho comunicato a questo libraio Soliani
quanto V. S. illustrissima mi significa. Egli risponde di averne mandati
molti, e d'averne finora ricavato poco. Se potesse aggiustare i suoi conti
con cotesti librai, che presero l'assunto di vendere le di lui merci, allora
ne arrischierebbe dell'altre. E qui di nuovo protestandole i sentimenti del
mio giubilo, e della mia gratitudine per aver trovata in lei tanta bontà:
con tutto 1* ossequio mi rassegno di V. S. illustrissima.
» V. Lettera n.° 2150.
? Sue lettere in Architio Soli Muratoì-i { R. Bibl. Est. ), n.** 19 da Milano 1716- "^y.
2312 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'TSS-
2158.
AD ERASMO GATTOLA in Moutecassino.
Modena, 6 Febbraio 1723.
Archivio di Montecassino, edita [^2].
Piena di somma gentilezza, ma insieme di nuove troppo pei* me di-
sgustose, è la lettera di V. P. reverendissima, alla quale per le sue be-
nigne espressioni rendo mille grazie, ma con deplorare nello stesso tempo
la mia poca fortuna nell' essermi abbattuto a cercar' acqua da chi ha sete
almeno al pari di me. Ora io non vo' lasciare di proporre un partito, che
mi parrebbe da non disprezzarsi né pure da lei. Faccia, che ha ben ragione,
la sua Raccolta: che anch'io la lodo, e la sprono a farla. Ma lasci ch'io
sia quello, che la stampi nell' Opera mia, perchè tal quale ella me la co-
municherà, io la pubblicherò, cioè col nome suo, colle sue prefazioni,
note etc, avendo io gusto, che anche altri si faccia onore in un'opera, che
riguarda l'Italia tutta. Dissi ragionevole una tal proposizione: perciocché
volendo ella fare la sua edizion da se stesso, immediatamente ella vedrà
ristampata la fatica sua nella mia gran Raccolta, e gli esemplari suoi po-
trebbono restare addietro. E quando ella volesse aspettare, che l'impresa
mia di tanta mole fosse terminata, a dare alla luce l'opera sua, sia certa
che non le rimarrebbe tempo da vederla stampata. Il vero ripiego adunque
sarebbe, ch'ella senza prendei'si altra bi'iga, lasciasse ch'io servissi lei e
il pubblico nel medesimo tempo con inserire la sua sospirata Raccolta
nella mia, perchè tanto e tanto ne verrà a lei l'onore, e le verrà senza
impaccio, e senza pericolo di borsa. Divotamente la supplico di risposta
intorno a questo; e vegga di mandarmela favorevole, perchè cosi avrò
campo di maggiormente attestarle co' fatti quella vera stima, e quel distinto
ossequio, con cui mi rassegno di V. P. reverendissima.
2159.
A NICCOLÒ BERTANI MASINI in Ferrara.
Modena, 12 Marzo 1723.
Raccolta Azzolini, Roma.
Anche dal P. Ferrari ho riscontro de gli otto paoli, che V. S. gli
pagò per mio conto, del che la ringrazio. Ma di gran lunga più le resterò
tenuto per la spedizione qua di tutto quanto ella ha potuto unire di queste
-ITSSI AD ANTONIO VALLISNIERI 2313
mie rendite; e però con impazienza aspetto la prima bolgetta, se pare
ella si varrà di tal mezzo.
Dal sig. arciprete di Bondeuo ho poi ricevute due volte danari a
conto del suo debito.
Con che, caramente riverendola, mi confermo, di V. S.
2160.
AD ANTONIO VALLISNIERI in Padova.
Modena, 12 Marzo 1723.
Biblioteca Naziosale di Brera, Milano, edita [142].
Per quanto si stenderanno le mie forze, siate pur certo che assisterò
all' affare del sig. arciprete vostro fratello, standomi esso a cuore, spezial-
mente in riguardo alle vostre premure.
Abbiamo perduto per infiammazione di petto in pochi giorni l'ultimo
marchese Goccapani, colpo che mi ha trafitto forte, anzi tutta la corte e
città, perchè egli era aureo tutto, e pieu dell' opere antiche. Cosi la morte
mi va spogliando de" miei migliori amici. Prego Dio che lungamente con-
servi voi. per benefizio ancora del pubblico, e per la gloria dell'Italia.
Per conto de' libri richiesti l' Agnello costa dodici paoli. La Merope
due. I due primi tomi degli Aneddoti otto; il Trattato De Ingeniorwn
moderatione non si trova qui in 8." della brutta ristampa di Colonia. Ne
ha il Soliani alcune copie della prima stampa di Parigi, finite le quali, Dio
sa se l'Italia più ne vedrà. Egli non può lasciarne una copia per meno
di paoli quattordici. Se comanderete, sarete servito.
Già anche da altre parti ho inteso l'orrido eccesso commesso costi
centra degli scolari, e il silenzio delle Muse, e i treni di Padova. A ri-
pararne i mali effetti, altro vi vorrà che processi. Intanto voi riposerete
alquanto.
Vedendo il sig. abate Lazzarini [ Domenico ], ricordategli il mio rispetto,
e l'aspettazione in cui sto delle grazie ch'egli, per sua bontà, mi ha fatto
sperare.
In cotesto seminario si conserva manoscritta la Vita di Carlo Zeno.
famoso capitano dei veneziani. Io ne bramerei copia per istamparla. Per-
tanto quando v'abbatterete nell'amorevolissimo nostro sig. dottore Pivati.
rappresentategli questo mio desiderio, e pregatelo ad esserne mediatore.
|con riverirlo divotamente in mio nome. Il sig. Apostolo [Zeno] è quegli
che mi dà consiglio di pubblicarla.
Con che. caramente riverendovi, mi confermo.
2314 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*733-
2161.
A N. N.
Modena, 18 Marzo 1723.
Akchivio di Stato, Modena.
Eh che non diminuzione d'ossequio, non x'iguardo alcuno dell" affare
de' crediti di V. P. revererendissima i quali sommamente bramerei che
fossero soddisfatti, ma che non tocca a me di soddisfare, è stato, o è ca-
gione ch'io taccia, e massimamente con esso lei, che mi ha sempre fatto
godere tante pruove della sua sempre riverita padronanza e amicizia.
L'unico motivo è questo, ch'io non ho un'ora di requie, né posso neanche
supplire a cotesto grande impegno, ch'ella sa avere io costi. Le dirò di
più, che da qualche tempo io mi truovo svogliatissimo del Mondo, che mi
ha dato, e dà de i gran disinganni, e oltre al tempo ho perduto anche il
gusto e la pazienza di scrivere lettere. La supplico di perdonarmi; e sic-
come ella con piena libertà ha sempre da comandarmi, cosi io francamente
la pregherò, occorrendo, de' suoi favori.
Del resto la prima parola di que' trattati politici ed economici, ch'io
abbia inteso, viene da V. S. l'everendissima, e però non ha sussistenza
alcuna la richiesta a lei fatta in questo proposito.
Oltre all'ottimo marchese Coccapani abbiam perduto anche il buon
padre abate Malaspina. Le premure di S. A. serenissima sarebbero per
ottenere altri Graduati, e so ch'ella è in capo di lista. Ma gli otterremo?
Sommo è il mio desiderio di rivederla qui un giorno, ma con onore.
Le rassegno il mio rispetto, e mi confermo, di V. P. reverendissima.
2162.
A GIOVAN BERNARDINO TAPURI in Nardo.
Modena, 19 Marzo 1723.
Archivio Soli Mubatoki (R. Bibl. Est.), Modena, edita [165].
Con piacere dalla singoiar gentilezza di V. S. illustrissima ricevo le
annotazioni sue al Diario dello Spinelli; ma nel medesimo tempo le os-
servazioni da lei fatte di alcuni sbagli cronologici di questo autore, mi re-
cano qualche confusione, non sapendo io capire, come uno scrittore con-
temporaneo, quale si suppone esso Spinelli, possa aver fallato in assegnare
il tempo di cose accadute ai giorni suoi. Non peranche ho stesa la prefazione
-1723T
t TTPTOKS^ AJUUII> Il
bea àr gjostizia ali octiina cuore» e s&pere di ^ . S. iiimjtnsaiina. *-.u ria^^:
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2316 LODOVICO ANTONIO MURATORI [IT'SS-
attuale, appassionato ministro della gloria di V. M. e de' suoi Stati. Con
tali suppliche, e speranze umilio al trono della M. V. il mio ossequio, e,
con farle profonda riverenza, mi dedico, di V. M.
2164.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 23 Marzo 1723.
Biblioteca Ambkosiana, Milano.
Saggiamente ha V. S. illustrissima rilevato tali e tante ragioni per
non cavar dalle tenebre le Vite de' Papi che si leggono in cotesti mano-
scritti, ch'io non ho se non da sottoscrivere la di lei sentenza e conclu-
dere che non bisogna stampai-le. Solamente potrebbe vedersi, se le vite
de gli ultimi papi contenessero qualche cosa di buono, perchè in tal caso
lasciando stare il rancido e gli errori delle vite più antiche, potrebbe pub-
blicarsi quel tanto, che si credesse bene, purché non vi si legga una mal-
dicenza sfacciata. Che se fossero vite brevissime ancor queste, io abban-
donerei tutto, e mi terrei fisso in pubblicar quelle sole, ch'io ho accennato
nella mia prefazione. Giacché concorrono la maggior parte nel non accettare
la proposizione del bibliotecario di Monte Casino, io il ringrazierò, e me ne
sbrigherò; essendo veramente la di lui fatica troppo diversa da quel ch'io
credeva. Ma ritornando alle Vite de' Papi, che é divenuto di Pandolfo Pi-
sano, che si diceva trovarsi nell'Ambrosiana? Io ne faceva molto capitale.
Del resto so che l'ottimo cuore e la gentilezza di V. S. illustrissima
non han bisogno di nuovi sproni per la sua amorevole assistenza e pre-
mura, perché si sbrighi di far uscire i due o i tre primi tomi dell'opera.
Avrei caro ancora, se si potesse trovare costi il manoscritto, che ac-
cennai al sig. marchese Trivulzio, de gli Annali di Genova dello Stella. Io
fo copiarli ora, ma da un manoscritto assai imbrogliato e difettoso.
E con augurarle una felicissima Pasqua mi confermo, di V. S. illu-
strissima.
2165.
AD APOSTOLO ZENO in Venezia.
Modena, 3 Aprile 1723.
Edita [300].
Presentemente si stampa qui un mio Trattato della Carità Cristiana
verso il prossimo, argomento utilissimo e dolcissimo.
-IT 23] A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2317
L' ho fatto vedere in Roma, in Firenze e in Bologna agli amici e
teologi, e tutti mi fan credere, che questa opera sia interesse di Dio il
pubblicarla, e che farà assai rumore, stante l'aver io in esso francamente
e modestamente trattato col lume del Vangelo e de' santi padri alcuni im-
portanti quistioni, che niun altro vuole o osa aiìrontare: cioè se sia meglio
fabbricar templi, o donare a' poveri: se meglio arricchire le chiese e le
congregazioni religiose, o far limosina, se meglio far celebrare delle messe
o soccorrere i poverelli. Ora, meditando io a chi potessi dedicare tal
opera, esaminata e approvata qui per le stampe da' superiori, mi è nato
pensiero di scriverne a voi. sulla speranza che non siate per anche mosso
alla volta di Vienna, per pregarvi che mi diciate se fosse da credere,
che il magnanimo e piissimo Imperadore vostro padrone potesse gradire
eh' io ne facessi la dedica alla M. S. Ognun sa, che nell' augustissima
Casa d'Austria, fra l'altre virtù, è ereditaria ancor quella della carità, e
che il regnante Augusto la tiene per sua favorita. Ecco un gran motivo
al mio libro di presentarsi al trono di S. M. C, e a me di sperare che
sarà gradita l'umilissima offerta. A suo tempo ne aspetterò dal vostro
buon cuore la risposta.
Pregai anche il padre Paoli di raccomandarvi in mio nome pel pul-
pito di Vienna il padre Agostino da Lugano, predicatore cappuccino, che
credo degnissimo di tale onore. Divotamente con ciò vi riverisco, e mi
rassegno.
2166.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 8 Aprile 1723.
Biblioteca Ambrosiasa, Milano.
Le l'iflessioni fatte da V. S. illustrissima intorno alle Vite de' Papi, e
alle giunte, mi paiono ben saggio e fondate; e però vengo anch'io nel di
lei sentimento di stampare presentemente sol quelle raccolte da Niccolò
d'Aragona. Dopo queste lodo anch'io che si aggiungano quelle di Pan-
dolfo Pisano, purché si sia certo, che siano, le stesse, composte da lui : del
che ella si potrà accorgere confrontandole co' pezzi, che ne rapporta il Ba-
ronie, spezialmente in Gelasio II. Si ricordi bene della vita d' esso Grelasio
: pubblicata da Costantino Gaetano. Bisognerebbe poterla vedere ( et io non
jl'ho, né saprei dove trovarla; per chiarirsi, se veramente ancor noi la
ristampiamo. Dopo ciò si potrà mettere Beniardo di Guidone, intorno al
quale debbo ricordarle, che vegga bene, qual sia cotesta sua fatica, avendo
li formate due volte esse Vite, una brevemente, e l'altra più prolissa-
ite. Non so qual sia la sua opera nel manoscritto Ambrosiano : ma temo
Epittolario di Lodovico Antonio Muratori. — Voi. VI. itì.
2318 LODOVICO ANTONIO MURATORI [ 17*33 -
che sia la breve. Pazienza. Dar questa, quando non si può di meglio. Con-
fronti cotesto manoscritto colle Vite de' Papi Avir/nonesi del Baluzio, e se
ne chiarirà, e poi vegga, se volesse ristampare tutte e due le Vite di Cle-
mente V, e l'altre due di Giovanni XXII stampate da esso Baluzio.
Crederei poscia bene, che cotesti miei signori facessero copiare tutto
quello che resterà nell'altra raccolta delle Vite de Papi che si era abiurata,
senza pigliare, siccome dissi, se non dopo Anastasio e Guglielmo Bibliote-
cario, e poi mandarmi tutto con quei miei cataloghi e giunte; e vedrò io
quello che credessi fattibile per riserbar tutto o al supplemento, o ad altro
tomo. Non credei né pur io bene di applicarmi all'altra Vita di Leone IX
perchè è stampata anche nell' Ada Sanctorum del Bollando, e chi volesse
mettersi a unir tutto, vi sarebbe anche la lunghissima à! Innocenzo III,
con altre stampate ne' Concilj ; e poi non s' avrebbe quanto occorresse pel
compimento. Lodai il prendere quelle poche, eh' io aveva accennato nella
prefazione, perchè son poco alla mano de gli eruditi. Ma a ciò penseremo
con più agio.
Al sig. marchese Trivulzio mando la prefazione come credo che abbia
da stare sulle idee anche di V. S. illustrissima.
Ella penserà, se ci abbia a servir punto la fatica del Boerio. Da quel
che mi vien detto, l'edizione nuova à.' Anastasio fatta in Roma ha di utili
varianti lezioni. Non so se ne abbiano fatto caso costi.
E qui rallegrandomi di veder lei cosi ben' attenta e premurosa nel
gran lavoro, che abbiam per le mani, le rassegno il mio rispetto, e mi
confermo di V. S. illustrissima.
Un dolce abbracciamento da mia parte al sig. GofFredi. al quale chiegga
perchè mi lasci tanto tempo senza sue lettere.
2167.
AD ERASMO GATTOLA in Montecassino.
Modena, 9 Aprile 1723.
Archivio di Montecassino, edita [232],
Nobile, grandioso, e degno di somma lode è il disegno conceputo ed
eseguito da V. P. reverendissima per illustrare il sacro Monastero di
Monte Casino, e me ne son rallegrato forte al leggerne la descrizione nel
suo stimatissimo foglio, essendo persuaso, che la di lei penna erudita darà
un gran risalto a cosi magnifico argomento. Me ne congratulo dunque con
esso lei, e col pubblico, e le protesto poi vivissime le mie obbligazioni per
la condiscendenza ancora, ch'ella mostra di lasciar stampare tal sua fa-
-IT'SS] A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2319
tica nella mia gran Raccolta, quando gliene fosse accordata la permis-
sione da' suoi superiori. Ma avendo io significato a Milano a que' cavalieri
associati, che fanno la spesa di tutta la stampa della mia opera, eglino
mi hanno risposto di non poter accettare questo per altro si stimabile
dono, stante l' aver noi fissato il nostro disegno a raccogliere e pubblicare
solamente storici, che abbiano scritto prima del 1500. Se V. P. reveren-
dissima avesse dato solamente storie composte prima di quel tempo e illu-
strate con sue annotazioni e dissertazioni, volentieri accrescerebbono il
nostro erario colla di lei riguardevole fatica, come si è fatto co\Y Agnello
del padre Bacchini. Ma altra cosa è il di lei libro: e perciò si riser-
bano solamente a valersi dell' edizione, eh' ella è per fare della Cronaca di
Riccardo, e de Cassinesi.
Adunque ringraziando con tutto lo spirito V. P. reverendissima della
sua cortèsissima intenzione, mi ristringo a desiderare, che non tardi a
mettersi sotto il torchio l'insigne opera sua. per cui son certo, ch'ella,
molto meglio di Angelo della Noce, appagherà l'aspettazione mia, e di
chiunque ama la soda e non volgare erudizione. Intanto pregandola di
considerare in me un parzialissimo estimatore della sua virtù e del suo
sapere, con tutto l'ossequio mi rassegno, di V. P. reverendissima, etc.
Con mia somma consolazione fu a favorirmi ne' giorni passati il reve-
rendissimo padre abate di Monte Casino, con cui si fece degna comme-
morazione di lei.
2168.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 15 Aprile 1723.
Biblioteca Ambbosiaxa, Milano.
Oh ve' che imbroglio s'è incontrato costi! Si schiva un pericolo da
una parte, e si va ad urtare in un'altro dall'altra. Me n' è dispiaciuto
forte; e lodo bensi il ripiego proposto da V. S. illustrissima, quando non
si possa fare di meno: ma certo avrei caro, che si sostenesse l'uno e
l'altro testo di quelle Vite, supponendo io. che si e no molto diverse, e che
l'uno autore non vada coli' ordine dell'altro. Credo che il Baronie porti
per extensum quel passo della superiorità in temporalibus. Io non avrei
avuto difficultà in quel sito il fare una nota, che dicesse, come qui il
Baronie rapporta certe altre cose, che possono leggersi presso di lui. Ciò
non è ingiurioso a Roma : e se pure alcuno vuol chiarirsene, intende tosto,
che non vi deve essere stata licenza di stampare quello, e a chi ne chie-
desse conto, francamente si risponde la verità, e non v'è reato alcuno per
2320 LODOVICO ANTONIO MURATORI [17'S3-
noi. 0 pure anche, senza mettervi nota alcuna, salterei quel passo come se
non fosse nei nosti-i manoscritti. In somma avrei caro, che i lettori aves-
sero tutto il testo anche delle Vile da me inviate, supposto sempre che
sia diverso da quelle di Pandolfo, perchè i lettori debbono desiderarlo,
siccome si fa in altre simili occasioni, e massimamente perchè Nicolò
d'Aragona non le ha composte quelle vite, ma le ha raccolte, e sono
anch'esse quasi tutte d'autori contemporanei, come quelle di Pandolfo.
Finalmente, quando pur si volesse usare tal ripiego per la Vita di Gre-
gorio VII, il che solamente sarebbe tollerabile in caso che passasse una
somma somiglianza fra il testo di Pandolfo e quello dell'Aragonese, noi
farei per l'altre Vite susseguenti. Prego V. S. illustrissima di tornarvi
a fare le sue riflessioni, e di ubbidire bensì a chi comanda costi, ma non
s' imbarazzare di ciò che possa dir Roma, perchè la colpa non sarà nostra.
Anche il Bollando ha rapportato la Vita di Leone IX, e, se dogliamo
anche di questa valerci, convien pensare che ci sarà chiesto, perchè non
abbiam preso anche altre simili già stampate o ne" Concilj, o in altri libri,
e l'impegno non sarà poco. Tuttavia in ciò mi rimetto.
Quanto a quelle di Bernardo di Guidone, mi ha V. S. illustrissima
illuminato, e dice bene, che bisognerà cominciare solamente dopo Marsine
Polacco. Vegga se vuol ella aggiungerlo alla prefazione che ho inviato, o
pure manderò io la giunta stessa per ispecificare, perchè non si sia co-
minciato più addietro.
Inserisca pure la Storia dello Scisma dopo Onorio II presa dal
Dachery.
La ringrazio della scoperta da lei fatta, che sia stampato il Diario
di Matteo Spinelli dal Papebrochio. Io l'aveva in volgare, e lo credeva
inedito. Ora confronterò insieme l'uno e l'altro. Ma non essendo cosa
spettante a i Papi, la riserberei pel corpo " dell' altre storie. Ma di ciò
un' altra volta.
Va molto lento il povero Paolo Diacono. Un'altra volta prendere
meglio le sue misure. E con ciò, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo,
di V. S. illustrissima, etc.
2169.
A COSTANTINO GRIMALDI in Napoli.
Modena, 19 Aprile 1723.
Archivio Soli Mukatori ( R. Bibl, Est. ), Modena.
Dolcissima nuova, che mi reca V. S. illustrissima, significandomi vi-
cina al termine la copia del Diario di Monteleone. Mi sarà caro, al maggior
-l'/'SS] A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2321
segno, questo favore, e, quando l'avrà in ordine, la supplico di trovare, se
può, chi anche la porti a Roma, indirizzandola all' illustrissimo sig. abate
Domenico Maria Giacobazzi ' ministro del serenissimo di Modena : quando
non vi sia altro ripiego, potrà mandarglielo pel procaccio.
Farmi che non si truovi in Monte Casino la cronaca ieW Anonimo Sa-
lernitano, per quanto osservai presso Camillo Pellegrino, ma si bene in
Salerno, e costì presso qualche magnate. Fu qui a favorirmi ne' giorni ad-
dietro il padre abate d'esso Monte Casino, e se ne parlò.
Ho anche carteggiato col padre abate Gattola [Erasmo] bibliotecario di
queir insigne monistero ; ma ho trovato che egli è dietro ad una sua opera
per illustrare quell' insigne santuario, e vuole egli stesso ripubblicare alcune
cronache stampate da altri, ma più corrette. Sicché da questa parte vi
sarà poco da sperare.
Per relazione ancora d'altre persone, ho inteso, che fa gran rumore
costi la storia del sig. Pietro Giannone, e per ciò me n'ha V. S. illustris-
sima fatto crescere la curiosità.
Agl'ingegni focosi e liberi di Partenope si dee condonare qualche
verità detta a visiera calata.
Mancano solo alcuni pochi tagli in rame, e poi iisciran subito i due
primi tomi della mia gran Raccoltu.
Intanto bravamente si lavora intorno al terzo. E con ringraziarla vi-
vamente del suo continuato patrocinio, e con sospirare l'onore de' suoi co-
mandamenti, le rassegno il mio ossequio, e mi ricordo.
2170.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena ( San Felice ), 19 Aprile 1723.
BiBLiOTKCA Ambrosiana, Milano.
Scrivo dalla villa, ove mi son portato per prendere un po' di fiato, e
respiro da tanti miei imbrogli della città.
Manco male, che V. S. illustrissima ha osservato per tempo quello
che fu stampato dal Papebrochio delle Vite di Pandolfo e Bernardo di
Guidone. Sicché a buon conto io non avrò colpito in vari punti delle pre-
fazioni trasmesse. Vegga ella come s' abbia da fare. Se vuole, rifarò tutto.
0 pure ella con libertà aggiunga, corregga, e muti, aflBuchè si vada ben
concordi.
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( li. Bibl. Est. ), n." 127 da Roma, Sas-
suolo, Modena 1716- '49.
2322 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*733-
Ho inteso, perchè nell'edizione di Anastasio si sia lasciato indietro
ciò che ha di variante l'edizione di Roma; né disappruovo il pensiero. La
mia speranza è, che colle giunte vada ad acquistarsi più credito la nostra.
Vo anch'io disponendo le Leggi Longobardiche colle varie lezioni e
giunte: fatica, che è stata, ed è per me, più che non si crederà, gravosa.
Quel solo andar a trovare le leggi stampate ad una ad una per con-
frontarle coi manoscritti d'ordine tutti diversi, mi ha fatto logorare la
vista. Ella vedrà un buon profitto da questi manoscritti. Quel solo, che
mi è mancato, è stata l'edizione del Linderbi'egio : al che V. S. illustris-
sima con cotesti miei riveriti signori provvederà come giudicheranno il
meglio, quando loro manderò esse leggi, che ho fatto trascrivere tutte. Ed
ho speranza che arrivino in tempo pel quarto tomo.
Rassegnandole il mio ossequio, mi confermo, di V. S. illustrissima.
2171.
AD ALESSANDRO POMPEO BERTI in Aquila.
Modena ( San Felice ), 20 Aprile 1723.
R. Biblioteca, Lucca, adita [153].
Giacché le mie lettere sanno trovare V. R. anche in codesto romi-
taggio, me ne son rallegrato forte, a misura di quel vero affetto e di quella
stima distinta, che professerò sempre al di lei merito ed ottimo cuore.
Già ho gustato i documenti che ella nuovamente mi ha inviato, e che
compariranno, a Dio piacendo, nel tomo apposta, che spero di formare con
le memorie antiche degli archivi. Gliene rendo vivissime grazie : e poiché
la veggo cosi ben animata dalla sua gentilezza a procurarmi altri soccorsi,
crescono le mie obbligazioni; e non mancherò a suo tempo di attestarle
al pubblico. Ma sopra tutto, la pi-ego di trovarmi ed inviarmi quella cro-
nichetta di Lucca perché sappia ch'io non ho finora cosa alcuna di quella
città da produrre. Nulla vi osservai, fra tante storie manoscritte che ivi
si conservano, scritto prima del 1500. Mi son raccomandato, ma indarno
finora. Almeno darò questo poco, se non potrò di più.
Per conto della gran Raccolta, mancano solo alcuni pochi tagli in
rame, e subito usciranno i due primi tomi. Si lavora presentemente al
terzo tomo. Mia gran fortuna é stata quella di trovare una società di ca-
valieri in Milano, che fanno essi tutta la spesa della stampa. Quando si
daran fuori essi tomi, io non lascerò di farla servire, e farò inviarli al
Padre Zeno.
Ultimamente da Venezia é passato a Roma il Padre Paoli, e presto
s'invierà verso Napoli. Io qui tutto pronto ad ubbidii'la; e desiderando
-1*783] A PIETRO CANNETI 2323
oh*ella una volta passi a cielo migliore, le rassegno il mio rispetto, e mi
confermo di V. B.., etc.
Di nobili documenti aveva una volta il monastero Casanriense fon-
dato su quel di Pescara. Gli ha la biblioteca del Re di Francia in un
antico registro. Ho scritto per vedere se potessi ottenerne copia. Come
sta ora esso monastero? Mi immagino che sia privo affatto d'antiche
memorie.
2172.
A PIETRO CANNETI in Forlì.
Modena (San Felice), 20 Aprile 1723.
Archivio Soli Mcbatori {R. Bibl. Eat.), Modena.
Signor si, che la stampa della mia gran Raccolta va innanzi. Mancano
solo alcuni pochi tagli in rame, e poi subito usciran fuori i due primi
tomi. Ora si sta bravamente lavorando intorno al terzo tomo.
Ha dunque da essere persuasa V. P. reverendissima, che mi sarà
sommamente caro il favore ch'ella per sua bontà vuol farmi godere. E
però con impazienza aspetterò il Poema del Granchi dal P. Lettore Col-
lina, al quale scrivo oggi di questo; e farò immediatamente copiarlo, a
fine di rimandarle subito il suo manoscritto per mezzo del medesimo Padre
Lettore.
Quanto al manoscritto di Ricobaldo, avrei più caro, che V. P. reve-
rendissima scrivesse al P. bibliotecario di Ravenna con pregarlo di trovar
maniera, ch'io abbia copia di quanto ha quello scrittore dal principio di
Carlo Magno fino a' suoi giorni, o sia il rimanente d' essa storia sino al
fine : il che mi figuro che non sia gran cosa ; e ciò alle mie spese. Di tutte
queste grazie conserverò perpetue obbligazioni alla di lei bontà, e ne farò
menzione nelle prefazioni.
Egregio pensiero è stato quello di mandare al P. Martène le Pistole
di Ambrosio Camaldolese. Così avranno esse luogo in un'opera insigne, e
V. P. reverendissima resterà esente dal grande imbroglio d'una stampa.
Me ne rallegro anche a nome del pubblico.
Con ansietà aspetto che sia terminata l'edizione del Quadriregio, e
son come certo, che i signori bolognesi s' aqueteranno all'evidenza della
verità, alla quale darà anche un gran risalto il di lei celebre nome.
Se mai in cotesto parti le riuscisse di scoprire qualche cronaca ine-
dita, composta prima del 1500, mi aiuti, acciocché io possa farne onore a
cotesto città, delle quali nulla ho finora da poter pubblicare. E, etc.
2324 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*733-
2173.
A BONIFACIO COLLINA * in Ravenna.
Modena (San Felice), 20 Aprile 1723.
Biblioteca Classensf, Ravenna, edita [211].
Tanti intrichi mi si sono affollati addosso ne' giorni addietro, che ninna
risposta ho potuto dare, se non ora, al foglio di V. P., e accusarle la ricevuta
delle due copie dell'opera del sig. Calbi [Ruggero]. Già diedi al signor
marchese Orsi la sua, e ringraziai per lo regalo dell'altra il dottissimo e
gentil donatore. Ho parimente inviata la terza copia a Parma al signor conte
Piazza ' [Vincenzo]. Mi condolgo poi e insieme seco lei mi rallegro per la
lite fatta per cotesta sua lettura. Giacché l'ha vinta, sèguiti con applicazione
a mostrarsene degna; e poi ripigli in mano il povero Tasso, che aspetta
tanto bene da lei. Avrei desiderato e desidero tuttavia di potere stendere
una lettera a lei, che serva di prefazione alle cose inedite, ch'io le ho
promesso e serbo per lei di tale autore. Ma non ho potuto impetrar tanto
tempo finora dalle mie occupazioni. A Dio piacendo, lo farò, e avrei caro
eh' Ella differisse il prendere questo mio manoscritto per tal motivo, imma-
ginandomi che non le manchi materia per altri tomi. Le rassegno con ciò
il mio rispetto, e mi confermo, di V. P. etc.
Se le capiterà dal P. abate Canneti un certo manuscritto, la prego
di farmelo avere per occasione sicura.
2174.
AD ANTONIO VALLISNIERI in Padova.
Modena (San Felice), 20 Aprile 1723.
Biblioteca Nazionale di Brera, Milano, edita [14:2].
La data è in Modena, ma io vi scrivo da S. Felice, ove sto pigliando
un po' d' aria, grossa si, ma pura, e non infetta da tante esalazioni della
città. Ora vi dico, che farò mettere in ordine i libri, che mi chiedete per
Treviso. Ma qui non ha il Soliani, se non tre sole copie ancora dell'edi-
zione di Parigi del Trattato De Tageniorwn Mode rat ione ; e però chiedendo
* Responsive in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), n.° 8 da Ravenna 1721-'49.
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( li. Bibl. Est.), n." 4 da Parma 1724.
-l'assi ^ N. N. 2325
il sig. conte abate Scotti quella di Colonia, non può esso Soliani servirlo
di questa; e così qael libro non si manderà. Fate che ne sia avvisato, e
con tal congiuntura non sarebbe male che gli faceste dare un tocco, se
mai in Treviso si trovasse qualche vecchia cronaca inedita, che io bra-
merei per poter far onore nella mia gran Raccolta a quella città.
Ho dato anche ordine, perchè si cerchino qui le Scanzie del Cinelli
che richiede esso signore, ed anche il P. Zeno. Ma ho paura che si cer-
cherà indarno.
Eh vi raccomando a tenermi in filo la salute dell' ornatissimo nostro
sig. dottore Pivati, in avvisanni la cui pericolosa malattia mi avete data
una gran trafittura al cuore. Lodato Dio. che l'odo in istato sicuro. Un
caro abbracciamento a lui. E, per conto della Vita di Carlo Zeno, ditegli
che la faccia copiare alle mie spese, quando non si possa aver qui il ma-
noscritto, sapendo ch'egli andrà col maggiore risparmio.
Vi raccomando il mio affare col sig. abate Lazzarini. al quale i miei
rispetti.
Ho veduta la Ducale per lo studio: ma qnei capestri non faranno
risuscitare i defunti.
Con che divotamente vi riverisco, e mi rassegno.
2175.
A N. N.
Modena ( San Felice ), ^ Aprile 1723.
Akchivio Mahzoli dkl Movtk, Modena.
Sto godendo in S. Felice un po' d' aria più pura, che non è quella
della città; e perchè temo di non esser io a tempo per snpplicare il da
me sommamente riverito eletto di Reggio di quanto mi significa nell' in-
chiusa il sig. abate Badia, ricorro a V. S. illustrissima con pregarla di
leggere al medesimo signore essa lettera, e di porgergli sopra ciò le mie
riverenti suppliche. Qualunque risposta egli sia per dare, e certo bramerei
che fosse favorevole, io la riceverò poi dalla di lei bocca al mio ritorno, il
quale a Dio piacendo dovrebbe essere da oggi a otto. E intanto pregan-
dola di perdono, e riverendola divotamente a nome del sig. abate Campi,
e del sig, Giulio Marescotti, le rassegno il mio ossequio, e mi confermo,
di V. S. illustrissima.
2320 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1T33-
2176.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena ( San Felice ), 28 Aprile 1723.
BiBi-ioTECA Ambrosiana, Milano.
Nella prefazione alle nuove Vite de Papi non feci menzione precisa di
V. S. illustrissima, perchè mi credeva, che il nome di Socii Palatini ab-
bracciasse ancor lei. Non è cosi : ella ha fatto bene ad avvisarmene fran-
camente, poiché io volentieri acconsento, che sia pagato a lei quel debito
di gratitudine, che le si conviene. Mi truovo in villa, né ho quella prefa-
zione sotto gli occhi; però vegga ella, se potesse, e come potesse aggiu-
gnersi nel line : Hanc autem curam evulgandi quaecunque hanc in rem scripta
reliquit Pandulphus Pisanus, sibi potissimum suscepit Clarissimus Saxius
noster Ambrosianae Bibliothecae Praefectus. lino si quid aliud occurret tum
ex ejusdem Bibliothecae penu, tum ex edilis libris, quo nobile romanorum
Ponti/icum argumentum aut latius illustretur, aut lectori commodius effi-
ciatur, ille etiam laudabili Consilio in unum cangerei atque adj'iciet, et prae-
sertim alias eorumdem Pontifìcum vilas ab Auctoribus coaevis conscriptas.
Tu labore nostro et sociali conatu fruere, unam quippe publicam utili-
tatem, Literarumque bonarum incrementun prae oculis habemus. Ella, se
di più occorra, aggiunga.
Con piacere ho inteso il buon ordine tenuto per le Vite raccolte dal-
l' Aragonese, e servirà molto bene l' annotazione da lei fatta a quella di
Gregorio VII, per iscusa.
Del resto a me fece calare il pensiero di raccogliere le Vite de' Papi
composte da altri contemporanei, quel vedere che il Baronie e il Rinaldi
ne portano molte, che non é in mano nostra d'avere. E però mi contenterò
di quelle poche che accennai. Ma giacché ella è cosi bene animata, faccia
pure quanto può, ch'io non mi oppongo. Quella d'Innocenzo III è lunga,
e andava io dicendo, che, avendola i lettori anche dal Baluzio, pareva su-
perfluo il ridarla. Ma, nella risoluzion presa, converrà anch'essa produrla.
Egregiamente ha fatto col difendere dalla taccia di quel si lungo scisma
la Chiesa milanese. Io le prego da Dio ottima salute anche per il bene
del pubblico, e del nostro gran disegno, e con tutto lo spirito mi rassegno,
di V. S. illustrissima.
Vegga se occorresse prender altro dall'opera dello Schelstrate, ch'io
non mi truovo avere, ma che però vidi una volta, e mi ricordo, che trat-
tava solo degli antichi papi. Mi rallegro, che anche lo Schelstrate stima
molto cotesto manoscritto ambrosiano di Anastasio.
-1*733 1 A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2327
2177.
ALLO STESSO in Milano.
Modena, 14 Maggio 1723.
BiBLioTBCA Ambrosiana, Milano.
Per quanto so ancor io. cotesti signori pensano di riconoscere le fatiche
di V. S. illustrissima, e spero che lo faranno in quella forma che conviene
al di lei merito e grado. E però animo.
Aveva io cominciato in villa anche l'indice ad Anastasio, e notato in
esso Ambrosianus codex, etc. Mi è riuscito discaro lo sbaglio preso in co-
testa ristampa della prefazione del Ciampini. Si potrà correggere colla penna
non importando fare la spesa di ristampare il foglio. Quella prefazione di
monsignor Bianchini è un guazzabuglio, dove egli ha voluto smaltire i
suoi zibaldoni; e non farà buon credito alla nostra edizione il vedere ch'egli
promette un tomo II di annotazioni. Ma il fatto è fatto.
Il Ligui'ino di Guntero è cosa bella : ma non ho mai pensato, né penso
che noi lo mettiamo nella nostra Raccolta, perchè è autore tedesco, ri-
stampato più volte, e si truova anche in una delle loro raccolte. Oltre di
che esso è una traduzione in versi della Storia di Ottone da Frisinga de
Gestis Friderici I, e chi volesse pure ristampare tedeschi, quella sarebbe
da prendere, e non il poema di Guntero.
Ho osservato Gesta Innocentii III o sia la sua vita: e questa fu pub-
blicata da Francesco Boschetto vescovo di Mompelieri, ma più corretta
dal Baluzio nel primo tomo delle pistole d'esso Innocenzo III stampato
in Parigi nel 1682. Io ho questa edizione et è opera lunga. È impossibile
che si truovi anche in Milano la medesima opera del Baluzio, e il sig. Ar-
gelati lo saprà.
La Vita di Celestino V fu scritta da Pietro d'Alliaco, e si truova
con altre stampate negli Atti del Bollando. Si può dare una scorsa ad essi
atti, siccome anche &' Secoli benedettini del padre Mabillone.
Non ho saputo intendere, come si possa stampare dopo Anastasio le
due mie prefazioni unite, quando già si lavora intorno alle Vite aggiunte,
non sapendo io, come si possa camminar bene ne i registri de' fogli. Tut-
tavia mi rimetto alla prudenza di lei. e di codesti signori. Potrà ella,
dunque, rimandarmi solamente la prefazione a Bernardo Guidone, di cui
non ra'è restata copia. L'ho bensì dell'altra, e vedrò di congiungerle, e
di specificar meglio la fatica da lei fatta per questo. Al qual fine di grazia
mi rimandi anche quel paragrafo, che appartiene a lei, perchè né pure di
questo ho copia. Il sig. Argelati vorrebbe ogni storia ornata di annota-
2328 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*?S3-
zioni, ma uon occorrono; e andremmo all'infinito; e quelle ancora di Paolo
Diacono, benché lodevoli, pure sono molto prolisse.
Lasci fare a i settentrionali per le loro storie. Spero in Dio che non
ci terranno il pane. Mi prega il libraio Olandese Vander Aa che nulla si
stampi da noi, stampato da lui. Questo sarebbe troppo favore.
E ricordandole il mio rispetto mi rassegno di V. S. illustrissima.
2178.
A MARIANGELO FIACCHI* in Ravenna.
Modena, 22 Maggio 1723.
Biblioteca Classbnse, Ravenna, edita [169].
Veggo nel foglio stimatissimo di V. P. gli effetti, che mi vuole far
godere la singoiar sua gentilezza ; e dopo essermi rallegrato meco stesso,
perchè il P. abate Canneti abbia posto in cosi buone mani i miei desideri,
ne porto ora a lei i miei più divoti ringraziamenti. Mi piace il carattere
del copista, e supponendo che non sia impetrabile da lui minore mercato,
le dico che pagherò quanto occorrerà, e mi sarà da lei significato per la
di lui fatica.
[ ' Quel solo che mi dispiace, si è di vedere si rozza e malconcia la
lingua del Bojardo e la sua ortografia, perchè certo io non lascierei uscire
rancidume, e mi converrà ritoccare e riformare la Scrittura tutta. Se mai
cotesto copista fosse persona intendente, e capace nel copiare di raddi-
rizzar molte parole e di valersi di migliore ortografia, mi farebbe sommo
piacere, e gliene do l'autorità. Come sarebbe a dire sentenze per sen-
tencie ; maestra in vece di magistra; de li accaduti per de gli; esempli
per exempii ; ancora per anchor ; V una in vece di luna; e simili. Mi l'i-
metto in ciò al prudente giudizio di V. P.
Scrissi eh" io desiderava che si cominciasse la copia dai tempi di Carlo
Magno, perchè mi figuro, che, ne' tempi addietro, Ricobaldo nulla possa
averci conservato che non si sappia. Tuttavia perchè quel buon uomo si
vanta d'aver tratto dalle memorie dell'Archivio di Ravenna ciò ch'egli
dice de' Longobardi: vegga di grazia V. P. di confrontare un poco le sue
dicerie intorno ai Re Longobardi con ciò, che ha Paolo Diacono nella sua
Storia Longobardica, af&nchè, se mai Ricobaldo portasse delle memorie
* Responsive in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), n° 18 da Ravenna 17.36- '44.
1 II brano compreso tra parentesi quadre fu pubblicato dal conte Alessandro Cappi
nell'opera La Biblioteca Classense, illustrata nei principali suoi codici e nelle sue
pregevoli edizioni del secolo XV, Rimini, Tip. Orfanelli e Grandi, 1847.
-l'assi A aiUSEPPE ANTONIO SASSI 2329
singolari, ignote a Paolo, non trascurassimo di farle copiare. Ella saprà,
al pari di me, chiarirsi di questo. Io so che nel Poniarium liavemiatis Ec-
clesiae del medesimo autore, eh' io pubblicherò, a Dio piacendo, egli conta
di molte favole, quando si scosta dal secolo suo, e perchè nulla ha di raro
prima di Carlo Magno, perciò di là ho preso il principio].
Io non aggiungo altre preghiere, perchè già il cortesissimo genio di
V. P. mi ha prevenuto. Di quanto ella farà per me le resterò sommamente
tenuto, e. con tutto V ossequio riverendola, comincio a protestarmi, di V. P.
Pazienza, se la storia non giugno se non a' tempi di Ottone IV.
2179.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 27 Maggio 1723.
B1BL.10TXCA Ambrosusa, Milano.
Per questa volta bisogna pazientare, se il povero Paolo Diacono viene
si lentamente alla luce. So che costi non si ridurranno più a passi si
stretti, che costano molto alle borse, né producono tutta l'esattezza, che
sarebbe da desiderare.
Godo che si sia deposto il pensiero intorno a Guntero. Per altro,
quelle note dello Spiegelio, quand'anche non fossero velenose, contengono
poco di buono, né meriterebbono d'essere ristampate. Che se pure piacesse
a lei, e a cotesti signori, che si mettessero nella nostra opera i fatti di
Federico I. torno a dire, che l'originale è Ottone Frisingense de Geslis
Friderici I, altro non avendo fatto Guntero, che tradurlo in versi. Ho pre-
parato, e ste aspettando chi 1 porti, il primo tomo delle Pistole di Inno-
cenzo III in fronte alle quali è la vita d'esso papa. Pigli pure Y. S. illu-
strissima la Vita di Celestino V scritta in versi: ch'io non dissento. Vo
aflfrettando quella di Niccolò V. Tanti intrighi mi si sono affollati addosso,
che non ho potuto mettere in ordine la prefazione intera per le vite aggiunte
ad Anastasio; ma, sa Dio vorrà, nel prossimo ordinamento le manderò.
Mi scrive il sig. Argelati essere il di lui sentimento che le Leggi
Longobardiche si stampino colla mia Diplomatica. Vegga ella con cotesti
miei signori cosa sia meglio: ch'io in fine mi rimetterò alla lor decisione.
Ma avvertano, che per la Diplomatica ho molto e poi molto. E in oltre vo
stendendo delle dissertazioni da frammischiare ai documenti, o pure da
mettere dove si crederà meglio.
Giacché stimo tolta ogni speranza delle Cronache di Far fa, e di .S'. Vin-
cenzo al Volturno, e del Monastero Casauriense, osservino ancora, se s'ab-
2330 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*733-
biano a lasciare indieti'o quelle memorie, le quali in fine riguardano 1" Italia.
Per altro io ho tutti i documenti delle due prime storie, che entreranno
nella Diplomatica.
Con tutto l'ossequio mi confermo, di V. S. illustrissima, etc.
2180.
ALLO STESSO in Milano.
Modena, 3 Giugno 1723.
Biblioteca Ambrosiana, Milano.
Spedisco Oggi per la posta al sig. Argelati la prefazione alle Vite
de Papi aggiunte ad Anastasio, e ridotta nella forma, che V. S. illustris-
sima mi accennò Ella vedrà, se nulla s' ha da togliere o da aggiungere.
Odo poi, che le giunte da lei meditate potrebbono ascendere a tanto
da non capire in un tomo solo. Io mi raccomando, che ciò non segua,
perchè la nostra opera non finirebbe mai, e forse verremmo in fastidio a
chi fosse per comperarla. Se un tale impegno procedesse dal mettere fuori
opere inedite, sarebbe plausibile il pensiero. Ma quando si voglia ingros-
sare di troppo questo argomento con ristampare cose, che i lettori possono
facilmente avere altronde, e massimamente in libri maestri, come è il
Labbe e il Bollando, non so sottoscrivermi. Perciò io lascierei indietro la
Vita di Martino V, e se occorre, ancor quella ben lunga d' Innocenzo III,
benché per questa militino più ragioni per inchiuderla, che non sono per
quella di Martino V, e quando bisogni si potrà portare al suo ordine in
altro tomo, quello che aspetto di Niccolò V. In somma prego la bontà di
V. S. illustrissima che prenda bene le sue misure, acciocché da questo ar-
gomento si formi un tomo solo ; e tanto più perché non possiam dare quella
continuazione, che sola si sarebbe potuto avere dalla Vaticana.
Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. S. illu-
strissima, etc.
2181.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 17 (nugno 1723.
Museo Civico Cekmoxese. edita [203].
Amico amatissimo.
Anche dal nostro Porri mi viene scritto pel sig. abate Paravicini: e
trattandosi di servire due si miei cari amici nello stesso tempo, potete
-l^SS] A COSTANTINO GRIMALDI 2331
credere che mi adoprerò con tutta la maggiore efficacia e premui'a. Il pre-
lato non è ancor giunto da Roma. La mia paura è che già sieno stati
presi i posti. In breve saprete l'esito dell'alare, che bramerei onnina-
mente corrispondente a' vostri e miei desiderj ; e, con tutto lo spirito rive-
rendovi, mi confermo, etc.
2182.
ALLO STESSO in Cremona.
Modena, 1 Luglio 1723.
MuSKO Civico Cremovesk, edita [2C3].
Amico amatissimo.
Appena tornato da Roma il nuovo prelato di Reggio, che mi sono
portato ad inchinarlo, e gli ho parlato del sig. abate Paravicini, ma ho tro-
vato già chiusi ed impegnati gli anni avvenire del suo pulpito per tutto
il 1732, e tutti assegnati a padri gesuiti, fuorché uno per l'abate Zanetti.
Mi ha detto che. nella lista degl'impegni fatti dal suo antecessore, non
v'era il nome del suddetto sig. abate, e che tra qui e il suo viaggio e la
sua permanenza in Roma, egli ha disposto d'esso pulpito nella suddetta
maniera, con avere dimostrato dispiacere di non avere inteso per tempo
un tal desiderio. Eccovi dunque il successo sfortunato de' miei troppo tardi
ufizj. Ditelo ancora al nostro amatissimo Porri, e. se in altro eserciterete
la padronanza, che avete sempre da avere sopra di me, spero che non an-
dranno sempre a voto le mie premure di servir tutti e due.
E rallegrandomi con esso voi, né senza invidia, perché abbiat-e goduto
costi il buon abate Puricelli, con tutto lo spirito mi rassegno, etc.
2183.
A COSTANTINO GRIMALDI in Napoli.
Modena, 2 Luglio 1723.
Archivio Soli Mcratobi (K. Bibl. Est.), Modena.
Bel regalo che mi ha fatto V. S. illustrissima con la copia del Diario
del Duca di Monteleone. L'ho già nelle mani, arrivatomi felicemente da
Roma. Dopo la storia di Giovanni Villani, napoletano, sarà da me questa
pubblicata, se a Dio piacerà, e andrà seco mirabilmente di conserva, paren-
domi cronaca molto ben fatta, e che illustrerà non poco i tempi de' quali
ragiona.
2382 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*733-
Ora io protesto qui alla somma gentilezza di V. S. illustrissima le
infinite mie obbligazioni per questo a me carissimo regalo, il quale mi dà
campo di parlare nella prefazione ad essa storia di si generoso benefattor
mio e del Pubblico. Resta solo che francamente mi accenni, quanto abbia
speso in far ricavare la copia suddetta, acciocché io possa in ciò soddisfare
a' miei doveri, siccome desidero, e intendo.
Non manchi di grazia di questo.
Mi aveva promesso il buon padre Alfani le vite antiche de' vescovi
di Napoli, e Guglielmo Pugliese con le sue note, ma egli non mostra di
avere buona memoria. E pui'e non vorrei già andare innanzi nella stampa
senza tali storie. Se mai V. S. illustrissima avesse filo seco, vegga un
poco di muoverlo, che le resterò sommamente tenuto ancora per questo.
Le disavventure occorse alla storia del sig. Giannone, si alle copie,
come air autore, mi hanno tolta la comodità di procui'armene co' miei de-
nari una copia, siccome io desiderava di fare. Ma mi vo' figurando, che
opera tale invoglierà qualche altro stampatore altrove a farne profitto, con
ristamparla.
Intanto l'autore ha dovuto servirsi di costà; e Vienna non sarà buona
da acconciare i suoi affari.
E con protestarle più vivo, e più obbligato che mai il mio ossequio,
mi rassegno.
2184.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 15 Luglio 1723.
MuSBo Civico Ckemonbse, edita [2(B].
Amico amatissimo.
Eseguirò quanto mi dite intorno al sig. abate Paravicini, con vivo
desiderio di incontrare in ciò buona fortuna con monsignor illustrissimo
di Reggio.
Ma quella storia mantovana del vostro Platina dov' è ? Ha veduto fi-
nora la luce, si 0 no? Comunque sia, desidero di vederla, e di pubblicarla
o ristamparla, perchè nuli' altro ho finora di meglio per quella città. A voi
dunque mi raccomando per lumi ed aiuti in questo.
Oh che studiare si farà dal grande Arisi al vedere sì ben animati i
nostri teutonici per dilatare le fimbrie ! Ma mi par bene strano che si
pensi anche al di qua da Po.
Mi ricordo con tutto lo spirito, etc.
-l'J'SSJ A FBANCESCO ARISI 2333
2185.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, lo Luglio 1723.
Biblioteca Ambrosiama, Milano.
Ho veduto già i fogli della continaazione delle Vite de' papi dopo
Anastasio; e m'è piaciuta di molto la fatica e la distribuzione. A riserva
della prefazione bianchiniana, tutto il resto va bene. Nel vacuo che resta,
ove dovrà mettersi la prefazione, mi raccomando a V. S. illustrissima
perchè sia ben continuata la serie de' papi con la Vita di Giovanni Vili.
e coli' altre brevi, che mandai. Quando anche questo t^mo riuscisse più
grosso de gli altri, pazienza, purché non sia troppo. In tal caso, si potrà dare
in altro sito la Vita di Nicolò V che già ho ricevuto, e debbo rivedere.
Ella mi scrisse, che pensava di dar fuori Ottone da Frisinga de Gestis Fride-
rici. Io non dissentirò, perchè ninno meglio di lui tratta bene quel pezzo di
storia. Fo ora copiare le mie annotazioni alle Leggi Longobardiche, e, subito
che saranno all'ordine, penso di mandarle, perchè mio sentimento è, che
si cominci- da esse il tomo V, se pure cosi parrà a loro altri signori. Ho
speranza che non debba dispiacere la nostra edizione, perchè avrà giunte,
e spiegazioni, e varianti utilissime. Ella ne giudicherà a suo tempo.
Intanto con pregarla di continuarmi il suo stimatissimo amore, e con
riverire caramente il nostro sig. Bianchi, ed. espressamente, l'indefesso
sig. Goffredo de" Filippi, mi confermo, di V. S. illustrissima, etc.
Supplico la di lei bontà, che mi ricuperi 1' Anonimo Ravennate dal
padre letterato Beretti. perchè ne ho avuto più volte bisogno, e sempre
ho detto di volergliene scrivere, e mai non l'ho fatto. Di grazia ella
abbia in ciò più memoria, che non ne ho avuto io finora, in pregarla di
questo favore.
2186.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 29 Luglio 1723.
Ugsko Civico Ckuohxsk, adita [306]. .
Amico amatissimo.
Ottima nuova che mi date, con dirmi che voi stosso avete la Storia
di Mantova del vostro Platina. Se l'avete voi adunque, l'avi'ò anch'io, e
Epiatolario di iMdovieo Antunio UuratorL — Voi. VI. liS.
2334 LODOVICO ANTONIO MURATORI ' [1*733-
voi siete si onorato galantuomo, che cercherete via sicura di farmela avere
in prestito. Quando altra occasione non vi fosse, si potrebbe per via del signor
sergente maggiore Mazzoni inviarla a Brescello al sig, dott. Soliani, che me la
farebbe giugnere sicura. Procurerò di farne onore anche a voi nella prefa-
zione. Mi chiedete risposta del Ripalta, con aggiungere che gran tempo fa
me ne mandaste i fogli. Son rimasto sorpreso, perchè niun foglio ho mai
ricevuto spettante a tale autore. Ho ben cercato nelle lettere vostre, e nel
maggio dell'anno prossimo passato mi deste [notizia] di un frammento della
storia di Piacenza con un saggio delle cose ivi contenute, ma non altro. Di
grazia spiegatevi meglio, e sappiate ch'io sommamente bramerei la storia di
quella città, scritta non da un vescovo Ripalta, già da me veduta, che giugno
fin circa al 1380, ma si bene la continuazione d'essa fatta da un altro
Ripalta, foi'se suo nipote, e che, se ben mi ricordo, arriva fin verso il
1450, e rapporta il diploma dello studio piantato in Piacenza coi nomi di
tutti i lettori d'allora. Questa vorrei. Ma a buon conto ditemi in che con-
sista quella che avete. Dell'antico di Piacenza ho quanto occorre; vorrei
solo ciò che mi manca dal 1380 sino al 1500.
Al vostro sperimentato amore mi raccomando per questi favori, e, con
tutto lo spirito riverendovi, mi confermo, etc.
P. S. Sicché faremo che quattro soldi impongano silenzio alle bravate
teutoniche per cotesti confini.
2187.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.^^ MARGHERITA in Monleale.
Modena, 6 Agosto 1723.
Raccolta Palmikui, S. Paolo, Roma.
Vo disponendo per inviare a Milano alcune delle storie da me rac-
colte, e fra l'altre, la genovese di Caffaro e de' suoi continuatori, regalo
insigne che si farà al pubblico ; e tanto più perchè mi è riuscito di otte-
nere e di potervi aggiungere ancor quella di Giorgio Stella, che per 130
anni continua la suddetta. Ora nella prefazione dirò che riconosco da
V. S. illustrissima questa grazia ; il che m' immagino che sia colla di lei
approvazione. Abbas Commendatarius S. Marciani Terdonensis suppongo
che sia titolo proprio: e se altro ve n'ha, me lo suggerisca.
Ma e che fa V. S. illustrissima cosi costante nella sua solitudine?
come vanno gli studi? Vo spe'rando che non dimenticherà in tanti suoi
impicci la Cronaca r/' Asti e molto meno la mia servitù costantissima verso
la di lei singolare persona e virtù. Serva questa mia per assicurarla ch'io
son qui ricordevole sempre delle mie obbligazioni, ed è più che mai vivo
quel distinto ossequio, con cui mi rassegno, di V. S. illustrissima.
-l'7S3] AD ANTONIO VALLISNIERI 2335
2188.
A RINALDO I D' ESTE in Modena.
Modena, 7 Agosto l"^.
R. ÀKCHivio DI Stato, Modena.
Non ricevè il Muratori l'ordinario scorso lettera alcuna di Cremona.
Oggi riceve quella del passato, e quella del presente, e si dà l'onore d'umi-
liare l'ima e l'altra a V. A. serenissima con farle insieme profonda ri-
verenza.
2189.
AD ANTONIO VALLISNIERI in Padova.
Modena, 13 Agosto 1723.
Biblioteca Naziohale di Brera, Milano, edita [142].
Verissimo è che il sig. consigliere Masini, prima di portarsi a visitar
la sua pati-ia. mandò a S. A. serenissima il voto suo intorno alla pen-
denza dei signori vostri fratelli. Ma. avendone io fatta istanza al sig. se-
gretario Santagata. egli mi risponde di non averlo veduto, e che né pure
il Padron serenissimo sa dove sia. Ecco dunque un nuovo ostacolo alla
conclusion dell' affare. Intanto il ministro è lontano, né si sa quando abbia
da essere il suo l'itnrno, e Dio sa anche s'egli tornerà. Mi ha promesso
il signor segretario di far nuove diligenze, e si vedrà che effetto avranno.
In questo ordinario spedisce il Soliani un involto indirizzato a voi,
che si fermerà in Venezia presso il corriere sino ad ordine vostro. Ivi
sono un Aff/iello, i due primi temetti dei miei Aneddoti, le Scansie che si
son potute avere, e una solo copia De Ingeniorum moderatione, poiché il
Soliani non ne ha più, e manda l'ultima che si trova avere. Vi spedirò
poi il conto un'altra volta.
Feci poi de' passi pel sig. dottore Guerra: ma ritrovai già fatti nel
Finale degli impegni per un medico ferrarese, il quale in fatti è stato
condotto da quella comunità. Però mi dispiace di non avervi potuto ubbi-
dire, e che i vostri stimatissimi uffizj sieno rimasti inutili in tal congiun-
tura. Mi è stata carissima l' orazione del sig. Volpi, che fa onore al glorioso
vostro principato in cotesta Accademia. L'argomenio dal sig. Volpi trat-
tato era ben delicatissimo; ma egli con avvedutezza mirabile l'ha trattato
in guisa, che ha soddisfatto al suo impegno; e pure si può tuttavia pro-
mettere delle benigne occhiate, e qualche cosa di più, da chi è solamente
233B LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*733-
avvezzo a ricevere incensi e voti. Rallegra te vene per mia parte col dot-
tissimo e giudizioso autoi'e; ch'io intanto sommamente ringrazio voi dello
stimatissimo regalo. Cosi pure mi vi protesto tenuto per la beli' Oda del
sig. conte Aldrighetti: cosa rara in un gentiluomo, e da fare invidia anche
ai buoni padri, che hanno il gius privativo della latinità, cioè credono
d'averlo. Staremo a vedere, se cotesto eminentissimo vescovo si ricorderà
di me in occasione che il nostro sig. Pivati, sempre da me caramente ri-
verito, vestirà il carattere di mio ambasciatore per ottenere la Vita di Carlo
Zeno. Ancor noi un caldo atroce. Perciò io in breve alla villa; e n'ho ne-
cessità, perchè maltrattato dalle vigilie, e da altri incomodi di sanità. In
qualunque stato e luogo però, io sono ed eternamente sarò quale con tutto
lo spirito mi protesto.
P. S. Al nostro Burgos [Alessandro], quando il tornerete a vedere, un
dolcissimo saluto per parte mia.
2190.
A PIER CATTERINO ZENO in Venezia.
Modena, 17 Agosto 1723.
Biblioteca del Sbuinakio, Padova.
Ricevo le copie del nuovo Giornale; distribuirolle, e intanto rendo
infinite grazie a V. R. tanto per lo stimatissimo dono, quanto per la bontà
di lei in riferire i disegni della mia gran Raccolta Rerum. Italicarum.
Se a Dio jjiacerà, che continui, col buon successo incominciato, la stampa,
io spero, che ella avrà occasione di compartirmi altri favori. Del resto
mi son rallegrato non poco al vedere la continuazione dei troppo necessarj
Giornali d' Italia, e il presente tomo pieno di tante notizie. Lungamente
la conservi il Signore Iddio, perchè ella seguiti a recare il gran beneficio.
Se una volta questo Soliani la finirà di stampare un mio libro, farò su-
bito volarlo alle sue mani, e resto etc.
2191.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena (San Felice), 18 Agosto 1723.
Museo Civico Cremonese, edita [208].
Amico amatissimo.
Vi scrivo di villa, e mi dispiace di non essere in città e di non sa-
pere di che religione sia il P. Cavedo, perchè avrei fatto diligenza per
-l'assi A PIETRO CANNETI 2337
ritrovarlo. Di grazia supplite voi. Mi è nata speranza che abbia a riuscire
a voi di trovarmi la storia del Ripalta junior e. Mi sarebbe questa al mag-
gior segno cara, ed anche a voi e a chiunque vive all'ombra del gran Tor-
razzo, dovrebbe riuscir tale, perchè ivi si tratta anche di loro. Pescate,
movetevi e fate il colpo. Attenderò i vostri favori per la storia del vostro
Platina. Voi altresì aspettate col tempo da me il vostro Sicardo, che non
è però gran cosa. E. caramente riverendovi, mi confermo, etc.
2192.
AD ALESSANDRO POMPEO BERTI in Aquila.
Modena ( San Felice ), 18 Agosto 1723.
B. Biblioteca Lucca, edita [163].
Mi ha fatto molto negligente in rispondere agli ultimi caratteri di
V. R. la mia poca sanità, per ristoro della quale mi trovo ora in villa.
Godei molto di quanto ella mi scrisse intorno alle reliquie del monastero
già celebre Casauriense. la cui cronaca antica si conserva in Parigi, senza
essermi riuscito di ottenerla. Vi si contengono di belle memorie : ed è un
nulla quanto ne ha rapportato l'Ughelli. Ma l'Italia non l'ha.
Auguro all'ottimo di lei genio, o, per dir meglio, a me stesso, che le
venga fatto di scoprire in coteste circonvicine parti altri antichi docu-
menti, che contengano qualche cosa di distinto o per gli personaggi che
ivi sieno nominati, o per !& materia. Fra pochi giorni dovrebbono uscire
in luce i due primi tomi della gran Raccolta, e già si avvicina al fine il
terzo, che abbraccia le Vite dei papi d' Anastasio, colla giunta dell' altre
inedite fino al 1330. Avrò ben presente alla memoria il di lei desiderio.
Desidero io, all'incontro, che si accorci il tempo di cotesta sua onorata, ma
non molto gustosa, dimora, e che al di lei merito sia data stanza di miglior
garbo, ed anche più vicina o comoda per li suoi amici, non che per lei.
Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. R. etc.
2193.
A PIETRO CANNETI in Foligno.
Modena (San Felice), 18 Agosto 1723.
Abohivio Soli Muratosi {R. Bibl. Est,), Modena.
La mia poca salute mi ha fatto negligente in rispondere a gli stima-
jsimi caratteri di V. P. reverendissima, e mi ha obbligato a scappare
2338 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'7'33-
in villa, di dove le porto i dovuti ringraziamenti per tanta bontà, con
cui ella pensa ad accrescere la mia gran Raccolta Istorica. Comunicherò
a gli amici di Milano la notizia dell'Opuscolo di Bernardino Gadolo per
udire il loro parere. Se ivi si trattasse anche de gli uomini illustri dell'or-
dine camaldolese, si potrebbe con più franchezza promettere d'inserirlo:
poiché la Vita di S. Romoaldo già l'abbiamo pubblica ed antichissima.
Ricevei la miniatura del Quadriregio, e mi credeva d'averla portata
meco in villa per rimandargliela, ma non la truovo. Soddisfarò ritornando
in città. Per quanto pensassi, non seppi trovar buon verso alle lettere,
che sono in petto di quella figura ; e temo che, senza arrischiar troppo le
conghietture, non si possa interpretare l'oracolo.
Scrissi a Milano per aver notizia di quel Giorgio Ravennatino, e per
sapere se vi si faceva menzione del Prezzi: ma non ne ho peranche ve-
duto alcun buon effetto : ragione, cred' io, ne è stato l' essere stato fuori
di quella citta il sig. Sassi, a cui ne scrissi. Ripeterò le istanze.
Facciano quel che vogliono que' signori che promuovono l'edizione
del Quadriregio, purché questo benedetto libro una volta venga alla luce
con tutti gli ornamenti nuovi.
Il Granchi a copiato, e confrontato. Ma debbo dire a V. P. reveren-
dissima d'aver trovato il testo si scorretto, cotanto oscuri i sensi, parte
per difetto del poeta, e parte per 1" ignorante copista, eh' io non so se sarà
atto per la stampa. L'ho portato meco in villa, per vedere se é possibile
conciargli l'ossa; e poi saprò dirlene l'esito. E un peccato: perché ha poi
delle notizie particolari, che meritano affatto la luce.
Va a giorni la pubblicazione de' due primi tomi della gvQ,n Raccolta ;
e il terzo tomo, che contiene le Vite de' papi d'Anastasio colle Giunte
de' papi susseguenti sino al 1300, già s'avvicina al fine.
Desidero all'ottimo genio di V. P. reverendissima ogni maggior for-
tuna per iscoprire qualche autore inedito delle cose del Piceno e del-
l'Umbria, perchè in fatti fra tante storie, ninna ne ho di cotesti paesi.
Tante di Roma, Napoli, e Toscana; e di quel paese, che è intermedio,
nulla, a riserva della Vita di Braccio: mi rincresce. Con tutto l' ossequio etc.
2194.
AD UBERTO BENVOGLIENTI in Siena.
Modena ( San Felice), 19 Agosto 1723.
Biblioteca Comunalb, Siena, edita [163].
Non vidi poi il P. maestro Fuochi, per cui V. S. illustrissima mi
scrisse ne' mesi addietro ; e, se ho a dirle il vero, non mi curo d' udire
-ITSB] A COSTANTINO GRIMALDI 2339
panegirici, e molto meno di nutrire amicizia con religiosi predicatori di
professione, perchè tengono tutto l'anno in esercizio i suoi amici per la
caccia de' pulpiti, mirando nello stesso tempo almeno ad un centinajo.
Contuttociò, ella dee con tutta libertà comandarmi quando le occorra.
Dovrebbono tardar poco ad uscire in luce i due primi tomi della mia
gran Raccolta^ e comincia ad avvicinarsi al fine anche il terzo, che ab-
braccia le Vite de Papi d'Anastasio, colla continuazione d'altre inedite
fino al 1320. Ultimamente ho finito di ordinare le Leggi Longobardiche,
confrontate con questi codici manoscritti; e spero che l'edizione abbia a
piacere, perchè conterrà giunte, formolo antiche, e qualche ajuto nelle note
ch'io vi ho aggiunto.
Quella Cronaca di San Gem ignano né pure a me sembra approposito ;
e pure un modenese avrebbe caro di far onore a qaella terra, credendo
noi che dal nostro santo vescovo protettore sia ad essa venuto il nome.
Faremo senza que' politici ignoranti che non vogliono contribuire al
pubblico bene e decoro dell'Italia, per timore di qualche verità.
La supplico di conservarmi il suo stimatissimo amore, sicuro sempre
del mio; e con tutto l'ossequio mi rassegno di V. S. illustrissima, etc.
. 2195.
A COSTANTINO GRIMALDI in Napoli.
Modena ( San Felice), 20 Agosto 1723.
Archivio Soli Muratori ( R. Bìbl. Est. ) . Modena.
Resterò sommamente tenuto alla bontà di V. S. illustrissima se anch'olla
si adopera per ottenermi una volta dal P. Alfani le vite manoscritte di co-
testi antichi arcivescovi. Mi sono raccomandato per questo anche al P. Paoli
mio amico, ma spero più nell'autorevole interposizione di lei. Mi parrebbe
una vergogna di noi italiani, che. raccogliendosi, tutte le vecchie storie di
questa nostra patria, ne restasse indietro una. che è si antica, e di cui
copia si truova fin presso li franzesi. veggendola io citata dal Glossario
del Du- Gange.
Se poi potesse anche ottenermi una copia della storia del sig. Giannone
( e ciò co' miei denari, perchè m* intendo sempre a tal condizione ) ne avrei
ben gusto. Chi mi scrive che è ojiera empia, chi diversamente ne giudica.
Ma io non oso profferir sentenza di libro da me non veduto finora. Vero
è che passa tal volta per empietà anche il dire certe verità, che pure non
riguardano il fondo della religione, e né pure la religione medesima.
La spesa del Diario di Monteleone doveva essere esente da i riguardi
della generosità di V. S. illustrissima, perchè altrimenti mi si chiude l' adito
2340 LOBOVICO ANTONIO MURATORI [1*7 S3-
a pregarla d'altri favori. Io non vo'farle forza, pagherò come potrò parte
del mio debito nella prefazione: le invierò. subito che sarà stampato, un mio
Trattato della carità verso il prossimo, 'il quale spero che non le dispia-
cerà, e intanto rendo infinite grazie al suo magnanimo cuore.
Non dimenticherò la di lei richiesta per la gran Raccolta, i cui due
primi tomi fra pochi giorni usciranno alla luce. Il terzo anch'esso s'av-
vicina alla fine. E, tutto ossequio verso di lei, mi ricordo.
2196.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena ( San Felice ), 26 Agosto 1723.
Museo Civico Cremonese, edita [208].
Amico amatissimo.
Dal sig. Mazzoni ho ricevuto il vostro libro, cioè la Storia di Man-
tova del Platina. Mi è stato caro di aver nelle mani questo libro, perchè
opera di un valentuomo, e perchè niun' altra ne aveva io di quella città.
Ho osservato che anche il Vander Aa in Olanda vuol inserirla nella sua
gran raccolta, non importa; anche la mia l'abbraccerà. Del resto giacché
il Lambecio ha detto qualche cosa intorno a' primi secoli, ne' quali vera-
mente il Platina è molto digiuno, poco vi resterebbe da fare per gli ultimi
secoli, la storia de' quali tempi è assai nota.
Mi raccomando pel Ripalta, e. con tutto lo spirito, mi rassegno, etc.
2197.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena ( San Felice ), 2 Settembre 1723.
Abchivio Soli ^Curatori {R. Bibl. Est.), Modena.
Involti nuovi per me, imbrogli ed aggravj nuovi per V. P. reveren-
dissima. Io non so chi me ne abbia favorito, e supponendo che non con-
tengano cosa di gran premura, attenda pure ella con tutto suo comodo,
che se le presenti occasion propria per farmeli avere. Intanto la prego di
perdono, se altri, sapendo la bontà, ch'ella ha per me, se ne prevale con
incomodo di lei. Mi disse il sig. ab. Papotti, che m'avrebbe inviato il pre-
cedente, venuto col tesoro del sig. Soragna ; ma non l' ho finora veduto :
et io a buon conto mi son fuggito in villa a purgar le orecchie, e cercar
sollievo alla sanità, che non è molta.
-l'T'SS] A NICCOLÒ BERTANI MASINI 2341
Troverà V. P. reverendissima nel sig. Conte Carlo [ Borromeo Arese ")
una ragion diritta, e un' ottima volontà. Ma anch' io m' immagino, che indamo
li aspetti dal suo tribunale ciò che il supremo ha precipitato. Oh quante
diavolerie nuove ogni giorno! Auguro a lei flemma; poiché il resto non
se manca ; non intendendo mai di parlare di borsa.
Con che le rassegno il mio ossequio, e mi confermo di V. P. reve-
rendissima.
2198.
ALLO STESSO in Milano.
Modena, 9 Settembre 1723.
Abchivio Soli Mcbatobi {R. Bibl. Est.), Modena.
Sono in mia mano i due involtini speditimi da V. P. reverendissima,
alla cui gentilezza mi protesto sommamente obbligato per questo nuovo
favore. Contenevano poi essi tre copie dell'ultimo libro del sig. Richa;
una per S. A. serenissima, l'altra pel sig. Torti, e la terza per me. Certo
che mi è dispiaciuto quanto egli ha ritoccato intorno al sig. medico Corte.
Meglio era tacere, che volere in poche parole rifarsi. Se la sbroglino l' uno
e l'altro, ch'io non vo' pensarvi.
Di grazia mi dica ella, cosa intenda pel gramle proposito di mettersi
a vendere i due primi tomi della mia Raccolta: se volesse dire, che co-
testi signori si troveranno imbrogliati a ricavare le spese, quando se ne
lasci lo spaccio a certa persona, converrei seco. Se altro, avrò caro di
saperlo per regola mia e di cotesti signori.
Qui s'è restato confuso all'intendere l'improvvisa chiamata di S. E.
a Praga. Io ho risposto, che sarà per onore, godendo egli una delle prime
cariche del regno di Boemia; e cosi pure che si sia calmata alquanto
l'inquietudine e paura di perdere un cavaliere, che ora era necessario
a' nostri interessi. Con rassegnarle il mio rispetto, più che mai mi protesto,
di V. P. reverendissima.
2199.
A NICCOLÒ BERTANI MASINI in Ferrara.
Modena, 10 Settembre 1723.
R. Biblioteca Estehsv, Modena.
Quanto io aveva qui, è stato disertato in quest'anno dalle tempeste,
e non ne ricaverò un soldo. Sperava io in cotesto mie rendite: ed ora
2342 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*?S3-
sento da V. S. che ancor esse patiranno un' altra tempesta. Sia benedetto
Iddio padrone di tutto. Mi favorisca pure di visitare il casino, e il forno ;
e, dopo aver fatto ben esaminare il rifacimento del fenile del Vendemiati
Alfonso, conduttore del fondo la Malea nel territorio di Codigoro, spet-
tante al priorato di S. Agnese di Ferrara, mi avvisi del risultato, ac-
ciocché si vegga, s'io debba bonificargli tutto in quest'anno.
Venga la di lei consorte, che sarà ben veduta in casa mia. Può es-
sere ch'io mi truovi in villa; ma ho già dato ordine a mia sorella di
riceverla, come se ci foss'io in persona, e di servirla in tutto che le oc-
correrà. Con che caramente riverendola, mi confermo.
2200.
A PIER CATTERINO ZENO in Venezia.
Modena, 10 Settembre 1723.
Biblioteca del Seminario, Padova.
Buone nuove, che mi dà V. R. con dirmi già assai inoltrata la fab-
brica del 35." tomo del Giornale. Questa è un'opera necessaria presente-
mente all'Italia, e poi coli' andare degli anni sarà sempre più stimata, e
ricercata, perchè essa è il principal erario della Storia Letteraria de' nostri
tempi. Però animo a continuarla.
Mi sono informato da questi Padri Benedettini di quanto ella mi or-
dina intorno al P. Bacchini. Non sussiste, che egli abbia mai rinunziato
la Badia di Modena, né che egli sia stato abate di Santa Maria delle
Grazie sul Piacentino. Dall'anno 1711 fu abate di Modena, e ci stette nel
1712 e 1713. Indi fu fatto abate di S. Pietro di Reggio, dove dimorò per
sei anni. Quindi passò abate di S. Colombano a Bobbio, dove non avendo
trovata l'aria confacevole alla sua salute, fu costretto ad andarsene a
Padova, indi a Ferrara, e finalmente a Bologna, dove mori il di primo
di settembre 1721. Egli fu Cellerario di Modena dall'anno 1698 fino al
1704 in cui fu fatto Priore. Ecco ciò che posso dirle. Prego bene V. R.
che se mai alcuno le volesse far credere che il detto P. Bacchini non
morisse in grazia di S. A. serenissima, loro non presti fede, essendo io
testimonio autentico, che, essendosi intesa qui la sua poca salute nel sog-
giorno di Bologna, e desiderio di tornarsene all'aria di questo Monastero
di Modena, io d'ordine del Padron serenissimo gli scrissi tosto, che ve-
nisse pure, perché a S. A. serenissima premeva molto la di lui sanità, e
s'egli campava anche qualche giorno, non tardava a venirsene. So che la
di lei prudenza ha abbastanza di questo. Le rassegno il mio rispetto, e
mi rassegno, etc.
-1*733] A FBANC3ESC0 ARISI 2343
2201.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 10 Settembre 1723.
Museo Civico Ckemonese. edita [208].
Amico amatissimo.
Nalla ricevei dal zoccolante, che mi accennate, il qnale certamente
non avrà molto studiato, non dirò il Galateo, ma qualche altro libro, quando
essendosi caricato di portarmi quella copia, né l'ha fatto, né si è presa
altra cura per avvisarne alcuno. Ma bensì ho ricevuto lo stesso antico
manoscritto, che ultimamente m'avete trasmesso, e siccome questo prestito
mi è stato sommamente caro, cosi vi protesto vivissime le mie obbligazioni
per questo nuovo atto della veterana vostra bontà verso di me. Conserverò
fedelmente e, con tutta fedeltà, vi rimetterò esso manoscritto, dappoiché
ne avrò fatto copiare dal 1300 sino al fine. M'immagino che sappiate es-
sere imperfetto nel fine esso manoscritto, e me n"é ben dispiaciuto assai.
Ma meglio é questo che nulla. Io ho la storia piacentina degli anni ante-
cedenti più copiosa ed antica, e condotta fino al 1398. Con tutto ciò gio-
verà l'aggingnere questo pezzo. Cosi potessi dare il resto che manca.
Ho appunto finito stamane, prima di venirmene in villa, il confronto
della cronaca di Sicardo, cavata da un manoscritto della biblioteca cesarea
e da un altro dell'estense. L'ultimo è in molte cose più copioso del primo.
Ma non abbiam tutto quanto ci ha lasciato di storico quel prelato, il
quale scrive con istile molto spiritoso. A Dio piacendo, vedrete tutto.
Intanto protestandovi tutta la corrispondenza del mio cuore, mi con-
fermo, etc.
P. S. Oh ! quasi mi dimenticava di ringraziarvi anche per le stampe.
Quel vostro baccanale è al maggior segno leggiadro, e fa vedere che siete
maestro in questo genere. Sbrigatelo e mettete fuori quell'altro. Con gusto
ho letto le lodi del dignissimo vostro prelato, a cui umiliate, vi prego, il
mio ossequio la prima volta che il vedrete. Chi è autore di quella lettera
latina centra del P. Mazzucchelli?
2344 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'7S3-
2202.
AD ANTONIO RAMBALDO DI COLLALTO in Vienna.
Modena ( San Felice ), 22 Settembre 1723.
Archivio Collalto, Pirnitz.
Nello stesso tempo che ricevo lo stimatissimo foglio di V. E. mi giugno
ancora l'avviso della benigna permissione datami da Sua Maestà Cesarea
Cattolica di dedicarle il mio Trattato della Carità. Però non occorre che
ella ad altro stenda i benigni movimenti della sua gentilezza, se non a
scrivermi col primo foglio, che le piaccia d'inviarmi, come ho ricevuta
la grazia, e che si rallegra meco della bontà mostrata in tal congiuntura
dalla M. S. verso la mia supplica e persona. Avrei ben caro, che l'È. V.
succintamente mi accennasse qualche particolarità da lei osservata in co-
testo gran monarca della sua carità verso i poveri, ed anche del suo amore
benefico e caritativo verso tutti i suoi sudditi, acciocché potessi valermi
di tai lumi in formare la dedicatoria, in cui so di poter citare i suoi glo-
riosi genitori, che han dato tanti saggi di vera carità cristiana.
Mi rallegro poi con V. E. all'intendere, ch'ella sia in Praga, e ben
veduta dall'augustissimo e in disposizione di pubblicare de' suoi componi-
menti poetici. Animo a compiere l'impresa. Già ho veduto i quattro so-
netti da lei inviatimi. Sono spiritosi, e mostrano bell'estro poetico. Può
osservare, se potesse farsi più chiaro il primo d'essi. Si stenta a com-
prendere, che ivi si parli della Memoria, dicendovisi cose, che possono
convenire alla gloria, alla storia, e che so io. Avrei difficultà a dirla prima
virtù possente dell' alma, oltre a qualche equivoco che s'incontra a tutta
prima, incontrandosi in prima dell' alma, parendo na ante o antea. Pesi
anche meglio quel vincitrice del tempo in ogni guerra. Di cose infinite
s'è perduta la memoria; uè so a questa possa convenire l'essere maestra
dell'arti e madre delle scienze. Che diremo poi dell'intelletto, o della me-
ditazione ?
Il secondo mi piace assaissimo, è ben condotto : solo v' ha quell' eccolo
a un tratto, che non s' intende subito e bisogna andarlo a ricercare, perchè
resta solo in mente il plurale delle cure. Vegga se meglio fosse levare
queir a un tratto, e dire alcuna cosa, che individui di nuovo le cure stesse.
Nel terzo non osservo altro, che quel trovomi qua, e serveìido a lui,
che mn sono una bella entrata di sonetto, né han molto di poetico. Fe-
lice me, 0 altra simil cosa avrebbe dato miglior principio.
Del quarto io non sono appieno soddisfatto. Lieto non può tornarne
alcuno, perchè giorni perduti. Dicendo alle mie gioie infesti, par che si
-l'T'SSJ A FRANCESCO ARISI 2345
voglia dire più che giorni perduti, e se i pochi allegri si lagnan che
passavo, perchè non si rallegrano i giorni sventurati per essere passati
anch'essi? Può darsi che sia troppo rigido il mio sentimento. Certo, in-
vece di qne' perduti, direi altra cosa, volendo ella solo significare l'età
mia scorsa. Se ne manderà altri, li vedrò volentieri.
A momenti usciranno i due primi tomi della mia gran Raccolta, e
farò ohe anche a V. E. ne pervenga un corpo. Già è quasi terminato il
terzo, e si lavora intorno al quarto. Ma quel benedetto Radusio da Quero.
ch'io ho tanto cercato, ed ultimamente seppi da monsignor di Ceneda. che
era stato portato costà: possibile che V. E. noi vorrà concedere alla mia
Raccolta? Non ho altro dal Friuli da mettervi, perchè il sig. Fontanini
ha fatto il diavolo perchè nulla mi sia dato. Almeno, se non vuole conce-
derlo a me, e darmi con ciò campo di parlare nella prefazione e di lei e
della sua nobil Casa, s'affretti a stamparlo, perchè poi dello stampato mi
varrò. Ma con troppo fondamente mi figuro, che andrà troppo in lungo
r edizione della di lei Storia Genealogica : e però vegga se trovasse meglio
di favorir me d'esso Radusio.
Mi truovo ora alla villeggiatura. Tornato in città cercherò, se mai
avessi preso la donazione, che V. E. mi accenna fatta a Santo Zaccheria.
Temo di no, perchè allora io non avea in mente le idee tutte, che poscia
mi son nate. E non essendo io stato né a Treviso, né al Friuli, è difficile
che mi truovi avere memorie spettanti alle famiglie da lei indicate. Cer-
cherò nondimeno, e mi auguro di poterla servire.
Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo di V. E.
2203.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 29 Settembre 1723.
Mesco Civico Ckemohkse, edita [206].
Amico amatissimo.
Bisogna che v' incomodi col pi*egarvi del ricapito dell' inchiusa. E se
mai pagaste la posta (il che sarebbe un grande sproposito, trattandosi di
chi ha tutti gli ordini in pugno ). avrò io pazienza, abbiatela anche voi.
Un amico mio me l' ha raccomandata. Due altre ne ha inviato, e di niuna
ha veduto risposta. Voi certo la farete capitar sicura dove è indirizzata.
Perdonatemi.
Già vi avvisai della ricevuta del testo vostro del Ripalta, che se ne
tornerà fedelmente al padrone. V ho anche detto, che ho in ordine il vostro
Sicardo. Vogliatemi bene e credetemi, etc.
284G LODOVICO ANTONIO MURATOSI [1*733-
2204.
A COSTANTINO GRIMALDI in Napoli.
Modena, 1 Ottobre 1723.
Archivio Soli Muhatoei, { R. lìibl. Est.), Modena.
Mi è sommamente caro l'avviso, che V. S. illustrissima mi abbia ot-
tenuto quel libro, a cui era portata la mia curiosità, e tanto più pel discre-
tissimo prezzo, che odo. Per l'uno e per l'altro favore me le protesto
sommamente tenuto ; ora però la supplico del compimento delle sue grazie
nel trovar via, ch'io possa riceverlo. Certo quella di Roma conviene af-
fatto schivarla. Per me la più comoda sarebbe quella di Venezia, dove
potrebbe consegnarsi al corriere di Modena, che sta presso Rialto nella
Ripa del carbone, o pure ivi ad altra persona, da cui farei cercarlo. Se
questa non fosse praticabile, bisognerà voltarsi a quella di Livorno, con
inviarlo colà a qualche persona, con ordine di non ispedii'lo se non a mio
avviso, non volendo che passi per Bologna, ma per altra via.
Quando V. S. illustrissima non avesse colà corrispondente alcuno,
vedrò io di trovarne, e forse sarebbe anche buono Donato Donati merca-
tante in quella piazza. Mi raccomando alla sua bontà per questo, poiché
mi riuscirebbe disgustoso, se dopo la fatica da lei fatta in acquistarlo,
avessi poi da perderlo per istrada.
Quanto a i cinque ducati cercherò via anch'io per farglieli giugnere,
se pure V. S. illustrissima non giudicasse che si potessero incontrare nel
prezzo de gli scrittori Rerum Italicarwn. un esemplare, de' quali ho già
ordinato per lei in Milano. A momenti dovrebbero giugnere i due primi
tomi. Il terzo è quasi finito, e si fatica intorno al quarto.
Ma quel benedetto P. Alfani è un gran promettitore di vesciche. Se
non posso ottenere Guglielmo Pugliese, poco importa, perchè esso infine
l'ho qui stampato. Ma quelle vite de gli arcivescovi di Napoli, ch'egli
pur dice di avere, e che mi ha anche promesso, le vorrei pure, quando
riesca all'efficace interposizione di lei di vincere un genio si curioso ed
indurlo a concederle; gliene resterò sommamente tenuto.
Con che, ratificandole il mio rispetto, più che mai mi confermo.
■l'assi, A FRANCKSCO DE AUUIRHE 2347
2205.
A GIOVAN GIOSEFFO ORSI* in Valle S. Agnese.
Modena, 12 Ottobre 1723.
BiBLioTKCA DKL SEMINARIO, Pesaro-
È stato sommamente cai'o al Muratori, quanto vien significato dal dot-
tissimo sig. Auditore Vincioli intorno agli Storici di Perugia, per li quali
appunto s'è egli raccomandato al gentilissimo sig. Orazio Baglioni ': desi-
dera egli per tanto con ansietà la Cronaca del Matnranzio, come la più
antica delle altre, per quanto si sappia, e spera, che il suddetto onoratis-
simo cavaliere si adopererà con vigore per ritrovarla.
Ha il Muratori la vita di Braccio del Campano, e la ristamperà. Ma non
gli è piaciuta la vita di Nicolò Picinino, che è alle stampe, perchè scritta da
autore non abbastanza informato di tutte le azioni di quel!' insigne capitano.
Pubblicherà bensì 1" orazione funebre fatta per lui. che dà un buon saggio
delle gloriose gesta d' esso Picinino. Ma se si potesse trovare una vita più
esatta si di lui, come di Jacopo suo figliuolo, ne avrebbe il Muratori singolare
consolazione, perchè que' due valentuomini han fatto grande onore, non a Pe-
rugia sola, ma all'Italia tutta. Nella pubblica libreria di Perugia il sig. Ba-
glioni scrive di non aver trovata cosa a profitto. Però, se il sig. Auditore
Vincioli potesse dalla sua libreria somministrarne alcuna, glie ne resterebbe
sommamente tenuto il Muratori, e si raccomanda vivamente per questo. Quel
Podiani se fiori prima del 1500. e, non contento di parlare di Perugia antica,
lasciò anche memoria di Perugia de'suoi tempi, non sarebbe da disprezzare.
Gli altri poi che hanno dopo il 1500 scritto le antichità, o storie di quella in-
signe Città, non possono servire al disegno dell'opera che si stampa in Milano.
2206.
A FRANCESCO DE AGUIRRE** in Torino.
12 Ottobre \72Z.
CoLLEziosK Gbkvshha-Ahstkrdam, edita [94].
Se non dopo aver letta la risposta costi pubblicata all'autore della
critica intorno agli Elogi funerali, di cui V. S. illustrissima mi ha favorito.
* Questa lettera fu diretta all'Orsi perchè venisse da questi comunicata a Gia-
cinto Vincioli in Perugia.
* Sue lettere in Archivio Soli Muratori (/?. Bibl. Est.), a.° 3 da Venezia 1725- '26.
** Responsive in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), n.° 23 da Torino, Milano,
Ferrara 1721 -'34.
2848 LODOVICO ANTONIO MURATOKI ,[1*?S3-
non Ilo voluto risponderle. Rispondo ora dunque, e sommamente mi pro-
testo obbligato alla singolare di lei gentilezza e della comodità datami di
leggere e gustare una si galante risposta, e insieme del dono, che mi è
stato carissimo. Veramente, se ho a confessarla schietta, mi è parato che
cotesti letterati abbiano commesso un grande errore, avendo intrapreso di
comporre elogi, ed anche di farli comparire in pubblico, quando pur do-
vevano sapere che altri godono da tanto tempo il gius jìì'ivativo di tutta
l'eloquenza latina. Veramente questo ardire è stato majuscolo, e se si son
tirati addosso la ferula minaccievole, si lagnino di sé stessi. E cosi diceva
io a tutta prima: se non che, in leggere la risposta suddetta, ho poi trovato
che il censore non ha che de' scolari eloquenti, eruditi e intendentissimi
delle finezze della lingua latina, e dell'arte lapidaria. Anzi mi immagino
io che una si bella lezione, ch'egli si tirò addosso, gli avrà insegnato a
tacere da qui innanzi, e a permettere che ci siano al mondo dei valentuo-
mini anche fuori del consorzio suo. In somma, la risposta suddetta è com-
posta con tal galanteria, con tal nerbo di ragioni, e con una modestia
talmente forbita, che sferza ben bene senza adoperare la sciabola, e tutti
sicuramente l'avranno letta con sommo gusto, siccome appunto è accaduto
anche a me. Perciò prego V. S. illustrissima, di portarne le mie più vive
congratulazioni al dottissimo e spiritoso autore già a me cognito pei Gior-
nali di Venezia, e di dirgli che si aspetta con ansietà la seconda parte,
giacché anche questa vien promessa.
E poi mi rallegro ancora in vedere come all' aspettazione e alle premure
di cotesto real Sovrano corrispondono si felicemente i nobili ingegni, eh' egli
ha tirati costà, con isperanza di vederne sempre più copiosi e ragguarde-
voli frutti. Intanto con renderle singolari grazie per la bontà, ch'ella per
me conserva, e assicurandola del mio inalterabile ossequio, mi confermo.
2207.
AD ALESSANDRO POMPEO BERTI in Aquila.
Modena, 14 Ottobre 1723.
B. Biblioteca Lucca, edita [153].
Son già usciti in pubblico i due primi tomi della gran Raccolta, che
si stampa in Milano, e spero che sien tali da fare onore per la bellezza
della stampa all' Italia tutta. Mostrò V. R. desiderio di averne una copia ;
per questo gliene porto l'avviso, acciocché, se li vuole, mi faccia sapere
e la sua volontà e la via che posso tenere per farglieli avere in cotesta
remota parte del mondo. In Milano costa ogni tomo lire 20 di quella mo-
neta; e 15 soldi di essa moneta fanno un paolo.
-l'assi A GIUSEPPE BIVA 2349
Spero che ella avrà ricevuto un'altra mia, scrittale settimane sono, e
desiderando ottime nuove della di lei salute, e del quando ella sia per
ritornare nel mondo conosciuto, le rassegno il mio rispetto, e mi confermo
di V. R.. etc.
2208.
A COSTANTINO GRIMALDI in Napoli.
Modena, 15 Ottobre 1723.
Archivio Soli Mueatori, ( R. Bibl. Est. ), Modena.
L'ordinario scorso pregai V. S. illustrissima di trovar via sicura per
ispedirmi il libro, ch'ella con tanta bontà ha acquistato per me. Ora mi
conviene incomodarla di nuovo per dirle, che già sono usciti in luce i due
primi tomi della mia gran Raccolta, che si stampa in Milano. Ho spe-
ranza, che il cai'attere, la caria, ed altri ornamenti, abbiano da dare nel
genio a tutti.
Il prezzo di cadaun tomo in Milano è di lire 20 di quella moneta o
sia di paoli 25. Condotto a Modena ogni tomo costa una lira e 12 soldi
di più. Ora mi suggerisca V. S. illustrissima quale strada più propria si
possa tenere per farli giugnere costà, se Livorno, se Roma, o Venezia;
che io m'ingegnerò di farla tosto servire. Que' cavalieri, che hanno fatta la
spesa della stampa, mi spingono a pregare i miei padroni, ed amici per lo
spaccio d'essa opera, et io per conseguenza la raccomando alla protezione
ed autorità di V. S. illustrissima che già ha preso a favorirla con altre
grazie e della continuazione delle quali supplicandola, con tutto l'ossequio
mi confermo.
2209.
A GIUSEPPE RIVA in Londra.
Modena, 26 Ottobre 172:^.
BiBUOTKCA EsTExsK, Modena.
Veramente è poco il regalo fattomi da cotesta Altezza reale, ed è tale
ch'io non mi credo in obbligo di portarne a dirittura i ringraziamenti.
Tuttavia, perchè è regalo inaspettato, né da altro procedente che da pura
liberalità, e probabilmente non maggiore, perchè forse gli appannaggi non
saranno a misura dell'animo grande: ho molto gradito il dono, e prego
V. S di fare que' passi in mio nome, ch'ella crederà più proprii tanto col
giovane spiritoso principe, quanto col suo governatore che gì' inspira si
nobili sentimenti. Ringrazio poi sommamente la di lei bontà e per questo
Epistolario di Lodovico Antonio Muratori. — Voi. VI. 149.
2350 LODOVICO ANTONIO MURATORI [17*33-
e per la continua memoria ch'ella di me conserva, e per le novità lette-
rarie di cotesti paesi.
Mi sarà ben caro, ch'ella riverisca divotamente in mio nome il signor
Eccardo. Certo ch'egli non s'accosta nella statura a quel gigante del Lei-
bnizio: cpntuttociò è capace di molto, e studia molto. Non si può negare
che in lui si mira qualche facilità a scrivi re tutto ciò che gli viene* a
mente: pure ho vedute le sue Leggi Saliche^ e mi son piaciute, e n'ho preso
occasione per citarlo qualche volta nelle note, nel tomo V della mia gran
Raccolta. Cosi potessi avere io altre sue opere, e fra l'altre Corpus Histo-
ricuni medii aeri ultimamente stampato.
Ma che è questa mia Raccolta'^ Rerum Ralicarum Scriptore^ dal-
l'anno 500 fino al 1500, sì editi, come inediti; e di questi ultimi ne ho
una bella unione. La stampa si fa nobilmente in Milano, nella stamperia
di Corte, ma con grandi strilli di Roma; e già sono usciti i due primi
tomi colle mie prefazioni. Il 3.°, che contiene Anastasio bibliotecario, colla
continuazione delle Vite de' Papi inedite, di varj autori, sino al 1330 è già
vicino ad uscire. Si lavora intorno al 4." Spero che anche gli oltramon-
tani n'abbiano da aver gusto. Que' cavalieri che fanno la spesa della
stampa, mi pregano di raccomandarne lo spaccio. Costa in Milano cadaun
tomo lire 20 di quella moneta. Tre di quelle lire fanno 4 paoli. Però V. S.
si contenti di fare anch'olla il ruffiano onorato alle mie e loro fatiche.
Non han certo que'signori guardato a fatica ed a spesa, e han fatto i ricci
all'opera, con tagli in rame, bei caratteri, etc, etc.
Se V. S. sapesse pubblicata in coleste parti storia ch'io non sapessi
d' italiani o spettante all' Italia, me ne avvisi, perchè non vorrei che mi scap-
passe cosa alcuna. Que' benedetti inglesi e olandesi vanno saccheggiando le
librerie d'Italia di manoscritti; ed ora han cose che noi avevamo e si cercano
qui indarno. Tal opera mi occupa tutto. Qui poi fra pochi giorni si pubbli-
cherà un mio trattato in-4.° della Carità Cristiana, in quanto è amore
del prossimo, dove con gran franchezza ho trattato questioni delicate, come,
se sia meglio fabbricar chiese, arricchire ecclesiastici, far celebrar messe
0 pure far limosino ai poveri. Ella vede se mi farò degli amici, e se il
Fontanini sia per tirarsi su i mustacchi per farmi dello strepito contro,
e del male, se potrà. Sia come si voglia, l'opera uscirà approvata da' su-
periori, e da alcuni valenti teologi, e son certo che ninno oserà scrivermi
contro, perchè scriverebbe centra il vangelo, e centra i santi padri.
Ecco a V. S. i miei affari. E una gran temerità di quel mio perse-
cutore a voler anche rodere l'unione dello stipite di questa serenissima
Casa con la Reale di Brunsvic. Credo tal verità ormai chiarissima, se non
vuol farmi passar per un falsario, e negar fede a' documenti da me pro-
dotti. Ma lasciamolo dire. Il sig. Eccardo ha assai discernimento per co-
noscere il mal cuore che guasta il capo di quel non più prelato, ma solamente
-1*733 1 AD UBERTO BENVOQLIENTI 2351
abaie. Prima di chiudere la lettera saprò dirle, se. in quel diploma che
abbiamo di Carlo Magno, v'ha il monogramma. Non mi sovviene d* averlo
veduto.
Se verrà il sig. Cocchi, stimerò mia fortuna di conoscerlo e riverirlo,
avendomene V. S. data un'idea molto vantaggiosa. In vedendolo prima
di me, l'assicuri che l'aspetto con impazienza, e gli attesti la stima singo-
lare che ho di lui concepuia. Ma non ispero già il contento di riverir qui
lei per ora. S. A. serenissima si protesta ben servita e ha bisogno costi
di lei; cosi avessi io il contento di intendere, che fosse corrisposto con
gli assegni al di lei merito. Anche ultimamente hanno rubato a me il
dottor Gherardi con inviarlo presso al serenissimo sig. principe Giovan
Federico. Quand'anche ella fosse stata qui. sarebbe a lei toccata questa,
non so se briga o fortuna. Del resto io non vo' entrare in cose disgustose,
che non ve n'ha penuria. Dico solo che convien farsi animo, pulsare, e
poi tornare a battere, e chiedere di venire: ma non fissarsi in capo, che
Dio sa quando avverrà. Ella s'è fatto e si fa onore, e questo basta.
Buona sanità e quiete in casa Rovatti. Noi intenti a vedere che frutti
sia per darci in breve la serenissima signora principessa di Modena.
Disposizioni non cattive per mandare di qui una sposa a Torino. Cosi
potessimo mandarne un'altra al duca di Borbone; se anch'olla potesse
soffiare in quest'ultimo, lo faccia. Per altra cosa noi ci prepariamo a spaz-
zarci la barba; e cosi va, e andrà il mondo, che i pesci piccioli non han
d'aprire la bocca, e voglia Dio che non rigettino anche il già inghiottito.
Aggiungerò qui sotto la ricevuta.
Non so s'io l'abbia mai ringraziata per la bella cera di Spagna, e
per l'ottimo cappello di cui ella mi favori. Anche tacendo io, doveva ben
essere persuasa e che tutto m'era stato carissimo, e che di tutto le ser-
berò eterna obbligazione. Le rassegno con ciò il mio rispetto e mi confermo.
2210.
AD UBERTO BENVOGLIENTI in Siena.
Modena, -^è Ottobre 1723.
BiBLioTscA CoMusALK, Sioiui, edita [3iiJ.
Finalmente do avviso a V. S, illustrissima, che sono usciti i due primi
tomi della mia gran Raccolta in Milano: e que' cavalieri, che a loro spese
fan tale stampa, l'hanno eseguita finora con sì buon garbo, che spero debba
piacere a tutti, e fare onore all'Italia. Si vende colà cadaun tomo lire 20
di quella moneta. Già il terzo tomo è finito, e contiene le Vite de' Papi
d'Anastasio, e poi la continuazione sino al 1330, cioè le susseguenti vite
2352 LODOVICO ANTONIO MUKATOBI [IT'SS-
scritte o raccolte da Pandolfo Pisano, cardinale d'Aragona e Bernardo
Guidone, quasi tutte inedite. Ora si fatica intorno al quarto. Sicché ella
vede che non si dorme.
Nel quinto entreranno le Leggi Longobarde, colle mie note e con giunte
e que' versi ch'ella mi accenna. Nella prefazione ho detto qualche cosa di
quanto ella desidera, ma non tutto; perchè riserbo molte notizie al tomo
diplomatico, se Dio mi darà vita dì poterlo compiere.
Sto ora rivedendo i manoscritti sanesi, e avrei caro di sapere cosa
voglia dire mettere una presta di fiorini 8 per m [igliaió']. Questa abbrevia-
tura non l'intendo. L'altre l'ho capite, e massimente quel terzo di K., che
ho poi veduto significare Camollia. Veramente l'Allegretti ha qualche cosa
di troppo minuto; ed io ne ho cancellato alcune poche, lasciando tutto il
i-esto. Mi rimane uno scrupolo: che di quegli autori latini, i quali mi son
piaciuti forte, alcuno abbia scritto dopo il 1500. Non son giunto per anche
alle osservazioni di V. S. illustrissima, ed ivi spero che sarò illuminato.
Dall'archivio d'Arezzo copiai quanto mi parve degno di memoria; e
crederei d'avere quel documento ch'ella mi accenna, dei cattivi costumi
di que'canonici, che avevano mandata in malora la chiesa. Tuttavia, avrei
caro che mi mandasse il principio dello scritto esistente presso di lei.
Tra pochi giorni dovrebbe uscire qui in pubblico il mio Trattato della
Carità. Le verità che in esso ho detto, so che mi faran guardare torvo
da alcuno; ma infine piaceranno a tutti i buoni, e a chiunque ha zelo
cristiano. Pieno di intrighi, le rassegno il mio ossequio, e mi confermo di
V. S. illustrissima, etc.
2211.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 11 Novembre 1723.
Archivio Soli Muratori, ( R. Bibl. Est. ), Modena.
Poteva anche inviarmi V. P. reverendissima il biglietto del sig. Corte,
perchè non mi sarei punto alterato alle sue doglianze. Certo è [e le sia
detto in confidenza | ch'io non replicai ad una replica d'esso signore, né
mi sento più voglia di carteggiare seco, da che ho veduto ch'egli, insorta
lite, s" è servito delle lettere de' suoi stessi corrispondenti contra di loro.
Intende ben' ella, se questo faccia buona prospettiva, e se sia da lodarsi.
Io non voglio esporre ancor me a un tale accidente. Ho scritto abbastanza.
Ma per altro io ho quegli stessi sentimenti ch'io aveva prima e di stima
e di affetto verso di lui. e so dar torto anch'io a chi l'offende indebita-
mente, e vorrei potergli far conoscere questi miei sentimenti in occasioni
-l'TSSl A CA8SI0D0R0 MONTAOIOLI 2353
che mi si presentassero. Per altro veggo non essere più Decessarj'consigli al
sig. Richa, da che sento ch'egli interpone amici per pacificare il sig. Corte:
segno ch'egli riconosce d'averlo otl'eso. o almen segno che da qui innanzi
gli porterà quel rispetto che merita. Più tosto sarebbe da dirmi, cosa io
gli potessi suggerire, affinchè facesse cessar questa briga, e il rimettersi
nella buona grazia d'esso sig. Corte. Me lo dica, che sarò prontissimo a
scrivergli quanto si giudicherà più. proprio. Né il sig. Corte mi metta nel
numero de i diffidenti, perchè le fazioni a me non piacciono, e vorrei es-
sere di tutti.
Ben mi duole della morte del nostro sig- Michele Maggi, dottissimo,
e. quel che è più. grande uomo dabbene. Gli desidero successore un figlio
del sig. marchese reggente Olivazzi. Sen viene costà il sig. Tagliazucchi
[Girolamo]. Ha abilità, ha merito; e potrebbe ben sostenere anche una
Cattedra di matematica. Gli vedrei volentieri della fortuna.
Una figlia è nata al sig. conte di Marsciano. Voglia Dio che questo
influsso non sia anche a Reggio, da dove in breve si aspetta l'avviso di
accrescimento alla Famiglia serenissima.
E con tutto l'ossequio mi rassegno di V. P. reverendissima.
2212.
A CASSIODORO MONTAGIOLI* in Mantova.
Modena 11 Novembre 1723.
BiBUOTGCA DKL Sbmimario, Pesaro, edita [106].
Non ho tardato a scrivere quanto V. P. mi ha ordinato allo stampa-
tore delle opere del P. Lupo, e spero che le due copie da lei desiderate
verranno a suo tempo. Procuri ella di far giugnere al Coleti le lire 20
di quella moneta per cadauna copia.
Quanto alla gran Raccolta di Milano, la supplico di dirmi a chi debba
io consegnare i due primi tomi, che sarà tosto ubbidita. Costa qui cadaun
d'essi lire 21 e soldi 15 moneta di Milano, cioè tre filippi. e un paolo.
Tal denaro si potrebt)e mandar qua o al sig. Antonio S. suo padrone, o al
sig. Pro. suo fratello, oppure ai suoi religiosi di S. Pietro.
Con che, rassegnandole il mio ossequio, mi confermo, di V. P.
* Responsive in Architio Soli Muratori ( R. Bihl. Est. ), n." 42 da Montecassino
1723 -'43.
2354 LODOVICO A.NTONIO MURATORI [1*7S3-
2213.
AD ANTON FRANCESCO MARMI in Firenze.
Modena, 12 Novembre 1723.
BiBLioTKCA Magliabechiana, Firenzb, edita [153].
Non è più in Bologna il sig. Ciorlatini ' [Benedetto Antonio] e però
converrà valersi, siccome scrissi a V. S. illustrissima, del sig. Sebastiano
Bassi, mercatante ed anche spedizionere -Per mezzo del medesimo atten-
derò l'involto d'Arezzo, e dello stesso mezzo mi servirò per farle gingnere
le copie del Trattato della Carità. Questo benedetto Soliani, benché sia
vicino al fine, mi stiracchia. E cosi va quando gli stampatori fanno essi
la spesa, perchè la vogliono a modo loro. Faccia, di grazia, sapere al sig.
abate Salvini, che il librajo di Venezia ha inviato a me un esemplare
della mia opera ristampata, da inviare in dono a lui. Se mi capiterà occa-
sione, gliela trasmetterò; se no, l'unirò al suddetto involto. E me gli ri-
cordi gran servitore. Le rendo grazie per gli Sonetti fatti in lode del-
l'Omero volgarizzato, e del suo degno traduttore. Né in metallo né in
istàmpa io non ho il mio ritratto, né ho merito di far simili comparse.
Quel solo che é qui in Modena consiste in un ritratto in pittura, che si
conserva presso d' un mio padrone, il quale con un po' di furberia mi volle
far questa grazia. Sento che costi si prepari una raccolta delle inscrizioni
antiche di cotesti paesi. Il raccoglitore è egli un valentuomo? E rasse-
gnandole il mio rispetto, mi confermo di V. S. illustrissima, etc.
2214.
A CARLO VI IMPERATORE * in Vienna.
Modena, 15 Novembre 1723.
Archivio Soli Muratori ( K. Bihl. Est.) Modena, edita [Appendice]'.
Alla sacra cesarea cattolica real maestà di Carlo VI Imperadore
de' romani re delle Spagne, Ungheria, Boemia, etc.
Quella virtù, che sopra l'altre dovrebbe essere conosciuta, e più del-
l'altre praticata da chiunque professa la legge santa di Cristo; quella
» Sue lettere in Archivio Soli Muratori { 7?. Bibl. Est. ), n.° 10 da Bologna 1720- '22.
* Di questo corrispondente non si hanno responsive in Arch. Soli Muratori (R. B. E.)
questa è la lettera dedicatoria del Trattato della Carità Cristiana di L. A. Muratori.
2 Lettera dedicatoria del trattato della Carità Cristiana in guanto è amore del
prossimo, Modena — Soliani ìlZi.
-1*733] A CABLO VI IMPERATORE 2355
virtù, ohe lo stesso Dio ha in tante guise, e con tanta forza comandato
e raccomandato, e a cui son promessi premj immensi, e ch'egli esige non
meno nel basso popolo, che nei Principi, e Re della terra: quella virtù,
dissi, importantissima, che Carità Cristiana si nomina, e i suoi mirabili
pregi, e le vie diverse di esercitarla, si propongono, si rischiarano, si con-
sigliano nel presente mio Trattato ove son' anche accennate le arti opposte
del soverchio amor proprio, che accieca il mondo. Ora al prospetto di si
nobile edifizio (cosi l'avessi io ben saputo alzare e compiere, siccome esso
sei merita ) spero ben' io, che la M. V. a cui oso di riverentemente con-
sacrarlo, si rallegrerà e dell'assunto da me preso, e del desiderio mio di
mii-are maggiormente propagato il regno della carità: poiché questo in
fine è il regno vero di Cristo. Anzi vo sperando, che il magnanimo suo
genio sia per benignamente approvare l' aver io creduto, che ninno più
della M. V. fosse per accogliere con gradimento e la fatica mia, e la ri-
soluzione di dedicarla al suo augustissimo nome. Non sono io già qui per
presentare in una dedicatoria un panegirico a V. M., benché il campo ne
sia vastissimo, al considerare le sue forti imprese in guerra, e i regni
dal suo valor conquistati, e il saggio suo governo, e quell'altre virtù, per
le quali la M. V. che dà legge a tanti popoli, fa ben conoscere, ch'Ella
sa d'avere sopra di se un superiore infinitamente più grande, con istu-
diarsi di eseguirne anch'olla puntualmente le leggi. Tuttavia vo' ben io
intrepidamente dirlo; se le opere de i letterati possono con gran fiducia
accostarsi al trono della M. V., perché di Principe amantissimo delle let-
tere, e Principe, che per gloria de' nostri tempi ha si altamente ornato il
suo intelletto di una rara letteratura, e delle scienze migliori; come non
ho anch' io da promettere qualche grazioso accoglimento a questa mia
Opera, da che la mente di V. M., ben conoscente di ciò, ch'é più utile a
sapersi, può essei'e. che qui truovi se non per l' abilità dell' autore, certo
per la qualità dell'argomento, cose, che importava il ricordare, e meglio
spiegare all' università de* fedeli di Cristo ?
Ma quel eh' è più. il cuore di V. M. io il conto già dalla mia, cioè
già impegnato in favore dell' argomento stesso, che io tratto : imperocché
non può più nascondersi ad alcuno, quanto vigoroso si sia allevato con V. M.
r amore de' povei'i, quanto sia la sua beneficenza e clemenza, in una pa-
rola, quanto alte radici abbia posto in Carlo VI Imperador de' Romani la
carità regina dell' altre virtù. Questa bella gemma, che più dell'altre
dovrebbe risplendere nella corona di tntt' i regnanti, e senza di cui l' altre
son come un nulla a gli occhi di Dio: questa è quella, che meco ammira
nella M. V., quasi suo singoiar pregio, il cattolico mondo. Benché che dissi
nella M. V.? In tutta l'augustissima casa d'Austria doveva, e debbo io
dire: giacché é divenuto, per cosi dire, innato ed ereditato, e come una
legge al gloriosissimo sangue, che ha prodotto tanti imperadori, l'amare
2356 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'?S3-
i suoi popoli, il beneficare per quanto può tutti; e massimamente i pove-
relli ed afflitti, col condurre la misericordia verso di questi fino a finezze,
ignote altrove, e che solo san praticare i monarchi diligenti scrutatori
delle massime più belle del santo Vangelo. Certo, per tacere di tanti
altri celebratissimi eroi della nobilissima casa d'Austria, che esempj di
tenera carità non ha lasciato l'augustissimo Leopoldo glorioso padre di
V. M.? E questa pure a chi non è noto che fu la virtù favorita del-
l' augustissima Leonora Maddalena madre piissima di V. M. ed eroina
de' nostri tempi, non inferiore in virtù ad altre regine e principesse, che
ora veneriam su gli altari? Non può già negare la M. V. (mi sia per-
messo il dirlo), d'essersi prefisso di camminare sull'orme stesse a gran
passi e con premura di soddisfare anch'olla dal canto suo all'adorabile
intenzione di Dio, il quale, con farla si grande e potente, le ha accresciuto
insieme l'obbligo e il comodo di esercitare ampiamente un amore bene-
fico, e di procacciarsi per tal via un sublime seggio nel regno di Dio, ed
anche sodi ed immortali encomj quaggiù. Sa V. M. che siccome a gli an-
tichi augusti il più dolce e riguardevole titolo era quello di Padri della
Patria, qualora con fatti veri lo conseguivano: cosi un cristiano monarca
dee più che d'altro invogliarsi d'esser con giusto titolo appellato Padre
de' popoli, e spezialmente Padre de' poverelli.
Adunque nella presente mia Opera trattandosi, e dell' importanza de i
varj uffizj, e delle ineffabili ricompense della divina, virtù della carità,
ecco s' io ho ragione di condurla con qualche fidanza di gradimento al
trono augustissimo della M. V. e d'inoltrarmi ancora a supplicarla del
suo clementissimo patrocinio a questo tributo della mia profonda venera-
zione. Venerazione antica, affettuosa, inalterabile verso l'augustissima sua
casa, e verso le eroiche doti e gesta della M. V. e che maggiormente vien
rinforzata nel mio cuore dal carattere, che porto di servo di un Priucipe.
tanto ossequioso verso la M. V. e per tanti legami attaccato alla sovrana
persona e grandezza di V. M. Resta ora, che unendo anch'io i miei voti
a quei dell'Europa tutta, preghi l'onnipotente Dio, che, per pubblico bene,
per felicità del cristianesimo, e per onore della carità, lungamente con-
servi la M. V., e con una non mai interrotta serie di suoi figli e nipoti,
tramandi a i più remoti secoli avvenire quell'augustissima prosapia, eh" è
stata finora, e sarà esempio vivo della pietà e carità cristiana. E poiché
le belle speranze di vedere adempiuti in breve i miei, anzi i comuni de-
siderj, già si mirano nel seno fecondo dell'augustissima consorte di V. M-
Elisabetta Cristina, imploro io pure dal cielo le benedizioni tutte sopra
la M. V. acciocché Ella sia padre di gloriosi monarchi, e tutti poi conti-
nuino ad essere padri de' poveri. E gliele imploro in ricompensa ancora
di quella generosa bontà, con cui Ella permette a me di potere, siccome
fo con tutta rivei'enza protestarmi, della V. Cesarea Cattolica e Real Maestà.
-1*723] AD ANTON MARIA SALVINI 2357
2215.
A MADRO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 25 Novembre ÌTZi.
Archivio Soli Muratori, ( R. Dibl. Ett. ), Modena.
Saggiamente ha fatto V. P. reverendissima a non far altre parole
con cotesto valentuomo, perch'egli. contuttoché persona tanto dotta e dab-
bene, è troppo schizzinoso, e in tal recipiente tutto ciò che s'infonde si
perde. A me basta, che s'egli le dicesse più, ch'io son collegato, che stuz-
zico, o simili cose, che vado immaginando, ella colle informazioni prece-
denti, e colla sua prudenza vegga di levargli di capo, se è possibile, sì
fatte opinioni. Del resto io son contento di non entrare ne' fatti suoi, e
di non avere comraerzio seco,
Anche dal sig. marchese reggente Olivazzi ho inteso la promozione
alla cattedra del sig. suo figliuolo, e con somma consolazione si per le
felicità d'una casa, a cui mi professo tanto servitore, come per l'onore,
che ne viene al nostro Collegio. Prego V. P. reverendissima di passare
con amendue in mio nome gli ufizi di congratulazione, non volendo io, per
loro minore incomodo, farlo a dirittura.
Abbiamo il contento di un nuovo principe, ma non quelle conseguenze,
che si speravano in tal congiuntura. Farà Iddio a suo tempo, se vorrà,
quel bene, che ognun desidera, ma che poco da noi si merita.
Tutto ai di lei comandamenti, con vero ossequio mi rassegno di V. P.
reverendissima.
2216.
AD ANTON MARIA SALTINI in Firenze.
Modena, 26 Novembre 17^.
fiACCoLTA AzzoLiNi, Bom», edita [2S7].
A me tocca il rendere vive grazie a V. S. illustrissima per l'onore
fatto a quel mio libro con riputarlo degno delle sue applicazioni, e di
esaminarne gl'insegnamenti. Mi avrebbe però fatto più servigio il padre
Paoli, se avesse un po' più diflferito una tale edizione, perciocché restan-
done a me tuttavia molte copie della prima, io non saprò a che valermene
più, se non a difendere il caviale dal freddo. Ma il colpo è andato. Fra
le opere tutte belle di V. S. illustrissima, ho speranza che il pubblico
trnovi questa più gustosa dell'altre.
2358 LODOVICO ANTONIO MUEATORI [J'733-
Dovrebbe a quest' ora, il sig. cavaliere Marmi averle notificato ])er parte
mia, che il Ooleti m'ha inviata qua una copia d'esso libro; una, dico, sola,
da far giugnere a V. S. illustrissima. Sicché assolva ella in qualche parte
esso stampatore, che io intanto vo cercando congiuntura per ispedirla costà ;
e se altro non capitasse, la raccomanderò fra pochi giorni alla condotta
di Bologna, in congiuntura di mandare altre cosette al suddetto signor
cavaliere Marmi.
Ma io ho pur bisogno d'una grazia dal sig. canonico suo fratello, che
divotamente riverisco, e non vorrei già che mi mancasse ; cioè quella copia
della storia manoscritta di Dino Compagni, che il sig. Apostolo Zeno gl'invio
per confrontarla con cotesto antico codice, da che esso sig. Zeno l'ha a
me ceduta. Ho fatto pregarne prima d'ora esso sig. canonico, e non ne
ho veduto eifetto alcimo. Di grazia, non manchi di consegnarla al signor
cavaliere Marmi, che si prenderà la cura di spignerla a Modena. Incarico
anche la sperimentata gentilezza di lei per questo ; e, rassegnandole il mio
indelebil ossequio, e rallegrandomi della prospera salute, che le auguro
eterna, mi confermo di V. S. illustrissima, etc.
2217.
AD ALESSANDRO BERTAGCHINI in Modena.
Modena, dalla Pomposa, 27 Novembre 172.3.
Archivio di Stato, Modena.
Anche il sig. conte di Collalto ha parlato per la dedicatoria a S. M.
Cesarea: ma, propriamente, quegli che ha ottenuta la permissione è stato
il sig. principe Pio, siccome canale, destinato per simili aifari.
2218.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 2 Dicembre 1723.
Museo Civico Cbemonbsb, edita [203].
Amico amatissimo.
Signor sì ch'egli è tempo che vi rimettiate ancor voi in carriera,
dopo le lunghe villeggiature, che m'immagino avrete fatto in città. A me
parve di guadagnare assai, trovando chi stampasse alle spese sue la mia
gran Raccolta, ed anche cedei le dedicatorie. Ora io non godo privilegio
alcuno nella compra di tal opera, e ben mi dispiace di non poter fare
-1TS3] AD ANTONIO VALLISNIERI 2359
godere a voi vantaggio in questo affare. L'aver voluto fare i ricci alla
medesima opera ha cagionato qualche altezza di prezzo, che però non è
tale a chi va odorando le stampe oltramontane. Anche a me hanno scritto
che ne vogliono lire 20 per tomo.
Riveduta che avrò parte del vostro ms. copiata, vel rimanderò, et è
in buone mani la Storia di Mantova. Cosi potessi io far più onore alla
patria vostra con qualche altra storia. Vi contenterete di quel poco che
ne dice il vostro Sicardo. mi rassegno, etc.
2219.
AD ANTONIO VALLISNIERI in Padova.
Modena, 3 Dicembre 1723.
Biblioteca Nazionale di Brera, Milano, edita [142].
Con tutto il mio silenzio non ho già dimenticato l'affare del nostro
sig. arcipi'ete. N'abbiam parlato più volte il sig. Lombardini ed io, e poi
l'ho raccomandato al sig. segretario Santagata. e al sig. consigliere Ma-
sini. La verità è che andò il voto al Padron serenissimo, e si perdetto
sul tavolino. Ha il sig. segretario promesso più volte di cercarlo; ma fi-
nora nulla s'è veduto. Avrebbe il sig. consigliere potuto duplicarlo: ma
per disavventura nel primo erano inchiusi certi ricapiti originali. Io non
ho altro che incalzare il sig. segretario; ma affari sino alla gola: e cosi
queste minutaglie si passano. Intanto non ne viene, e non ne v^rrà male
ai vostri; e all'ultimo si piglierà qualche ripiego.
Se Dio vorrà, l' ordinario venturo vi spedirò una copia del mie Trat-
tato della Carità, in isconto delle mie obbligazioni e segno dell'alta stima.
Senza ch'io ve ne preghi, so che gli sarete lancia e scudo: e cosi faran
tutti i galantuomini; ma non già certi altri, che solo pensano a se stessi.
Pregovi poi d' avviso se que' libri pel sig. abate Scotti arrivassero a
buon porto.
Vidi anch' io, e mi rallegrai, che il sig. Richa vi avesse fatto quel-
l'onore che meritate. Ho anche dipoi inteso, ch'egli vi ha fatto media-
tore fra il sig. Corte e Ini; ma sento che esso sig. Corte sta duro. Mala
cosa che s'abbattano a piatire uno schizzinoso e un giovinastro. Più volte
ho scritto a Torino, che desista dall' attaccare quel valentuomo : non m' ha
voluto credere. Ora mi scrive, che è pronto ad emendare i falli commessi
da giovane. Sia cura di voi il convertire l'altro, giacché il torinese viene,
con le man giunte, chiedendo perdono.
Quando vedrete quella buona ciera e miglior pasta del nostro Pivati,
chiedetegli se io abbia a sperare quella Vita di Carlo Zeno. Mi parrebbe
2360 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'7S3-
strano, ohe l' eminentissimo vescovo mi negasse una cosa tanto onorevole
per la patria sua.
Ricevei quell'operetta torinese intorno alle iscrizioni, che mi piacque
di molto, e ringraziai chi me l' avea inviata. Ringrazio ora anche voi della
bontà, con cui me la faceste capitare in Modena.
E, di grazia, scusatemi, se talvolta son pigro a rispondere. V'assi-
curo, che mi s'affollano addosso gl'intrighi talmente che alle volte mi
trovo ristucco del mondo, il quale per altro è assai cattivo, e fa una brutta
prospettiva. Con tutta la mia trascuratezza, io sono ed eternamente sarò.
2220.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 9 Dicembre 172!i
Archivio Soli Muratori, {R. Bibl. Est.), Modena.
Ecco a V. P. reverendissima le parole precise, che mi scrive il signor
Richa :
Il mio negozio col signor Corte è nelle mani del signor Vallisnieri. Se
ho errato da giovane, ho rim,ediato da uomo al mal fatto, sottoscrivendo
ciecamente a quanto m imporrà detto signor Vallisnieri. Basterà eh' ella col
p. residente Lazzarelli, che so aver fatto passi contro di me in Milano,
procuri di porgere dal suo canto, o pure far porgere buoni ufìziper me,
e iìidurre detto Padre a favorirmi.
Ella vede, se con tali preparamenti, si può trattar di pace. Meglio
sarebbe stato, che il signor Richa, prima di iiscir fuori coli' ultima sua
operetta, avesse avuto di questi sentimenti, e avesse badato anche a me,
che onoratamente il consigliai a tacere e rispettare. Io non gli ho mai
scritto, che V. P. reverendissima fosse centra di lui. Dee avere coati de' cor-
rispondenti. Ma giacché egli viene colle buone, credo eh' ella non abbia
d' avere difficultà ad interporsi per comporre questi taccoli : e se mi ordi-
nerà cosa alcuna in tal proposito da scrivere a Torino, sarò pronto. Per
altro sia ella certa, ch'io conosco assai quel giovane, e non ne sono spa-
simato.
La mano di Dio, è ben forte, e necessaria per certi affari. Ma noi
meritiam poco, e il Mondo è, e vuol' essere brutto.
Con ratificarle il mio rispetto mi confermo, di V. P. reverendissima.
-l'?33] A CASSIODOKO MONTAOIOLI 23G1
2221.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 16 Dicembre 1723.
McsBO Civico Csemonxsk, edita [303].
Amico amatissimo.
Veramente in più storie che entreranno nella mia raccolta, ho veduto
descritto il grandioso funerale di Giovan Galeazzo. Ma quando esso, disteso
da persona particolare apposta per informarne il pubblico, si possa otte-
nere dalla vostra gentilezza, e massimamente per l' orazione funebre, ve
ne sarò ben tenuto.
Vi ringrazio ancora della notizia di quel gran giurisconsulto poeta
che avete scoperto, ed ho provata della compiacenza ad intendere una cosa
che riguarda me, et io nulla ne sapeva.
Il vostro Sicardo è all' ordine. Ho solo da fargli la prefazione, in cui
parlerò di voi, ma senza accordarmi in tutto con esso voi per l' indice
delle sue opere. La cronaca che ho. è degl' imperatori, ma credo che ci
manchi l' altra de' papi. È breve, ma scrive con garbo. E viva il Torrazzo.
Felicissime vi auguro le ss. feste e mi rassegno, etc.
2222.
A CASSIODORO MONTAGIOLI in Montecassino.
Modena, 16 Dicembre \123.
Biblioteca del. Seminario, Pesaro, edita [106].
Siccome io fui puntualmente soddisfatto del danaro, cosi ho riscontro,
che anche V. P. abbia ricevuto le copie, che qui consegnai al P. Cerri.
Uscendo gli altri tomi, non mancherò di renderla avvisata.
Nel rivedere una memoria fatta dal fu P. Abate Bacchini de' Mss..
che si trovano costi, ho osservato che nel banco XI v' ha una raccolta
di Epistole di Giulio Toletano, di Benedetto, e Leone Papi, ed altre. Se
mai potesse V. P. esaminare esso codice e riconoscere, se vi fossero cose
inedite, le resterei ben tenuto. Quando non avesse la maniera di chiarii--
sene, almeno me ne dia un ragguaglio, cioè degli autori, e del numero
delle pistole.
Di più nel banco 17, e nel 20, v'ha Paolo Diacono, sopra la Regola
di S. Benedetto. Consideri ella, di grazia, se fosse operetta, a cui si pò-
23G2 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'TSS-
tesse dar luogo nella mia Raccolta, per onore ancóra del monachismo, e
me ne avvisi.
Osservi ancora nel Banco XX. Ord. 2. Il codice delle Leggi Longo-
barde per vedere, se v'ha i Prologhi, e se vi si trovasse roba inedita,
purché costi sieno le stampate. Io, coll'ajuto di due nostri mss., spero di
farne un'edizione migliore dell'altre, e con delle giunte.
Mi dica ancora cosa sieno nel Banco 20. Constitutiones Apostolicae
per Heìiricum Imperatorem.
Or dirà ella, ve' che buone feste mi dà costui. Abbia un po' di pa-
zienza: che io gliele auguro intanto felicissime, e, con ratificarle il mio
rispetto, mi ricordo, di V. P.
2223.
A CARLO BORROMEO ARESE in Milano.
Modena, 23 Dicembre 1723.
Collezione Càmpobi, Modena.
Eccellenza.
Allo stimatissimo foglio di V. E. che è venuto mentre un altro mio
era in viaggio per cotesta volta, rispondo di aver preso le informazioni
intorno a Luigi Rizzi, e, per quanto posso dirle, le truovo buone. Egli è
giovane di buona presenza, e di onesti costumi, né si sa ch'egli abbia vizi.
2224.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 23 Dicembre 1723.
Archivio Soli Musatosi ( R. Bibl. Est. ), Modena.
Rendo grazie a V. P. reverendissima, perché si sia presa la pena
di notificarmi quanto le è occorso intorno al signor Richa con cotesto
signor Residente di S. A. S. Da lui certo dee essere proceduto qualche
rumore fatto in Torino; e m'immagino, ch'egli considerando i giovanili
trasporti del suo nazionale, e conoscendo che il sapere, e la ragione che
ha il signor Corte possono screditare un suo cittadino, abbia per carità
fatto ammonirlo. Or bene : il medicamento ha operato, e veggiamo il signor
Richa disposto al pentimento e all' emenda. Se V. P. reverendissima vuol
cedere al signor Vallisnieri. che é medico de' corpi, la cura di questa in-
fermità d'animi, non disappruovo: ma può anch'olla destramente contri-
-l'?33 I A GIUSEPPE MALASPINA DI S."'* MARGHERITA. 2363
buire alla guarigione, e godo di trovarla appunto disposta a questo. Par-
rebbe, che il signor Richa potesse trovare occasione, stampando qualche
cosa, o di dedicarla ad esso signor Corte, o pure di far conoscere in buona
forma al pubblico la stima eh* egli ha, e che tutti hanno di cotesto va-
lentuomo. Per altro son persuaso, essere ben facile il far guerra ad un
giovane, che non ha ben misurato finora le forze sue; ma del pari son
persuaso, che tal vittoria poco riuscirebbe utile a gli spettatori; e chi
aspira ad una gloria soda, deve cercare altri competitori ed altri argo-
menti.
Tornò a Reggio il signor marchese Lodovico Rangoni per vedere, se
si può conchiudere la pace. Ne vedremo a momenti 1' esito. Tutti la de-
sideriamo felice. Ma non so che sarà.
Con che, rassegnandole il mio immutabil rispetto, mi confermo, di
V. P. reverendissima.
2225.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.^* MARGHERITA in Monleale.
Modena, 23 Dicembre 1723.
Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma.
Vorrei che una volta finissero i disturbi di V. S. illustrissima, e
eh" ella, finendo di fare il fattore ad altri, potesse venirsene ad abitare in
città, e passarsela in sito abbondante di libri, e fra' libri. A buon conto
mi rallegro della buona sanità, e eh' io sia sempre vivo nel cuore amatis-
simo di V. S. illustrissima, a cui, in congiuntura delle imminenti sante
feste, auguro anch' io dal cielo tutte le più desiderabili benedizioni.
Non c'è fretta al certo per gli storici d'Asti; pure si ricordi che
non vanno messi in un cantone, né in fondo a qualche armadio. Prima
di essi usciranno gli Annali Genovesi, e nella prefazione saprà il pubblico
a chi io abbia delle obbligazioni. Ho anche avuto la sorte di trovar la
continuazione fatta da due Stella fino al 1430 in circa.
Ma que' benedetti piemontesi son più avari che non è l'avarizia stessa.
Nulla ho potuto ricavarne, e pure ne ho scritto allo stesso Re, che mi ha
dato finora belle parole, e nessun fatto. Pazienza: tanto e tanto la mia
raccolta farà figura, e intanto mi rallegro di vederla approvata da V. S.
illustrissima, che è di si buon gusto.
Con che rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. S. illustris-
sima, cui auguro un felicissimo capo d'anno e tutte le buone feste.
2364 ^ LODOVICO ANTONIO MURATORI [ 1*7 33-
2226.
A CASSIODORO MONTAGIOLI ìh Moutecassino.
Modena, 23 Dicembre 1723.
BiBLioTKUA DEL Semi!<ario, Pesaro, edita [108].
(lodo che a V. P. sieno pervenuti i due libri, e potendo essere che
in mano sua capiti un involtino per me, che aspetto da Brescia dal P. Ran-
dini ', (Agostino) prego la sua bontà di trovargli poi imbarco per Modena.
Dalla lista di cotesti manoscritti, che una volta vidi presso il fu P.
abate Bacchini, copiai quel solo poco, che credei a proposito per me. Ma
non so se fosse indice di tutti, né se allora avessi il pensiero alla rac-
colta, che vo facendo; perciò la prego di tralasciare tutti i Trattati me-
ramente teologici, e di notare que' soli, che possono concernere la storia,
fra' quali metto anche le lettere, le orazioni, e simili pezzi.
Con augurarle di nuovo felicissime le ss. feste, e rassegnarle il mio
rispetto, mi confermo, di V. P.
2227.
AD ANTONIO VALLISNIERI in Padova.
1723.
BiBLioTBUA Naziomalb di Brera, Milano, edita [235].
Se dunque costi v' ha qualche voglioso della mia gran Eaccolta, serva
a voi di avviso, che, ad insinuazione mia, due copie dei primi due tomi
furono inviate al sig. Gio. Manfrè libraio in Venezia, e gli scrivo oggi,
che, richiedendole voi, le consegni a chi voi vorrete.
Adunque ve ne do la facoltà, ma con patto che scegliate compratori, che
si obblighino a pigliare i susseguenti tomi: altrimenti non avranno i primi.
Non so la spesa del porto da Modena a Venezia; so che il prezzo
d' ogni tomo è in Modena di tre filippi effettivi.
Ho veduta l'Idea del sig. Gimma ^ (Giacinto). Richiederebbe un grande
erudito, e provveduto di una vastissima biblioteca, e poi di naso acuto.
Se si lascierà vedere ancor qui, conoscerò s'egli abbia colpito nel segno.
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori (lì. Bibl. Est.), n.'' 6 da Reggio e Brescia
1722- '24.
^Sue lettere in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), n." 5 da Bari 1703-'13.
- 1*734 1 A PAOLO GAOLIAROI 23B5
Ma, vaol egli passare si o no di qua dal 1500? Forse la gran farragine,
de' libri usciti dopo quel tomo, lo spaventa.
Del Redi nulla ho veduto di nuovo. E poco invero di nuovo ora pro-
duce r Italia: dico di cose massiccie. Mirate, come siamo mai decaduti!
Uu'altra mia vi ho scritto, di cui spero l'isposta; e intanto con tutto
lo spirito riverendovi, mi confermo.
2228.
A CASSIODORO MONTAGIOLI in Montecassino.
Modena, 6 Gennaio 1724.
BiBiaoTsoA OKL Sjsmihario, Pesaro, edita [108].
Nel catalogo di cotesti manoscritti che V. P. con tanta gentilezza mi
ha inviato non trovo di contace vole al mio genio oltre a quello che io
precedentemente le scrissi. Per tanto la prego di visitare i già accennati
neir antecedente mia per dirmene il suo sentimento. Mi accenni chi sia
quel Geraldo abate, di cui è la vita costi. Se fosse italiano, ed essa non
pubblicata dal Mabillon si potrebbe farne uso per la mia raccolta. Cre-
derei anche bene, che V. P. mi trascrivesse il principio, fine, e due passi
altrove della Cronaca di S. Isidoro, per vedere, se sia la stessa, che ho
qui, ed è poca cosa, oppure altra opera.
Ho parlato coli' Azzolini, ed ha risposto, che crederebbe di poter pren-
dere r involto, quando si potesse attaccare alla sella del cavallo : al che
sarebbe necessaria una sportella, o altro ripiego : e che però ella se l' in-
tenda col mastro di posta. Vegga dunque V. P. se potesse riuscire un tal
ripiego; se no, aspetti che venga la buona fortuna, la quale in fine capiterà.
E con ringraziarla di tutti i suoi favori, e rassegnarle il mio rispetto,
mi confermo, di V. P.
2229.
A PAOLO GAGLIARDI in Brescia.
Modena, 13 Gennaio 1724.
B1B1.10TECA Civica, Brescia, edita [57 ].
Per mezzo del reverendissimo P. Randini ho ricevuto da V. S. il-
lustrissima non solo lo stimatissimo dono del S. Gaudenzio, ma anche il
libro si nobilmente legato, che ne. ho provata della confusione. Seco pure
è venuta la di lei Orazione per la felice promozione a cotesta sede di
Epistolario di Lodovico Antonio Muratori. — Voi. VL 150.
235G LODOVICO ANTONIO MURATORI "■ [1*73-4:-
mons. Morosini. Ora che debbo io rispondere, se non che quanto ella si
distingue fra i letterati italiani per la sua erudizione, ingegno, e buon
gusto, cosi anche nella liberalità è singolare? Certo che mi è stato som-
mamente caro questo regalo, si perchè è, e sempre sarà un vivo testi-
monio della sua bontà verso di me, della quale ho anche veduti i segni
nelle sue note, e poi perchè il suo S. Gaudenzio è opera perfetta nel ge-
nere suo. L' ha V. S. illustrissima con sì bel giudicio e sapere ornata, e
stampata con tanta nobiltà e finezza, che l' Italia non so se finora abbia
veduta cosa simile, e so che di meglio non potevano fare gli oltramontani.
Un solo di simili libri basta a guadagnare ad un valentuomo il giusto
titolo e concetto d' uno de' primi letterati d" Italia, ed a farlo conoscere
per ristoratore della gloria de' nostri paesi. Però sommamente mi rallegro
con esso lei per si nobil fatica, e per tutte 1' altre uscite dalla sua penna,
che tutte sono di gusto squisito ; ed è da desiderare, eh' ella, più degli
altx'i, seguiti a produrne delle altre, perchè conosco pochi suoi pari del
buon gusto suddetto. A queste congratulazioni aggiungo in fine i miei più
divoti ringraziamenti ; e giacché non ho con che mostrarmi in pai'te rico-
noscente de' suoi favori, cercherò via di farle giungere il mio Trattato della
Carità del Prossimo ultimamente uscito. Di essa opera me ne richiese co-
testo Rivrardi librajo, al quale questo Soliani, che l' ha stampata a sue
spese, ha risposto di mia commissione. Di grazia glielo dica, affinchè sappia,
che io se non gli ho risposto, non ho però mancato di servirlo.
Quanto alla libertà di Brescia, certo che nel 936 Ottone il Grande
non potè concederla, perchè egli solo molti anni dipoi ottenne il regno
d' Italia. Ma aggiungo, che del pari credo mancante di verità la conces-
sione stessa del medesimo Ottone. Sotto gli Ottoni, son quasi certo, che
ogni città del regno d' Italia era governata da' conti ; e se una avesse co-
minciato ad ottener tanto, tante altre avrebbono cercato ed ottenuto lo
stesso. Dopo il mille, e probabilmente nelle gran rivoluzioni sotto Ar-
rigo III imperatore, re IV di Germania, le città cominciarono a gover-
narsi a repubblica. Né pur io ho mai veduto documento o gloria, su cui
possa essersi appoggiato il Capriolo e perciò mi assicuro, eh' ella non si
fiderà punto della di lui asserzione. Avrò nondimeno presente questo punto,
e, se trovassi cosa a proposito, non mancherò d' indicarglielo.
Se Dio vorrà, che si continui, siccome spero, la gran raccolta Rerum
Italicarum, ivi si troverà quanto io aveva promesso della seconda parte
delle Antichità Estensi; oppure mi accingerò ad essa subito che potrò.
Intanto con offerirmi tutto a' suoi comandamenti, e con rassegnarle il
mio rispetto, mi confermo, etc.
-17'3'41 A FRANCESCO AttlSI 23G7
2230.
A CASSIODORO MONTAGIOLI in Moutecassino.
Modena, 13 Gennaio 1724.
BiBLioTKCA DKL. Skmisabio, Pesaro, edita [106].
Protesto a V. P. le mie obbligazioni per tutto ciò eh' ella mi ha no-
tificalo intorno a cotesti manoscritti. Lascierò dunque stare i cementi di
Paolo Diacono, e dirò solo, ch'ella potrebbe pensare a dar fuori la lie-
gola di S. Benedetto con i medesimi cementi, e con gli altri, che si tro-
vano manoscritti costi, e con altri forse di più, che saranno in Monte
Cassino.
L' opera di Guglielmo Tolelano è stampata ; e però non occorre.
Avrei bensì caro, con tutto il comodo suo, di aver copia di quelle tre
letterine intorno a S. Simeone scritte da que'papi.
Quelle costituzioni di Federico II e di Clemente IV le credo pubbli-
cate dal Rinaldi negli Annali, e ve n' ha anche nel Codice, e nelle De-
cretali: però se ne restino con Dio.
Se avessi avuto cotesto bel codice delle Leggi Longobarde n'avrei forse
ricavato qualche profìtto. Vegga di grazia, se v' abbia anche la prefazione
di Grimoaldo. Liutprando, e Rachi de' quali son qui. Già ho ricevuto dal
P. Codebò r involto di Brescia, e mille gi'azie. Con tutto V ossequio mi
rassegno, di V. P.
2231.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 20 Gennaio 1724.
Musso Civico Ckkmomess, edita i^06].
Amico amatissimo.
Con sentimento di particolar dispiacere intendo il male da voi sof-
ferto, e mi rallegro sommamente perchè lo intendo già passato. Dei mali
dobbiamo aspettarcene, e massimamente perchè cominciamo ad accostarci
al verno della nostra età. Ma dolorosi mali, oh ! il Signor Iddio ve ne
guardi ! Adunque cominciar ad usare ogni dì una bevuta d' acqua calda,
e forse il meglio sarebbe l' uso del vino caldo, se 1' acqua non vi piacesse.
Ma questa però la credo più profittevole. Del resto con tutto vostro co-
modo potrete favorirmi dell' orazione funebre di Giovan Galeazzo. In bi'eve
avrò all'ordine, per rimandarvela, la vostra cronaca piacentina. H punto
sta a trovare sicura occasione. Sono, ed eternamente sarò, etc.
2368 LODOVICO ANTONIO MURATORI [IT'S-i-
2232.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 20 Gennaio 1724.
Archivio Soli Muratori {B, Bibl. Est.), Modena.
Egi'egiamente. Viva il signor Vallisnieri che ha conchiusa cotesta
pace, e viva anche V. P. reverendissima, la quale son certo che T avrà
promossa col suo onoratissimo genio. Le lettere del signor Corte, e del
signor Richa le ho lette con particolar piacere; e siccome chi aveva ec-
ceduto ha preso il tuono che gli conveniva, cosi mi son rallegrato a ve-
dere il signor Corte rimesso seco in buona armonia. Ringrazio pertanto
la di lei bontà, e de' passi fatti, e della copia delle lettere comunicatemi ;
e, sospirando 1' onore ' de' suoi comandamenti, mi rassegno, di V. P. reve-
rendissima.
2233.
A CASSIODORO MONTAGIOLI in Montecassino.
Modena, 20 Gennaio 1724.
Biblioteca del Seminauio, Pesaro, edita [108].
Per gli continuati favori di V. P. crescono le mie obbligazioni, e ri-
mettendomi io a quanto le ho scritto nelle antecedenti mie, aggiungo ora
solamente, che quell' Opera di Isidoro Mercatore è la famosa Raccolta delle
lettere da lui supposte ai Papi, e perciò stampata più volte. A me resta
da cercare se il P. Mabillone abbia dato alla luce quella vita di Geraldo
abate, oppure i Bollandisti, o il Surio; perchè quel dirlo oriundo di
Prancia. mi fa credere, ch'egli poi fosse Abate in Italia. Con che, ratifi-
candole il mio rispetto, mi confermo, di V. P., etc.
P. S. Il P. Mabillone accenna solo la vita di Geraldo conte, ma non
Abate, e la dice stampata nella Biblioteca Cluniacense. E però la prego di
osservare, di che monastero fosse abate e di che tempo vivesse cotesto
Geraldo.
-l'734] A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI 2369
2234.
ALLO STESSO in Montecassino.
Modena, 27 Gennaio 1724.
BiBLioTKCA DSL SsMiNARio, Pesaro, edita [1(K].
Nella forma che V. P. mi prescrive, mi conterrò per que' favori, che
ho dalla di Lei bontà ricevuto. La prego ora di osservare di qual mona-
stero fosse abate quel Geraldo, di cui è la vita costi e di che tempo fio-
risse, perchè siccome le ho scritto, non trovo tal Vita negli atti del P. Ma-
bilione. Sto oi'a facendo l'indice a Leone Ostiense ristampato nella mia
Raccolta, ed osservo che Angelo dalla Noce sostiene non essere di Paolo
Diacono quella Sposizion della Regola; sicché poco capitale può farsi di
essa, e del resto. E con tutto lo spirito mi rassegno, di V. P.
2235.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 10 Febbraio 1724.
Archivio Tacoli, Modena.
Hlmo Sig. Mio Sig. e Proìi Colmo.
In risposta alle due stimatissime di V. S. illustrissima altro non posso
dirle, se non che finora non è venuta la risposta di Roma, e che il So-
liani non ha peranche veduto comparire la carta. Subito ch'egli la rice-
verà ne farà pervenire alle di lei mani un foglio : e, subito che avrà la
licenza di Roma, io non mancherò d" affrettar qui la faccenda. Intanto V. S.
illustrissima non si formalizzi punto della dilazione, perchè è cosa ordi-
naria. E. ratificandole con ciò il mio rispetto, mi confermo.
2236.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 17 Febbraio 1724.
Abcbitio Sol.1 Musatosi (£. Bihl. E»t.), Modena.
Mi prendo la libertà d'inviare a V. P. reverendissima una scrittami
dal signor Richa, acciocché ella vegga le di lui premure per essere ben
2370 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'7*34-
rimesso nella grazia di lei, del che però io l'ho prima d'ora assicurato. Ma
quello che più importa, si è l'altro affare, che riguarda i manoscritti
de' quali egli mi dà si belle speranze. Questo è stato finora l' urgente mo-
tivo di tener salda la di lui corrispondenza ; e, s' egli compie le promesse,
gli resterò ben tenuto, perchè con tutto il mio avere scritto al suo Re e
averne anche ricevuta benigna risposta, nulla ho mai potuto ottenere. Ora
io sono a pregare la di lei gentilezza in primo luogo di tener segreto con
chi si sia d'avere ricevuto libri manoscritti da esso mio amico; e secon-
dariamente, se questi capiteranno, di farmi lo stimatissimo favore di cer-
care all'involto un sicuro imbarco. Sarebbe pur bello quello del signor
conte della Somaglia se arrivasse in tempo.
La prego di rimandarmi la lettera inchiusa.
L'onnipotenza de' sette colli è vicina a fare un buon colpo, e a re-
care a noi un gran motivo di rammarico. Nop arriverà nuovo, ma sempre
sarà disgustoso. E cosi vanno le cose nostre. Contrarietà da ogni banda.
All' Accademia del Sabbato si fa frequente plauso alle lettere di V. P.
reverendissima. Ella è pregata di conservarmi il suo stimatissimo amore,
e con tutto l'ossequio mi rassegno, di V. P. reverendissima.
2237.
ALLO STESSO in Milano.
Modena, 2 Marzo 1724.
Archivio Soli Muratori ( li. Bihl. Est. ), Modena.
Staremo a vedere se verranno a frutto le speranze torinesi. Intanto
rendo le dovute grazie alla bontà di V. P. reverendissima che è pronta a
favorirmi in un'afifiare, intorno a cui ho consumato più lettere e tempo,
che in alcun' altra mia ricerca.
Ma mi occorre di supplicarla di un' altra grazia. Paolo Bianchi, gio-
vane ben fatto della persona, nipote di quel Bianchi, che mori al servizio
del signor principe Foresto, andò a militare in Piemonte nella cavalleria,
e con grandi promesse di portarsi onoratamente, e con appoggi colà, e as-
sistenza ancora di qua di qualche sussidio. S'è ora inteso, ch'egli senza
motivo alcuno è disgustato, benché avvertito, che se avesse voluto la sua
cassazione, se gli avrebbe ottenuta. Ne sono in pena qui i suoi parenti,
si perchè non sanno dove sia fuggito, e si per timore che possa essersi
ritirato nello stato di Milano, perchè era di presidio in Alessandria, e si
sa avei-e il Re di Sardegna convenzioni con cotesto Governo per gli di-
sertori. È dunque pregata V. P. reverendissima di fare segretamente
qualche diligenza per sapere, se mai avesse preso partito in cotesto mi-
-17*34] A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2371
lizie, e caso mai che ciò fosse, o di avvertir lui, o di darne avviso qua,
acciocché si provvegga che non fosse rimesso ai Piemontesi. Sarà forse
diflìcile il trovarne conto, o massimamente perchè avrà forse mutato nome.
Tuttavia la di lei prudenza e il suo amore per gli paesani so che si ado-
pererà per rinvenirlo, se sarà possibile, e gliene resterò ben tenuto io con
questi suoi parenti.
Prohfibilmente Roma si sarà pre valuta, e si vorrà prevalere della gra-
vidanza della augustissima per carpire una boccone che a noi per tutte
le leggi, 0 per tante ragioni è dovuto. Qui si è sparsa certa voce, che si
dubiti della gravidanza stessa, ma non so con qual fondamento. Se mai
fosse, andrebbero pure a terra di grandi speranze. Staremo a vedere, se
ci sarà fatta questa ingiustizia.
Le rassegno con ciò il mio rispetto, e mi confermo, di V, P. reveren-
dissima.
2238.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 3 Marzo 1724.
Biblioteca ambrosiana, Milano, edita [176].
Venga il buon padre Archeim, ch'io m'ingegnerò di soddisfare al
suo bel genio, per quanto si stenderanno le forze di questa piazza si per
manoscritti come per medaglie. Mi rallegro per le note che V. S. illustrissima
ha intrapreso a fare a Landolfo iuniore. È autore che sei merita e mas-
simamente da una mano milanese e si valorosa. Animo dunque a com-
pierle. E m' immagino che si sarà ben collazionato tutto col manoscritto della
metropolitana, perchè era troppo necessario.
Di grazia mi favorisca di pigliare in mano V indice di cotesti manoscritti
ambrosiani e di notare in una carta il titolo e l'autore di que' pochi isto-
rici, che hanno scritto in arabico. Son circa quattro o cinque, et io ne
vorrei fare menzione. Ne ho nota, ma di due non intendo più il vero nome.
Tal notizia poi, s'ella non vuole incomodarsi, la consegni al sig. Argelati
che r inchiuderà in una sua.
Avrei bisogno del tomo dei supplementi di giugno dell' Ada Sanctorum
de' Bollandisti, né vorrei più comperare salato da chi costi mi ha dato i
due primi di luglio. A non so quale de' PP. gesuiti di Brera venivano
una volta tai libri. Sarà forse il P. Mosca. Avrei bisogno ch'ella con suo
comodo trattasse seco affinchè ne ricevessi uua copia, sapendo che per tal
canale uon vi saranno mangiamenti nella vendita. Sei ricordi.
Ma, e quando il 3." e 4.° tomo? È tempo di lasciar loro la briglia.
Con tutto l'ossequio mi rassegno, etc.
2372 LODOVICO ANTONIO MUKATOEI \_±'72'4:'-
2239.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 16 Marzo 1724.
Archivio Soli Muratobi {R, Dibl. Est,), Alodena.
Di gran contento mi è stato 1' avviso, che in mano di V. P. reveren-
dissima sia già pervenuto 1' involto torinese. Veramente non contiene ciò,
ch'io più bramava: ma pure ne spero qualche cosa, tanto più da stimare,
quanto che viene da un paese di somma avarizia in questo genere, come
ne ho fatto io stesso la pruova con tante lettere, fino allo stesso re, che
son riuscite in nulla. Aspetti ella pui*e occasione fedele e sicura per far-
melo avere. Intanto premetto i miei ringraziamenti per la sempre costante
sua bontà in favorirmi.
Del pari le protesto le mie obbligazioni per ciò che riguarda il gio-
vane Bianchi. Mi fanno sperare le di lei notizie, che il tristerello possa
essere ito lungi da costà a cercar nuovo imbarco. Il tempo ce lo dirà
Pareva, che la morte del buon Papa avesse d' avere interrotto il bello
mercato, che s' era dietro a fare con danno nostro. Ma da Roma mi scri-
vono, che prima di morire egli sottoscrivesse il foglio di Vienna. Può es-
sere, che tal voce sia una immaginazione vana di que' politici ; tuttavia
v' è ragione di temere. E cosi va questo brutto mondo, in cui è fin dal
principio introdotto e radicato il costume, che il più forte dee manicarsi
il più debole, e l'interesse impicca la ragione.
Conservi Dio V. P. reverendissima, e faccia che V abbiamo a goder
qui un giorno con suo onore e quiete. Non lascerò io mai d' essere, quale
con tutto r ossequio mi ricordo, di V. P. reverendissima.
2240.
A COSTANTINO GRIMALDI in Napoli.
Modena, 23 Marzo 1724.
Archivio Soli Muratori (B. Bìbl. Est.), Modena.
Già è in mia mano l'opera da V. S. illustrissima inviatami e felice-
mente trasmessami da Livorno. Sto con impazienza attendendo, che anch' ella
riceva di colà i libri, che le inviai.
Le reco intanto l'avviso d'aver io ricevuto le vite de' vescovi di Na-
poli, non già dal P. Alfano, che m' ha condotto a spasso per tanti mesi,
-l'78'4] AD UBERTO BENYOaiJSNTI 2373
ma bensì da altra parte. Sicché, a Dio piacendo, uscirà ancora questa
operetta.
Ricevuto che avrà V. S. illustrissima il mio Trattato della Carità, gli
dia una benigna occhiata, e vegga se ho intrepidamente detta la verità.
Non mancherà chi me ne vorrà male, ma pazienza. Sarebbe bene che tali
verità si sapessero meglio ancora costi, e non avendone il Soliani voluto
inviare costà copie da vendere, vegga V. S. illustrissima se fosse bene il
far ristampare costi tal opera. Non dovrebbe mancare chi facesse tal ca-
rità al pubblico. Staremo a vedere, se Roma mi farà guerra per questo.
Rassegnandole il mio rispetto, mi confermo.
2241.
AD UBERTO BENVOGLIENTI in Siena.
Modena, 31 Marzo 1724.
Biblioteca Gomurale, Siena, edita [163].
S'accosta la pasqua, e bisogna confessarsi. Adunque non sT può più
tirare innanzi, e a me conviene di scrivere per accusare a V. S. illustris-
sima il mio troppo lungo silenzio, e chiederne scusa alla di lei singoiar
gentilezza. Mi truovo talvolta si affollato da affìari o miei o d'altri, che,
per necessità, divento incivile. Di grazia, ella mi perdoni. Oltre a ciò.
andava io differendo lo scrivere, perchè voleva aver finito di rivedere,
siccome ho fatto, tutti i manoscritti ch'ella per sua bontà mi ha conce-
duto, siccome ancora tutte le di lei annotazioni, a fine di disporre tutto
per la stampa, quando arriverà il loro sito.
Ho dunque letto ed ho anche tolto via dalle Cronache di Neri di
Donato e dell' Allegretti certe minutaglie che ho creduto superflue. D
resto cammina egregiamente, e farà grande onore a lei e alla sua patria,
e darà gusto al pubblico. Quel solo che mi dispiace si è il vacuo che si
trova nella storia sanese dall'anno 1345 fino al 1402, e più oltre. Non vi
sarebbe egli maniera d'empierlo?
Nel fare un po' di prefazione alla Cronaca di Neri, ho detto parermi
verisimile che Donato suo padre abbia scritto almeno fino al 1870, perchè
ivi si legge: e io Donato pagai etc. Me ne dà ella licenza?
Nelle annotazioni sue, che son belle ed utili tutte, non so se tutti
approveranno il dirsi che i Sanesi non facevano il sigillo coli' Assunta,
perchè non la sapevano dipingere. Certo, io non approvo che il grado di
Bargello non fosse inferiore a quello di Capitano di Giustizia, antica-
mente chiamato Podestà.
Le vite de gV imperatori certo non sono del Petrarca, ma di Benve-
2374 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*734:-
nuto da Imola. Et io ho veduto antichi manoscritti di Mavtin Polono, ove
è la favola di Giovanna papessa, e in altri no. Parrai ancora che in un
luogo ella metta nel 1200 o 1300 il dono della città alla Beata Vergine,
il che io credo avvenuto solamente dopo il 1400, ma non ho notato
il luogo.
Parevami ancora ch'ella avesse notato il significato della parola ligrit-
tiere, ma noi so più trovare. Me lo spieghi di grazia.
Intorno a Ser Gorello, m' immagino che V. S. illustrissima nulla saprà
della sua vita. Pazienza. Parò alla bella meglio.
Vengo ora al Trattato della Carità, che non ebbi tempo di accompa-
gnare con mia lettera. Ho goduto di trovare ancor lei uniforme a' miei
sentimenti, ma non tutti diranno cosi. Per me, li lascerò dire. Ma il punto
sta che in Roma un certo mio amico non faccia del fuoco. Due altri tomi,
cioè il S."* e 4." usciranno a momenti.
Con sapplicarla della continuazione del suo stimatissimo amore, le
rassegno il mio ossequio, e mi confermo di V. S. illustrissima, etc.
2242.
AD ANTONIO VALLISNIERI in Padova.
Modena, 31 Marzo 1724.
Biblioteca Naziosalb di Brera, Milano, edita [ 142 ].
Al veder me si intricato a tener filo di lettere anche coi più cari pa-
droni ed amici, sempre mi stupisco sapendo che voi scrivete tante lettere,
e pure ancor voi siete pieno d' affari sino alla gola. Buon prò. Io ho bi-
sogno di perdono e compatimento. Lo chieggo anche a voi, e siete sì cor-
tese, che non mei negherete.
Eccovi il conto datomi dal Soliani per quei libri che si mandarono
al signor conte Scotti. S' egli vorrà 1' opera di Milano, si potrà inviare di
qua. Ma cotesti signori son ben dilicati. Se dà loro fastidio, che gli An-
nali B'irtiniani dicano ciò che infiniti altri han detto, bisognerà bruciar
tutte le storie. Oh quanti persecutori ha la povera verità!
Il sig. dottore Gio : Bernardoni, mio compatriota, ode fatto costi qualche
maneggio per una cattedra, e mi ha incaricato di scriverne a voi, acciocché
occorrendo siate suo protettore. Volentieri ve ne scrivo, perchè egli sei
merita. Per me, dopo i signori Torti e Davini, il eredo il migliore de' nostri
paesi, si per teorica, come per pratica, quantunque ci sia qui chi ne parla
altrimenti, per paura eh' egli non faccia ombra. Ha avuto la buona scuola
di Bologna sì per la notomia, che per la medicina, e parla della sua arte
con fondamenti buoni. Quel solo, che vorrei in lui, sarebbe un po' più
'±'72'^] A PIBK OATTS&INO ZENO 2375
d' amore di gloria, e voglia di faticare. Lo star comodo gli ha nociuto.
Perciò, veaendo il caso, potete parlarne in bene, ma senza riscaldarvi
porcile sia accettalo temendo io, eh' egli ancora dal cauto suo avrà della
pena ad abbandonare questo paese. Per altro, avreste costi un buon amico,
e un grande estimatore di voi.
Ringraziate per mia parte la signora vostra figliuola delle carezze
ch'ella fa al Trattato delia Carità. Riuci*esce al Soliani ch'esso già sia
stato ristampato in Venezia.
Con pregarvi della continuazione del vostro stimatissimo amore, mi
rassegno.
P. S. Ma. e del povero signor Sancassani? Ah. che la prudenza non
alloggia in casa di tutti. Egli va sbadigliando per comodo. Almeno capi-
tasse qui qualche condotta.
Chi sono gli autori de* due trattati, conti-arj intorno al Monachismo di
S. Tommaso*?
2243.
A PIER CATTERINO ZENO in Venezia.
Modena, 31 Marzo 1724.
Biblioteca del Seminario, Padova.
Mi trovo talvolta si pieno di rompitesta che non ho momento da respi-
rare. E però vennero senza mia lettera que' libercoli, che mi ordinò il
signor commissario Corradi. Di grazia V. R. mi perdoni. Per forza son
tal ora incivile co' miei più riveriti padroni ed amici. Da esso signor Cor-
radi ella avrà già inteso il prezzo d' esse carte, che ella potrà per mio
conto pagare a cotesto signor Gio: Manfrè. Ma a che servono carte tali?
La forza e non le ragioni signoreggiano in casi tali.
Non ho per anche trovato buon filo per quella cr (michetta dell'as-
sedio d' Ancona. La ringrazio ora delle notizie e dei lumi, che ella mi som-
ministrò intorno ad essa. Vedremo col tempo, se ne uscirà alcun frutto.
Intanto dal nostro signor Apostolo [Zeno] io vo ricevendo altri favori.
Insomma io a tutti e due professo singolari obbligazioni.
E rincresciuto a cotesto Soliani, che costi si ristampi il mio Trattato
della Carità, ma rimedio non e' è. Io raccomando questa mia povera fa-
tica alla di lei protezione con isperanza, che anch' ella coopererà a soste-
nere i diritti di si importante virtù.
E, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, etc.
2376 LODOVICO ANTONIO MURATORI 11'72'^-
2244.
A FRANC:ESC0 arisi in Cremona.
Modena, 13 Aprile 1724.
Masso Civico Grkmonrse, edita [206].
Amico amatissimo.
Mandai a Milano il vostfo ms., e mi son rallegrato all' intenderne il
pronto ritorno alle vostre mani. Io non ebbi tempo d'accompagnarlo con
mia lettera, perchè alle volte non ho momento da respirare. Invio ora i
dovuti ringraziamenti alla bontà con cui mi avete favorito. Cosi fosse stata
intera quella cronaca: io n'ho veduta una più piena. Ma ancor così la
farò uscire, a Dio piacendo, e con degna memoria di voi, siccome nella
prefazione a Sicardo. Se altro d'altre città aveste, ricordatevi del mio
bisogno. Non dubitate che avrò buona cura del vostro Platina; perchè
siam lontani dal suo sito per la stampa, perciò non v'ho applicato finora.
Amatemi e credetemi in eterno, etc.
2245.
A COSTANTINO GRIMALDI in Napoli.
Modena, 14 Aprile 1724.
Archivio Soi^i Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena.
Giacché il sig. Giovanni Acanfora desidera di provvedersi della mia
gran Raccolta, potrà V. S. illustrissima rilasciare a lui Y altra copia de' due
primi tomi, che resta in mano di lei, purché cotesto letterato si obblighi
a pigliare la continuazione. Vegga ella dunque di fargli pagare anche la
rata del porto da Modena fino a Napoli, avendolo V. S. illustrissima pa-
gato intero per tutte e due le copie. Per conto mio ho d'avere tre scudi
Romani per cadauno tomo. Quando il sig. Taffuri persista in volere l'opera
stessa, si soddisferà al suo desiderio colla prima spedizione di due. altri
nuovi tomi, che a momenti usciranno in luce. Tuttavia se si brama, che
io tenti che il .P. Paoli pigli essi tomi, farò quel che debbo, giacché egli
mi fa sperare di passare per Modena nel suo ritorno. Ma parmi difiìcile
che sia per caricarsi di questo fardello.
Intanto proposi a V. S. illustrissima la ristampa costi del mio Trat-
tato della Carità, in quanto che bramerei più diffuso un si importante
argomento ancora in cotesto parti, dove i librai lombardi ne manderanno
-ITS-A] A MA&lÀNaELO FIACCHI 2377
difficilmente delle copie, e in quanto parmi, che chi lo ristampa potrebbe
ricavarne del guadagno.
Quando V. S. illustrissima potrà dare un'occhiata a certe verità ivi
trattate, e ohe altri, o non ama, o non osa dire, conoscerà che un libraio
può promettersi del profitto in una ristampa. Infatti appena uscito il libro,
se n'è fatta immediatamente una ristampa in Venezia, che è a noi si
vicina. Per me non posso accudire ad associarmi, con obbligo di pigliarne
delle copie, perchè non vo' simili intrichi, e da gran tempo ho chi stampa
a sue spese le cose mie. Se libraio costi non si truova, che voglia appli-
carsi a tal fattura, sia per non dato il mio consiglio.
Fu poi il P. Alfani, che mi fece avere le vite antiche di cotesti
vescovi, e gliene son tenuto. Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi
confermo.
2246.
A MARIANGELO FIACCHI in Ravenna.
Modena, 26 Aprile l'J24.
Biblioteca Cl^ssexsk, iiavenna, edita [189].
Puntualmente m' è stata consegnata la copia della cronaca di Rico-
baldo che V. P. con tanta gentilezza mi ha procurato: e gliene porto ora
i più vivi ringraziamenti, con riserbarmi di attestare al pubblico le ob-
bligazioni mie, quando sarà tempo. Veramente mi è rincresciuto non poco
il vedere che tal cronaca finisce verso il 1204. Quasi un secolo vi manca
a giugnere fino a' tempi di Ricobaldo, e il meglio di simili storici si è la
narrazione di quanto è accaduto a i lor tempi, ed anche un secolo indietro.
Sicché il più prezioso 1' abbiam perduto. Contuttociò non negherò al pub-
blico quel poco, che s'è conservato, e che ho, mediante la di lei bontà, e
i benigni uffizi del sempre da me riveritissimo P. Ab. Caneti. Io non man-
cherò di far passare in Bologna quanto da me si dee pel copista. Intanto,
con replicarle i sentimenti del mio obbligato animo, e con pregarla de' miei
rispetti al P. Lettore Giustini, quando il vedrà, le rassegno il mio rispetto,
e mi confermo, di V. P.
2378 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*7S4-
2247.
A PIETRO ANTONIO RASTELLI in Festa.
Modena, 6 Maggio 1724.
AiscHivio Rastelli, Modena.
Spero di aver tolto di mente a monsignore vicario le ombre conce-
pite contro le ragioni di V. S. nella lite Serra, con essermi io maravigliato
forte, che chi fa per lei non le abbia levate molto prima. Forse a quest' ora
la causa sarebbe decisa, e forse giunta la relazione che si aspetta di co-
testo signor vicario, il quale, con lettera da me veduta, dice d'averla con-
segnata al Serra. Ma costui non la finisce di presentarla; e questo suo
procedere fa che monsignore sempre più va intendendo aver egli una mala
causa per le mani.
Non dubiti V. S. che la finiremo con onore. Se prima ne fossi stato
informato, ella forse sarebbe fuori di tal briga un pezzo fa. Intanto con
riverirla caramente e insieme al signor Don Francesco (Rastelli) mi con-
fermo, di V. S.
2248.
A COSTANTINO GRIMALDI in Napoli.
Modena, 10 Maggio 1724.
Archivio Soli Mobatoki ( R. Bibl. Est. ), Modena.
L' ordinario prossimo passato diedi ragguaglio a V. S. illustrissima
che io aveva ricevuto dal signor Donati 1' opera da lei inviatami, ora mi
giugno il lieto avviso, che alle di lei mani ancora sia pervenuto l'involto,
che spedii anch' io per la medesima via. Me ne rallegro. De' libri da lei
inviatimi nulla le posso dire finora, perchè non gli ho fatti legare, e dif-
ficilmente potrò leggerli, se non ho un po' d' ozio, trovandomi io infinita-
mente occupato. A suo tempo le ne scriverò, e intanto mi dichiaro ben
contento della spesa fatta per questo, e tenuto assaissimo alla di lei bontà,
perchè in essa ho avuto del vantaggio. Aggiusteremo poi i conti quando
le spedirò due altri tomi della mia raccolta, che già son vicini ad essere
impressi.
Tempo fa le scrissi che il signor Gio : Bernardo Taffuri di Nardo mi
aveva chiesto i primi tomi d' essa opera, e che inchiusi li trasmetteva a
V. S. illustrissima nella stessa balletta. Gliene darò avviso colle prime;
-l'7S4] AD AGOSTINO PANTÒ 2379
ma ella si ricordi, dover egli pagare la metÀ del porto da Modena fino
a Napoli.
Chi voleva fare una compiuta raccolta delle cose d* Italia, bisognava
per necessità mettervi anche le storie già stampate. Ma non dubiti V. S.
illustrissima, che comincerà bene a vedere ne" tomi che seguitano, de' pezzi
inediti, e infine si avrà un gran tesoro unito in una opera sola.
Parrai che in darle avviso, come io aveva finalmente ricevuto le vite
di cotesti antichi vescovi, le dicessi di non riconoscerle dal P. Alfani. Mi
disdico. Egli mi scrive in maniera, che pare d" aver egli stesso dato or-
dine, che mi fossero inviate da Roma. Chiarirò meglio la faccenda. In-
tanto se mi fosse scappata qualche parola contro d'esso religioso, la prego
di cancellarla dalla di lei memoria.
Queir Accademia dell' Onore, perchè inventata e girata da un uomo di
poche tavole e ciarlatano, siccome ella conoscerà col tempo, non vai molto.
Tuttavia nulla si può perdere ad accettare V invito, e a ringraziare del-
l' onore a lei fatto. Io per me ho fuggito, e fuggirò di lasciarvi mettere
il nome mio. Ella può, come ho detto, mostrarne gradimento e poi non vi
pensare mai più. E sono ben curiose quell'Accademie, che mettono subito
in contribuzione gli accademici.
Rassegnandole il mio rispetto, mi confermo.
2249.
AD AGOSTINO PANTÒ in Palermo.
Modena, 10 Maggio 1724.
Archivio Soli Musatosi ( R. Bibl. Est. ), Modena.
Illmo Sig. Mio e Prou Colmo.
Dal P. maestro Burgos ho puntualmente ricevuta gli esemplari delle
Istituzioni Teologiche del venerabile cardinale Tornasi ' (Gius. Maria)
dono a me carissimo, perchè qualunque cosa riguarda quel santo e dotto
personaggio, è preziosa a' miei occhi. Per questo regalo mi protesto ben
tenuto a V. S. illustrissima, e la supplico di portarne ancora i miei ringi*a-
ziamenti più divoti al signor principe duca di Palma con aggiugnere, avere
anch'io nella prefazione al tomo 3." Rerum Italicarum dato qualche sferzata
a quel cervello torto, che in Roma fece guerra alla memoria del piissimo e
dottissimo signor cardinale di lui zio.
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori (R, Bibl. Est.), n.° 1 da Roma lti98.
2380 LODOVICO ANTONIO MURATORI \ IT S'al-
ila, supplico altresì di portare i miei rispetti al signor ab. Carusi con
chiedergli, se abbia ricevuto una mia coli' avviso, che m' erano giunte le
cronichette arabiche da lui stampate costi. Oh mi dispiace, che siam tanto
lontani, e perciò riesca si difficile il commerzio delle lettere e de i libri.
Scrissi a lui, scrissi al signor canonico Mongitore, sommamente anch'esso
da me riverito, ch'io desiderava copia de' due primi tomi della Biblioteca
siciliana, i quali potevano inviarsi a Livorno al signor Donati mercatante
di libri, per conto mio, coli' avviso del prezzo de' medesimi che avrei su-
bito sborsato. Ne ho io necessità per 1' opera suddetta Rerum. Italicarum
che si stampa in Milano, di cui già son fuori 4 tomi in foglio, che hanno
incontrato l'universale approvazione, cominciando io dal 500 fino al 1500
ad unire tutti gli storici italiani si editi come inediti. Nella prefazione
generale al primo tomo ho parlato di cotesta bella impresa della Biblio-
teca siciliana, ma senza dire chi ne fosse l'autore, perchè io noi sapeva.
Se avrò in mano essa opera farò altrove onore al signor ab. Carusi, e alla
patria vostra : però mi raccomando.
Dica al signor canonico Mongitore, eh" io non ho mai ricevuto alcune
sue opere, eh' egli mi scrisse inviate a Venezia. Ecco il frutto della troppa
lontananza.
Del resto di somma consolazione mi è l' intendere, che cotesti spiri-
tosi giovani si sieno valorosamente appigliati al nuovo metodo di studiare
le leggi, che non solo è da anteporsi al comune secco, tedioso, ma può es-
sere oggetto di somma gloria a' signori palermitani, dacché in tutta l' Italia
ognun va per la strada vecchia, e pensa al lucro solo, e non alla riputa-
zione della letteratura. Loro faccia V. S. illustrissima animo a continuare
si bella impresa : forse un tale esempio risveglierà altri ingegni, e ne verrà
del bene alle lettere buone.
Con ringraziarla intanto della benigna memoria, che di me conserva,
e con augurarmi 1' onore de' suoi comandamenti, le rassegno il mio rispetto
e mi confermo, di V. S. illustrissima. '
2250.
AD ANTONIO SCOTTI in Venezia.
Modena, 10 Maggio 1724.
Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), Modena.
Dal P. Reggente Cigni ricevei il danaro inviatomi da V. S. illustris-
sima, ed ella altresì avrà già inteso dal nostro signor Vallisnieri, che, a
requisizione di lei, sono in Venezia i due primi tomi della gran raccolta
di Milano.
-IT'S^] A PIETRO CANNETI 2381
Già son pubblici due altri tomi, e questi pure farò che vengano a
soddisfare il di lei nobile genio. Del manoscritto ch'ella si gentilmente mi
fece avere in prestito, nulla io ho determinato finora, essendo restato pei"-
plesso, al trovare in un luogo, che ivi si cita il Biondo; anzi pare che l'au-
tore sia vivuto forse dopo il 1500, oltre al vedere, eh' egli ha ingrossato
di troppo r opera col copiare gli Annali de' veneziani. E vedendo in oltre,
che manca tutt' altra parte di storia, senza poter chiarire il tempo, in cui
fu scritto, io non so cosa risolvere. Ma. o risolvendo, o non risolvendo, sarò
fedele restitutore. Intanto, con ringraziare V. S. illustrissima della benigna
memoria che ella di me conserva, le rassegno il mio ossequio, e mi con-
fermo.
2251.
A PIETRO CANNETI in Foligno.
Modena, 11 Maggio 1724.
Archivio Soli Musatoki (R, Bibl. Est.), Modena.
Se, quanto V. P. reverendissima è generosa verso di me coli' aiutare
i miei studi, altrettanto sarà di compatimento alla mia persona, vo bene
sperando, ch'ella mi accorderà il perdono, perchè io con un si indiscreto
silenzio abbia tardato tanto a rispondere ai suoi sempre stimatissimi fogli.
Merita questo perdono la mia poca salute, e una folla d' intrichi sì dispa-
rati, che mi truovo talvolta impossibilitato il proseguire il commerzio
co' miei più cari padroni ed amici. Ma s' io taccio, non tace il cuore, e sta
vivissima la stima e l'amore verso di loro, e spezialmente di V. P. reve-
rendissima, che ha tanta bontà per me.
Le dico dunque ora, ch'io ho ricevuto da Ravenna la copia del Ri-
cobaldo volgarizzato. Ma m' è rincresciuto forte in vedere, che tal Cronaca
va a finire in Ottone IV cioè nel 1200, onde senza darci quello, che
sarebbe stato il meglio, o sia la storia vicina a' suoi tempi, e de' suoi
tempi, ci fa restare con quel solo, che è pieno d' anacronismi, e di qualche
favola ancora. Contuttociò penso di pubblicare la stessa Cronaca, qual'è,
e in tal congiuntura farò, secondo il dovere, menzione del benefattore.
Facciano que' signori di Foligno quanto lor piace per la dedicazione
del Quadrireffio, purché il Quadriregio una volta vegga la luce. A me
dispiace il fastidio, che ne sarà venuto all' onoratissimo sig. Pagliarini ',
[Giustiniano] al quale la prego di portare i miei rispetti in prima occasione.
Oh io non son buono da accomodar l'ossa al poema del Granchi. Cosi
tenebroso, qual'è, penso di lasciarlo uscire, a riserva di qualche concia-
> Sue lettere in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), n." 18 da Foligno 1712- '38.
Epistolario di Lodovico Antonio Ifuratori — Voi. VI. 151.
'2382 LODOVICO ANTONIO MURATORI [IT'S-é-
tura chiaramente insinuata da gli stolti copisti. Daremo da strologare a i
lettori; ma pazienza.
Due altri tomi sono già usciti fuori della gran Raccolta di Milano;
ed ella vedrà, che comincia a darsi della roba inedita. Non si poteva far
di più per gli primi. Andando innanzi vedrà, che le cose inedite saran
poche. Ma non bisogna omettere le già edite.
Suppongo, che V. P. reverendissima tuttavia si truovi in Foligno. Se
mai si dovesse fare trasmigrazione, la prego di portare con seco il mio
disegno, per rinvenire, se fosse possibile, qualche cosa di vecchio in coteste
contrade. E con ciò, etc.
2252.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena (San Felice), 11 Maggio 1724.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita il76].
Qui in villa, dove presentemente mi truovo, ho letto le erudite e giu-
diziose note di V. S. illustrissima a Landolfo iuniore. Non mi ha ella
lasciato campo a correggere; solamente ho notato in una carta alcune mi-
nuzie, che se ne verranno col ritorno del manoscritto, e ne farà ella quell'uso,
che crederà più proprio, non intendendo io di obbligarla a mutar cosa
alcuna, ma solo di farle far riflessione su que* pochi punti. Veramente, se
ho da confessare il vero, mi è sembrato eh' ella talvolta si diffonda un
po' troppo, prendendo ad illustrar cose, che già -dal Pagi o da altri son
poste in chiaro, o che sono di poco momento. Avendo tutti gli eruditi, il
Pagi, il Sigonio e simili autori, pare che fosse bastato il solo citarli in
qualche sito. A me certamente pare da preferire chi nelle note va ristretto,
e non tocca certe cose eh' egli può supporre o già note o facili a sapersi
dagli altri. Ma ognuno abbondi nel senso suo.
Non so di qual copia siano per valersi cotesti signori per la stampa
di Landolfo. So bene che l' inviata a me contiene molte abbreviature che
fan cadere in errore gli stampatori, e talvolta non vi si osserva la con-
veniente ortografia. La prego di avere a ciò buon riguardo.
Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, etc,
P. S. Tornato in città procurerò di rimandare il manoscritto colla
maggior prontezza che si poti'à.
-IT 34] AD UBERTO BENVOGLIBNTI 2383
2253.
AD UBERTO BENVOGLIENTI in Siena.
Modena ( San Felice ), 12 Maggio 1724.
BiBLioTKCA CoMDBALE, Siena, edita [153].
In villa, dove sono fuggito per cercare un po' di ristoro alla mia poca
salute, mi rimetto sotto gli occhi le ultime due stimatissime di V. S. illu-
strissima. Tornerò dunque a trovare que' passi che accennai delle sue note,
e mi prevarrò della facultà ch'ella mi concede, ma senza toccare quel che
riguarda 1' Assunta e la donazione della città alla beata Vergine, quantunque
io non vegga sicuro fondamento pel 1260.
Quando sarò in città, rivedrò i manoscritti da lei inviatimi, per
saperle dire quali abbia e quale no. Certo che sarebbe ben fatto il tro-
vare scrittore che empiesse quel vacuo, e massimamente per sapere come
pervenisse Siena alle mani di Giovanni Galeazzo duca di Milano, e inten-
dere altri avvenimenti considerabili di Toscana in que' tempi. Supplico
dunque la bontà di V. S. illustrissima, che vi pensi. Esamini bene quella
Cronaca dell'Aldobrandino, e l'altra del Fecini. Quando non si avesse
opera di contemporaneo, potrebbe supplire quella di Pio III, o pure l'altra
di Francesco Tommasi. del quale mi ricordo che non ho ricevuto se non
la Storia, in cui si tratta quanto avvenne dopo la morte del suddetto
Giovanni Galeazzo, per cui si rimisero in libertà i Sanesi.
Si ricordi del ligrittiere.
Finora niun rumore cattivo intorno al mio Trattato della Carità è
giunto a' miei orecchi, ma bensì tutto l'opposto. Ne cavi Iddio del bene.
E finalmente sono usciti due altri tomi della gran Raccolta, lavoran-
dosi allegramente alla continuazione. Ma oh quante fatiche a cavar di
mano a certuni le vecchie oronache 1 Ninno può immaginarsi quanto a me
costi una tale ricerca, la quale anche alle volte resta infruttuosa. Ciò non
ostante, faremo, a Dio piacendo, buon lavoro.
Con che rassegnandole il mio rispetto, mi confermo di V. S. illu-
strissima, etc.
P. S. Non potei mandare a tempo questa mia, di modo che è soprag-
giunta l'altra sua, con una copiosa spiegazione alla parola ligrittiere. Som-
mamente ne la ringrazio, e faronne merito a lei e onore a me nella pre-
fazione. Similmente la ringrazio delle notizie spettanti a Ser Gorello; ma
non ho inteso il nome e cognome dello storico aretino, eh' io non ho fra' miei
libri. Di nuovo le rassegno il mio rispetto.
2384 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'7S4-
2254.
A PIETRO BURMANN in Leida.
Modena, 24 Maggio 1724.
Biblioteca Universitaria, Leida.
Clarissimo Eruditissimo Viro Petro Burmanno
Ludovicus Antonius Muratorius S. P.
Literae quidem tuae redditae mihi sunt proxime praeterito Aprili
scriptae, sed noudum Valerius tuus venit, quem tamen anxie expecto, ut
cetera omnia tua, quibus tempore hoc nostro n escio quid aequem, si ve
judicium tuum in notis erudi tis. si ve elegantiam in typis, quibus uteris,
specto. Sed non ultra differre volui gratias, quàs tibi uberes debeo prò
munere gratissimo. Quod Ovidium ad lucem meliorem jam instruxeris,
universae Reipublicae tibique gratulor. Gratulor etiam, quod jam ad umbi-
licum properet eximium opus Thesauri Italici. Ubi tantus labor absolutus
erit, integrum mihi pecunia mea parare cupio, teque propterea obtestor, ut et
pretium mihi significes, et viam indices tutiorem, qua ad me deferri possit
tot Tomorum congeries. Maritimam puto eligendam. Si quae ergo exem-
plaria aut Liburnum, aut Genuam mittentur, unum ex iis mihi destinatmn
velim, ac pretium ibi rependam. Scriptores Rerum Italicarmn ab anno 500
usque ad 1500 proelo jam tradere coepi. Mediolani res agitur, jamque
prodierunt quatuor primi tomi in folio, initio facto ab antiquioribus, atque
in multos alios colleetio assurget. Portunam secundam sensi, quod nobiles
quosdam viros in ea urbe invenerim, qui et curam et impensas editionis
sibi suscepere. Id in Italia perquam rarum, quum tantae molis opera
assumuntur edenda. In Praefat. ad I tomum commendavi Thesauryi/m
vestrum, et D.* Vander Aa, tuique etiam mentionem feci, sed nescio an
prò dignità te illius, ncque enim tum probe noveram hominis meritum.
Multa prodibunt nondum edita, atque, ut spero, non exigua hinc effluent
commoda in Literatorum Rempublicam. Si tu quoque exemplar Operis
optas, faciam ut tibi fiat satis, dum tamen rationem ad te mittendi sug-
geras. Panormi Bibliotheca Sicula, quae omnes Rerum Sicularum Scrip-
tores complectetur, jam prodire coepit. Antiquiores ego in meam colle-
ctionem inferam. Romae jam evulgatae sunt Anastasii Bibliothecarii, Vitae
Romanorum Pontifìcum eum notis Blanchinii. V. C. duobus tomis in folio,
Plorentiae instruitur editio universarum veterum Inscriptionum Tusciae,
aliamque marmorum antiquorum Syllogen criticam parat V. C. Marchio
Scipio Maffaeus Veronae. Nunc mihi ad ejusmodi studia regredì non
-l'7S4] A MARIANGELO FIACCHI 2385
vacai. Tractatnm tantammodo italicam ntiper evulgavì de Caritate Chri-
stiana erga Proxitnum, isque magno strepitu circumquaque fertur. et ejus
continuo repetita est Venetiis editio, qnod nempe ab ìis dissenserim. qui
largitatem Fidelìuin in commodum suum a multis secalis convertunt, pan-
peribos post positis. Habes quae panca mihi in praesentia snccurrunt ad
rem literariam spectantia. Vale.
2255.
A MARIANGELO FIACCHI in Ravenna.
Modena, 24 Maggio 1724.
B1B1.10TSCA Classessk, Ravenna, edita [ISS].
Appena tornato in città dalla villeggiatura, ch'io m'era portato a
godere per cercare qualche ristoro alla mia poca salute, ritruovo qui
r ultima lettera di V. P. La ringrazio ora, perchè m' abbia suggerito una
via più facile di pagarle i paoli 54, eh' io le doveva. Questi sono stati
da me prontamente ' sborsati a quegli Ebrei Sanguinetti, però ne avvisi il
signor Gnudi. Non era di dovere, che alcuno si prendesse a pagare ciò
che a me solo toccava. È anche assai il favore fattomi di farmi goder
copia, e confrontata, di cotesto manoscritto: per lo che me le protesterò
sempre obbliga tissimo. Se saprò il nome di cotesto mons. illustrissimo
arcivescovo Crispi ', [Girolamo] volentieri farò menzione anche di lui, es-
sendo ben conveniente. Ma che il P. ab. Canneti personaggio, che ha pochi
pari fra i suoi, e fuori de' suoi, sia cosi mal corrisposto, è cosa di cattivo
esempio e me ne duole non poco. In somma questo benedetto mondo vuole
andare a suo modo. Non chi merita, ma chi può, fa tutto. Beato lui che è
provveduto di buona filosofia. Se ha V. P. occasione di scrivergli, gli ras-
segni il mio rispetto e aggiunga, eh' io nei giorni addietro gli scrissi a
Foligno, e desidero sapere, se. la lettera gli sia pervenuta, Con rassegnarle
il mio rispetto, mi confermo, di V. P.
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), n." 1 da Ravenna 1724.
2386 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'?S-4:-
2256.
A SIGEBERTO HAVERKAMP in Leida.
Modena, 24 Maggio 1724.
AucHivio Soli Muratori {R. Bibl. Est), Modena, edita [236].
Clarissimo ac Eruditissimo Viro Sigeberto Haverckampio
Ludovicus Antonius Muratorius. S. P.
Ingenti fuifc mihi voluptati literas a te accipere. doctissimo Viro,
siinulque dissertationem tuam, quam libentissime legi, aliisque legendam
dadi. Accipe nunc tu gratias, quas tibi debeo quam maximas, quod opi-
nionem dudum conceptam de singulari tua eruditione altius in me coufir-
maveris, et novum tuae erga me humanitatis documentum dederis. Addo
specimen Ambrosiani Josephi a te expetitum, sed diutius fox'tasse quam
putares a te expectatum. Noveris tamen redditam mihi tantummodo proxime
praeteritis diebus fuisse epistolam ac desiderium tuum. Ceterum non antea
didiceram novam a te instrui editionem operum Josephi: quod certe gra-
tissimum mihi fuit : Hudsonianam enim nondum conquisivi, tuamque utpote
majoribus praesidiis ac ornamentis institutam mihi et facilius et avidius
parabo. Miseram ego olim ad Hudsonum ipsum nonnulla adnotamenta mea
in antiquissimam Josephi versionem latinem, quam ambrosianae biblio-
thecae manuscriptus codex ex aegyptiaca papyro conflatus, ac propterea
venerandae antiquitatis. complectitur. An ad ipsum pervenerint, nunquam
certior factus sum. Tu, quaeso, animadverte num in ejus editione legantur,
neque enira contemnenda erant. Si quid aliud ad studia tua conferre possum,
ad nutus tuos me promptum semper invenies. Interim, ut me amare pergas,
etiam atque etiam rogo. Vale.
2257.
A CARLO BORROMEO ARESE in Cesano.
Modena, Maggio 1724.
BiBi-iOTHÈQuK Nationale, Paris.
Eccellenza.
Della ricuperata salute mi rallegro forte, ma non già di que' brutti
giuochi, che f a a i galantuomini l'impegno proprio, o la cabbala altrui, o
il mare sempre infido ed instabile delle Corti. Cesano ed Oriccio tutti bei
-IT» 34] A FBAN0K8C0 ARISI 238?
pascoli della filosofia, ma anche dell'umor nero. So ohe V. E. coll'ajuto
della prima tien lontano il secondo, e se la passa con allegria; ma io la
soffro mal volentieri ridotta a tanta dimestichezza co i morali e co i ro-
miti, quand'olia è fatta per vivere nel gran consorzio, e far del bene a
gli altri.
E poi m'ha dato da sospirare la remora sopravvenuta al viaggio pa-
triarcale. Può essere che non proceda ciò da principio cattivo, e lo spero ;
ma non lascio per questo di starne afflitto, e tanto più dopo aver saputo,
che costì tutto era pronto. Già metto per nuova ridicola, e per cosa im-
propria, che si volesse far portare le fascio a Vienna. Ho anche saputo
in confidenza, che costi si cercavano fedi, che l'aria di Novara farebbe
sloggiar presto dal mondo. In somma c'è da sempre più disinnamorarsi
di questo brutto mondo.
Di costà non lasciano di venir novelle assai risolute intomo alla
trasmigrazione. Noi qui crediamo, e speriamo il contrario; ma. per non
potere stendere un sol guardo nei penetrali, restiam col timore sulle
spalle.
Per eseguire gli ordini di V. E., ho inteso tutto dal P. Odescalchi,
e mi avanzerò a parlare per lui al Padron serenissimo. Cosa però che non
potrò fare, se non dopo il suo ritorno dalla fiera, giacché sono quattr'anni,
ch'io ho rinunziato a simili bagordi. Può essere nondimeno, che si truo-
vino difficultà a ben servirlo, perchè son due mesi che la patente d'an-
dare a Cremona gli è venuta, et egli si congedò da S. A. serenissima e
la licenza gli fu accordata, e forse volentieri. Le dirò in confidenza quel
che so. Questo è un buon religioso per sé stesso; ma il suo governo fu
si mal condotto, che. a memoria d' uomini, non era mai caduta questa casa
de' Teatini in tal discredito, e miseria come sotto di lui: colpa di un altro
Proposito prima di lui, che ha gi [ Incompleta ].
2258.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 1 Giugno 1724.
Musso Civico Cbkmohksk, edita [20B].
Amico amatissimo.
V ho da far perdere la pazienza. E pure ho bisogno che l' abbiate ora
più che mai. Tanto è ch'io corro dietro a una cronichetta dell' assedio
d' Aticona fatto da Federigo I, che ho stancato più d'un amico. Ma final-
mente ho saputo da buona pai'te, che tal manoscritto, unito ad altro di
Pier delle Vigne, fu comprato pel P. Giovanni B. Aribei^ti dell'Oratorio,
2388 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*7S4:-
abitante costi, e ch'egli il mandò a Venezia per venderlo o contrattarlo,
dove tuttavia si truova in mano del sig. Giovanni B. Loredano. Ora io
vi scongiuro di portare a cotesto degnissimo religioso e cavaliere i miei
rispetti, e il desiderio di poter pubblicare' essa operetta nella mia gran
Raccolta. Se vorrà prestarmela, siccome il supplico e siccome spero, gli
farò onore presso il pubblico. Se no, almeno venda a me esso manoscritto,
accennandomi il suo prezzo. Potrebbe consegnarsi in Venezia al corriere
di Modena che mei porterebbe a dirittura. So che ancor voi aggiugnerete
alle suppliche mie l'efficacia delle vostre parole, e di tutto conserverò
eterne le obbligazioni. Aspetto, in breve, risposta. Mettetevi su presto la
spada e il cappello, e volate a fare il negozio. Rassegnandovi con ciò il
mio immutabil rispetto, mi confermo, etc.
2259.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 1 Giugno 1724.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [176].
Risposi nell'antecedente mia ad alcune querele di V. S. illustrissima
e me ne veggo giugnere dell'altre nell'ultimo foglio suo, alle quali io non
so d'aver dato motivo alcuno. Se ho, per ubbidirla, detto a lei con since-
rità, che le note sue mi sono sembrate alquante diffuse, ciò non vuol dire
che non mi siano piaciute. Ella è uomo che sa molto, e scrive con giu-
dizio sempre, e per conseguenza le cose sue debbono piacere a tutti. Ho
dunque significato che credo miglior partito quello di inclinare più tosto
alla brevità nelle note, lasciando anche al lettore un po' da fare, e suppo-
nendolo talvolta non bisognoso di certe notizie. Veggo che i migliori fanno
così, e benché noi sappia fare io, lo stimo però in altri. Eccole il mio sen-
timento. Lo sdegnarsene vuol dire che io avrei fatto meglio a non aprir
(bocca?). Mi soggiugne ella, ch'io tronchi e tagli, che, non facendolo,
mostrerò poca confidenza con esso lei ; ma, facendolo, ci è egli dubbio, che
sia interpretato per temerità? A riserva di due o tre cosette, ch'io aveva
già notato, il resto non si può propriamente accusare di superfluità, e, dap-
poiché è fatto, né pur io so mettervi le mani. Ho nondimeno notato al-
cuni pochi luoghi, e poi mi sono fermato, per dirle in conclusione, che
credo meglio il lasciar correre tutto, che in fine il suo lavoro é migliore
senza paragone delle note d'Angelo della Noce e di Costantino Gaetano,
che non la finiscono mai. Io non vo' parlar d'altri, perché non lice.
Quanto poi alla continuazione delle note dell' Osio al Morena, le faccia
pure V. S. illustrissima, che saranno convenienti. Basta scegliere que' soli
-l'?34] AD UBEBTO BENVOQLIENTI 2389
passi, che meritano d'essere illustrati, figurandosi che i lettori han d'avere
sotto gli occhi Ottone Frisingense. Raderico e Ottone da S. Biagio e si-
mili contemporanei, e che perciò il confronto con essi non occorre. Vada
stretto, e si assicuri di piacer molto più. Quel benedetto Osio nelle note
ad Albertino Mussato, che dovranno ristamparsi, attedia : tanto è prolisso.
Spero che il corriere d'oggi porterà seco Landolfo e l'anonimo Co-
masco. Scrivo che le mostrino amendue le prefazioni. Pregandola intanto
di accogliere colla sua solita amorevolezza ciò che le scrivo, le rassegno
il mio rispetto, e mi confermo, etc.
2260.
AD UBERTO BENVOGLIENTI in Siena.
Modena, 16 Giugno 1724.
BiBLioTKCA CoMcxALE, Siens, edita [1^].
Prego V. S. illustrissima di perdono, se cosi pigramente corrispondo
alla prontezza ch'ella sempre mi mostra in favorirmi. Ne' giorni addietro la
mia sanità è stata afflitta, ne ora ho abbondanza d'essa. Bisogna ch'io
la vada prendendo come Dio vuole.
Le cronache da V. S. illustrissima inviatami sono quelle di Andrea
Dei. continuate da Angelo di Tura sino al 1352. Succedono quelle di Neri
Donati sino al 1382. Dal quale anno fino al 1402 nulla vi ha. Vi ha
poscia la storia latina di Giovanni Bandini. continuata da Francesco
Tommasi e Pietro Rossi, colle giunte d'esso Tommasi alla storia di Ago-
stino Dati.
Finalmente succede il Diario dell' Allegretti fino all' anno 1480.
Se dunque si potesse ottenere qualche pezzo da empiere il vacuo sud-
detto dal 1382 sino al 1402, o per dir meglio fino al 1410, ne avrei gusto;
e così daremmo compiuta cotesta istoria.
Le rendo grazie di quanto V. S. illustrissima mi ha accennato intorno
alla voce ligrittiere e a Ser Gorello. Ne farò buon uso. Il signore Apostolo
Zeno ha un testo con lunghe note di Jacopo Burali. e me n'ha mandato
un saggio.
Con ratificarle il mio rispetto, mi rassegno di V. S. illustrissima, etc.
2390 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*?S4:-
22G1.
A GIUSEPPE MALASPINA DI SJ^ MARGHERITA in Monleale.
Modena, 22 Giugno 1724.
Haccolta Palmieri, S. Paolo, Roma.
Siccome in altra mia significai a V. S. illustrissima, mi capitò alle
mani, senza ch'io lo cercassi, un manoscritto migliore delle cronache
d' Asti, e in oltre un poema isterico di Antonio Astesano de' fatti di quella
città. L'ho già confrontato colla copia ch'io ne avea fatto fare mercè del
benigno prestito ch'ella mi fece del testo suo, e crederei di avere accon-
ciato r ossa bastantemente ad esse cronache. Le ne dò parte, acciocché
il tempo ch'ella aveva destinato d'impiegare intorno alle medesime cro-
nache, V. S. illustrissima possa impiegarlo in altre sue più premurose oc-
cupazioni, giacché ho quanto basta per fare una convenevole edizione. La
dispenso ancora dall'impiccio delle note, perchè, essendo cresciuto il nu-
mero delle cronache da stamparsi, io non vorrei che il pubblico si aggra-
vasse per la multiplicazione di tanti tomi, oltre all'essere gli scrittori
Astensi alquanto vicini a' nostri tempi, né facendosi note ad altri simili
autori. Per altro a lei sola attribuirò, siccome è di dovere, il dono; anzi
da lei riconoscerò anche il poema dell' Astesano e qualche altra cosa, da
che altri non vuol essere nominato. So ch'ella userà in ciò il conveniente
segreto.
Con tal congiuntura le rinnovo la memoria del mio rispetto, e mi
confermo, di V. S. illustrissima.
2262.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 22 Giugno 1724.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [176].
Mi credeva io d' aver fatto da paciere, d' avere insieme accordato due
miei riveritissimi amici, e di avere con riputazione parlato dell' uno e
dell'altro e. delle loro sentenze. Non l'ho indovinata. Rispondo io adunque
d'essere dispostissimo a levar via quel mio giudizio tutto, quando vera-
mente V. S. illustrissima abbia ragioni nuove tali, che lo mostrino mal
fondato. Ma quando ciò non fosse, e sussistesse veramente il mio senti-
mento, siccome può essere, perchè par troppo difficile che il poeta comasco
-l'73"4] A CASSIODORO MONTAQIOLI 2391
s'ingannasse in cosa si fresca, e così viene a salvarsi anche l'asserzione
di Landolfo, vegga ella se fosse più proprio o il rimettersi ella nelle sue
note al ripiego da me suggerito nella prefazione, o pure ridaca in termini
più moderati e di suo genio la mia prefazione, che me ne contento. Io
non do ragione a me: tutti l'abbiam da dare alla verità. Ella ha retta-
mente sostenuto che la vera e legittima elezione fu fatta come narra Lan-
dolfo. Io ho creduto di poter dire, che non sia sognata anche l'altra. Se
non l'ho detto in maniera che a lei piaccia, sia cura di lei il supplire:
che per altro non è sembrato a me di mancare verso di lei, da che ho
approvata la di lei opinione, con solamente suggerire la concordia con
quella del P. Stampa.
Rassegnandole con ciò il mio rispetto, mi confermo, etc.
2263.
A CASSIODORO MONTAGIOLI in Montecassino.
Modena, 29 Giugno 1724.
Biblioteca del. Seminario, Pesaro, edita [108].
A disposizione di cotesti riveritissimi Padri, e di V. P. son qui il
tomo III e IV Rerum Italicarum, cioè la continuazione dell'opera, per cui
ve faticando. E però la prego dirmi, se gli ho da consegnare al P. cel-
lerario qui di S. Pietro, oppure come abbia a contenermi per renderla
servita. E eoa tal congiuntura, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo,
di V. P.
2264.
ALLO STESSO in Montecassino.
Modena, 13 Luglio 1724.
BiBLiiOTCCA DSL SsMivABio, Pesaro, edita [106].
A questo P. cellerario Forni ho consegnato i due nuovi tomi con
pregarlo di farli gingnere a V. P. Il prezzo d'essi è lo stesso, che dei
due primi. Non vorrei che la fiera gragnuola, la quale si dice caduta nel
Mantovano, avesse saccheggiato S. Benedetto.
Siamo alle vacanze, né odo ch'ella parli di visitare la mamma. Di
grazia non dimentichi i poveri Gemignani. Con che. rassegnandole il mio
rispetto, mi confermo, di V. P.
2392 LODOVICO ANTONIO MURATORI [17'S4-
2265.
A GUIDO GRANDI in Pisa.
Modena, 14 Luglio 1724.
R. BiBi^ioTBCA Nazionale Centrai^e, Firenze.
Bel monumento, che m'ha fatto godere la sempre benefica bontà di
V. P. reverendissima nell'epitafio di Cunegonda moglie del famoso mar-
chese Azzo. Me ne sarei fatto un grande onore nelle Antichità Estensi;
ma nella prima prefazione, eh' io farò concernente le storie Ferraresi da
stamparsi nella gran Raccolta, ne regalerò il pubblico con protestarne la
gratitudine, che a lei debbo. Intanto mille grazie le rendo pel grato fa-
vore. Da' rimasugli dell'altro marmo non so cavare cosa alcuna di buono,
a riserva dell'Arme estensi.
Non ho il Bellum Lucanum del Bevilacqua, ch'ella mi accenna, e
immaginandomi che sia operetta ben fatta, la prenderei volentieri per inse-
rirla al suo sito nel corpo Rerum Italicarum nel quale desidero di proce-
dere il più che posso con qualche filo di cronologia, mettendo innanzi gli
scrittori più vecchi di mano in mano. Anche di tal notizia mi protesto
ben tenuto alla di lei benignità. Ma delle cose avvenute tra il 1400 e il
1500 v'ha tanti scrittori, ch'io ne son quasi stucco. Ne avrei bisogno di
quei dalla barba bianca. Et è un gran che, che cotesta nobil città altro
non abbia che quelle cronachette pubblicate dall' Ughelli, e di scorrette.
Darò fuori un trattatello de Captivitate Pisarum del Palmieri : ma queste
non son gemme da fare onore a Pisa.
Pazienza : anche col dominio saran passate altrove le memorie. Intanto
non so figurarmi che il fecondo ingegno di V. P. reverendissima stia in
ozio. Ella, che può, faccia, giacché veggo molto smunto il Giornale d' Italia.
Scriverò dunque ad Arezzo, e qui, rassegnandole i più vivi sentimenti
del mio ossequio, mi confermo, di V. P. reverendissima.
2266.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S."^^ MARGHERITA in Monleale.
Modena, 20 Luglio 1724.
Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma.
Uno de' principali motivi per cui aveva io esentato V. S. illustrissima
dalla continuazione delle sue note a gli storici astensi, era, et è che molti
-1784] A. CAMILLO BIZZONI 2393
si sono lamentati di tante note ohe hanno fin ora occupato gran sito
ne' tomi usciti alla luce. Dicono che non finirà mai quest'opera, e ch'essi
vogliono storie vecchie, non commenti moderni. Perciò s'è levata mano a
Milano, e s'andrà adagio a dar più fuori note recenti; e pure s'è trat-
tato finora di storie antiche, le quali maggiormente ne parevano capaci.
S'aggiunse ch'io non credeva che V. S. illustrissima avesse lavorato se
non poco intorno a quegli scrittori. Odo ora le savie riflessioni sue. e
rispondo tale essere il mio ossequio verso di lei, che non intendo di lasciar
perire la fatica sua. purché questa sia discreta e consistente in note brevi.
Mi avvisa ella per esempio del suo ragionamento intorno all'origine
de' Guelfi e Gibellini. Probabilmente questo sarà troppo, e massimamente
perchè l' Osio nelle sue spropositatamente prolisse note ad Albertino Mus-
sato, le quali si dovranno ristampare nell'opera, ne ha trattato difiusa-
mente, senza nulla dire di ciò che ho notato io nelle Antichità Estensi.
con figurarmi che poco di più si potrà dire per rischiarare quel punto.
Lo stesso dico per gli Templarj, intorno alla destruzione de' quali non solo
il Ventura, ma assaissimi altri hanno parlato con vari sentimenti, e pochi
anni [ fa] usci anche un libro su questo medesimo argomento. I due Moreni
furono amendue sotto Federico I e io per me nulla so del P. Beretta. Ma
s'egli pensasse di produrre note prolisse, non acconsentirò. Pertanto, se
V. S. illustrissima avrà la bontà di accomodarsi al bisogno dell'opera
nostra e al desiderio de i lettori, ed anche al mio debole giudizio, finisca
pure le sue note e me le mandi, che la servirò. Del resto la copia di
quegli storici di cui mi son valuto, non aggiugne tali cose, che importi
inviarle il mio testo. A riserva di qualche giunta ove parla di Eccelline,
il resto consiste in correzioni di qualche parola. Ma se ancor questa mia
copia ella persistesse a volerla, quando l'avrò inviat-a con altre Storie a
Milano, darò ordine che le sia data : cosi portando la gratitudine che a
lei debbo, e quel singolare ossequio con cui mi confermo, di V. S. illu-
strissima.
2267.
A CAMILLO RIZZONI * in Verona.
Modena, 3 Agosto 1724.
Abchivio GAPrTOLARK, Verona, edita [189].
Porto a V. S. illustrissima, a monsignore Arciprete, e a tutti cotesti
da me riveriti signori del Capitolo, i dovuti ringraziamenti per la benigna
* Di questo corrispondente non si hanno responsive in Archivio Soli Muratori
( R. Bibl. EsU ).
2394 LODOVICO ANTONIO MURATOKI [l***3-4-
disposizione, in cui li veggo di lasciarmi faticai-e in cotesto loro Archivio,
si per onore della lor patria, come per benefizio del pubblico. Questa for-
tuna l'ho desiderata, anzi sospirata per l' addietro in tal forma, che per
due volte mi portai costà, ma senza poter mai ottenere l'intento. Ora mi
è di gran consolazione l'intendere aperto a me l'adito; ma debbo dire in
confidenza a V. S. illustrissima, eh' io venendo costà non mi troverei quieto
per l'apprensione de' politici riguardi di cotesti pubblici rappresentanti, i
quali, se fossero avvisati, potrebbono impedire: e non avvisati, maggior-
mente concepirebbono de i sospetti, se venissero a scoprirmi; et io certo
non potrei, né vorrei starmene costi nascoso. Non v' ha dubbio, eh" io
nulla desidero, e nulla cerco, se non cose gloriose pel nobilissimo lor Capi-
tolo, e per Verona, e terrei a patto, che fosse destinata persona dal Go-
verno, la quale minutamente esaminasse qualunque documento io copiassi.
Ma se mai la gelosia si cacciasse in capo ad alcuno ( il ohe è facilissimo ),
tutta Brescia non sarebbe bastante a levarmela.
Su queste riflessioni io propongo più tosto un'altro partito. Cioè giu-
dicherei meglio r inviare costà un' altro me, cioè il mio sostituto, prete,
persona, a cui ninno porrebbe mente, e che, al pari di me, intende i carat-
teri delle carte antiche, e secondo la mia istruzione potrebbe pigliare tutto
ciò, che fosse più a proposito per la gloria di cotesto Capitolo tanto da
i manuscritti, quanto dalle antiche pergamene. So, che posso promettermi
assaissimo di lui per ben servire cotesti signori, e so che questa è la
forma più spedita e sicura per ottenere il fine proposto. Prego dunque
V. S. illustrissima di comunicare tal proposizione al gentilissimo monsignore
Arciprete, con pregarlo sopra tutto di non lasciar traspirare fuori del
Capitolo cosi buon disegno, affinchè a ninno cadesse in mente di distur-
barlo. Secondo le risposte, che da lei mi verranno, regolerò le ulteriori
risoluzioni; e intanto, con protestarle le mie vive obbligazioni, e il singoiar
desiderio mio di servire alle nobili idee di cotesto insigne Capitolo, le
rassegno il mio ossequio, e mi confermo di V. S. illustrissima.
22G8.
AD ALESSANDRO POMPEO BERTI in Aquila.
Modena, 4 Agosto 1724.
R. Biblioteca, Lucca, edita [153].
Non, perchè V. R. dimori in cotesto romitaggio, vo io dicendo di non
volerle scrivere, ma si bene il mio desiderio è di scriverle fuori di cotesto
romitaggio. E pure nulla mi dice ella della sua liberazione. Gran cosa che
i suoi superiori lascino come perire un talento, che potrebbe spiccar tanto
-l'^S^:] A COSTANTINO GBIMALDI 2395
in qualche ampio teatro! Io non lascio di spronare co'desiderii la buona
ventura, tanto che riporti la di lei amatissima persona in questi nostri
più amoi'evoli e gustosi paesi.
Aveva io scritto di volerle inviare di qua i tomi finora stampati
Rerum Italicarum. Ma essendosi poi risoluti que' signori che fanno la
stampa a loro spese in Milano, d' inviarne molte copie a dirittura al Padre
Zeno, acciocché le distribuisse a chi n'avesse avuta voglia, e considerando
io che il porto sarebbe costato più inviandole da Modena, desistei dal-
l'impresa, e tanto più che delle copie inviate qua n'ebbero poi bisogno in
Bologna. Finora quattro tomi han veduta la luce. Il quinto si avvicina
al fine; e, purché Dio ci mantenga la pace, spero che l'impresa vada fe-
licemente innanzi.
Il diploma del re Ruggori è cosa a proposito: e se avrò una volta
quella benedetta Cronaca Casauriense, che finora non si é lasciata vedere,
ve r aggiungerò come regalo di V. R. Uscirà, a Dio piacendo, la Cronaca
diffusa del monaslero di san Vincenzo al Volturno, che già è in mio
potere. Se il Padre abate Grattola non avesse egli faticato per sé nelle me-
morie di Monte Cassino, avrei ricevuti altri rinforzi di là. Ma faremo senza.
Sia ella certa che ninna lontananza farà punto sminuire la stima e
l'aflFetto che a lei professo. Solamente la desidero nel commercio degli
uomini. Non è molta la mia sanità: ma però sono in piedi. Patisco di
fiere vigilie. Ma, comunque io stia, sempre sto qui a" di lei comandamenti ;
e, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. R. etc.
2269.
A COSTANTINO GRIMALDI in Napoli.
Modena, 4 Agosto 1*^4.
Akcoivio Soli Mcratobi (B, BibL BbU), Modena.
A quest'ora dovrebbero esser giunte a V. S. illustrissima le due copie
de" tomi III e IV [Rerum Italicarum'] es-endomi per altro dispiaciuto non
poco l'indiscreto ritardo, che mi è convenuto questa volta digerire nella
spedizione de' medesimi.
Spero, che in avvenire non ne riceverà alcuna persona prima di lei.
Quanto al prezzo, è lo stesso, dei primi tomi. E questo con quello dei
suddetti primi, detratto l' importo de' libri a me inviati, V. S. illustrissima
se potesse farlo avere in Roma, o al sig. abate Falconi \ [Nicola] o al P. Ce-
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori {R. Bihl. Est.), n." 18 da Roma e Na-
poli 1724- '49.
2396 LODOVICO ANTONIO MURA-TOBI [1*734-
rati [Gaspare] dell' Oratorio, o al sig. abate Giacobazzi ministro del mio
Padron serenissimo di Modena, sarà ben consegnato, et io gliene resterò
molto tenuto.
Ho veduto l'idea della storia letteraria del sig. abate Gimma [Gia-
ciuto] e appunto V idea m' è piaciuta di molto, ma, a fornire si vasta im-
presa, vi manca di molto ancora. Merita nondimeno molta lode l'autore, et
io gli auguro maggior provvisione di libri.
Avendo appunto veduto, cbe, per istampare l'opera suddetta del signor
Gimma. è convenuto costi formare una società, perciò non mi meraviglio,
se né pure si truova chi ristampi il mio Trattato della Carità.
Se non riuscirà il suo benignissimo zelo di provvedere un nuovo stam-
patore, poco importerà, ma io non lascierò per questo di protestarmele
sommamente obbligato. Già esso libro è dedicato all'augustissimo Impera-
tore, e però se mai venisse il caso di farne costi un'altra edizione, so che
V. S. illustrissima farà star salda essa dedicatoria, e tanto più perchè
spero di ricevere in breve un sensibile attestato del gradimento che ne
ha mostrato esso Monarca.
Mi fanno sperare da Vienna anche la vecchia cronaca del Gravina,
che è però malconcia dal tempo, e però ricamata di lacune. Tuttavia sarà
un buon regalo al pubblico. Cosi potessi ottener altre vecchie memorie di
cotesto regno e metropoli. Con tutto l'ossequio mi rassegno.
2270.
A CASSIODORO MONTAGIOLI in Montecassino.
Modena, 10 Agosto 1724.
BiBLioTBCA DEL Sbminakio, Fesaro, edita [ 108].
Dal P. Procuratore Cervi ho con tutta puntualità ricevuto 5 fìlippi
e due paoli, importo del tomo III e IV Rerum Italicarum che V. P. avrà
ricevuto, o riceverà : e di ciò mi protesto ben tenuto alla di lei gentilezza.
Venga ella intanto a prendere l'aria migliore della patria, e a ristabilire
la sanità, la quale mi è dispiaciuto d'intendere che sia stata incomo-
data ne'giorni addietro; e, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo,
di V. P.
-l'?S'4] A FBANCESCO DE AQUIEKE 2397
2271.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 16 Agosto 1724.-
Ahcbitio Soli Mdbatori ( B. BibL EtU ), Modena.
Mercè dell'avviso con tanta gentilezza datomi da V. P. reverendis-
sima, ho avuto giusto motivo di rallegrarmi della buona sorte del mio
Trattato della Carità, il quale nondimeno bramerei che portasse più utile
ai poveri, che gloria all'autore. In Torino quel Sovrano ha ben provve-
duto: ma qui manca una ruota maestra, e solo si va facendo quel poco
che si può. Delle copie d'esso libro donatemi dal Soliani mi ha talmente
esausto il volo preso di dedicarlo a S. M. Cesarea, e questa Corte, e
Roma, che non ho potuto farne parte a'padi'oni ed amici. Io intanto le
rendo somme grazie per l'interesse, ch'ella si benignamente si prende di
tutte le cose mie. e condolendomi seco pel nuovo taccole sopraggiunte
costi alle sue spalle, con tutto l'ossequio mi rassegno di V. P. reveren-
dissima.
2272.
A FRANCESCO DE AGUIRRE in Torino.
Modena, 17 Agosto \124i.
Saccolta Ckktskxa, Amsterdam, edita [91].
Da Venezia mi è finalmente giunta la seconda parte di cotesta Ajm-
logia, da me letta con singoiar piacere al pari della prima. Se questa non
è si frizzante, è almeno più dottrinale di quella, e perciò degna del dot-
tissimo autore Mille gi*azie adunque a V. S. illustrissima e al gentilissimo
sig. Lauro per questo nuovo attestato del loro sapere, e della loro somma
bontà verso di me, giacché, oltre al gratissimo regalo, ho veduto ancora il
mio nome si onorato in esso libro. Veramente dopo aver io detto tanto
male del Tesauro, e dei concettini falsi nella mia Perfetta Poesia, temeva
di aver dato poco gusto a cotesti ingegni ; ma per mia fortuna veggo tutti
valentuomini luminosi nella Università di Torino, collegati meco ad abbat-
tere il cattivo gusto, che me ne son consolato grandemente. Auguro loro
occasioni di nuovi cimenti, perchè la prima è stata gloriosa, e tali spe-
rerei anche le altre.
Mi sarebbe pur caro l'indice di que' manoscritti, che costisi trovano
Epistolario di Lodovico Antonio Muratori. — VoL VL 152.
2398 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*734-
di storie latine e volgari inedite di cose d'Italia, purché composte prima
del 1500. Vorrei pur far onore anche a cotesta bella parte d'Italia.
E, con supplicarla di conservarmi il suo stimatissimo amore, le ras-
segno il mio ossequio e mi confermo etc.
2273.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 24 Agosto 1724.
Archivio Soli Mukatobi (R, Bibl. Est.), Modena.
Tanto bella è la scoperta proposta a V. S. illustrissima dal signor
marchese del Borro, ch'io peno a crederla quale è stata rappresentata.
Tuttavia bisogna assolutamente chiarirsene, ed avendone io parlato a chi
si dee, la risposta è, ch'ella pure, con la sua nota attenzione e destrezza,
tiri innanzi l'affare, e procuri di aver sotto gli occhi il manoscritto,
giacche al resto non manca a lei abilità di chiarirsi, se sia componimento
antico legittimo, o pure recente ed apocrifo. Il mio sospetto è, che possa
essere un' impostura del famoso Galluzzi, del che ella potrà accorgersi
all'esame del carattere stentato, se paresse antico, o se recente, al ben
considerare il contesto delle cose, la dicitura, ed altre circostanze a lei
ben note. Quando si credesse veramente fattura antica, e cotesto cavaliere
voglia mantenere esso manoscritto per cosa autentica, tratti pur' ella della
ricognizione da farsi^ che è ben dovuta, e sarà adempiuta da questa parte.
Intanto io rendo somme grazie a V. P. reverendissima pel suo zelo in
servizio della serenissima Casa, e in profitto de' miei studj, e desideran-
dole pazienza pel nuovo taccole correggesco, le rassegno il mio rispetto
con protestarmi più che mai, di V. P. reverendissima.
2274.
ALLO STESSO in Milano.
Modena, 7 Settembre 1724.
Archivio Soli Muratori {R, Bibl. Est.), Modena.
Nell'Archivio dei canonici di Sant'Ambrogio non dovrebbe esservi
merce falsa del Galluzzo; tuttavia bisogna avvertirvi bene. E quando
quell'Azze non fosse chiamato marchese, sia V. P. reverendissima certa, che
non riguarderebbe la serenissima Casa, perchè non solevano mai que' Prin-
cipi nominarsi senza questo titolo. Bisogna vedere. Ma ella mi ha messo
-±'72'^] A PAOLO QAaLIARDI 2399
in una grau curiosità, e molto più con dirmi, che si vogliano stampare
costi tali pezzi, poiché se fossero autentici, dovrebbero entrare nella
grand' opera, altrimenti sarebbe vergogna, che uscissero per altra mano.
Che se, cotesta supposta Compagnia a me ignota, vuole stampar* ella tal
manoscritto, il Serenissimo non è più in obbligo di regalare. Torno però
a dire, che temo ridotta a nulla la promessa, perchè Azzo giudice non è
il marchese Azzo. Ella ha fatto bene a scriverne a S. A. serenissima, e
80 che continuerà con calore le ricerche. Intanto, rassegnandole il mio
rispetto, mi confermo di V. P. reverendissima.
2275.
A CASSIODORO MONTAGIOLI in Montecassino.
Modena, 9 Settembre 1724.
BiBuoTCCA DSL Skiiisaiuo, Posaro, edita [106].
Mi ha privato la mia villeggiatura del contento di riverire V. P. prima
del suo ritorno costà, e di ricevere i favori, ch'ella mi volea compartire.
Soddisfaccio come posso col presente foglio, in cni e vivamente la rin-
grazio, e le auguro felicità in cotesto soggiorno. Annesso viene il progetto
del fu cardinale Tommasi.
Non trovando io più il progetto della stampa dell'opere del P. Cri-
stiano Lupo, né sovvenendomi, qual sia il librajo, a cui pagai il danaro,
di grazia mei rimetta ella iu mente; e con tutto lo spirito, riverendola, m^
rassegno di V. P.
2276.
A PAOLO GAGLIARDI in Brescia.
Modena, 18 Settembre 1724.
BiBLioTBCA Civica, Brescia, edtta [S7].
In somma, tutto ciò che V. S. illustrissima intraprende a fare riesce
a maraviglia bene, e fa onor grande non meno a lei, che alla Lombardia.
la quale, con mia somma compiacenza, ha in lei un valente erudito, e un
giudiciosissimo scrittore: cosi ne avessimo molti. Quello che a me pare
anche più, si è, che io la suppongo non assai provveduta di libri, come
porterebbe il bisogno; e pure ella sa far tanto. Mi rallegro dunque con
esso lei vivamente del nuovo suo libro deffli antichi Cenomani, per cui
la sua patria, tanto illustrata, le dee conservare un' obbligazione perpetua ;
2400 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'TS^:-
siccome anch'io gliela conserverò grande per la bontà con cui ella mi ha
regalato d'un operetta tanto gustosa a leggersi, e stesa con uno stile si
ben purgato in italiano, come ella sa fare del pari in latino. La rin-
grazio non meno con tutto lo spirito dell' onore fatto al mio nome in essa
opera sua.
S'io mi fossi immaginato, che V. S. illustrissima fosse per dai*e l'Ollio
confine al territorio di Brescia, forse avrei raccolte più memorie, che il
mostravano una volta più ampio, allorché visitai gli archivi del vesco-
vado e del comune di Cremona. Ma, se a Dio piacerà, tratterò iuciden-
terneate di questo argomento. La mutazione de' tempi, e il bollore delle
guerre ha fatto di troppo mutar faccia ai Contadi.
Intanto assicurandola, che ella ha qui un grande estimatore del me-
rito suo, con tutto l'ossequio mi confermo.
2277.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 19 Settembre 1724.
Akchivio Soli Muratori ( R. Bìbl, Est. ), Modena.
Continui pure V. P. reverendissima il trattato intrapreso col signor
marchese del Borro quietamente : che dal canto mio si è osservato, e si
osserverà un religioso silenzio. Desidero io, che l'emulazione di cotesti
signori studiosi produca del bene in favore della Repubblica tutta, e
voglia pur Dio, che abbiano trovato, e non tardino a pubblicare mo-
numenti vari. Tale certo sarà quello, che a lei vien promesso col titolo
di Marchio all'Azze consaputo, il quale non potrebbe essere altri che
il nostro. Può ella immaginarsi, ch'io sto in una incredibile impazienza
per questo, sapendo, che i buoni milanesi non vogliono credere, che la
Casa d'Este abbia mai avuto dominio costi.
Aspettiamo a momenti il dottor Gherardi [Pietro Ercole] che, impa-
zientatosi, s'è partito da Vienna senza licenza del Padron serenissimo; ma
spero, che s'abbia a quotar la tempesta. E con rassegnarle il mio rispetto,
mi confermo, di V. P. reverendissima.
Supponendo, che ora si truovi costi il P. Lettore Berretta, invio la
lettera a s- Pietro in Gessate. Non vorrei essermi ingannato.
-l'TS'^l A. COSTANTINO ORIMALDI 2401
2278.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.»* MARGHERITA in Monleale.
Modena, 20 Settembre 1724.
Baccolta Palmikri, S. Paolo, Roma.
La mia villeggiatura mi avrà privato del contento di riverire e ser-
vire il signor marchese Malaspina di Villafranca. In una scappata che
feci in città ne chiesi conto, e mi fu detto che era stato all'udienza del
Padrone serenissimo più d'una volta, e che poi se n'era andato. Di più
non so dire a V. S. illustrissima di questo; so bene che m'è dispiaciuto
di non aver potuto conoscere in esso cavaliere un buon amico di lei, e
prestargli quel servizio che avrei bramato. Io dunque mi son goduto per
me i due spiritosi epigrammi di V. S illustrissima, e farò goderli ad
altri ; ma dubito forte che la nobil Casa Malaspina abbia a godere que' frutti
eh' ella desidera dal parente Pontefice.
Animo a continuare le annotazioni. Mi raccomando per la brevità ; e
che non illustri se non le cose astruse. Mi dicono aggiustata in Milano la
pendenza del nostro signor Sassi. Se è vero n' ho piacere. E, rassegnan-
dole il mio rispetto, mi confermo, di V. S. illustrissima.
2279.
A COSTANTINO GRIMALDI* in Napoli.
Modena; 27 Settembre 1724.
ÀKCHivio Soli Muratori, ( R. Bibl. B»L), Modena.
Per non aver ricevuto dopcrtanto tempo riscontro, che alle mani di V.
S. illustrissima fossero giunti li tomi III e IV Rerum Italicarum, comin-
ciava io ad inquietarmi per timore, che non si fossero dietro la via smarriti.
Mi ha tutto consolato l'ultima sua stimatissima, avvisandomi d'averli fi-
nalmente ricevuti, ed ella ha egregiamente fatto con far supplire i fogli
mancanti, perchè infine si tratta di uno stesso affare. Già ho scritto a
Milano, che in prima occasione di spedire costi il tomo V, già vicino ad uscire,
* Le lacune che il lettore avvertirà in questa e nelle altre lettere del Muratori
al Grimaldi sono riprodotte tali e quali dalle copie che esistono nellMrc/itrto Soli
Muratori ( R. Bibl. Est.). Le diligenti ricerche per rintracciare gli originali hanno,
fino ad ora, dato risultati negativi.
2402 LODOVICO ANTONIO MURATORI [IT^S-i-
ne mandino due copie anche per V. S. illustrissima e insieme i suddetti
fogli da rimettere nella copia difettosa. Quando ella potrà e vorrà, faccia
gi ugnerò il prezzo accennatomi in Roma, per ch'io non ne ho fretta veruna.
Un'altra buona nuova, e che mi ha toccato il cuoi*e, si è l'altra della
buona disposizione in cui si truovano le sue risposte di uscire alla luce
[presto] dalla sua mano Mi è solamente dispiaciuto [ sape] re sue non
sieno essendo rarissime, e indarno ricercate da chi pur le sospira.
Anche ultimamente un letterato di Verona, vessato da quell'Inquisi-
tore perchè insegna la iilosofia del Purcozio con minaccio anche del Ve-
scovo desiderava di poter battere Aristotile e chiese armi a me.
Gli significai che cercasse l'Opera di V. S. illustrissima, ma gli è
stato impossibile il trovarla.
Di grazia mi accenni qual sia precisamente l'argomento d'esse sue
risposte, et io già premetto i miei più divoti ringraziamenti per l' onore
che la sua gentilezza è per farmi nella suddetta occasione.
Non le ho detto di quel libro, che V. S. illustrissima mi fece avere
e per cui sempre più me le protesto obbligatissimo, quanto io doveva.
Gli diedi una scorsa tempo fa. Ora nella villeggiatura ho terminato di
leggerlo con di qualche tocca qualche corda con troppo ardire; ma
egli mette fuori tant' altre verità, che niun italiano osa dirle, che di libri
sì, fatti non se ne vede in Italia. Doveva egli ben prevedere tutto quanto
gli è di poi avvenuto. Ma questa povera verità oh quanto è mal veduta
da molti ! La ringrazio di nuovo, la ringrazio senza fine.
E sospirando l'onore de' suoi comandamenti, Le rassegno il mio os-
sequio, e mi confermo.
2280.
A GIUSEPPE RIVA in Londra.
Modena, 6 Ottobre 1724.
* K. Biblioteca Esiense, Modena.
L'Argelati, che non dee sapere quanto sia pesante la posta di Londra,
le inviava con sopra-coperta un'elenco del tomo V, e rinchiusa, con altro
simile al Vaillant. Per questa volta lascio correre la lettera pel librajo.
Da qui innanzi troveremo ripiego. Rendo ora grazia a V. S. per la sua
carissima risposta dello scorso mese, e mi rallegro della sanità sua e del
mio bene stare nel suo animo. Non è già molta la sanità mia, e per questo
non ho potuto servire finora il nostro signor Rolli [Paolo Antonio ] ; ma
noi dimentico. Mei riverisca divotamente, e insieme l'amico Fiorentino che
io aspettava di ritorno in Italia. Per noi nulla mai di lieto, ma solamente
venti contrarii. Con tutto l'ossequio mi ricordo.
-l'?34] A GIUSEPPE MA.LASPINA DI S."'* MA-ROHERITA 2403
2281.
A CASSIODORO MONTAOIOLI in Montecassino.
Modena, 19 Ottobre 1724.
BiBLioTKCA DCL Skiìihario, Posaro, edita [1C6].
Il Coleti ' [ Nicolò ] di Venezia mi prega di far sapere a quel signor
di Mantova (panni il signor Arciprete della Cattedrale), che si associò
alla compera delle opere di Cristiano Lupo, che i due primi tomi furono
preparati per lui; e perciò mandi a pigliarli con isborsare la sua quota per
gli susseguenti. Prego V. P. di fargliene pervenire l'avviso; e qui, col vivo
desiderio di ubbidirla, le rassegno il mio rispetto, ricordandomi, di V. P.
2282.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.-^^ MARGHERITA in Monleale.
Modena, 26 Ottobre l'^4.
Saccolta Falmiebi, S. Paolo, Boma.
Tornato di villa, non ho mancato di parlare al Padrone serenissimo
intorno all' affare del signor marchese di Villafranca, con quella premura
che si conveniva ai comandamenti di V. S. illustrissima e al merito del
cavaliere. Le disposizioni son buone per ottenere quanto si desidera. In-
tanto io non ho potuto finora trovare chi parli di quella Laura d'Este,
figliuola di Don Prancesco, la quale fu maritata in uno de gli ascendenti
del suddetto signor marchese. Di grazia mi mandi un po' di ristretto dello
strumento allora seguito, eh' io attenderò con più polso a condurre il ne-
gozio, siccome spero, a buon fine.
Somma necessità ho di sapere anch' io ciò che V. S. illustrissima
scrive intorno a Massa, perchè anche Sua Altezza serenissima s' è allar-
mata air udire i movimenti liguri, che paiono ora alquanto fermati. De-
sidero di sapere se i Pichi e un duca napoletano, discendenti da femmine
Cibo, giustamente possano pretendere. E s' ella comunicasse anche a me
ciò eh' ella sa in questo proposito, son certo che il mio Padrone serenis-
simo ne avrebbe gusto. Dell' antico non m' occorre d' essere informato : ne
so abbastanza. Parlo de gli ultimi tempi. Con che, rassegnandole il mio
rispetto, mi confermo, di V. S. illustrissima.
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( R. Bihl. Est. ), n.° 11 da Venezia 1723- '27.
2404 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*734-
•2283.
A BRANDOLINO BRANDOLINI * in Forlì.
Modena, 28 Ottobre 1724.
Archivio Dall'Aste Brandolini, Forlì.
Mia buona ventura fu, che si trovasse costi il P. Ramazzini ' [Antonio]
sì congiunto a me d' amicizia ; ma di lunga mano maggiore fu la mia ventura
neir aver egli trovato in V. S. illustrissima un possessore di belle antiche
memorie, e poi tanta gentilezza in lei che m' abbia voluto confidare le due
cronache manoscritte di Foì'lì e di Cesena.
Non ho finora voluto rompere il silenzio; ma ora soddisfaccio al mio
dovere con portarle i miei più divoti ringraziamenti per gli tanti favori
a me compartiti, e de' quali farò io bene la dovuta menzione nella prefa-
zione ad esse cronache. Sono amendue da stimare. Quella di Cesena ab-
braccia del paese, e va seguitamente con buone notizie. Quella di . Forlì
ne ha delle stimabili molto fino al 1300, ma poi 1' autore manca nel più
bello, e solo si perde a narrare le cose de' bolognesi : segno eh' egli ha rac-
colto la sua narrativa da varie storie, e che la vecchia di Forlì non do-
vette essere continuata. Sia come esser si voglia, faranno queste due cro-
nache buona comparsa nella mia gran Raccolta, e saranno di gloria a Forlì,
e alle circonvicine città, e a V. S. illustrissima, da cui spezialmente le
riconoscerà il pubblico.
Resta ora che divisiamo la maniera sicura di rimandarle costà, pre-
mendomi molto, che ritornino senza pericolo alcuno. Fino a Bologna, et
anche ad Imola spererei occasioni buone. Se mai anch' ella dal canto suo
potesse cooperare, n' avrei ben gusto. Se no, starò* ben tanto in pratica,
che capiterà congiuntura direttamente per costà. Non voglio, che le az-
zardiamo per la posta.
Io non m' inoltro a supplicare V. S. illustrissima che. se mai le capi-
tassero alla mano altre simili storie, anche delle vicine città, voglia con-
tinuare il corso della sua beneficenza verso di me; perchè mi persuado,
che se altro avesse potuto somministrarmi, 1' avrebbe fatto a quest'ora.
Tuttavia chi sa, che l'andare pescando non le facesse dissotterrare qual-
ch' altra gemma. Certe memorie, che mi accennò il P. Ramazzini, forse io
le ho qui; ma in ogni caso non meritano di uscire in luce, perchè dispia-
cerebbero a qualcuno.
* Responsive in Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), n.° 8 da Forlì 1724-26.
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), n.° 6 da Forlì e Modena,
1723-'35.
-1*7S4] A CA8SIODORO MONTAQIOLI 2405
Prego la benignità sua di accordarmi, o. per dir meglio, di conser-
varmi la sua stimatissima padronanza, e di rassegnare il mio rispetto al
gentilissimo signor conte Monsignani ' [ Fabio Antonio ]. mentre con tntto
r ossequio mi protesto, di V. S. illustrissima.
Soggiungo, che pubblicherò un pezzo di storia del Porcellio Napole-
tano, che neir anno 1452 era presente alla guerra fra Veneziani e Fran-
cesco Sforza duca di Milano, e la descrisse, ove è fatta in più luoghi
onorevolissima menzione di Tiberto Brandolino une de' di lei gloriosi an-
tenati, e di Ettore suo fratello morto allora in battaglia, coli' epitaffio
fattogli da esso Porcellio.
2284.
A MARIANGELO FIACCHI in Ravenna.
Modena, 1 Novembre 1724.
Biblioteca Classknsf:, Ravemia, edita [18B].
Mi sono ultimamente posto a rivedere il buon Ricobaldo, che dal be-
nigno cuore di V. P. riconosco, e mi sono meravigliato di trovarlo si pieno
di favole, e d' anacronismi, fin quando s" accosta al fine. Tuttavia non
vo' lasciare di comunicarlo al pubblico, benché tutto quello, che v'ha d'an-
tico, a nulla serva per gli eruditi. Su tal disposizione avrei bisogno, che
V. P. vedesse, se v' ha dedicazione o prefazione alcuna tanto d' esso Ri-
cobaldo, quanto del conte M. M. Bojardo e, trovandosene, lo prego di far-
mele copiare, per potermene valere nella prefazione mia a dar qualche
notizia dell' Autore, traduttore e tempo dell' Opera e Versione. Cosi ancora
se mai in alcun sito Ricobaldo accennasse, di quali autori si sia servito
per tessere la sua storia. La prego di perdono, e sospirando anch'io le
occasioni di ubbidirla, con tutto il rispetto mi rassegno, di V. P.
2285.
A CASSIODORO MONTAGIOLI in Montecassino.
Modena, 2 Novembre 1724.
BiBLioTKOA DSL Sbmisabio, Posaro, edita [108].
Con rendere a V. P. le dovute grazie pel favore da lei fatto al li-
brajo Coleti, sono io a pregarla d' un' altro per me.
> Sue lettere in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), n.°3 da Forlì 1730.
2406 LODOVriCO ANTONIO MUEATOKI [1*7 2-4:-
Da Brescia il nostro P. Randini ha inviato a Maguzano, e racco-
mandato anclie al P. Abate di Mantova uh mio involtiùo, portato colà da
Vienna, e che di molto mi preme. Avrei dunque bisogno eh' ella ne cer-
casse conto, e, capitando, di procurar poscia sicura occasione, che mei porti
a Modena. Dico sicura: pazienza, se tarda. Desideroso anch'io de" suoi co-
mandamenti, e di udire la risoluzione del suo faticare, e soggiornare, con
tutto lo spirito mi rassegno, di V. P.
2286.
A BRANDOLINO BRANDOLINI in Porli.
Modena, 8 Novembre 1724.
Archivio Dall'Aste Bbandomni, Forlì.
Attenderò dunque sicura occasione per soddisfare a' miei doveri nella
restituzione de' libri di V. S. illustrissima, e intanto, per non perdere tempo,
ho fatto copiare que* pezzi più importanti, ove si parla del suo Tiberio
e inchiusi gì' invio.
Quando quella cronachetta nulla più contenga, che 1' altre inviatemi,
non occorre che la sua bontà s' incomodi, afl&nchè non caricassimo i lettori
0 la carta di robe inutili. Cosi ne pure fa per me 1' altra del Padovani,
perchè composta dopo il 1500. E però non mi resta che ringraziarla del
suo buon volere, contentandomi de gli altri sostanziali doni, che ho da
lei ricevuto.
Mi auguro bensì la fortuna di poterle anch' io comprovare con fatti
la mia gratitudine, e insieme quel distinto ossequio, con cui mi rassegno,
di V. S. illustrissima.
2287.
A CASSIODORO MONTAGIOLI in Montecassino.
Modena, 9 Novembre 1724.
Biblioteca del Semikario, Pesai'o, edita [108].
Serva questa mia per dirle in tutta fretta, che ho puntualmente rice-
vuto l'involto che da V. P. fu consegnato al Corriere: cosa di mia par-
ticolar consolazione, perchè contiene due cronache inedite, che io ho otte-
nuto da Vienna, e per conseguenza un tesoretto per me. Con ringraziarla
vivamente di questo favore, la prego di portare anche al reverendissimo
P. Abate i miei rispetti, e ringraziamenti, e, rassegnandole il mio ossequio,
mi confermo, di V. P.
-l*7S-4] A GIAMBATTISTA BIANCONI 2407
2288.
A GIUSEPPE RIVA in Londra.
Modena, 9 Novembre 17ìJ4.
B. BlBLIOTKCA E8TKK8X, ModeiUU
Ho inviata all' Argelati la lettera di V. S. a cui rendo grazie anch' io
per lo spaccio che si spera delle copie Rerum Italicarum inviate. Già il
primo volarne è stampato. Inchiusa le mando copia dell' epitafio di Cu-
negonda, che avrei volentieri inserito nelle Antichità Estensi. Lo stamperò
in altra occasione. L' ho fatto vedere a S A. serenissima, e le ho detto di
volerlo trasmettere a lei, acciocché ne faccia costi l' uso che crederà bene,-
essendo rara memoria, e gloriosa per cotesto regnante.
Non dovettero scrivere a V. S. la ritirata nel monastero di Reggio
della Serenissima, perchè fu una sua velleità senza ragione, e senza spinta
d'alcuno. Ella cacciò da se le sue damine, non volendone più, e un cava-
liere e altre persone; e. per non udire le loro querele, si ritirò. Partite le
persone ella se ne tornò tutta giuliva al suo solito soggiorno. Galanterie
franzesi. Ora, ella a Rivaltella, e il serenissimo sig. Principe a Rivalla
fabbricano, accrescendo i comodi di quei palazzi. Furono qui per la nascita
d'essa Serenissima, e passò tutto assai bene. Confesso il vero. Ho rimorso
di non aver finora servito il sig. Rolli, caramente da me riverito. Creda
che non ho un momento libero, e son caricato d' imbrogli miei, ed altrui
a dismisura. Farò subito che potrò. Bell' assunto la traduzione di quel
poema. Comperar io Les Essais, nò: che gli ho; ed è un gran chiacchie-
rone. H Boccaccio ristampato cosi garbatamente calerà di prezzo, ma sarà
ricei'cato. La casa Rovatti bene tutta, e caramente la riveriscono. An-
ch'olla mi onori di portare i miei rispetti al sig. Cocchi. E, con tutto lo
spirito, mi confermo.
2289.
A GIAMBATTISTA BIANCONI * in Bologna.
Modena, 15 Novembre 1724.
BiBLiOTKCA Ci:.ASSKxaE, Bavenna, edita [189].
Di grazia V. S. studi un poco per me, giacché mancano a me molti
libri delle cose bolognesi. Fu Lettore, credo di leggi, in cotesta Univer-
* Responsive in Archivio Soli Muraton{1i. Bibl. Est.), n.° 48 da Bologna e Roma
1722-'33.
2408 LODOVICO ANTONIO MURATORI \1'72'4:-
sità Buoncompagno Fiorentino, uomo dotto, e che lasciò molti libri. Fio-
riva nel 1221. Essendo io per pubblicare un opuscolo di lui, vorrei po-
terne dare qualche notizia più distinta al pubblico. Però la prego di stu-
diare Fra Leandro Alberti, Degli scrittori bolognesi, ed altri, che possano
aver parlato di quel valentuomo, da cui probabilmente discendono i si-
gnori Buoncompagni. Chi ha trattato di cotesta Università, e de' letterati
bolognesi, o lettori in Bologna, dovrebbe pure averne detto qualche parola.
A lei dunque mi raccomando. E supponendo, che abbia ricevuto un'altra
mia, coir avviso d'avere io in mia mano i manuscritti inviatimi, le rassegno
la mia vera osservanza, con protestarmi, etc.
2290.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.''^ MARGHERITA in Tortona.
Modena, 23 Novembre 1724
Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma.
Dal signor marchese di Villafranca ho riscontro del ricapito della
mia lettera, e con esso lui da qui innanzi tratterò del consapnto affare.
Veggo nella lettera del signor conte Governatore ch'egli adora tutte
le risoluzioni del Maggiorengo. Pare più spiritosa l' altra del signor conte
Carlo ; ma altro ci vuole a muovere, o a fermare quelle gran ruote, le quali
unicamente son mosse dall' interesse. E torno a dire che inutilmente si
esercita il zelo di V. S. illustrissima per la sua nobil casa. Plus offerenti
si darà il pallio. Per altro debbo dirle in confidenza aver io inteso, da
chi parlò col sig. Duca di Massa, che la voce sparsa non ha fondo di
verità, e ch'egli non è per fare contratto alcuno de' suoi stati. Gli effetti
ci mostreranno meglio la verità de i detti. Il punto grande è, che vengo
parimente assicurato che le femmine succedono, e son chiamate nelle inve-
stiture. Il che se è vero, né la casa Malaspina può pretendere, né altri
affacciarsi a far contratto. Bisognerebbe pur chiarire questo punto; altri-
menti nulla di sicuro, e si lavorerebbe in aria. E che può sperarsi di
una Corte, la quale vende Comacchio, che s' é provato dell' Impero, e della
casa d'Este?
Ringrazio io intanto, a nome del mio Sovrano, la bontà di V. S. illu-
strissima per tutto quello che riguarda gl'interessi di questa serenissima
Casa; e, ratificandole il mio rispetto, mi confermo, di V. S. illustrissima.
-l'734] A GIUSEPPE MALASPINA DI S.''* MARGHEttlTA 2409
2291.
A GIAN FRANCESCO MUSELLI * in Verona.
Modena, 30 Novembre 1724.
Archivio Capitolark, Verona, edita [215].
Secondo l'ordine datomi da V. S. illustrissima, furono poi consegnati
da questo Soliani alla persona consaputa i libri da lei richiesti. Mancano
fra essi la Vita di Carlo Maria Maggi colle sue Rime, stampate in Mi-
lano da Pandolfo Malatest-a, e Anecdota Graeca, stampati in Padova nel
seminario, i quali, quando a lei piacesse d'averli, potrà facilmente farli
venire di colà. Ma quel benedetto trattato De ingeniorum moderatione non
è possibile il trovarlo da comperare in Italia. È il Soliani tempestato pur
esso da altre parti; ma ripiego non c'è. Un libraio di Brescia desi-
derava di ristamparlo; ma io non condiscesi, per timore di svegliare in
Roma qualche nuovo torbido, da che passò bene il primo. Se mai si potrà
avere, ne sarà servita.
Intanto la benigna attenzione di V. S. illustrissima si adoperi per
cotesto antichità, a fine di far onore alla patria, e somministrare a me
l'occasione di servirla, e di giovare nello stesso tempo al pubblico. Cre-
derei bene che non si lasciasse penetrare il disegno, se non a chi può co-
mandare.
E supplicandola della continuazione della sua padronanza, con tutto
l'ossequio mi rassegno, di V. S. illustrissima.
2292.
A aiUSEPPE MALASPINA DI S.''* MARGHERITA in Monleale.
Modena, 7 Dicembre 1724.
Raccolta Palmieri. S. Paolo, Boma.
Tengo ordine dal Padron serenissimo di rendere ben vive grazie a V. S.
illustrissima per la copia della Investitura Massese, e per l'altre riflessioni
sue. che tutte ho comunicato all'Altezza Sua. Veramente ho veduto che anche
le femmine son chiamate a quel feudo : laonde veggo che si prepara a' buoni
Tedeschi un bel campo da mietere, e un seminario di molte liti. Si farà tal
difficultà a i discendenti da esse, che, o andranno colla testa rotta, o do-
* Responsive in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est. ), n.° 109 da Verona 1716- 'yS.
2410 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*734-
vranno spendere assaissimo. Il pretendere di viziare un' Investitura già com-
provata per due secoli, e quando ivi è espresso che quasi ì" Imperatore rico-
nosce per un gran benefizio fatto all'imperio per il voler pigliare l'Inve-
stitura, non credo che mai possa riuscire. Che altri si affacci, quando son
chiamate le femmine, non pare che torni il conto, per non tirarsi addosso
liti e spese eterne. Tuttavia si esaminerà meglio la faccenda, benché io
stia saldo in credere che nuli' altro si farà, se non preparare un buon boc-
cone all'ingordigia di chi ora non ha scrupolo di vendere Comacchio, pro-
vato in faccia al mondo di ragione Imperiale ed Estense, e posseduto. Eh
che oggidì ragioni, carte, scritture son voci e fumi vani, che si sperdono
per l'aria. Danaro vuol essere, e danaro tutto fa. Ho detto d' oggidi,
e dovea dire sempre. Il duca di Bovino Napoletano è il pretensore. Non
so se una Cibo sia stata maritata in Novellara. Se alcuno dovrà ottenere
quello Stalo, verisimilmente saranno i discendenti dalle femmine.
Aspetto nuovi lumi dal signor marchese di Villafranca, perchè io non
so trovar conto di chi fosse figliuola quella signoi'a Laura d'Este. Chi parla
di Don Francesco nulla ne dice. Anzi v'ha, fra le memorie mandate, una
che dice la signora d'Este sua madre. Allora che avrò quanto occorre,
mi adopererò con tutto vigore.
Già Comacchio si fa ito. E viva la gola e l'onnipotenza del danaro.
Con che rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. S. illustrissima.
2293.
A EUSEBIO AMORT * in Polling.
Mutinae, postrìdie idus decembris MDCCXXIV.
Biblioteca Ambeosiana, Milano, edita [176].
Consilia tua de edendis epistolis Visconti ad Carolum Borromeum
probo, et ab omnibus probatum iri spero, quando negotia tractant Triden-
tini concilii. quae sane non levis momenti esse consuerunt. Verum illud
moleste fero, me tuae de me conceptae spei respondere non posse; iam
enim abeunt XXV anni, ex quo mediolanensi urbi atque ambrosianae bi-
bliothecae valedixi, Mutinae exinde in patria mea moratus, et bibliothecae
serenissimi D, Ducis mei praefectus. Quod possum, tua vota commendabo
clarissimo et doctissimo viro Josepho Antonio Saxio, hoc est, ambrosianae
bibliothecae praefecto, qui, prò veteri necessitudine animoque in omnes li-
terarum cultores prono, nuUus dubito quin tuae inquisitioni satisfaciat. In-
* Responsive in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), n.° 1 da Polling (Ba-
viera) 1749.
•1*7 8-4] A CARLO BORROMEO ARES£ 2411
terea fateor me numquam legisse literas, quas mihì commemorasti, ac pro-
pterea sperare non desino, ipsas adhuc luce carere. Ad historiam indulgen-
tìaram quod attinet, difficillimum puto invenire buUam iubilaei, quam
cupis. Immo quam iubilaeum migrasse Mediolanum scribis, vis aliad in-
telligo quam indulgentiam plenariam ad formam iubilaei, qualis etiam per
orbem effusa est anno praesenti ex liberalitate summi pontificis regnantis.
Ceterum, ut probe nosti, ab expeditionibus christianorum in Saracenos ar-
cessenda est potissimum origo indulgentiarum, quas plenarias appellamus.
Eius etiam vestigia in primis ecclesiae seculi occurrunt. Porge, vir doctis-
sime, in agone quem tibi statuisti; et, si quid Mutinae tibi possum, exige
a me fidenter. Yale.
2294.
A CARLO BORROMEO ARESE in Milano.
Modena, 14 Dicembre 1724.
Akcuivio Borromeo Arese, Milano, edita [244].
Eccellenza.
Ogni di al santo altare bo sempre mandato e mando le mie preghiere
all'Altissimo nominatamente per la felicità di V. E. e di tutta la sua ri-
veritissima casa in isconto delle tante obbligazioni che le professo e che
vive staranno nel mio cuore finché avrò vita. Più fervorose le offrirò a
Dio nel prossimo santo Natale, acciocché piova sopra di lei tutte le piìi
desiderabili benedizioni. La debole mia, per altro devotissima, servitù, non
ha che pagare di più, se dall' E. V. non è impiegata co' suoi desiderati
comandamenti. Mi rallegro intanto che, ad onta degli anni, sia prosperosa
la di lei sanità e la sua mente vegeta al pari della gioventù nel maneggio
de' grandi affìari. Di ciò ebbi anche un bel riscontro ne' giorni addietro
in una lettera di V. E., che mi fu inviata da un cavaliere, e in cui ri-
conobbi lo spirito e la prudenza consueta, tutta tendente al servigio del-
l'Augustissimo. Io, all'incontro, sento gli anni che cominciano a pesarmi
addosso, e talvolta mi truovo si stanco e sazio del mondo, che va e vuol
andare a suo modo, che non truovo ne' bussoli della filosofia bastanti elis-
siri per difendermi dall' umor nero. Ma qualunque sia il mio stato, ha da
essere persuasa V. E., che. non ostante il mio silenzio, sono, ed eterna-
mente sarò tutto amore, ossequio e stima per V. E., da cui riconosco tanti
beneficj. Con questa protesta, e col vivissimo desiderio di sempre ubbi-
dirla, le rassegno il mio indelebil rispetto, e mi confermo, etc.
2412 LODOVICO ANTONIO MUfiATOBI [IT'S-é:-
2295.
• A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 14 Dicembre 1724.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [176].
Buon religioso che dee essere quello, di cui V. S. illustrissima leg-
gerà r inchiusa, non sapendo ancora eh' io da tanti anni non istò più go-
dendo il bel soggiorno di Milano. Ringrazio la di lei bontà pel favore fat-
tomi di levarla da cotesta posta e d' inviarmela. Ma io gliela rimando, e
con titolo di restituzione, veggendosi che il buon monaco ha avuto inten-
zione di scrivere al bibliotecario dell' ambrosiana, et ella è tenuta in buona
coscienza ad aiutare il di lui genio in cosa decorosa, come vo immagi-
nando, per Milano. Anzi inchiudo ancora la mia risposta, acciocché, s'ella
vorrà e potrà favorirlo, si serva, così parendole, del medesimo foglio. Che
se nulla avesse da scrivergli, in tal caso potrebbe rimandarmi l' una e
r altra, et io spedirei la risposta mia a dirittura. Mi perdoni se le reco
duplicato r incomodo.
Ma venire a Parma e non fare una scappata a Modena, oibò : e' è
della poltroneria. Un' altra volta un po' più d' animo, per poter poi dire
d' aver veduta la Secchia. Ricevei bensì i cortesi saluti suoi, che mi fu-
rono portati da un P, Benedettino, e per essi la ringrazio con tutto lo
spirito.
Con che, ratificandole il mio rispetto, e augurandole ogni più desiderabil
felicità nel prossimo santo Natale, mi confermo, etc.
2296.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S7^ MARGHERITA in Monleale.
Modena, 21 Dicembre 1724.
Raccolta Palmieri, San Paolo, Eoma.
Ma se V. S. illustrissima non mi fa giungere notizie più chiare del
padre della signora Laura d' Este marchesana di Villafranca, io mi truovo
arenato. Il signor marchese Azzo si rimette a lei ; et io, dopo aver cer-
cato, non so finora sciorre il nodo, perchè non m'incontro in chi ne parli.
Son poi accertato che veramente era avanzato il trattato di Massa,
ma che gli altrui gridi l'abbiano fatto abortire: e, quantunque non manchi
chi lo crede tuttavia in piedi, pure mi si fa più verisimile il primo avviso.
-l'7S4| A. OIUSEPPK ANTONIO SASSI 2413
Ho poi veduto le ragioni recate da V. 8. illustrissima per la Casa Mala-
spina, e, se si dovessero pesare in tribunale disinteressato, avrebbero gran
polso. Ma io sto saldo in credere che la decisione sarà fatta dal tribu-
nale della pecunia: e. se camperemo tanto, lo vedremo.
S'è gridato per Comacchio; ma s'è gridato alla lana. Eh che il mondo
vuole andare a suo modo, e non teme schiamazzi altrui, purché faccia il
suo negozio. Bisognerà inghiottire, giacché non si può di meno.
In congiuntura delle prossime sante Feste, le auguro dal Cielo ogni
più desiderabil felicità, e gliel' auguro col più intimo del cuore, perchè
l'amo e riverisco al maggior segno, et ella n'è degna.
Con che, sospirando l'onox-e de' suoi comandamenti, mi rassegno, di
V. S. illustrissima.
2297.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 28 Dicembre 1724.
Biblioteca Aubbosiana, Milano, edita [ 176].
Perchè non mi truovo qui un' intera edizione dell' opera di S. Isidoro,
mandai a cotesti signori quell'opuscolo attribuito ad esso santo dottore,
acciocché vedessero prima se era stampato. Dal carissimo foglio di V. S. il •
lustrissima intendo ora che il Loaysa lo abbia già dato alla luce. Adunque
non occorre inserirlo nella nostra Raccolta. Solamente sarebbe potuto farsi
quando fosse stato inedito, benché poco parli delle cose d' Italia. Perciò
qualora manchi qualche materiale al compimento della seconda parte del
tomo I, mi raccomando alla bontà di lei, acciocché si truovi qualche pezzo
da aggiugnere. V" ha da essere una vita di S. Atanasio vescovo di Napoli,
diversa da quella di Giovanni Diacono, e citata dal Baronie; ma io non
l'ho. Potrebbe pescarsi nell'-^cte Sanctorum del Bollando, e nell' .4cte del
Mabillone e nel Dachery, per vedere se vi fosse qualche pezzo antico. Ma
forse meglio di tutto sarebbono gli Annali de' Franchi pubblicati dal Lam-
becio. perchè sono rarissimi. Mio desiderio è che cotesti signori dipendano
dal prudente parere di V. S. illustrissima, che è unico costi per regolare
si gran macchina, tanto in questo come in tutt' altro; et io vivamente la
ringrazio per vedere sempre costante il suo buon genio a dispensarci le
sue grazie.
E dunque mancato l'ottimo signor arciprete di Monza. Certo ch'ella
era diguissima di quella onorevolissima dignità, e ravviso in lei una gran
superiorità d'animo nel non aver voluto accettarla; e il pubblico, a cui
ella può prestare di gran vantaggi co' suoi studi continuati, le ha da re-
Epittolario di Lodovico Antonio Muratori. — VoL VI. 163.
2414 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'7S4-
stai*e molto tenuto per un si glorioso rifiuto. Vorrei che cotesto Eminen-
tissimo la premiasse in altra forma, e la lasciasse vivere fra i libri, che
è ben poco ad un par suo la paga della biblioteca.
Con suo comodo ella potrà favorire quel buon religioso bavarese. In-
tanto io con tutto l'ossequio mi rassegno, etc.
2298.
A MARIANGELO FIACCHI in Ravenna.
Modena, 30 Dicembre 1724.
Biblioteca Classensk, Ravenna, edita [189].
Altro che l'ultima lettera di V. P. non ho ricevuto, e con essa la
dedicatoria della cronaca di Ricobaldo, che mi è stata ben cara, e che
pubblicherò. Mi son trovato in gran dubbi, s' io pur doveva lasciare uscire
la Cronaca stessa, perchè contiene troppe favole, anacronismi, e sbagli
storici. Tuttavia mi son determinato al si : e nella prefazione, a Dio piacendo,
ella vedrà per qual ragione. In essa metterò oltre a V. P. ed oltre al
P. abate Canneti, anche il nome di cotesto monsignor donatore del testo.
Intanto, con ringraziarla sommamente di tanti favori a me compartiti, e
con augurarle tutte le benedizioni del Cielo nell'imminente anno nuovo, e
in assaissimi altri appresso, con tutto l'ossequio mi rassegno, di V. P.
2299.
AD ALMORÒ ALBRIZZI * in Venezia.
1724.
Edita [14].
Sommamente utile, e insieme lodevole è il disegno a cui V. S. ha dato
già principio, e tutti i professori delle lettere gliene debbono restare molto
obbligati, potendo i di lei foglietti supplire al difetto de' ' . . . . i quali
ormai possono dirsi morti. Perciò ella seguiti valorosamente l' impresa con
sicurezza del pubblico plauso. La ringrazio io intanto de' primi fogli; ma
insieme la supplico di volermi far avere gli altri, desiderando io d'averne
la serie tutta
* Responsive in Archivio Soli Muratori {.R. Bibl. Est. ), n.<* 15 da Venezia 1728- '.30.
• Le lacune di questa lettera sono anche nella stampa fattane nella pubblicazione
segnata al n.° 14 della Bibliografia, etc.
-l'?S& 1 A BKANDOLINO BRANDOLINI 2415
2300.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milauo.
Modena, 4 Gennaio 1725.
AscniTio Soli Mukatoki (/.'. Bibl. Est.), Modena.
Per gli favori, che con tanta bontà ella è pronta a farmi nella prov-
visione deiroro, di cui la pregai, mi protesto ben tenuto a V. S. reveren-
dissima. Se, dentro il corrente mese, le capitasse occasione per risparmiare
a queste religiose la spesa della posta, sarà maggiore la grazia. Non ca-
pitando, potrà ella pel principio di febbraio mandarmelo pel corriere; e
intanto attenderò la nota delle spese, e come io abbia da farle tenere il
denaro. Purtroppo ho veduto il decreto fatale da lei inviato al Padron se-
renissimo, al quale ho suggerito, che bisognei'ebbe averne un autentico. E
pure basterà avere autentico lo strumento della consegna, in cui tal de-
creto sarà inserito. Io abbasso la testa al vedere, che il mondo vuol an-
dare a suo modo, e. che non chi ha ragione, ma chi più può, la vince.
Ci ha messi il signor marchese del Borro in gran sapore, per quelle
antiche memorie e mi spiacerebbe sommamente che tutte le speranze an-
dassero in fumo. Nella destrezza di V. P. reverendissima io. ciò non ostante,
le tengo fisse, perch'olla saprà ben trovar via da superare i varii sospetti
di cotesti oziosi. Nulla è poi venuto ad interrompere il capitolo delle sante
barbe. Tuttavia può essere che questo sconcerto partorisca concerto, e lo
dovrebbe volere il santo papa.
Ma. e chi fa ella precedere, nel governo di cotesto Stato? L'Argelati,
dice il p. Eugenio: ma come mai? Fino ad un luogotenente suo, vada.
Egli no. che sa il suo conto. Ho bisogno di chi protegga la mia grande
impresa, come ha fatto si benignamente cotesto ottimo signor conte gover-
natore, il quale so che ama molto anche lei. Perderemmo tutti in per-
dere lui. Con tutto l'ossequio mi rassegno, di V. P. reverendissima.
2301.
A BRANDOLINO BRANDOLINI in Forlì.
Modena, 6 Gennaio 1725.
Archi no Dall' Asti Braxdouxi, Forlì.
Prima della festa di S. Tommaso, come fece sapermi il sig, marchese
Orsi, erano in Bologna i due manoscritti di V. S. illustrissima, disposti,
241G LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'T'SS-
alla prima sicura occasione, per essere incamminati a cotesta volta. Assais-
simo mi preme d'intendere il lor felice arrivo alle di lei mani, e ne sto
sospirando l'avviso. Rinnovo ora i ringraziamenti alla benignità di V. S.
illustrissima per questo favore, di cui mi mostrerò grato nelle prefazioni;
e vorrei pure comparir tale anche nell'esecuzione de' suoi comandamenti,
con supplicarla de' quali, e con rassegnarle il mio indelebile ossequio, mi
confermo, di V. S. illustrissima.
2302.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.-^* MARGHERITA in Monleale.
Modena, 11 Gennaio 1725.
Raccolta Palmikri, S. Paolo, Roma.
Veggo le notizie spettanti alla signora donna Laura d'Este Malaspina;
ma non bastano ad illuminarmi per la sua discendenza da don Francesco
d'Este. Questi io non so che abbia avuto altra moglie, che la marchesa
della Padula, principessa d'Avellino; ma questa non truovo che si chia-
masse Isabella. E però mi truovo più confuso che mai. Mi prevarrò nondi-
meno de i lumi somministrati, per veder pure se potessimo con sicurezza
raggiugnere il vero.
Non ho poi mossa parola intorno alla mutazione del titolo per V. S.
illustrissima, perchè un'altra volta ne parlai, e mi fu risposto che questa
Segreteria non dava l'illustrissimo se non a due case Malaspina, ed anche
a' primogeniti ; e che se si slargasse la mano verso di lei, quantunque
s'abbia stima distinta e affetto particolare per lei, non si potrebbe resi-
stere alla pretensione dell'altre Case, et anche de' cadetti. Il marchese
Passalacqua si pensava di farlo governatore di Reggio, e n'ebbe anche
r invito, e però si volle nobilitarlo. Quando io replicassi le premure,
mi aspetterei le medesime risposte, e massimamente ora che v'ha del-
l'agitazione e dell'umor nero per gli emergenti fastidiosi del mondo.
Comacchio va; e i premi, non già a noi, ma ad altri toccheranno.
Cosi vuol Dio, i cui decreti conviene adorare. I signori Genovesi si dice
che tentino alti'i acquisti. Staremo a vedere il mondo, che vuol andare a
suo modo. Intanto, con tutto l'ossequio, mi rassegno di V. S. illustrissima.
-l^SB] A LUC' ANTONIO GENTILI 241'
2303.
A GIUSEPPE RIVA in Londra.
Modena, 11 Gennaio 1725.
R. BiBLioTBCA EUtxhsx, Modena.
Per le nuove politiche mille grazie. Quelle che abbiamo da Cambray.
portano sempre speranze di pace, e questa, per la debolezza, tuttavia du-
rando, dei franzesi. Staremo aspettando la nostra ventura anche per questo,
giacché nell'altre cose non possiam cantare se non le lamentazioni della
settimana santa.
Si raccomanda Y Argelati che quando saranno esitate le copie de libri
inviati, V. S. abbia la bontà di fargli rimettere il danaro ricavato. In-
tanto è per viaggio il tomo V.
Mi ricordi servitore all' infaticabile signor Rolli, e gli dica che ho
disegnato quel poco che posso scrivergli; ma che son ora tanto oppresso
da i continui bisogni della stampa di Milano, che mi manca tempo di sten-
derlo. Non so ch'io abbia mai veduto il Capitolo dei frati.
Tutti di sua casa con buona salute. Io con tutto il rispetto.
2304.
A LUC ANTONIO GENTILI* in S. Marino.
Modena, 13 Gennaio 1725.
BiBUOTKCA OKL Skmirario, Fesaro, edita [lOS].
Alla benigna incomparabil premura, che V. S. reverendissima fa scor-
gere con tanti passi già da lei fatti per procacciare nuovi soccorsi alla
mia grande impresa, ha ben ella da credere, eh' io fo il dovuto applauso :
e ora le protesto le singolari mie obbligazioni, non sapendo io quasi in-
tendere come la mia fortuna m'abbia procacciato un si zelante promotore
delle mie fatiche. Voglia Dio. che le riesca di trovar qualche cosa a pro-
posito, acciocché abbia campo anch'io di palesare al pubblico la stima,
che ho conceputa di lei, e di far giustizia al merito suo.
Osimo e Fermo sono veramente città, che dovrebbono poter sommini-
strare qualche antica cronaca, avendo amendue fatta bella figura nel mondo
* Responsive in Archivio Soli Muratori { li. Bibl. Est. ), n." 70 da Roma. S. Ma-
rino 1724 -'44.
2418 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'/'Sb-
ne' vecchi tempi. Urbino poi, benché città riguardevole, poche io credo ne
conservi; con tutto ciò ella ne potrebbe fare qualche ricerca, che io le
sarei al doppio tenuto.
Monsignor Passionei ha unito in Roma di bei manoscritti; ma nulla
se ne può sperare, perchè d'essi ha cura una persona, con cui la mia
disgrazia ha voluto, che io abbia avuto da sostenere una pubblica bat-
taglia. In Gubbio s'ha appunto a cercare fra le memorie raccolte dal fu
sig. Vincenzo Armanni. Alle volte anche nelle città più pieciole si truo-
vano ottimi pezzi dell'antichità.
Se il sig. Bonclerici di Cagli volesse pigliarsi la pena di copiare o far
copiare i documenti a lei accennati di quella città, a riserva de' pubblicati
dall' Ughelli, e di quei del 1300 che non voglio, ne avrei gusto, e mi ver-
rebbe il taglio di produrli un giorno per gloria di quella città. Il punto
sta che si trovino copisti capaci, come ha anche V. S. fatta inflessione. Ma
alle volte vi sono dei manoscritti vecchi di buon carattere, e però alla por-
tata anche de' meno intendenti. Faccia ella quanto può, ch'io non lascerò
di conservare al di lei ottimo desiderio somme obbligazioni. E in tanto
vivamente ringraziandola dell'operato finora, con tutta l'osservanza mi
rassegno, di V. S.
2305.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 18 Gennaio 1725.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [176].
Bene sta che si stampi il testo ambrosiano del Morena, et io mi ral-
legro della scoperta e della risoluzione. Ma sommamente desidero che non
si trascuri l'edizione dell' Osio. e che si mettano le varianti più impor-
tanti. S'è fatto altrimenti per Anastasio, perchè ve n'erano tante edizioni,
e una fresca in Roma. Non è cosi pel Morena. Potrebbono lamentarsi gli
eruditi compratori di non veder tutto del Morena, giacché l' Osio è troppo
raro, e il Leibnizio corre poco per l'Italia. Stimo anzi necessaria tal fa-
tica e giunta, anche per far maggiormente risaltare l'ambrosiano. Perchè,
0 cotesti manoscritti sono ben buoni e corretti, e v'ha necessità dell'aiuto
dell' osiano ; o sono migliori, siccome io son certo, essendo di gravi errori
nell'altro, e cosi verrà maggiormente a conoscersi il benefizio prestato da
cotesta biblioteca, e si leverà il dubbio, che l' Osio abbia cose più preziose.
Anche le stesse varianti difettose dell'Oslo, le più importanti però, gio-
veranno; e molto più se aiutassero l'ambrosiano. Mi raccomando pertanto,
e quando si voglia dar daddovero, si troverà chi farà la fatica, e si sarà
a tempo per la stampa.
-l'assi A.D ANTONIO RAMBALDO DI COLLALTO 2 Hit
Per quanto scrive il sig. Argelati. non occorre più altra giunta al
tomo che si stampa. Il codice Carolùw si sarebbe potuto ristampare: ma
per essere già stampato due volte, ed essersi per ristampare nella gran
raccolta delle epistole de' papi in Francia, non era tanto da pregiare quanto
quegli annali franchi del Lambecio. che son rarissimi quanto il Lambecio.
Ringrazio io intanto V. S. illustrissima della bontà, con cui ha studiato
per questo, e delle grazie eh' ella è per compartire per l' edizione del
Morena. Con che. rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, etc.
2306.
AD ANTONIO RAMBALDO DI COLLALTO in Vienna.
Modena, 25 Gennaio 1*^5.
Archivio Ck>iajAi.TO, Pimitz.
Si che gli ho uditi, e più volte, tanto sono stati strepitosi, quebeni-
gnissimi brindisi, che V. E. ha intonati alla memoria di questo suo antico
divotissimo servidore, e siccome le ho sempre risposto col cuore, cosi ora
le rispondo co' dovuti ringraziamenti in carta, e per pregarla nello stesso
tempo di accordarmi un generoso perdono, se tanti imbrogli, e di varie
maniere, m'occupano qui, che mi fan divenire pigro anche verso i miei
più riveriti e amati padroni. Ma sia ben certa T E. V. che il mio silenzio
nulla pregiudica ali* ossequio, che è sempre vivissimo e indelebile verso di
lei. Col ritorno del signor abate Gherardi ricevei tutto quanto ella aveva
contribuito alla mia gran Raccolta. Spezialmente mi rallegrai di Andrea
Radusio, la cui cronaca è cosa veramente degna di luce. Solo mi dispiace,
che la gran fatica della copia si riduce a poco, perciocché son venuto sco-
prendo, che il valentuomo ha distesamente copiato dal principio fino al
1292 il Pomario di Ricobaklo. facendolo cosa sua, e nulla mutando. Di
li innanzi fino al 1358 ha parimente rubata l'intera Cronaca de' Cortusi
già stampata, se non che vi va aggiugnendo qualche cosa. E però tutto
questo si dee restituire a' suoi autori. Il rimanente è di lui. e si legge
con gusto.
Ora nella prefazione già preparata ho parlato di V. E. e della sua
nobil casa con quelle espressioni che ho saputo trovar le migliori per si-
gnificare al pubblico la stima, e la gratitudine, che le debbo, avendo as-
.serito. che la sua casa è la stessa, che quella degli antichi conti di Tre-
viso. Avendo io anche confrontato la Storia de' Cortusi col testo suddetto,
unitamente pubblicherò le giunte fatte ad essa dal Redusio, citando sempre
il codice CoUaltino. Manderò anche a Milano la prima parte, acciocché si
faccia lo stesso col Pomario di Ricobaldo, ch'io aveva mandato innanzi.
2420 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*?35-
Sicchè si vedrà in molti luoghi il favore fattomi dall' E. V. e onorata
presso i posteri l'antichissima casa di Collalto. Dell'altre cose inviatemi
finora non ho fatto alcun" uso, ma farollo a suo tempo. Intanto mille rin-
graziamenti per tanti beneficj.
S'è poi fatta mille volte col signor abate Gherardi, e tuttavia si fa
dolce commemorazione del gentilissimo cuore di V. E. che ama e favorisce
tanto i modenesi. Certo che ancor noi le corrispondiamo. Non dimentichi
ella di portare i miei più divoti rispetti alla savissima signora contessa
sua: miri nel signor abate Crispi il residente à.e'Gemignani] e mi conservi
quell'amore, per cui mi glorio, e vo'bene a me stesso: che anch'io mi
pregierò sempre d'essere, e di comparire, quale con tutto l'ossequio mi
rassegno, di V. E.
P. S. Air onoratissimo P. Ghessi ' [Giuseppe Stanislao] i miei rispetti.
2307.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 25 Gennaio 1725.
Arcbitio Soli Muratori {R. Bibl. Est. ), Modena.
Mille grazie a V. P. reverendissima per la compra dell'oro, e per
' attenzione benigna avuta in provvederlo. Già ho pagato in mano del
P. Miari a conto di lei 13 fìlippi e mezzo, e 10 soldi, che fanno L. 95
di cotesta moneta. Esso religioso pensava di doverle mandare: ma gli ho
fatto dire, che tenga tal somma fino a nuovo ordine di V. P. reverendis-
sima, quando non capiti occasione sicura. Occorrendo eh' ella n' abbia bi-
sogno, e la voglia per rimessa, toccherà a queste monache anche il cambio.
Al signor conte Dadda [d'Adda?] contribuiremo \e Aniichità Estensi : ma,
che anch' egli aiuti noi per le Antichità di Sani' Ambrogio. So ch'ella non
le dimenticherà.
Delle sante barbe non parliamo più. Dio farà ciò che sembra all'alta
sua Provvidenza. Le rassegno il mio ossequio e mi confermo, di V. P. re-
verendissima.
1 Sue lettere in Archivio Soli Muratori (li. Bibl. Est.), n.° 3 da Vienna 1724- '26.
-ITSB] A PIBTRO CANNETI 2421
2308.
AD ANTONIO SCOTTI in Venezia.
Modena, 2n Oennaio 1725.
Akcrivio TRKNTin, Venezia, edita [163].
A quest' ora dal sig. Manfrè dovrebbe V. S. illustrissima aver ricevuto
il Tomo V Rerum Italicaruyn. E giacch'Ella desidera gli altri due libri
stampati qui, farò che il Soliani li trasmetta allo stesso Manfrè.
Certo è. che in mia mano, per gentile permissione del sig. conte di
CoUalto, sta una copia della Cronaca del Radusio, e che a suo tempo si
vedrà uscire, piacendo a Dio. È cosa buona; ma non è quel tanto, ch'io
sperava, perchè dal principio fino al 1292 egli non ha fatto che copiare
il Pomario di RicobaMo, e dal 1311, sino al 1358 copiò solo i Cortusi,
a riserva di qualche giunta. Pubblicherò quel eh' è suo: e piacerà.
Patti poi bene i conti, nulla ho risoluto pel manuscritto, che V. S.
illustrissima per sua bontà mi prestò, perchè composta più tardi di quel
ch'io credea quella Cronaca. Più volte sono stato in procinto di riman-
darlo; ma sempre mi sono trattenuto per non averlo ben seriamente esa-
minato tutto. Esso è qui sempre a' suoi cenni. Intanto, con tutto l' ossequio,
mi confermo.
2309.
A PIETRO CANNETI in Forlì.
Modena, 31 Gennaio 1725.
Archivio Sou Mdratoki ( R. BibL Est, ), Modena.
Non v'ha dubbio; tutto il mondo de gli eruditi troverà la Disserta-
zione di V. P. reverendissima stesa con tal giudizio e uso di fina critica,
con tale erudizione e maniera modesta di combattere, che di meglio iion
si potea fare : e questo solo pezzo è bastante a far conoscere, che il di lei
ingegno e valore si dee contare fra i primi. L'ho io letta con singoiar
piacere, e nulla v'ho saputo ritrovare, che non cammini a meraviglia bene.
Però seco lei mi congratulo vivamente, e l'assicuro, che m'è cresciuta di
molto la sete d'altre cose: anzi credo, ch'ella abbia a rendere conto al
pubblico, ed anche a Dio, perchè finora abbia dato si poco. Ci pensi, e le
venga scrupolo, e poi si metta al forte, che tutto ella può.
Ebbi di costi gli Annali di Forlì, e quei di Cesena, che sono assai
da stimare, e, a Dio piacendo, li darò fuori; ma non le favole de'Beren-
garj, che lascio indietro, e ne dirò la ragione nella prefazione.
2422 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*735-
Gran disputa ch'io ho fatto fra me stesso, s'io dovessi pubblicare
Ricobaldo volgare. Egli è quasi un romanzo, mi è nato sospetto alle volte,
che il Bojardi abbia fatto il pasticcio sotto nome dell'altro, o che almen
v'abbia aggiunto. Tuttavia penso di farlo uscire.
Scriverò a Milano, e farò la proposizione per le Pistole del Delfino,
e avrei caro di poterla servire.
Pareva a me, ch'ella mi avesse fatto sperare qualche altro opuscolo,
che più non mi sovviene. Almeno m' abbia presente in tutte le occasioni.
E rassegnandole, etc.
2310.
A LUC ANTONIO GENTILI in S. Marino.
Modena, 31 Gennaio 1725.
BiBLioTKCA DEL Sbmimario, Pesaro, edita [108].
Nella continuazione de' favori, che V. S. mi fa godere, sempre più
ravviso quell'impareggiabile affetto, di cui ella mi ha fatto degno, e per
cui me le protesto sommamente tenuto.
Ora io non manco di ringraziare ben vivamente il sig. Gio. Battista
Carusi ' per la generosa offerta di quelli antichi suoi manoscritti ; ed in
tale occasione prego lei a far lo stesso da mia parte con il P. Pugnetti.
L' autore della Cronaca, di cui ho veduto un saggio, si è frate Andrea
Biglia milanese agostiniano, ed io l' ho già preparata per le stampe. Quando
il testo di esso religioso fosse di molta antichità, avrebbe potuto servire
a correggere la copia mia, in cui trovai qualche difetto. A lei dunque mi
rimetto per questo.
Quella cronaca di Gubbio del 1349 tuttoché mancante in varj siti,
potrebbe servire all'intento mio. Così ancora l'altra cavata dalla vaticana,
se pure se ne trovasse copia ben fatta. Ma, trattandosi di cose imperfette,
io non so risolvere. Avrei bisogno, che qualche intendente in essa città di
Gubbio esaminasse bene l'una e l'altra, e considerasse il loro valore, e i
lor difetti; e dichiarasse in fine, se l'una. o l'altra potesse recar onore
alla patria, per contenere buone notizie : che allora poi anch' io saprei re-
golarmi. Il vero sarebbe, che io potessi aver sotto gli occhi alcuna delle
copie fatte. Non fa per me quella cronaca delle monache di S. Spirito. Bensì
al mio proposito verrebbe alcuno de' più vecchi, e riguardevoli diplomi e
documenti raccolti dal sig. Armanni. Vegga ella, se alcuno di quella città
vuol procurare questo onore alla patria sua.
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori { R. Bibl. Est. ), u." 2 da Palermo ITIH-'IU.
-1*735] A NICOLA TAOOLI 2423
Dovrebbono cotesti signori pensar meglio, che il bene della loro terra
consiste in aver più d'uno, che ammaestri i lor figliuoli, giacché V. S.
sola non può supplire a tutto; e benché paja che supplisca, non sarà cosi;
perch'olla sollevata dal peso de' piccioli, potrebbe maggiormente applicarsi
al profitto de* grandi: e, fatta la sua scuola col credito d'insegnare cose
alt«, crescerebbe il decoro di cotesti signori, e si tirerebbero più scolari
sotto il degnissimo magistero di lei. Io le desidero ogni felicità in ricom-
pensa di quello amore stimatissimo, ch'ella mi porta, e con ciò, riverendola
caramente, mi confermo, di V. S.
2311.
A NICOLA TACOLI * in Reggio.
Modena, 31 Gennaio ÌT^.
Archivio Tacoli, Modena.
Alle ultime due lettere di V. S. illustrissima rispondo col vivo dis-
piacere da me provato in intendere gli ostacoli sopraggiunti al noto affare.
Dee ben aver carestia di timore di Dio, ed anche di onore, chi sparge,
forse ricercato da Parma, le ciarle false centra della di lei nobil Casa. Io
vorrei poterla servire della fede del battesimo del fu dott. Nicolò Tassoni:
ma s'ella non mi somministra altri lumi, non so come cominciare. Qui non
abita più, o non vive alcuno de' ss. Tassoni, che possa mettermi in cam-
mino. Almeno si sapesse la parocchia. Ella vegga, se può additarmi altro,
ch'io correrò ad ubbidirla.
Un sig. conte Pighini d'Imola bramerebbe di attaccar la sua genea-
logia a quella del card. Pighini. reggiano, che si suppone nato nel 1500
da Grazioso figliuolo di Pier Sante Pighini. Vien fatto ricorso a me, et
io ricorro a V. S. illustrissima, pregandola di studiare, per veder se si
truovino altri antenati d'esso cardinale, e se nobili. L'Azzarri non ne
parla. Il Panciroli fa venire di villa i di lui maggiori.
Qui non è un solo Fonte battesimale. Ogni parocchia ha il suo.
Cammina adesso il Soliani. Con tutto 1' ossequio, mi rassegno.
Aggiungo ch'io non so d'aver corrispondenza alcuna in Parma; e
però non saprei a chi scrivere colà : che, per altro, ben volentieri lo farei.
* Re.sponsive in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est.), n° 242 da Reggio 1717- '49.
V. la prima lettera a lui diretta dal Muratori al n.** 22S, p. 2369.
2424 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*735-
2312.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 8 Febbraio 1725.
Archivio Soli Muratori {R. Bihl. Est.), Modena.
Bel documento, nobile documento. L'ho baciato più volte: tanto è stato
il mo piacere in ravvisarlo per cosa sicura. Se n' è del pari assai ralle-
grato il Padron serenissimo, e ha lodata la zelante attenzione di V. P.
reverendissima, e il buon cuore del sig. conte Dadda [d'Adda?], con avermi
anche ordinato di fargli avere in suo nome una copia delle Antiihità
Estensi. Rendo anch'io alla di lei bontà le dovute grazie per questo
acquisto, che non è poco a confermare quanto era già stato proposto.
Resta ora, ch'ella pensi alla libertà di poter pubblicare questo docu-
cumento. Non crederei, che i signori ambrosiani avessero poi da impe-
dirmi il darlo fuori in alcuni de' tomi che restano da stampare, benché
sappia che non gradissero la notizia, che gli Estensi fossero investiti de
Marchia Mediolani. Mi regolerò secondo il di lei prudente parere. Dio sa
che non vi sieno altre vecchie memorie in quell'archivio. Ella si rac-
comandi.
Ho avvisato qui il P. priore de' domenicani, acciocché capitando il
p. Campana, si faccia lasciare l'involtino inviatomi dalla sua gentilezza,
alla quale, anche per quest'altro favore, mi protesto ben tenuto.
Non è stata poca la consolazione di tutti per la tregua giunta a tempo
a queste sante barbe. C é anche più allegria di quella che pareva doversi
aspettare ne -tempi che corrono.
Desideroso anch'io d'ubbidirla, le rassegno il mio ossequio, e mi con-
fermo, di V. P. reverendissima.
2313.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 15 Febbraio 1725.
Archivio Tacoli, Modena.
Mi hanno trovato occupatissimo le ultime due di V. S. illustrissima,
non già per faccende carnevalesche, ma per l'impegno della mia Opera di
Milano, Ora io mi sono rallegi'ato sommamente della buona nuova che il
matrimonio felicemente cammini, non ostante le indegnità degli invidiosi.
•ITS&l V MAURO ALESSANDRO LAZZAHKLLI 2425
Me ne rallegro con esso lei, e maggiormente me ne rallegrerò quand'ella
verrà a Modena. Mi era io posto in traccia della morte di Nicolò Tas-
soni; ma veggio che più non occorre. Dì quanto ella mi scrisse intorno
al card. Pighini. le rendo grazie, e, con tutto l'ossequio, mi rassegno.
2314.
A LUC ANTONIO GENTILI in S. Marino.
Modena, 17 Febbraio 1725.
BiBLioTKCA DSL SEMiHARie, PesAro, edita [106].
Quelle memorie di Lionardo Franchi de Aniiquit. Septemped. per es-
sere di data recente non fanno al proposito. Mi piacérebbe bensi quel
Diario di Matteo Grassi, e molto più quelle memorie di Cola di Lemma.
Altrettanto dico di quel Diario da Gregorio XI fino ad Urbano VI. Sa-
rebbe anche un bel pascolo alla mia curiosità l'altro Diario del Concilio
di l'rento d'Astolfo servanza, (:*) quantunque non possa aver luogo nella
mia Raccolta.
Vegga dunque V. S. come possa farsi per ottenere siffatte memorie, e
ringi-azi anche per mia parte il sig. dottore Simbeni della singoiar bontà,
ch'egli mostra anche verso di me. con ringraziare io intanto V. S. che
con tanta finezza mi va procacciando e storie, ed amici.
Piaccia a Dio, che le diligenze da lei usate anche in Fermo, ed Ascoli,
abbiano buon successo, affinchè si possa dar qualche luce a quel paese, di
cui nulla ho da potere regalare al pubblico.
E qui, con rallegrarmi sempre più di aver trovate in lei un impareg-
giabil promotore de" miei studj, protestandole le mie obbligazioni, con tutta
l'osservanza mi rassegno, di V. S.
2315.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 22 Febbraio 1725.
Abchivio Soli Mdkatori { R. BibU Ett.), Modena.
L'ordinario scorso per un'imbroglio di Coi'te, che mi sopravvenne, mi
fu impedito il potere scrivere a V. P. reverendissima, per avvisarla della
ricevuta del pacchetto dell'oro e dell'argento, che è stato trovato stu-
pendo da queste religiose, in nome delle quali io rendo infinite grazie
alla di lei bontà.
2426 LODOVICO ANTONIO MURATOSI [IT'SB-
Ho qui anch'io preparata la copia delle Antichità Estensi pel signor
conte Costanzo; ma a trovarne occasioni io^ che son pieno fino alla gola
d'intrighi, stenterò troppo. S'ella credesse bene, la consegnerei volentieri
al P. Miari. Se no, la raccomanderò qui all'oste di S. Giorgio.
Tutta la città da alcuni giorni in qua è in continue orazioni per la
salute del serenissimo nostro, la quale si truova in pericolo, come anch' ella
sa. Il prossimo scorso lunedi di notte fu creduto bene di dargli il Viatico.
Ieri la giornata fu passabile. Entrò nell'undecima alle 20 ore; e non so
peranche come sia passata questa notte. Prima di chiudere la lettera,
vedrò di saperglielo dire. In molti il timore è più della speranza. La mente
è libera, parla da eroe, le forze son costanti, ma il polso cattivo. Staremo
a vedere, ove andrà a parare la scena. Intanto da per tutto orazioni per la
di lui salute, che Dio gli conceda. Dovette ella parimente intendere
da' serenissimi forestieri l'improvisa morte del signor principe Foresto
[d'Este], la quale non è peranche stata comunicata al Padron serenissimo.
Rassegnandole intanto il mio rispetto, mi confermo, di V. P. reve-
rendissima.
Abbiam buone nuove del Padron serenissimo. Questa notte era ag-
gravatissimo : alle 9 ore della notte ha goduto un sensibil miglioramento
di polso, il che fa sperare assaissimo. Molti segni buoni. E però grazie
a Dio.
2316.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 22 Febbraio 1725.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [176].
Non mi rispose V. S. illustrissima intorno alla cronaca del Morena,
So ch'ella ne ha presa la cura, e non può essere meglio raccomandata.
Ma di nuovo mi raccomando, affinchè, col testo ambrosiano, vada unito ciò
che di maggior inlievo ha di diverso l'edizione dell' Osio. Altrimente la
nuova edizione non sarebbe compiuta; e dove si fa tanto per raccogliere
in servigio d'altre storie le minute varianti, sarebbe strano che si lasciasse
ora indietro il testo dell' Osio, e che i lettori di quest'opera venissero ad
intendere che v'ha un'altra edizione, la quale, se volessero leggerla, aves*-
sero da cercarla e comperarla, ed anche senza poterla trovare per molti.
Prego dunque la di lei bontà di pigliarsi tal cura. E, rassegnandole il mio
ossequio, mi confermo, etc.
-IT'S&l A PIETRO CANNETI 2427
2317.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 22 Febbraio 1725.
Archivio Tacoli, Modena.
Somma è la mia consolazione in intendere finalmente conchiaso Tono-
ratissimo accoppiamento della Casa di V, S, illustrissima colla Lupi, e tanto
più dopo le tempeste mosse dagl' invidiosi, e maligni.
La cronaca accennatami è pezzo riguardevole, ed io, avendola una
volta avuta in mano, la feci copiare, e. se a Dio piacerà, avrà il suo luogo
nella mia Raccolta. Le rendo ben grazie della benigna attenzione, ch'ella
ha per li miei studii. Se trovasse altro, me ne avvisi. Spezialmente vorrei
una cronaca del Ripalta de rebus placentinis : ma bisogna andar ben cauto,
e circospetto. Pregandola de' miei rispetti al signor marchese suo fratello,
mi rassegno, di V. S. illustrissima.
2318.
A PIETRO CANNETI in Ravenna.
Modena, 24 Febbraio 1725.
Archivio Soli Mukatobi {R. Bibl, Est.), Modena.
Non ho perauche veduto il Quadriregio, e l'aspetto bene con impa-
zienza per vedere il buon lavoro fatto ancora da' signori letterati di Fo-
ligno. Intanto una bella gioja in fronte a quel poema sarà la dissertazione
di V. P. reverendissima, e giacché si risveglia in lei 1' amore verso il suo
Ambrosio, bisogna caldo caldo darvi dentro, avendo però prima sotto gli
occhi quel tanto, che è stato pubblicato in Parigi.
Perchè mi figuro, che quel Tùjaosio (anche il solo cognome mi da
poco nel genio ) spacci favole, e conti antichità, che non convengano al
mio disegno, non ne ho fatto, e non ne fo capitale.
Prenderò volentieri quel Placito di Matilde fatto in Nogara, ch'ella
mi scrive trovarsi presso il nostro sempre riverito sig. conte Brandolini.
Se l'avessi avuto, avrei potuto produrlo nelle note, che ho fatto a Doni-
zone, già uscito nel tomo V. Ma verrà altra congiuntura. Son tenuto forte
a cotesto cavaliere per le due cronache da Ini somministratemi.
Feci richiedere in Faenza // Tolosano. e il prenderei pure volentieri,
perchè è autore di barba canuta. Fu risposto, che non si ritrovava. In
2428 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'T'SS-
quella città io non ho corrispondente alcuno. Se mai V. P. reverendissima
avesse amici colà, e maniera di facilitare in ciò i miei desiderj. le ne re-
sterei pure obbligato. Almeno mi suggerisca chi v'ha di letterati, perchè
poi tenterò io. Attenderò la gran guerra di Cotignola. E con ratificarle, etc.
2319.
A CASSIODORO MONTAGIOLI in Montecassino.
Modena, 1 Marzo 17^.
Biblioteca del Sbminakio, Pesaro, edita [108].
Mi è stato ben caro il documento, di cui V. P. m'ha favorito, e so-
lamente mi dispiace di non averlo avuto a tempo, per unirlo al buon Do-
ninone, che ci cadeva a pennello ; ma ritornerà qualche altro buon vento,
ed io me ne varrò colle cautele dovute.
Giacché l'affare della cura è sì placidamente svanito, me ne rallegro
meco stesso per la speranza d'aver lei nella patria : e però, animo ali" ese-
cuzione del buon disegno.
Mi ha messo in molta curiosità l'avviso di cotesto manoscritto spet-
tante ai Monastei'i di Parfa, e di S. Andrea di Mantova; e giacché non
vo' lasciar di produrre tutto quanto può far onore alla sacra religione di
S. Benedetto nella mia Raccolta, prego V. P. di fare il possibile per ve-
dere, che cotesto erudito, e gentilissimo p. priore voglia prestarmi esso
manoscritto. Specialmente lo desidero per S. Andrea, le cui memorie in-
darno si cercano; e. trattandosi di cose antiche, potrebbe venirne assai di
gloria alla religione benedettina, e alla città di Mantova. Sarò anch'io
religiosissimo nella restituzione. Ringraziandola intanto di tutti i favori
con tutto lo spirito mi rassegno, di V. P.
2320.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 5 Marzo 1725.
Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), Modena.
Grli alberi genealogici del signor marchese Malaspina, mandatimi da
V. P. reverendissima, a cui per tal favore rendo le dovute grazie, son
belli a vedere, ma non so figurarmi che possano rendere buon frutto in
tempo alcuno. Allorché s'aprirà quel feudo, il più offerente crederei che
dovesse avere più ragione de gli altri.
-l'assi A M\URO V!K-5«!\vr>RO r.\Z7ARKLLI '2421
A chi pensasse di tornare costÀ a cercar nuovi solazzi, toccherà il
provvedere ciò. che onninamente manca ora.
Già il Padron serenissimo ha cominciato ad ammettere pubbliche vi-
site, e nella ventura settimana uscirà di palazzo, non essendogli, per la
Dio grazia, restato incomodo alcuno del male sofferto.
In confidenza: la verità si è, che l'Augustissimo per compenso, non
di Cornacchie, ma della promessa di cotesto Governo, è per dare a S. A.
serenissima un feudo (sarà forse una colombaia) in Ungheria, o in altri
suoi stati, e la futura d' un feudo in Italia per 500 mila fiorini. Il decreto
è fatto. Cosa poi n'abbia ad essere, io per me noi so; so bene, che dovrà
mandarsi colà apposta il signor marchese Silvio Montecuccoli, mandato a
chiamare ieri per questo, giacché il signor marchese Gherardenghi, dopo
aver promesso di andare, si è ritirato, e meglio ama di badar qui alle
nostre dogane.
Rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. P. reverendissima.
232^.
ALLO STESSO in Milano.
Modena, 8 Marzo 17'5.
Akchivio Soli Mubatori (fi. Bibl. Est.), Modena.
Per la grazia di Dio, è già rimessa la sanità del Padron serenissimo
in tale stato, che quasi più non sente l'A. S. di essere stata inferma, e
se non fossero di tanto sapere e credito i medici nostri, crederebbono ^-
cuni, che il male non fosse stato tanto, quanto si è detto.
Arrivò qui l'altra mattina all'improvviso la serenissima signora Prin-
cipessa per levare il figlio e ricondurlo, e ciò perchè si tardò qui poche
ore a rispondere, che si manderebbe. Tale sorpresa non fu molto gustata,
perchè centra gli stabilimenti già fatti. Io mi rallegro con V. P. reveren-
dissima perchè con tutta prudenza si sia governata nel soggiorno costì
de' serenissimi, e s'è goduto' qui, che con tanta grandiosità sieno stati trat-
tati da cotesta nobiltà. Non, vorrei che tornasse lor voglia di tornarvi, per
timore che non increscessero a più d'uno.
Consegnai giorni sono al P. Miari la copia delle Antichità Estensi per
cotesto signor conte Dadda [d'Adda?].* Intanto ella non dimentichi di trat-
tare, perchè io possa liberamente valermi di quel nobile documento.
Gomacchio è poi andato.
E. rassegnandole il mio rispetto, mi confermo di V. P. reverendissima.
Epistolario di Lodovico Antottio Muratori. — Voi. VI. 16i.
2430 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*735-
2322.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.^* MARGHERITA in Monleale.
Modena, 8 Marzo 1725.
Eaccolta Palmiebi, S. Paolo, Uoma.
Mi soii trovato ne' giorni addietro si oppresso dall'indice del tomo
che va ad uscire alla luce, e dalla pericolosa malattia del Padrone sere-
nissimo, la quale si è in fine ridotta ad un' egregia sanità, che non ho
potuto tener filo di lettere co' padroni ed amici. Molto meno ho avuto
luogo di applicar 1" animo all' affare del sig. Marchese di Villafranca. Ora
con supplicare V. S. illustrissima di scusa e perdono, rispondo alle due
stimatissime sue, e le dico che con tutto lo sti'umento, o sia testamento
della signora Marchesa Laura d' Este Malaspina. io mi truovo tuttavia
allo scuro, senza sapere di chi ella sia figlia.
Isabella d' Este è chiamata sua» madre in altre memorie: e la moglie
di don Francesco d'Esle fu Donna Maria di Gardena Marchesa della
Padula, e in oltre Don rra.ncesco nel suo testamento e nelle cronache non
si truova che abbia avuto se non due figliole bastarde, Marfisa e Brada-
mante. La prima portò in casa Cibo tutta quasi la roba d' esso Don Eran-
cesco. M' era nato sospetto che essa signora Laura fosse figliuola di Don
Alfonso padre del Duca Cesare, e figliolo di Donna Laura; ma non vi ho
potuto trovar vestigio nelle memorie stampate o manoscritte. Questa è la
cagione che mi ha fatto e fa restare tuttavia sospeso: perchè, quando
Sua Altezza serenissima accordi il favore, e s'abbia a stendere il diploma,
bisognerebbe pure saper dire da chi venga la suddetta signora Laura.
Continuerò le diligenze, e può essere che si truovi, dovendo intanto
V. S. illustrissima, non meno che il sig. Marchese Villafranca, assicurarsi
del mio più vivo desiderio di servirli.
Cornacchie è andato. Il decreto imperiale è di dimissione, salvis Jit-
ribus; che è quanto può consolare in una perdita si strana, dopo l'evi-
denza delle ragioni. ,
Si metterà in breve sotto il torchio il Caffaro. Vedrà V. S. illustris-
sima gli atti della mia gratitudine nella prefazione. Pel Ventura non v' ha
fretta. Mi raccomando di nuovo per la sobrietà delle note, perchè ho avuto
da qualche erudito de' rimproveri per si lunghe note finora uscite ; e pure
si trattava d' autori antichi, i quali ne sono per lo più bisognosi. I meno
antichi possono passarsela con un giubberello più leggiero.
Non desista V. S. illustrissima di andai-e indagando se altro di nuovo
si trovasse. Nulla ho del Monferrato, a riserva della cronaca stampata di
-l'assi V GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2481
Jienvenuto di S. Giorgio, ch'ella con tanta bontà mi donò, ma che non
tornò né alle mie né alle sue mani, per negligenza del sig. Soragna, a cui
r aveva io inviata a Milano perchè la rimandasse a lei. Avrei bisogno di
cose più vecchie. Del Piemonte e de' suoi Principi nulla ho. Darò un altro
autore d'Asti, e i frammenti della cronaca del Monastero Novalicieìuse, e
sotto nome di V. S. illustrissima; ma questo è poco. Colà non truovo se
non de i draghi i quali avidamente custodiscono quel poco che hauno^ e
nulla vogliono dare, benché ne scrivessi io al Re, et egli benignamente
mi rispondesse, e desse anche delle speranze.
Con ringraziarla delle notizie estratte dal Celle, e ratificarle il mio
costantissimo ossequio, mi confermo, di V. S. illustrissima.
2323.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 8 Marzo 1725.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [176].
M' ha rallegrato Y. S. illustrissima coli' avviso di quanto ella ha già
fatto per mettere in ordine l' edizion nuova della storia del Morena. E
quello che più mi consola si è di vedere eh' ella concorre nel disegno di
perfezionarla in maniera che i lettori non abbiano più da desiderare quella
dell' Osio. Far dunque appunto come ella ha divisato, cioè scegliere del
buono e del cattivo, che più importi, lasciando stare le minuzie, tanto che
ognuno vegga il grande aiuto dato dall' ambrosiana a questa edizione, il
che non si scorgerebbe senza il confronto dell' Osio. Cosi è stato ottimo
pensiero il ridurre in breve le note smoderate del medesimo Osio, il quale
poi le ha fatte eterne, ad Albertino Mussato. Mi rallegro dunque bel buon
disegno. Le varianti e le correzioni non possono mai essere tassate dagl" in-
tendenti, bensì le note troppo diffuse o poco necessarie. Le mie alle leggi
longobarde sono, la maggior parte, di varianti.
Ora io ho raccomandato a cotesti signori perchè le sia dato il neces-
sario soccorso per la colazione de' testi; e m'immagino che non manche-
ranno.
Sciolta poi eh' ella sia da tale impiccio, la prego di pigliare ad esa-
minare la cronaca di Monza del Morigia, per vedei'e se s'abbia a stampare.
Intendo sempre con lasciar fuori tutto ciò eh' egli ha preso da Paolo
Diacono, siccome cosa inutile, ed anche le susseguenti notizie fino al mille,
quando fossero ripetizioni mal fatte di notizie, che meglio si possono e
debbono aspettare dai contemporanei. Ella vedrà a suo tempo, e la prego
d' informarmene.
2432 LODOVICO ANTONIO MUBATORI [1*7S5-
Ho goduto della visita fatta all'ambrosiana e a V. S. illustrissima
dai serenissimi nostri, e degli altri favori loro compartiti con tutta gran-
diosità da cotesti nobili. E, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, etc.
2324.
A NICOLÒ rORLOSIA* in Vienna.
Modena, 15 Marzo 1725.
Biblioteca imperiale, Vienna, edita [276].
Tempo è eh' io oramai pagbi un debito, e ben grave, che mi corre
con V. S. illustrissima, la quale, per istinto della sua naturale gentilezza,
tante grazie m' ha compartito per l' addietro, ed ultim^amente ancora me
ne ha iatto godere una ben rilevante col confronto delle croniche di Ottone
da Frisinga, e de' suoi continuatori. Cioè debbo ringraziarla, siccome fo
con tutto lo spirito, e attestarle il vivo conoscimento delle mie obbliga-
zioni verso tanta sua bontà in favorire i miei disegni letterarj. Ma par-
lando io di soddisfare, per quanto mi è permesso, i debiti passati, si con-
tenti ella, ch'io desideri e speri di centraline de i nuovi. Già ella ha
saputo dall'illustrissimo sig. Cav. Garelli [Giovali Nicola] che io sospiro
altri soccorsi da cotesta cesarea Biblioteca, e quando io li possa ottenere,
ella ben vede, quanto mi sia necessaria la di lei amorevole assistenza.
Sopra di ciò già scrissi a Monsignor Gentilotti [d'Elgelsbrurin Gio. Bene-
detto] affinchè permettesse, che anch' io bevessi a cotesto fonte, per pub-
blico benefìcio; e le risposte furono tali, che forse non vi dovrebbe essere
più costi difficultà a favorirmi. Ma in ciò mi rimetto alla saggia e be-
nefica direzione del suddetto sig. Cavaliere. Dimenticai ben di chiedere,
che mi fosse trascritto dall'Opera d'esso Monsignor Gentilotti quello, che
per avventura egli potesse aver notato intorno al suddetto Ottone, e a' suoi
continuatori, che non fosse noto al pubblico. Di grazia, V. S. illustrissima
vi faccia mente : che già esso signore m' ha permesso che io profitti delle
sue dotte fatiche.
Del resto reputo mia gran fortuna 1' aver trovato in cotesta augu-
stissima Corte, oltre a tant' altri miei padroni ed amici tutti disposti a
favorire la mia impresa, ancor lei. che a niun altro cede nell' ottimo genio
d' aiutare chi fatica pel pubblico bene, e per la gloria dell' Italia. E però
mi fo animo a pregarla, che non lasci di andare osservando, se v' abbia
altre croniche inedite, con poi avvisarmene, perchè dalla generosità del
nostro augustissino Cesare, mercè de' benigni uffizii del sig. Cav. Garelli'
* Responsive in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), n. 6 da Vienna 1725- '26.
-IT^S&J A MAURO ALESSANDBO LAZZARELLI 2433
forse spererei d'ottenere tutto. Intanto assicurandola, ch'io sospiro le
occasioni di farle conoscere la stima che fo di lei, e la corrispondenza di
tutto il mio affetto, con distinta osservanza mi protesto, di V. S. illu-
strissima.
2325.
A CASSIODORO MONTAGIOLI in Montecassino.
Modena, 15 Marzo 1725.
Biblioteca oki. Seminario. Pesaro, edita [ 108].
Mi mancò il tempo nell' ordinario scorso per iscrivere a V. P. e per
ringraziarla del favore fattomi di que' fogli, che mi sono stati cari, ma
che sono ben pochi, e brevi. Ella mi favorisca di significarmi, se ha fretta
per la restituzione. Chiesi una volta in Mantova, se nulla d' antico si
conservava in Sant' Andrea, e mi fu, risposto che no.
Compisca V. P. il corso delle sue lezioni, e poi venga a godersi la
migliore aria della patria, ove troverà sempre chi si protesta ora con tutto
l'ossequio, di V. P.
2326.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 22 Marzo 1725.
Archivio Soli Muratori { R. Bibl. EmU), Moduna.
Veramente la mia poca memoria non mi suggerì di avvisare a V. P.
reverendissima la ricevuta della Vita di S. Antera, siccome fo ora con
renderle le dovute grazie per gli continuati suoi favori.
Sempre più va ripigliando forze il Padron serenissimo, tanto che
avrebbe speranza di uscire di camera, anzi di casa, per Pasqua, essendo
già cessati que' pochi incomodi, che gli erano rimasti della grave sua
malattia. Duecento Ungheri per uno a i Medici, regalati gli aiutanti di
Camera; e chi ha più faticato e meritato de gli altri, cioè il sig. Mar-
chese Lucchesini, si crede che abbia avuto di che rallegrarsi per tutta la
vita sua. Lodiamone il signore Iddio.
Ma se chi è senza danari vorrà tornarsene costà, bisognerà bene che
si becchi il cervello per trovarne. E poi m' immagino, che molti scappe-
ranno costi per non ricevere tanti favori. Se Dio non provvede, andrà
male per tutti.
2434 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'T'SS-
Che direbbe poi ella, se arrivassimo a cogliere qualche boccone in
Vienna? Sarà probabilmente piccolo: ma può essere che si colga. Le spe-
ranze non mancano. Meglio è però aspettare a crederlo sol quando si
toccherà. Anche con V. P. reverendissima mi rallegro per la conferma del
Governo a cotesto onora tissimo e dignissimo sig. conte. Ed ella vedendo
il mio carissimo sig. Filippi, caramente mei riverisca. È amico degno.
Con che rassegnandole il mio rispetto, più che mai mi protesto di V. P.
reverendissima.
2327.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 22 Marzo 1725.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [176].
Già ho riscontro di costi che a V. S. illustrissima sarà dato il con-
veniente aiuto per collazionare co' manoscritti la storia del Morena. Animo
dunque a terminare l'impresa. Duole anche a me, che l'Italia abbia per-
duto il manoscritto del P. Mazzucchelli. né quel buon religioso dovea mai
lasciarlo ire si lontano. Tuttavia 1" ambrosiana ha tanto che si soddisfarà
al bisogno.
Scrissi al sig. Argelati il mio sentimento intorno al Codice Carolino.
Quando sia tutto nelle edizioni del Labbe e dell' Arduino, non torna il
conto a ripubblicarlo, perchè non ci sarebbe ragione di far questo per
quelle lettere, e di non fare lo stesso per altre d' altri papi, che pure con-
tengono molto dell' isterico. Ma se riuscisse a lei di trovare qualche cosa
di nuovo da aggiugnere, allora potrebbe con gusto darsi mano al disegno.
Il sig. Gottlieb Curtius ' di Lipsia bramerebbe di fare una buona edi-
zione del poema di Lucano, e si raccomanda a me per avere delle corre-
zioni e delle varianti. L" Estense ha due testi che collazionerò per ser-
virlo. Aggiunge che lo Spanemio osservò trovarsi due singolari codici
d'esso libro nell'ambrosiana, e si raccomanda per avere soccorso anche
da essi. Prego pertanto vivamente la di lei gentilezza a volerlo favorire,
esibendosi egli alla spesa che occorresse per tal fatica. Ne farà egli onore
a V. S. illustrissima, la quale potrà scriverne a dirittura a lui, o pure
inviare a me la sua fattura, che da me gli sarà trasmessa in nome di
lei. Giacché gli eruditi oltramontani hanno questa speranza in esso noi,
vegga ella di grazia, sbrigata che sia dal Morena, di compartirgli questo
favore. E rassegnandole il mio rispetto mi protesto più che mai, etc.
Sue lettere in Archivio Soli Muratori (/?. Bibl. Est. ), n.° 3 da Lipsia 1725 -.'27.
- 1*725 1 A. PIER CATTERIXO ZENO 3435
2328.
AD ANTONIO SCOTTI* in Venezia.
Modena, 30 Marzo 1^5.
Archivio Tkkntih, Venezia, edita [163].
È qui a disposizione di V. S. illustrissima il manoscritto, di cui Ella
con tanta cortesia mi favori : e giacché si è presentata a lei occasione di
valersene, stimerei bene di rimettei'glielo pel nostro corriere. Pregola dunque
di dirmi a chi debba io inviarlo in Venezia; che subito lo spedirò. Per
altro io non ho mai saputo risolvermi a far uso di tale storia per l'opera
mia, poiché l'autore é più recente di quel ch'io sperava, e la storia manca
ne' tempi più a lui vicini, ed ha copiato alla lunga gli scrittori veneti. Con-
verrà dunque contentarsi del Radusio. In pubblicare quest'ultimo scrittore
io dirò francamente che la Casa di Collalto é quella de' vecchi conti di
Treviso.
Non tarderà molto a giungere da Milano un nuovo tomo, e in tras-
metterlo a V. S. illustrissima.* vi unirò le altre due- scritture chieste. Con
che rassegnandole il mio rispetto, mi confermo.
2329.
A PIER CATTERINO ZENO in Venezia.
Modena, 30 Marzo 1725.
Biblioteca dei. Seiiihakio, Padova.
Rendo vive grazie a V. R. pel danaro da lei sborsato in nome del
p. Pauli a cotesto sig. Manfré, di cui conserverò la ricevuta. Ma più le
son tenuto per la gratissima nuova che in breve abbia ad uscire un altro
Giornale, quando mi si facea temere, che. per mancanza di materiali, si
fosse arenata una sì utile, e dirò anche necessaria opera. Più che con esso
lei, mi rallegro meco, e con l'Italia tutta, di si dolce avviso, e somma-
mente desidero, che V. R. possa continuare a fare di questi regali al pub-
blico. Desideroso intanto dell'onore de' suoi comandamenti con tutto l'os-
sequio mi rassegno, etc.
* Responsive in Archivio Soli Muratori ( /?. ^bl. Est. ), n.** 87 da Treviso, Ve-
nezia. V. la prima lettera a lui diretta dal Muratóri al n.° ^50, p. 2380.
2436 LODOVICO ANTONIO MURATORI [ITSb-
2330.
A PIETRO CANNETI in Torli.
Modena, 31 Marzo 1725.
Archivio Soli Mokatobi (fi. Bibl. Est.), Modena.
Graditissimo mi giunge il Placito di Matilde, e a Dio piacendo, farò
onore ad esso, e a chi con tanta bontà me n'ha favorito, cioè a V. P. re-
verendissima, e al sig. conte Brandolini, rendendo io intanto vivissime
grazie ad amendue per questo dono.
Cercherò anch'io la carta di Mal vicino conte, e vedrò di servirla in
questo, e in altro a che fossi buono.
Ma ben mi duole che il Tolosano non si truovi più in Faenza. Questo
è un vivo esempio di quanto si ha da temere per simili libri, e dovreb-
besi una volta conoscere, che è bene per tutti l'aiutar me a produrre quel
poco che resta, affinchè stampato non abbia più a soggiacere alle rivolu-
zioni del Mondo. Forse qualche Inglese o Olandese di coloro che van sac-
cheggiando l'Italia, se l'è con pochi soldi fatto suo. Ma è strano, che
avendolo V. P. reverendissima veduto, non si possa rinvenire come sia, e
dove sia volato. Non lasci ella per grazia d'incalzare.
Gli annali di Cesena, siccome a me comunicati dal sempre riverito
sig. conte Brandolini, si conservano probabilmente presso di lui. Il loro
principio è questo. Chronica antiqua Civitatis Caesenae et aliarum Civi-
tatum etc. In nomine etc. Et si non omnes, tamen etc. Si dicono tratte dal-
l' antica cronaca Domini Rialis olim Caesenatis Canonici, et Petri de aqua-
rola Notarli. Poi si dà principio all'annuo 1162 e vengono sino al 1358.
Potrebbe essere che tuttavia esistessero le suddette cronache del canonico
Riale, e di Pietro d'Aquarola: e quando si, bisognerebbe vedere, se tutto
è stato trasportato ne' suddetti annali.
Orsù, giacché a lei non pare sprezzabile il Tignosio, avrò gusto di
poterlo, se si può, aver sotto gli occhi; e quando pure contenga qualche
cosa di buono, ne farò buon uso.
Fatto da me cercare nella Vaticana, se vi si trovasse il testo latino
di Ricobaldo, ho inteso, altro non esservi, che il suo Pomario, cioè quella
stessa cronaca, ch'io ho, e che stamperò, non sapendo io che la medesima
sia stata pubblicata dall' Eccardo. Son tuttavia in un gran dubbio, che il
conte Boiardi facesse con quella sua, chiamata traduzione, un tradimento al
pubblico. Scrissi a Milano pel Delfino, e mi risposero, che prenderebbero
iuformaziolie, senza né accettare, né rigettare l'offerta. Altro di poi non
ho udito. Aspetti ella anche un poco, tanto ch'io replichi, e intenda la
risoluzione. Con che, etc. >
-1*735] A NICOLÒ FORLOSIA 2437
2331.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 5 Aprile 17S5.
Archivio Tacoli, Modena.
Quanto V. S. illustrissima coli' ultima sua mi commise, è stato da me
puntualmente eseguito, con aver consegnato 1" estratto dello strumento Mur-
riale a gli stampatori, e detto loro ciò che debbono fare. Finora non si è
veduto l'ultimo foglio, che abbraccia l'indice. Siamo nondimeno al fine.
Intanto ella prepari i cavalli per venirci a vedere.
Avrei bisogno che V. S. illustrissima mi sapesse dire, c^uanto si paghi
in cotesti monasteri di monache al mese per dozzina delle educande. L' Ar-
gelati avrebbe due sue figliuole, e bramerebbe metterle in questi paesi,
figurandosi maggior vantaggio qui che altrove.
Con rassegnarle il mio rispetto, mi confermo.
2332.
ALLO STESSO in Reggio
Modena, 16 Aprile 1725.
Abchivio Tacoli, Modena.
Già r ultimo foglio è stato sotto i miei occhi : ma se V. S. illustrissima
non viene, non si può mettere sotto il torchio, perchè non son compiuti
gli indici da lei principiati. Resta anche da tirare il rame preparato. S'ella
dunque ha premura di vedere la conclusione di questo affare venga. E
rimettendo io a quel tempo ogni altro ragionamento, intanto divotamente
riverendola, mi rassegno.
2333.
A NICOLÒ rORLOSIA in Vienna.
Modena, 19 Aprile 1725.
Biblioteca imperiale, Vienna, edita ['2^6].
Ai fatti favorevoli, che V. S. illustrissima mi ha fatto godere per
r addietro, corrispondono le cortesissime espressioni, che ho letto nel suo
foglio ultimamente ricevuto. Veggo in lei. e del pari veggo nel signor
2438 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'r'SB-
cav. Garelli un buon desiderio di. promuovere l'impresa mia, e tanto più
che il farlo con soccorsi di cotesta imperiale biblioteca tornerebbe in gloria
della medesima biblioteca e del suo augustissimo padrone. Ma è strano,
che i disegai interrotti e forse per sempre interrotti di monsignor Gentilotti,
abbiano da impedire il pubblico bene. Ne ho scritto di nuovo ad esso
Prelato, e vedremo che l'isponderà.
Intanto debbo pregai-e V. S. illustrissima di far mente, che, per quanto
mi ricorda, non vennero le varianti della cronaca di Ottone da S. Biagio ;
e pur queste mi si fecero sperare al pari dell'altre che ricevei. Mi rac-
comando dunque al benigno di lei amore anche per quest'altro favore
sopra cui potrà ella intendersi col sig. cav. Garelli, portando a lui i miei
sempre divoti ossequi e le mie preghiere,
Ho il catalogo stampato della libreria dell' Hohendorf. e cercherò cosa
sia quella cronaca, dell' Orvietano. Per altro non mi sovviene d'avervi os-
servato cose rare in genere d" antichi inediti manoscritti. Occorrendo, sup-
plicherò del suo patrocinio il suddetto sig. cav. Garelli.
E qui, ratificandole la mia vera osservanza, e riverendola anche a
nome del sig. dott. Gherardi, con tutto lo spirito mi rassegno.
2334.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 26 Aprile 1725.
Archivio Soli Muratohi { R, Bibl. Est.), Modena.
Mi ha posto, non già in allarme, ma bensì in molta curiosità, quanto
V. P. reverendissima ha ricavato dal mio amatissimo sig. Goffredo de' Fi-
lippi. So a dunque corso ben tosto a leggere i documenti inviati, e, a ri-
serva del già veduto esistente presso i Canonici di S. Ambrosio, gli altri
sono imposture del Galluzzi, Al medesimo sig. Filippi procurerò di scri-
verne oggi, e di dirgli le ragioni, per le quali scrivo con tanta franchezza.
Milano abbonda di tali galanterie, che non si possono sì facilmente di-
scernere da tutti. Intanto mille grazie a lui. e alla bontà di V. S. illu-
strissima che sta sempre attenta a favorirmi. A lui manderò ben volentieri
la Piena Esposizione.
Si solennizzò ieri il giorno natalizio del Padron serenissimmo con
pompa. Vennero da Reggio i serenissimi, e son qui tuttavia. Volle esso
Padrone farla da bravo con andare a piedi fino a S. Bartolomeo, e, di
vero sta bene.
Abbiam perduto Andrea Pacchioni, che ha lasciata molta roba. Molta
ancora ne ha lasciata Antonio Tommasi, già Bargello, colpito da accidente
-l'TSB] A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2439
apopletico. La primavera di quest' anno qui. e più nel vicinato, è stata
mollo nociva. Dicono stabilito il viaggio della serenissima signora Prin-
cipessa ai bagni di S. Maurizio. E son seguiti gli sponsali dell' unigenito
del conte Sorra con una Vezzani, damina di Corte. Ecco quanto ha di
nuovo la nostra città.
Le rassegno il mio ossequio, e mi confermo, di V. P. reverendissima.
2335.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 26 Aprile 1120.
BiBLioTSCA Ambkoslana, Milano, edita [176].
Ben tornata V. S. illustrissima dalla deliziosa scappata sua a Genova,
e in compagnia di quella gran dama, che a' nostri di fa tanto onore a
Genova. Al merito proprio e insieme a quello di si distinta signora attri-
buisca ella quante finezze ha ivi goduto. Non ho io provata ivi tanta for-
tuna, e né pure quando ho chiesto soccorso per illustrare le cose loro.
Pel Caffaro non son più a tempo le lor benigne oflerte, non lasciando però
io di sperare che la copia mia sia per piacere al pubblico. Ma giacché
que" signori mostrano si buona volontà, possono aiutare la nostra impresa
col somministrare qualche buon testo per la storia di Giorgio Stella, che
è la continuazione di quella che oggi si stampa, e che io ho, ma presa
da un codice in non pochi luoghi scorretto. Pertanto potrebbe V. S. illu-
strissima tentare su questo il loro buon animo e avvisarmene, che si con-
certerebbe la maniera di farlo.
In iscrivendo io oggi costà, fo nuove premure per lo confronto dfella
storia del Morena. Porse, nella di lei assenza, ninno s' é arrischiato alla
fatica, perchè v" ha bisogno di soprastante giudizioso, che sappia discernere
gli errori de' copisti dalle vere lezioni del testo, e scegliere quello che va
preso, lasciando stare le inutili cose. Certo non bisogna ridursi all' ultimo
per fare una tal fatica.
Credo che saremo in tempo per le varie lezioni di Lucano. Né pur
io mi son messo finora a confrontare i due manoscritti dell' Estense, e mei
riserbo, se potrò scappare in villa nel maggio venturo. Quanto ella farà,
le dirò poi a chi debba inviarlo, acciocché sia fatto il dovuto onore a lei
e alla biblioteca.
Dee capitare in breve costà il p. procurator generale della congre-
gazione di S. Mauro, che va da Parigi a Roma. La prego di portargli i
miei rispetti, e quelli del sig. abate Aluigi da lui conosciuto. L* aspetto
anch' io qui con impazienza.
2440 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*?S5-
Ora che sento pubblicato da tanti altri il Codice Carolino, il mio de-
siderio è che non vi pensiamo più, perchè infine quella non è una storia.
Né ci sarebbe maggior ragione di ristampar quelle lettere, che tant' altre
di Giovanni Vili, Gregorio VII, etc, che contengono notizie storiche. Il
sig. Argelati, senza nulla dirmi, ha preso un impegno, eh' io affatto truovo
insostenibile e pregiudiziale, cioè di fare la 3.' parte del tomo 1." per
dedicarla all' imperatrice. Non possiamo avere per tal tomo materiali, e
serbar l'ordine cronologico, e si verrebbe in fastidio a' compratori.
Con rassegnarle il mio rispetto, mi confermo, etc.
2336.
AD ANTONIO VALLISNIERI in Padova.
Modena, 26 Aprile 1725.
Biblioteca Nazionalb di Brera, Milano, edita [142].
Dopo si lungo digiuno di vostre lettere o, per dir meglio, dopo si
lunga contumacia mia, due righe di vostra mano mi sono riuscite zucchero
e mele. Ve ne ringrazio. Non son io come voi, che fate il gran miracolo
d' aver tanti e si diversi impicci di gran rilievo ed impegno, e pure sa-
pete trovar tempo per regalar di lettere, e mantener buona corrispondenza
con tutti i vostri amici. Io, svogliato bene spesso del mondo, appena so
trovar via di rispondere, ove è più calzante il bisogno. Scusatemi, di
grazia. L' amore e la stima sono e saran sempre gli stessi.
Vi rendo grazie del manoscritto inviatomi pel valente p. Rota [Fran-
cesco], il cui mestiere mi pare d' altro lucro che quello de" medici, e molto
più» di quello degli eruditi. Vedendo il nostro sig. dottore Pivati, riveritelo,
ringraziatelo: ch'io, l'icevuto il manoscritto, non mancherò di attestare le
mie obbligazioni a un amico di tanta finezza.
Ma son rimasto bene stupito del sig. abate Lazzarini. Io il credeva
altr' uomo. Fece sperarmi quella cronaca di Perugia, e non solo non mi
ha mai favorito, ma né pur degna di risposta una mia, alcune settimane
a lui scritta. Fino in Roma Cardinali mi han somministrato storie inedite,
ed una ve n' ha nel tomo ultimamente pubblicato : e cotesto signore crede
me indegno delle sue grazie, e infino della sua amicizia. Pazienza !
Non ho letto, ma ho ben sentito menzionare la scrittura di quel Fio-
rentino opposta a' vostri sentimenti intorno all' origine delle fontane. Mi
dicono che puzzi un poco d' insolente ; e però non so credere che abbia a
restare senza risposta. Venga intanto la Dissertazione vostra intorno al
bere caldo e freddo. Con augurare a voi per bene di tutti una felicissima
e lunghissima sanità, e con pregarvi della continuazione del vostro amore,
mi rassescno.
-ITSB] A CASSIODOEO MONTAGIOLI 2441
2337.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 3 Maggio 17^.
Architio Soli Muratosi, {R, BibU Est.), Modena.
Mi protesto io ben tenuto alla benigna attenzione, che ha V. P. reve-
rendissima per le cose mie. Sappia nondimeno, non essersi fatta mutazione
alla mia prefazione sopra il Caffaro, senza mia permissione. Quegli avari
Genovesi, che non m' avrebbero dato né pure un foglio delle storie loro,
da che han saputo, aver* io, senza restar loro obbligato, conseguito i vecchi
armali di Genova, fanno ora i liberali con dire, che avrebbero dato tutto.
Ne farò la pruova con altra loro cronica, che senza di loro m' è venuta
alle mani. Tutti i gran signori pensano solo a' propri politici vantaggi, e
vorrebbono incensi, ma senza somministrare di buona voglia materiali alla
pubblica erudizione, che temono di tutto. Cosi ancora fa il Re sardo, per
tacere d' altri. Ma preme più a me il pubblico, che il privato interesse.
Intanto rispondendo ella al sig. Marchese abate Malaspina, il ringrazi
in mio nome d* una notizia, eh' io per altro ben sapeva. Il sig. Sassi è
stato quello, che in Genova mosse tali dicerie, le quali nondimeno poco a
me importano.
Noi qui con ispessi Te Deum, con non molto concorso ali" opera di
Reggio, con buona sanità del Padron serenissimo. E rassegnandole il mio
rispetto mi confermo, di V. P. reverendissima.
2338.
A CASSIODORO MONTAGIOLI in Montecassino.
Modena, 3 Maggio 1725.
BiBUOTzcA DEL Semisasio, Pesaro, edita [106],
Bisognerà, che io cominci a fare una buona, e forte lezione a V. P.
intorno a quel nobile vizio, ma però vizio, della prodigalità. Come? A me
tanti dolci, e tanti balsami, che, per quanto mi miri intorno, non so tro-
varne un minimo merito, ed altro non ho registrato ne" libri miei, che altri
favori da lei ricevuti ? E pure ciò non le è bastato ; ricevei ieri la fratel-
lanza del sacro Ordine cassinese, senza mia saputa dal di lei ottimo, e
benefico cuore a me procurata, grazia insigne, perchè profittevole tanto a
me nello spirituale, e gloriosa ancora nel temporale. A si gran copia di
2442 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*735-
favori che debbo io rispondere, se non che resto confuso, e che ella ha
cotanto accresciuto il peso delle mie obbligazioni, che non saprò mai come
scontarle.
La ringrazio intanto come so e posso, e giacché mi si fa sperare nel
venturo mese il di lei ritorno alla patria, qui ispezionalmente mi augu-
rerò la fortuna di ubbidirla, e di mostrarle la mia gi*atitudine. Se a me
corre V obbligo di ringraziare alcun altro per la bontà meco usata colla
fratellanza suddetta, la prego di avvisarmene; e, con rassegnarle il mio
rispetto, più che mai mi protesto, di V. P.
2339.
A CrIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 3 Maggio 17^.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [176],
Non ho e uè pure ho mai veduto il Diario piacentino di Giovanni
Luxardio. Ho bensì dall' Estense la cronaca piacentina del Mussi che
giugne iino al 1395 in circa, et è da me creduta la migliore di quella
città. Ho anche un pezzo del Ripalta, che arriva fino al 1450 in circa,
ma non ho potuto conseguir finora V intero di questo autore. Ora non è
da disprezzare là notizia del Diario suddetto, e forse potrebbe essere cosa
utile. Con ringraziar dunque vivamente V. S. illustrissima della notizia
datami, la prego di fare il possibile per vedere il manoscritto, e di signi-
ficarmi poscia il suo contenuto, che pòi prenderemo la risoluzione che sarà
creduta più propria. Ma vada cauto, perchè, se si penetra, i parmigiani,
che nulla vogliono dare, faran perdere il manoscritto suddetto. Mi pro-
testo anch'io tenuto molto a quell' amorevol cavaliere che ha fatta la ri-
chiesta, e fa vedere il suo buon cuore per la nostra impresa. Rimettendomi
intanto ad altra mia scrittale. 1' ordinario prossimo passato, le rassegno il
mio rispetto, e mi confermo etc.
2340.
ALLO STESSO in Milano.
Modena, IO Maggio 1725.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [176].
Tuttoché molto io non isperi da' signori genovesi, pure ben sarà il
far pruova delle lor magnifiche esibizioni tanto pel Caffaro^ come per la
-l'7SBJ A. FB.VNCKSCO AKISl 21 lo
cronica dello Stella; e mi giunge intanto carissima la notizia, che V. S.
illustrissima abbia un testo d' esso Stella, di cui certamente vi sarà gran
bisogno, avendo io presa la mia copia da un altro assai scorretto.
Quanto a Lucano, basterà eh' ella scelga solamente due de' codici, che
a lei parranno più antichi e migliori, e d' essi si vaglia per compartire le
grazie sue all' erudito di Lipsia. Per me nulla ho potuto fare finora.
S' è poi dismesso con mia consolazione il pensiero di fare la 3.* parte
del primo tomo, per cui certamente non avevam materiali. Si penserà
dunque alla 2.-' del 2.". a cui veramente convengono i materiali finora
adunati, ma senza averne a suflicienza. Si goda V. S. illustrissima il p. pro-
curatore generale di S. Mauro, che, a Dio piacendo, farò io lo stesso in
Modena. E, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, etc.
2341.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 17 Maggio 1725.
Archivio Tacoli, Modena.
A quest'ora potrà V. S. illustrissima avere ricevuto il nuovo foglio
ristampato, giacché io più giorni sono il corressi.
Non si ponga ella pensier veruno delle opposizioni intorno al Tacu-
lino. Siccome de'nomi. cosi una volta de' cognomi avveniva. Di Azzo si
faceva Azzolino e di Folco Folchino. di Manfredi Manfredino etc. Cosi di
Ferrari. Ferrarini, Gherardi, Gherardini, e simili, e ciò per distinguere una
linea dall'altra.
Le rendo grazie per le continuate ricerche. La Storia piacentina del
Locati è già stampata, oltre all'avere egli scritto dopo il 1500.
Rassegnandole con ciò il mio rispetto, mi confermo.
2342.
. A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 30 Maggio 1"^.
Archivio Ferraioli, Boma.
Amico amatissimo.
Abbiate pure un po' di pazienza, che starà poco ad uscire il vostro
Sieardo. Ora si va stampando il tomo VI. Nel tomo VII. a Dio piacendo,
egli uscirà fuori. Ma non cosi presto il Platina, perche si vuol, per quanto
2444 LODOVICO ASTTONIO MURATOKI [IT'SB-
8Ì può, tenere l'ordine cronologico, dando di mano in mano la prevalenza
a' più vecchi, cosi richiedendo anche l'ordine della storia.
Mi condolgo io intanto per la gran perdita che faceste. Ma bisogna
prepararsi. Qui non c'è città permanente, né la scena può durar lungo
tempo. Vanno altri innanzi, e noi in breve terremo lor dietro. Alzar dunque
gli occhi in su, e accomodarsi al volere del Padrone, e pensare a noi.
Esca una volta il Ditirambo vostro. Ne avrete onore, E pregandovi
della continuazione del vostro stimatissimo amore, mi confermo.
2343.
AD UBERTO BENVOGLIENTI in Siena,
Modena, 31 Maggio 1725.
* Biblioteca Civica, Siena, edita [168],
Da Roma ho la relazione anch'io del nobilissimo incoronamento del
sig. Cavaliere Perfetti, e che colà ancora non è stata da molti approvata
cosi riguardevole testimonianza d'onore a chi nulla ha finora dato e forse
non è per dare alla luce. Anzi odo che sieno anche uscite satire ; cosa
non pellegrina in quel gran mondo. Ma io, che da tutte bande so che è
oggetto di stupore il suo improvvisare, credo ben collocato il sacro alloro,
e me ne congratulo con V. S. illustrissima e colla loro patria, che produce
si vivaci ingegni. Vorrei poter essere in persona a rallegrarmene con am-
bedue; ma giacché noi posso, almeno si ricordi ella, che leggerò volentieri
la desci'izione che è per farne il signor Vaselli.
Mi rallegro altresì con V, S. illustrissima per la sua ricoverata salute;
perchè in questa non io solo, ma il pubblico tutto, abbiamo troppo inte-
resse. Per me ancora è stata perniciosa la primavera del corrente anno,
e mi sento tuttavia malconcio per le vigilie che soffro, e per la debolezza
dello stomaco, e per una continua folla di flati, che mi rendono spossato
e malanconico. Faccia Dio quel che vuole di questa poca terra.
Mi sarà carissimo quanto ella mi ha preparato per empire il vuoto-
delia Storia sanese. Però con ansietà l'aspetterò a suo tempo. Già sono
usciti sei tomi della gran Rojccolta, ed ora si va tirandg il settimo, che
non passerà i tempi di Federigo I: e volendo io conservare, per quanto
potrò qualche ordine cronologico, mi convien differire più in là il cominciar
a produrre i pezzi dei quali m'ha ella favorito. Ora che abbiam la pace,
è maggiormente da sperare che l'opera continuerà a stamparsi.
Vengano que" signori Britanni, che saranno da me ben accolti ; e venga
il nostro padre Pauli, che sospiro con impazienza. Con sospirare del pari
la continuazione del di lei stimatissimo amore, le rassegno il mio rispetto,
e mi confermo di V. S. illustrissima, etc.
-IT'SBl A CARLO TALENTI 2445
2344.
AD ANTONIO SCOTTI in Venezia.
Modena, 31 Maggio 1725.
Architio Trxhtm, Venezia.
Ben giunto a V. S. illustrissima il suo manoscritto coli' altre cose
stampate, e a me ben giunto il dolce avviso della scoperta da lei fatta
d'altri due manosoritti : amendue li reputo io molto degni di stima, e a
proposito per la mia grande impresa, e tali da farne distinto onore al
Padrone.
Quel diario bresciano potrà sommamente giovare a schiarire le gravi
guerre avvenute in que' tempi. L'altro che comincia si da alto a trattare
de' padovani, non può a meno di non recare di bei lumi per la continua-
zione della storia de* Cortusj che si fermano nel 1348. Le due cronache
seguenti dello stesso secondo manoscritto saranno quelle di Rolaiìdino, e
de i suddetti Cortiisj ; e quantunque io abbia confrontate qneste con due
buoni testi dell' Estense, pure godrò molto di potere aggiugnere la notizia
de i testi a penna di V. S. illustrissima.
Si stampa ora il tomo VI. Nel VII dovrà aver Inogo Rolandino. e
però mi raccomando alla sua singolare bontà, perchè voglia prestarmi e
confidarmi essi due manoscritti, e, se mai si può, senza indugio, dovendo
io inviare fra qualche tempo Rolaìvìino a Milano. Basterà che in Venezia
sieno ben raccomandati al corriere di Modena indirizzati a me, che sicu-
ramente verranno. Sto ora confrontando Gio : Villani cou un ottimo testo,
mandatomi dal sig. Recanati parimente da Venezia. Con ansietà, aspettando
io di poter godere della fortuna ch'ella mi prepara, e della felicità, che
sempre più provo maggiormente nell'acquisto fatto della di lei padronanza,
le l'asseguo il mio ossequio e mi confermo di V. S. illustrissima.
2345.
A CARLO TALENTI in Reggio.
Modena, 3 Giugno 1725.
BiBLiOTKCA Comunale, Reggio Emilia.
È stata approvata dal Padron serenissimo l'iscrizione, e insieme lo-
dato il buon genio di V. S. illustrissima, e il suo amore alla patria. Gliene
rimetto dunque la copia, in fondo alla quale ella vedrà segnato il nome
Elpiatolario di Lodovico Antonio Muratori. — Voi. VI. 1B6.
2446' LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*735-
del sig. segretario Santagata. Ho veduto un'altra iscrizione da porsi colà
alla statua d'Ercole che pure ha avuta l'approvazione. Nell'inchiusa meglio
sarà scrivere BrixUlum, che cosi ha Tacito, e il Marmi, e si dee scrivere
M. Salti Othonis. e non già Silvij. Se lo ricordi. Con che, rassegnandole
il mio rispetto, mi confermo.
2346.
A MAEIO AGOSTINO CAMPIANI * in Torino.
Modena, 7 Giugno 1725.
Edita [105].
Il dono con tanta bontà fattomi godere da V. S. illustrissima del suo
trattato de Magistratibus, e le gentilissime espressioni di bontà con cui
ella ha voluto accompagnare lo stesso dono, se io non mi fossi ben posto
in guardia, avrebbono potuto alzarmi forte in superbia, veggendomi in
forma si distinta onorato, e favorito. Ma se non han servito a persuadere
me di essere qualche cosa di grande nel mondo, hanno ben saputo per-
suadermi della rara gentilezza, e del merito insigne di V. S. illustrissima,
avendo trovata questa sua opera una di quelle, che possono fare onore
all' Italia tutta, non che al dottissimo suo autore, e a Torino, che ora gode
della di lei presenza, e sapere. Certo ha gran tempo che l'Italia non ha
prodotto libro in materia legale erudita, che sia di si buon gusto come il
suo, e in cui si vegga risuscitato l'ottimo genio degli Alciati, Panciroli,
Gravini, e Cuiaci. Ella sa scrivere con istile spiritoso, e latino, sa ma-
neggiare r antica e moderna erudizione con acuta critica, con ordine chiaro,
con utile, e diletto insieme di chiunque leggerà. Questi, e tutti gli altri
pregi, che possono ornare, e raccomandare un libro, gli ho osservati in
quello di V. S. illustrissima : epperò eccomi a congratularmi vivamente seco
per questa sua nobil fatica, alla quale, se ne andranno uscendo altre simili,
codesta nuova Università, e il Real Istitutore si dentro, come fuori d'Italia,
ne riporteranno gran gloria. Molto più poi eccomi a ringraziare la sua sin-
golare benignità; che abbia fatto degno me di questo stimatissimo dono, ed
insieme della sua preziosa amicizia e padronanza, che sopra tutto mi è, e
sarà sempre cara. La corrispondenza, e gratitudine a tanti favori mi auguro
di poterla mostrare : epperò la cito a farne prova da qui innanzi con fre-
quenti comandamenti, sicura di trovar sempre in me un grande estimatore
delle sue virtù che ora con tutto l'ossequio comincia a protestarsi per
non finire mai di essere di V. S, illustrissima.
* Responsive in Archivio Soli Muratori ( R, Bibl. Est, ), n.° 6 da Torino 1725- '33.
-IT^SB] A NICOLA TACOLI 2447
2347.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 11 Giugno 1725.
UcsKO Civico Crkiio«e8k, edita [208].
Amico amatissimo.
Signor si ch'io traovo cosa assai a proposito la descrizione mano-
scritta che mi accennate del faaerale di Gio. Galeazzo, il quale da tutti
gli storici di quel tempo vien descritto per opera grandiosissima. Perciò mi
raccomando a voi. ma spezialmente perchè sia copiata con esattezza dalla
pergamena. Vi risparmierei volentieri la briga della copia, se potessi io
avere in mano la pergamena stessa. Ma essa; o forse non si può mandare,
o, mandandola, mi rincrescerebbe poi il dover cercare occasione sicura per
rimetterla costà. Supplite voi di grazia. E in cotesto vostro archivio del
Comune sapete voi ben di certo, che nulla v'abbia di memorie isteriche?
Allorché, vostra mercè, v'entrai, non mi passava per mente il disegno che
ora si va eseguendo. Col Sicardo verrà anche fuori un breve chronicon
cretnoneiise, trovato costi dal sig. ab. Garbelli. Caramente riverendovi, mi
confermo, etc.
2348.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena ( San Felice ), 13 Giugno 17^.
Abchitio Tacoli, Modena.
Scrivo da S. Felice, ove mi sono portato per dare un po' di ristoro
alla sanità sconcertata: e di qui accuso a V. S. illustrissima la ricevuta
dell'ultima sua stimatissima, in cui mi avvisa d'avere già indotto il Bon-
vicini ' [Bartolomeo] al taglio del rame. Sommamente la ringrazio, e re-
plico, che credo 1' ai*me Borromea inviata in diritto, e non in rovescio, e
però esser necessario il ripiego.
Si aspettava a momenti il Soliani, e in mano sua sta un nuovo tomo
della gran Raccolta per V. S. illustrissima, sicché m'immagino ch'ella
sarà servita in breve. Sarà però bene che gli scriva su questo.
Desidero che almeno si avveri quel poco ch'ella mi accenna pel com-
penso al signor marchese suo fratello e, con tutto l' ossequio, mi confermo.
• Sue lettere in Archivio Soli Muràton ( li. Bibl. Esi.), u. 1 da Reggio 1725.
2448 LODOVICO ANTONIO MUKATOHI [IT'SS-
2349.
A LUC" ANTONIO GENTILI in S. Marino.
Modena, 15 Giugno 1725.
BiBLioTKCA DEL Sbminakio, Pesato, edita [108].
Tanti mesi è. che non veggo più lettere di V. S., e vo cercando nella
mia mente il perchè di si lungo silenzio, né so temer altro, se non che si
sia smai'rita la risposta da me data ali* ultimo foglio suo. Se questo avrà
più fortuna, spero, ch'ella mi favorirà di buone nuove di lei e delle sue
cortesi ricerche, intraprese per amor mio, giacché d'esse nessun altro ri-
scontro non ho mai più ricevuto. Con tale speranza, rinnovando a lei la
memoria del mio rispetto, mi rassegno, di V. S.
2350.
AD ANTONIO VALLISNIERI in Padova.
Modena (S. Felice), 15 Giugno 1"^.
Biblioteca Nazionale di Brera, Milano, edita [142].
Sto cercando, in un po' di villeggiatura, qualche ristoro alla mia sa-
lute, che, più che nell'altro primavere, é stata afflitta nella prossima pas-
sata. E qui rispondo al vostro dolcissimo foglio dello scorso maggio.
Mi fu poi consegnato dal p. Rota il manoscritto inviatomi, per cui
ho mille obbligazioni al generoso Porporato, e al nostro amabilissimo signor
Pivati, idea de' veri amici. A quest'ultimo i miei rispetti.
Galante descrizione si fu quella che mi faceste del signor abate che
andò, dopo tanti bilanci, alle divozioni di Roma. Or vedete come v'ha de 'filo-
sofi, e che il paese del ridicolo é un regno più vasto di quel che si pensi.
Ma giacché tanta onoratezza e buona legge si trova in lui, tornato che
sia a Padova, favoritemi di assalirlo co' miei rispetti, e con le mie con-
gratulazioni, e di dirgli ch'io porto speranza, che seco sia venuta quella
Cronaca manoscritta di Perugia, che starebbe pur bene nella mia Eaccolta
con altre assaissime spettanti allo stato ecclesiastico. E sappiate poi con
tutto vostro comodo dirmi, se non ho più da aprir bocca su questo.
A me ancora fu scritto da Firenze, eh' era disapprovata la maniera
ardita del Fiorentinello centra d'un maestro di tanto ereditò come siete
voi. Avrete ricevuto due lettere, già consegnatemi per voi dal nostro
sig. Corradi, alle quali feci il soprascritto. Molto bene che altri impugni
-l'T'SB] A GIUSEPPE ANTONIO SA.SSI 2449
la penna per voi; che non meritano la sferza vostra simili bambocci, i
quali si fanno a credere di aver la gloria di battersi con chi è tanto più
di loro. Nel Giornale ultimo m'immagino che vi sarà qualche sferzata.
L'aspetto a momenti. Più che mai mi rassegno.
2351.
A CASSIODORO MONTAGIOLI in Montecassino.
Modena, 28 Giugno 1725.
Biblioteca del Skmixario, Pesaro, edita [ 106 ].
Veggo la continuata premura di V. P. in favorirmi, e le porto ora i
più vivi ringraziamenti per la scoperta fatta della Vita di Matilde. Ma,
per vero dire, io non saprei che sperare di buono da un'opera composta
nel 1442. L'autore si sarà servito di Donizone ove ha potuto: e, quello
che avrà aggiunto, preso altronde. Dio sa che cosa è. N* ho io un' altra
scritta circa il 1490 dal Panezio, e mi è convenuto lasciarla stare, perchè
piena di anacronismi, e d'altri difetti. Potrebbe ella, se avesse tempo, tra-
scrivermi da cotesto Codice qualche cosa dello svantaggioso alla Contea,
perchè avrei caro di esaminarlo. Da questo poco conoscerò forse ciò che
vaglia il resto.
Orsù termini una volta le sue fatiche, e poi si riduca a casa, dove io
la desidero con viva intenzione di servirla, e intanto, pieno di stima ed
osservanza, mi rassegno di V. P.
2352.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 28 Giugno 17^.
BiBLioTsCA AvBROsiAX'A, MilaQO, tditu [176J.
Infine non sarà inutile la notizia ricavata' da cotesto manoscritto della
Cronaca piacentina^ poiché in tanto io l'ho attribuita a Giovanni de" Mussi.
in quanto che egli nomina se stesso nel testo verso l'anno 1390, che per
altro nel codice estense, né il principio né il fine ci rappresentano l'autore
d'essa cronaca. Ora io ho inviato costà la mia copia, e questa verrà alle
mani di V. S. illustrissima, acciocché ella possa, siccome la supplico, chia-
rire se sia la medesima che è costi, e riconoscere se al suddetto anno o
in quel torno, vi sia il nome di Giovanni Mussi. Per allro. essendo questo
testo molto antico, e scritto con diligenza, non crederei necessario il con-
2450 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'TSS-
fronto intero con cotesto, se pure ella non giudicasse altrimenti: nel che
alla sua prudenza e bontà mi rimetto.
È verissimo che non Odilo ma Oddo ha da essere il pi'imo abate Olu-
niacense. Io però non so dire, se dal testo ch'io aveva, o pure da me sia
venuto lo sbaglio. Ma finalmente questo non è gran cosa in paragone di
tanti altri, che sono corsi nell' opera e correranno, quantunque il tomo che
ora si va stampando mi paia più corretto degli antecedenti.
Non solo non ho avuto dispiacere, ma ho avuto gusto singolai'e che
V. S. abbia aggiunto, alla pi'efazione dell'epistola di Burcardo, quella no-
tizia, e corretto ciò che riguarda la morte dell' Osio. Anzi la pregai sul
principio, e torno di nuovo a pregarla, che, qualora ella truovi altre cose
degne di correzione o di giunta, con piena libertà faccia lo stesso che ha
fatto, perchè riceverò tutto per favore; ed ora la ringrazio vivamemte del
già operato. Per altro io mi credeva d'aver letto in qualche buono autore,
che rOsio fosse morto nel 1630, ma ella ne saprà meglio il vero, che avrà
esaminato attentamente il punto.
Il Puricelli cita ima storia più diffusa di quella, eh' io ho inviato, di
Pietro Azario, con dire che il codice era del Valerio. Se mai V. S. illu-
strissima sapesse trovarne conto, sarebbe pur bene, perchè quello è uno
di quegli autori più gustosi, che sia per avere la Raccolta.
Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo eie.
2353.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 28 Giugno 1725.
Archivio Tacoli, Modena.
Mi vien da Milano istanza ch'io premurosamente affretti il sig. Bon-
vicini, poiché la stampa del tomo VI s'avvicina al fine. Ho scritto che
avvisino la maniera d'inviare il rame, tagliato che sia. E che, se occorre,
il sig. Argelati scriva a dirittura a V. S. illustrissima. La prego dunque
di sollecitarlo.
Pagherò dunque al Soliani le lire it. 10 che debbo a lei, con ringra-
ziarla di nuovo del favore.
Sono tornato dalla villeggiatura, ma portando meco i miei soliti flati.
Sia come Dio vuole. Mi riverisca divotamente il sig. dottore Capilupi '
[Prospero] : non lascerò mai d' essere con tutto il rispetto.
Sue lettere in Archivio Soli Muratori (li. liibl. Est.), n.° 1 da Reggio 17^).
-l'735] A FRANCESCO BRKMBATI 2451
2354.
A CASSIODORO MONTAGIOLI iu Montecassino.
Modena, 1 Luglio l'^>.
BiBLioTKCA OKL, Skiiihario, Pesaró, edita 1108].
Dimenticai, nello scrivere a V. P. l'ordinario scorso, di chiederle, se
abbia ricevuto la II parte del tomo I Rerum Italicarum che io feci avere
in S. Pietro per lei. Nulla ne ho udito dalla sua persona. Mi raccomando
nello stesso tempo a V. P. affinchè, prima di partire di costà, metta
buon ordine, che la continuazione dell'opera sia presa da cotesti Padri,
perchè altrimente restei*ebbe imperfetto quel corpo, e s' avrebbe gran danno.
Rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. P.
2355.
A FRANCESCO BREMBATI in Bergamo.
Modena, 4 Luglio 1725.
Arcuitio Bocchi. Bergamo, edita [^l]-
Nuova non poteva V. S. illustrissima recarmi più noiosa e spiacevole
per me, quanto la perdita che costi s' è fatta, e che ho fatto anch' io del
sig. abate Albrizzi. Meritava di vivere più degli altri un signore di tanta
onoratezza, di tanto sapere e che era di gloria a cotesta Città. Nulla, se
non ora, aveva io saputo di si funesto accidente, e però me ne condolgo
con esso lei, colla sua patria e meco stesso, pregando nello stesso tempo
il sommo Dio. che conservi lei lungamente si ben incamminata per la via
delle lettere e di si nobD genio.
Truovasi di presente il sig. d. Domenico Vandelli in Lorena col
sig. marchese Pontanelli [Alfonso Vincenzo] a quella Accademia, e però
non è meraviglia se non rispondeva. Probabilmente non tornerà se non da
qui a due anni. Dopo il Trattato della carità nulla ho potuto dare di più,
perchè mi truovo troppo occupato nell' opera di Milano. I due primi tomi
de' miei Anecdoti furono stampati in Milano, e gli altri due in Padova.
Scriverò colà per averli, e capitandomi occasione per Mantova o Brescia
li spedirò colà. S' ella volesse ancora un tometto mio d' Anecdoti greco-
latini facilmente glieli procurerò, che sono anch'essi stampati in Padova.
Per r opere del Maggi, Pandolfo Malalesta le ristampò in Milano, e, colà
scrivendo, ella le avrà con minore incomodo.
2452 LODOVICO ANTONIO MURATORI \ l'7'ei^-
Ringraziandola io intanto del suo benignissimo amore, desideroso
anch'io di confermarle coi fatti il mio inalterabile ossequio, mi rassegno,
di V. S. illustrissima.
2356..
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 5 Luglio 1725.
Museo Civico Cremonese, edita [208].
Amico amatissimo.
Per vostra quiete serva 1" avviso che ho ricevuto il funerale mano-
scritto di Giovanni Galeazzo, che fedelmente veggo rapportato in volgare
dal Cerio, ma che in latino farà migliore comparsa nella gran Raccolta, e
massimamente per la giunta di queir orazione funebre, fratesca si, ma però
a proposito per la storia. Sommamente vi ringrazio di questo favore e
prestito, e fra pochi di sarò in istato di cercare come io possa rimandare
il manoscritto.
Ninno più di me sa compatire chi stampa lontano da" suoi occhi, che
n'ho fatto e ne fo continuamente la pruova nell'opera che si stampa in
Milano. Un' errata-corrige, se non servirà a rimettere V ossa a suo luogo,
perchè pochi vanno a leggerlo, servirà almeno per nostra discolpa. Sono
ed eternamente sarò etc.
2357.
A PIER CATTERINO ZENO in Venezia.
Modena, 6 Luglio 1725.
Biblioteca del Seminario, Padova.
Crescono sempre più le obbligazioni del Pubblico verso V. R. per la
continuazione de' Giornali; Y ultimo tomo giuntomi per dono della di lei
beneficenza è stato da me letto con sommo piacere, trovandolo io ricco di
belle notizie, e non inferiore a i precedenti.
Crescono molto più le obbligazioni mie proprie alla di lei bontà, che
ha saputo dare si bel risalto alle cose mie, e farmi onore da per tutto.
Di tutto infinitamente la ringrazio. Desiderava io poi. e sperava, eh' ella
favorisse il sig. abate Falconi colla notizia dei tre ultimi libri di Dione
Cassio, stampati da lui Greco-Latini in Roma, della quale operetta le
mandai il frontespizio. Non so mai, perchè nelle Novelle Letterarie di
-1*725] A FRANCESCO ARISI 2453
Roma non ne abbia fatta menzione. Le resterò io ben tenuto, se nel tomo
venturo ella favorirà me e lui, essendo infine fatica, la quale fa onore
air Italia.
Fa ella menzione, e ben sei merita, del celebre sig. Giovan Alberto
Fabricio. Vegga ancora di farne del sig. Giovan Fabricio professore in
Helmstadt. il quale mi vien riferito dal sig. cavalier Marmi, che pubblica
la sua storia bibliotecaria, e parla di molti italiani. Bisogna ch'io mi pro-
cacci queir opera, intendendo da esso sig. cavaliere, che ha favorito me
ancora. Rassegnandole il mio immutabil rispetto, mi confermo, etc.
2358.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 12 Luglio ì~2ó.
Archivio Tacom, Modena.
Già è in mia mano il rame intagliato dal sig. Bonvicino. Credo che
piacerà, ma stento a credere che possa piacere il prezzo di cinque filippi,
non essendovi figure, né altra fattura di grande impegno. Tuttavia scrivo
quanto mi accenna V. S. illustrissima, alla quale rendo infinite grazie e
per averlo fatto spacciare a tempo, e per avermelo con tanta bontà e pron-
tezza inviato.
Avviso ancora a Milano lo smanco trovato nel pagamento fatto a co-
testo signor canonico Guicciardi, e son certo che mi sarà ordinato di emen-
darlo. Col vivo desiderio anch'io di ubbidirla, le rassegno il mio ossequio,
e mi confermo.
2359.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 19 Luglio 1725.
Musso Civico Crkmomcsk, edita [208].
Amico amatissimo.
Per la Dio grazia, non solamente è vivo il sig. marchese Orsi, ma anche
in istato di scrivere da par suo. se volesse. Ma non sussiste eh" egli abbia
impresa la difesa del sig. Baruffaldi. Sussiste bensì ch'egli ha fatto ri-
sentimento con esso sig. Baruffaldi. perchè abbia sparsa tal voce, mentre
egli è lontanissimo dall'entrare in brighe di si poco momento, e ha altro
da pensare. Ecco a voi la ragione, perch' io nulla vi mandi e nulla possa
mandarvi di ciò che desiderate.
2454 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'T'SB-
Orsù a correggere, come si può, la stampa del vostro Ditirambo, e
poi dargli le mosse. L'aspetto io con ansietà e ve ne prometto plauso,
perchè avete bella grazia in questa sorta di componimenti. Intanto mi
rassegno, etc.
2360.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.'^^ MARGHERITA in Monleale
Modena, 19 Luglio 1725.
Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma.
Male è passata per me nella primavera passata, ch'io ho dubitato
forte di non condurmi al letto, tanto era afflitta la mia sanità. Mi con-
dussi il giugno prossimo passato in villa, e ne sentii ristoro. Ora sto
combattendo col caldo eccessivo, infievolito e malconcio.
Arrivò ne' giorni addietro a consolarmi lo stimatissimo foglio di V. S.
illustrissima, da cui veggo goder ella una prospera salute, e me ne con-
gratulo vivamente con esso lei. S'io sono stato un pigro a scriverle per
r addietro, mi scusi: alle volte mi sento cosi svogliato del mondo, che
nemmen posso scrivere una lettera.
Vidi la Genealogia Malaspina ben fatta, e che reca di bei lumi. Ma
essendosi cominciati a vedere frutti del matrimonio del signor Duca di
Massa, benché finora feminini, e potendone venir de gli altri meglio for-
mati, non occorre far movimenti, e molto meno spese per ora. Del resto
non sarà se non bene, che la casa Malaspina faccia ogni tentativo pos-
sibile. Anch' io ho letta la prima parte dell' opera del signor Filippi, e nella
stessa maniera gli ho detto che non avrei cominciato si di lontano. Egli
mi ha risposto le sue ragioni. La cosa è fatta. Per altro l'opera è di
buon gusto e di molta erudizione, se non che tien troppo per gli Tedeschi,
e vuole che fino allorché regnarono Guido, Lamberto, i Berengarj e Adel-
berto, avessero gius in Italia : il che non sussiste. Anche V. S. illustris-
sima ha avvertita questa partita; ed è vero che l'elezione fu in mano de
gl'Italiani per gran tempo.
Nulla ho fatto finora di più pel signor marchese di Villafranca, perchè
S. A, serenissima mi ordinò di ricavare la vera origine della signora mar-
chesa Laura ascendente d'esso signor marchese: il che non ha potuto fare
finora né il signor marchese né io. E quando non truovi, starà arenata
questa faccenda. Io non mancherò di cercare: che avrei premura parti-
colare di servire V. S. illustrissima e lui nello stesso tempo.
Uscirà in breve il tomo VI, intorno all'indice del quale sto faticando,
ed ella vi vedrà il suo nome nella prefazione al Caffaro. Rassegnandole
il mio rispetto, mi confermo, di V. S. illustrissima.
-17*251 AD ANTONIO SCOTTI 2455
2361.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 22 Luglio 1725.
Abchitio Tacoli. Modena.
Me r immaginava io che non sarebbe piaciata a signori di Milano la
domanda fatta dal sig. Boavicini [Bartolomeo] pel taglio dell'arma Borromea.
Sopra di ciò mi ha risposto 1" Argelati con queste precise parole : È un gran-
dissimo sproposito quello del Bonvicino pel noto rame, avendo noi fatto fare
a Roma, e a Vetiezia V altre armi per le dedicatorie, ben più faticose come
ognun può vedere, né ci costano piii di 4 filippi V una, compreso il di-
segno, che ne vale uno ; sicché a proporzione quella del Bonvicino non
dovrebbe esser pagata pik di due, essendo V arma semplice, e tanto ci costa
quella del sig. conte Governatore, che pure era liscia. Né- occorreva che
vi facesse il disegiw mentre per intagliarlo al rovescio adoperano lo
specchio, Poi mi dice che accomodi io il prezzo supponendo che mi sia
facile di ridurre a più tollerabil partito il sig. Bonvicino. e ch'egli non
voglia col primo lavoro disgustare e perder chi potrebbe dargli gran gua-
dagno, se ne vorrà. Prego dunque V. S. illustrissima di pai-larne e di
trattarne con esso lui, e di significarmi poi cosa sarà risoluto, acciocché
io dia a Milano risposta categorica in questo particolare, e si pensi a pa-
garlo. Se poi V. S. illustrissima volesse pagare al signor canonico Guicciardi
quel di più che egli additò a lui dovuto della rimessa del signor conte
Archinti, gliene resterò tenuto, e farò abbonarglielo dal Soliani. Pagai per
L. 42,5 di Milano. Dovevano essere L* 43,17,6. La lira milanese vale, di
moneta nostra, bologniui 40. Ratificandole il mio rispetto, mi confermo, etc.
2?62.
AD ANTONIO SCOTTI in Venezia.
Modena, 27 Luglio 1725.
Abchitio Trxhtin, Venezia, edita [168].
Perchè il nostro corriere differì la partenza, tardi ancora ho io rice-
vuto l'involto speditomi da V. S. illustrissima, e mi preparava io a darle
avviso d'averlo già in mano, quando mi è giunto lo stimatissimo foglio
suo colla premura di tenerne conto. Stia pur ella quota su questo, che,
a suo tempo, tutto sarà fedelmente restituito.
245G LODOVICO ANTONIO MUHATOEI [l'7S5-
"Nel manuscritto di mano recente trovai, che stavano le cronache di
liolandino e àe Cortusi, già com'ella sa, stampate. Sicché da esso libro
farò solamente copiai*e l'opuscolo primo e l'tiltimo che tratta della fa-
miglia; e l'uno e l'altro sarà poi da me letto ed esaminato per vedere
quale uso se ne possa fare. L' altro delle guerre venete è ben cosa di mio
genio, e indubitatamente penso di stamparlo, e ne farò onore anche al gen-
tilissimo benefattore. Intanto le rendo somme grazie de' molteplici favori,
e augurandomi anch'io la fortuna di ubbidirla, con tutto l'ossequio mi
rassegno.
2363.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 2 Agosto 1725.
Archivio Soli Muuatori ( R. Bibl. Est. ), Modena.
Vero è. che mi dolgo dello stomaco infievolito, di flati continui, e di
moleste vigilie: pure per la Dio grazia sono in piedi, e vo anche tiranlo
qualche linea: e se il signor barone di Bonoff verrà, procurerò di ser-
virlo. Ringrazio ben vivamente la bontà di V. P. revBrendissima per la
sua premura di mia salute, e godo poi di udire felicissima la sua : che
non son già i 63 anni che facciano l'uomo vecchio, ma si bene gli ac-
ciacchi, che prego a lei sempre lontani. Nulla ho udito dire di nuovo da
Roma centra l'opera grande. Vedremo se ad alcuno verrà il prurito
d'uscire in campo, e poi allora vi penseremo. Ho risposto al signor mar-
chese di Malaspina.
Ma io ho gran bisogno dell'appoggio e mediazione di V. P. reveren-
dissima per una briga che mi preme forte. Per non ripetere una lettera,
e schivar la fatica, mi favorisca di leggere l' inchiusa, che va all' Ill.mo
Sig. Sig. e P.ron Col.mo il Sig. Marchese Teodoro Alessandro 7'rividzio,
che da essa ella intenderà ciò che mi scotta. Non so se il signor Sassi
(sia detto in estrema confidenza) che vuol cacciare il naso dapertutto, ne
è mai sazio di gloria, volendo entrare per forza a fare da mio compagno,
ed anche da maestro nella mia Raccolta; o pure 1" Argelati che vuole spa-
troneggiare, e saperne più dì me, e non dipendere da me; non so, dico,
chi sia stato il promotore di quanto è accaduto. So eh' io non vo' digerirla
e per questo ricorro al di lei patrocinio. Ho dunque bisogno, ch'ella unito
ciò che va al suddetto signor marchese, faccia fare il soprascritto, e si-
gillata la lettera, voglia trattare con esso cavaliere di questo afiEare. Caso
che fosse in villa, pensi, qual ripiego si possa prendere: perchè vorrei
pure, che fosse egli il mediatore, siccome cavaliere di gran prudenza, e
che mi vuol bene. Il punto sta. in caso di non poter avere le mie conve-
-1*725 1 A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI 2457
nienze, a riavere i manoscritti miei. Sopi^ qtiesto imploro la di lei auto-
rità: se è prima mancato a me, non manco io agli altri, richiedendo ciò
che è mio. E tenga a mente, eh' io non voglio ripieghi, ma che si levi via
quella prelazione, a cui ne sostituirò io altra, che empierà le facciate
vote. Tutto va fatto senza remore, e con trattarne confidentemente col solo
signor marchese Trivulzio suddetto. Sassi ricorse ancora al sig. conte Carlo
Archinti; ma egli non è della società. Intanto io non mando l'indice, né
altro, se non veggo rimediato al passato.
Mi scusi, mi perdoni. E con tutto l'ossequio mi confex"mo, di V. S.
reverendissima.
2364.
A FRANCESCO BREMBATI in Bergamo.
Modena, 9 Agosto 1725.
Akchìvio Soli Mchatoki {li. Bibl. Est.), Modena, edita [234].
Giacché V. S. illustrissima ha da altra parte soddisfatto al suo be-
nignissimo genio verso le cose mie senza lasciar campo a me di punto
servirla, m'augui'erò altre occasioni di poterle comprovare la mia pron-
tezza ad ubbidirla. Da che usci fuori il mio Trattato della Carità, altro
non ho potuto dare, perchè tutto occupato nell'opera grande di Milano.
Se ne darò, a Dio piacendo, ella sarà de' primi a saperlo. Intanto mi ral-
legro vivamente con esso lei al mirare con che ansietà ella vada cercando
le Vie di coltivar sempre più il suo nobile ingegno. E bramoso della con-
tinuazione della sua stimatissima padronanza le rassegno il mio indelebil
ossequio con protestarmi più che mai, di V. S. illustrissima.
2365.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 9 Agosto IT'S.
Archivio Soli Mubatobi ( R. BibU Est. ), Modena.
Già mi ha scritto il signor marchese Trivulzio sopra 1' affare, che rac-
comandai alla bontà di V. P. reverendissima, e siccome informato dal solo
Argelati, mi consiglia a quotarmi. Rispondo io oggi al cavaliere una let-
tera, che volentieri avrei prima mandato sotto i di lei occhi, se non avessi
avuto paura d' incomodarla troppo con grossi plichi, giacché mi conviene
inviargliene un'altra per pregarla d'altro favore. S'ella vorrà e potrà ab-
2458 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*735-
boccarsi ool suddetto signor marchese, so eh' egli le leggerà tutte. Mia
premura è che, si levi quella prefazione, che mi è d'aggravio. La ma-
niera di farlo è rimessa alla prudenza del cavaliere e di V. P. reveren-
dissima, a i quali, udite che abbiano le mie ragioni, son anche per rimet-
termi in tutt' altro. Il signor marchese Orsi, a . cui ha l'Argelati scritta
una lettera col suo solito inchiostro, crederebbe che ne dovessi io scri-
vere a dirittura al signor Sassi. Non ricuso di farlo : dipenderà da quanto
sarà stabilito costi. Ciò che può dar fastidio a cotesto degnissimo cava-
liere si è il pensare, che si disgusterà esso sig. Sassi, e che sarà chiusa
la Biblioteca per noi. Se è uomo giusto, non dee aversi a male, che io
cei'chi le mie convenienze, e ha da rimediare ali" aver messo contra altrui
volontà la falce nella mèsse altrui. Ma s'egli vorrà disgustarsi, dica in
confidenza al signor marchese ch*^ io noi desidero già, amando la sua ami-
cizia e corrispondenza, ma che facendolo egli, non ne verrà male alcuno
alla nostra impresa ; perchè, a riserva di Sozomeno e di Tolomeo da Lucca,
noi non abbiam più bisogno dell'Ambrosiana, e Sozomeìio l'avrò altronde,
e troverò anche, occorrendo Tolomeo. Vero è, che questo ultimo avrei caro
che si cavasse dall' Ambrosiana, tralasciando però le cose superflue. E po-
trebbono pensare, se si potesse procurarne la copia ora, con tardare fino
all'ultimo a parlare della Prefazione, che io desidero levata via. Gli altri
manoscritti gli ho io tutti all'ordine; e però nulla mi sgomenterei, e forse
avremmo più pace. Per altro, il signor Sassi, sebben va dicendo la mia
Biblioteca, i miei manoscritti (il che non so come cammini bene) non è
in fine il padrone né de' manoscritti, uè della Biblioteca, e si potrebbe
trovar via di aver tutto di là con ordine de' superiori. In fine il signor
Sassi può contentarsi d'aver fatte le note; e forse senza che né il signor mar-
chese Trivulzio, né gli altri signori hanno punto saputo, ch'egli fosse per
fare ciò che ha fatto : perchè l' Argelati suol farla da indipendente, e da
che si è posto in capo di comparire un Aldo, e uno Stefano, non se gli
può stare fra piedi. Torno a dire, che la prudenza d'esso signor marchese,
e di V. P. reverendissima troverà i rimedi opportuni, e mi raccomando
pel passato e per l'avvenire.
L' altro favore, di cui mi occorre di pregarla, si è, eh' io allorché presi
congedo dall'Ambrosiana per venir qui, vi lasciai ne' camerini alcune balle
del primo e secondo tomo de' miei Aneddoti, stampati a mie spese costi.
Ne ho fatto venire una o due ballotte : il resto è tuttavia colà. Ora avendo
saputo da un cavaliere mio amico, ch'egli ne ha avuto un'esemplare dal
signor Sassi, non so se in dono, o per danari ( so che. senza mia saputa ) e
temendo io ch'egli possa essersi presa (vegga egli, con che coscienza) la
stessa libertà con altri : ho bisogno di ritirar ciò che avanza, e mi rivolgo
a lei per questo favore. A tal fine inchiudo una lettera pel detto signor
Sassi, a cui non va punto palesato il motivo che mi ha indotto a scari-
-1*7351 A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2459
cario di questo peso: ma converrebbe presentar la lettera, e nello stesso
tempo portar via caldo caldo l'avanzo di quelle copie. Mi potrebbe favo-
rire di trovarvi luogo in cotesto Monastero, che saputo poi, quante copie
siano, penserò se debbo farle venire. La spesa, che occorrerà, basta ch'ella
me l'accenni, che sarà rimborsata. Vegga quanti imbrogli mi vengono ad-
dosso anche per imbrogliare V. P. reverendissima. Avverta che, finito
questo mese, si chiude la Biblioteca.
Pregandola intanto di Scusa per li replicati incomodi, con tutto l'os-
sequio mi confermo, di V. P. reverendissima.
2366.
A GIUSEPPE RIVA in Hannover.
Modena, 10 Agosto l?'^.
il. BiBLioTKCA EsTEKSK, Modeoa.
Mi occorre di pregare la di lei bontà duna notizia. C'è un mio amico
poeta italiano che bramerebbe di somministrare un dramma alla com-
pagnia musicale de' nostri italiani di Londra, sperando di ricavarne buon
profitto. La prego di significarmi se sia cosa possibile, se premio speciale
se ne possa aspettare, e quanti personaggi d'ordinario entrino in un
dramma. Si esibisce egli di mandarne per prova uno ch'egli intende di
fare. Io poi ho bensì un pajo di forbici di Spagna ottime; ma non mai
m'è riuscito d'avere un buou temperino per le penne, di cui ho mag-
giormente bisogno. Se mai o la Britannia industriosa, o cotesti ferrei te-
deschi ne avessero degli ottimi, abbia presente il bisogno e desiderio mio.
E si goda le famose birre di cotesti paesi, che noi staremo tutto dì im-
mersi nella lite per l'eredità Foresta, che ci comincia molto ad imbro-
gliare, da che il grande artiglio ha cominciato ad entrarvi. Ringrazian-
dola de' suoi continui carissimi saluti, mi rassegno.
2367.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 10 Agosto 1725.
Biblioteca Ambboììiana, Milano, edita [176].
Essendomisi presentata congiuntura per far venire a Modena le copie
de' miei Anecdoti che restano ne' camerini dell'Ambrosiana, mediante le
grazie che è per dispensarmi il reverendo P. residente Lazzarelli, sono a
24(30 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'J'SB-
pregare V. S. illustrissima che voglia consegnare a lui, o a chi per lui
verrà, tutto ciò che finora con tanta bontà e pazienza è stato custodito
costi; che del favore le resterò ben tenuto. Con tal congiuntura ratifican-
dole il mio rispetto mi confermo, etc.
2368.
A PIER CATTERINO ZENO in Venezia.
Modena, 10 Agosto 1725.
Biblioteca del Semixakio, Padova.
Da un amico mi si fa sperare il tomo VI della Bibliotheca Fahriciana^
e però, solamente in caso che fosse costi da vendere il volume, ne farei
volentieri l'acquisto. Intanto mi protesto ben tenuto alla somma gentilezza
di V. Ei. per l'esibizione fattami di far trascrivere ciò, che mi riguarda,
dicendomi il signor cav. Marmi, che v'ha qualche cosa, che non batte a
segno. E se quello scrittore non è se non pei suoi eretici, non merita
d' aver luogo nel Giornale.
Saran gittati i passi di V. E,, nella i-icerca di quel manoscritto del
Cast'elvetro, perchè e indubitato, che a sollicitazione mia fu ricuperato
dalle mani di chi l'ebbe dopo la morte di Jacopo Grandi, e dopo essere
stato iri mia mano fu riposto qui nel Collegio di S. Carlo. Quando non
ae fosse restata copia costi, 1' originale certo non vi restò.
S'è offeso il signor dottor Bianchi, al quale in Milano è appoggiata
la coi'rezione della stampa Rerum Italicarum, perchè il P. Stampa abbia
fatto avvisare il pubblico nel Giornale ultimo di que' pochi errori scorsi
nel Poema Cumano: e avuto avviso, ch'egli sia per fare una lettera, gli
ho scritto pregandolo di lasciar simili brighe, che nulla importano. Fin
ora non ho veduta l'isposta. Oh come alcuni son mai delicati! Bisogna,
ch'io soffra in pazienza errori più massicci, che corrono colà per la mia
lontananza. Sed longo In opere etc. Rassegnandole il mio immutabile os-
sequio, mi confermo, etc,
2369.
A LUC ANTONIO GENTILI in S. Marino.
Modena, 15 Agosto 1725.
Biblioteca del Seminario, Pesaro, edita [108].
Il cavaliere, che in Vienna avrebbe desiderato qualche italiano di
buon gusto, è il sig. conte Antonio di Collalto, del Consiglio di S. M. Ce-
-l'TS&l A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2461
sarea, cavaliere italiano, ricco, poeta, e signor generoso. Darebbe la tavola,
cento fiorini l'anno, cioè 25 ongheri, carrozza alle occorrenze, e la messa
pagata da lui, o avuta altrove, e di molto frutto. L' incombenza del sog-
getto sarebbe di scrivere qualche lettera al cavaliere, e d'insegnare lingua
italiana a' suoi figliuolini. Quando il posto fosse tuttavia vacante, e V. S.
volesse accudirvi, io non dubito, che le spese del viaggio non sieno som-
ministrate dal cavaliere. Per altro tanti e tanti italiani sanno vivere in
Vienna, e però anch' ella potrebbe starvi, e con agio, e in un mondo assai
nobile ed illuminato. Risolvendo lei, ne scriverò io.
Ebbi lettera del sig. Simbeni; ma nuli' altro ho veduto. Non se ne
metta ella in pena. Desideroso di tutti i di lei vantaggi con vera osser-
vanza mi confermo, di V. S.
2370.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 15 Agosto 17S.
Biblioteca Ambrosiasa, Milano, edita [176].
Quanto V. S. ha fatto sapere al reverendo P. residente Lazzarelli è
stato da me veduto. Ha anch'olla veduto ciò ch'io scrissi al signor mar-
chese Trivulzio intorno alla di lei prefazione a Romualdo, e s'ella con
più posatezza l'avesse considerato, avrebbe trovato col vestirsi alquanto
de' miei panni, ch'io non ho torto nell' essermi lagnato del signor Arge-
lati e della prefazione suddetta. Ella si figura ch'io nulla stimi le anno-
tazioni sue, eh' io ab borrisca tutto ciò che viene da lei. e tutto andrà a
finire in credere, ch'io troppo amante di me stesso, e mosso da invidia,
non voglia lei a parte d'alcuno onore nell'opera che si stampa costi. Di
grazia deponga V. S. illustrissima sentimenti tali. Non sono le prefazioni
sue che mi dispiacciono. Altre volte ne ha fatte approvate e lodate da
me, ed ultimamente m'è piaciuta molto la posta davanti al Morena, perchè
la fatica utile da lei fatta n'era ben meritevole, ed io ben sapeva che
era per farla. La prefazione a Romualdo m'è dispiaciuta e dispiace, non
perchè fattura di lei, ma perchè distrugge ciò ch'io aveva già pubblica-
mente protestato di non voler fare, cioè di non voler dare tutto Romicaldo.
e giacché ne' giornali di Lipsia e di Venezia v'ha parole indicanti ch'io
non sia il principale in questa società, ma come persona che serve con-
dotta dal buon genio di cotesti miei riveriti signori, maggiormente ciò si
crederebbe al vedere che costi si guasta il già disegnato da me. E tanto
più m' è rincresciuto l' affare, quanto che il signor Argelati nulla m' ha
voluto dire di questo concerto, se non dappoiché il torchio ave» già co-
Epistolario di Lodovico Antonio Muratori. — Voi. VL 166.
2462 LODOVICO ANTONIO MURATOEI [ 17*35 -
minciata la stampa, acciocché non potessi impedirlo. Se si voleva dar tutto
Romualdo, pazienza; non istimo io tanto la mia opinione, che non m'ac-
comodi anche all' opinione e volere degli altri ; ma in tal caso ho da esser
io, che renda ragione al pubblico, perchè mi sia disdetto, altrimenti appa-
rirebbe discordia fra chi ha mano in cotesta opera, e con pregiudizio di
ciò che m'è stato accordato nel frontispizio d'essa opera. Il signor Arge-
lati s' è preso altre libertà centra il mio sentimento, ma perchè non appa-
riva in pubblico questa contrarietà d' idee, non ho alzata la voce. Ora egli
ha voluto troppo, e ciò io noi posso permettei"e.
Vengo alle note di V. S. illustrissima. Si sarà ella immaginato, eh' io
abbia finto delle querele altrui per tante note finora poste alle cose da noi
stampate, solo per escludere quelle di lei, ch'ella giugno a credere, che
passino nella mia mente per cattive, perchè sue. E io all'incontro stimo
buone buonissime le note sue, e appruovo tutte le altre finora fatte anche
dagli altri; ma non so approvarne da qui innanzi, perchè la verità è, che
ho sentito farne doglianza da uomini intendenti, l' ultimo de' quali in passare
per Modena fu il signor fiscale Riccardi ; e la ragion loro si è : che oramai
si danno fuori autori non oscuri e non bisognosi di lume; e quand'anche
abbiano sbagli nelle cose lontane da' lor tempi, che tutti ne hanno, non
merita la spesa il correggerli, perchè ciò possono farlo tutti gli intendenti :
e che il pubblico desidera le storie de' vecchi e non già i ricci de' moderni;
e che caricandosi di note i tomi, i tomi cresceran troppo, e si verranno
a perdere i compratori e i lettori ancora. Ma s' ella vuol conoscere s' io
sia di sentimento diverso e covi altro pensiero, miri che potrei fare anch' io
di simili ornamenti alle cose che mando, potendosene fare a tutte, qualor
si voglia ; e n' avrei avuta per esempio l' occasione in Sicardo che ha di
molti sbagli nell' antico, e al Caffaro e al Boncompagno e simili altri ; pure
me ne sono astenuto, che avrei caro che non andasse in eterno cotesta
raccolta. E chi volesse pigliarsi la briga di correggere tutti gli sbagli del
Fiamma nel Manipulus Florum, farebbe un altro manipolo. Per altro le
fatte da V. S. illustrissima a Romualdo, siccome poche, e solo per cor-
reggere qualche sbaglio di lui, non saran d'aggravio; e se il signor Ar-
gelati me ne avesse avvisato per tempo, nulla avrei detto all'udire che si
tratta di poco.
Vegniamo ora alla conclusione. Quantunque io avessi potuto preten-
dere ch'ella non avesse da far come sua un'operetta ch'io aveva copiato
di mia mano e mandata costà, senza averne punto d'obbligazione a lei,
tuttavia voglio accomodarmi al già fatto. Ciò ch'io pretendo si è, ch'ella
non istia sopra di me in un' opera che porta il mio nome ; non già eh' io
non sappia, ch'ella non ha mai avuto questa intenzione; non già ch'io sia
si innamorato di me, che non ami correzione, o non voglia mai cedere
all' altrui parere, perchè mi riconosco per capace, più che altri, di errare,
-l^SB] A NICOLA TACOLI 2463
ed ella sa che Tho pregata di correggere le cose mie. e che gliene resto
tenuto; ma perchè in cotesta opera non par conveniente, che si mirino
prefazioni che sbattano le mie, e amando io le segrete, non le pubbliche
correzioni. Pertanto io crederei ben fatto, per camminare di concordia,
ch'ella si contentasse ch'io rifacessi la mia prefazione, per dire le ra-
gioni che mi bau mosso a vai-iar pensiero intorno a Romualdo. Anch' ella
poi vi aggiunga un suo monitum o un'altra prefazione, se vuole, col suo
nome in fronte, che ciò non mi dà pena, con dire perchè abbia fatto le
sue gastigazioai a quella storia. Cosi avremo tutti e due il nostro intanto.
Da qui innanzi poi, qualora occorrerà di dar cose estratte dall'ambro-
siana, non ho difficultà che ne sia dato a lei il suo merito, purché io
precedentemente sappia le cose, credendo che ciò mi sia dovuto per la
direzione che ho d'avere dell'opera. Ma il signor Argelati non ha da
esser egli che determini a suo capriccio, e, molto meno, senza mia saputa,
in cose che riguardano me. che questa è stata la principal cagione di
dolermi in tal congiuntura. Se questi miei sentimenti possano parere in-
giusti, mi rimetto alla di lei prudenza, e a quella di cotesti miei riveriti
cavalieri, che con tanto ardore promuovono costi la nostra impresa. In-
tanto, senza diminuzione di quella stima e rispetto che ho sempre avuto
ed avrò di lei, mi rassegno, etc.
2371.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 15 Agosto 1725.
Archivio Tacou, Modena.
Essendo insorta qualche differenza fra me e l' Argelati, non ho potuto
far risolvere il prezzo della fatica fatta dal signor Bonvicini, intorno alla
quale già intesi le discrete proposizioni fatte da V. S. illustrissima, che
non dovrebbono dispiacere in Milano. Intanto se il signor Bonvicini avesse
bisogno di qualche danaro, ella può favorirmi di dargliene.
Mi sono intaso qui col Soliani. Egli ha dato conto a lei di zecchini
48,17,6 moneta di Milano da lei pagati per mia parte al signor canonico
Guicciardi, che sono di moneta di Modena zecchini 87,15, e queste andranno
in isconto del di lei debito per la stampa della di lei òpera, non volendo
egli mischiare co' suoi il conto dell'opera Rerum Italicarum, di cui dice
essere creditore di V. S. illustrissima per due tomi. La prego, adunque, di
pagare al suddetto signor canonico L. 3.15 che oltre alle 84, già pagate,
sono a lui dovute. Il sesto tomo dell' opera a momenti è per uscire, avendo
io già inviato a Milano l' indice, e il rame tagliato costi. Bisogna dar tempo
2404 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'7c35-
alla spedizione delle balle, ed ella subito che sarà qui, ne riceverà l'av-
viso. Ebbi la fortuna di riverii-e il signor conte suo fratello col signor
abate suo compagno. Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo.
2372.
A GIAMBATTISTA BIANCONI in Bologna.
Modena, 16 Agosto 1725.
Archivio Biakcoki, Bologna, edita [189].
So che V. S. si gode la villa, e con ottima sanità, del che seco viva-
mente mi rallegro. Penso anch'io di lasciare la città fra pochi giorni, ma
non porterò in villa gran provvisione di sanità.
Mi è stata cara la copia della moneta di Andrea Dandolo, e la man-
derò a Milano, dove credo che sarà ben ricevuta. Credo altresì, che se
potessimo avere altre antiche monete di Bologna, ne facessero volentieri
fare il taglio in rame colà, per distribuirle a' suoi siti nella storia Bolo-
gnese. Ma convien prima sapere, se cotesto letterato, il quale avea preso
l'assunto della Monetaria Bolognese, proseguisca nel suo disegno; perchè
se si, la fatica sarebbe buttata, ove egli ci prevenisse.
Farò copiare quel pezzo del Borsello, di cui la S. V. mi ha favorito.
M'immagino ch'ella avrà ricevuto indieti'o l'altro, che le rimandai. Ma
allorché ella ritornerà, in città, avrò ben bisogno di un favore da lei, cioè
ch'ella si pigli l'incomodo di confrontare con un testo migliore, quanto
io precedentemente feci copiare dal di lei codice. Perchè, dove si tratta
della uccisione di Annibale Benti voglio fatta dai Canetoli. v'ha dLe^' hysteron
proteron, e l'ossa non sono a luogo. S'io potessi aver sotto gli occhi la
storia Bolognese che ella mi accenna di Fra Bartolomeo dalle Pagliolo,
potrei dirle, se tornasse il conto a darla fuori. S'io non avessi già l'altre
due, che le accennai, senz'altro la piglierei. Vegga dunque, se può, di
averla in prestito. Non sarà certo alcuna di quelle che io ho. E rasse-
gnandole il mio devoto affetto, mi confermo, etc.
2373.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 16 Agosto 1725.
Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), Modena.
Con quanta bontà V. P. reverendissima si sia adoperata in cotesta
mia briga, lo veggo dal suo foglio, l'intendo ancora dal signor marchese
-IT* 25] A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 24<ì5
Trivulzio: e di tutto mi protesto io sommamente obbligato alla di lei
somma benignità per me, e per le cose mie. Se il signor Sassi avesse saputo
intendere le mie ragioni, non avrebbe scritto quella bella diceria. Romualdo
era mio. e benché preso dall'Ambrosiana, non l'aveva io dalle mani del
signor Sassi, onde avessero a valere per questa Cronaca le le^i. ch'ai
dice dell' Ambrosiana, e non doveva egli mettervi le mani, e farsene bello,
come di suo dono, senza saputa e consentimento mio. Ed era in mia balia
il dire, ch'io riconosceva da altra Biblioteca quel manoscritto. Ma lasciam
queste cose. L'obbligante maniera, con cui il signor marchese Trivulzio
m'ha scritto, è bastata per indurre me ad un temperamento, il quale cre-
derei che non dovesse dispiacere al sig. Sassi. Per lui ho inviata lettera
al signor marchese suddetto, e un'altra per T eminentissimo Borromeo,
presso al quale egli mi dee aver ben dipinto. Pi-ego V. P. reverendissima
di prendersi un nuovo incomodo, di abboccarsi con cotesto cavaliere per
finire di quotare il rumore. Per altro è un ditficil mestiere il sapersi re-
golare fra il signor Sassi, che non si sazia di gloria, e vorrebbe pure
farsi largo dappertutto in un'opera, che in fine non è sua, e l'Argelati,
che non vorrebbe briglia, e me ne ha fatta più d'una. Ma vedremo, se
si potrà camminar meglio da qni innanzi. Tutto scrivo a lei in confidenza,
e tutto resti in lei.
Per non aggravare maggiormente V. P. reverendissima, non le ho
mandato tutti i fogli accennati di sopra. Forse ella sarà a tempo per leg-
gerli in mano del signor marchese Trivulzio.
Intanto pregandola di perdonarmi, se le reco frequenti incomodi, e
sospirando anchio l'onore di ubbidirla, con tutto l'ossequio mi rassegno,
di V. P. reverendissima.
Aggiungo, che per quanto mi ricordo, le regole dell'Ambrosiana sono,
che stampandosi qualche manoscritto della medesima, si debba fare onorata
menzione di chi ad essa presiede, e non già che niun* altro che gli oblati
possano pubblicarne i manoscritti. Credo d'aver soddisfatto a questo do-
vere con lodare tant« volte il signor Sassi. Ma ciò a lui non basta, come
ella vede.
2374.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 22 Agosto 1725.
BiBUOTKCA Ambkosiaxa, Milano, edita [176].
Mille grazie a V. S. illustrissima per le copie de' miei Aneddoti con-
segnate al reverendissimo P. Lazzarelli, e del prezzo ancora d'una copia
2466 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*735-
vendata, che ho ricevuto. D'altro io allora non le scrissi per ischi vare
appunto d' intendere da lei ciò eh' ell-a espresse nel foglio inviatomi da
esso signor residente. E se il signor Argelati si fosse contentato, come io
r aveva incaricato, di non parlare della nostra differenza, se non col signor
marchese Trivulzio, il quale colla sua prudenza avrebbe maneggiato l'af-
fare, forse eh' ella non avrebbe preso tanto fuoco, né io avrei udito quanto
ho udito. Ora ella avrà già veduto dall' antecedente mio foglio a lei scritto,
s' io sia veramente quale ella mi ha dipinto alla sua fantasia, credendo io
che non le abbia da essere dispiaciuto il ripiego da me proposto. E caso
ancora che non le fosse piaciuto, mi significhi pure liberamente come le
piacerebbe. Veggo poi che non sappiamo in lontananza accordarci intorno
a chi s'abbia la ragione o il torto. Ella si dà ragione patente, e da me
non è venuto se non un aggravio indebito. La decisione secondo me di-
pende dal conoscere, se Romualdo sia di giurisdizione sua o mia. Per me
r ho sempre tenuto per cosa, eh' io dessi al pubblico come conquista mia ;
e al veder che V. S. illustrissima senza mia saputa è uscita fuori con una
prefazione che fa divenire anche suo dono quella storia, e di più centra
ciò eh' io aveva protestato, mette fuori Romualdo intero, e ne rende ra-
gione al pubblico, e tutto ciò viene a me celato, non m'è già potuto pia-
cere. Altre cose non tolte da me, ma date da lei di peso dell'Ambrosiana,
ella ha veduto se ho punto impedito a lei il farsene onore col pubblico
perchè non m'è mai rincresciuto che altri ancora, e massimamente ella
entri a parte della fatica e dell' onore. Ma Romualdo veniva da me, e
veniva quello che importava, a nulla servendo il resto, che si è voluto
aggiugnere. E se pure si voleva far quella giunta, e farvi entrare anche
V. S. illustrissima, mi parca ben di dovere che l'avessi dovuto sapere
anch' io, perchè a me e non ad altri tocca il disdirmi, altrimenti compa-
rirebbe della discordia fra noi, e, quel che più mi preme, parerebbe che
costi vi fosse chi avesse autorità sopra di me in un'opera che pure porta
il mio nome. Che se V. S. illustrissima ha posto in fine della prefazione
che io aveva raccomandato a lei Romualdo, e m'era acquetato alle di lei
ragioni, mi perdoni se dico, che è stato troppo l' interpretare cosi la mia
volontà, e il supporre al pubblico eh' io l' abbia pregato di trovar ragioni
contrarie alle già da me proposte, e eh' io abbia approvato le sue, che
pure non mi sono parute tali, se ho da parlar con franchezza, che s' avesse
a produrre la parte inutile di quello scrittore. Sapeva anch'io ciò che ha
detto l'Olmo, e si può, se si vuole, confutar le sue inezie intorno alla
pace di Venezia, ma a ciò non credo che serva il produrre ciò che Ro-
mualdo ha preso di peso dagli antichi, e che niuno vorrà mai leggere
presso di lui. Ma ella dice: mi han detto ch'io faccia. Cosi appunto m'era
immaginato anch'io, e perciò le mie doglianze furono propriamente non
centra di lei, ma centra del signor Argelati, il quale non lascia ordinario
-l'7351 A PIETRO BUBMANK 2467
di scrivermi, e pnre non m'ha mai volato scrivere di qnesto concerto, e vuol
fare di sua testa, e s' io mi lamento, grida egli più forte di me. Per ta-
cere altre libertà ch'egli s'è preso, e che mi son venute in fastidio, ulti-
mamente, senza dirmi parola, s'era impegnato per una terza parte del tomo
secondo, e contuttoché io avessi cassato molte superfluità della Cronica
del Volturno (cosa mia, e che mi è costato di molto ad averla, farla co-
piare e correggere) egli, senza farmene motto, fece stampar tutt^, inten-
dendo anche di far lo stesso per la Farfense, che ne ha tanto di più.
Non si figuri dunque V. S. illustrissima eh" io abbia voluto aggravar lei,
perchè la prefazione sua non è cosa pubblica, e non credo che, fra noi
accomodandosi le prefazioni tuttavia capaci di essere mutate, alcun diso-
nore a lei possa venire. Mi son io lagnato che il signor Argelati disponga
con tanta libertà di cose che riguardano me, né vuol comunicarmi i suoi
disegni ; il che mi sembra una specie di sprezzo, o almen di poco riguardo
per me. Se avesse parlato come dovea. ci saremmo intesi facilmente in-
sieme, né sarebbe seguita la mala intelligenza su questo punto.
Finalmente ella mi dice esserle stato predetto che a lei non verrebbe
onore a questa impresa. Me l'ha detto anche un'altra volta, e sempre
m' incresce d' intenderlo, perchè lo ricevo come un rimprovero e reato di
qualche mancamento commesso da me o da cotesti miei signori contro di
lei. Per quanto pare a me di ricordarmi, le regole dell'Ambrosiana sono,
che stampandosi qualche manoscritto della stessa, si dia lode al bibliote-
cario e collegio. Finora non so che vi fosse obbligo di più. H mondo è
testimonio di tante volte che s'è lodata e l'Ambrosiana e il suo bibliote-
cario, e inoltre ella ha fatto comparire il suo nome in prefazioni e note.
E pure a lei pare di non averne onore presso il pubblico. Ma finiamola
una volta. Aspetto risposta da V. S. illustrissima all'antecedente mia, e,
ratificandole il mio ossequio, mi confermo etc.
2375.
A PIETRO BURMANN in Leida.
Mutinae, X Kal. Sept. MDCCXXV.
BIBI.IOTKCA UsiTKBSiTASiA, Leid&.
Quamquam literas ad te dederim proxime praeterito anno, nullas a
te accepi: quod sane amori erga me tuo vel tantillum imminuto non tri-
buam. sed aut curis tuis, aut tabellariis infidis. None autem ad rescri-
bendum, et quidem libenter, compellor a doctissimo Corsignano, qui tibi
obtulerat opuscula sua de Virus Jllustribus et de Amene. Ea is ad te lu-
benti animo mitteret, si quidem certus foret, locum iis futurum in Col-
24G8 LODOVICO ANTONIO MURATOHI [l'^SS-
lectione vestra: quam rem dubiam reliqueras. Equidem putabam, jam ad
umbilicum Opus vestrum fuisse perductum; sed quando spes adhuc est
fore ut amici vota possint impleri, quo in loco res sit. quaeso ad me per-
scribe. lam tomi VII Rerum Italicarum prodierunt. octavus proelum nunc
exercet. Tu, quid de tuo pollicearis. certiorem me fac, et amare me porge.
Vale.
2376.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 23 Agosto 17^.
Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), Modena.
I tanti incomodi che V. P. reverendissima si prende per favorirmi,
sono un bell'esempio della somma sua gentilezza, e insieme un continuo
accrescimento delle mie obbligazioni. La ringrazio pertanto vivamente del-
l'avere ritirato in cotesto Monastero le balle de' miei Anecdoti. e ch'ella
con sua propria persona abbia voluto anche in ciò compartirmi le sue
grazie. Già dal p. Miari ho ricevuto il testone, e godo che vi sia stato
da rimborsare lo speso costà.
Da quanto io scrissi nell'antecedente ordinario al signor Sassi, avrà
V. P. reverendissima inteso, come io bramerei che si concertasse l'affare
delle prefazioni a Romualdo, e che non mi dispiacerà punto se anch' egli
ne farà la sua. Quando né pur questo bastasse, scrivo oggi al signor mar-
chese Trivulzio, che do a lui piena balia, non essendo io si fisso nelle
mie opinioni, che non mi accomodi anche alle altrui, e massimamente alle
amorevoli insinuazioni di lei, che tanto stimo. Inchiudo la risposta ad esso
signor Sassi, pregando la di lei bontà, che le faccia poi fare la sopraco-
perta diretta all'illustrissimo signor dottore Giuseppe Antonio Sassi bi-
bliotecario, etc. Se potesse anche prima leggerla al signor marchese Tri-
vulzio, ne avrei gusto. Del resto mi son contenuto nella lettera di non dire
altre cose. Egli crede me pieno d'invidia; può essere ch'io abbia tutti i
malanni del mondo; ma pare a me altresì, ch'egli non si contenti mai di
gloria ; e vorrebbe dapertutto il suo nome, e forse gli duole eh' io non
l'abbia preso per compagno in questa impresa, tenendo egli per un nulla
ciò, che gli è stato accordato finora. Quel che è più, s'è sempre andato
lagnando, che non ha onore da quest'opera, e l'aveva scritto altra volta
a me, ed ora mei torna ad intonare : cosa che mi viene in fastidio. E perchè
io scrissi al P. Stampa, che mi piacevano più le note brevi di lui, che le
lunghe de gli altri, e il buon religioso inavvertentemente gli lesse la let-
tera, la prese egli come detta per lui, quando era cosa generale, e fece
lamenti eterni; e pure il dire che mi piacevano più era un dire, che mi
-ITSBl A PIEB CATTBEINO ZENO 2469
piacevano anche le altmi, benché non tanto come le succinte. Insomma il
trovai' la maniera di aggiustarlo, non sarà si facile; ma né pur sarà fa-
cile, che possa io aver gusto, ch'egli senza mio consenso abbia da mettere
le mani nelle cose mie, benché lo faccia mostrando d'averne la commis-
sione da me: perchè lasciandosi tanta briglia potrebbe fare e dire cose
che non mi piacessero ; e certo non mi son piaciute le ragioni di dar tutto
Romualdo. La principale, ma che s'è taciuta, forse è stata quella per
poter uscir fuori con un'altra prefazione. Io però torno sempre a dire,
che r Argelati non ha colpa di questo, per avere, tanto questa, come altre
volte, voluto fare di suo capo, con tacere apposta a me il concerto, affinchè
non mi opponessi. Tutto questo sia a lei in confidenza, e noi comunichi
ad alcuno fuorché al signor marchese Trivalzio, e finiamola una volta.
Io in breve penso di portarmi in villa, e ne ho gran bisogno, perchè
la sanità è malmessa. Anche la corte che non ha paura di sorprese da
Reggio, pensa a passare fra poco a Sassuolo. Ma ella non comparire a
Lodi. 0 a Como, ad augurar felice viaggio a chi va a rinfrescarsi, e pre-
para de i rinfreschi ad altri, come l'accorderemo colla di lei nota pun-
tualità? Gran colpo alla Corte di Savoja: servirà di consolazione a noi
altri, ma leggermente. Le rassegno il mio rispetto e mi confermo, di V. P.
reverendissima.
2377.
A PIER CATTERINO ZENO in Venezia.
Modena, 24 Agosto 1725.
Biblioteca del Skmiitabio, Padova.
Indarno compiangeremo la perdita fatta del manoscritto del Castel-
vetro. Noi vollero questi sacerdoti di S. Carlo vendere a caro prezzo ad
un olandese; l'hanno poi venduto per nulla: e cosi va la roba de' poveri
italiani, venendo tutto il di al saccheggio gli stranieri.
Parmi d'avere inteso che in Milano non vi sia più copia alcuna da
vendere delle Rime del Maggi, essendosi smaltita tanto la prima stampa,
che la ristampa. Io poi ne son privo affatto. Ma ha voluto la buona for-
tuna, che presso questi Soliani si sia trovato un corpo mancante d'un
tomo, ed egli non ha avuto difficoltà a rilasciarmi la vita, che ha bensì
il primo foglio malconcio, ma che nondimeno servirà. L'ho qui ai di lei
ordini, e l' invierò a suo tempo, rallegrandomi di questa piccìola occasione
di ubbidirla, e di scontare alcuna delle mie tante obbligazioni.
Se V. R. potrà con tutto suo agio farmi venire il tomo quinto della
Biblioteca di Giovanni Fabricio, gli* ne resterò tenuto, e soddisfarò pron-
tamente pel costo. Ho i primi quattro, ed aspetterò il sesto.
Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi confenno. etc.
2470 LODOVICO ANTONIO MURATORI fl*7S5-
2378.
A LUC ANTONIO GENTILI in S. Marino.
Modena, 27 Agosto 1725.
Biblioteca del Sbmikakio, Pesaro, edita [106].
A me basta, di non esser privo delle sue lettere, e che V. S. mi con-
tinui benigna assistenza, e premurosa ricerca delle antiche memorie; che
se nulla se ne potrà ricavare, tanto non resterò io privo delle mie obbli-
gazioni. Mi è riuscito cosa cara l'avermi ella suggerito, ch'io scriva al
sig. Baglioni, di cui non ho tardato punto. La ringrazio intanto dell'ope-
rato fin' ora, augurandomi anch'io le congiunture di ubbidirla nell'atto,
che con tutto lo spirito mi confermo, di V. S.
2379.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena (San Felice), 28 Agosto 1725.
Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est,), Modena.
Non peranche è finito cotesto rumore, non già perchè io abbia man-
cato di agevolare la maniera di terminarlo, ma perchè truovo chi intende
solamente le sue, e non le altrui ragioni. Contuttociò scrissi l'ordinario
passato, e ripeto oggi al signor marchese Trivulzio, che faccia come a lui
pare, avendo io per altro avuto da faticare per rispondere con pace al
signor Sassi, il quale ha messo fuori nuovi puntigli e doglianze centra di
me. Ringrazio io intanto la bpntà di V. P. reverendissima di quanti in-
comodi ella si è preso per favorirmi, e mi riserbo le grazie sue ad altre
occorrenze.
Mi son condotto in villa, dove ho la consolazione di non udir nuove
della città. Lo scorso sabbato anche la Corte si portò al nuovo acquisto
di Scandiano per ivi dimoi*ar tre giorni, e poi passare a Sassuolo, dove
si fermerà per tutti gli 8 di settembre: a lei il nuovo trastullo della lite
col signor duca di Guastalla. Oh quante ne abbiam di queste occupazioni !
Vienna, Roma, Ferrara, Parma, Mantova, e che so io? Abbiam preparate
l'armi per cotesta. E qualche divertimento ci vuole anche per lei.
Rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. S. illustrissima.
Stiamo attendendo, se si verifichi ciò che le di lei lettere portarono
la settimana passata, del viaggio de' serenissimi pellegrini.
-IT'SBJ A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2471
2380.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S." MARGHERITA in Monleale.
Modena (San Felice), 2S Agosto ìl^.
Baccolta PALuncRi, S. Paolo, Roma.
Mi è motivo di particolar consolazione la nuova della ristabilita sa-
late di V. S. illustrissima, e qnesta gliel auguro io perenne, si pel merito
suo. come per proprio mio interesse.
A quest'ora crederei terminato il rumore di Milano, avendo io data
piena facoltà al signor marchese Trivulzio di determinare ciò cKe a lui
piace. Ho dovuto anch'oggi scrivere tante ciarle a Milano per questo, che
non ho né tempo né voglia d' informar V. S. illustrissima di questo tac-
colo. Ella ha udito le ragioni e doglianze del signor Sassi: sarebbe stato
bene che udisse anche le mie. Ma io in vece di queste, le dirò che m'è
riuscito di poco piacere il vedex-e quanti schiamazzi abbia fatto in Milano
esso signor Sassi, e l' intendere ora che gli abbia portati fin fuori di città
alle di lei orecchie. Era T affare in mano d'amici e padroni: perché mai,
a guisa ( mi perdoni ) delle donnicciuole, sonar la tromba dappertutto, e di-
pingere me come si vuole a chi non é per intendere se non le ragioni
sue? Sia ciò detto a lei in confidenza, e con obbligo di non farne parola
ad alcuno, perchè a me dispiacciono più le dicerie, che la briga occorsa.
Il Ligurino non é quasi altro, che una traduzione in versi di Ottone
da Frisinga e di Raderico; e però non l'ho voluto, oltre all'essere egli
straniero, e gli stranieri, senza necessità, non li voglio. Sta per uscire il
tomo sesto, dove troverà il suo riverito nome, e. a Dio piacendo, lo tro-
verà in altri siti. Con ringraziarla del suo benigno amore, e rassegnarle
il mio costantissimo ossequio, mi rassegno di V. S. illustrissima.
2381.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena ( San Felice ), 28 Agosto 1725.
BiBLioTccA Ambkobiaxa, Milano, tdita [176J.
Non voglio attribuire a me d'essere giudice nella controversia insorta
con V. S. illustrissima; e se farà anch'olla lo stesso, credo che ci accor-
deremo presto. Il vero é dunque rimettere questa decisione alla prudenza
del signor marchese Trivulzio. A me basta di dirle, che per non aver io
2472 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'7SS-
qui tutto Romualdo da poter giudicare se era ben darlo intero, da che
io aveva notato, che la miglior parte era uscita nella Biblioteca Siciliana
del Carusio, lasciai che cotesti signori potessero decidere; ma che questa
mia intenzione non è mai stata perchè serva ad altri per fare una prefa-
zione diversa, dalla mia e contra i miei sentimenti, che il ritrattar questi
dovea toccare a me. Ho poi detto in altra mia, e son persuasissimo, che
V. S. illustrissima non ha mai avuta menoma intenzione di soprastare a
me, vorrei che anch' ella fosse persuasa, eh' io non nutrisco verso di lei
né invidia, né poco rispetto; e trattandosi fra amici di mutare una pre-
fazione non per anche pubblica, quando io avessi veramente ragione di
pretenderlo ; a me non sembra operare contra la stima che a lei professo.
E s" io non ho approvata questa sua prefazione, ella sa bene aver io gra-
dito l'altre da lei fatte: di maniera che, di grazia, cancelli dalla sua fan-
tasia quel figurarsi ch'ella sia mal veduta da me in quest'opera. Ho in-
teso con flemma l'avermi ella anche fatto un reato per avere scritto a
tu tt' altri che a lei, quando è occorso qualche manoscritto dell'Ambrosiana,
quasi che ciò sia un padroneggiare nella biblioteca, e far poco conto di
lei. Io non so se questo ferisca me o pure cotesti miei signori. Col signor
Argelati ho io tenuto sempi*e il filo di tutta l'opera, e, venendo l'occa-
sione, gli suggeriva io ciò che bisognava dall'Ambrosiana, e cotesti si-
gnori al pari di me interessati in questa impresa m' immagino che abbiano
soddisfatto alle lor parti con V. S. illustrissima, giacché senza di lei non
si poteano, né si doveano avere i manoscritti. Non m'è dunque passato
neppure per mente eh' io mancassi al dovere verso di lei, e facessi da
padrone in casa altrui, col non iscrivere a dirittura ogni volta a lei,
quando io riposavo tutto sull'attenzione di cotesti signori, né alcun d'essi
ha mai creduto di dovermi avvisare, eh' io passassi al pari di loro un
uffizio con esso lei al bisogno de' manoscritti. Ma molto meno mi son figu-
rato io necessario un tal passo ogni volta, da che V. S. illustrissima ha
accordato sul principio, che l'Ambrosiana somministrerebbe gli aiuti, e
s'è avvisato il pubblico del merito di lei in tale impresa, ed è seguito
concerto con cotesti signori di promuoverla ed aiutarla, siccome ha fatto
finora. Se dopo un tale concerto occorresse per ogni manoscritto, oltre a
quanto avran detto cotesti signori, anche una mia lettera e preghiera, e
il non averlo fatto io, sia mancamento di rispetto e qualche cosa di peggio,
lascierò giudicarlo ad altri. Per me. quand'anche altri diversamente giu-
dicasse da quello che a lei sembra, so che s'ella esigerà questo ufizio, non
avrò difficultà di farlo, e l'avrei fatto prima d'ora, se mi fossi immagi-
nato il suo volere.
Conchiudo in fine : una fumata può succedere anche fra gli amici,
ma non si dovrebbe tardare a far tacere la passione, per considerare pa-
cificamente le sue ragioni e l'altrui. Se dal canto suo ella farà cosi, ami-
-l'735] AD ALESSANDRO TKODORO TBIVULZIO 2473
chevolmente e con facilità metteremo fine a questi sconcerti, e io le &rò
conoscere quella corrispondenza d'amicizia e rispetto che le professo: al
qual fine ho già dato e torno oggi a dare tutta la facoltà sopra il mio
volere al signor marchese Trivolzio. Con che^ rassegnandole il mio ossequio,
mi confermo, e te.
P. S. Se potrà mai, venga a Modena, venga franco a veder uno,
ch'ella troverà di massime diverse da quelle che in sua mente s'è figu-
rato. Riconosoerò ancor questo per una sua finezza, e benché prima d'al-
lora io voglia credere finiti tutti i nostri dibattimenti, pure, meglio in voce
che in carta, ci potremo intendere.
2382.
AD ALESSANDRO TEODORO TRIVULZIO * in Milano.
Modena ( San Felice ), 28 Agosto 1725.
Archivio Gnkcchi, Milano, edita [257].
Pareva a me di avere scritto in termini di pace al signor Sassi; dalla
sua risposta veggo ch'egli è più che mai in guerra. Se dicessi a V. S. il-
lustrissima, che è disobbligante la sua lettera, e che dopo aver io penato
a contenermi alla comparsa dell'altra prima a me inviata dal P. resi-
dente Lazzarelli, forse a quest'altra carica m'è convenuto anche più di
chiamare in soccorso la flemma, direi il vero. Vedrà la bontà di V. S.
illustrissima cosa io gli rispondo, e mi favorirà di consegnare, se crede
bene, la lettera col soprascritto. Infine io nell'ordinario passato rimisi al
di lei arbitrio il comporre questa lite: lo replico, ed aggiungo, che se il
sig. Sassi non vorrà punto accomodarsi a me, V. S. illustrissima accomodi
me in tutto a lui, e lasci correre quel che vuole per conto di Romicaldo
che io tacerò. Per altro sia detto in confidenza a lei solo: il mostrarsi il
sig. Sassi tuttavia si dispettoso, l' aver egli fatti tanti schiamazzi e dentro
e fuori di Milano in questa occasione, quando le nosti-e brighe si avevano
da trattare e sbrigare solamente fra comuni amici e padroni, a' quali soli
io ne ho scritto ; e il saltar egli fuori in amare doglianze, per non avergli
dato un memoriale a cadauna occorrenza di manoscritto, quasi io fossi il
padrone dell'Ambrosiana, ed egli l'aiutante od il portiere, con altri pun-
tigli e pretensioni, fanno eh' io desideri di non avere a trattare molto con
esso lui; e s'egli seguiterà di questo passo, io non sarò buono di tener
forte con lui. Desidero di conservare l'amicizia sua, ma desidero anche
* Responsive in Archivio Soli Muratori (li. Bibl. Est.), n.° 102 da Milano 1721-'49.
2474 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*7S5-
la mia quiete. Comunque sia, fo poi i miei conti che, senza dar tanti me-
moriali, potrà l'opera andare innanzi, se vorremo. Due soli autori ci occor-
rono, Sozo'ineno e Tolomeo. Quanto al primo, dopo avere trovato, ch'egli
scrisse verso il 1430 e forse più tardi, e si ferma circa il 1298 lasciando
il meglio de' suoi tempi, che si poteva aspettare da lui, e avendo forse nel
resto messo in latino ciò che Gio. Villani avea scritto in volgare: m'è
quasi quasi passato il pensiero di stamparlo. Posso averlo in Roma, se
vorrò. L'altro sì, cioè Tolomeo conviene stamparlo: ma cominciando egli
dal principio dell'epoca volgare e mischiandovi questioni scolastiche, bi-
sognerebbe ch'io prima il vedessi. So che il signor Sassi e il signor Arge-
lati subito penseranno a stamparlo tutto. Io per me ho abborrimento ad
empiere la carta di cose superflue, e però desidero di determinare se
s'abbia a dar tutto: che del resto faccia se vuole il signor Sassi anch' egli
una prefazione, eh' io volentieri lo consento. E se si trovasse difficultà ad
averlo, me ne avvisi, che cercherò tale storia altrove.
Una copia di Ferreto Vicentino mi scrivono che è in Roma. La prego
di osservare se colla copia da me inviata s'accordi ciò che si legge sul
principio e fine in quella.
Super insultu Conradi Sueviae Ducis conlra Manfredum etc. Post
FridS*^ et C. Regis interitum. magna creandi Cesaris ap. Germ°^ fuit
orta conteniio ; nam licei idem Augustus cum inimicantis Ecclesiae, etc.
Il fine è questo: Mapheo ig. Mediol.^ presidatum gubernante, dum
illum Turrianorum. grex (?) magnus ceterique Lig. (?) complices ad
ruinam adirent, Guido Turriaììas apud Cremonam aegro militans
Ma credo che quella copia sia scorretta al pari della mia.
Avrei bisogno, che V. S. illustrissima mi rimanda-sse, subito che potrà,
Ricobaldo ; perchè l'Eccardo l'ha egli stampato, e tutto da capo a piedi,
e bisognerebbe ch'io lo confrontassi per poi risolvere, se s'avrà da ri-
stampare intero.
Spero che nell' antecedente posta le sarà giunto l' involto con Goti-
fredo, Bernardo Tes.^^ Rolanditio. etc. Ed io all'incontro ho ricevuto il
sospirato avviso, che sia stato un equivoco il corso per l' Indice che
inviai.
Con che rassegnandole il mio costantissimo ossequio, e augurandomi
di poter trattare solamente con lei, mi confermo, di V S. illustrissima.
Per l'altra che le inviai, la rimetto in tutto alla di lei prudenza. Egre-
giamente ella dice, che quel personaggio è di massime particolari, e se
r umor nero fosse in moto, si farebbe peggio.
-1*7S3S] Al) ANTONIO RAMBALDO DI COLLALTO 2475
2383.
AD ANTONTO RAMBALDO DI COLLALTO in Pirnitz.
Modena { San Felice ), 29 Agosto 1725.
A&caiTio CoLLALTo, Pirnitz.
Si contenti un poco TE. V. di prestarmi benigna udienza, e udita
una mia supplica di conseguentemente dare un gran moto al suo generoso
cuore in favore di due cavalieri di casa distinta, a lei notissima, e pro-
babilmente imparentata co i barboni di casa Collalto. ma sfortunati ed
afflìtti per colpa altrui. Parlo di due figliuoli del signor Principe di Porzia,
che stanno in questo Collegio de' Nobili da molti anni, senza aver un soldo
di lor casa, e con grosso debito per le dozzine finora scorse, ma tuttavia
tenuti qui da i superiori del Collegio con pazienza magnanima, e con
somministrar loro tutto il bisognevole per vitto, vestito, e per qualunque
altra loro occorrenza. Ieri nel visitare il Collegio, che è in villa, mi fe-
cero pietà quei giovani cavalieri, savi e ben' educati, al narrarmi la lor
pena per trovarsi cosi abbandonati, cosi carichi di debiti, e col rossore di
non veder soddisfatto in guisa alcuna pel passato, e di andarne facendo
de i nuovi, senza che t^nti passi finora fatti, ne tante promesse venute
loro di costà producano mai effetto alcuno. Il Padron serenissimo ha più
volte scritto in loro favore, e ne ha anche ultimamente data commissione
al signor marchese Silvio Montecuccoli. e i cavalieri stessi hanno inviata
supplica latina all'Augustissimo; ma finora tutto indarno, e intanto il con-
gedarsi di qua non par loro lecito, e il seguitare a starci con aumentare
il debito è un martirio di vergogna per essi. Mi han dunque pregato tanto
essi, come i superiori, che gli aiuti anch'io, se posso; e avendo io loro
proposto la persona di V. E. di cuore si grande, e di nobiltà loro notis-
sima, mi si sono raccomandati, acciocché gli appoggi al di lei patrocinio
con la speranza, eh' ella animata dal suo benefico genio, e spinta dalla con-
siderazione d'uno stato si deplorabile di due si degni cavalieri, unirà le
sue efficaci premure a quelle del mio Serenissimo, e de' suoi ministri costi,
per tentare ogni via appresso chi è deputato da S. M. Cesarea e Cristia-
nissima a gli affari del loro signor padre, a fine che non si tardi a pa-
gare un debito si grosso, ma che è privilegiato, trattandosi d'alimenti di
figliuoli. L'È. V. che ha viscere di pietà, e massimamente verso i nobili
maltrattati dalla fortuna, senza loro demerito, non ho dubbio, che non
accetti di buon cuore di proteggerli, e di adoperarsi con tutta efficacia in
lor prò: del che le saranno essi sempre tenuti, e io non meno di loro.
Né più soggiungo, perch'ella non ha bisogno di più.
2476 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*735-
Tengo qui con venerazione il ritratto di V. E. e il vo vagheggiando
in vece dell'originale, e la ringrazio di questa memoria del suo benignis-
simo amore, con augurarmi sempre di poterle maggiormente attestare quel
singolare ossequio, con cui vivo, di V. E.
2384.
AD AGOSTINO PANTÒ in Palermo.
Modena ( San Felice ), 30 Agosto 1725.
Archivio Soli Muratori { R, Bibl. Est,), Modena.
Molto ha tardato, ma iìnalmente mi è giunto il graziosissimo foglio di
V. S. illustrissima, e siccome dall' un canto mi ha recato gran consolazione
al vedere quanta bontà ella, e il signor abate D. Francesco Caruso ', il
signor duca di Palma, la signora duchessa Bologna, e la signora baronessa
di Passanito hanno per me, cosi mi ha riempiuto d'afflizione all'intendere
l'immatura morte del signor abate Gio. Battista Caruso, nella cui man-
canza non tanto cotesta città e Regno, quanto l'Italia tutta, e tutta la
repubblica letteraria, ed io più di molti altri, abbiam di troppo perduto.
N' aveva io parlato con giubilo nella seconda parte del tomo primo Rerum
Italicarum, ora mi converrà parlarne con dolore nel tomo settimo. Voglia
Dio, che le fatiche di lui, lasciate imperfette, abbiano qualche buona balia,
che le metta in ordine per passeggiare nel mondo. Colla lettera di V. S.
illustrissima ricevei ancora il dono stimatissimo della Biblioteca Siciliana.
pel quale la prego di portare i miei più divoti ringraziamenti alla gene-
rosa liberalità del signor abate D. Francesco e de gli altri signori, che
m'han favorito, né io mancherò di farne onore al chiarissimo autore,
ovunque potrò. Cosi ne vedessi io la continuazione, siccome egli ci faceva
sperare. M' è stato del pari carissimo il ragionamento fatto da cotesto disce-
polo di V. S. illustrissima intorno al nuovo metodo di cotesta Accademia
legale, di cui pure ho letto con piacere le sensatissime leggi. Sarebbe anche
da desiderare, che tutte le città d' Italia volgessero gli occhi per questo a
Palermo, e profittassero di si bell'esempio con far divenire la giurispru-
denza uno studio nobile e gustoso per la lega dell'antichità e dell'erudi
zione, che altro non è oggidì, che un secco e spiacente mestiere di gua-
dagno. Sarebbe anche da desiderare, che la buona filosofia morale, e la
conoscenza di ciò che si richiede al governo politico della Repubblica,
scortassero la scienza delle leggi, come era in uso ai tempi d'oro della
Repubblica Romana: che cosi s'avrebbe un grande aiuto per decidere
• Sue lettere in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), n.° 2 da Palermo 1725- '38
-l'asci] A LUC' ANTONIO GENTILI 2477
molte cause con più dirittara, e utilità del pubblico. Io non ho dubbio
alcuno, che cotesta regal città non conosca egregiamente, quanto sia il
di lei merito per questa cura d* incamminare la gioventù al buon gusto ;
e tanto più debbono restar tenuti al glorioso rifiuto da lei fatto d'onori
e proventi alla Corte Cesarea. Se a questi benefi/.i da lei prestati alla sua
patria si aggiugnesse ancora una lezione a parte del gius pubblico, avrà
cotesta città di che sempre ricordare a sé con giubilo e gratitudine la di
lei memoria, e di che desiderare e procurare a lei premi molto conve-
nienti in casa propria, senza doverli andare a cercare con tanto incomodo
lungi dal cielo paterno.
Mi sono stati carissimi i benigni saluti del signor canonico Mongitore,
la cui erudizione e dottrina è tanto da me venerata; e quantunque nonabbia
io potuto godere delle grazie, che aveva destinato per me il suo generoso
cuore, io non lascio di restargli sommamente tenuto: e però vivamente la
supplico di ricordargli il mio rispetto, e di conservarmi nella di lui grazia.
Avrà forse V..S. illustrissima veduto la seconda parte del tomo primo
Rerum Italicarum. Già è finito il tomo sesto, e si metterà presto in viaggio.
Ora si sta lavorando intorno al settimo e cosi, a Dio piacendo, andrà se-
guitando questa mia Raccolta, che é ben ricevuta dentro e fuori d'Italia,
compiacendomi io di vederla spezialmente gradita costi.
Le resterò sommamente tenuto, se mi terrà vivo nella mente del signor
duca di Palma da me umilmente riverito. E intanto rassegnandole il mio
rispetto mi confermo, di V. S. illustrissima.
La ringrazio ancora per la dissertazione intorno alla statua antica
di cotesta antichissima città, che ho letto con gusto, e ne ringrazio ancora
il signor don Francesco Caruso, in occasione di scrivergli oggi.
2385.
A LUC ANTONIO GENTILI in S. Marino.
Modena, 1 Settembre 17^.
BiBuoTECA OSI. SxMiNABio, PesaTO, edita [108].
In risposta all'ultimo stimatissimo foglio di V. S., le dico d'aver scritto
a Perugia al signor Orazio Baglioni, ohe truovo nella lettera sua, signore
di gran gentilezza, e tutto disposto a favorirmi, se pure qualche cosa si
troverà d'antico: del che nondimeno egli diffida non poco.
Con tutto suo comodo mi potrà V. S. inviare le memorie raccolte dal
signor Bonclerici, non avendo io per questo fretta alcuna; e, se altro si
potrà ottenere, alzeremo le mani al cielo.
Epistolario di Lodovico Antonio Muratori. — VoL VI. 157.
2478 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'T'SS-
Intanto io mi rallegro, che ella abbia conosciuto il mio signor abate
Badia, che aspetto di passaggio per Modena con gran divozione. Ma non
mi son già rallegrato all'udire, che la fortuna si accordi si poco col me-
rito di V. S. in guisa che ella vada meditando di ritirarsi da cotesto paese,
ed impiego. Volesse Dio, che potesse aprirsi un nicchio per lei nell'Am-
brosiana, e ch'io potessi contribuire ad ottenerglielo. Ma non vo tacerle;
che due anni sono pertossi a Milano il signor dottore Tagliazucchi nostro
modenese, valente poeta, e buon' intendente della Greca favella, e delle
matematiche, insperanzato da vari cavalieri suoi amici di entrare in essa
Ambrosiana, ma nulla ha mai potuto ottenere, e neppure osa sperarlo,
avendomi scritto, che i signori milanesi vogliono pensare più a* suoi na-
zionali, che a' forestieri. Né ora v'è apertura alcuna. Se mai restasse voto
qualche nicchio (oggidì ridotto a due soli) sia certa, che adopererò vo-
lentieri quel poco di credito, che ho per servirla. Fu cosa insolita, e strana,
eh' io fossi tanti anni sono chiamato colà. Intanto ella non lasci di pen-
sare anche ad altri impieghi: che io non lascerò d'aver presenti le cose
sue. E s'ella mai volesse andare al servigio del cavaliere nominatogli in
Vienna con decoro, e vantaggio, non istimo difficile potersi dare l'aper-
tura. E, riverendola con tutto lo spirito, mi rassegno, di V. S.
2386.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 6 Settembre 1725.
Archivio Soli Musatosi ( R. Bibl. Est. ), Modena.
Per essere stato lontano il signor marchese Trivulzio, al quale aveva
io rimesso ogni mia pretensione, non potè il signor Sassi raccogliere tutti
i miei sentimenti di rispetto per lui; e avendo preso maggior fuoco per
la lettera, ch'egli l'ordinario scorso ricevette per mezzo di V. P. reve-
rendissima, quasi che dopo essersi egli lagnato di me, e scrittomi ch'io
l'aggravava, non dovesse a me essere lecito l' esporre a lui con franchezza
onorata ciò ch'era a me dispiaciuto, ed esporlo in maniera pacifica, mi
ha scritto di non volersi più mischiare ne' miei affari. Scrivo a lui, e al
signor marchese Trivulzio quanto occorre, e vedremo, se muterà parere.
Non mutandolo, si vedrà, se, senza di lui, potrà cotesta opera andare in-
nanzi. Intanto prego V. P. reverendissima di non darsene per intesa. E
premendo all'Argelati, ch'io presso di lei il discolpi per aver io supposto,
ch'egli sia stato il primo a parlare centra mia volontà al signor Sassi di
questo affare (il che egli niega) mi onori ella, occorrendo, di dire, ch'io
le ho scritto quanto si conviene, e ch'egli et io siam d'accordo.
-l'assi A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2479
Ho vedalo in originale la lettera a lui scritta dal signor marchese di
Rialpe [Rialpo?] con un bell'illustrissimo per la pensione accordatagli di
300 scudi: ed oggi mi rallegro di tutto con Ini.
Buone nuove della salute della Corte in Sassuolo. E intanto i nostri
pellegrini a Buda, non so se a stabilir colà un'altra pace. Vedremo, dove
tenderanno i lor passi.
Con ringraziarla di quanti favori ella mi ha impartito, le rassegno il
mio ossequio, e mi confermo, di V. P. reverendissima.
2387.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 6 Settembre 1725.
BiBiiioTKCA Ambbosiaxa, Milano, edita [176].
Da che V. S. illustrissima coli' antecedente sua meco si lagnava d' ag-
gravi a lei fatti, io voglio ben avere lei per giudice, se si dovea lasciar
passare questo punto senza addurre a lei le ragioni mie. E tanto più credo
0 ciò lecito fra amici ; non essendomi per altro giammai figurato di voler
fare con ciò de' rimproveri a lei e di caricarla. Anzi nello stesso tempo io
scrissi al signor marchese Trivulzio. eh' io rimetteva totalmente a lui
questa faccenda, non essendo io pertinace nelle mie opinioni, e desiderando
la di lei amicizia, la quale non voleva io che si rompesse per cagion tale,
e che perciò corresse pure la di lei prefazione a Rormialdo senz'altro.
Non ha ella potuto vedere il signor marchese allora : io la prego di udire
un si saggio cavaliere, che ha un eguale amore per amendue, e poi, udito
che l'abbia, risolva ciò che parrà a lei più conveniente verso chi, con
tutte queste male intelligenze scorse, si è accomodato a lei. e ha protestato
con tutti la stima che fa di lei. né ha per lei quel cuore, ch'ella forse
suppone. S' io avessi un cuore diverso, avrei in altra guisa risposto alla
lettera inviatami dal P. Lazzarelli e alle susseguenti. Ella dovrebbe aver
conosciuto, eh' io per tutte le accuse e lamenti da lei scritti a me, non
me ne son né pure lagnato, non che trascorso in parole offensive. Ho solo
onoratamente detto ciò che mi dispiaceva nel passato affare. Se questo sia
giusta cagione a lei di troncare una vecchia amicizia, mi rimetto a lei
stessa. Per me la desidero sempre stabile, e di poterle comprovare quel-
l'ossequio, che per tutte le sue risoluzioni, non s'interromperà, e che ora
le rassegno con ricordarmi, etc.
2480 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'73S-
2388.
A NICOLÒ FORLOSIA in Vienna.
Modena, 11 Settembre 1725.
Biblioteca imperiale, Vienna, edita [276].
Al benefico genio di V. S. illustrissima ricorro per un favore, di cui
ho sommamente bisogno, e che per mezzo di lei solamente posso sperare.
Son dietro a disporre una 2." parte del tomo 2.° Rerum Italicarum, che
riguarda la storia del secolo IX e X, e in questa vorrei mettere gli An-
nali Lamheciani de' Franchi, citati tante volte dal Pagi nel libro 2." so-
lamente. Io non ho il Lambecio. Pregammo il signor conte reggente Per-
tusati, che facesse copiarli costi; ma perchè sono essi annali sparsi in
più d' un tomo d' esso Lambecio, il detto cavaliere per timore di non fare
una cosa esatta, s' è ritenuto finora dal far copiare. Riconoscerò dunque
per un atto della somma di lei gentilezza, se vorrà attentamente notare
tutto ciò, che d' essi Annali ha stampato il Lambecio, coli' ordine de gli
anni, e poi d' intendersela col suddetto signor conte Reggente, riverendolo
umilmente in nome mio, eh' egli si piglierà la cura di far copiare tutto
secondo la sua solita bontà. M' immagino, che il Lambecio avrà detto ciò
che occoi'reva di tali Annali, e del codice Cesareo, onde son presi; e
questo ancora sarebbe bene di farlo copiare : che servirà per prefazione a
gli stessi Annali.
Probabilmente poi mi converrà mettere nella suddetta 2.* parte uno
storico tedesco de' migliori, che parli delle gesta de gli Ottoni in Italia,
giacché noi non abbiamo scrittore alcuno italiano di que' tempi. Avrei caro,
che V. S. illustrissima mi dicesse, chi a lei paresse più proprio, cioè il
Cronografo Sassone gli Annali d' Hildesheim,, Ditmaro, o altro simile. E se
sapesse opuscolo alcuno storico spettante a que' due secoli, che paresse a
lei ben fatto l' unirlo a questa Raccolta in essa 2.* parte, me lo sug-
gerisca.
S' aggiugnerà questa all' altre obbligazioni, che le professo ; e intanto,
con pregarla de' miei rispetti al mio riveritissimo signor cavaliere Garelli,
le rassegno la mia vera osservanza, e mi confermo
-1*736] A MAUBO ALESSANDRO LAZZARELLI 2481
2389.
A LUC ANTONIO GENTILI in S. Marino.
Modena, 12 Settembre 1725.
Biblioteca del Seminario, Pesaro, edita [106].
Lo smoderato scirocco, che è soffiato la scorsa estate, talmente m'aveva
infievolita la sanità, eh' io non ero buono da nulla. Ora mi son riavuto
alquanto coli' aria, e col riposo della villa : e son ben a pregare V. S. che
mi perdoni, se non ho puntualmente risposto all' ultima sua. Si scrisse della
di lei persona al signor conte di Collalto, ma fin' ora nulla s'è inteso di
risoluzione, trovandosi egli probabilmente a villeggiare in Boemia nei suoi
feudi. Subito che si udrà l' intenzione sua, ne sarà ella avvisata. Quanto
a me vorrei vederle tutte le felicità possibili, e potere io stesso esser-
gliene il procuratore, con tirarla special mente fuori da codesto Romitaggio.
Per altro veggendosi tanti italiani vivere in Vienna sani, e lieti, crederei,
che neppur'ella dovesse lasciarsi fare apprensione di quell'aria. E se il
signor conte di Collalto applicherà alla proposta da me fatta, vorrei cre-
dere, che, pel salario non avesse V. S. da essere scontenta.
Bei vantaggi mi fa risentire il sig. Scipione Maffei con le sue pre-
mure letterarie, che tutto giorno usa per me: non minori però scorgo le
sue, che del continnato pensiero ringraziandola distintamente, la mia inal-
terabil osservanza le rassegno, e mi confermo, di V. S.
2390.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 19 Settembre 1725.
Archivio Sol.1 Muratori, ( iJ. Bibl. Est.), Modena.
M' ingegnai di vincere me stesso, e di accomodarmi all' altrui volere,
e ai saggi consigli di V. P. reverendissima ; e però la pace è fatta. A me
basta, che il signor Sassi abbia conosciuto, non aver io caro, ch'egli faccia
alto e basso iu un' opera, in cui finalmente non 1' ho io preso per com-
pagno, non perchè non lo stimi degno anche di più, ma perchè non è cosi
concerto, né so quali sieno le sue fatiche e spese, ma so ben quanto siano le
mie. Medesimamente basta a me, che l'Argelati intenda, ch'io non voglio
soflferire, eh' egli faccia di sua testa, e da protomastro, quale si figura d' es-
sere, dappoiché il suo nome glorioso si mira in fronte a prefazioni, in
fondo a dediche, etc.
2482 LODOVICO ANTONIO MtJHATOEl [1*7S5-
Mi scappò di mente la richiesta del signor barone di Bonoif. Costi
ella ha i due primi temetti de gli Anecdoti; vedrò di mandarle io gli altri
due stampati in Padova, che ho qui. Il prezzo d' ogni tometto è un testone ;
ma se V. P. reverendissima avesse caro di farne un dono a cotesto si-
gnore, mi stimerò io meglio pagato, s'ella prima gli accetterà in dono da
me; e di questo la prego.
Comincio a immaginare, che i nostri pellegrini si debbano contentare
de gli Svizzeri, e tornarsene a villeggiare fra gli Ambrosiani. Già sono in
possesso di non badar molto a certe regole, che stan forte a cuore ad altri
lor pari. Ella si governerà secondo la bussola nostra : e lasciar poi correre
il mondo. Rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. P. reverendissima.
2391.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena ( San Felice ), 19 Settembre 1725.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [176].
Al gentilissimo foglio di V. S. illustrissima, che mi assicura della sua
calma, rispondo io col recedant vetera, nova sint omnia. Camminino pure
le prefazioni di Romualdo come stanno, eh' io ne son contento, e ringrazio
la sua bontà della benigna offerta.
Del pari me le protesto tenuto, perchè m'abbia fatto sovvenii*e la Cro-
naca di Matteo Spinelli, che m'era scappata di mente. Il testo latino che
abbiamo è cosa recente, ed è una traduzione dall' italiano, in alcuni luoghi
anche difettosa non poco. Ora trovandomi io avere lo stesso testo italiano,
che forse è dell'autore, l'invierò con pensiero che l'uno e l'altro si stampi.
Da che per diligenze fatte aveva io scoperto, che Sozomeno era au-
tore vivuto circa il 1420 e non già nel 1298, come pareva che si potesse
raccogliere dal testo ambrosiano, in cui verso quegli anni termina la sua
narrazione, io aveva quasi deposto la voglia di stamparlo ; perchè ne' tempi
lontani dalla sua età costui non avrà fatto altro che tradurre in latino
Gio : Villani, e copiare altri autori, che originali si stamperanno ; e manca
il meglio, che è la storia vicina a' suoi tempi. Ma da che mi è stato fatto
sperare un altro testo, il quale mi suppongono che arrivi fino al 1410, ho
ripigliata l' idea di potermene valere. Finché non mi sia chiarito di questo,
altro non posso dire intorno ad esso.
Tolom,eo da Lucca merita maggior rispetto; ma, per quello che mi
sovviene, credo che mescoli questioni teologiche, le quali forse a nulla ser-
viranno, né so figurarmi che fino all'anno 800 possa egli servire in guisa
alcuna agli eruditi. Per me crederei più sicuro il cominciare da questo
-ITSSJ A NICOLA TACOLI 2483
anno, quando V. S. illustrissima, consaltate meglio le cose con cotesti miei
signori, non trovasse aver egli qualche merito anche per gli tempi ante-
cedenti. Per la curiosità degli eruditi dobbiam sapporre eh' essi non amino
dicerie disutili di scrittori barbari, quando possono con facilità bere ai
fonti. La ringrazio per gli testi dello Smereyo e del Godio. E mi consolo
per la speranza datami eh' io possa godere in Modena della presenza sua
e di quella del nostro p. lettore Beretta. Avrò caro di sapere presso a
poco quando verranno, acciocché io possa trovarmi in città. Intanto, con
riprotestarle il mio costantissimo ossequio, mi confermo, ete.
2392.
A NICOLA TACOLI in Eeggio.
Modena, 19 Settembre 1725.
Archivio Tacoi.i, Modena.
Buon per me, che V. S. illustrissima sia tornata a Reggio, che nho
un gran bisogno. Vogliono i signori di Milano dedicato il tomo VII che
si stampa, al Padi'on serenissimo, e in vece d* avvisarmi per tempo, af-
finchè si pigliassero ben le misnre pel ritratto dell' Altezza Sua, poco fa
me ne scrissero la risoluzione, e che bisognerebbe loro per tutto ottobre,
o al più al principio di novembre il ramo tagliato. Con occasione che era
in Modena il signor conte Governatore di Reggio, avutone l' ordine dal
Serenissimo, si concertò, che il signor Antonio Consetti, il quale di pre-
sente dipinge a Rivalta, formasse il disegno, con valersi di qualche ri-
ti'atto di Sua Altezza che dovrebbe trovarsi sufficiente costì; che il signor
Bon vicini fosse chi|imato, acciocché pigliasse egli di fare l' intaglio, e in-
tanto ordinasse per mio conto il rame. Perché sapeva che V. S. illostris-
sima era in villa, consegnai al signor conte Governatore i rami finori ta-
gliati negli altri tomi, acciocché servissero di lume per le misure.
Ora io ho bisogno, che V. S. illustrissima si pigli l'incomodo d'es-
sere dal signor conte Governatore per intendere, se abbia parlato ai si-
gnori Consetti e Bonvicini, e qual concerto si sia fatto, e sopra tutto che
non si perda tempo, perchè il tempo è corto, e pur troppo temo, che il
signor Buonvicini solito a far le sue cose con gran pulizia, e perciò con
agio e flemma, possa dire che questo gli è impossibile. Faccia quanto può
per indurlo a operare, che vorrei pure, che trattandosi del principe nostro,
un suo suddito avesse questo onore. Ma se non vi fosse verso, bisognerà
ricorrere al Francia di Bologna, benché io sia certo, che farà men bene,
e mi dispiacerà di dovermi voltare colà. Lo raccomando ancora, che mi
sieno conservati e rimandati i ritratti, che ho inviato: altrimenti reste-
rebbe imperfetto un corpo Rerum Italicarum.
2484 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'^SB-
II signor Argelati mi scrisse, che farebbe pagare costì quattro fìlippi al
suddetto signor Bonvicini : perciò se V. S. illustrissima glieli vorrà antici-
pare, gliene renderò conto io. Il tomo VI dell'opera già è fuori, e spero
che a quest' ora sia in viaggio verso Modena. Subito che sarà giunto, ne
sarà avvisata. Intanto, con la riprotesta del mio ossequio, mi confermo.
2393.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena ( San Felice ), 3 Ottobre 1725.
Archivio Soli Muratosi (R. Bibl. Est.), Modena.
In villa, dove seguito a cercare, e truovo qualche ristoro alla mia
sanità, mi giugno l'ultimo stimatissimo foglio di V. P. reverendissima
co' suoi comandamenti, a' quali non mancherò di dare esecuzione con in-
viare al sig. Micheli gli altri due tomi de gli Anecdoti, la Piena Esposi-
zione, e le Osservazioni, e similmente a lei una copia delle Antichità Estensi,
e delle Scritture Comacchiesi. Odo il mal governo fatto per l' addietro delle
balle de' miei primi Anecdoti, e sempre più godo della risoluzione presa di
cavarle di là. Pazienza pel danno passato : ora sto quieto, veggendole in si
buon sito, e in mani si amorevoli. Andrò ora pensando, qual ripiego si possa
pigliare per fai'le venire, o per esitarle in qualche forma. Sarà per me
una somma consolazione il poter inchinare S. E. il sig. conte Carlo Bor-
romeo nel suo passaggio per di qua. E se V. P. reverendissima potesse
risapere il tempo della sua venuta, mi sarà gran favore l'essere avvertito,
affinchè io possa essere pronto in città. L'andata dei nostri pellegrini ad
Argentina, qui è stata mal ricevuta e spezialmente perchè si crede che sia
per farci guerra. E cosi vanno tutte le cose nostre. Non v' è più da temere
per cotesto villeggiature. Rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V.
P. reverendissima.
2394.
A GIOVANNI FABRICIO in Helmstadt.
Mutinae, Vili Idus Octobris, MDCCXXV.
Biblioteca Reale, Copenaghen.
Clariss." et Eruditiss.* Viro Johanni Pabricio
Ludovic."^ Ant."^ Muratorius S. P.
Fateor, insperatus ad me per clarissimum Facciolatum missus est
Tomus VI Bibliotliecae tuae. lamdiu enim menti meae timor insederat, ne
-±'735 ] A pi?:tro canneti 2485
praeteriti literarii labores. et excrescens in dies annorum pondus te ab
incoepto utilissimo Opere penitus avocassent. Proinde mirum in modum
oblectatione perfusus sum, ubi ante oculos meos stetit novus iste tuus foetus,
non impar praecedentibus multitudine rerum, ac diligenti eruditione, immo,
si licet dicere, supra illos praestans, atque etiam prae illis dulcior mihi
et carior. Et quidni? Heic plura quam alibi literatorum hominum monu-
menta, italicis plerumque auribus ignota, exhibentur : atque ita exhibentur.
ut si in alios tomos tuus labor assurgerei, unus hic omnes Bibliothecas
fere complecteretur, atque referret. Sed quum multa sint. propter qoae tibi
gratulandum est de hujusmodi libro, non pauciora profecto sunt, quare et
mihi gaudere de ilio debeam. Non enim eum tantummodo, gratissimum
nempe donum, a te aceepi, verum etiam nomini meo singularem piane
illic honorem impensum vidi. Quale sit hoc beneficium in me a tua libe-
ralitate collatum, et probe intelligo, et nunquam obliviscar; atque utinam
mihi via aperiatur, ut illud aliqua ex parte rependam, et palam testari
possim, quanta sit mihi eruditionis ac humanitatis tuae existimatio. In-
terim fortasse noveris, me totum esse in colligendis ac edendis Rerum
Italicarum Scriptoribus ab anno quingentesimo usque ad millesimum et
quingentesimum Aereae christianae : iamque tomi VII ex iis in folio prodiere
Mediolani. Nunc typographos occupat octavus. Reliquos tomos. Deo dante,
eruditns orbis accipiet, opus, ut plerique putant, utilissimum, immo et ne-
cessarium reipublicae literariae, atque Italicae potissimum.
Legi etiam, et quidem multa cum voluptate. epistolam ad te Senatus
istius Academici, et doctissimi filii tui eruditam exercitationem. Luculentum
testem in his habeo, quanto amore ac honore te prosequantur reliqui Aca-
demiae Juliae professores insignes, sed praecipue tibi gratulor, quod in
filio heredem habeas amplissimum ingenii ac eruditionis tuae, ac per ipsum
Fabricianae familiae ex tot eruditis viris celeberrimae decus tuendum atque
propagandum. Ei quaeso meis verbis gratulationem ac salutem plurimam
dicito. Tu vero an gratum tibi foret Antiquitaium Estetisium mearum exem-
plar certiorem me facito, ut aliqua saltem ex parte meum erga te obsequium
tibi probem. Utrique fausta omnia e coelo precans, utrumque etiam precor,
ut me amare pergatis. Vale.
2395.
A PIETRO CANNETI in Forlì.
Modena, 12 Ottobre 1725.
Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est,), Modena.
Avviserò dunque il sig. Argelati di quanto V. P. reverendissima mi
accenna intorno alle pistole del Delfino, e procurerò d'averne le risolu-
2486 LODOVICO ANTONIO MUBATOEI [l'T'SS-
zioni. Per l'altra copia mancante, e che ha bisogno di supplementi colla
penna, attenderò poi di sapere, qual prezzo all'ultimo se ne chiegga, af-
finchè io possa avvisarne l'altro amico. Ma certo v'ha da essere divario
tra questa, e l'altra copia.
Ebbi anch' io curiosità di sapere, chi fosse quel Ridolfo priore camal-
dolese ; ma perchè non ho le storie del suo sacro ordine, e mancano molti
altri libri, non potei prenderne lume alcuno ; e però lasciai correre la cosa,
come è nel manoscritto. Se V. P. reverendissima potrà chiarire tal fatto,
avrò poi caro d'esserne informato dalla di lei bontà. Lo stesso dico pel
cardinale Rolando. Penurie di libri bene spesso, e penurie di tempo per
ricercare notizie per lettere.
Finché Dio non mi dà più ozio, non posso pensare al tomo II delle
Antichità. Ora mi truovo smoderatamente occupato dall'opera Rerum Ita-
licarum. Tutto di cercare di distanare manoscritti, rivedere e correggere
quei, che s' hanno a pubblicare, prefazioni, e mille altre cure mi rubano
ogni altro pensiero. S'aggiunge, che il mio Padron serenissimo vorrebbe,
ch'io continuassi la tela de' suoi antenati: cosa ch'io non avea promesso.
E dovendo ritornarvi, bisognerà lasciarsi condurre, e abbandonare il pri-
miero disegno. Perciò, se mi resterà tempo, vorrei più tosto formare uno
o due tomi diplomatici da aggiugnere in fine a gli scrittori Rerum Itali-
carum, e smaltire in varie disertazioni ciò, ch'io aveva destinato per la
continuazione d'esse Antichità. Ma mi resterà egli tanto ozio, e tanta vita?
Senza l' oste, si fanno male 1 conti.
Mi ricordi gran servidore al sig. conte Brandolino. S'egli intende, per
la scrittura spettante al suo antenato, la Cronaca di Porcellio, conviene
aspettare il darla, quando la raccolta seguitando la cronologia arriverà al
1450. Se d'altro intende, io non intendo. E ratificandole, etc.
Saprà poi dirmi il sentimento suo intorno al Trattato della Carità.
S'ella non era lontano, e fuor di strada, volevo io cercare la di lei ap-
provazione, e l'avrei sperata come da uomo amante della verità e libero
da' volgari pregiudizj dell'interesse.
2396.
A PIER CATTERINO ZENO in Venezia.
Modena, 12 Ottobre 1725.
Biblioteca del Semixario, Padova.
Servirà questa mia per rendere le dovute grazie a V. R. dell'involto
de' libri del sig. canonico Mongitore, che, mercè della di lei bontà, ho ri-
-1*735] A MAURO ALESSANDRO LAZZABELLI 2487
cevuto; e insieme per pregarla d'un favore, cioè che avrei caro d'essere
avvisato, se mai cadesse in pensiero ad alcuno di cotesti librai di ristam-
pare l'edizione fatta in Firenze di tutte l'opere del Tasso. Essendo se-
condo il solito rigoroso il prezzo della suddetta edizione, chi sa, che costi
non si pensi a sminuirlo con farne un'altra, che più facilmente si compri?
Sappia dunque V. R. che io aveva una raccolta di lettere del Tasso inedite,
e presi impegno di darle al P. Lettore Collina con certi patti, giacché
egli ci faceva sperare il medesimo beneficio di tutte l'opere di quel fa-
moso poeta. Saputosi, ch'io aveva tale raccolta, i signori fiorentini mi
tempestarono da varie bande, perchè loro la cedessi, ma io, saldo nella
parola data al P. Collina, volli riserbar tutto per lui. È venuta poi fuori
l'edizion di Firenze, e il P. Collina che sia smontato dal suo disegno, ed
io burlato da lui, mi truovo di non avere servito al buon genio degli
altri. Se dunque venisse il caso di ristampa, non sarebbe se non bene
ch'io lo sapessi, perchè potrebbe farsi ora quello, che non ho fatto per
altri, e la ristampa ne riceverebbe maggior credito, e spaccio.
In tale occasione la prego di significarmi, se sia fuori alcun tomo
nuovo di Cristiano Lupo. Io ne ho tre solamente fin ora, e, rassegnandole
il mio rispetto, mi confermo, etc.
2397.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 18 Ottobre 1725.
Abcbivio Soli Mdratoki, {R. Bibl. Est.), Modena.
Per due giorni sono stato tutto occupato in servire gli onoratissimi
pellegrini capitati qua, i quali son partili questa mattina per Bologna. S'è
fatt* con loro spesso e dolcemente menzione di V. S. reverendissima. Non
tarderanno a ritornarsene verso cotesta volta, e spero che porteran seco
la copia delle Antichità Estensi, e delle scritture Comacchiesi. ch'ella mi
ha ordinato, e che già son disposte a far viaggio. Applicherò ora a ser-
vire anche il sig. barone Bonoff.
Giacché per ora è caduta la speranza di dovere inchinare S. E. il
signor conte Carlo Borromeo, riserberò questa consolazione ad un altro
tempo, volendo io sperare, che, quantunque si differisca, abbia nondimeno
a succedere il viaggio da lui meditato per la divozione di abboccarsi col-
l'eminentissimo Barberino. Le lettere, che si hanno qui de' serenissimi vian-
danti, sono tuttavia di Argentina, e se noi siam qui incerti del loro viag-
gio, forse non lo son meno eglino stessi. Il tempo ci dirà tutto, e produrrà,
se Dio non ci mette la mano, delle commedie e tragedie.
2488 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'T'SB-
Mi dice il signor dottor Sassi, che il signor dottore Sormani suo
collega ha avuto, ed ha un libero adito nell'Archivio de' Canonici di
S. Ambrogio, onde si ebbe quel bel documento, che V. P. reverendissima
inviò. Avrei caro, ch'ella destramente, e senza saputa del signor Sassi,
s' introducesse con esso lui, per sapere se avesse trovato altri marchesi
in cotesta città prima e dopo del mille, e se potesse buscarsi da lui alcuno
de' più vecchi documenti, massimamente Placiti, i quali se non servissero
alla casa d'Este, servirebbero ad altre ricerche dell'antichità.
Rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. P. reverendissima.
2398.
A GIUSEPPE DE BIMARD DE LA BASTIE * in Parigi.
Mutinae, XIV Kalen. Novembris MDCCXXV.
Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), Modena.
Propitius certe aliquis genius eam mihi mentem injecit, ut excellen-
tissimi avenoniensis Provinciae Prolegati Bondelmontii patrocinium implo-
rarem in antiquitatum Provincialium inquisitione. Superavit ille vota ac
spem meam. En, ipso curante, non tantum literas tuas humanitate plenas
accipio, simulque fasciculum mihi, auro cariorem veterum inscriptionum,
sed etiam, quod longe pluris facio. me in tuam amicitiam invectum sentio.
Proinde illi multum debeo, neque minus tibi, qui, erga hominem nullis tibi
titulis obnoxium, te adeo liberalem jam praebuisti, immo nullum benefi-
centiae tuae modum statuis, quando et alia sperare me facis. Deosculatus
ergo sum monumenta quae misisti; atque illa in primis, unde aliquid non
vulgaris eruditionis colligitur. Arelat.'' 33." posita est Chrysogone Juniori
Siricio. Juniorem appellatam reor, ut a matre distinguatur, cui idem fuit
nomen. Siricium mihi creditur nomen, sive cognomen graeco more usur-
patum, uti Glycerium, Gorgonium, Melanium etc. Provinciae vero gallo-
romanae inscriptiones quotquot potuit, ut nosti, olim coacervavit magni
nominis vir Peirescius. Collectionem hanc Lendini adservatam apud ducem
Devonshire intellexi. Nihil non egi, ut ejusdem compos fierem, sed nihil
profeci. Recto quoque conjectatus es desiderari apud nos Historias singu-
lares Urbium Galliae Narbonensis, Lugdunensis, etc. Si has comparare
mihi fas esset aere meo, nihil gratius accideret; nam ferme in omnibus
[de recentioribus loquor] aliquid antiquitatum contineri puto, ignotum
Grutero, Sponio, et Reinesio, et clarissimo marchioni Maifeio inobser-
vatum : quod tamen in rem mea con vertere possem. Et sane parum respon-
* Responsive in Archivio Soli Muratori [R. Bibl. Est.), n.° 18 da Parigi 1727- '40.
-1*7251 ■*■ GIUSEPPE DE BIMABD DE LA. BASTIE 2489
dere celebritati. istarum regionnm antiqnitates Galliae ab eodem Maffeio
evulgatas. mihi persuadeo, ac potissimum. postquam tot munus ad me mi-
sisti. Propterea etiam atque etiam rogatum te volo, ut quandoquidem prò
tua humanitate me juvandum suscepisti. quae etiam edita sunt, dum a prae-
cipuis IV Collectoribus absint, communicare mecum velis: omnia quippe
velati a te uno accepta in novo meo inscriptionum Thesauro Italis exhibebo.
Quum nunc ruri agam, significare nequeo, an mihi sit inter consu-
lai'es inscriptiones, quae ad Antoniwn Hiberum, et Nummium Sisennam
pertinet. Civitati restitutus inquiram. Id genus marmerà me quoque prae
ceteris delectant.
Ad Ligorium quod attinet, duos illius tomos autographos Farnesia
Bibliotheca mihi utendos dedit, unde complures ego inscriptiones fidenter
excerpsi. Neque enim is sum, qui putem tanto fastidio agendum adversus
hominem illum, eoque minus tanto contemptu, uti Maflfejus noster, atque ante
illum Norisius et Fabrettus egere. Fortasse Maffejns in tot illis tomis. quos
Regia Sabaudiensis Bibliotheca adservat, adulterinas merces non paucas
animadvertit. Hinc illi stomachus in omnes foetus. atque in ipsum Ligorii
nomen. Sed quis eum certum fecit, e Ligorio processisse, quaecumque sub
illius nomine feruntur? Profecto innumeras pene in geminis tomis a me visis
inscriptiones a Ligorio cong'stas, ego sub oculis habui. quas Smetius postea
revera existere deprehendit, et Gruterus in suum Thesaurum intulit. Com-
plures alias e schedis Barberiuis aut Vaticanis exceptas dedit Fabrettus.
scriptor Ligorio infensissimus, sed ignorans, eas quoque a Ligorio fluxisse,
aut certe ab ipso quoque in suos Commentarios relatas. Paria fecit Donins,
cujus collectio nuper Florentiae prodiit. Manutianis aut Vaticanis schedis
laudatis. Jam nosti Reinesium pariter et Sponinm plura ex ipso fuisse
mutuatos. Gudium nihil morer. cuius librum nuper accepi. et quid de ejus
labore statuendum sit, nondum perpendi. Quod aniraadverti e Tomis Far-
nesiis Gudianae merces minime desumptae fuerunt. Si vero cuncta quae ex
Ligorio nuper memorati viri edidere, rejicimus, aut suspicione aspergimus,
Pyrronismum in hanc eruditionis partem invehimus. Quod si quae Panvi-
nius, Smetius, Gruterus. Fabrettus, et Donius dedere, contenidimus legitima,
quod non ex Ligorio, sed ex aliis fide dignis autoribus derivata fuere,
iam habemus, Ligorium quoque fide dignum; nam ante illos ipse pleraque
ex eisdem monumentis congesserat: eaque produnt, non ipsum fuisse de-
ceptum. neque decipere voluisse. Quamobrem aequior mihi videtur Span-
hemii sententia de hoc homine, scilicet circumspecte accipienda esse, quae
ab ipso procedunt, et examini, si opus est, subjicienda, sed minime con-
temnenda. Quoties justa se offert caussa de aliquo monumento dubitandi,
aut etiam damnandi. dubitare ac damnare liceat. Iniquus vero sit, qui
omnia sino discrimine nigro Theta confodiat hoc uno titulo, quod Ligo-
riana sint. En judicium menm. cuius te conscium volui: atque haec, Deo
favente, non Ligorii, sed veritatis amore, palam in opere meo edisseram.
2490 LODOVICO ANTONIO MURATORI [IT'SB-
In Estensi Bibliotlieca revera adservatur eximius Cedex Provincialium
poetarum carmina complectens. Is anno Christi 1254 conscriptus fuit. Si
quis consilium iniret conferendi codicem istum cum vestratibus, nullus du-
bito, quin laboris sui fructum non levem perciperet. Tu interea, quando
amare me coepisti, perge, amoris erga te mei, gratique animi jam certus.
Vale.
2399.
A NICOLA GARELLI * in Vienna.
Mutinae, XI Kalen. Novembris MDCCXXV.
Archivio Soli Mubatoei { R. Bibl. Est,), Modena.
Quid ultra quaerimus humanarum rerum vices? Amplissimus Genti-
lottus jam ad suprema evectus, insigni Episcopatu, npbilique Principatu
auctus, en ictu inopino nobis eripitur. Equidem doctissimi ac bonestissimi
viri immaturum interitum supra quam multos dolui, quod egregiam illius
virtutem probe perspectam haberem. atque is me jamdiu in suorum ami-
corum censum retulisset. Nuper etiam bonorificam illius mentionem feceram
in prefatione ad Sicardi Chronicon, quod ipso mihi ab Augustissimo Cae-
sare impetrarat. Sed quando frustra hominis ad meliora rapii desiderium
refricamus, ad te, bumanissime Garelli, animum ac vota mea enixe con-
verto. Certe tibi non excidit, me non semel apud te literis et precibus
institisse ut Nigelli Poema de rebus gestis Ludovici Più quod nondum
editum Caesarea Bibliotbeca adservat, mibi a clementissimo Caesare nostro
impetrares, addendum Collec tieni meae Rerum Italicarum. Neque vero
dubitabam, quin magnanimus Imperator, cujus in literas earumque cul-
tores tantus est amor, tantaque beneficentia, lubentissime hoc etiam mihi
beneficium conferret, quum tot alia jam contulerit, et universae Litera-
torum Reipublicae constet, patrocinio potissimum gloriosissimi Augusti
nostri me debere Collectionis meae ortum atque progressum. Verum, pace
tua dixerim, hac in re non te ad vota mea facilem bactenus sensi, qualem
toties prò tua bumanitate antea fueram expertus. Scilicet quum tibi vide-
retur in Nigelli opus aliquid juris sibi conquisivisse Gentilottus, tu of-
ficiorum erga amicos diligentissimus custos, id procurare mibi nolebas,
quod fortassis ille alteri concedere renuebat. Sed jam, ut vides, baec nostra
e Coelo videt Gentilottus ò liaxaptTVjC, terrenamque gloriam penitus con-
temnens, suas nobis literarias curas reliquit. Quamobrem nihil cunctare, rogo ;
et clementissimum Caesarem aggredere intrepidus, atque ad solium suum
* Responsive in Archivio Soli Muratori [R. Bibl. Est.), n.° 22 da Pesaro e Vienna
1724-'43.
l'assi A NICOLÒ PORLOSIA 2491
me pronam siste, precibus verbisqae meis Nìgellam mihi deposcens. iam sine
mora calamum arreptum Caesareae dexterae praebe, ut, sapplìci Libello faa-
stissimum Fiat continuo adjungat. Ecquid enim aliud velit ac possit Augustia-
simus meae Collectionis Protector, et potissimam qaam in Eruditìonis pub-
blicae augmentum. et celeberrimae Vindobonensis Bibliothecae gloriam cessura
sit Poematis editio, non siue negligentiae crimine ad hoc usqne tempus procra-
stinata ? Meum erit in Praefatione edicere, quanto beneficio me obstrinxerit,
et universam Rempublicam hujusmodi liberalitat« immortalis Princeps. No-
mini etiam tuo, meritisque tuis, prò quibns aequissime tanti Principis gratiam
iniisti. SUU8 erit in eadem Prefatione locus, uti par est. Tibi interim sponte
ad beneficia praestanda currenti. quid aliud nunc addam? Illud tantum
memineris velim. me deinceps literas tuas ansie nimis expectaturum. Vale.
2400.
A NICOLÒ FORLOSIA in Vienna.
Modena, 1 Novembre l*^.
Biblioteca imperiali, Vienna, edita [276].
Dall'ultimo benignissimo foglio di V. S. illustrissima sempre più in-
tendo, quanta obbligazione io. e l'Italia tutta, abbiamo d'avere alla infa-
ticabile bontà sua in promuovere l'accrescimento della mia gran Raccolta.
Infinitamente la ringrazio per ora, e sto con ansietà aspettando il Nigelle
e poi gli Annali Lambeciani. i quali do^Tebbero pur contenere qualche
cosa di più de gli Annali de Franchi raccolti dal Du-Chesne, giacche
il Pagi li cita si spesso. Comunque sia, essendo si rarL perchè si rara
l'edizion del Lamhecio, spero che ne sarà ben ricevuta la ristampa. Mi
raccomando intanto, che se mai fosse .^cappata qualche cosa al Lambecio,
del che V. S. illustrissima consultando i manoscritti cesarei si accorgerà,
ella mi favorisca di aggiugnerlo; perchè sarebbe un gran che. se la ri-
stampa mia potesse riuscire più ricca della stampa Lamheciana.
Terminate poi questa due fatiche, mi permetta la di lei gentilezza,
ch'io la supplichi di un'altro favore. Ho io ben ristampato nel Tomo H
la Storia di Liutprando, ma senza aver potuto confrontarla con testo al-
cuno manoscritto. Giacché ella mi avvisa, conservarne due testi la Biblio-
teca cesarea, avrei pur caro, ch'ella si pigliasse la briga di confrontare
con essi lo stampato, e di osservare, se nulla vi fosse da potere aggiu-
gnere, o se s' incontrassero lezioni varianti, e correzioni di qualche rilievo :
perchè saremmo a tempo di pubblicare un canuto e utile poeta.
' Mi scrive del pari esso signor cavaliere, che ha inviato ciò che dice
il fu monsignor Gentilotti de gli Annali Laìnbeciani. Vo sperando, che,
2492 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l*?#3b-
fra esse annotazioni, vi sarà la giunta dall' 893 all' 896 che mi sarebbe al
maggior segno cara. Quando non vi fosse compresa, la prego d' intendere
da esso signor cavaliere, se sia intenzione sua eh' io la riceva. Se no, mi
accomodo al suo volere, contento di tant' altri maggiori favori. Se poi si,
la prego di consegnarla al signor abate Crispi. Ma avverta, che il mio
bisogno è d'aver non quella giunta sola, ma gli stessi Annali tutti tra-
scritti dall'Opera del Lamhecio, la quale non si ti-uova qui, né in Milano.
Mi vo figurando, che ciò sia già stato fatto dalla di lei bontà; ma, per
ogni buon fine, gliel ricordo ; e, occorrendo spesa per copista, la prego di
avvisarmene con tutta franchezza.
Pel Codice Carolino quando si riduca la mèsse a poche bagattelle, non
se ne pigli altro pensiero. Per Liutprando si pregò V. S. Illustrissima di
chiarirsi, se mai vi fosse qualche raccolta da fare, degna di comparire in
luce. E mi perdoni di grazia, se io, quanto più grande pruovo la di lei
gentilezza, tanto più mi avanzo a pregarla di favori.
Supplicai una volta per le continuazioni della storia di Ermanno Con-
tratto, o Bertoldo da Costanza, o altro che sia, le quali tirano innanzi fin
credo per 200 anni. Sei ricordi per sua bontà, di fare questo regalo di
più al pubblico.
Della stessa grazia sono a pregarla pel Codice Carolino, il quale mi
vien detto, che nelle antecedenti edizioni non sia molto corretto, e non
senza qualche speranza, che il manoscritto cesareo possa contenere più
dello stampato. Quelle lettere di papi a Pippino e Carlo M. son gioie
dell'antichità; e se tornasse il conto, io le ristamperei volentieri. Caso
che vi fosse da far bene, o ella, o io, ne porteremo le preghiere al bene-
fico signor cavalier Garelli.
Avrà ella a quest' ora veduto, che ho fatto menzione di lei nella pre-
fazione ad Ottone da Frisinga. Vorrei poterla fare altre volte, e con più
estensione : il che seguirà, se ne' Codici suddetti ella troverà mèsse a pro-
posito per arricchire il pubblico. Intanto, rassegnandole il mio rispetto, mi
confermo più che mai.
2401.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S."^* MARGHERITA in Monleale.
Modena, 1 Novembre 1725.
Raccolta Palmieki, S. Paolo, Roma.
Era ben dovuto a V. S. illustrissima quanto ho detto di lei nella
prefazione al Caffaro, pel quale le aveva io ed ho tante obbligazioni. Se
Dio vorrà, ella si vedrà nominata in altre occasioni, cioè in dar fuori i
frammenti della Novaliciense, e i versi d' Antonio Astesano, che compa-
-±'7 25] A NICOLÒ FOBL08IA 2493
riranno dono di lei. Lo stesso farò per le Cronache (T Asti, al quale mi
rallegro d' udire che V. S. illustrissima abbia terminato di fare i ricci.
Copiato ch'ella abbia le note sue, spero ch'ella vorrà inviarmele, acciocché
io le goda prima de gli altri, e, occorrendo, le possa suggerire qualche
cosa da aggi ugnerò o mutare. Intanto le dico che spero vicino a conchiu-
dersi r adare del signor marchese di Villafranca, al quale non ho man-
cato di far conoscere la premura di servire V. S. illustrissima in lui. Ho
avuto qui il signor Sassi in buona concordia. Con che, rassegnandole il
mio rispetto, mi confermo, di V. S. illustrissima.
2402.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 1 Novembre 1725.
Abcbivio Tacol.1, Modena.
Pieno d'intrichi fino alla gola rispondo all'ultimo umanissimo foglio
di V. S. illustrissima con dirle, che ho raccomandato al Soliani il termi-
nare i conti con esso lei : cosa eh' egli mi ha promesso di fare. Manderà
egli ancora il tomo nuovo Rerum Italicarum. Se in quello, che presente-
mente si stampa, non entrerà la cronaca reggiana, dove si parla dell'Ar-
cidiacono Tacoli, entrerà nel susseguente.
Pagai al Buonvicini i quattro filippi. Gli farò anche avere da lavo-
rare, se ne vorrà, da Milano; ma a me dispiace, che richiede troppo
tempo a fare un ritratto. Più di quattro mesi? ella intenda, cosa egli pi-
glierà d' un ritratto simile a quello de' cardinali Odescalchi, e Borromeo :
perchè questo è quello, che importa. Mi sappia anche dire, cosa egli pre-
tenderebbe a ritoccare il rame, che si mette in tutti i frontespicj de' tomi
perchè non ne può più, e ha bisogno di chi lo ringiovanisca. Se piaceranno
i prezzi, farò eh' egli sia anteposto ad altri.
E, ricordandole il mio rispetto, mi confermo.
2403.
A NICOLÒ FORLOSIA in Vienna.
Modena, 6 Novembre 1725.
BiBLioTXCA iMPSRiALK, Vienna, edita [276].
In somma il signor cavaliere Garelli è un valentuomo, e benefattore
insigne della storia italiana. Ho lettera sua, in cui mi avvisa, che il Ni-
Bpistolario di Lodovico Anttmio Muratori, — Voi. VI. 1B8.
2494 LODOVICO ANTONIO MURATORI [ IT'SB-
gello è già consegnato in buone mani, e verrà. Mi avea V. S. illustris-
sima accennato i pericoli, che sovrastavano: eccoli, per la Dio grazia, sva-
niti, e r Italia per dono dell' augustissimo, e per la buona cura del signor
cavaliere, avrà questo onore.
Ringraziandola intanto delle grazie a me fatte, desideroso anch' io
de' suoi comandamenti, le rassegno il mio rispetto, e mi ricordo....
La prego de' miei rispetti al riveritissimo signor Fiscale Riccardi.
2404.
A FRANCESCO ZAMBECCARI* in Bologna.
Modena, 7 Novembre 1725.
Raccolta Azzolish, Roma.
Da un paragrafo di lettera di V. E, scritta al signor Argelati veggo,
come ella gli accenni certa storia latina antica di cotesta città, conservata
nella Cancelleria pubblica : siccome ancora gli atti della Lega lombarda
esistenti in cotesto pubblico Archivio. E perchè avrei pure desiderio di fare
quanto onore potessi a Bologna nella gran Raccolta che si va facendo, con
tutta confidenza mi rivolgo alla di lei bontà, supplicandola di voler osservare,
cosa contenga la storia suddetta, e chi ne sia l' autore, e fino a qual anno
arrivi. Se mai fosse la cronaca di Matteo Griffone, che arriva fino al 1428
io già r ho ricevuta di costì, e, a Dio piacendo, la stamperò. Se fosse altra
cosa, e massimamente se più antica, mi sarebbe carissimo il poterla pub-
blicare per gloria di codesta città. Quanto agli atti della Lega lombarda.
ne ho io alcuni spettanti alla pace di Venezia del 1177 e alla pace di
Costanza, tratti dall'Archivio del pubblico nostro. Non sarebbe però se
non bene che V. E. visitati cotesti, mi favorisse di darmene maggior no-
tizia, accennando il loro contenuto, e mandando le prime parole d'essi
atti, acciocché io possa chiarirmi, se sieno gli stessi, che ho, o diversi.
Ma nel compartirmi tali grazie, la supplico bene di adoperare la segre-
tezza, perchè nel mondo composto di si differenti cervelli non mancano
mai persone, le quali contrariano ogni miglior impresa, e hanno invidia
alla gloria altrui senza badare se nuocono alla propria. Certo io della
somma sua gentilezza, prego anch' io l' E. V. d' essere certa di quel distinto
ossequio che le professo e che ora le rassegno con protestarmi, di V. E.
* Responsive in Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est. ), n.° 24 da Bologna, Roma,
1725- '49.
-IT'SBl A NICOLA TACOLI 2495
2405.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 9 Novembre 17S.
Abchiyio Soli Mlratoki {R. liibl. Etl.), Mod«na.
Ho ben ricevuta la lettera del signor dottor Macchio' [Giovanni], e
me stato caro l'intendere l'assunto da lui preso; ma son tali le presenti
mie occupazioni di varie sorte, che appena mi resta tempo da soddisfare
alla bella meglio all' impegno del commercio letterario, anche scrivendo
correntemente nel materno linguaggio. Perciò gli ho risposto si per la
posta, ma senza impacciarmi col latino, siccome V. P. reverendissima per
sua gentilezza mi consigliava.
Abbiamo già in Reggio il serenissimo signor Principe, e vi si aspet-
tava l'arrivo anche della serenissima signora Principessa. Ieri v'era voce,
che il suddetto serenissimo farebbe una scorsa qua; non ne ho poi saputo
altro. Il buon signor conte Tiburzio Masdoni è passato al paese dei più.
Il Po, che ha rotto, giustifica le nostre ed altrui contrarietà al Reno. Sono
con tutto r ossequio, di V. P. reverendissima.
2406.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 9 Novembre 1725.
AscHivio Tacoli, Modena.
Notifico Oggi a Milano, quanto V. S. illustrissima mi ha significato
intorno al signor Bonvicini. Di colà mi scrissero, che tentassi, s' io po-
tessi farlo andare a stare in quella città. Ho risposto, che non si vuole
partire di Reggio, perchè non mi par bene, che perdiamo cotesto valentuomo,
il quale se andasse colà, forse non ritornerebbe più.
Vegga egli il rame del frontispicio nell' ultimo tomo inviato : che in-
tanto da Milano mi scriveranno, cosa intendano di dare per ritoccarlo.
Veda V. S. illustrissima sollecitare il lavoro dell' arme estense. Do-
vendo egli far altre opere, procureremo che abbia buoni disegni: che ve-
ramente il suddetto era troppo smilzo, ma per la lontananza del signor
Corsetti non s'è potuto di più. E, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo.
* Sue lettere in Archimo Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), n.° 1 da Milano 1725.
2496 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'^SS-
2407.
A BONAVENTURA DE' ROSSI in Genova.
Modena, 10 Novembre 1725.
Collezione Vincenzo Poggi, Genova, edita [221],
I caratteri di V. S. quanto più improvvisi mi son giunti, tanto più
cari mi sono riusciti, e, massimamente, al vedere con quanta bontà ella si
ricorda de' miei studi, ed anche coopera al vantaggio de' medesimi. Ma
sopi'a tutto m'è stato caro il vedere ch'ella mi ha introdotto alla cono-
scenza, ed amicizia del sig. Domenico Muzio archivista del collegio di
cotesti notai, persona, che io sentii nominare, quando una volta fui costi, e
che bramai anche di poter conoscere.
Le memorie da lui con gentilezza si generosa a me trasmesse, quan-
tunque, a riserva d'una, non fossero a me ignote, pure le ho sommamente
gradite, e mi fanno intendere, che egli abbia di moltissime altre antichità,
le quali potrebbono pur tanto servire al bisogno mio, e ad illustrare i secoli
scuri dell'Italia, e a far onore a cotesta nobilissima città. E bisogna bene
che egli sia di un bellissimo genio, al vedere che gode della stampa di
codesta istoria, quando forse altri avari, perchè ignoranti, le vorrebbono
sempre sepolte. Credo io con ciò d'aver fatto un ottimo servigio a cotesta
serenissima repubblica, e seguiterò a fargliene. Ma s'egli ancora volesse
cooperare a si bel disegno, mi obbligherebbe pur tanto! Fra l'altre cose
amerei, eh' egli volesse prestarmi il suo manoscritto delle storie dello
Stella per confrontarlo colla copia mia, acciocché tale storia uscisse bert
purgata, e con tutto decoro della sua patria. Basterebbe inviare esso testo
a Milano, dove ho già mandato la mia copia e sarebbe il sig. Muzio si-
curo della restituzione. Di grazia il preghi di questo favore; e, in caso,
siccome spero, che sia per graziarmi, allora mi prenderò la confidenza d.'
scrivergli io a dirittura; perchè stimerei molto la corrispondenza d'un
signore si dotto, e si amante dell' antichità.
E perchè, a Dio piacendo, darò anche uno o due tomi d'antichi di-
plomi, bolle, placiti, etc. potrebbe egli anche in ciò giovare al pubblico, e
somministrare materia a me da illustrare cotesti paesi, con darmi qnelle
carte, cioè copie, che sembrassero a lui più gloriose per la sua città.
E intorno a ciò prego V. S. di non pai'lare, se non con lui solo,
perchè so cosa son le repubbliche, dove son tante teste : né manca mai chi
é contrario al meglio, e poco ci vuole ad impedire le più belle imprese. Ad
alcuni bisegna fare, al loro dispetto, del bene.
-1*7S5] A LUC' ANTONIO GENTILI 2497
Dica poscia a lui, che molto bene sussiste la mia sentenza intorno
all'autorità marchionale del marchese Oberto, perchè i marchesi erano
sopra i conti, e sopra i cousoli ; né proverà egli mai, che prima del mille
i Rapallini fossero repubblica libera, e non sottoposta ad alcun magistrato.
I Marchesi erano governatori della provincia e a loro si appellava dai
Conti. Se mai V. S., o il sig. Muzio sapessero qualche altra vecchia storia
degna di luce, e massimamente, che continuasse la cronaca dello Stella fino
al 1499 avrei pur caro di saperlo, e molto più di ottenerne copia.
Intanto ella renda infinite grazie per mio conto al gentilissimo signor
Muzio; e gli offerisca pure la mia servitù, perchè mi pregerò d'esser
tutto suo.
Finalmente mi rallegro di raccogliere dalla lettera di V. S. che ella
goda buona salute, cosa a me carissima, e suppongo ancora ch'ella andrà
studiando dietro a qualche nuova letteraria impresa. Vo anch' io segui-
tando la mia; e, desideroso d'ubbidirla, e sempre ricordevole di tanti altri
favori da lei ricevutL le rassegno il mio rispetto, e mi ricordo.
2408.
A LUC ANTONIO GENTILI in S. Marino.
Modena, 11 Novembre 1725.
Biblioteca dkl Semutario, Pesaro, edita [108].
Andava io pure procrastinando a rispondere a un foglio carissimo di
V. S. giuntomi poche settimane sono, perchè sperava di poterle significare
qualche cosa intorno al di lei affare di Vienna; ma di colà non essendo
venuta, non dirò risoluzione alcuna, ma né pure risposta, forse perchè il
sig. conte di CoUalto si troVerà a godere le delizie della villa, non vo' più
tardare a scriverlo, e tanto più che mi sprona un altro suo foglio, da cni
intendo le buone nuove, che sia per capitarle in breve la cronaca di Gubbio
inviata dal sig. conte Berardi, e che di più si spera l'altra più antica, la
quale ancora mi sarebbe più cara, quantunque corrosa in qualche sito. Di
tali notizie rendo a V. S. vivissime grazie, si perchè verrà a crescere il
capitale della mia raccolta, e si ancora perchè cosi avrò luogo di far
onore al nome di lei, e di que' signori, che favoriscono me in quest'im-
presa, siccome ho fatto con altri simili benefattori. Starò dunque con im-
pazienza aspettando le di lei grazie. Potrebbe ella inviare al sig. conte
suddetto altre preghiere per que' diplomi, e documenti, che possono a lui
parere più onorevoli per la sua città: che ancor questi mi saranno ben
grati. Ma aspetti a farlo, che sieno venute le croniche. Pel sig. Simbeni,
a lei mi rimetto.
2498 LODOVICO ANTONIO MURATORI [±'72^-
Stanno poi vive sotto i miei occhi le riflessioni intorno all'impiego
propostole in Vienna, e sia certa, che mi stimerei felice, se potessi ben
cooperare alla di lei maggiore fortuna. Abbi pure pazienza: che in breve
ella saprà come cammini quell' affare. Godo eh' ella conosca il sig. conte
di Collalto; è Cavaliere che merita tutto.
Trovasi stampata, ma io non l'ho, quella vita di Castr uccio, c)ie V. S.
mi accenna, e n'è autore un Tegrino lucchese. Caso mai che mi occorresse,
saprei volentieri, se potrò ottenerne copia, essendo storia composta prima
del 1500. Non lasci ella di fare nuove ricerche in Osimo, perchè è paese,
che dovrebbe avere cose antiche.
Di Fermo, e Camerino non ne dubito. E rassegnandole il mio vivo
desiderio di servirla, e sempre protestandomi tenuto all' infaticabil sua
premura in favorirmi, con tutto lo spirito mi rassegno, di V. S.
2409.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 15 Novembre 1725.
Archivio Soli Muratori ( R. lUbl, Est. ), Modena
Alla bontà di V. P. reverendissima, che tanto si prende a cuore i
miei interessi, rendo infinite grazie, e la prego ben vivamente di continuare
il trattato della vendita di cotesti miei Anecdoti al sig. Cairoli. Io non
vorrei che tre paoli il tomo, o alla più disperata cinque paoli amendue i
tomi: che cosi me li paga lo stesso sig. Manfrè di Padova o sia di Ve-
nezia, che stampò gli altri due. Tengo qui una balla del III e IV, e questa
ancora darò. Vegga dunque il sig. Cairoli. se vuol accudire, e se gli piace
il partito: altrimenti tra quelle copie, che si vanno vendendo in Modena,
e l'alti'e che va prendendo il Manfrè, ne procurerò lo spaccio io stesso.
Perchè io non ho mai voluto far cambj, né mandarne ad alcun libraio da
vendere per mio conto, non ne ho fatto esito pel passato, come avrei po-
tuto. In mano di un libraio andrebbbe altrimenti.
Abbiamo i Serenissimi pellegrini finalmente fermi ne' romitaggi reg-
giani; ma, forse, non per molto tempo. Probabilmente si medita qualche
luogo da passarvi il carnovale.
E giunto al riposo della patria il gran consigliere Soragni, ma colla
vista infievolita, di modo che non avrà molto da faticare da qui innanzi in
affari scabrosi. Dicono, che abbia portato qualche somma di fiorini rispar-
miati. Non cosi farà qualche altro residente del Serenissimo nostro.
Rassegnandole con ciò il mio rispetto, mi confermo, di V. P. reveren-
dissima.
-±'725} A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI 2499
2410.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 19 Novembre 1725.
Akchitio Tacoli, Modena.
Da Milano mi vieu fatta premura, perchè io solleciti il taglio della
vignetta, che si fa costi dal sig. Bon vicini; e però mi raccomando a V. S.
illustrissima, che gli metta speroni al fianco, se mai ne avesse bisogno,
perchè alla fine del mese, o al principio del venturo è necessario, che sia
terminato il lavoro. E tanto più conviene affrettarsi, perchè il sig. Arge-
lati già ha spedito il ramo del frontispicio dell'opera da ritoccare: e se
il sig. Bonvicini vorrà fare il lavoro, sarà il padrone, esibendosi dodici
filippi ; ma lo vorrebbono terminato dentro gennaio prossimo. Poi, se vorrà,
gli si darà da fare il ritratto del sig. maresciallo Daum nuovo governatore
di Milano. Con che. rassegnandole il mio rispetto, mi confermo.
2411.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 22 Novembre 1725.
Akchitio Soli Muratori {B. Bibl. Est.), Modena.
Per le due lettere, che V. P. reverendissima mi ha inviato, rendo le
dovute grazie alla sua gentilezza. E perchè non è di dovere, che a lei
senza necessità venga aggravio di posta, scrivo oggi al sig. marchese Ma-
laspina, che a dirittura m' in vii le sue lettere, quando mi voglia scrivere.
Già nell'antecedente mia le ho significato, cosa bramerei de'miei Anec-
doti. Mi rimetto nondimeno a ciò, ch'ella credesse più conveniente nel
trattato della vendita.
Verrà il gottoso sig. maresciallo a governare cotesti paesi. Ma non è
per ora da sperare, che V. P. reverendissima possa essere esentata dal
suo peso, perchè qui è conosciuta la di lei abilità e zelo, in tutto ciò che
riguarda il servizio del Padron serenissimo. Per altro anch'io bramerei
qui un padrone e amico di sì buon cuore, e sarebbe questo di sollievo a
me e spezialmente quando mi truovo svogliato del mondo : cosa che accade
bene spesso. Si faccia ella animo a tirare innanzi, che s'aprirà un di
qualche via per ritornarsene a godere la quiete in questa città: cosa dolce
massimamente a chi è stato lungamente immerso ne gli strepiti del mondo.
2500 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'/'SS-
Abbiamo i pellegrini fermi; ed è anche seguita pace fra loro, avendo
una notte dormito insieme a Rivaltella. Credevasi, che la serenissima vo-
lasse poi rivedere Reggio; ma finora non si sa che l'abbia fatto. Pare che
si mediti un viaggio a Napoli; e però mi rallegro con V. P. reverendis-
sima, che non avrà da incomodarsi a servirli costi.
Rassegnandole il mio ossequio, mi confermo, di V. P. reverendissima.
2412.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.-^^ MARGHERITA in Monleale.
Modena, 22 Novembre 1725.
Raccolta Palmieki, S. Paolo, Roma.
Non mancherò di trarre a fine l' affare del signor marchese di Villa-
franca ; e intanto accaso a V. S. illustrissima la ricevuta del saggio delle
sue note al Ventwa. Per ora non siam vicini a dar fuori questo autore:
con tutto ciò avrei caro ch'ella disponesse, rivedesse e ripulisse le note
spezialmente nella ortografia, che ve n'ha bisogno. E per maggiormente
assicurarsi della latinità, non sarebbe se non bene che le desse a vedere
a qualche suo dotto amico. Poi onori anche me di mandarmele, acciocché
le possa accennare se v'ha cosa che possa dispiacere. Per ora le dico
che a' signori Genovesi darà nel naso quanto ella dice con ragione intorno
alla lor chimerica indipendenza; e forse non si vorrà permetterne la
stampa da i nostri amici, per non disgustare senza necessità quella na-
zione. Nella prefazione al Caffaro io gli aveva un poco tocchi; ed è biso-
gnato che lo lasci cancellare; tanto strepito s'è fatto. Ninno di noi s'è
messo in quest'opera per far la corte a gli oltramontani. Al più al più
si dovrebbono tasteggiar queste corde con dilicatezza, e non con la sciabla
come fa V. S. illustrissima. Se volesse di poi tornare a Genova, se ne
avvedrebbe. Per Firenze può passare, perchè la lite è in piedi. Del resto
veggo la di lei mente e penna sono molto abili a sì fatte materie; ma di
nuovo mi raccomando per la brevità; che, tra gli altri, il signor Fiscale
Riccardi mi ha fatta gran guerra per le tante note; e di queste spezial-
mente s'ha men bisogno ne gli autori che a noi s'accostano.
Rassegnandole con ciò il mio rispetto, mi confermo, di V. S. illu-
strissima.
Quando mi favorisce di scrivermi, meglio sarebbe che a dirittura
m' inviasse le lettere, per minore aggravio, al padre Lazzarelli, residente.
-1*735] A GIACINTO VINCIGLI 2501
2413.
A GIACINTO VINCIGLI* iu Perugia.
Modena, 23 Novembre 1725.
BiBuioncA DEL. SraiMARio, Pesaro, edita [106].
Mille grazie a V. S. illostrissima, che non contenta di aver fatto onore
al mio nome nell'ultima sua fatica in commendazione dì codesti dignis-
simi religiosi della Madre di Dio. ha invece voluto me a parte dell' opei"a
stessa, che ho ricevuto dalle mani del nostro signor marchese Orsi. Dove
ho io mai meritato tanti favori? Noi so. e neppure debbo cercarlo, da che
ne è l'unica cagione la di lei somma gentillezza, che non è inferiore alla
varia, e scelta sua erudizione. E pure non si ferma qui il genio generoso
di V. S. illustrissima, giacché mi fa sperare anche qualche aiuto alla mia
gran Raccolta, per cui potrà maggiormente accrescersi la gloria della di
lei nobil patria, e venir giovamento alla Repubblica delle Lettere. Mi
terrò certamente fortunato, se per mezzo di lei potrò illustrare la memoria
di due gran capitani perugini, e non mancherò di far sapere in tal occa-
sione al pubblico, qual sia il di lei merito, e quante obbligazioni io le pro-
fessi. Del resto mi rallegro con V. S. illustrissima perch' ella, in mezzo alle
sue pubbliche occupazioni, trovi il tempo di arricchire il pubblico con eru-
dite, e geniali fatiche; e desidero, che qui non si fermi la carriera del-
l'ingegno suo, e che anzi ella pigli qualche argomento di maggior mole,
colla sicurezza che in tutto ella comparirà quel valentuomo, e studioso
signore ch'ella è.
Desiderando poi questo Soliani librajo di riscuotere un suo credito
costi col Venturini, altro librajo, per libri a lui inviati negli anni addietro,
e avendomi per avventura pregato jeri di raccomandare costi ad alcuno
questo suo affare; mi perdoni V. S. illustrissima s'io prevalendomi della
di Lei benignità la supplico di voler fare i passi occorrenti a fine d'in-
durre il Venturini al dovere. La giustizia è ch'egli o paghi i libri, se gli
ha venduti, o se non gli ha venduti li restituisca. Mi dice esso Soliani
d'avere scritto più volte e di costà gli sono stati solamente esibiti libri
in cambio, cioè libri inutili, e che il Soliani non saprebbe vendere. Non
tocca al Venturini il farsi le leggi a suo modo. Ora V. S. illustrissima
che costi ministra la giustizia a tutti, farà ben proprio per farla inten-
dere a codesto librajo, e per costringerlo ancora alla soddisfazione do-
vuta. La supplico di tal grazia; ma più la supplico di ammetter me nel
* Responsive in Archivio Soli MuratoH ( R. Bibl. Est. ), n.° 31 da Perugia 1724-'42.
2502 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*?S5-
numero de' suoi servi, siccome già sono de'suoi estimatori, e di comin-
ciare ad onorar me de' suoi comandamenti, col vivo desiderio de' quali, e
con tutto l'ossequio, mi protesto di V. S. illustrissima.
2414.
A BRANCOLINO BRANDOLINI in Forlì.
Modena 27 Novembre 1725.
Archivio dall'Aste Bkanuolini, ForlL
Nel rivedere e pi'eparare per le stampe la Storia di Forlì, di cui
V. S. illustrissima con tanta bontà mi favori, ho osservato, che vi manca
un grande squarcio dal settembre dell'anno 1279 fino all'anno 1281 o 1282
e siccome nel corso di qnegli anni essa Storia procede con belle notizie
e assai diffusamente con dare gran lume alla cognizione di que' tempi per
la Romagna, cosi mi duole assaissimo d' aver trovata essa Storia mancante.
In si bella occasione io ne scrivo a V. S. illustrissima per pregarla di
fare ogni possibile diligenza in cercare, se si trovasse via di supplire
essa lacuna, la quale farà restare molto mortificata la curiosità de' lettori,
e massimamente perchè di que' tempi non s'ha altra Storia si utile, come
quella di Torli. Porse potrebbe esservi qualche altro testo intero, e non
difettoso per quegli anni; e se vi fosse, noi faremmo un bel regalo al
pubblico, supplendo essa lacuna, e ne verrebbe maggior onore a cotesta
nobil città. So per pruova, fin dove arrivi il genio generoso e erudito di
V. S. illustrissima, e però con tutta fidanza la prego di questo favore.
Non dimentico la richiesta da lei fattami del documento di Malvicino,
e l'ho anche cercato, ma senza trovarlo, non perchè si possa essere smar-
rito, ma perchè non mi sovviene, in qual cassa io l'abbia messo. Subito
che potrò respirare, la servirò. Intanto, con rassegnarle il mio rispetto, e
pregarla di riverir divotamente in mio nome il dottissimo padre abate
Canneti, mi ricordo, di V. S. illustrissima.
2415.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 29 Novembre 1725.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, tdita [176j.
Ben giunta V. S. illustrissima dopo un poco delizioso viaggio, ma
che però si può dimenticare, da che con tutta felicità e sanità si è arri-
vato alla patria.
-1*735] A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2503
Perchè il l'ossio, ch'io aveva davanti agli occhi nel fare la prefa-
zione a Rolandiìio. aveva detto quanto occorreva di quel Pietro Gherardo,
non mi venne voglia di dirne altro. Ma giacche ella crede ben fatto il
toccare qualche cosa, metterò qui, se avrò tempo, due righe da aggia-
gnere alla prefazione: se no, mi favorisca ella di farle per me.
Poco frutto vo io sperando da cotesti testi di Rolandino; ma poiché
si hanno, avrò gusto che si faccia una nuova collazione, a condizione però,
che V. S. illustrissima si pigli ella cotal briga. Perciocché debbo confes-
sarle che ho veduto in altre storie collazionate costi delle varie lezioni
inutili adatto, ed anche spropositate, e ciò perché ci vuol gran giudizio a
sapere scegliere ciò che va preso e ciò che va lasciato, e distinguere gli
errori de' copisti dalle parole degli autori. Il signor Argelati è da lodare
per la sua pazienza, ma non ha quanto occorre per si fatto criterio. È
necessario uno di professione, come è V. S. illustrissima, e però mi racco-
mando. Molto più avrò caro che sia collazionato il Monaco Padovano, perchè
nulla ho io avuto da conciargli o adornargli la giornea.
Ma, per conto de' versi del Mussato, per me lascerei stare tanta fa-
tica, perchè que' versi pochi o ninno li vuol leggere. Gli ho ancor' io, e
spezialmente la tragedia, e mi stuccai, e lasciai andarne il confronto. Tut-
tavia s' ella vuol farlo, lo faccia.
Quella cronaca di Padova che giugne fino al 1520 non può in conto
alcuno convenire al nostro disegno. Quell" altra del Castellari stampata
nel 1506 bisognerebbe che ne avessi un po' più di lume. Ne ho rifiutate
altre di quella città per non venire in fastidio ai lettori, con dire e ridire
le stesse cose. E, dopo la caduta de' Carraresi, quella città nulla ha dato
di raguardevole. Per altro ho anch'io quella cronaca ms. Chnniuni regi-
tninum fino al 1399 in questa biblioteca, e l'ho fatta copiare, ma senza
aver finora determinato se l'abbia a stampare. Parimente ho dalla stessa
biblioteca quel Trattato delle famiglie di Padova, ma questo non ho gran
voglia di darlo fuori, perchè non ha cose che servano all' erudizione e
contien notizie troppo particolari ed anche poco antiche. Ma v'è tempo di
pensare. Finalmente mi sono chiarito : Sozomeno è autore del 1410 e anche
più in qua. L' ho in mano e il suo meglio, cioè tutto il secolo XIV, manca
all' Ambrosiana Parò io copiare quello che crederò a proposito, cominciando
dove troverò che dica qualche cosa di nuovo. Per altro i testi dell'Am-
brosiana nell'antico sono più difiusi di quello che è venuto a me: ma
questo a nulla serve. Con rassegnarle il mio rispettto mi confermo di V. S.
illustrissima, che prege de' miei divoti saluti al nostro signor Filippi e
all' amatissimo P. lettore Beretta.
P. S. Ceterum iam lucem vidit, neque semel, Eccelini historia italico
sermone conscripta, cuius auctor fuisse traditur Petrus Gerardus ipsius
2504 LODOVICO ANTONIO MUHATORI [1*735-
tyranni, si Diis placet, aequalis. Veruna imposturam hanc iamdiu disiecit ac
sustulit Gerardus Johannes Vossius in lib. de Historic. Latin, ubi de Ro-
Idndino nostro agit, iudicans Faustum de Longiano expilasse scrinia Ro-
landini ipsius, et quibusdam mutatis atque additis, veluti novum chronicon
evulgasse sub ementito Petri Gerardi nomine. Quare si quis postulet,
quare huiusmodi historiae nullus sit locus in collectione nostra, Vossium
consulat, et mercibus adulteririis abiectis, ad Rolandinum se conferat le-
gitimum scriptorem, et sui temporis acta revera tradentem.
2416.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 29 Novembre 1725.
Archivio Tacoli, Modena.
Non saprei che dii-mi. Se il signor Bonvicini non si sente di servire
i signori di Milano, egli è padrone. Mi scrivono di colà, che poco più di
sei doble è loro costato il rame del frontispizio. Quando sia vero, la di-
manda di altrettanto per ritoccarlo, è troppo alta. Se verrà il rame, in-
tenda V. S. illustrissima, se io debba inviarlo costà, acciocché almeno lo
vegga ed esamini: che in fine egli avrà la podestà di rimandarlo, senza
farne altro.
Attendo la vignetta dell' Arme estense, e prego V. S. illustrissima di
sborsar tosto i quattro filippi, de* quali la rimborserò.
Bene è stato, eh' ella faccia autenticare tutta la stampa del suo libro,
e rassegnandole il mio rispetto, mi confermo.
2417.
ALLO STESSO in Reggio.
Modena, .3 Dicembre 1725.
Archivio Tacoli, Modena.
Già è in mia mano la vignetta intagliata dal signor Bonvicini, che
sta egregiamente, a riserva di un aestensis eh' egli ha fatto in vece di
ESTENSis. Qui vedrò, qual rimedio vi si possa' trovare. Intanto prego
V. S. illustrissima di ringraziare esso signor Bonvicini del buon lavoro,
e della sollecitudine, e insieme di sborsargli senza dilazione quattro fi-
lippi eiìettivi. e inoltre di dargli cinque lire di cotesta moneta per la lastra
del rame, eh' eorli ha fatto fare : eh' io la rimborserò, o con rimetterle lo
-IT* 351 A. NICOLA T AGO LI 2505
stesso danaro, o pure, se a lei non incresce, potrà ritenerselo nel riscuo-
tere maggior somma a me dovuta da cotesto conduttore della carta, per
conto del signor marchese d' Este : del che la supplicherò in breve. In-
tanto, con ratificarle il mio rispetto, e pregarla de' miei rispetti al signor
abate Badia, se avrà occasione di vederlo, mi ricordo.
2418.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 6 Dicembre 1725.
Archivio Soli ì£cratori {K. Bibl, Est.), Modena.
Mi disse qualche cosa il signor abate Papotti delle richieste fatte da
V. P. reverendissima di una copia della Piena Esposizione; ma io pieno
fino alla gola d' intrighi non vi pensava. Saggiamente ella ha fatto a ri-
cordarmelo: e però oggi non passerà, che la medesima sarà in mano del
P. Miari a disposizione di lei.
Per la stessa ragione non ho io né pure fin' ora soddisfatto al debito
che mi correva d* inviare a Mantova quelle opere eh' ella mi commise pel
signor barone Bonoff. Ma si è aggiunta anche 1' altra, cioè la mancanza
d' occasione, che le porti colà, perchè non è cosa da consegnare al cor-
riere di S. A. S. Farò nondimeno ogni diligenza per soddisfare anche in
questo a gli stimatissimi suoi comandamenti.
Qui per ora nulla di nuovo, se non la stagione ostinata in imperver-
sare, e che ci fa stare in continui timori per gli fiumi. Si fanno perciò
pubbliche orazioni. Ma più ne fanno i ferraresi.
Con che ratificandole il mio rispetto mi confermo, di V. P. reveren-
dissima.
2419.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 9 Dicembre 17S.
Archivio Tacoli, Modena.
In risposta alle ultime due di V. S. illustrissima, la ringrazio de' quattro
filippi per ma pagati al Bon vicini, e per le lire 5 in pagamento del rame,
le quali vanno pel ramare, che ha data la lastra. Già il Soliani diede per
ordine mio conto a lei delle lire 87 pagate costi al signor conte Guicciardi»
mettendole in dififcalco del di lei debito per la stampa. Ora farò darle
conto del suddetto sborso fatto al Bonvicini. Ma ella mi dà un debito di
2506 LODOVICO ANTONIO MURATORI [IT'SB-
lire 5fi. che dice pagate per conto mio al suddetto signor conte, e queste
non so cosa sieno, e temo che sia seguito qualche equivoco. Per lii*e 42 di
Milano gli sborsò V. S. illustrissima alla prima lire 84 di Modena. Poscia
avendo egli detto, che il- suo credito era dì lire 43 e alcuni soldi di Mi-
lano, la pregai di compiere tal somma, e questa in tutto venne ad ascen-
dere a lire 87 di Modena. D'altro non so. E però la prego di rivedere
questo conto, e d' intendersela ancora col signor conte Guicciardi, il quale
come ho detto, non era creditore, se non di lire 43 e soldi, moneta di Mi-
lano, e se ha avuto di più, deve rimborsarla. Credo però che 1" equivoco
sia : ohe V. S. illustrissima pensi d' avere pagato al Bonvicini 4 altri fìlippL
de' quali la pi'egai per la prima vignetta; ma questi glieli mandai io stesso
per mezzo del signor Antonio Re. ed ella poi non li sborsò.
Mi credeva, che il Soliani le avesse già inviato il conto della stampa.
È un gran pigro. Tornerò a sollecitarlo.
Il rame del frontispicio, per quanto intendo, sen viene, e mi dispia-
cerà forte, se il signor Bonvicini non potrà servire que' signori di Milano,
giacche gli ho condotti ad esibire 15 filijìpi per tal fattura, e se fosse
creduto costi, che non bastassero, m' ingegnerei di ottenere qualche cosa
di più. Intenda, di grazia, se io debba mandarlo costà, affinchè lo vegga,
ed esamini. Occorrendo, si farà, che cotesto signor Governatore il liberi
da precedenti impegni. Giacché l' autentico della di lei opera intera è fatto,
credo anch' io, che sarà bene lo stamparlo.
Vedrò la scrittura da lei fatta per distruggere la voce del preteso
gius de' canonici regolari sul di lei priorato. Mi sovvien però che in varie
Bolle è detto Oi'dinis S. Augustini.
Mando inchiusa a V. S. illustrissima la ricevuta del danaro, che mi
dee cotesto conduttore della carta al prossimo Natale, benché dovuto a
me dal signor marchese d' Este fino dal 29 settembre scaduto. Mi onori
di grazia di parlargliene per tempo, acciocché sia disposto al pagamento,
e, in caso di qualche difficultà. io possa scrivere a chi si deve.
Ratificandole il mio rispetto, mi confermo.
2420.
A CARLO BORROMEO ARESE in Milano.
Modena, 12 Dicembre 1725.
Archivio Borromeo Arese, Milano, edita [1^].
Eccellenza.
Doveva essere felice per me 1' autunno prossimo passato, perché mi
prometteva la consolazione di poter inchinare T E. V. nel sospirato di lei
-IT^SB] A MAUBO ALESSANDRO LAZZARELLI 2507
passaggio per Modena ; ma svani ben tosto V apparenza della mìa buona
fortuna. Mi vo nondimeno tuttavia lusingando, che la primavera vegnente
m'abbia da portare questa consolazione. Intanto mi permetta V. E., ch'io,
in occasione delle prossime sante feste, le paghi il tributo del mio os-
sequio, cou augurarle tutte le benedizioni del cielo, e con rallegrarmi seco
della prospera sanità, e che il crescere degli anni non abbia potuto finora
scemar punto la vivacità della mente e la continua applicazione ai grandi
affari. Io so tu\to questo; ma sospiro il contento di chiarirmene io stesso
co' proprj occhi, e di poterle confermare in voce quel non mai interrotto
costantissimo ossequio, e mi permetta eh' io lo dica, tenerissimo affetto, che
conservo e conserverò fino alle ceneri per V. E. Con tali desiderj unisco
le mie più ferventi preghiere per la continuazione della sua gran padro-
nanza, e facendole riverenza mi rassegno, etc.
2421.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 13 Dicembre 17^.
Archivio Soli Muratori , K. Bibl. Est.), Modena.
Veggo quanto a V. P. reverendissima ha risposto il corrispondente
del libraio, il quale applicherebbe alla compra de' miei Anccdoti, e som-
mamente la ringrazio della bontà, con cui assiste a questo mio interesse.
Non ho difficultà di rilasciare i due primi tomi per quattro paoli e mezzo,
benché sia indubitato, che il Manfrè li paga a me in denari contanti cinque
paoli. Darò ancora al medesimo prezzo di paoli quattro e mezzo i due ul-
timi, de' quali ho qui una grossa balla. Di più darò a cotesto corrispon-
dente quel profitto, che V. P. reverendissima, secondo la sua prudenza,
giudicherà a lui dovuto. Ma il punto sta, ch'io non voglio pensare a porto
alcuno, o ad altra spesa. Cioè darò i tomi primi in Milano, e gli altri in
Modena. Con tali premesse vegga la di lei bontà, se può seguire il con-
tratto.
Da baratto in libri, io volentieri starei lontano, perchè in mano di
persona, che non può applicarsi allo spaccio d'essi, poco o nulla sareb-
bono altri libri; e parmi difficile, che fossero esibiti libri di mio uso e
piacere. Tuttavia quando il primo trattato non si potesse, siccome io più
di tutto bramerei, concludere in bene; allora si potrà dare orecchio all'altra
proposizione. Non si stanchi V. P. reverendissima di compartirmi le grazie
sue, per le quali le resterò infinitamente tenuto.
Siamo senza novità ! Un poco d' incomodo, ebbe il Padron serenissimo
ad un' occhio ieri 1' altro ; ma si fa oggi per ordine suo nella mia Chiesa
2508 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'T'SS-
solenne festa di S. Lucia, e cosi spero, che in breve sarà dileguato ogni
malore. Rassegnandole il mio inalterabil rispetto, mi confermo, di V. P. "
reverendissima.
2422.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 13 Dicembre 1725.
' Biblioteca Ambrosiana, Milano, eàita [106].
Rendo ben vive grazie a V. S. illustrissima per la lettera del signor
Grottlieb di Lipsia, dispiacendomi solamente che abbia recato a lei questo
incomodo, quando poteva scrivere anche a me direttamente. Giacché egli
fa tanta premura pel- confronto di Lucano, di C. Cesare e di Plinio il
giovane, ella vegga di consolarlo e di fare onore all' Ambrosiana e a lei in
quelle contrade.
Godo che riesca fruttuosa la collazione di Rolandino, ma più godrò
deir altra del Monaco Padovano. Quanto al Mussato, son d'accordo con esso
lei, che a nulla servono que' suoi versi, e fui anch'io molto dubbioso se
dovessi lasciarli correre. Ma determinai che si, prima perchè v' ha qualche
pezzo d" isterico, ma più perchè i lettori abbiano tutto quell' autore senza
cercarlo altrove, e con lamentarsi perchè si sia mutilato ciò che già era
stampato. Per questo lasciai correre que' due opuscoli volgari di Camillo
Pellegrino.
La prefazione al Monaco Padovano V ho certamente fatta ed anche
inviata, e si troverà; o, prima di chiudere le lettere, la trasmetterò, do-
vendosele aggiugnere il merito che avrà V. S. illustrissima per l' aiuto
dato coir Ambrosiana a questo autore.
Non è più da mettere in dubbio quanto le ho scritto dell' età di So-
zomeno. Egli nomina sé dopo il 1400.
La scoperta poi ch'ella ha fatto della storia di Lucca del Cambi
m" ha rallegrato forte, perchè nulla ho io potuto scavare da quella città,
scoglio fatale per tutte le repubbliche. Purché sia autore che abbia scritto
prima del 1500, sarà ottimo. Ma vegga bene se può trovare la prima parte.
Quando non 1' abbia costi, io nulla spero da Lucca.
Sempre al nostro p. lettore Beretta un dolce saluto da parte mia. E
io sempre con tutto l'ossequio, etc.
-l'assi A. laOOLÒ DOMENICO MUZIO 2609
2423.
A NICOLÒ DOMENICO MUZIO* in Genova.
Modena, 14 Dicembre 1725,
Baccolta Ahcoxa, Milano.
Fra le molte obbligazioni eh' io professo al buon cuore del signor dot-
tore Bonaventura de' Rossi, una delle più gravi si è quella di aver non
solo introdotto me nel cortese pensiero di V. S. illustrissima, ma anche
procurato a me delle grazie singolari, prima eh' io pur le chiedessi alla
di lei bontà. Con tutta fiducia dunque mi presento a lei, si per offerirle
con espressa dichiarazione la mia servitù ed amicizia, e si per ringra-
ziarla, siccome debbo, per tempo de i favori ch'ella mi fa sperare per la
grande impresa, eh' io ho per le mani in prò e gloria di tutta l' Italia. Al sa-
pere quanto si stenda la di lei erudizione nella storia, e ne' riti de' secoli
di mezzo, e massimamente in una città sì illustre, certo ch'io mi sono riem-
■ piuto di gioia, e tanto più da che mi son veduto aperto 1* adito alla stessa
sua amicizia e corrispondenza, attribuendo a mia gran fortuna il commercio
co' pari suoi che sono ben rari in Italia.
Or dunque, giacche presento la benigna disposizione di V. S. illustris-
sima di prestarmi l' antico e forse originale suo testo a penna della storia
de i due Stella, eccomi a ringraziarla sommamente di questo, e a dirle,
che. mercè di lei, si farà un bel servigio alla repubblica letteraria, e a gli
stessi due Stella, perciochè il manoscritto di cui mi son io servito, è scor-
retto in molti siti ; e, benché io abbia procurato di conciargli 1' ossa, tut-
tavia sono restati alcuni passi bisognosi di medico, e con tale aiuto si ri-
medierà a tutto, e si farà un' edizione d' essa storia, che sarà d' onore a
cotesta nobil città. Per me bramerei che cotesti signori fossero persuasi,
eh' io non ho seconde intenzioni in questa impresa, ma solamente desidero
la gloria di tutti; e spezialmente poi la bramo di Genova, che da tanti
secoli ha fatto e fa si bella figura nella nostra Italia. H Caffaro è autore
che sarà di sommo credito a Genova, siccome V ho protestato nella prefa-
zione. Jacopo da Varagine era un buon' uomo : tuttavia anch' esso accre -
scerà la fama alla di lei patria; e molto più poi le verrà gloria dalla
storia de i due Stella, che hanno continuato le notizie quasi un secolo e
mezzo di poi. Non bisogna aver paura de' vecchi autori, i quali solamente
possono contribuire a far onore alla lor patria ; poiché il tempo ha stabi-
liti i domini ; e se v' è alcun potente che non vogUa rispettare le prescri-
* Responsive in Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), n," 8 da G-iiova 1725.
Epistolario di Lodovico Antonio Curatori — VoL VI, 159.
2510 LODOVICO ANTONIO MURATORI • [±'735-
zioni. questi ha in fastidio e storie, e ragioni, e carte; e solo ascolta la
cupidigia sua ; e allora bisogna pensare ad opporre cannoni a cannoni, che
a questi tali queste sole sono le buoni ragioni.
Cosi potessi io avere ancora un qualche storico che avesse continuata
la storia di Genova fino al 15(X), e fosse allora vi vuto; che cosi Genova
farebbe una tal comparsa nella mia Raccolta, e per conseguenza nel mondo,
con autori tanto antichi, e si continuati, che niun altro la potrebbe pa-
reggiare, e a quest'ora ninna la pareggia nella gloria del Caffaro e de' suoi
continuatori. Mi è stato sommamente caro l' intendere che il sig. marchese
Gio : Luca Pallavicino '. cavaliere per cui ho io tanta venerazione, e il quale
ha tanta bontà per me, abbia presa l' incumbenza d' inviare il suddetto
manoscritto di V. S. illustrissima a Milano, perchè così maggiormente
m' assicurerò del sicuro trasporto colà, e della restituzione. Può inviai'lo
al signor Goffredo de' Filippi, o pure al signor marchese Teodoro Trivulzio
dignissimo cavaliere di Milano, che ambedue saranno fedeli depositari del
medesimo, e il primo spezialmente sarebbe egregio per la collazione de' testi.
Prego V. S. illustrissima di portare per questo i miei ringraziamenti ed
ossequj al medesimo signor marchese Gio : Luca. E qui. offerendo tutto
me stesso....
2424.
A LUC ANTONIO GENTILI in S. Marino. •
Modena, 19 Dicembre 1725.
Biblioteca del Seminario, Pesaro, edita [108].
Con quanta bontà V. S. abbia procurato per l' addietro di prestar
favore ai miei disegni letterarj, l'ho riconosciuto: ma ora maggiormente
lo tocco con mano, al grato avviso, che già ella sia per inviarmi la cro-
nica a lei capitata, e insieme i diplomi di Cagli ch'ella ha già ricevuto.
Di cosi dolce nuova le rendo ora vivissime grazie, e mi raccomando ben
premurosamente, acciocché ella scelga una via sicura per farmi giugnere
tutto. Se si potessero inviare a Bologna, e farli consegnare in casa del
sig. marchese Orsi, crederei che questo mezzo fosse a proposito. Ma mi
rimetto alla di lei prudenza, ed attenzione. Nuli' altro soggiungo intorno
alla cronaca più antica, che a lei fece sperare il sig. conte Berardi, perchè
veggo, ch'ella vi pensa molto per me. Aveva io scritto a Lucca per ot-
tenere la vita latina di Castruccio, giacché la traduzion volgare, ch'io ho
stampata, non serve all'intento mio: ma non ne ho ricevuto risposta. E
però, giacché V. S. mi fa sperar copia di quella, che fu a lei indicata, la
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori (7?. Bibl. Est.), n.° 9 da Genova 1721 - '26.
-l'assi AD AZZO FEDERICO MALASPI^fA ESTENSE, ECC. 2511
prego di trattare, come io possa essere favorito. Se non vi sarà chi si pigli
tal cura, pagherò io il copista.
Se il sig. Bonclerici mi vorrà comandare qualche cosa, son qui pronto
a servirlo, bastandomi il solo cenno di lei per corrispondere a lui, e cre-
derlo persona di merito.
Da lei solo ho riscontro del sinistro caso avvenuto in Perugia nella
ricerca di quelle antichità. Ne ho provato un sommo dispiacere. Bisogna
bene, che si sia proceduto colà con troppo poco riguardo, e si sia data
gran gelosia, quasi si cercassero memorie contro lo Stato. Aveva io avvi-
sato il sig. Orazio Baglioni, che procedesse con cautela, perchè v'era in
Perugia un gentiluomo, il quale attraversava i miei disegni. Non dee egli
averne fatto caso. Pazienza.
Quanto all'interesse di V. S., esso è tuttavia in sospeso, perchè il
sig. conte di Collalto si era invogliato di avere persona, che è in Milano
dotta in Greco, e quantunque avvisato, che questa non voleva muoversi di
colà, pure non desiste dalla speranza di ottenerla; e però non risolve alcun
altro partito, e spezialmente per V. S. che se gli è rappresentata con tutto
il merito. Spero eh" egli smonterà, e darà più orecchio da qni innanzi. In-
tanto ella sopporti il tedio di cotesta scuola, e la poca gratitudine di chi
ora l'impiega. Vorrei, che da me dipendesse ogni suo avanzamento; ma
quella benedetta fortuna ha il ciuffo corto, e non vi lascia si facilmente
metter mano. A Dio piacendo, la coglieremo.
Con augurarle felicissime le sante Feste, e ratificarle la mia vera os-
servanza, mi rassegno, di V. S.
2425.
AD AZZO FEDERICO MALASPINA ESTENSE DI VILLAFRANCA *
Modena, 20 Dicembre 1725.
BiBuoTSOA EsTSBSK, Modena, edita [174].
Ecco a V. S. illustrissima quanto io ho ideato per la patente o sia
diploma, che ho comunicato al Padron serenissimo, e non gli dispiace.
« È sempre stata riguardata con occhio di molta stima e singolare
parzialità la famiglia e linea de' marchesi Malaspina di Villafranca, sic-
come quella che discende da Obizzo marchese potente, famoso nella pace
di Costanza, e che, oltre all'antichissima e riguardevole sua nobiltà, è fio-
rita sempre non meno per valorosi personaggi, che per illustri parentele
contratte con Luigi Gonzaga primo signore di Mantova, e coi conti di
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), n." 24 da Carpi 1724 -'45.
2512 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*735-
Montefeltro padroni d'Urbino, e con Castruccio duca dì Lucca, e in oltre
per varii dominii da lei goduti da tanti secoli in Lunigiana, signoreg-
giando essa tuttavia colà i marchesati di Villafranca, Villa, Virgoletta e
Rocchetta, dipendenti dal solo S. R. Imperio. Ma specialmente ci sentiamo
noi mossi da particolare affetto verso il marchese Azzo Federigo Mala-
spina, capo oggidì d'essa linea, al considerare ch'egli discende dalla si-
gnora Laura Estense, già moglie del marchese Bartolomeo di Villafranca,
e madre del marchese Annibale avo o bisavolo del predetto vivente mar-
chese Azzo Federigo, donna di molta considerazione presso i Serenissimi
signori duca Cesare nostro bisavolo e Alfonso III nostro avolo ; e insieme
al riflettere, quanta sia sempre stata e sia tuttavia l' affezione e l' attacca-
mento del suddetto marchese Azzo Federigo e de' suoi maggiori a noi e
ai serenissimi nostri Antenati. E però, desiderando noi di dare al mede-
simo marchese Azzo Federigo di Villafranca un vivo contrassegno ed at-
testato della nostra parziale benevolenza e stima alla sua persona, e di
maggiormente far palese al pubblico i favorevoli nostri riguardi verso la
sua nobil Casa: di moto proprio, di certa scienza, col tenore delle presenti,
concediamo al medesimo e a tutti i suoi discendenti maschi legittimi e
naturali la facultà di usare da qui innanzi il cognome Estense, e di unirlo
con quello della famiglia Malaspina, etc. ».
Avverta V. S. illustrissima che dice Estense: che cosi, e non altri-
menti usano le due altre nobili Case, alle quali sole la serenissima Casa
d'Este ha conceduta questa prerogativa, e le quali sogliono anche ante-
porre l'Estense al proprio cognome.
Starò attendendo, se abbia ella altro da soggiungermi, acciocché io
poi possa dar compimento alle benigne intenzioni del Padron serenissimo.
E intanto, con augurarle dal cielo ogni più desiderabil benedizione in oc-
casione del prossimo santo Natale, le rassegno il mio costantissimo ossequio,
e mi confermo.
2426.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.^* MARGHERITA in Monleale.
Modena, 20 Dicembre 1725.
Raccolia Palmieki, S. Paolo, Roma.
Dispensi l'Altissimo e benefico Signor nostro Iddio a V. S. illustris-
sima tutte le sue benedizioni in occasione del prossimo santo Natale, per
ricompensa ancora di que' benigni augurj ch'ella mi ha fatto godere.
Ho letto quanto V. S. illustrissima esprime intorno al già detto per
gli signori genovesi, e quanto ultimamente ella aggiugne iutorno alla cit-
tadinanza presa ne' secoli addietro da signori possenti. Nelle Antichità
-1T35] A COSTANTINO GRIMALDI 2513
Estensi anchMo dissi ciò che occorreva circa il fatto del marchese Aldo-
brandino d'Este. e la guerra a lui fatta da' padovani. La verità si è che
le repubbliche in que' tempi fecero quanto poterono per sottomettere al
loro dominio tutti quanti i conti e magnati, che erano lor vicini e dipen-
devano dal solo imperio: e venne lor fatto per lo più. Il Papa e l'Impe-
ratore riconobbero ingiusta la guerra de' padovani.
Vorrei pur udire che V. S. illustrissima avesse dato buon assetto
a' suoi interessi, parendomi d'avere udito che sia cessata la pensione, e
che per conseguenza ella non abbia da pensare se non a sé stessa. Una
vernata col nostro sig. marchese Alessandro Botta la crederei anch'io una
dolce villeggiatura. E vorrei pure che finisse una volta cotesto suo romi-
taggio, ed ella si trovasse con più comodità di libri per meglio esercitare
il suo felice talento.
Debbo ora dirle in confidenza, che il sig. dottore Bonaventura de" Rossi
mi significa che bramerebbe pur egli di poter pubblicare le memorie da
lui raccolte intorno alla nobil Casa Malaspina, figurandosi che V. S. illu-
strissima non sia per mettere in luce sotto il di lei nome le fatiche da lui
fatte intorno a questo argomento. Mi prega che gliene scriva; e sopra di
ciò mi favorisca di notificarmi il suo disegno.
Son dietro a ultimare la faccenda del sig. marchese di Villafranca. e
rassegnandole il mio inalterabile rispetto, mi confermo, di V. S. illustrissima.
2427.
A COSTANTINO GRIMALDI in Napoli.
Modena, 21 Dicembre 1725.
Archivio Soli Mi batobi {H. liibl. Est.), Modena.
Mi è stato sommamente caro dall' un canto il ragguaglio che V. S.
illustrissima si è preso il pensiero d' inviarmi intorno alla guerra fatta
costì contro la nuova accresciuta edizione, ch'ella aveva intrapresa delle
sue lettere apologetiche, ma dall'altro canto mi è riescito disgustoso di
molto r intendere l' infausto esito, che ne è venuto. Se i monarchi costu-
massero, siccome sarebbe più proprio, che i secolari governassero il seco-
lare, non sarebbe avvenuta questa superchieria a V. S. illustrissima, ne il
pubblico avrebbe perduto nella di lei nobil fatica un rischiaramento uti-
lissimo della controversia mossa da medesimi suoi avversari. Ma Vienna,
come intende ella si fatte maniere di procedere poco usitate costi ? Quando
fosse rimasto in mano di. lei o d'altri, copia dell'opera sua. il male non
sarebbe estremo. Ma se tutto è andato, ha ogni erudito da lagnarsi forte
di quanto è accaduto.
2514 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'7S5-
Mi maraviglio molto, che uon si sia pei'anche veduto costi il tomo VII
della mia Raccolta, che da tanto tempo è uscito. L' ottavo è già terminato
e in breve uscirà.
L'incendio seguito del Palazzo Ducale di Milano è stato la cagione,
che si è camminato adagio nell" anno presente ; ma se Dio vorrà, i torchi
lavoreranno meglio da qui innanzi. Intanto sono a pregare V. S. illustris-
sima che non voglia consegnare da qui innanzi ad alcuno il denaro delle
due copie, che le vengono per conto mio, ma lo tenga ella, e poi mi fa-
vorisca di farlo avere al signor abate Domenico Maria Giacobazzi ministro
del mio Serenissimo in Roma. Delle due copie de' tomi *V e VI, da lei
tanto tempo fa pagate, io non ho potuto finora avere conto alcuno, e ciò
non per difetto di lei. ma per mancanza di chi ha tirato il denaro costì.
Finora non s"è pensato a ristampare il (Jorio della prima edizione, e
se dovrà farsi, si farà solamente nell'ultimo. E però non credo bene, ch'ella
per ora congedi la suddetta prima edizione. A suo tempo ne torneremo a
parlare.
Prego Dio intanto che dispensi a V. S. illustrissima tutte le più de-
siderabili benedizioni in occasione dell'imminente santo Natale, e nell'anno
nuovo : e prego lei di continuarmi il suo stimatissimo amore, e di sommi-
nistrarmi congiunture, nelle quali io maggiormente possa attestarle quel-
r inalterabile ossequio, col quale mi rassegno.
2428.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 27 Dicembre 1725.
AiiCHivio Som Muratori {R. Bìhl. Est.), Modena.
Veggo quanto ha risposto il signor Oairoli intorno al contratto de" miei
Anecdoti, e rendo a lei, e a lui vive grazie della buona intenzione. Sta-
remo ora a vedere, cosa ne riuscirà.
Abbiam qui il serenissimo signor principe dio. Federigo, non troppo
ingrassato, a consolare il serenissimo padre. Cosa abbia a produrre questa
cara visita, tutti vorrebbono saperlo, ma ninno lo sa finora. Progetti di
matrimonio, doni di feudi, sono i prognostici del popolo. Io per me aspet-
terò a fare la decisione, quando avrò veduto. Avrebbe desiderato il pub-
blico di veder qui anche i serenissimi di Reggio, e tuttavia si spera. Ma
finora ninno è comparso.
Ella ci dirà, se abbia fondamento, che la signora serenissima Arcidu-
chessa possa venire a comandare costi. Io intanto, con rassegnarle il mio
ossequio, mi confermo, di V. P. reverendissima.
l'73©] A NICOLA TACOLl '2515
2429.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 27 Dicembre 1725.
BiBUOTKCA Ambroaiaka, Milano, edita [176]
Mi truovo ben io qualche cosa manoscritta di Cesare e di Plinio il
giovane, ma non di molta antichità: e però non potrò servire al buon
genio del signor Gottlieb. V. S. illustrissima che probabilmente avrà costi
de' testi vecchi, vegga di cooperare al pubblico bene, con collazionarli e
aiutare il nuovo editore. Si può discutere in cotesta congregazione d' inten-
denti e interessati, se fosse meglio il tralasciare o pure il ristampare i
versi tutti del Mussato. Ho detto i miei motivi: riferirli e pesarli: ch'io
mi rimetterò alla lor decisione.
Quando non si possa ottenere la parte prima della storia del Cambi,
si ridurrà veramente a poco tempo la storia di Lucca. Comunque però
sia. anche cosi farà al nostro proposito.
Ma io mi veggo bene intricato non poco con Sozorneno a sapere onde
s'abbia a cominciarne la copia. Giugne fino al 1410. e né pur credo
d'averla tutta. Mi lusingava io di poter cominciare almeno fin dove ter-
mina cotesto secondo tomo dell" Ambrosiana. Ma. confrontata la sua fa-
tica colla storia di Gio. Villani, truovo che il buon Sozorneno quasi nulla
dice di più, e va abbreviando ciò che ha distesamente il Villani, la cui
storia egli dovea aver sotto gli occhi, benché mai non la citi, né pur
quando riferisce la morte di lui all'anno 1348. Dopo ancora mi pare che
abbia espilato Matteo Villani. E però a poco si riduce la sua fatica. Avrei
bisogno, e prego istantemente V. S. illustrissima che. pigliando Gio. Vil-
lani, confronti esso col Sozorneno manoscritto d'essa Ambrosiana dal 1250
fino al fine per iscorgere se sia lo stesso costi che qui. In ogni caso farò
copiare da dove termina cotesto manoscritto, e poi si risolverà. Auguran-
dole un felicissimo anno nuovo, con tutto l'ossequio, mi ricordo, etc.
2430.
A NICOLA TACOLl in Reggio.
Modena, 3 Gennaio 1726.
Akcbitio Tacoi.i, Modena.
Ben giunto il rame, ma, quel che é più, ben giunto alle mani cortesi
del signor Bonvicini, il quale mi rallegro che sia per assumere il lavoro.
251G LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*736-
ringraziando io per questo ben vivamente la premurosa interposizione di
V. S. illustrissima. Manderò dunque il frontispicio del primo tomo, ac-
ciocché serva di norma ; ma noi potrebbe ella prestare per ora esso primo
tomo air artefice, supponendo io. che gli occorra di tenerlo tutto il tempo
che durerà il lavoro? Quando non si possa di meno, lo manderò io. In-
tanto scrivo a cotesto signor conte Governatore, perchè interponga la sua
autorità.
Allorché inviai a V. S. illustrissima la ricevuta mia, per la riscos-
sione del consaputo danaro, la pregai d' intendere dal conduttore, se aveva
alcuna difi&cultà. acciocché io potessi provvedere per tempo. Mi dispiace-
rebbe, ch'egli ora cercasse di esentarsi con tali sutterfugi dal pronto
pagamento. In ogni caso allorché egli sarà venuto, la supplico di non
tardare a parlargli, che non s' é mai fatta in tanti anni addietro questa
opposizione.
Bramerei di servirla di quanto ella desidera per la sua scrittura;
ma di presente l'assicuro, che io mi truovo si colmo d'occupazioni, che
non ho momento da fiatare. La parte 2.' del tomo 2." Rerum Italicarum
è quella che mi occupa tutto. Quando avrò un po' d' ozio, vedrò di servirla.
E qui, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo.
Le raccomando la sollecitudine pel signor Bon vicini. Anche il signor
conte Governatore spero che farà lo stesso.
2431.
A NICOLÒ DOMENICO MUZIO in Genova.
Modena, 10 Gennaio 1726.
Abchivio Vaeni, Genova, edita [221].
Non meno dal cortese foglio di V. S. illustrissima, che da un altro
benignissimo del signor marchese Giovan Luca Pallavicino, intendo già
trasmesso e inviato in mani sicure il di lei manoscritto. E però mille grazie
le rendo per questo favore, al quale io corrisponderò con tutta fedeltà, con
fare che il medesimo manoscritto sicuramente ritorni alle di lei mani.
Mi sarà caro al maggior segno d' intendere se si possa trovare e
avere da poter mettere in luce anche la continuazione dello Stella fino
all' a. 1500, poiché cosi vorrebbe cotesta nobilissima Città a mostrare una
storia seguita per tanti secoli: pi'egio che non sarebbe comune ad alcun
altra. Le speranze, che me ne dà la di lei bontà, faranno che io non de-
sista dal supplicarlo di questa grazia, la quale ha congiuntò l'onore della
di lei patria, e della Raccolta mia.
-ITSG] A NICOLA TACOLI 2517
Cerio che s' io avessi avuto ne' tempi addietro quel buon filo, che
lìualmente la fortuna mi ha presentato nella stimatissima amicizia di V. S.
illustrissima, il Caffaro avrebbe potuto uscire più corretto. Ma una tal
balia non 1' ho io mai potuta rinvenire costi ne gli anni passati. Pazienza !
a me basta d'intendere, che le scorrezioni non sieno di sostanza.
Starò intanto attendendo il manoscritto spettante alla nobilissima
Casa Doria, sperando che sia tale da poter comparire, siccome io desidero,
in questo gran teatro. Cosi facessero altri, e si prevalessero di questa si
bella congiuntura per propria gloria, senza lasciarsi condurre dall' igno-
ranza, madre di vane gelosie, e di ridicoli timori.
Ma giacché ella, da quell' ottimo conoscitore che è del meglio, nutre
sentimenti ben diversi, non lasci, eh' io la ne scongiuro, di andare cer-
cando, quali altre antichità restassero costi, dalle quali si potesse accre-
scere l'onore a Genova, e all'Italia ancora, si presso ai nostri, che a gli
oltramonti, e si ai presenti, che ai futuri. Di tutti i favori le resterò io
eternamente tenuto. Intanto ringraziandola con tutto lo spirito di quei,
che già mi ha fatto godere, e pregandola, se vedrà il nostro signor Bo-
naventura de' Rossi, di riverirlo caramente in mio nome, e di dirgli che
in breve risponderò ad una sua. le rassegno la mia vera osservanza e mi
ricordo.
2432.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 10 Gennaio 1726.
Archivio Tacoli, Modena.
In quanto V. S. illustrissima mi aveva insinuato, venne il rame, e
vennero le mie preghiere a cotesto signor conte Governatore; ora intendo
le smanie del signor Bon vicini, e benché sia un pezzo eh' io conosca, che
è difficile trattare con cotesto uomo, ora però maggionnente me ne son
accorto : e se Dio vorrà eh' io mi possa sbrogliare, e sbrogliare anche
lei dal presente impegno, vi penserò forte ad entrar più in ballo. Intanto
la prego di dirgli, che fino a diciotto filippi m' ingegnerò io che gli abbia.
Per di più non voglio né posso impegnarmi. S'egli cosi vuol mettersi al
lavoro, lo faccia, che verso il fine del mese corrente può essere che il
signor Argelati passi per Reggio, e parli con esso lui: e allora egli dirà
le sue ragioni. Se non vorrà: me ne avvisi subito per grazia: che pen-
serò a quello che si dovrà fare. Ho tanti intrichi io, e ne do anche a
V. S. illustrissima per questo : ma con cotesto nomo mi guarderò di averne
per l'avvenire.
S'io avessi saputo per tempo le difficultà fatte da cotesto conduttore
2518 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*736-
della carta pel pagamento, avrei già fatto i passi che occorrevano. Ora
li farò. Intanto ringrazio la sua bontà per gì' incomodi e per le premure,
che si prende per favorirmi. E, con tutto l'ossequio, mi rassegno.
2433.
ALLO STESSO in Reggio.
Modena, 14 Gennaio 1726.
Akciiivio Tacoli, Modena.
M' è dispiaciuto forte quanto è avvenuto al signor Bonvicini con co-
testo signor Governatore. Prego V. S. illustrissima di dirgli per parte
mia, che non si metta alcun pensiero di quelle aspre parole, perciocché
non saranno state dette a lui, ma solo acciocché possa dire a chi l' aveva
impegnato, eh' egli per ora non può favorirli, avendo ordini pressanti in
contrario. Di qui fu scritto, che un tal passo si faceva di concerto con
esso signor Bonvicini ; e però il signor conte Grovernatore non avrà inteso
altro che questo. E sa V. S. illustrissima, se si è stato lontano dalla
forza, perchè s' è fatto fare ad altri il ritratto di S. A. S. e io era di-
sposto a fare lo stesso per cotesto rame, se il signor Bonvicini volonta-
riamente non prendeva a farlo, e non diceva di voler essere disimpegnato
da altri lavori con ordine superiore.
Questo solo può ella dire al signor Bonvicini. Per altro può essere,
che il medesimo strepitasse davanti al signor Governatore, dimenticato di
quanto aveva con esso lui conchiuso, e che perciò il signor Governatore
gli parlasse con rigidezza. Vegga V. S. illustrissima di quietarlo al meglio
che si potrà, tanto che usciamo di questo fango : che a tornarvi, per me,
vi penserò. Ringraziandola intanto delle sue continue premure in favorirmi,
le rassegno il mio rispetto e mi ricordo.
Lascio stare la sopracoperta, e non l'userò se non comanda, perch' ella
paga posta, e io no: che m'accorgo di spesso incomodarla.
2434.
ALLO STESSO in Reggio.
Modena, 17 Gennaio 1727.
Archivio Tacoli, Modena. .
S' io non avessi scarsezza di tempo, vorrei ben fare una fraterna a
V. S. illustrissima, che pensa di portarsi a i bagordi veneti, i quali non
-1*726] A QIACINTO VINCIGLI 2519
80 se sieno divozioni proprie per nn Priore faturo. E calcherei anche la
mano, perchè a me dispiace non poco la lontananza sua da Reggio, a ca-
gione ancora dell' impegno preso col signor Bonvioini, il quale Dio sa con
che fretta lavorerà; quando ella cessi di tenergli li sproni alla vita. Al-
meno lasci buoni ordini, e gli dica, che ho raccomandato al signor Ar-
gelati d'essere da lui nel suo passaggio, giacché da lui dipende la soluzione
delle pretensioni non ancora sopite.
Intanto inchiuso trasmetto a V. S. illustrissima l'ordine del paga-
mento di quanto mi è dovuto da codesto conduttore della carta, con pre-
garla di non perdere tempo a riscuotere tal danaro, e poscia a cercare
occasione sicura per trasmetterlo qua. Di tutti i favori ed incomodi, che
si prenderà, le resterò ben tenuto. E intanto potrà ella ritenere di tal
somma sei fìlippi, cioè L. 84 moneta di Modena, e sborsarli al suddetto
signor Bon vicini a conto della sua fatica. E occorrendo altro, avvisi, che
somministrerò gli aiuti occorrenti a misura del suo operare.
In fretta con tutto l'ossequio mi rassegno.
2435.
A GIACINTO VINCIGLI in Perugia.
Modena, 18 Gennaio 172u.
BiBLioTKCA DEL SmisARio, Pessro, edita [ 106}.
Esercitò ben V. S. illustrissima la solita sua bontà, e gentilezza col
ridurre cotesto libraio Venturini a trovar via di soddisfare questo So-
liani; ed io mi credeva già saldati i loro conti. Ma sappia, che a nulla
ha servito la lettera di lui, perchè questo signor consigliere Paradisi ri-
spose, che aveva de' conti anch' egli con esso Venturini, e non credeva
d'andargli debitore, che di 8 paoli circa. Sicché l'affare è nello stato di
prima, e vi resterà, se non è la di lei bontà, che faccia di bel nuovo
capire al Venturini, non essere questa la maniera di pagare i suoi debiti,
ed il costringa a soddisfare in altra guisa. Io ringranziandola de' favori
già fatti, la supplico di compartirne altri più validi al Soliani, pel quale
anch'io le resterò sommamente tenuto.
Stando io intanto in aspettazione delle altre grazie, eh' ella mi ha fatto
sperare da Perugia, desiderando l'onore de' suoi comandamenti, con tutto
r ossequio, mi confermo, di V. S. illustrissima. '
2520 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*?36-
2436.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 24 Gennaio 1726.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [176].
Da che al nome di V. S. illustrissima ho fatto e son per fare quel-
r onore e quella giustizia ch'io debbo, non so mai come a lei possa parere
in me un genio avverso a questo medesimo nome. Né io ho avuto diifi-
cultà eh' ella faccia anche una prefazione a parte, quando è stato proprio,
quantunque a me spetti una tale incumbenza. Ma per farne una partico-
lare pel Monastero Padovano non veggo esservi bisogno alcuno. Se adunque
a lei pare cosi, mi favorisca di stendere in una lettera a me tutto ciò, che
le parrà bene di dire al suddetto autore, e io l' aggiugnerò come cosa sua
alla mia prefazione. 0 pure stenderò io come ricevute da lei le notizie di
cui mi ha favorito.
Sarebbe certo un bel pezzo per la 2.* parte del tomo II, il Concilio
Ticinese che V. S. illustrissima mi accenna, quand'osso tuttavia fosse ine-
dito. Ma a me sembra d' averlo citato nella Piena esposizione, e che si
truovi presso il Baronio o presso il Labbe. Quando non fosse cosi, lo
prepari pur ella e pel suddetto tomo colla prefazione occorrente, che ben
volentieri sarà da me e da tutti ricevuto questo regalo.
Allorché sarà un po' scemato questo molesto rigore di freddo, la prego
di ricordarsi di fare un po' di confronto tra il Villani ed il Sozomeno. E
intanto, con rassegnarle il mio rispetto, mi confermo, etc.
2437.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 24 Gennaio 172().
Archivio Tacom, Modena.
Con eicesso di bontà ha voluto V. S. illustrissima farmi pagare qui
da Aron Rovighi L. 4!)6 di questa moneta, senza voler ella aspettare di
a^ere riscosse costi le L. 550, dovutemi dal conduttore della carta. Io ho
puntualmente ricevuta da esso Rovighi la somma suddetta, siccome ella
vedrà anche dalla ricevuta eh' io gli ho fatto. Attenderò ancora, eh' ella
m'abbia favorito di sborsare al signor Bonvicini le L. 84 e cosi avremo
saldato questo nostro conto. Intanto mille grazie alla di lei generosa bontà.
1*736] A GIAN FRANCESCO MUSELLI 2521
Godo eh' esso signor Bonvicini lavori ; ma vorrei che la stagione si rigida
non fosse contraria al suo buon volere, ed al bisogno de' signori di Mi-
lano, i quali mi scrivono, che il solleciti per quanto si può. Con rasse-
gnarle il mio rispetto, mi confermo.
Contesso io infi-ascritto di avere ricevute dal signor Aron Rovighi
lire quattrocento sessantasei moneta di Modena, e queste d'ordine del-
l'illustrissimo signor conte Nicola Tacoli, col quale esso signor Aron s'in-
tenderà, ricevendo io tal somma a conto di lire cinquecento cinquanta mo-
neta di Modena, che il suddetto signor conte dee riscuotere di mia ragione
in Reggio. Dico L. 466.
2438.
A GIAN FRANCESCO MUSELLI in Verona.
Modena, 25 Gennaio 1726.
Archivio Capitolabb, Verona, edita [215],
Il non essersi mai più vedute lettere di V. S. illustrissima, mi ha
ben fatto più volte entrare in sospetto di qualche strano impedimento
eh' io non vo' dire ; perciocché so quanto sia la di lei gentilezza, e un si
lungo silenzio non so credere che proceda dalla di lei volontà. Ma non
posso io già più tacere; e ciò per intendere da lei. s'io possa nominarla
nel pubblicare que' Versi sopra Milano, de' quali ella una volta mi favori,
e che si dispongono per le stampe. Anzi in rivederli io ora attentamente,
v' ho osservato delle parole, che mi paiono ben dubbiose, ed avrei pur
caro, che si potesse di nuovo osservare l' antico testo, onde son presi.
Alla lettera G. veggo Alavanis lapidibus, né so cosa voglia dire. Alla let-
tera M. s" ha da scrivere Calimenosque. Alla lettera .S'. bisognerebbe rive-
dere con più diligenza tutto il periodo, che é assai scuro, e sembra difet-
toso. Alla lettera T. fare lo stesso. In vece di Theodosius dovrebbe dire
Theodor US. Se mai V. S. illustrissima può, mi compartisca queste grazie,
e molto più di farmi sapere il suo stato, e perché più non abbia aperto
bocca meco. Io non lascio per questo di conservare una viva memoria
della di lei bontà, e di bramar le occasioni di comprovarle quel vero os-
sequio, con cui mi rassegno di V. S. illustrissima.
2522 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'736-
24B9.
A NICOLÒ DOMENICO MUZIO in Genova.
Modena, 25 Gennaio 1726.
Raccolta Ancona, Milauo.
Giunse felicemente in Milano, mercè della cura che se n' è con tanta
bontà preso il nostro sigaor marchese Gio. Luca Pallavicino, il manoscritto
che V. S. illustrissima si è compiaciuta di prestarmi. Si comincierà a farne
la collazione col mio esemplare, cessato che sia alquanto il rigore della pre-
sente stagione, ed essendosi anche trovato nella Biblioteca Ambrosiana un
altro testo, esso pure entrerà nel confronto, di modo che spero che la
Storia dello Stella, uscirà con tutto decoro e spezialmente a lei se ne avrà
l'obbligazione. Il manoscritto è raccomandato al signor Filippi, persona
sicura, che il rimanderà.
Quando ella non avesse peranche inviato a Sestri il manoscritto spet-
tante alla Casa Doria, crederei più facile e sicuro lo spedirlo a Milano, o
al suddetto signor Goifredo de' Filippi, o al reverendissimo P. Lazzarelli
Residente del mio Padrone serenissimo, in S. Pietro in Gessate. E cosi
potessi con facilità riceverlo io di colà, giacche appunto fra pochi giorni
dee incaminarsi colà il signor marchese Gherardenghi, inviato d' esso Se-
renissimo al nuovo Governatore, e questi potrebbe favorirmi di portarmelo
qua. In ciò mi rimetto alla prudenza sua.
Le rendo poi vive grazie delle notizie de' Continuatori della Storia
Genovese di Bartolomeo Fazio, e Giacomo Bracelli: sono autori famosi;
ma io non ho peranche pensato a valermi delle cose loro, e forse altro non
cercherò che la Vita d'Alfonso. Della guerra di Chioggia ho due o tre scrit-
tori veneziani, che ne parlano a lungo, e non vorrei infastidire i lettori.
Quegli storici dunque che sarebbero più al mio proposito, perchè ve-
ramente hanno continuato gli Aìinali dello Stella sono Gio. Gallo, Gotifredo
d' Albaro^ e Ambrogio Senarega. E però mi raccomando al genio benefico
di lei, e a quello ancora del signor marchese Pallavicino. Chiunque ha zelo
per la gloria della sua patria, dee ajutarmi, acciocché io possa fino al 1500
ed anche fino al 1512 far leggere al pubblico i fatti di cotesta nobilissima
[città]. Oh, sono stati tempi imbrogliati. Che importa? Faranno maggior-
mente conoscere la felicità de' tempi presenti ; e poi tali fatti sono già noti
per la Storia del Giustiniano, e per altro. Sicché vegga ella, come si possa
far questo bene a Genova, e a tutta la i-epubblica de' letterati.
Col pregarla de' miei rispetti al gentilissimo signor marchese Gio.
Luca, e de' miei cari saluti al signor dottor Rossi, le rassegno la mia vera
osservanza
-1*7S6] A NICOLÒ roHLOSiA 2523
2440.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 31 Gennaio 172U.
Archivio Tacoli, Modena.
Mi 8on rallegrato iu intendere dal foglio stimatissimo di V. S. il-
lustrissima, che la sua Venezia quest' anno abbia da essere la Mirandola.
Cosi andrà meglio. e\ ella conserverà più sicuramente il credito della
sua saviezza col tenersi lontana da i divertimenti geniali, e con riserbare
a miglior uso la sua pecunia. Ne verrà a me del vantaggio, perchè in-
tanto ella potrà andare animando il signor Bonvicini alla sollecita conti-
nuazione del suo lavoro. Con queste congratulazioni adunque le rassegno
il mio rispetto, e mi confermo.
2441.
ALLO STESSO in Reggio.
Modena, 6 Febbraio 1728.
Abcuivio T^tcoLi, Modena.
Accuso a V. S. illustrissima la ricevuta de" sei filippi pagati per mio
conto a cotesto signor Bonvicini, con che resta saldato il conto delle
L. 5.50, eh' ella ha riscosso costi di mia ragione. Nuove grazie intanto gli
rendo per gì' incomodi, che s' è preso in favorirmi ; e nuovi complimenti
le fo per la risoluzione presa di cambiare il Carnoval di Venezia con
quello della Mirandola. Prima eh' ella si porti colà, mi onori di fare una
visita attenta al lavoro del suddetto signor Bonvicini, con sollecitarlo,
perchè, ancora a me son fatte continue premure da Milano. Con che, ras-
segnandole il mio ossequio, mi confermo.
2442.
A NICOLÒ FORLOSIA* in Vienna.
Modena, 7 Febbraio 1726.
Masso Civico Crkmokme, tdUa [20B].
A tempo è arrivata la giunta a gli Annali Lambeciani. da che Mon-
signor Gentilotti gli aveva quasi screditati, con dirli prima stampati dal
* La lettera è senza indirizzo; ma si può arguire dalle lettere antecedenti
n.' 2400 e 2403.
2524 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*726-
Duchesne. Ora eh© posso farli uscir fuori con si bel corollario, ben vo-
lentieri corro a ristamparli. Similmente ho trovato molto utile la bella fa-
tica fatta da V. S. illustrissima in collazionare la Storia di Liutprando
co i tre Mss. dell'augustissima Biblioteca, e tutto uscirà, a Dio piacendo,
nella 2.* parte del tomo II, e colle lodi dovute alla magnanima clemenza
di Cesare, al benefico genio del riveritissimo signor cavaliere Grarelli, a cui
scrivo oggi, e alla somma gentilezza di lei, che non cessa di favorirmi, e
di durar tante fatiche per aiutare il mio gran diseguo. Intanto mille grazie
alla di lei bontà. Certo che ristamperò i tre Villani, e Fiorentino Gio: da
me collazionato con un ottimo prezioso Mss. Gli altri sono stati collazio-
nati con due testi antichi in Firenze : laonde . spero che Y edizione mia
andrà innanzi all' altre finora fatte di quegli storici. Bramo ancora di poter
fare lo stesso a Gio: Villani napoletano.
Sia il benvenuto il dottissimo signor Regg." Riccardi, che mi fece
stare in pai-adiso due ore, allorché passò per di qua, e che io sperava di
rivedere nel suo ritorno. La prego di ricordarmegli gran servitore, grande
estimatore : ma egli ancora s' adoperi costi, più che non ha fatto in Na-
poli, per aiutarmi a far onore all' Italia. Con che, rassegnandole il mio
rispetto, mi ricordo, di V. S. illustrissima.
2448.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 7 Febbraio 172d.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [1761.
Stenderò io dunque la prefazione al Monastero Padovano giacché
V. S. illustrissima vuole cosi, ed esporrò come cosa sua le riflessioni da
lei fatte intorno a i due diversi autori di quella Cronica, le quali mi pa-
iono si fondate, che possono dirsi quasi certezze e non già conghietture, a
riserva del tempo in cui fiori il continuatore, il quale non oserei dire che
non fosse contemporaneo.
Quanto m' è piaciuto l' intendere che ella non truovi stampato quel
pezzo del Concilio Ticinese, altrettanto mi duole che intero non s' abbia
in cotesta copia, perché questo sarebbe un notabilissimo pezzo d'antichità.
Faccia quanto può per ottenerlo da quegli avari, i quali voglia Dio che
a' inducano a scomodarsi per noi. Almeno si sapesse che era nella Vati-
cana : ma il dire che sta presso il Santissimo, mi fa paxara, che anche vo-
lendo cercare, non sappiano dove, e che tal monumento si possa piuttosto
trovare presso i Borghesi, Barberini, o altri simili eredi. Alla sua dili-
genza mi rimetto. In ogni caso si stamperà quel poco che si avrà. Il mio
-l'7S61 A LUC' ANTONIO GENTILI 2525
desiderio sarebbe che V. S. illustrissima si contentasse eh' io facessi a tal
frammento due righe di un Monitum, e eh' ella mettesse in forma di note
tatto ciò che le pan*à bene per dar notizia del documento e per illustrarlo :
che cosi nel frontispicio si dirà cum notis CI. V. loseph A. Scuvii.
Quanto a i Concili! d'Ottone e di Gastone, essi non convengono alla
P. II del tomo II, che sarà solo di cose spettanti ai secoli IX, X e XI.
Però li riserveremo ad altro sito.
Con ringraziarla vivamente del continuo suo pensiero alla presente
opera, le rassegno il mio rispetto, e mi confermo, etc.
2444.
A LUC ANTONIO GENTILI in S. Marino.
Modena, 1.3 Febbraio 1726.
BibijIotkca dkl. Sbuinario, Pesaro, «dita [106].
È in mia mano la Storia, manoscritta, di Gubbio mercè de' favorevoli
influssi di V. S. la quale non cessa di farmi sentire gli effetti del suo ot-
timo cuore. La truovo cosa a proposito per la mia Raccolta, stante 1' es-
sere stata composta nel 1472, e però, mille grazie a si buon procuratore
de' miei vantaggi. Farò copiarla, e poi la rimetterò con tutta fedeltà alle
di lei mani. Dal signor Gio: Battista Gervasoni Angelini' fui ne' giorni
addietro avvisato, che una copia della medesima Cronaca si conservava in
Rimini nella Libreria Gambalunga. Stante il favore, ch'ella mi ha com-
partito, io non ho avuto occasione di ringraziarlo se non del suo buon
volere.
Del pari ho ricevuto i frammenti della Storia della suddetta città,
scritti da Grifolino : ma per essere pezzi troppo laceri, forse non mi po-
tranno servire ad uso alcuno. Per altro d' essa Cronaca, siccome più an-
tica, avrei fatto più capitale, che della volgare.
Mi sono stati parimente cari i documenti di Cagli, e massimamente
uno, che riguarda Azzo d'Este, marchese d'Ancona, che grandemente
desiderava. Tutto riconosco dalla singoiar gentilezza di V. S. e di tutto
me le protesto sommamente tenuto, con augurare a me nello stesso tempo
la fortuna di poterle comprovare la mia riconoscenza, e massimamente in
cooperare a qualche avanzamento di sua fortuna. Intanto, rassegnandole la
mia costante osservanza, più che mai mi protesto, di V. S.
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), n." 1 da Rimini 1736.
MpUtolario di Lodovico Antonio Muratori. — VoL VL 16a
2526 LODOVICO ANTONIO MURATORI \±'72G-
2445.
A GIAN FRANCESCO MUSELLI in Verona.
Modena, 14 Febbraio 1726.
Archivio Capitolare, Verona, edita [215].
Al ricevere il foglio stimatissimo di V. S. illustrissima, mi son tutto
rallegrato, si per vedere la continuazione del suo benigno amore verso di
me, e si per venire io assicurato, che ninna estranea cagione impediva a
lei il favorirmi di sue lettere. Certo io viveva in sospetto, che in vece di
aver potuto procurare a me que' favori, eh' ella meditava, avesse tirato
sopra di sé qualche malanno. Ora che mi sono accertato della insussi-
stenza de' miei sospetti, son lieto ; poiché per l' altre cose, pazienza s' io
non potrò corrispondere all' ottimo suo desiderio, e servire al pubblico.
Mi è stata cara la nuova copia del Ritmo in lode di Milano, colla
giunta dell' Inno e del Ritmo dell' autore. Rendo per questo somme grazie
a V. S. illustrissima, e al diligentissimo signor Campagnola [Bartolomeo].
Dell' uno e dell" altro farò, come è di dovere, menzione nella prefazione. Sa-
rebbe pure stato bene, che mi avesse anche il signor Campagnola indicato
quali altre opere contenga quel manoscritto. Perchè il Carmen de Mediolano
parla del Re Liutprando, come vivente, con un opiinet, ho sospettato che
r autore potesse vivere in quel tempo. Ma quando fosse scritto in vicinanza
del Ritmo, che parla dell' autore, forse è fattura di lui. Ma perché tanti
spropositi, se quell'autore Parroco ha egli scritto il libro? Ho osservato
che y limo ha un acrostico nelle lettere iniziali de' versetti, cioè Macci-
mianus. Chiegga al signor Campagnola, se mai potesse penetrare chi fosse
stato costui. L' autore sarà vivuto circa il 930, perchè discepolo del
vescovo Adelberto.
Bramerei che il suddetto signor Campagnola osservasse se v' abbia
neir Archivio investitura di Lusia più antica di quella, eh' io ho rappor-
tato nelle Antichità Estensi del 1079, e eh' egli osservasse ne' manuscritti,
se vi fosse qualche altro pezzo inedito da far onore a i libri insigni di
cotesto Capitolo. Protestandole io intanto la brama de' suoi comandamenti,
e rassegnandole il mio costantissimo ossequio, mi rassegno, di V. S. illu-
strissima e reverendissima.
-1*736] A FRANCKSCX) ARISI 2527
2446.
A NICOLÒ DOMENICO MUZIO in Genova.
Modena, 15 Febbraio 1726.
Abchitio Vanii, Genova, edita [321].
Pel corriere di Parma ieri appunto ricevei il manoscritto inviatomi
da V. S. illustrissima Dei trionfi della Casa Ztoria. . insieme con gli opu-
scoli stampati del Bracelli. Mi è stato caro specialmente il primo, perchè
cosa inedita, e tale, ch'io ben volentieri l'inserirò nella gran raccolta.
Ma gli è impossibile il trovare presso questi pp. Agostiniani l'opera del
padre Gandolfo, perchè non danno gran guasto alla scrittura.
E però ricorro alla di lei bontà, acciocché mi voglia far copiare ciò
eh' egli scrisse intorno al Montaldo. autore d' essa operetta, acciocché io
possa valermene nella prefazione. Avrà il pubblico l'obbligo a lei di questo
dono, pel quale intanto io sommamente la ringrazio.
Quanto al Bracelli vedrò s' io sia in istato di ristampare cosa alcuna
di lui. Tant« sono le storie edite dopo il 1400 che fanno paura, e io perciò
non mi sono impegnato a pigliare, se non quelle, che saran credute più
utili o necessarie. E da che ho più scrittori, che minutamente raccontano
la guerra di Chioggia, certo non penso di valermi del Bracelli per questo,
e tanto più che è autore molto posteriore a quel tempo.
Tutto ritornerà fedelmente alle di lei mani. Intanto se le venisse
fatto di scoprire altra cosa d* antico, che paresse a lei propria pel mio
vasto argomento, non si stanchi di favorirmi. Con che. rassegnandole il
mio ossequio, più che mai mi protesto.
2447.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 17 Febbraio 1726.
Ml'seo Civico Cbkmobbsk, edita [206].
Amico amatissimo.
Nella prefazione al buon Sicardo ho soddisfatto al debito della stima
e dell' amore che a voi professo ; e vorrei avere frequenti occasioni di
pagarvi questo tributo presso del pubblico. Cosi Cremona avesse potuto
somministrarmi altre cose da farle onore. Intanto godetevi Sicardo, che
non è poca cosa; e spronate il signor canonico vostro zio a terminare
2528 LODOVICO ANTONIO MUEATORI [l'7«56-
r impi-esa di cotesti vescovi, essendo assai bello l' assunto. La mia sanità
non è molta, perchè mi molestano importune vigilie, e ora che son quasi
8 ore di notte, sto a voi scrivendo. Tuttavia sto in piedi, e vo tirando
qualche linea, e tutto sono a servirvi. Caramente riverendovi, mi ras-
segno, etc.
2448.
A BRANCOLINO BRANDOLINI in Torli.
Modena, 27 Febbraio 1726.
Archivio dall' Aste Bkandolini, Forlì.
Veggo quanto la benigna industria di V. S. illustrissima ha raccolto
per supplire la lacuna di quegli anni, che mancano alla Cronica, e gliene
rendo vivissime grazie. Ne farò qualche uso. Ma giacché la sua inesaurita
bontà pensa d' inviarmi il manoscritto del Padovani, e la terza Cronica
ancoi'a, che presso di lei si truova, accetto la gentile offerta, e starò at-
tendendo i nuovi suoi favori.
Mi giugno poi ben caro l'avviso, che si truovi stampata e volgarizzata
la Storia del Tolosano. Può credere che vedrò ancor questa volentieri;
perchè quando sia cosa buona, in difetto del testo latino, potrebbe servire
il volgare. Ringrazi V. S. illustrissima e riverisca divotamente e in mio
nome il padre abate Canneti, perchè anch' egli abbia presente i miei desiderj.
Tutto ritornerà fedelmente alle sue mani. S'ella avrà occasione a
dirittura per Modena, giacché ella ha qui un pegno si caro in queste
sante Religiose, meglio sarà per me. Caso che questa le mancasse, po-
trebbe inviare l'involto al signor Domenico Corradi, Commissario e Mate-
matico del mio Padron serenissimo, che si truova in Faenza per le liti
del Reno, e non ne partirà si presto. .
Con protestarle le mie somme obbligazioni, le rassegno il mio inalte-
rabil ossequio, e mi confermo, di V. S. illustrissima.
2449.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 28 Febbraio 1726.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [17(3].
Tosto terminai la prefazione al Monastero^ Padovano e non la mandai,
perchè mi figurava di consegnarla con altre cose preparate al signor Ar-
gelati, il quale son tre settimane eh' io vo aspettando di giorno in giorno,
-l'736V A OIAMBATTISTA BIANCONI 2529
e por mai non comparisce, non senza timor mio eh' egli sia caduto malato
in viaggio, perchè lettere mandatemi per lui da Milano mi fan cono8cei*e
eh' egli n' è molto fa partito. Mi duole che la prefazione sia stampata. Non
lascio nondimeno d'inviar quella ch'io aveva rifatta, con raccomandare alla
bontà e prudenza di V. S. illustrissima il rimedio alla mia troppa tardanza.
Ho anche in ordine la prefazione a Ricobaldo, siccome ancora il ì^inodo di
Ottone Visconte, che manderò, se Dio manderà il suddetto signor Argelati.
Pazienza se da Roma non è venuto soccorso pel Sinodo l'icinese. Va-
lersi di quel poco che si ha, supposto sempre che cotesta copia contenga
qualche cosa di più dello stampato del Labbe. Ciò è rimesso al di lei
giudizio, et ella dirà nelle note quello che le parrà più a proposito.
Non sarà se non bene che V. S. illustrissima procuri da Roma quel
catalogo de' papi, il quale quando sia scritto ai tempi di Adriano I, non
può essere se non buono, perchè molto antico. E non importa se monsignor
Bianchini 1" abbia copiato. Ma vorrei cose più grandi, tanto che si p •« '
fare la 2.* parte del tomo III. Vegga, di grazia, se nell' Ambrosiana ^
sieno le vite de' papi di Papirio Massone, che ivi son pezzi non istampati
in esso tomo III. Io vo pensando a questa giunta alle vite de' papi ; e se
non ci sarà di meglio, penso che diamo il Platina con altre cose, eh' io
vo meditando. Né pur io da Lucca ho mai potuto spremere un foglio. In
ogni caso non sarà inutile quel pezzo di storia ch'ella ha trovato. E daremo
anche la vita di Castruccio scritta dal Tigrimi. Il Concilio di Gastone andrà
più tardi. Sia ella certo che Sozomeno visse dopo il 1420. E chiaro dal testo
che ho e da altre memorie. Io son poco contento di questo autore. Tut-
tavia farò copiarlo, e costì si farà il confronto col testo ambrosiano, il
qual certo per essere tanto diffuso, vo credendo anch' io che possa essere
diverso dal testo eh' io ho.
Intanto, ringraziandola de' suoi continuati favori, e rassegnandole il
mio rispetto, mi confermo, etc.
2450.
A GIAMBATTISTA BIANCONI in Bologna.
Modena, 6 Marzo 1726.
AscHirio Bianconi, Bologna.
Ricevei il riscontro, che a V. S. fossero stati pagati i \2 paoli, de' quali
io le era debitore. Susseguentemente dee ella avere ricevuto dal P. Riva '
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( 7?. Bihl. Est.), n.<* 10 da Pavia, Como,
Bologna 17-22 -'25.
2530 LODOVICO ANTONIO MURATORI [IT'SG-
[ Gio van Pietro ], Somasco un testone per conto mio. Ora io sono ad incomo-
darla, giacché è terminato il carnovale, che m' immagino l' avrà occupata
non poco, con dirle che avrei bisogno di dodici dozzine di bottoncini di
seta buona e forte per guernire una veste lunga, che debbo far tagliare
per me. Sarà a lei insegnato da chi è pratico di tale mercatanzia, chi ne
faccia de' buoni. Di grazia me li provegga, e poi si pigli la pena di cer-
care chi me li porti. In casa del signor marchese Orsi, o del signor conte
Tai-dini probabilmente vi sarà qualche congiuntura.
Ora poi che il freddo comincia a dar luogo, spero che V. S. ripiglierà
colla solita sua bontà il pensiero di favorirmi per le carte, delle quali
il signor marchese Zambeccari, sempre da me divotamente riverito, mi fece
sperar copia. Augurandomi anch'io le occasioni di ubbidirla, con tutto lo
spirito mi ricordo, di V. S.
2451.
ALLO STESSO in Bologna.
Modena, 13 Marzo 1726.
Archivio Bianconi, Bologna, edita [210],
Nel ricevere 1' ultimo gratissimo foglio di V. S. restai dubbioso, se
fosse una proposta, o pure una risposta ad altra mia, in cui l' aveva io
pregata di provvedermi costi, e di trovar via per trasmettermi dodici doz-
zine di bottoncini da veste lunga di seta forte, e della miglior fabbrica,
che sia costi. Di ciò nulla vidi nella lettera sua, e sperava di veder perciò
altro suo foglio, in cui mi desse avviso d' avermi favorito. Se mai la mia
lettera si fosse smarrita, replico le mie preghiere, ben persuaso eh' ella
mi farà questo favore, e s' indirizzerà a buona bottega pel mio bisogno, e
mi darà avviso della spesa occorsa.
Intanto m' è giunto l' Indice di antichi Documenti, fra' quali ve n' ha
di belli, e che faranno onore a Bologna, e alla mia Raccolta. Rendo vive
grazie a V. S. e al gentilissimo signor marchese Zambeccari per si belle
notizie; ma più senza paragone resterò loro tenuto, allorché potrò ricevere
copia di quelli, che mi parran più al proposito. Sopra ciò mi riserbo di
scriverle più precisamente un' altra volta, e d' inviarle copia della Pace
di Costanza, affinchè la confronti con cotesto Registro. Un altro simile
antico Registro con bei Documenti conserva la Comunità di Modena. Ma
costi sono atti, che non si leggono qui; e però mi cresce il bisogno della
di lei benigna assistenza.
Intanto, giacché V. S. é si ben disposta a impiegare il talento suo, io
andrò studiando, quale argomento potesse convenire al genio e agli studii
-l'assi A GIUSEPPE MA.LASPINA DI SJ* MARGHERITA 2531
suoi. Io non V ho in pronto, e bisogna pensarvi molto ; ma non mancherò
di cooperare. Con pregarla de' miei rispetti al suddetto signor marchese,
e rassegnare a lei la mia costante osservanza, mi ricordo, etc.
2452.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.^a MARGHERITA in Monlealo.
Modena, 14 Marzo 1726.
Baccolta Palmieki, S. Paolo, Boma.
I cattivi effetti del rigoroso verno, che qui si è fatto sentire, sono
stati pregiudiciali alla mia sanità, e fra gli altri disordini, ho provato
quello di rispondere si tardi al gentilissimo foglio di V. S. illustrissima.
E benché non mi senta peranche rimesso, a cagione delle vigilie che soffro,
pure mi bisogna oggi rispondere, e principalmente lo confesso, per pregarla
di un favore che concerne qui gì' interessi del mio Padron serenissimo.
Cioè vorrei ch'ella sapesse trovar modo di far comperare con destrezza
uno Statuto di l'orino, o in una delle città vicine, o pure a Torino stesso :
che la spesa occorrente tanto in esso acquisto, quanto in tutt' altro che
bisognasse per ottenere l'intento, io sarò quello che la rimborserò. Quando
non si potesse ottenere tanto, almeno bramerei che Y. S. illustrissima po-
tesse co' proprj occhi chiarirsi cosa sia ivi determinato intorno alle suc-
cessioni, cioè se gli agnati, e fino a qual grado, escludano le femmine, o
pure se le femmine più prossime sieno chiamate ad esclusione de gli agnati.
Senza motivar punto ad alcuno la cagione di tale ricerca, so eh' ella saprà
col suo benignissimo zelo favorir me e chi è più di me. Caso mai che si
potesse avere o per danari o in prestito il suddetto Statuto, potrebbe in-
viarlo a dirittura al reverendissimo padre Lazzarelli, con dirgli essere
cosa di premura pel Maggio rengo, e che lo trasmetta a me per la posta.
Le rendo poi vive grazie di quanto ella mi ha notificato intorno a gli
scritti del signor Rossi, e molto più per l' altre notizie intorno i di lei
interessi. Non m' è finito di piacere quell' avere V. S. illustrissima eter-
nata, benché minorata, la pensione. Tuttavia giacché tanto vi sarà da poter
uscire di cotesto romitaggio e abitare in città grande, questo avviso miha
consolato forte ; e le auguro il poter presto adempiere questo buon disegno.
Spero in breve di fare spedire quanto desidera il signor Marchese di
Villa franca. E con ciò. ratificandole il mio costantissimo ossequio, mi con-
fermo, di V. S. illustrissima.
2532 LODOVICO ANTONIO MURATORI [IT'SG-
2453.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 14 Marzo 1726.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [ 176].
Avrà V. S. illustrissima riveduto il signor Argelati, alla cura del quale,
non meno che alla di lei prudenza, rimetto la briga di acconciar l'ossa alla
prefazione del Monastero Padovano.
Intanto io godo che il Concilio Ticinese sia più copioso degli stam-
pati in mano di lei. E però pensi pure a dare quello che si ha, senza
mettersi pena se il restante non si può ottenere.
Ottenuto che ella abbia il catalogo de' papi, che le vien fatto sperare
da Roma, vedremo se sarà diverso da un altro, eh' io ho tratto dalla col-
lezione di Cencio Camerario. Cercherò anch'io le vite de' papi del Mas-
sone. Potrà ella osservare in cotesti manoscritti se altro pezzo restasse
inedito che fosse al proposito, sperando anch' io che ve ne abbia ad essere.
E venuto il Concilio milanese di Ottone Visconte, che si potrà stam-
pare nel presente tomo. La prego di preparare l' altro di Gastone, che
andrà nel tomo nono.
Con che rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, etc.
P. S. Al signor Argelati i miei saluti. Gli scriverò subito che saprò
che sia ritornato.
2454.
A BRANDOLINO BRANDOLINI in Porli.
Modena, 16 Marzo 1726.
Archivio dall' Asie Bkandolini, Forlì.
Da questa madre priora delle Scalze ho già ricevuto il manoscritto,
di cui V. S. illustrissima mi ha favorito. Appena ho potuto dargli un'oc-
chiata. Nondimeno ho tanto veduto, che subito mi sono accinto a farlo
copiare, credendolo cosa propria pel mio disegno. Mille grazie dunque
alla di lei generosa bontà per gli continuati favori. S' ella mi farà godere
anche gli altri, de' quali mi ha data la speranza, s' aumenteranno sempre
più le mie obbligazioni. Intanto, con rassegnarle il mio rispetto, più che
mai mi protesto, di V. S. illustrissima.
-1*720] A GIAMBATTISTA BIANCONI 2533
2455.
A NICOLÒ TACOLI in Reggio.
Modena, 18 Marzo 1726.
Archivio Tal-oli, Modena.
Mi scrive il signor Argelati. che trovò in letto il signor Bonvicini, e
che gli fece sborsare il compimento" di 20 fìlippi con isperanza ch'egli
potrà dare il rame finito fra qualche giorno. Chiede esso signor Bonvi-
cini la cassetta, entro alla quale venne il suddetto rame per poterlo ri-
mandare nella medesima a Milano. Son dunque a pregare V. S. illustris-
sima, in mano di cui essa dee essere, che voglia farla avere al signor
Bonvicini. e cooperare con esso, afl&nchè terminato il lavoro si possa in-
viare nella forma che sarà stat-a divisata costi. Con tal congiuntura, ras-
segnandole il mio ossequio, mi confermo.
2456.
A GIAMBATTISTA BIANCONI in Bologna.
Modena, 20 Marzo 1726.
Archivio Biancohi, Bologna, edita [211].
Attenderò dunque le grazie di V. S. per gli bottoncini, i quali ho
caro che abbia fatto fare apposta, e seco l'avviso del prezzo. Consegnerò
io al signor marchese Orsi l' Indice di cotesti Documenti, con aver fatto
due piccoli segni davanti a quei, che maggiormente bramerei. Intanto se
V. S. potesse applicarsi a copiai*e quelli che nel Registro nuovo riguar-
dano Henrico IV Imp. e Federico I. ne avrei piacere. Cioè de Henrico IV
Bononiensibus privilegia concedente. De offensionibus Communis Bononiae
ab eo remissis. De qiiadam Treuga ecc. De sacramento praestito super
animam Imperatoris Friderici, eie. De Friderico Imperatore, etc.
Manderò copia della Pace di Costanza, acciocché sia collazionata con
cotesto Registro. Ma V. S. mi ha messo dei sospetti coli" avviso, che debba
uscire un Regolamento intorno all' Archivio. Però s' affretti per avere al-
meno i suddetti atti, e dei susseguenti fino a Sacram. Mutinae, quod non
venient, etc. Sia ella certa, che seriamente penso all'argomento che da lei
si desidera. Ma sceglierne uno che insieme sia utile e dilettevole, non è
cosa tanto facile. Abbia pur ella pazienza, che mi sovverrà ben qualche cosa.
Intanto mille grazie per gli continuati favori, e con tutto lo spirito
mi rassegno, etc.
2534 > LODOVICO ANTONIO MURATOBI [l'T'SG-
2457.
A GIAN FRANCESCO MUSELLI in Verona.
Modena, 21 Marzo 1726.
Archivio Oapitoi^are, Verona, edita [215].
Il signor Campagnola è un bravo cacciatore, e V, S. illustrissima un
gentilissimo promotore de' miei vantaggi. Certo con sommo piacere ho ac-
colto tutto quanto è piaciuto al suddetto signor Campagnola d'inviarmi e
spezialmente il Ritmo in morte di Carlo Magno che aggiugnerò all' altro di
Milano. M' è anche stato carissimo tutto ciò che riguarda il nostro san
Geminiano : anzi prego la di lei bontà, che voglia ottenermi copia di tutto,
perchè T aggiugnerò a i suddetti Ritmi nella parte II del tomo II, la
quale, finito il presente tomo Vili, si comincerà a stampare. Farò buon
uso ancora di quegli esorcismi, tuttoché ridicoli, in parlare de' rozzi co-
stumi de' vecchi secoli; e insieme ne darò il mei-ito al signor Campa-
gnola, si valoroso raccoglitore delle antiche memorie. Que' Ritmi morali, o
Scritturali, o di Santi non fanno al proposito mio; ma bensì avrei caro
quel Penitenziale da aggiugnere ad un altro antichissimo, che ricavai da
un manoscritto di Bobbio, e va inserito in una Dissertazione che stam-
però de Redemptione peccatorum., rito di que' tempi rozzi. In somma vegga
pure il signor Campagnola di favorirmi di quanto può spettare a i co-
stumi de gli antichi, che di tutto gli farò onore ; che cosi è il mio debito
verso chiunque mi favorisce.
Mi dice il Soliani, che non mandò mai a V. S, illustrissima quanto
egli aveva raccolto delle cose mie, perchè ninno gli disse mai per qual via.
Ora egli tornerà a raccogliere tutto, a riserva appunto del Trattato De inge-
niorum moderatone, eie: impossibile l'averne copia. Sappia ella nondimeno,
che un libraio di Venezia l'ha finalmente spuntata di poterlo ristampare; e
però dopo qualche tempo ella potrà averlo a buon prezzo colà. Farmi
ancora, eh' ella avesse il Trattato della Peste. Mi avvisi, se s' abbia da
mandare. Vero è, che il Soliani lo ristampò colla Descrizione della Peste
di Marsiglia, e con altre giunte, ohe non sono nelle altre edizioni. Non
mancherò io di sollecitarlo, e di avvisarle il prezzo d' essi libri, alcuni
de' quali non son qui, ma si faran presto venire.
Intanto col ringraziarla de' continuati favori, e pregarla di ringra-
ziare in mio nome, e di riverir caramente il signor Campagnola benefico,
le rassegno il mio rispetto, e mi confermo, di V. S. illustrissima e reve-
rendissima.
•l'7S6] AD ANTONIO GRIMALDI 2535
2458.
A COSTANTINO GRIMALDI in Napoli.
Modena, 22 Marzo l'^S.
Archivio Soli Moratori ( R. Bihl. EH. ), Modena.
Ha il signor Avvocato Valletta [Francesco], fatto pagare in Roma al
signor Abate Giacobazzi [Domenico], Ministro del mio Padron serenissimo,
il prezzo di due tomi Rerum Italicarwn per conto mio. Ne porgo l'avviso
a V. S. illustrissima per ringraziare lei di questo, e insieme per pregarla
di ringraziare per parte mia. e di riverire divotamente esso signor av-
vocato di tal pagamento. Ma gli soggiunga ella, che il conto non va per
anche bene. Perciocché, da che ella mi favori di far pagare al suddetto
signor Abate il prezzo delle copie duplicate de' primi quattro tomi, io re-
stava creditore delle copie duplicate dei tre susseguenti tomi, e ancor
queste V. S. illustrissima le pagò in mano del signor avvocato suddetto.
Mi scrive il signor Argelati che il prezzo di questi tre tomi duplicati
non lo ha ricevuto egli dal signor avvocato perchè era destinato a me a
fine di pagare i copisti che lavorano per me in Roma. Adunque resta al
signor avvocato di pagare il prezzo di due copie d'altri due tomi dupli-
cati, 0 sia di quattro tomi, senza le altre due copie del tomo Vili, le quali
sono state spedite, ma forse non son giunte per anche a Napoli. Prego
dunque la bontà di V. S. illustrissima che voglia significare al suddetto
signor avvocato questo divario, e nello stesso tempo pregarlo, che mi onori
di compartire a me il favore, ricevuto che abbia le copie del tomo Vili,
di far pagare al signor abate Giacobazzi i sei tomi, de' quali per conto di
lei egli anderà debitore a me. Di grazia perdoni la di lei gentilezza il
fastidio, che le reco per questo, sapendo io la somma di lei puntualità in
pagare, perchè quando ci saremo ben intesi per lo pagamento dei tomi già
a lei spediti, da qui innanzi camminei"anno con più ordine i nostri conti.
Con tal congiuntura la supplico di avviso della sua sanità, che desidero e
spero felicissima. Né vorrei che gli ostacoli occorsi al di lei nobile ingegno
le avessero tolta ogni voglia di arricchire il pubblico d'altri suoi parti.
Rassegnandole con ciò il mio ossequio, mi confermo.
2536 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*736-
2459.
A PIETRO BURMANN in Leida.
Mutinae, XI Kal. Aprilis MDCCXXVI.
Biblioteca Univbksitaria, Leida
Opera tua indigeo, eamque mihi non defecturam confido, ubi recogito,
quanta mecum semper comitato agas, et quam certa sint mihi tuae erga
me benevolentiae argumenta. Nuntiatum est mihi, apud vos instrui plenam
historiam rerum gestarum, bellorumque actorum ab hujus seculi exordio,
vulgatasque etiam fuisse literas, quibus ad eam coemeudam. ubi e typis
emerserit, eruditam gentem adhortantur. Itaque vehementer opto, ut illic
evulgentur Acta duo publica, quae ad te in eum finem mitto. Tuum, quaeso,
sit inquirere, quis sit huiusmodi historiae scriptor, quave in Urbe is
degat, simulque curam omnem adhibere, ut integra haec duo monumenta
illuc inferat, utpote quae publicae rei intersit ad posterorum eruditionem
e tenebris eripi. Si locus ibi non esset, non difficile forte tibi fuerit alium
scriptorem, coUectoremve publicorum Actorum reperire, qui votis meis
faciat satis. Certe me hoc munere plurimum tibi obstringes.
Sperare non desinit clariss. Corsignanus, accessionem aliquam faciendam
magnae Collectioni Thesauri Italici Vander Aa, ac proinde futurum aditum
in eam continuationi Historiae Marsorum Phebonii. Libellum hunc suum
ad te mittendum operior. Additamenta etiam MSta is pollicetur. Itaque
certiorem me tacere velis, num vigeat revera consilium novi alicujus tomi,
ut amicum moneam, sitne revera sperandi locus.
Quod est ad meam Rer. Italie. Syllogen, quam tibi probari summo-
pere gaudeo, iam in tomos Vili editos Opus excrevit. Nonus nunc typo-
graphos exercet. ac paone sequetur Pars II Tomi II cui, ni fallor, aliqna
apud Eruditos commendatio erit. Si per valetudinem licebit, reliqua pro-
dibunt, et tomos plures non inutili merce implebunt. Mediolani singuli
tomi veduntur libris 20 illius monetae, chartae vero majoris, 30. Dupla
Hispanica, et Gallica, sive il Luigi d' Oro Mediolani pretium habet 25
librarum. Tu rationes subducito. Quid publica vectigalia et expensae por-
torii forre possint, mihi prorsus ignotum est.
Equidem tibi per meas literas olim significavi, redditum mihi fuisse
Valerium Placcum tuum, et quam maximas prò munere gratias egi, quod
mihi pergratissimum fuit, tum quod egregias tui ingenii notas comple-
ctitur, tum etiam quod splendidissime editur quidquid e calamo tuo fluit.
Utinam et alia donare pergas. Quod si ad te pertinet nova editio Valerii
Maximi et Lucani (non enim Auctorum certum designas), est quod tibi
-l'#*S©] A NICOLA TAOOLT 2537
gratular de novis bisce foetibus. Noveris tamen. accuratam Lucani edi-
tionem Lipsiae instrui. meque coniulisse variantes lectiones duorum manu-
scriptorum Bibliothecae Estensis. Apud iios prodiit elegans libellus clariss.
Davinii Medici de Pota vini caligli. Accessit Dissertatio Italica Clariss.
Vallisnerii de eodem argumento. Ceterum Italia languet, atqne ingenia
ferìantur, ita ut rarus liber emergat, quem ntilitos multa oommendet.
Nescio an istic visus fuerit libellus doctissimi Falconii Komae editus
Greco- Latine, ubi postremos Dionis Cassii libros restitutos habemus. Ve-
netìis, ut spero, brevi recudetur meus De In^eniorum moderatione in Re-
ligionis negotio Tractatus, qui Parisiis et Francofurti lucem jam vidit.
Habes heic tuae virtutis ac eruditionis aestimatorem ac laudatorem per-
petuum; habes quoque Qonstantem amatorem. Ut et tu me amare pergas.
etiam atque etiam rogo. Vale.
2460.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 25 Marzo 1"^.
Akcbitio Tacoli, Modena.
Non occorre già inviarmi qua il rame, perchè io non ho via migliore
per rimandarlo a Milano, che s' abbia Reggio, anzi inviandolo da Modena,
ne costerebbe più il porto. Prego dunque V. S. illustrissima, che ter-
minato dal signor Bonvicini il lavoro, ella mi favorisca, d' includere éfeso
rame nella sua cassetta, e poi di ricorrere al signor Antonio Re con
pregarlo che voglia farne la spedizione a Milano al signor Filippo Ar-
gelati. al quale va diretto, per la prima condotta de' carri di Piacenza,
che capiti costà ; e in Milano sarà da esso signor Argelati pagata la spesa
intera del porto. Gliel raccomandi come cosa spettante al buon servigio
del Padron serenissimo, e il riverisca con tale occasione in mio nome.
Mi credeva sborsati in buone monete i 14 fìlippi al signor Bonvicini.
Ora veggo che lo sborso è stato fatto in un pezzo di carta. Manderò
questo biglietto al P. Maestro Luca, e vedrò cosa voglia. Intanto assicuri
V. S. illustrissima esso signor Bonvicini. che sarà pagato, se non da altri, da
me: che cosi è l'obbligo mio.
Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo.
2538 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l*?©©-
2461.
A NICOLÒ BERTANI MASINI in Ferrara.
Modena, 4 Aprile 1726.
Biblioteca Gomukale, Siena.
Servirà questa mia per confesso a V. S. illustrissima d'aver io rice-
vuto, col suo stimatissimo foglio lire duecento ventiquattro, dico (L. 224), a
conto del semestre decorso del censo della Compagnia della Carità. Es-
sendo già nota la di lei puntualità, non rincrescerà punto a questi signori
Economi di aspettare con suo comodo il resto d'esso semestre. Attenda
pur ella alla languente vecchiaia del signor suo zio; e se ne avesse bi-
sogno, gli faccia di buone lezioni intorno all' amore e dovere de' buoni zii
verso i degni nipoti. Ognuno augura a lei tutte le felicità, e io spezial-
mente, che mi pregio d' essere, quale con singolare ossequio mi protesto,
di V. S. illustrissima.
2462.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 4 Aprile 1726.
Akchivio Tacoli, Modena.
Significherò al Soliani quanto V. S. illustrissima mi scrive dell' or-
dine dato al Rovighi di pagargli il tomo VII Rerum Italicarum, e farò
eh' egli le mandi un saldo per tutti i tomi finora a lei consegnati. Non ho
saputo intendere, perchè egli abbia finora differito di accennarle il conto
della stampa del di lei libro, quando è creditore di lei. Ma accrescerò gli
sproni, e m' ingegnerò di far terminare questa faccenda.
Ben ringrazio V. S. illustrissima della spedizione già seguita del rame,
che mi è molto piaciuto. Vi ho osservato alcuni puntini, che non ci vanno ;
ma forse questi non compariranno, quando si tireranno le copie pulita-
mente col torchio. Lodato Dio, che siam fuori di questo intrico, e lode a
lei, che tanto mi ha cooperato. Il P. Maestro Luca nii fece sapere, che
darebbe 1' ordine del pagamento.
Nel tomo Vili, che già s' avvicina al fine, ella troverà la fondazione
del suo priorato, e me ne rallegro con esso lei. Rassegnandole con ciò il
mio rispetto, più che mai mi protesto.
-T'7SB] A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2639
2463.
A GIAMBATTISTA BIANCONI in Bologna.
Modeoa, 6 Aprile 1726.
Abcbitio BiAKCOiii, Bologna.
Dal signor marchese Orsi ho già ricevuto i bottoncini, che V. S. mi
ha favorito di farmi fabbricare costì pel mio bisogno. Ne vedrò la pruova,
e intanto mille grazie alla di lei bontà. Ella con ciò resta creditore di
14 baiocchi. Caso mai che io non fossi diligente a rimborsarla, mi racco-
mando che mei ricordi : che non ci vogliono complimenti quand" anche
fosse minor cosa.
A quest' ora dovrebbe anche V. S. avere ricevuto, per via d' esso si-
gnor marchese, l' Indice di cotesti documenti, fra' quali ho segnato quei
che farebbero maggiormente al proposito mio. Imploro la di lei pazienza,
e le grazie del signor marchese Zambeccari, sempre da me divotamente
riverito, per ottenerne copia: che questo è il tempo di fare onore a Bologna.
Credo d' averle scritto, che pensi, se fosse convenevole al suo bel
genio e agli studi suoi. Io non l'ho in pronto, e bisogna pensarvi molto:
ma non mancherò di cooperare. Con pregarla de' miei rispetti al suddetto
signor marchese, e in rassegnare a lei il mio costante ossequio, mi ricordo.
2464.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 11 Aprile 1726.
Biblioteca Ambkosiasa, Milano, edita [176].
Riceverà V. S. illustrissima dal signor Argelati tutti i fogli intorno
al Concilio Ticinese, de" quali mi ha favorito, insieme colla prefazione che
v' ho io aggiunto, con inserirvi la di lei lettera. Sta essa bene non meno
che le note. Vegga ella solamente se fosse bene il mutare quel exiluit ad
inexpeetatam hanc sortem, ciim probe scirem, iamdiu haec acta periisse,
nec apud etc. quidquam eto. Veggendosi poi che poco più si aggiugne
allo stampato, pensi come fosse più proprio il non parlarne. Lascerei anche
andare nelle note che Carlo Calvo era appellato Seniore, a distinzione del
Crasso, perchè il primo senso è il. vero, e l' altro par che non v' abbia
che fare. Mi permetta ancora eh' io le dica col privilegio dell' amicizia, di
aver veduto in non so qual prefazione, che ella chiama Bibliothecam meam
2540 LODOVICO ANTONIO MUSATOEI [i'7'(ÌG-
V Ambrosiana. Io me ne asterrei, occorrendo parlarne altre volte. Non
oserei parlare io cosi della Estense; e siam pari nel caso.
Del resto, benché non sia molta la giunta ad esso Concilio, pure è
tanta, che merita che tutto si ristampi. Con che, rassegnandole il mio
rispetto, mi confermo.
2465.
A NICOLÒ DOMENICO MUZIO in Genova.
Modena, 12 Aprile 1726.
Akchivio Varni, Genova, edita [221].
Con piacere ho letto quanto V. S. illustrissima ha avuto la bontà di
accennarmi intorno alle opere di Frate Adamo da Montaldo; di tutto mi
prevarrò nello stendere la prefazione al suo opuscolo intorno alla nobil
Casa Doria. Già è all' ordine il manoscritto d" essa operetta, insieme con
lo stampato del Bracelli per ritornarsene alle di lei mani, aspettando io
occasione opportuna per soddisfare a questo mio debito.
Senza fallo eh" io pubblicherò la Cronica di Giacomo da Varagine;
ma non ho potuto di meno di non toccare la semplicità di un tale scrit-
tore, per le molte inezie, ch'egli porta intorno all'origine di Genova. Per
altro giacché ella desidera cosi, farò che sia aggiunto il titolo di Beato
del quale credo di non aver fatta parola.
Non lascio io di raccomandarmi alla bontà di V. S. illustrissima per
ottenere qualche scrittore, che abbia continuato gli annali dello Stella Un
verso il 1500. con ricordarle però il bisogno mio, che tale storico abbia
scritto prima del 1500 o in quel torno. Cosi avremo una storia seguita di
cotesta nobilissima città dal 1100 fino al 1500: cosa che non può vantare
alcun' altra.
Con ringraziarla vivamente de' favori già a me fattij e con supplicarla
dei nuovi, la prego de'miei rispetti al gentilissimo signor marchese Giovan
Luca Pallavicino, e con tutto lo spirito, mi rassegno.
2466.
A BRANDOLINO BRANDOLINI in Forlì.
Modena, 12 Aprile 1726.
Akchivio dall,' Aste Bbandolini, Forlì.
Da questa Madre Priora delle Scalze ricevei la Storia del Tolosano,
che mi è stata ben cara; e rendo ora vivissime grazie a V. S. illustns-
-1*736] A. LUO' ANTONIO GENTILI 2541
sima pel prestito di questo libricciuolo, che contiene di belle notizie dei
tempi vecchi di • Faenza, benché sul principio spacci qualche favola. Al
vedere nondimeno, che la narrazione è molto elegante per que' tempi rozzi,
e che non si può trovare il testo Latino di esso Tolosano, non lascio io
di sospettare di qualche impostura de' moderni. Ho un esempio brutto
de' Ferraresi per una Storia Imperiale attribuita a Ricobalbo. A suo tempo
uè discorrerò. Intanto, protestandomi sommamente tenuto al di lei benefico
genio, e non dimenticando il desiderio suo pel documento consaputo, le
rassegno il mio rispetto, e mi confermo, di V. S. illustrissima.
2467.
A LUC ANTONIO GENTILI in S. Marino.
Modena, 13 Aprile 1726.
Biblioteca del Sbuinabio, Pesaro, edita [106].
Quantunque da Lucca mi sia stata mandata la vita di Castriiccio
stampata, che io ho fatto copiare, tuttavia giacché la di lei bontà ha im-
preso a ricavar copia di cotesta, che mi suppone manoscritta sulla spe-
ranza di trovare in essa qualche cosa di più. io non vo' interrompere il
disegno della sua gentilezza. Ma se mai anche cotesta fosse la stampata,
non occorre prendersi altro incomodo. Intanto mille grazie a lei per questo
nuovo favore.
Nulla più risponde il Sig. Conte di Collalto, né per V. S., né per altri'
e lasciandomi cosi in asciutto, vo credendo eh" egli abbia deposto il pensiero
e per lei, e per altri. Il Sig. Conte Alberico Archinti, cavalier Milanese
giovane, che é per passare a Roma, e mettersi in Prelatura, avrebbe de-
siderato chi gli servisse da segretario, e aiutante di studio. Non mi é
sembrato posto per un par suo degno di maggior fortuna, e non bisognoso
di quattro croste. Voglia Dio, che mi si presenti altra miglior congiun-
tura : che mi stimerei ben veduto dalla fortuna mia, se potessi ben coope-
rare alla sua.
La Genealogia de' Conti di Carpegna non mi par cosa tale, che io
l'abbia da desiderare a cagione della sua brevità; e però, con ringraziarla
della cortese oflerta. la prego di non pigliarsi altro incomodo per questo.
Sospiro le occasioni di ubbidirla, e servirla nell' atto, che con tutto lo spi-
rito mi rassegno, di V. S.
Epistolario di Lodovico Antonio Muratori. — Voi. VI. 181.
2542 LODOVICO ANTONIO MURATORI [ITSG-
2468.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 18 Aprile 1726.
Archivio Tacom, Modena.
A questo P. Luca ho fatto far nuove istanze pel pagamento dovuto
al signor Bonvicini, e spero che non tarderà a soddisfare. In ogni caso
mi onori V. S. illustrissima d' intendere da cotesto p. Guardiano, se abbia
sì o nò ricevuto 1' ordine, e mi avvisi, occorrendo, perchè io penserò al
rimedio. E se mai esso signor Bonvicini fosse in necessità di aiuto, se
V. S. illustrissima gli somministrerà qualche danaro, ne renderò io buon
conto a lei.
Serberò la di lei scrittura, e capitandomi cosa a proposito, la servirò.
Farmi d' aver notato nella Cronaca reggiana ultimamente stampata qualche
Taccio, che forse non è nominato da lei. Ella se ne chiarirà a suo tempo.
Mando oggi l' Indice a Milano.
Con tutto r ossequio, mi rassegno.
2469.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 24 Aprile 1726.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, sdita [176].
Son qui a risarcire uno sbaglio corso. Mi fece chiamare una mattina
di festa dal confessionario il P. lettore Morra, e mi presentò 24 boli di
cioccolata ottima; e sia. o ch'egli mi parlasse del P. lettore Berretta che
r avea mandata, ma ricevuta da V. S. illustrissima, o sia eh' io avessi
pieno il capo delle ciarle donnesche, non appresi altro, se non che il sud-
detto p. lettore fosse l'autore del dono Ringraziai con lettera il creduto
donatore, quand' ecco ora intendo che tutto T obbligo della mia gratitudine
è dovuto al generoso signor dottore Sassi, il quale con eccesso di bontà
mi ha compartito una tal grazia. Riceva ella dunque, benché tardi, i miei
più vivi ringraziamenti, e mi lasci confessare confuso per la sua libera-
lità, della quale non truovo in me merito alcuno. Ogui volta che avrò la
chicchera bogliente alla mano, mi ricorderò della sua bontà verso di me,
della quale nondimeno, anche senza di questo, io ho troppi altri motivi per
viverne sempre ricordevole.
-±'7361 A NICOLA TACOLI 2543
Ho dato solamente per una conghiettara il regno anticipato a Carlo
il Calvo, e però, quantunque non cammini con tutte le gambe, può tuttavia
camminare quella mia cicalata. Gli Annali FiUdensi dicono prima l' invasit,
che vuol dire s' impadroni, parlando cosi un tedesco di fazione contraria ;
e poi soggiungono eh' egli passò alla corona romana, come parmi d' avere
soggiunto.
Godo che V. S. illustrissima abbia per le mani Tolomeo e il Moriggia.
L" ultimo mi ricordo che nulla ha di nuovo per V antico, avendo egli co-
piato Paolo Diacono. Ne attenderò il di lei prudente parere, E intanto
sospirando anch' io le occasioni di comprovarle il mio indelebil ossequio,
mi rassegno, etc.
2470.
A NICOLA TACOLI in Eeggio.
Modena, 2 Maggio 1"^.
Architio Tacoli, Modena.
Le occupazioni mie, e 1' essermi io trovato malconcio per le sacre fa-
tiche della settimana santa, e per le susseguenti feste, sono state la ca-
gione, ch'io solamente ora risponda agli ultimi fogli di V. S. illustrissima.
Della Clavicola di Raimondo Lullo o non è giunto a me alcun or-
dine suo, o io non l' ho avvertito. Veramente è a me ignoto, a essa sia
proibita ; ma so bene che 1' opere di quell' autore a poco o nulla possono
servire, e possono solamente servire a fare de i visionarj.
Già è pervenuto a Milano il rame del Bonvicini. e credo che sarà
piaciuto. Intanto mi rallegro io, che il medesimo sia stato pienamente
soddisfatto.
Del pari mi congratulo con V. S. illustrissima per le buone speranze
a lei date di liberarle la casa del suo priorato. E le auguro poi ogni
maggior felicità nell' accennato contratto della medaglia ottomana. H punto
sta, che il compratore ne sia in bisogno, come vien supposto. Altrimenti
i passi sarebbero indarno.
Mi truovo in pena, perchè V Indice del tomo Vili spedito per la
posta a Milano, non si è veduto colà. Se per disavventura si fosse smar-
rito, Dio sa quando uscirebbe quel tomo. Ma sia ella certa, che, giunto
che sia il medesimo, non tarderò ad avvisamela.
Intanto con tutto l' ossequio mi rassegno, di V. S. illustrissima, etc.
La ringrazio delle sue benigne esibizioni per la Fiera. Altre sinfonie
mi occupano tanto, che non posso pensare a quelle di Reggio.
2544 LODOVICO ANTONIO MURATORI [ITSG-
2471.
A PIETRO BURMANN in Leida.
Modena, 4 Maggio 1726.
BiBLioTBCA Univbrsitakia, Leida.
Paucis te volo ; neque enim in presentia satis secunda valetudine utor.
Abeat propola ille verborum, a quo non historiam, uti par easet, cum
dignitate et fide couiunctam expectare nos possumus, sed syllogen Epheme-
ridum rerum novarum, fabulis etiam intermixtam. Nullus aptior locus
monumentis, quae ad te misi, quam Coì^pus Dijìlomaiicmn, magnae sanae
molis Opus, Amstelodami coeptum ac perficiendum. Ut Collectori eadem
commendes rogo; grata quoque eidem futura spero, utpote quae ex authen-
ticis chartis descripta. Hujusmodi munere me tibi plurimum obstringes.
Corsignaui librum, quum se mihi offeret occasio, ad te mittam. Ignotum
autem mihi est, dolerene an gaudere debeam, quod gallicus Quinctiliani
editor tuas notas invaserit, atque in eas iram eifuderit; nam ut id tibi
molestum merito fuerit, tibi tamen viam, ad eum prosternendum, tuique
nominis famam augendam, stravit. Durnm mihi semper visum est, unum
Quinctiliani codicem vetustum, a quo reliqua exempla prodiere, in Eu-
ropa haberi. Tantus Auctor piane meliori fato dignus erat. Tu interim
Ovidium sperare nos facis, et quidem non sine aliqua admiratione mea,
quod, tot implicitus curis, tanta possis eniti. Quod est ad Claudianum,
nullum ejus codicem Estensis Biblioteca novit. Sunt etiam in reliqua
Italia perquam rari. Bene interim de Republica mereberis adeo magnifica
collectione epistolarum virorum illustrium: hujusmodi enim erudi tionis
et elegantiae frustula utilitatem, non minus quam delectationem adferre
consueverunt. Si Dorvillius tuus ad me veniet, quaecumque officia poterò
eidem praestabo. De lontanino haec panca habeto. Ejus res prospere
procedunt. Archi^piscopatu in partibus auctus, et ad Curiae Romanae
nescio quod munus, et quidem lucrosum, provectus, praesenti fortuna ita
frui videtur, ut librorum editionem minime urgeat, fortassis etiam con-
temnat. Vignolius Anastasium Bibliothecarium nobis poUicebatur ; quare
tamdiu donum hoc differat, ille norit. Italicorum ingeniorum ea nunc sors
est, ut vires suas torpore sinant, et nullis aut raris foetibus se vivere
prodant. Tu, impiger, libris tuis beare nos porge, meque tui amantissimum
atque observantissimum amare ne desine. Vale.
-±'7idG] A GIACINTO VINCIGLI 2545
2472.
A (ilACINTO VINCIGLI in Perugia.
Modena, 12 Maggio 1726.
Biblioteca dkl Sbminabio. Pesaro, edita [Vii].
In fatti dal signor marchese Orsi ho ricevuto i tre libri, che V. S. il-
lustrissima con tanta gentilezza mi ha .inviato. Cosi avessi io trovato
ne' due spettanti alla Storia di Pei'ugia, ed a' fatti di Nicolò Picinino
ciò che sospiro. Fin dal principio della mia Raccolta Rerum Italicarum
ristrinsi il mio disegno solamente a storie compost-e prima del 1500, ed
in tal disegno sto saldo. Quelle storie manoscritte milanesi contengono di
buone notizie pel Picinino; ma sono di autore, che scrisse di là dal ter-
mine, ch'io mi son prefisso, e lo stesso è del Podiani. Però all'ottimo de-
siderio di V. S. illustrissima di favorirmi mi protesto infinitamente obbli-
gato, ma col dispiacere nello stesso tempo di dirle, che non potrò farne
parte al pubblico, e ch'io dovrò contentarmi dioiV Orazione F'unebr e à' esBo
Nicolò Picinino, in cui si contiene un ristretto de* suoi gloriosi fatti. La
ringrazio nulladimeno. come se avessi ricevuto le più egi'egie storie del
mondo. Ne lascio io di rammaricarmi al vedere, che per quanto fin ora
io abbia cercato onde far onore alla città di Perugia, tanto distinta sopra
altre città, pure io nulla abbia potuto trovare fin qui di antico, che la
vita di Braccio, quando tant' altre città inferiori compariranno nella mia
Raccolta con le lor proprie vecchie istorie. Lo stesso mi è avvenuto di
Lucca, a riserva d' un pezzo di storia, che si conserva nell' Ambrosiana,
ed è di ser Cambi, ma imperfetta.
Cercherò io maniera di rimettere con sicurezza a V. S. illustrissima
i due libri, che debbo restituire; e mi sarà ben caro di ritenere, e perchè
cosa di lei, e perchè dono suo, la Raccolta de Poeti Perugini. In villa,
dove penso di passare in breve, porterò meco questa sua nobile, ed eru-
dita fatica, per leggerla, e conoscer meglio vari autori, che essa ha ri-
chiamati alla luce del mondo, con suo onore, e gloria della patria sua.
Intanto, rendendole vivissime grazie de' moltiplicati favori, le rassegno il
mio ossequio, e mi confermo, di V. S. illustrissima.
2546 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*7S6-
2473.
A GIAMBATTISTA BIANCONI in Bologna.
Modena, 16 Maggio 1726.
Archivio Bianconi, Bologna.
Sicché V» S. non truova a proposito il Trattato, proposto, dell' uso ed
abuso della Riforma, perchè teme di urtare. Lasciamolo dunque a chi è
di petto forte. Ma io ho pensato e ripensato, né truovo cosa che mi ac-
comodi bene. Se il buon Papa regnante volesse contentarsi di far digiu-
nare per qualche anno, chi spera d'essergli successore, io la consiglierei
d' illustrare il Concilio da lui tenuto con Osservazioni e Dissertazioni. Ma
egli è innanzi coli' età e se la fatica non uscisse, vivènte lui, servirebbe a
poco. Del resto V. S. potrebbe prendere la Biblioteca del Fontana, e vedere
quali argomenti di Canonica abbiano tuttavia bisogno d'essere con qualche
particolar trattato illustrati. Come per esempio de Juribus parochialibus,
se non n' avesse forse abbastanza trattato il Barbera, sarebbe cosa da lei.
E molti simili argomenti ci sono, che non hanno Trattato a parte. A lei,
più che a me, 1' osservare ciò che le riuscirebbe più comodo, e di maggior
suo genio. Se a me sovverrà cosa particolare, non mancherò di accennarla.
Conosco la mia fortuna d' aver trovato nel signor Marchese Zambec-
cari, sempre da me divotamente riverito, un cavaliere di singoiar bontà,
e di nobilissimo genio per le lettere. Non manchi ella di conservarmi nella
sua stimatissima grazia, e di seguitare a procurarmi que' documenti che
serviranno a me per far onore a lui, e alla loro comune patria. Intanto, con
tutto lo spirito, mi rassegno, di V. S. ,
2474.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena ( San Felice ), 17 Maggio 1726.
Archivio Tacoli, Modena.
Sto godendo un po' di villeggiatura a S. Felice, e, a Dio piacendo, mi
restituirò alla città solamente il sabbato della settimana prossima ventura.
Questa é la mia fiera, questa la mia opera in musica. Di qui accuso a
V. S. illustrissima la ricevuta dell'ultima sua, in cui leggo la poco buona
fortuna della medaglia di Ottone. La mandi ella dunque a Roma, dove
sono intendenti di bronzo, che ne decideranno.
-l'TSS] A GIUSEPPE MALASPINA DI S.'"* MAEOHEEITA 2547
Da cotesto signor conte Crispi [Achillei, mi furono mandati nove fìlippi
da far avere a Donato Donati, mercante libraio in Livorno. Avendo io
portato l'avviso al medesimo Donati, mi scrive, che non gli stia a mandar
filippi che troppo vi perderebbe. Aver egli trattato col signor conte di
scudi romani ; e che però T avvisi che provegga e mandi altra moneta, non
volendo egli assolutamente filippi, né potendo io cambiarli in altra moneta
senza perdervi. Però supplico V. S. illustrissima di notificar ciò ad esso
signw conte Crispi, con pregarlo, che levi me di questo imbroglio.
Rallegrandomi delle buone disposizioni per la casa del di lei prio-
rato, e dicendole che s'è poi trovato l'Indice del tomo stampato, le ras-
segno il mio ossequio, e mi confermo.
2475.
A LUC ANTONIO GENTILI in S. Marino.
Modena ( San Felice), 18 Maggio 1726.
Biblioteca del Semivario, Pesaro, edita [106].
Mi giunse la copia della vita di Castruccio. e la trovai onninamente
la stessa, ch'era stampata. Mi protesto nulladimeno sommamente obbligato
alla gentilezza di V. S.. la quale non lascia occasione di farmi sentire il
suo ottimo cuore, per cui ora le protesto, e rendo infinite grazie. Cosi po-
tessi anch'io comprovare con gli effetti il desiderio, che nutrisco di qualche
avanzamento suo. Prego Dio, che me ne somministri le congiunture. E in-
tanto, rassegnandole il mio rispetto, piucchè mai mi ricordo, di V. S.
2476.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.'* MARGHERITA in Monleale.
Modena, 20 Maggio 1736.
Baccolta Palììikri, S. Paolo, Boma.
Comincio ora ad intendere perchè sia tanto difficile l'ottener copia
dello Statuto antico di Torino. S'esso è manuscritto e in luogo di non
facile accesso, certo che non sarà alle mani de'giurisconsulti. Ma questa
maniera, diversa da quella di tutte l'altre città, di tener cosi nascosto il
proprio Statuto, non porta seco buon colore. Pazienza. Già ho significato
a chi io doveva le diligenze fatte dal finissimo cuore di V. S. illustrissima,
e ho ordine di rigraziarla di tutto. Per le nuove costituzioni del Sovrano
del Piemonte, già le scrissi che queste non occorrevano, avendole già in
2548 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*?S6-
nostro potere. Se nondimeno la troppa premura del suo amico le avrà ac-
quistate per conto mio, me ne avvisi, non volendo io ch'ella resti con danno.
Mi son rallegrato, e sopimamente mi rallegro con V. S. illustrissima
pel titolo di Consigliere Cesareo, e desidero che maggiori vantaggi le ven-
gano dall'uso di questo. Comincerà ad accostarsi a i Cronografi Astensi
il tempo di uscire in luce ; però s' aifretti, e torno a raccomandare la bre-
vità. S'io ho d'avere il contento di leggere prima le di lei annotazioni,
ella vede che non v'è tempo da perdere.
Nella prefazione alla Cronaca Novaliciense, che si stamperà in breve
nella seconda parte del tomo II, vedrà V. S. illustrissima il suo nome e
il mio ossequio. Sappia ella accordarsi meco in ciò che ivi ho detto. Con
che, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo più che mai, di V. S. il-
lustrissima.
2477.
A NICOLÒ DOMENICO MUZIO in Genova.
Modena ( San Felice ), 20 Maggio 1726.
Biblioteca Nazionali: di Brera, Milano, edita [203].
Con occasione che è stato qui il Signor Inviato di Milano al mio
Padron serenissimo, ho a lui consegnato il Mss., e 1' Opere del Bracelli,
indirizzate a V. S. illustrissima, con pregarlo di far avere l' involtino al
signor Goifredo de' Filippi, il quale son certo che saprà spedirlo con si-
curezza a Genova e alle mani di lei. Mando io innanzi i più di voti rin-
graziamenti alla di lei bontà pel favore compartitomi nel prestito d'essi
libri; e attendendo gli altri, che desidero per qualche continuazione della
Storia dello Stella, le rassegno la mia immutabil osservanza e mi confermo,
di V. S. illustrissima.
2478.
A GIAN FRANCESCO MITSELLI in Verona.
Modena, 21 Maggio 1726.
Archivio Capitolare, Verona, edita [215].
Con ringraziare V. S. illustrissima della continuazione de' suoi favori,
e, per mezzo suo, anche l' amorevolissimo signor Campagnola della messa
per gli defunti non confessati, le dico che la concessione fatta a cotesti
vescovi de gli adulterj, consisteva in poter essi conoscere tali cause, e
di ricavare per se la pena di si fatti delitti. Quelle Pievanie, bisognerebbe
-17*36] A PIETRO FRIULI 2549
veder meglio i testi, per intenderne il senso. Non sovviene a me di aver
letto altrove un tal nome.
Per quanto veggo, il timore del signor marchese Maffei era, che io
avessi potuto ottenere dalla di lei beneficenza que' pezzi maiuscoli, ch'egli
fa sperare al pubblico in una nuova edizione e raccolta di tutti i Con-
cili: del qual progetto egli m'ha inviata una stampa. Non fa egli men-
zione d'alcun Penitenziale; e però tanto più mi sarà caro quello, che il
signor Campagnola mi fa sperare.
Con che. rassegnandole il mio ossequio, mi confermo, di V. S. illu-
strissima.
2479.
A PIETRO PRIULI * in Bergamo.
Modena, 29 Maggio 1726.
Archivio Lochis, Bergamo, edita ['2^0].
Dal pezzo copiato da cotesto manoscritto sempre più vengo a cono-
scere quanto sia la bontà di V. E. e la gentilezza del p. Lettore Santini ^
[Francesco Maria] verso di me; ed io ad amendue ne porto ora i più
divoti ringraziamenti. Ora appena ho ricevuto i fogli da lei inviatimi, che
gli ho letti con piacere e avrei creduto molto approposito una tale Opera
pel mio disegno : ma avendoli io collazionati coli' opera storica di Frate
Jacopo Filippo da Bergamo, ho trovato che quanto è in cotesto manoscritto
tutto si ritruova nella Cronica del medesimo già stampata o colle stessis-
sime parole, o pure con qualche sola pieciola varietà di stile. Però con mio
dispiacere mi son chiarito, che non può farsi capitale alcuno di cotesto
manoscritto, perchè se nello stesso secolo, in cui l' autore viveva, egli non
fece altro che rubare il Bergamasco contemporaneo, che non avrà egli fatto
pe' tempi precedenti? Son dunque a pregare l'È. V. che tronchi l'inutil
fatica e risparmi al P. Santini l' ulterior briga, con ringraziarlo divotamente
della pena, che si è preso fin qui, per la quale ancora, e pel buon desiderio
mi protesto sommamente tenuto alla di lei bontà. La prego solo di accen-
narmi che spesa sia occorsa per gli fogli a me inviati, acciocché io possa
soddisfare. Intanto col vivo desiderio de' suoi comandamenti, le rassegno
il mio immutabil rispetto, e mi confermo, di V. E.
* Di questo corrispondente non si hanno responsive in Archivio Soli MuratoH
{R. Bihl. Est.).
• Sue lettere in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), n.° 1 da Pavia 172ti.
2550 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*736-
2480.
A RINALDO I D'ESTE in Modena.
Modena (Dalla Pomposa), 30 Maggio 1726.
Archivio Soia Muratori { H. Bibl. Est.), Modena.
Serenissima Altezza.
E stato veramente il Muratori, che umiliò all' A. V. serenissima lo
sgarbo fatto al dottore Girolamo Vandelli ' da monsignor Spedalengo di Fi-
renze, per cui egli s' era ritirato fuori dello Spedale. Ringrazia riverente-
mente esso Muratori V. A. serenissima per la benignità, con cui V ha av-
visata della generosa attenzione e interposizione della serenissima signora
principessa Violante, affinchè esso dottore Vandelli ritorni nello Spedale;
ma non sa, se sia da accettare tal grazia, si perchè esso Vandelli scrive
di non volere tornarvi, non parendo a lui di star bene in un luogo, dove
paga una dozzina rigorosa e poi sì vede maltrattato di vitto, e anche di
parole; e si ancora perchè, essendosi ritirati dallo Spedale per ragione
dello sgarbo a lui fatto sei altri dottori suoi compagni, non parrebbe forse
proprio il tornar egli colà coli' abbandonare gli altri. Però, se cosi piace
a V. A. serenissima, scriverà il Muratori al Vandelli i favori dell' A. V.
e della serenissima signora principessa Violante, e intenderà sopra ciò i
di lui sentimenti. Con che esso Muratori fa profonda riverenza a V. A
serenissima.
2481.
A GIULIANO SABBATINI* in Vienna.
Modena, 31 Maggio 172G.
Archivio Càmpori. Modena, edita [211],
Alla consolazione, eh' io ho provata ben distinta per gli gradi confe-
riti al merito singolare di V. S. illustrissima, ha voluto la di lei benignità
aggiungerne e farmene godere un' altra col suo gentilissimo foglio, il quale
tanto più mi è stato caro, quanto eh' ella mi fa sperare d' impiegare la
1 Sue lettere in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), n.° 3 da Firenze, Padova
1723 -'40.
* Responsive in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), n.° 39 da Roma, Firenze,
Vienna, Fanano, 1717- '40.
-17*36] AD ANTONIO. VALLISNIEEI 2551
mìa divotissima servitù con qualche suo comandamento. Venga pure la
lettera Pastorale pel suo Clero e Popolo di Carpi, eh' io vi userò intorno
tutta la possibil diligenza e attenzione, e poi farò stamparla. Basta solo
eh' ella mi accenni quante copie ne comandi, e se in foglio grande, come
m' immagino. Giorni sono mi mostrò il signor segretario Santagata i rica-
piti venuti per V. S. illustrissima da Koma spettanti alla Chiesa di Carpi,
acciocché somministrassi le pruove del Giuspatronato, siccome feci; ma
non credo che altro sia occorso poi di bisogno ; e a quest' ora tutto do-
vrebbe essere all' ordine. Intanto mi rallegro con esso lei per la consecra-
zione episcopale, che sarà seguita, e comincio ad augurarle per tempo,
che essendo troppo scomodo il vescovato presente, gliene tocchi un più
vicino, dove ella possa meglio esercitare il suo zelo, la sua abilità, e l'altre
sue ragguardevoli doti. Che se pure le sembrerò io atto a poterla qui
servire in cosa alcuna, la prego divotamente di non farmi il torto di pospor
me ad altri suoi servi, che forse sono inferiori a me nella stima e nel-
r amore di V. S. illustrissima.
Viva il nostro riveritissimo signor conte di CoUalto ancor mio buon
Padrone, e decoro costi della Nazione Italiana, che vuol somministrare
nuovi rinforzi alla mia Raccolta Istorica, e motivi a me di far onore al
suo nobil genio "per le lettere nelle Prefazioni. Già ho scritto al signor
Abbate di Collalto, e ne aspetterò i favori, per gli quali la supplico di
portare all' E. S. i miei divoti ringraziamenti. E giacché V. S. illustris-
sima mi suggerisce di dedicare un tomo d'essa mia Raccolta a cosi degno
e riguardevol cavaliere, mi adoprerò ben volentieri per questo. Solamente
mi dispiace che ciò non dipenda tutto da me, che non tarderei punto ad
effettuare un si caro consiglio ; ma, avendo io ceduto ai Signori di Milano
il diritto delle Dedicatorie, affinchè s' impegnassero nella stampa più vo-
lentieri, mi convien dipendere dal loro arbitrio. Farò quanto debbo per
ottenere l'intento, e mi stimerò fortunato potendo anche in ciò comprovare
il mio distinto ossequio ad un cavaliere, che ha tanta bontà verso di me.
Intanto, baciando le sacre mani a V. S. illustrissima, le rassegno il , mio
rispetto, e più che mai mi ricordo, etc.
2482.
AD ANTONIO VALLISNIEEI in Padova.
Modena, 31 Maggio 17:i^.
BIBL.IOTKCA Nazionale di Brera, Milano, edita [1^].
Alle due stimatissime vostre, che ultimamente con mio singoiar pia-
cere ho ricevuto, rispondo, consegnando la lettera al signor abate Guidelli,
2552 LODOVICO ANTONIO MURATORI [ 1*7*36-
che se ne ritorna a Venezia, cioè: sommamente vi ringrazio della bella
Raccolta di Componimenti, fatta da cotesta Accademia de' Ricovrati in
onore del Venerabile cardinale Barbarigo, nella quale ho trovato de' bei
pezzi. Veramente mi sono stupito al vedere, che si parla di una miraco-
losa incorruzione, quando ho lettera di un comune amico, testimonio di
vista, che furono adoperati balsami al di lui cadavere, quantunque egli
nondimeno credesse sovrannaturale l' incorruzione di poi osservata, perchè
non fu fatta pienamente nelle forme l' imbalsamatura, e il cadavere putiva
allorché fu portato al sepolcro. Oh, che noi sì facilmente ci chiudiamo gli
occhi nelle cose che ci piacciono, e vogliamo in tutte le forme ciò che
amiamo! Che i nostri vecchi ci contino di simili prodigi, pazienza, ma che
i viventi, sotto a nostri occhi, è troppo.
Altro, che le lettere del nostro signor Corradi, mi mancavano al com-
pimento della Raccolta in difesa del vostro bel Trattato delle Fontane.
Però ho data nota di tutti i fogli che mancano, ad esso signor Corradi,
che me ne fa sperare l' acquisto. Intanto mille grazie del dono carissimo.
Anche a me scrivono di Firenze, che quel Fiorentinello o Pratese è esposto
al dileggio degl'intendenti per la sua passata arditezza. Ho qui due let-
tere stampate dal signor Paitoni ' [Gio. Battista] intorno alla Generazione ;
e perchè non le ho per anche potute leggere, non so se sieno centra di voi.
Potrebbe essere, perchè tutti vorrebbono procacciarsi fama con 1' assalire il
Lione ; ma alle prove poi Dio te la dica come riesca loro una tanta bravura.
Vi servirò col signor abate Papotti, e ricevendo da lui il libro, che
aspettate da Parigi, vel farò avere, quando non 1' abbia già inviato.
Non dimenticate di caramente riverire 1' amatissimo nostro signor Pi-
vati. Mi aveva egli fatto sperare di far aggregare a cotesta Accademia
de' Ricovrati il signor dott. Ignazio Maria Como ', gentiluomo napoletano,
nobile e meritevole ingegno. Il favore non 1' ho mai ricevuto, e pure anche
ultimamente s'è radunata l'Accademia. Di grazia, ricordategli che ho questo
credito con la sua gentilezza.
Dovrebbe passare per Modena il vostro carissimo Pellegrino, che dee
venire da Napoli, e non dimenticare la patria. Godo che gli diate la scuola
del mores multorum vidit, et urbes. Mi contò qui, settimane sono, il signor
Inviato di Milano molte maraviglie operate dal cappuccino di Malta con
r acqua agghiacciata. In Modena e Padova forse egli ci farebbe crepare.
Rallegrandomi della vostra buona salute, e ringraziandovi del be-
nigno continuato amore verso di me, con tutto 1' ossequio, mi rassegno.
* Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), n."* 3 da Venezia 1724- '29.
2 Sue lettere in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est. ) n.° 181 da Napoli 1719- '49.
■l'730] A SCIPIONE MAFi'EI 2553
2483.
A SCIPIONE MAFFEI* iu Veroua.
Modena, ti Giugno 1726.
Biblioteca Capitolare, Verona, edita [221
Nulla mi è stato mai scritto delle due persone, che voi mi nominate
ueir ultima vostra, intorno alla lite che avete, e che intendo sempre con
dispiacere, disapprovando io tutte le guerre, massimamente civili. Ma sic-
come non ho io mai pensato ad entrarvi, cosi né pure vo' sapere, in qual
concetto sieno costi le suddette due persone; ma come credo che esiga il
debito della gratitudine, ho lodato e ringraziato nella Prefazione a que' pochi
pezzi inviatimi coloro, che mi han favorito, nella stessa forma, che ho
fatto e farò con altri. Ciò non riguarda le vostre contese, e però non
v' increscerà.
Ho poi trovato nelle Antichità Estensi il luògo, dove parlo di Note-
cherio vescovo di Verona : che è dove si fa menzione di Adalberone duca
e marchese. Ma osservate, che non ho promesso di pubblicare la dona-
zione da lui fatta: che questa in fatti non l'ho. Il Registro delle Monache
di S. Zaccaria di Venezia io l'ebbi per poco tempo nelle mani, né potei
copiare distesamente se non quello che era più necessario per l' idea, eh' io
aveva allora. Del resto io ricavai solo alcuni notandi, che serbo, e sono
al vostro comando. Cioè di Adelardo vescovo di Verona, che fa una do-
nazione, dlngelfredo conte di Verona, che ne fa un'altra, di Notecherio
suddetto, che fa lo stesso, e di Milone marchese. Presi anche un po' di
nota de'principii documentali d'esso r^istro; ma non mi restò tempo da
fare di più. L'atto di Adalberone è scritto in Asolo del Trevisano. Se
voi capitaste a Venezia, potreste, m'immagino io, aver tutto. Quel poco
che ho io. tutto sta alla vostra disposizione. Del resto ho osservato, se
avessi altri documenti spettanti a Verona, ed altro non ho. che quelli,
che copiai costì, e che sono in vostro potere. Ma se mai di questi alcuno
ve ne occorresse, notificatemi il vostro desiderio.
Mi dispiace che abbiate ceduto al Coleti il vostro disegno della Rac-
colta de'Concilj, perché voi potevate far cosa bella: noi potrà il Coleti.
Avete ragione di non voler buttare in massa le cose vostre Tuttavia
potreste
* È un frammento di lettera: ignorasi resistenza dell'originale compiuto.
2554 LODOVICO ANTONIO MURATOBI [l'T'SG-
2484.
A GIOVANNI ANTENORE SCALABRINI * in Ferrara.
Modena, 7 Giugno 1726.
Archivio Soli Mukatoki ( K. Bibl, Est.), Modena.
Ben giunta V. S. al suo vescovato. Mi ha ella recata una gran consola-
zione colla speranza che il nostro p. Ferrari ' [Giuseppe] sia per rimettersi
in breve del sofferto male. L" accompagno co i miei voti alla villoggiatura,
portando anch'io credenza, che l'aria libera e il bello della campagna
debbano cooperare a fargli far delle capriole, e a far godere a me il con-
tento di sue lettere. S'ella tornerà a vederlo, il riverisca divotamente da
parte mia. e seguiti poi a darmi migliori avvisi dello stato suo.
Cosi ringrazio la di lei gentilezza pel documento d'Imeltruda, e per
la nota degli altri, ch'ella si truova avere. Occorrendomene alcuno, la pre-
gherò delle sue grazie ; e V. S. anch' ella con piena libertà ha da comandarmi.
Del resto contuttoché V. S. abbia qui esercitata l'antica superiorità
de' ferraresi a' modenesi, mirando con grande altura le cose nostre, pure
i buoni modenesi non dimentichi del vecchio ossequio, sospirano ch'ella
ritorni, e io col nostro signor conte Scalabrini più che gli altri. Ci cominci
ella a pensare; altrimenti si muterà discorso, e i modenesi che sempi*e
sono stati in concetto di gente brava, sapranno farsi far ragione da lei
come da sprezzatore dell'onorato popolo Gemignano.
Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo.
2485.
A GIAMBATTISTA BIANCONI in Bologna.
Modena, 8 Giugno 1726.
Archivio Biancoki, Bologna, edita [211].
Tornato di villa truovo qui il carissimo foglio di V. S. colle due
copie della nuòva Orazione del valoroso sig. Facciolati. L' una ho già
consegnato al signor marchese Orsi ; l' altra la sto ora godendo. Ringra-
zierò il celebre autore del dono ; ringrazio di presente la di lei bontà per
avermelo inviato.
* Responsive in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl Est. ), n.° 71 da Ferrara 1709- '49.
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), n." 180 da Ferrara 17 12- '26-
-l'?26] A NICOLA TACOLI 2666
Me le protesto medesimamente tenuto pel gratissimo avviso delle
grazie che mi va preparando il genio generoso del signor marchese Zam-
beccari. In prima occasione mi onori ella di ricordargli il mio ossequio, e
di assicurarlo di tutta la mia gratitudine, che sarà con onore di lai, e di
Bologna.
Odo dire che il nostro dottissimo p. M. Gotti sia dietro a pubblicare
un'altra sua opera polemica, e vorrei sapere da V. S. in che consista.
Mi vien fatto credere eh' egli abbia detto francamente nella prefazione, che
sue non sono tante staffilate che si danno nell'antecedente sua bell'opera
al Picinino. Mi rallegrerò se avrà potuto dirlo, ed anche stamparlo.
Mi ricordi V. S. ch'io le vo debitore di quattordici baiocchi e molto
più si ricordi di farmi godere le occasioni di ubbidirla: perch'io nulla
più desidero che di maggiormente comparire, quale con tutta stima mi
confermo, etc.
2486.
A BRANDOLINO BRANDOLINI in Forlì.
Modena, 11 Giugno 1726.
Archivio dall' Aste Bkandolini, Forlì.
Ieri ad un amico mio milanese, il quale passava in posta alla volta
di Roma, consegnai il Tolosano e l' altro libro manoscritto, de' quali V. S.
illustrissima con tanta bontà mi favori ne' mesi addietro, acciocché li fa-
cesse giugnere alle di lei mani nel suo passaggio per costà. Starò ora con
ansietà aspettando l' avviso che ella gli abbia ricevuti e intanto invio
alla sua gentilezza i più divoti ringraziamenti pel prestito d'essi due libri,
che mi sono stati assai cari, ed avranno luogo nella mia Raccolta. Non
mancherò io di ringraziarla anche pubblicamente di questi favori; e. con
sospirai'e l'onore de' suoi comandamenti, le rassegno il mio inalterabil
ossequio, ricordandomi, di V. S. illustrissima.
2487.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 1:^ Giugno 1726.
Archivio Tacoli, Modena.
Tornai di Villa, e trovai qui tanti imbrogli, che fin ora non ho po-
tuto guadagnar tanto tempo da rispondere allo stimatissimo foglio di
V. S. illustrissima, che era qui ad aspettarmi. Ora dunque ad esso, e al-
2556 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*730-
r altro susseguente io rispondo con ringraziarla d'avere concertato con
cotesto signor conte Crispi, acciocché in moneta migliore venga pagato il
Donati. Ma sappia ella dirmi, che debba io fare de' fìUppi, eh' egli mi
fece avere per questo medesimo conto, tenendogli io qui a sua disposizione.
Già avrà inteso V. S. illustrissima, che per un falso equivoco si sparse
la funesta nuova del signor marchese Maffei. Egli gode piena libertà e
sanità, ed anche 1' ordinario passato io ricevei sue lettere.
A me ancora parve antico bronzo quello della sua medaglia otto-
mana; ma io non ho occhi acuti da discernere ciò, che da Roma le vien
supposto. Però s' essa ritornerà indietro, avrò ben gusto di rivederla, e
di imparare. Non è peranche giunto il tomo Vili, ma dovrebbe a quest' ora
essere in viaggio. Subito che sarà giunto, il Soliani non tarderà a spedirlo.
Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo.
2488.
A GIOVANNI ANTENORE SCALABRINI in Ferrara.
Modena, 14 Giugno 172ò.
Biblioteca Comunale, Ferrara.
Mille grazie a V. S. per la sollecita bontà, con cui s' è portata a vi-
sitare, o a riverire anche in mio nome il nostro p. Ferrari. M' è dispia-
ciuto d'intendere l'incomodo a lui sopragiunto; ma se il male fa decubito,
segno è che sta in finire. E però ho slargato il passo alla speranza, che
in breve s' abbia a udire l' intera sna guarigione, che io ansiosamente
sospiro. A lui le mie congratulazioni, e i miei rispetti, la prima volta
oh' ella potrà vederlo.
Carissimo mi è stato l' Indice de gli altri documenti raccolti dall' in-
faticabil genio di V. S. Per ora d'altro non mi occorre di pregarla, che
di quello, che porta il titolo Charta liberationis servitulis Wedelace del-
l'Anno 1134.
Per un segnalato favore riconoscerei quello di una Vita dell' ottimo
Borse, perchè la stimerei un bel regalo da farsi al pubblico. E allora si,
che vorrei perdonarle tutta la superiorità, eh' ella da buon ferrarese tut-
tavia pretende sopra i poveri Gemignani. Ma s' ella non soddisfa a questo
mio desiderio, dee sempre stare in timore, eh' io non mi butti dal partito
de' bolognesi, coli' aiuto de' quali mi sarà poi facile il far calare un tan-
tino gli umori pastosi di chi in fine dovrebbe incordarsi, che la natura
r ha costituito di sotto a i Panari, a i Reni, a gì' Idici etc.
Vedrò gli Annali del Rodi, e se vi sarà cosa a proposito per S. Mau-
relio, avrò gusto di servirla.
-±'72Q] A GIACINTO VINCIGLI 2557
Se poi voi altri signori avete degli stregoni costi, ancor questo si
dovrà aggiugnere alla partita vostra per mortificarvi, se farete da brusco
coatra de' buoni e cattolici modenesi.
La ringrazio delle lettere del Gonzaga. Se pubblicherò quelle del
Tasso, vi aggiuguerò ancor quelle che sono a proposito.
Io intanto con tutto lo spirito, mi rassegno, di V. S.
2489.
A GIACINTO VINCIGLI in Perugia.
Modena, 21 Giugno 1726.
BiBLioTKCA DEL ScMisARio, Pessro, edUa [108].
Sono a quesf ora in viaggio per Castelnuovo di Garfagnana i due
libri, de' quali mi fece grazia la bontà di V. S. illustrissima, e però porto
speranza, che le abbiano a giugnere in breve. Torno a riprotestarle le
obbligazioni, che professo per tal grazia all' ottimo suo volere. Non ho
dubbio, che se un par suo fosse in Perugia, potrebbe dissotterare qualche
buon pezzo per la gloria della sua patria. Ma pazienza. Infine io non avrò
da rimproverare a me stesso di non aver scongiurato chi ho saputo, ac-
ciocché mi aiutassero a far onore a loro stessi. E se i nostri signori luc-
chesi son tanto politici da non volere, che si parli di loro, crederò di
poter dire, che una tal politica è poco decorosa, e meno utile : che in fine
i fatti loro, ma con poca lor gloria, ce li diranno gli storici fiorentini.
Non hanno già tante paure genovesi, veneziani, fiorentini, ed altri. Ho
la seconda parte di Ser Cambi, e la pubblicherò. Farebbono bene a darmi
la priìna. Altrimenti io sarò costretto a dire, che l' ho cercata, né ho po-
tuto ottenerla, e leveranno a me il contento di lodare una città, a cui, per
altro, professo distinte obbligazioni.
In confidenza mi dica V. S. illustrissima una cosa, cioè s' ella volesse
prendere a proteggere, ed aiutare alcune povere genti di questo paese,
che pretendono di gran roba in cotesto. Mancò costi una ricca famiglia
Casini, e la roba é divenuta ad una confraternita, non so se della Tri-
nità. Dicono che v' era un palagio, che fu venduto, e roba di rendita di
qualche migliaio di scudi. Fu cercato conto qui, se v'era alcuno d'essa
casa Casini. In fatti v' era una donna venuta da Lucca, di cui restano i
figliuoli, a' quali si fa credere che spetti per Pideicommisso la roba sud-
detta. Vennero costà, ma senza monete, e però se ne tornarono colle pive
nel sacco, senza poter trovare negli archi vj que' testamenti, che loro oc-
correvano. Quando V, S. illustrissima volesse assumere di faticare per
loro, e riuscisse l' atfare. sarebbono disposti a dare un terzo di ciò, che
Epistolario di Lodovico Antonio Huratori, — Voi. VL 102.
2558 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*7S6-
si guadagnasse. Può essere, che sia troppo difficile, per non dire impos-
sibile, l'impresa. Tuttavia lio voluto significarglielo, e la prego di dirmi il
suo parere su questo. Con rassegnarle il mio rispetto mi confermo, di V. S.
illustrissima.
2490.
A GIAN FRANCESCO MUSELLI in Verona.
Modena, 27 Giugno 1726.
Akchivio Capitolare, Verona, edita [215].
Avrà, a Dio piacendo, luogo fra le Dissertazioni, che sto preparando,
il Penitenziale ultimamente inviatomi da V. S. illustrissima, benché simile
in parte ad altri già pubblicati. Rendo vive grazie alla di lei bontà per
questo favore, e la prego di renderle ancora al signor Campagnola, con
assicurarlo che nel tomo, intorno a cui di presente faticano i torchi di
Milano, egli, ed ella vedranno il loro nome con onore. Cosi farò per qua-
lunque altro aiuto, che mi venisse da cotesti codici ; che per altro io non
vo' entrare in cotesto liti, le quali anzi mi dispiacciono e vorrei vedere finite.
Ho poi osservato nell' TJghelli, che gli adulteri venivano chiamati
costì pievanie; nome strano e particolare di cotesta città, ne so imma-
ginarmi, onde sia proceduto. Non si meravigli V. S. illustrissima, se co-
testo Statuto non s* accorda in ciò col gius dato a i vescovi. Le città
divenute libere spogliarono per quanto poterono gli ecclesiastici d'ogni
lor castello, regalie, e giurisdizioni temporali. E cosi andarono a monte
tutti gli antichi privilegi. Di ciò parlerò io in una Dissertazione. Con pro-
testarmi sommamente tenuto alla continuazione della di lei benignità verso
di me, le rassegno il mio ossequio, e mi ricordo più che mai, di V. S. il-
lustrissima.
2491.
AD ANTONIO SCOTTI in Venezia.
Modena, 27 Giugno 1726.
Archivio Trbntin, Venezia, edita [163].
In occasione della venuta di un amico mio a Venezia, ho a lui coii-
segnati i due manoscritti che debbo restituire a V. S. illustrissima. L'in-
voltino andrà nelle mani del signor Manfrè. a cui ho scritto, acciocché
gliel faccia aver sicuro. Porto io ora i dovuti ringraziamenti alla somma
bontà di V. S. illustrissima pel favore, ch'ella mi ha fatto godere nel
prestito de' medesimi, l' uno dei quali, cioè il Giornale del Soldo, a Dio
-l'7S61 A OIOVANNI ANTENORE 8CALABRINI 2559
piacendo vedi'à la luce. L'altro non piacerebbe ai signori padovani: con-'
tuttociò mi è stato ben caro. Quel poco che mi dispiace, si è, l' avermi
ella negato il contento di poterla nominare, come fo di tanti altri, a' quali
ho simili obbligazioni. Ella ha anche tempo da pensarvi.
Nel vedere la Storia Trivisana del lionifacio in occasione che darò
un giorno alla luce alcuni atti de' Caminesi et altri colla città di Treviso,
ho trovato eh' egli doveva avere davanti agli occhi di buone storie prece-
denti, perchè dà molte e rare notizie individuali del 1100 andando innanzi.
Gran cosa che nulla si possa trovar ora, quando egli ha trovato tanto da
poter parlare si fondatamente delle cose di Treviso in que* lontani secoli.
Avrei pure desiderio io di dare qualche cosa di particolare di cotesta
città. Ma sapendo quante diligenze finora inutili abbia fatto V. S. illu-
strissima, non oso sperarne.
Con supplicarla di conservarmi il suo stimatissimo amore, le rassegno
il mio ossequio e mi ricordo.
2492.
A GIOVANNI ANTENORE SO AL AERINI in Ferrara.
Modena, 5 Luglio 1726.
BiBUOTBCA CoMUNAiiB, Ferrara.
Deponga V. S. tutti i timori e sospetti, a' quali non ha dato motivo
se non la troppa folla delle mie occupazioni, che mi fa talvolta essere
incivile co' miei padroni ed amici. Quanto ella mi ha inviato V ho rice-
vuto, e la ringrazio ora vivamente della manumissione di Wedelace, e
avrei caro di avere l' altra ancora, eh' ella mi accenna al fatto in casa
del Priore di Saragozza. E perchè mi occorrerà discorrere àe Servi, o sia
homines de Mascinata, detti della Masnada, del che truovo frequente
menzione ne gli atti dopo il 1200, se a V. S. venisse fatto di trovar lumi
spettanti a' medesimi, si ricordi di me. Veggo che son trattati da servi, e
pure erano signori, e li veggo anche con un bel Dominus, e Domina.
Non si mischia il Padron serenissimo in cotesto Primicerio, del quale
nondimeno credo che una volta la serenissima Casa fosse institutrice, e
avesse il Giuspatronato.
Nel Rodi da me veduto, v" ha in volgare tutta quella bella tela di
S. Maurelio. che V. S. ha in latino da altre parti. Perciò a nulla può
servire. Di grazia lasci il pensiero di coltivare un campo, che non può
produrre se non ispine, felci, e altre erbe di non alcun uso, anzi nocive.
M' è dispiaciuta la perdita che ha fatto monsignore Baruffaldi, che
credo irreparabile; ma senza paragone più mi riesce molesto l'avviso
,2560 LODOVICO ANTONIO MURATORI [IT'SB-
della mal' incamminata salate del nostro p. Ferrari. Giacché l' umana
medicina è mancante di riparo, piaccia a Dio di adoperare la sua infal-
libile per conservare a noi una persona di molto merito, e a me un si
buon amico. In vedendolo, caramente mei riverisca, e V assicuri, che
l'avrò presente nel santo sacrificio, e che mi auguro efficacia presso l'Al-
tissimo per la sua conservazione. Questi sono i colpi, che più d' altri mi
fan venire in fastidio il mondo.
Faccia anche V, S. il miracolo di trovarmi una Vita di fìorso: che
io e il pubblico gliene resteremo eternamente obbligati. Presso 1' eminen-
tissimo Imperiali nulla v' ha, avendo io fatto fare le necessarie ricerche per
mezzo di persona sua confidente, e che ha adito nella sua libreria.
Con che ricordandole la mia osservanza mi confermo, di V. S. illu-
strissima.
2493.
A JACOPO FACOIOLATI* in Padova.
Modena, 12 Luglio 1726.
Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est.), Modena.
0 per la posta, o fuori di posta, sempre per me son preziose le lettere
di V. S. illustrissima. Sapeva io, che il Palingenio era poeta italiano, ma
mi era ignoto il nome di Pier Angelo Manzoli. Il Giraldi seniore, che
doveva parlarne più degli altri, si spedisce in poche parole. Non so
d' averne mai letto parola ne gli Annali di Ferrara, e Dio sa, dove visse,
e dove fini di vivere. Benedetto Manzoli era nostro modenese, e valentuomo
in latino e greco e fu poi Vescovo di Reggio. Ma quel Pier Angelo non
doveva essere de' nostri Manzoli. Più tosto dovrebbe conoscerlo il signor
Baruflfaldi. Io altro per ora dir non posso, se non che terrò presente la
di lei premura e cercherò, se mai trovassi vestigio di costui nelle me-
morie di Ferrara.
Ha poi V. S. illustrissima con tutta ragione trovato delle difficoltà
a credere corpi di martiri que'due, che sono stati portati costà, perchè
r iscrizione ad essi congiunta, e posta ad Hilario, e ad Heradia sua moglie,
e ad un Liberio, che non si sa chi fosse, altro non dice, se non che
queste tre persone furono cristiani. Nuli' altro vuol dire vivas in Deo'
viras in Carisio. Neppure un menomo segno di martirio vi si osserva. Il
monogramma, que'cuori, que' segni che pajono palme, son di quelle galan-
terie simboliche, le quali esprimevano il solo cristianesimo e l' amore por-
tato a' defunti.
* Responsive in Archivio Soli Muratori {K. Bibl. Est. ), n.° &J da Padova, 171.3- '47.
-17*36] A GIULIANO SABBATINI 2561
Allorché furono pregi tali corpi come di martiri, non era peranche
uscita la lettera d'Eusebio Romano, cioè del p. Mabillon de CiUtu San-
ctorum ignotorum che non gli avrebbono in Roma tanto accreditati. Vegga
V. S. illustrissima l'Ainnghi nella Roma sotterranea e il Fabretti nelle
Iscrizioni e troverà simili iscrizioni di meri cristiani. Oh quanto ci piace
l'adularci! Alla di lei bontà rendo ora vive grazie per la prefazione ga-
lante intorno al Sovite. La lessi con particolar piacere. Pare a tutta
prima argomento di poca levata, ma in fatti prende più polso di quel che
si crede, e spesso imbroglia. Tutti i moralisti concordi, tutti i Padri
concordi stabiliscono un punto. Che sarà se uno, se due, se tre, etc. Ma
qualunque cosa ella prende in mano diventa rose e gigli. Me ne rallegro.
Il signor marchese Orsi ebbe la sua copia. Ora è in villa. E, rassegnan-
dole il mio" rispetto, mi confermo, di V. S. illustrissima. ,
2494.
A GIULIANO SABBATINI in Vienna.
Modena, 12 Luglio 1726.
Archivio Càmpori, Modena,' edita [1®].
Ne' due scorsi ordiaarj doveva io rispondei*e a i favoritissimi fogli
di V. S. illustrissima; ma non l'ho fatto, perchè io desiderava pure di
dirle d'averla ubbidita colla stampa della Pastorale. Or sappia, che, avendo
io chiesta al signor segretario Santagata la licenza per essa stampa, mi
disse che avendone già fatto motto al Padron serenissimo, l'A. S. sere-
nissima avea chiesto di vederla prima, e cosi gliela consegnai. Son già
passate due settimane, che non ho potuto né ricuperar la lettera, né ot-
tenere il placet, assicurandomi il Ministro di non aver potuto finora co-
municarla a S. A. serenissima. Voglio credere sincera la risposta, e che
il bollore d'affari a lei noti non permetta l'applicare a cose minori: tut-
tavia non lascio io d'apprendere qualche misterio in tanta tardanza. Se-
guiterò ad importunare, come ho fatto ne' giorni addietro, tanto che arrivi
a poterla servire, come sospiro.
Per altro tutto era in ordine per la stampa, avendo il Soliani fatto
venire di Bologna con sollecitudine l' arme intagliata. Certo che congiunta
ad essa non v'era l'arme della religione: ma, esaminato questo affare
col suddetto signor segretario, egli costantemente mi asserisce non essere
la medesima d'obbligo, ma solo di elezione. E però penso di valermi di
questa, subito che esca de' ceppi la Pastorale, lasciando poi che V. S. il-
lustrissima mi ordini, se le par bene di far intagliare altra arme: al qual
fine serbo il sigillo, e le memorie, che m'ha inviato.
2562 LODOVICO ANTONIO MURATORI [IT'SG-
Da questo signor Ferretti, maestro di casa del signor marchese Taddeo
Rangoni, mi era stato consegnato Memoriale, con cui Mauro Fanti, car-
pigiano, supplica V. S. illustrissima di benignamente concedergli la facultà
di passare all'abito e vita ecclesiastica, avendo egli già ottenuto da S. A. se-
renissima tutti i ricapiti necessarj a tale intento, e non mancando che la
benigna approvazione di V. S. illustrissima. M'aveva egli raccomandato
d' inviarlo alle di lei mani ; ma, per non darle maggiore aggravio alla
posta, lo trattengo con esporne solamente il sugo e supplicarla, quando le
piaccia di favorirlo, di dare gli ordini opportuni al suo vicario generale
di Carpi. Io poi odo, non senza qualche rabbia, lo sconvolgimento, che costi
proviamo, e le ingiustizie, che ci vengono fatte; e spezialmente mi duole
che V. S. illustrissima vi sia in mezzo. Pro vegga Iddio, se ne siam degni,
e mantenga a lei la salute e il coraggio; che, certo, al suo dovere e zelo
so ch'ella non mancherà.
Baciandole le sacre mani, e rassegnandole il mio inviolabil ossequio,
mi confermo, etc.
2495.
A GIOVANNI ANTENORE SCALABRINI in Ferrara.
Modena, 12 Luglio 1726.
BiBLiOTBCA Comunale, Ferrara.
Ora si gode buona pace, né credo che alcuno badi a' fatti, che non
sono più capaci di dar gelosia. E poi guardi chi vuole le nostre lettere,
che troveranno gente onorata. Ma non penseranno per immaginazione a noi,
né, per vani sospetti, s'è mai ritirato il nostro p. Ferrari, sempre da me
riverito, sempre da me compianto, perché in lui perderemo, se Dio non
esaudisce i nostri voti, un uomo di merito, e un ottimo amico.
Rendo a V. S. le dovute grazia per l'altra manumissione; ma di
lunga mano maggiori gliele renderò, se mi aiuterà per le Masnade. Truovo
nelle carte estensi molti di questi uomini di Masnada, che veramente
sono servi, e pure posseggono di gran beni, sono vassalli per feudi, vis-
conterie, e altre giurisdizioni, e portano il tiolo di Dominus: cose dispa-
rate. Se mai si potessero trovare quali oneri avessero tali persone, l' avrei
pur caro. Uno credo che fosse di militare a piacimento del padrone. Ho
qui un giuramento d'un d'essi, poco diverso da quel de' vassalli, se non
che giura ut Servus Domino. Vegga ella, se in cotesti giuramenti v' abbia
cosa particolare, e mi favorisca della copia d'uno.
È cessato, a mia requisizione, il tempo piovoso, affinchè V. S. non
vada in collera; ma non mancheranno altri tempi torbidi e disgustosi:
che il mondo ne ha sempre da dare.
Con che, caramente riverendola, mi confermo, di V. S.
l'T'SG] A COSTANTINO QRIMALDI 2563
2496.
AD ANTONIO SCOTTI in Venezia.
Modena, 12 Luglio 1726.
Abchitio Tbbxtik, Venszia, edita 1163].
Godo che a V. S. illustrissima sieno pervenuti i due manoscritti da
me restituiti ; ed avendone anch' io ricevuto un' altro sottile, che tratta in
compendio delle cose di Padova, ma senza lettera, che l' accompagnasse,
desidero ben sapere, se dalla di lei gentilezza mi venga questo favore, per
soddisfare al debito della restituzione.
Intanto spedisco oggi anch'io un tomo nuovo Rerum lialicarum al
signor Manfrè.
Se si fosse potuto trovare la continuazione di quella Cronaca, di cui
V. S. illustrissima mi fece parte, io da essa avrei potuto trascegliere ciò
che riguarda Trivigi. Ma il solo primo tomo, che sul più bello manca, né
si sa di che Autore, uè a qual tempo fosse scritto, non basta al mio de-
siderio, che pur sarebbe grande, di ben servire a cotesta nobil città.
De' documenti, eh' ella con tanta benignità mi accenna, avrei caro
d'avere il Privilegio di Federico I, del 1178, il giuramento di Wecel." da
Praia del 1165, t\ Privilegio di Can Grande del 1329, quello di Carlo VI,
del 1370. Con suo comodo potrà favorirmene.
Ratificandole con ciò il mio costante ossequio, mi confermo.
2497.
A COSTANTINO GRIMALDI in Napoli.
Modena, 19 Luglio 1726.
Archivio Soli Mcbatori {R. Bibl. Est.), Modena.
Dal signor avvocato Valletta fu fatto pagare in Roma al signor abate
Giacobazzi quanto V. S. illustrissima andava debitrice per le copie de' tomi
finora a lei inviati. E però è saldato il conto nostro fin qui, cioè pel tomo
settimo. A quest'ora le dovrebbono essere giunte le due copie del tomo
ottavo, il prezzo delle quali, se il suddetto signor avvocato potrà farlo
sborsare al medesimo signor abate, ne resterò ben tenuto non meno a lui.
che alla V. S. illustrissima.
Troverà ella già stampati nella Raccolta i Diurnali di Mauro Spi-
nelli, e però altro non occorre per essi. Bensì mi saranno carissimi gli
2564 LODOVICO ANTONIO MURATORI [ 1*7*36 -
opuscoli di Tristano CaraccioU. Fra questi desidero io specialmente la
Vita di Giovanna I; quella di Ser Gianni Caranza. La difesa della No-
biltà Napolitana. Il funerale di Ferdinando I. Il Trattato dello stato della
Città di Napoli ; ma non già de cujusdam vanitale in loquendo. La Pistola
De Inquisilione farebbe per me, ma temo che si troverà difficoltà a stam-
parla per paura che il tomo non fosse fulminato da Koma: cosa che non
piacerebbe a me e molto meno a que' signori di Milano che fanno la stampa.
Supplico V. S. illustrissima di esaminarla e quando la scoprisse spiacevole
a gli occhi romani, non la faccia copiare. L'altre suddette cose le rice-
verò molto volentieri, e copiate alle mie spese.
Intanto le rendo divotissime grazie per la continuata sua premura in
favorirmi.
Non conosco io il p. Mauri traduttore del _ Dizionario del p. Calmet,
né 80 dove abiti. Me ne informerò, e potendo avere que lumi, ch'ella de-
sidera, avrò gusto di servirla.
Intanto con impazienza aspetto d'intendere il destino delle di lei
Opere legali e gliel auguro felice. Con che, rassegnandole il mio costan-
tissimo ossequio e serbando vive in cuore le tante obbligazioni, che le
professo, mi confermo.
2498.
A GIOVAN BERNARDINO TAFURI in Nardo.
Modena, 19 Luglio 1726.
Archivio Papadia, Galatina, edita [165].
Già sono stampati i Giornali di Matteo Spinelli, e con essi quanto
V. S. illustrissima mi fece avere intorno agli stessi; e spererei che a
quest' ora gli avesse veduti, perchè fin d' anno passato la stampa ne fu
fatta, e quel tomo, sou certo, che da gran tempo è in Napoli. Spero altresì
che ella avrà avvertito i sensi della mia gratitudine verso di lei.
Ora poi le rendo vive grazie per l' esibizione cortese de' Giornali del
duca di Monteleone, ma non accetto il favore, perchè già altronde gli ho
ricevuti.
Del Goniger non ho finora determinato ciò che abbia da essere, e vi
è tempo a pensare. Temo nondimeno di lasciare indietro quel suo Diario
perchè troppo infedele, e pieno di troppi sbagli, che screditano l'autore;
ed infatti anche da altra parte mi è stato screditato.
Intanto con ringraziai'la del suo benigno continuato affetto, le ras-
segno il mio rispetto, e mi ricordo.
■1*7S6] A GIOVANNI ANTENORE SCALABBINI 2565
2499.
A GIACINTO VINCIGLI in Perugia.
Modena, 19 Luglio 1726.
BiBioTKCA DBL Skminabio, Posaro, edita [ 106].
Godo che sieno felicemente giunti alle mani di V. S. illustrissima
que'due libri, de' quali mi aveva favorito; e maggiormente godrò d'inten-
dere, che il di lei meinto, dopo codesto impiego, ne truovi un migliore.
Intorno al corpo Rerum italicarum io non so, che qne' signori di Milano
facciano vantaggio ad alcuno; ma ne scriverò colà, toccando ad essi in-
teramente il disporne, siccome quelli, che a tutte loro spese stampano
l'opera. In Milano ogni tomo vale 20 lire di quella moneta. La servirò
io ben volentieri del tomo I e II de' miei Anecdoti, che ho pronti ad ogni
suo cenno, e se. potrò anche trovare copia del Trattato delle Paci ve l'ag-
giugnerò. Intanto con rassegnarle la mia debole servitù, ed il mio rispetto
mi confermo, di V. S. illustrissima.
2500.
A GIOVANNI ANTENOEE SCALABRINI in Ferrara.
Modena, 26 Luglio 1726.
BiBLioiKCA GoMOHALs, Ferrara.
Benché mi sia stato carissimo tutto ciò, che V. S. mi ha per sua
bontà inviato intorno alle Masnade, pure nulla veggo finora, ch'io non
abbia osservato nelle carte vecchie dell'Archivio Estense. Se le riuscisse
di trovare il documento di cotesto Capitolo, cioè l' esame di que' testimoni
per provare, che quel tale era della Masnada de' Canonici, forse darebbe
que' lumi che finora mi mancano : trovando io sempre assai strano, che
uno fosse Signore e Vassallo, e nello stesso tempo Servo. I Manenti erano
Servi anch'essi, ma diversi da quei delle Masnade. V'ha molte carte in
questo Archivio, ove le persone riconoscono d'aver beni dalla Casa d'Este.
Jure Maynentiae. Tuttavia non mi sarà inutile quanto ho ricevuto, e farò
menzione di lei. U di 20 del corrente s'incamminò alla volta d'Assisi il
signor conte Scalabrini. e la signora Contessa a quella di Parma. Terrò
r involto fino al loro ritorno.
Leggerò volentieri l'Orazione funebre del fu signor Preguglia, fatta
dal signor Dott. Jacopo Agnelli, non avendo potuto immediatamente sod-
2566 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'736-
disfare in ciò al mio desiderio; e goderò di vedere in pruova l'ingegno e
valore di cotesto giovane. Ringrazio io V. S. intanto di questo favore, e
la prego ancora di ringraziarne l'autore, s'egli ha parte nel dono.
Sicché è perduta ogni speranza di salvare il nostro buon p. Ferrari.
Misero paese che è questo mondo ! Me ne duol forte, e volesse Dio, che
1© mie povere orazioni potessero giovargli, siccome io le impiegherò, giacché
non posso di più per un si buon amico. A lui i miei più cari saluti, quando
il vedrà. E con protestare a lei le mie obbligazioni per gli continuati favori,
le rassegno il mio rispetto, e mi confermo, di V. S.
2501..
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 1 Agosto 1726.
Archivio Tacoli, Modena.
Il Molli propostomi da V. S. illustrissima nell'ultimo suo foglio, non
fa al proposito per la mia Raccolta, perchè mi sono impegnato col pub-
blico di dar solamente storici, che abbiano scritto prima del 1500. Il solo
Gazzada. benché mancante di molto, vi avrà luogo a suo tempo. Di più
non saprei che fare. L'Azzari, e il Panciroli, se non fossero posteriori
al mio disegno, sarebbono i più meritevoli d'entrare in questo teatro. Ed
essi erano molto più atti per l' abbondanza de' libri stampati a parlare
dell'origine di Reggio, che un'autore del 1290, vivente in tempi, che man-
cavano di libri, e se voleano ragionare de' tempi antichi, d'ordinario spac-
ciavano solamente delle favole, siccome chiaro apparisce in tanti autori.
Con augurarle felicissima villeggiatura, e rassegnandole il mio rispetto,
mi confermo.
2502.
AD UBERTO BENVOGLIENTI in Siena.
Modena, 9 Agosto 1726,
BiBLiOTBCA Comunale, Siena, edita [158].
Buon per me, che V. S. illustrissima conserva sì benigna memoria di
me, e delle cose mie. I frutti dunque me li aspetto nelle giunte che ella
mi fa sperare alla vecchia Storia Sanese, e per i quali mando innanzi i
miei più divoti ringraziamenti. Se, dunque, le capiterà qualche occasione
per Lombardia, me le mandi; che. a suo tempo, compariranno per gloria
di cotesta sua patria. Di annotazioni per cose di tempi si vicini, non ne
-l'TSG] A GIOVANNI ANTENORE 8CALABEINI 2567
son desideroso: perchè, pur troppo, veggo ohe va crescendo la mole della
Raccolta, e molto ancora ci resta; né vorrei essere di peso a' compratori.
Sopra tutto mi spaventano i Villani, che spero di dare ben raffazzonati.
Ho l'orazione funebre e la descrizione del funerale di Giovan Ga-
leazzo in prosa, fatta di quei tempi; e però non so se fosse a proposito
quella in versi che V. S. illustrissima possiede. Con tutto ciò, s'ella giu-
dicherà bene d'inviarmela, ne potrò allora portare un più sicuro giudizio.
Non mi è ignota la di lei dissertazione intorno alla lettera A', e desi-
dero forte di leggerla, ma molto più l'altra dell'armi, che è più di mio
gusto. Però vengano le due copie, che saranno ben ricevute; e a buon
conto, me le protesto singolarmente obbligato per queste grazie.
Già è fuori il tomo Vili, che è IX nel numero; e quella benedetta
Carta geografica è quella che trattiene l'uscita della seconda parte del
tomo II. Se a Dio piacerà, continuerò la fatica, e metteremo in salvo le
reliquie della Storia Italiana. Io non mi ostinerei a credere originale il
volgare de' Giornali dello Spinelli ; ma uè pure ad altri riuscirebbe facile
il mostrare il contrario. Se Ricordano potè scrivere in volgare, perchè non
potè alquanti anni prima un napolitano? Poco però importa.
Mi truovo fino alla gola pieno d'occupazioni mie e d'altrui. Ma in
qualunque tempo e stato, finché avrò vita, sarò pieno di stima e d'ossequio
pel nobile ingegno e ornatissimo cuore di V. S. illustrissima; e intanto più
che mai mi rassegno, di V. S. illustrissima, etc.
2503.
A GIOVANNI ANTENORE SCALABRINI in Ferrara.
Modena, 9 Agosto 1'^.
B1BL.10TSCA CounxALK, Ferrara.
Son tenuto a V. S. per la continuata sua bontà nel farmi godere il
documento del conte Alberto. Quell'altro spettante alle buone monache,
le quali con aurea simplicità se n'andavano a stare in villa accompagnate
da i loro preti, sarà forse più a proposito pe'miei disegni; e però quando
a lei piaccia di favorirmene, mi riuscirà ben grato, persuadendomi che il
Diavolo non si arrischiasse a tener loro compagnia, avendone un'altra si
buona a canto.
E giacché V. S. va proseguendo le sue erudite ricerche, tenga ben
davanti a gli occhi le Masnade, per vedere se si potesse dare miglior
lume a quella razza di Servi, che furono gli ultimi ad essere conosciuti.
Sento con dispiacere lo stato sempre più infelice del nostro p. Ferrari,
e già mi preparo alle conseguenze, che pur troppo si possono prevedere.
2568 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'?36-
Gli conceda il Signore Iddio quella costanza d'animo, che è necessaria in
si penose congiunture per chi ad occhi aperti sta vedendo, che la vita vuole
abbandonarlo. Io perderò molto in lui.
A momenti si aspetta il signor conte Seal abrini, al quale farò subito
avere quanto V. S. mi comandò. Intanto, con rassegnarle il mio rispetto,
mi confermo, di V. S.
2504.
A NICOLÒ DOMENICO MUZIO in Genova.
Modena, 16 Agosto 1726.
Archivio Vakni, Genova, edita [221].
Quando io mi credeva, che la Cronica dello Stella fosse già stata
collazionata in Milano col buon testo, di cui V. S. per sua bontà mi favori,
sento dal signor Goffredo de Filippi, a cui fu da me raccomandata, ed al
quale ultimamente ne scrissi per intendere, se era per anche stato resti-
tuito il di lei manoscritto, che non s'era per anco fatto, stante l'andata a
Roma del bibliotecario dell'Ambrosiana, il quale dovea somministrare un
altro testo di quella biblioteca; ma che s'intraprenderebbe il lavoro quanto
prima. Mi son doluto di tanta tardanza, e indarno mi sono augurato, che
il suo manoscritto fosse venuto a dirittura a Modena, che mi sarei fatto
rimandare il mio da Milano, ed ora sarebbe terminata questa fatica.
Son dunque a pregare la di lei bontà, che voglia condonare la so-
verchia tardanza, e riposarsi sulla certezza, che il suo manoscritto sta in
buone mani, e sarà puntualmente restituito, essendo a mio carico questo
dovere. Fin la primavera passata io trasmisi a Milano al suddetto signor
Filippi i due libri, de' quali mi fece grazia V. S. cioè del Bracelli. e l'opu-
scolo della Casa Doria, acciocché glieli facesse tenere. La prego di dirmi
se siane seguita la restituzione, perchè di ciò non ho mai ricevuto da lei
riscontro veruno. Con che, rassegnandole il mio rispetto, e la memoria delle
mie obbligazioni, mi confermo.
2505.
A GIOVANNI ANTENORE SCALABRINI in Ferrara.
Modena, 16 Agosto 1726.
Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est.), Modena.
Stanno in mia mano i due lunghi documenti, de' quali mi ha V. S.
ultimamente con tanta bontà favorito, e per gli quali me le protesto te-
-l*?©©] A VINCENZO VECCHI 2669
nuto assaissimo. Farò copiarli, e poi li rimetterò. Tuttoché avessi sperato
anche più copiose notizie intorno alle Masnade, dall'esame di que' testi-
moni, pure ve n'ha tante, ch'io certamente non lascerò di far pubblico
esso documento colla lode dovuta al benefattore. Altrettanto ancora penso
di fare dell'altro spettante a quelle buone monache. Sarebbe da desiderare
che all'ottimo genio di V. S. riuscisse di andare scoprendo simili reliquie
curiose dell'antichità, che farebbono onore a Ferrara, e servirebbono ad
impinguare gli argomenti, che, a Dio piacendo, io son per trattare a fine
di dar luce a i costumi de' tempi oscuri. So ch'ella non dimenticherà i
miei desiderj.
Tornò poi con prospera salute il signor conte Scalabrini, a cui tosto
fu consegnato l'involto a lui diretto. Anche ieri sera fui godendo de i
racconti curiosi del suo ultimo viaggio.
Giacché odo parlarsi di Sinodo costì, son bene a pregare V. S. che
s' informi, cosa io debba fare, se fossi, come priore di S. Agnese, chiamato.
Cioè se occorra scusa alcuna per la mia impotenza a venire, in somma
come io debba regolarmi. Che per altro in lontananza io darò un pienis-
simo placet a tutte le risoluzioni di si venerabil assemblea, in cui ella è
per fare si cospicua figura.
Piacesse a Dio. che l'acqua del Po fosse miracolosa pel nostro P. Fer-
rari, Del suo stato mi vada ella ragguagliando: perchè mi sta sempre a
cuore. Ch'io intanto in ricompensa le ho inviato un po' di aria fresca, la
quale farà risorgere a lei, e a chi ne ha bisogno, gli spiriti. E qualora
costi fosse pericolo della sanità, se ne fugga a Modena, dove per grazia
di Dio la godiamo assai buona.
Pazienza, se non si può trovai'e Vita alcuna del buon Berso. Quand'essa
fosse caduta nelle branche de gli espilatori, facciam conto che sia perduta.
Ringrazio la di lei bontà, perchè ne tien viva la memoria. E rassegnan-
dole le obbligazioni mie. con tutto lo spirito, mi confermo, di V. S.
2506.
A VINCENZO VECCHI in Ferrara.
Modena, 23 Agosto 1726,
B. Abchivio di Stato, Modeua.
Non trovandosi qui nel ducale Archivio, come ne pure nella compu-
tisteria, alcuni registri e memor'ie camerali, de' quali si ha grande neces-
sità, tengo ordine dal Padrone serenissimo di scrivere a V. S. illustris-
sima, e di «Urie, che, colla maggior sollecitudine possibile, ella procuri di
ti'ovare tutti que' registri, schede notariali, e libri d' aziende camerali, spot-
2570 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*?S6-
tanti massimamente ad acquisti, che si trovino in cotesto Archivio, co-
minciando al 1498 fino al 1535. Qui abbiamo nota di alcuni di essi registri
come esistenti costi; abbiamo anche le schede di vari notai Camerali
antecedenti, ma non di que' tempi, e che appunto ci abbisognano. Unito
che V. S. illustrissima avrà quanto le parrà a proposito, avvertendo spe-
zialmente se vi fossero memorie di quegli anni per Carpi e suo distretto,
sarà necessario lo spedire qua tutto, ben incassato e difeso o pel Corriere,
se non tardasse troppo; o pure, se non fosse gran mole, per mezzo di un
cavallo, se però alla di lei prudenza paresse sicuro un tal mezzo. Io so
che l'attività e il zelo di V. S. illustrissima, quando si tratta del buon
servizio del comune Padrone, non ha bisogno d'altri stimoli o lumi. E
però rassegnandole il mio costantissimo ossequio, mi ricordo.
2507.
A LUC ANTONIO GENTILI in S. Marino.
Modena, 24 Agosto 1726.
Biblioteca del Seminario, Pesaro, edita [li 8].
Se gradite mi sono le lettere di V. S. che le desidero, quanto me
stesso, ai'guisca ella, quanto mi sarà accetta la di lei persona, che dice ve-
nirmi quanto pi'ima a visitare. Venga pure con tutto suo agio, che troverà
qui preparati per la sua restituzione i suoi manoscritti, avendo io già
confrontata la Cronaca di Gubbio, che ho solo fatto copiare. Troverà an-
cora a Dio piacendo, me in villeggiatura vicina, che potrò essere con facil
passaggio in città a servirla. Intanto augurandole felice viaggio, e sanità
perfetta, le rassegno la mia costante osservanza, e mi ricordo, di V. S.
2508.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 29 Agosto 1726.
Archivio Soli Muratori {li. Bibl. Est.), Modena.
Se giugnerà la Collana imperiale, può credere V. P. reverendissima
eh' io darò, con essa al collo, una maestosa passeggiata per questa piazza,
e mi farò guardar dietro la gente. Venga dunque il P. Paoli degno am-
basciatore di S. M. C. a questo furto. Non è poco il rendere tributario a
noi poveri Italiani il cielo settentrionale. Dovrebbe anche toccare al Padron
serenissimo quell'assegno in Ungheria, che fu promesso. Ma intanto ella
-l'7S61 A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2571
sa, che buoni sorbetti ci vengono da quel benedetto paese. Altro non dico.
Con renderle vive grazie della consegna del nuovo libro del signor Fi-
lippi ad esso P. Pauli, o pure al collegiale, e con sospirare l'onore de' suoi
comandamenti, le rassegno il mio ossequio e mi ricordo, di V, P. reve-
rendissima.
2509.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 29 Agosto 1726.
BiBLioTsCA Ambbosiava, Milano, edita [176].
Per le benigne congratulazioni che V. S. illustrissima mi fa godere
in occasione del regalo che è piaciuto all'augustissimo d'inviarmi, viva-
mente ringrazio la di lei gentilezza. Ma non vorrei che Milano per questa
volta innamorasse tanto l' onoratissimo p. Pauli, ch'egli si dimenticasse
costi, perchè la mia poca sanità ha bisogno di qualche ristoro in villa, e
a questa non mi so risolvere se non dopo avere goduto qui delle grazie
del dignissimo amico. In vedendolo la prego di portargli i miei più divoti
ossequii.
Mi sono informato cosa occorrerebbe per la cittadinanza di Reggio,
e mi dicono che importerà qui la grazia due Luigi. Forse occorrerà qualche
altra cosa in farla registrare a Reggio (se pure è necessario). Del resto
mi adopererò io con tutta efficacia a fine di servire il signor Guaschi, e
V. S. illustrissima nello stesso tempo. Ella non ha che a comandarmi.
Avendo io l'ordinario antecedente significato al signor Argelati. ac-
ciocché ne facesse a lei parte, quali manoscritti si potessero cercare a
Roma e a Firenze, altro ora non aggiugnerò, Prima di chiudere la pre-
sente, troverò il suo foglio e gliel trasmetterò.
Godo ch'ella abbia conosciuto nel p. Cerati un savio e dotto religioso,
e le protesto le mie obbligazioni per le finezze a lui usate. Con che ras-
segnandole il mio rispetto, mi confermo, etc.
P. S. Dope avere scritta la presenta in casa, mi credeva io di tro-
vare in libreria il di lei foglio: ma questo l'avrò portato a casa. Nel
venturo ordinario soddisfarò a questo mio debito. Per ora perdoni alla
mia trascuratezza.
2572 LODOVICO ANTONIO MUKATORI [1*736-
2510.
A GIULIANO SABBATINI in Vienna.
Modena, 30 Agosto 1726.
Archivio Càmpoei, Modena, edita [211].
Tengo due lettere di V. S illustrissima, ma non so bene accorgermi
se anch'ella abbia ricevuto tutte le mie. In una d'esse le significava i
passi fatti dal nostro prelato, per gli quali credeva io spezialmente are-
nato l'affare della pastorale; e sopra di ciò non veggo risposta. Può es-
sere che la mia sia giunta dipoi. In altra antecedente le aveva io esposte
le suppliche di questo signor Giovan Battista Ferretti maestro di casa
del signor marchese Taddeo Rangoni, per impetrare da V. S. illustrissima
la grazia, che Mauro Fanti da Carpi, possa ricevere la prima tonsura,
avendo egli già la permissione per questo di S. A. serenissima co' recapiti
necessari. Può darsi, che la moltiplicità de gli affari le abbia fatto sfug-
gire sotto gli occhi una tale preghiera, eh' io riverentemente rinnuovo.
Ora quanto alla /jastorale sono io stato aspettando, se il Padrone se-
renissimo, o il signor segretario Santagata me ne facevano motto, a tenore
di quanto V. S. illustrissima mi aveva scritto ; ma ho avuto un beli' aspet-
tare. Giudicai dunque meglio di replicar io gli assalti al ministro, ed egli
mi disse, che S. A. serenissima n'aveva a lei esposti i propri sentimenti,
e che intorno a ciò si attendeva la di lei risposta, che non era giunta
peranche. In somma le apparenze sono, che qui s'abbia poca voglia di
lasciarla uscire; e tanto più che non mi si parla mai di questo a cuore
aperto. Non lascerò io d' importunare finché s' arrivi a intendere il netto
di ciò, che finora è in oracolo; e mi regolerò secondo le di lei prudenti
istruzioni, con desiderio costante di servirla in questa e in altro come
meglio potrò e saprò.
Lessi con piacere e insieme con grave disgusto la viva descrizione fattami
da V. S. illustrissima de gli strani sentimenti di cotesti ministri, che però
non mi giunge nuova; e tanto da ciò, quanto da altri andamenti a me non
ignoti nelle presenti scabrose congiunture, non so se non temere e pre-
dire sinistre e troppo disgustose conseguenze. Se non è la mano superiore
dell'Altissimo, che soccorra, veggo anch' io, essere da sperar poco nelle
umane. Intanto ho la consolazione d' udire il Padron serenissimo, che parla
di V. S. illustrissima sempre con termini di approvazione del di lei zelo,
e fa conoscere, che, se gli affari passeran poco bene, ciò non sarà per di-
fetto di lei. Piaccia a Dio, che questi prendano qualche miglior piega : che
così avremo tutti occasione di rallegrarci.
-l'T'Sei AD ANTONIO VALLISNIERI 2573
Giacché il gentilissimo signor conte di Collalto è per essere in breve
in Italia, farà men viaggio la risposta, ch'io gli debbo. Il mio desiderio
è tatto per servirlo; ma non veggo come poterlo fare. Per la dedicatoria
di un tomo Rerum Italicarum, i signori Milanesi, a' quali cedei il diritto
delle dediche, affinchè assumessero il peso della stampa, mi hanno risposto,
che non possono, dovendo scegliere solamente Principi, la compagnia
de' quali non disdica all'Augustissimo, a cui son dedicati i primi tomi. Per
la prefazione alle rime della Stampa io non mi ritiro dal farla: ma, senza
che mi sieno somministrati materiali, non saprei che mi dire. A quest'ul-
timo si potrà ritrovare ripiego. Con augurare a V. S. illustrissima coraggio
in mezzo alle burrasche, e tutta la maggior fortuna a' suoi difficili negoziati,
le rassegno il mio costante ossequio; e. baciandole le sacre mani, mi raf-
fermo, etc.
2511.
AD ANTONIO SCOTTI in Venezia.
Modena, 30 Agosto 1726.
Abchitio Soli Muratori {B. Bibl. Egt.), Modena.
Ricevo i documenti, de' quali con tanta bontà mi ha favorito V. S. il-
lustrissima, e gliene rendo le dovute grazie, riserbandomi di farne buon
uso a suo tempo. È stato a favorirmi il signor abate Arrigo di Collalto, e
s'è fatta con esso lui dolce commemorazione del di lei merito, onora-
tezza e ottimo cuore. Qua io, e a chi mi fa godere tante grazie, vorrei pure
poter corrispondere in qualche guisa colle occasioni di servirla. Perciò siip-
plicandola de' suoi stimatissimi comandamenti, le rassegno il mio indelebile
ossequio, e mi confermo, di V. S. illustrissima.
2512.
AD ANTONIO VALLISNIERI in Padova.
Modena, 3 Settembre 1726.
BiBUOTXCA Naziohalb di Brera, Milano, edita [ 142 ].
Quanto meno aspettata, tanto più cara m'è stata la visita del nostro
onoratissimo signor dottore Pi vati, che nel ruolo de' nostri amici e de'ga-
lantuomini ha pochi pari. Con gran fretta è venuto : pure n* ho goduto il
sorso con sommo piacere: ora corro a servirlo in Biblioteca. Per mezzo
suo v'avrei trasmesso il da voi sospirato libricciuolo, se l'avessi una volta
ricevuto. Ne parlai tempo fa al signor abate Papotti, che nulla aveva ve-
t^Utolario di Lodovico Antonio Muratori — VoL VI. 163.
2574 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*?36-
duto comparire: e poi nuli' altro ne ho inteso, ^ti chiarirò, se mai fosse
giunto, ma ho paura di no. L'opinione, che tutti i mali procedano da
vermetti di specie diverse, alberganti dentro di noi, può essere non dispre-
gevole. Qualora in tutti i nostri fluidi, e massimamente nel sangue, si provi
il soggiorno di questi viventi, può una tal famiglia cagionare alterazioni
interne nel suo proprio elemento, che nuocano a tutto il nostro individuo,
siccome quei del ventre chiaramente si vede che operano, massimamente
ne' fanciulli. Purché facciamo interni e innati questi animaletti in esso noi,
mi ci accoramodo. Solamente ho avuto ed ho difficultà ad ammetterli avven-
tizj e procedenti dal di fuori.
Ho anch'io partecipato della liberalità cesarea nella collana inviatami
dall'Augustissimo per mezzo del p. Paoli, suo teologo. Ha questo buon
religioso assicurato il Padron serenissime, che due soli in Italia hanno
goduto di questa grazia, e amendue sudditi di S. A. serenissima. Vedete,
se siamo innanzi, e se dobbiamo armarci centra le tentazioni della superbia.
Con ritorno del comune amico vi rimando i fògli imperfetti della di-
fesa del vostro stabilissimo sistema delle Fontane. L'intero trattato, ch'io
ricevei, e per cui vi rendo infinite grazie, è riserbato per delizia della
mia imminente villeggiatura. Ma quel fiorentino non ha già la leggiadria
che suol trovarsi ne* componimenti del suo paese. Con tutto ciò combatte
egregiamente per voi.
Strano è il caso de' viperini nati per bocca della madi*e. Sto a vedere
che si trova con che dar calore alla favola degli antichi intorno al parto
d'essi funesto alla madre.
Ricorderò al signor dott. Pivati, che faccia accettare in cotesta ac-
cademia il signor dott. Ignazio Maria Como, gentiluomo napoletano, e in-
gegno felice. A buon conto, non di meno, il raccomando anche a voi.
Ma non vorrei che la pratica dell' arte vostra divenisse una mala pra-
tica per gli studj vostri, che fanno tanto onore a voi, e alla nostra Italia.
Prego Dio che vi conservi in ottima sanità lungamente, e possiate atten-
dere all'uno e all'altro impiego, senza che il più importante sia vinto dal-
l'altro. E con tutto l'ossequio mi ricordo.
2513.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 5 Settembre 1726.
Archivio Tacoli, Modena.
Se V. S. illustrissima avrà fatto cercare alla posta della Mirandola,
avrà ivi trovata la risposta all'antecente suo foglio; Mi rallegro ora.
-l'72Ql A OIOVANNI ANTENORE 8CALABBINI 2575
ch'ella sia ritornata alla patria; ma se credessi ch'ella volesse fermar-
visi. le chiederei conto d'una risoluzione sì contraria all'uso. La vin-
demmia ci chiama tutti : e io, se piacerà a Dio, mi porterò fra poco a fare
la mia. Intanto, con rassegnarle il mio rispetto, mi confermo.
Mi ha poi portato il p. Paoli teologo di S. M. cesarea la collana d'oro
di cui s'è degnata la cesarea clemenza di regalarmi.
2514.
A GIOVANNI ANTENORE SCALABRINI in Ferrara.
Modena, 6 Settembre 1*^.
Biblioteca Comusalx, Ferrara.
Inchiusa rimetto a V. S. la copia del documento, ch'ella mi richiede,
cavata da gli Annali manoscritti del Prisciano. Ove dice sibi sument. do-
vrebbe esservi un Clerici, o altra simil parola; ma questa non si legge
nel testo, che ho qui. Altra memoria spettante a quell'argomento non l'ho
veduta!
La villeggiatura mi aspetta, e ne ha bisogno la mia infievolita sanità.
In tutti i luoghi, in tutti i tempi io desidero di comparire quale con tutto
lo spirito ora mi protesto, di V. S.
In occasione che è passato di qua il p. Paoli teologo dell'Augustissimo
Imperatore, mi ha la M. S. cesarea inviata in dono una bella collana d' oro
con medaglia pendente. V. S. che stima si poco i Gemignani, risponda ora
un poco.
Mi occorre di pregarla di un favore, che insieme sarà atto di carità.
E ricorsa da me una povera donna, che ha avuto qui una sentenza contro, a
cagione dell'attestato di due di cotesti beccamorti, asserenti d'avere seppelito
in S. Maria degli Angeli Antonio Melli da Modena, che andò da questi
paesi, e la sudetta donna sua nipote pretende che possa essere tuttavia.
Teme essa d'inganni a lei fatti, perchè cptesto parroco non notò già
ne' libri de'moi'ti quella d'esso Melli, che si suppone mancato di vita molti
anni sono, e dicono che solamente tre anni sono aggiunta da esso parroco
una tal partita. Vegga di grazia V. S. se potesse con aguzzar ben gli
occhi, scoprire, se fosse seguita costi qualche trama in danno d'essa po-
vera donna per colpa de' beccamorti, e in occasione della lite. Le resterò
ben tenuto di tutto.
2576 LODOVICO ANTONIO MURATORI • [1*736-
2515.
A VINCENZO VECCHI in Ferrara.
Modena, 6 Settembre 1726.
R. Abchivio di Stato, Modena.
Non ho inviato a V. S. illustrissima anche la ricevuta de gli docn-
menti ch'ella mi trasmise, perchè penso di rimandarle quel libro, che con-
tiene memorie della Pomposa. Allora le darò lo scarico di tutto.
I beni di Miarina livellati da' PP. di S. Pietro di Reggio non fanno
al caso, perchè non sono nell'eredità del fu signor Principe Foresto. Fes-
solo, Le Lame, Groppo, e simili tenute son quelle che noi avremmo bisogno
di poter provare che devenissero alla serenissima Casa, dopo il confisco fatto
ad Alberto Pio. Per conto del Vendemiati faccia V. S. ciò che sarà più
utile pel serenissimo proposto, che ancor io desidero più questo che altro.
Aggiugnere anche dieci scudi all'oiferta di lui, lo posso, ma non più.
Prima di chiudere la lettera vedrò d'indicarle i notai ducali del 1514,
e dei susseguenti anni, i rogiti de' quali, se mai fossero costi, bramerebbe
il signor segretario Santagata. che fossero inviati, quasi per unirli ad
altri molti antecedenti, che abbiamo, si per istudiarvi diligentemente nella
presente scabrosa congiuntura. Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi
confermo.
2516.
A GIUSEPPE RIVA in Londra.
Modena, 7 Settembre 172(5.
R. Biblioteca Estense, Modena.
Unito a questa mia troverà V. S. illustrissima il dramma di cui io
tempo fa feci qualche apertura a lei, e che l'autore, cioè il sig. Dott. Iacopo
Martinenghi ' piacentino, mio particolare amico, s'è ingegnato di comporre
a tenore dell' istruzione eh' ella mi diede intorno a cotesto teatro italiano.
Io desidero che il medesimo incontri buona fortuna, e spero che la di lei
bontà si adopererà efficacemente per procurargliela; del che le resterò
sommamente tenuto. Avrebbe caro 1' autore, che cotesto ministro del Se-
renissimo di Parma non venisse in cognizione di questo affare per ora;
perchè, caso mai non si fosse colpito nel segno, non si facciano ciarle alla
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), n.° 13 da Piacenza, Ve-
nezia, 1725- '39.
-l'S'SQ] A GIUSEPPE EIVA 2577
di lui patria. Del resto si esibisce l'autore di mutare, di aggiungere, e di
levare ciò che costi paresse averne bisogno; né dorerà fatica, essendo
persona che ha gran prontezza in far versi, e si augura di poterne far
molti per servii*e cotesti signori. Attenderò da V. S. illustrissima l'esito
di questa faccenda che desidero in tutto favorevole, perchè, trattandosi di
un amico, reputerei mia la sua contentezza. Mi riposo sopra la di lei vi-
gorosa interposizione, e solamente aggiungo che le dovrà giungere franco
esso dramma, per la posta o per altra via: ma se cosi non fosse, e occor-
resse spesa, me ne avvisi.
Avrà ella inteso le doglianze del sig. A. di Milano per certo ordine
da lui dato che fosse pagato in Germania del danaro: cosa che non ha
avuto effetto. Me n' è dispiaciuto; ma io mi figuro eh' ella saprà rispondere.
Con tutto il mio desiderio di avere il libro del Locke, il sig. Vandelli
mi scrive di Vienna, che non ne ha potuto trovar copia, e mi consigliò
d' aspettare una nuova traduzione che sarà migliore dell' altra. Di libri
inglesi non ne voglio : che un' uomo di capelli canuti non vuole, né si dee
mettere a studiare una lingua sì straniera. Di franzesi si che li prenderei
volentieri. Quando arriverà il sospirato sig. Dottor Cocchi ' [ Antonio ], me
ne farà avvertito il sig. fattore Tori, acciocché io possa volare in città
dalla villeggiatura per godere di si buona fortuna.
Intanto io vorrei qualche nuova delle faccende presenti del sempre
riverito sig. Rolli, e quell' altre novità letterarie, eh' ella crederà conve-
nienti alla mia curiosità. Sappia anch' ella avermi sua Maestà cesarea,
regalato di una collana d' oro, portatami dal p. Paoli suo teologo. Che
vuol dire, eh' io dopo questo colpo non potrò più aver luogo nella lega di
Anno ver, essendomi accostato a quella di Vienna. Pertanto ella non ne
faccia motto a cotesti signori inglesi, che non venissero a bombardarmi
alcuno de' miei stati. Con che. ratificandole il mio rispetto, mi confermo.
P. S. Avrà ella un foglio anche dall' autore del dramma che le
esporrà quanto occorre.
2517.
ALLO STESSO in Londra.
Fiorano, 8 Settembre 17^.
R. Biblioteca Estehsc, Modena.
Riceverà V. S., e deve riceverlo franco per la posta, un dramma com-
posto da un amico mio e seco una mia lettera, in cui le raccomando di
Sue lettere in Archivio Soli MuratoH ( R. Bibl. Est.), a.° 11 da Firenze 1725- '34.
2578 LODOVICO ANTONIO MtJRATOEI [1*736-
adoperarsi, perchè un tal suo componimento sia accettato costi. Non ho
potuto dispensarmi da si fatta raccomandazione, ma avrei ben desiderato
di poterla fare con un sodissimo fondamento. Troverà ella, e pur troppo
vedrà, che questo componimento non è, non dirò capo d'opei'a, forse neppur
mediocremente composto, non iscorgendosi ivi scene forti, né passioni che
tengano attento l' uditore, ne giri né intrecci, ed altre simili qualità per
cui piacciono simili componimenti. Ora quando non piaccia costi, come
pur troppo ho ragion di temere, prego la di lei bontà che in una lettera
ostensibile indichi a me la poca fortuna incontrata, e insieme le cagioni
di rifiutarlo. L'autore ha facilità di far versi; ma farli pesanti, ameni,
questo non pare che sia in sua mano. Trovi adunque V. S. qualche buon
colore per dare il tracollo alle sue speranze: e cosi si quoterà: che per
altro egli sarebbe pronto a mettersi gli stivali per volare al Tamigi. Rin-
novandole con ciò la memoria del mio rispetto, mi confermo.
2518.
AD ANTON FRANCESCO MARMI in Firenze.
Fiorano, 9 Settembre 1726.
BiBbioTBCA Mabucelliana, Firenze, edita [153].
Sto io pure aspettando da V. S. illustrissima avviso, che al sig. mar-
chese Rinuccini sia giunto l' involto eh' io gì' inviai, cioè tre tomi Rerum
Italicarum per lui, e l'opera del sig. Filippi per lei; avendomi scritto,
settimane sono, il sig. Sebastiano Bassi da Bologna, che l' avrebbe imme-
diatamente spedito costà. Voglio bene sperare che ciò sarà felicemente
seguito. Costa cadauno di essi tomi trentun paolo e mezzo, che prego la
di lei bontà di riscuotere da esso sig. marchese, e di conservarli co' cin-
quantotto e mezzo di ragione di questo Soliani libraio, che a V. S. illu-
strissima inviò da Pisa il sig. Dottor Poggesi ' [Alessandro]. Al sig. Fi-
lippi significai la di lei gentile intenzione di compensargli il dono, ed egli
la riverisce divotamente e ringrazia per questo. S'è egli incamminato alla
Corte di Vienna, dove staremo a vedere che ricompensa gli sarà data dal-
l' Augustissimo per la suddetta sua opera, e per un' altra ultimamente
pubblicata in difesa della Compagnia d' Ostenda.
Se V. S. illustrissima m' invierà la dissertazione del chiarissimo
padre abate Grandi intorno alle Pandette Fiorentine, la leggerò volentieri,
e vedrò cosa cotesto insigne letterato ci sappia dire di nuovo intorno alle
stesse.
Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est.), n. 15 da Pisa 1713- '38.
-ITS©] A GASPARO CERATI • 2579
Non ho peranche inviato al sig. marchese Pallavicino a Milano la
lettera del sig. marchese Rinuccini. Gliel' iuvierò, subito che sarà per uscire
uu nuovo tomo, restando intanto avvisato il sig. Argelati di consegnargli
da qui innanzi ciò che si andrà stampando.
L'Augustissimo imperatore, per mezzo del dignissimo p. Paoli, che
va a risiedere in Roma col titolo ed esercizio di teologo, mi ha inviato
in dono una collana d'oro con sua medaglia. Può essere che V. S. illu-
strissima vegga questo onoratissimo religioso nel suo passaggio verso Roma,
s'ella per fortuna si troverà in città.
Nulla m' ha inviato da Vienna monsignore Sabbatini pel sig. marchese
Rinuccini. Se verrà, cercherò via per trasmettere costà il libro aspettato.
E con ciò, ratificandole il mio rispetto, mi ricordo, di V. S. illustris-
sima, etc.
2519.
»
A GASPARO CERATI* in Parma.
Fiorano, 10 Settembre 1726.
Archivio Magawly-Ckkati, Parma.
Son due giorni ch'io son passato alla villeggiatura, di cui aveva gran
bisogno la mia indebolita sanità, e qui mi metto a pensare! ma quando
r amatissimo p. Cerati farà egli vela alla volta di Roma? Se, mentre io
son fuori di città, troppo mi rincrescerebbe; che assolutamente io non
vo' perdere la buona congiuntura di riverirlo, e di profittare della sua
dolce e dotta conversazione. S' aggiugne, che io avrei bisogno, eh' egli
mi serbasse un cantoncino nel suo baule per Sozomeno, che già è in or-
dine per ritornarsene al suo padrone in Roma, e vorrebbe che il p. Cerati
promotore del suo viaggio desse 1' ultima mano alle sue grazie con ripor-
tarlo seco. Adunque eccomi a pregare V. R. di qualche avviso, intorno a
qual tempo verisimilmente ella sia per mettersi in viaggio, acciocché io
mi possa trovare in città.
Se sarà, come spero, d' Ottobre, probabilmente io sarò ad aspettarla
di pie fermo. In una parola, faccia ella che non mi scappi di mano la
consolazione di riverirla e servirla in Modena. So eh' ella è stata a
Milano, e in tempo ch'era ritoi'nato il sig. Dottor Sassi. N'ebbi piacere.
Maggiore lo spero dal potere in persona ratificarle quel distinto ossequio,
col quale ora mi confermo, di V. P. reverendissima.
• Responsive in Archivio Soli Muratori ( 7?. Bibl. Est. ), n." 40 da Roma, Pistoia,
Firenze 1721 -'49.
2580 LODOVICO ANTONIO MUSATOSI [1*736-
2520.
AD ANTONIO VALLISNIERI in Padova.
Fiorano, 10 Settembre 1726.
Biblioteca Nazionale di Brera, Milano, ertila [142].
Quasi nello stesso punto, prima ch'io mi portassi alla villeggiatura,
di cui aveva gran bisogno la poca mia sanità, mi giunse una carissima
vostra con la patente d' aggregazione del signor dottor Ignazio Maria Como
a cotesta Accademia, per cui sommamente vi ringrazio ; e dal signor dot-
tore Chierici mi fu inviato il libro, o sia i libri, che aspettavate da Parigi,
ch'egli aveva ricevuto, se non erro, a Guastalla. V'ha l'operetta del signor
Ecquet sopra l'Oppio; e v'ha il sistema dell'Origine di tutti i morbi dai
vermi, dell' autore inglese : opera breve, e che solo indica le cose, né fa
menzione di voi, che pure avete preceduto lui, e dato si buon fondamento
a si fatto sistema. Ho veduto bensì il vostro nome con tutto onore in
altra operetta annessa contra di monsignor Andry. Ho in Modena il plico
per inviarvelo, subito che mi si presenterà occasione, la quale vorrei che
fosse sicura.
Cosi fossero giunti a tempo per consegnarli al nostro amatissimo
signor dottore Pivati, che mi sorprese qui con la sua dolce visita, ma vi-
sita di poca durata. Sommamente ho goduto in rivedere questo onoratis-
simo amico, il quale, se fosse medico, guarirebbe i malati solamente col
condurre loro davanti quella cierona si allegra, e si sana, e quel volto, in
cui, al dispetto di qualche anno impertinente, sta più che mai situata
come in suo trorto la gioventù. Egli sarà ritornato a voi con mia lettera.
Caramente riveritelo per parte mia.
S'abbattè egli ad essere qui col p. Paoli, da cui ricevei il regalo
dell'Augustissimo. Egli, siccome vi scrissi, fece rilevare al Padron sere-
nissimo la distinzione fatta da S. M. cesarea a questi due suoi sudditi,
come cosa ben rara.
Non ho avuto tempo di leggere il sistema suddetto de' vermi: e quasi,
a tutta prima, ebbi sospetto che fosse una caricatura e impostura per ri-
dersi del pubblico. Ma sarà cosa da farne il conto. Ricordatevi eh' io sono,
ed eternamente sarò, etc.
-ITSS] A GIOVANNI ANTENORE SCALABBINI 2681
2521.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Fiorano, 23 Settembre 1726.
Abcrivio Soui Muratoki (fC Bibl. Btt.), Modena.
Ninna copia dell'Indice della Libreria Maggica ho ricevnto sinora;
solamente me ne avea fatto sperare uno il signor Argelati. Perciocché mi
sarà gratissimo di avere in mano il catAlogo d'essi libri, per comperarne
forse alcuno, se potrò avervi luogo, prego V. P. reverendissima di effet-
tuare la sua benigna offerta coli' inviarmene uno. Spero che le si presen-
terà qualche occasione di farmi godere le sue grazie fuori di posta; e
intanto mi protesto sommamente tenuto alla di lei gentilezza per la be-
nigna memoria, ch'ella ha sempre di favorirmi.
Mi fu supposto, che costi fosse uscita alle stampe scrittura in difesa
de i diritti cesarei sopra Parma e Piacenza, tale che l'Avvocato Nicoli
scrittore della contraria parte non dovrebbe avere più volto da comparire
in pubblico. Prego V. P. reverendissima di dirmi, se ciò sussista, perchè
in tal caso ne bramerei copia.
Son qui a godere un pò" di villeggiatura, e in vicinanza della Corte,
che godette ne" giorni passati una commedia spiritosamente recitata da
queste serenissime signore Principesse. E di qui. ratificandole il mio im-
mutabil rispetto, mi confermo, di V. P. reverendissima.
2522.
A GIOVANNI ANTENORE SCALABRINI in Ferrara.
Fiorano, 23 Settembre l'^G.
BiBLiOTscA CoMn!(Ai.K, Ferrara.
Vo seguitando a godere un po' di villeggiatura, e qua mi son capitate
l'ultime due carissime di V. S. con que' sontuosi elogi, ch'ella ha fatto
godere al mio per altro eccelso merito in occasione del cesareo regalo. Ma
ella vada adagio; che son persona da prendere vento di troppo, ed ella
può ben prevedere, a che rischio sia esposto un uomo, che patisca questo
difetto.
Son copiati i documenti, de' quali mi favori la di lei gentilezza: ma
finché non torno in città, non posso collazionarli per restituir poscia al
padrone i suoi fogli.
2582 LODOVICO ANTONIO MÙRATOKI fl*7S6-
Intanto mi congratulo con V. 8. pei* la solenne ambasciata fatta al-
l' emiuentissimo vescovo. Bella fortuna potersi inoltrare nella buona grazia,
di chi . può tanto promuovere la di lei fortuna, e alla mitra aggiugnerà
ancora l'autorità di Legato. In cosi bell'ascendente di grazia non si dimen-
tichi di me suo buon servitore.
Ma ogni volta ch'ella mi parla del povero p. Ferrari, mi sento venir
freddo, e mi salta la malinconia addosso. Vedere un'amico languire cosi,
e senza apparenza di guarigione, mi punge il cuore. Vedendolo V. S. sempre
si ricordi di caramente riverirlo in mio nome.
Per le diligenze usate nella ricerca della morte del Molli, mi protesto
anch'io ben" obbligato alla di lei carità. Questa povera donna avrebbe avuto
bisogno di mostrare, che è falsa la morte del suddetto Molli. Ma a q\iel
che veggo, la parte contraria ne ha abbastanza per provare il suo intento.
Nulla ho trovato intorno al luogo della sepoltura del marchese Aldobran-
dino. Quando sia stato seppelito in Ferrara, più tosto sarà ciò seguito
nel Duomo, che in s. Francesco, perchè non so che vivente s. Francesco
avessero costi chiesa e convento i Minori. Di quel vescovo di Ferrara,
che si suppone intruso da Salinguerra. nulla medesimamente mi sovviene.
Sono in villa, e perciò senza libri.
Certo è, che i figli di Salinguerra seguitarono ad essere potenti; né
furono lor tolti i beni del padre, essendosi contentati i collegati del levar
di mezzo quel gran Ghibellino, senza perseguitare inoltre i figliuoli.
Anima al gran Sinodo: che anch'olla ha da essere un cardine e una
colonna del venerabil consesso. E impari ben a mente la bella lezione
deW Amen. Sono e sarò sempre con tutto l'ossequio, di V. S.
2523.
AD ANTON FRANCESCO MARMI in Firenze.
Fiorano, 2 Ottobre 1726.
Biblioteca Marucei-liana, Firenze, edita [153].
M'erano nati sospetti di qualche sinistro avvenimento ai libri ch'io
inviai al signor marchese Rinuccini, da che V. S. illustrissima mi signi-
ficò che non peranche erano pervenuti costà. Scrissi pertanto a Bologna,
ed ebbi riscontro, che già tutto era in salvo. Ora mi rallegro di vedere
confermato da lei stessa il medesimo avviso. Resta solo, ch'ella mi favo-
risca di ritirare il danaro dovutomi da esso signor marchese.
Capitando dunque costà l' onoratissimo padre Paoli, prego V. S. illu-
strissima di riverirlo divotissimamente in mio nome. Ella conoscerà un
religioso di gran sapere, e insieme d'ottimo cuore. La prego di ricor-
-l'726] AD ANTONIO VALLISNIERI 2583
darmi gran servitore anche al signor conte Caimo, Inviato cesareo, che
so essere un gentilissimo cavaliere.
Le terribili disgrazie di Palermo non si sanno finora che in confuso.
Io sto in pena per alcuni miei amici, che sono colà. Ringraziamo Dio, che
le patrie nostre non sono suggette molto a sì gran flagello.
Con rassegnarle il mio rispetto, mi confermo, di V. S. ìllnstrissima. etc.
2524.
AD ANTONIO VALLISNIERI in Padova.
Fiorano, 2 Ottobre 1726.
Biblioteca Nazioralk di Brera, Milano, edita [142]
A tenore de' vostri ordini ho fatto subito consegnare al Zara, giudeo,
l'involtino dei libri venuti per voi da Parigi; e avendo egli risposto, che,
se occorre, cercherà occasione ancora più pronta per inviarvelo, gli è stato
risposto, che s'avrà caro ch'egli stesso per sicurezza maggiore vel porti.
Prima di spedire esso involto, ho letto oon attenzione il Sistema
de' Vermi, origine di tutti i morbi. Veggo che sembra uomo parlante da
senno: tuttavia vi prego d'avvertire, se mai costui avesse preso a fare
una beffa al pubblico, e cercasse de' corrivi. Tanti diversi insetti scoperti
col suo mirabil microscopio, tutti assegnati al differente suo morbo, temo
io che sieno una poesia. Una scoperta di tante rarità, che potrebbe im-
mortalare un uomo, vien gittata là solo con un ipse dixit, e senza nome
d' autore, e senza individuare la sede di tanti viventi, etc. State in guardia,
ch'io per me finora non ci credo.
Mi congratulo io intanto, perchè da tante bande si cospiri a soste-
nere, e sempre più autenticare la vostra vera sentenza intorno all' Origine
delle Fontane. Se l'invidia dall' un canto imbizzarrisce, dall'altro serve a
maggiormente comprovare le vostre scoperte, e ad accrescere la gloria
vostra. Tanto più fama, quanto più contraddittori, quando si è attaccato
alla verità. Sto leggendo gli Atti dell' Accademia delle Scienze di Parigi,
e veggo che non han colpito quelle gran teste in questo punto. È un bel
vedere, che una testa italiana serva di maestro a que'tnrgidi Galli.
Più che mai mi protesto, etc.
2584 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'?S6-
2525.
A GIOVANNI BURCARDO MENCKE in Lipsia.
Mutinae, V Id. Octobris MDCCXXVI.
AuCHivio Soli Mukatoki ( jB. liibl. Est.), Modena, edita [iS6].
Quam grandem de te, ac de humanitate tua opinionem habeam, et
quam fideater mihi omnia a te pollicear officia amicitiae, novo experimento
disces. Addita huic epistolae charta quaestionem, quae in foro quodam
supremae auctoritatis brevi agitabitur, sub immutatis nominibus coraple-
ctetur. Summopere exopto, ut mihi significes, quae tua sit, quae Juriscon-
sultorum celebriorum in illustri Lipsiensi Urbe degentium sententia. Immo
ita velim quidquid in hanc rem vobis decernendum prò veritate videbitur,
decreto rito composito exponatis, cui tu, ac ceteri quos potiores censueris,
subscribatis. Neque enim dissimulare velim: quum palam sit viros magni
nominis Jurisprudentiam istic exercere, simul speratur non levis momenti
eorum auctoritatem et <\)'x\^KG^a futurum apud Judices ejusmodi contro-
versiae. Te vero audire mihi videor exclamantem : num tot machinae
adhibendae ad eruendam veritatem atque justitiam, quae, ubi postulatum
ofìfertur, e vestigio in oculos incurrit vel ipsorum Juris publici ac civilis
tyronum? Merito quidem, clarissime vir, haec insones. At quando res
nobis futura est apud Judices, quos altera pars potentioribus amicitiis ac
patronis fulta in suam sententiam trahere conabitur, curandum est, ut,
perspectis votis doctissimorum Juris Antistitum, religioni sibi ac pudori
ducant aliud decernere, quam quod patens aequitas poscit.
Verum ne satis quidem mihi est tanta a te petiisse. Illud idem, quod
ab humanitate tua tuorumque- sociorum mihi elargiendum confido, velim
mihi impetres etiam a duabus Germaniae clarioribus Academiis, quas tu
opportuniores, aut meliores selegeris. Statutum quippe est, vota quoque
aliarum Academiarum colligere. Mihi vero minime in istis partibus repe-
ritur, ad quem confugiam, et cui negotium bocce commendem, praeter te,
cujus antiqua benevolentia, et animus ad beneficentiam pronus, sperare
me omnia jubet, Quodcumque expensarum tum istic, tum in exquirendis
vicinarum Academiarum votis. fieri forte continget, id tibi a ine continuo
rependetur. Equidem ob hujusmodi beneficia ego tibi aeternum obstrictus
ero; neque optare desinam, ut mihi fortuna oiFerat grati erga te animi
exercendi opportunitatem. Indicabitur autem tibi, ad quem virum Vindo-
bonae agentem litei'as tuas mittere possis. Interim, obsequii erga te mei
numquam interituri certus, vale.
-l'T'SGJ AD ANTON FRANjCESCO MARMI 2586
2526.
*
A GIUSEPPE RIVA in Loudra.
Modena, 24 Ottobre 1726.
H. BiBLioTKCA E18TSN8X, ModeDB.
Passò di qua il dignissimo sig. Cocchi, e conobbi in lui un valentuomo
di cui pochi ne abbiamo. Egli ha bevuto ben molto costì, e a me spiacque
che si fermasse qui troppo poco : che anch' io avrei potuto bere un po-
chetto. Mi ha fatto venir voglia di studiare l'inglese, e ho cominciato un
poco. Ma ha un bel dire il sig. Cocchi, che questo è un uovo da bere.
Anch'io se fossi giovane e mi trovassi costì, forse direi lo stesso. Intanto
avrei caro che V. S. mi trovasse tre o quattro libri de" migliori di Filo-
sofia morale inglesi: Una mi dicono buona del Duca, se non erro, di Sa-
risbery. Mi rimetto al di lei buon gusto. Per ora non altro.
L' Argelati si lagna forte perchè non vede denari de' libri inviati costà,
e spezialmente per que' due corpi Rerum Italicarum che d'ordine suo egli
inviò in Hannover, dicendo d'averne avuto gran danno, perchè aveva
fatto una rimessa colà che gli andò fallita. Le raccomando questo affare.
Quando sarà uscita la traduzione del Paradiso di Milton, che ci è
promessa dal valoroso sig. Rolli, allora avrò caro di aver anche il poema
in inglese, per vedere se coli' aiuto del sig. Rolli ne posso intendere qualche
verso. Mei riverisca divotamente. Egli fa onore alla nostra lingua.
Le nuove dell' Opera saranno finalmente vecchie ; e però me ne mandi
alcuna letteraria. Con che. rinnovandole la memoria del mio rispetto, e
con pregarla di conservarmi il suo stimatissimo amore, mi rassegno.
P. S. Gode buona salute tutta la famiglia Rovatti. E io ho ordine da
tutti i satrapi dell'accademia cioccolatistica di riverirla divotamente.
2527.
AD ANTON FRANCESCO MARMI in Firenze.
Modena, 25 Ottobre 1726.
Biblioteca Marucelliana, F^nze, edita [153].
E finita la mia villeggiatura, quando quella di V. S. illustrissima
forse non è giunta alla metà. Ora ecco risposta alle ultime sue: cioè un
distinto ringraziamento per la dissertazione del signor Benvoglienti in-
torno al K, e per l'altra del chiarissimo padre Grandi. All'uno e all'alti-o ne
2586 LODOVICO ANTONIO MURATORI [ 17*36 -
accuserò la ricevuta, e pagherò il tributo della gratitudine almeno con delle
parole. Giacché il signor marchese Rinuccini ha soddisfatto per gli tomi
ultimamente inviati, la prego di significarmi quanto egli abbia sborsato, per
vedere se i conti battono a segno. Del resto, «mi rallegrai non poco che le
fossero felicemente giunti i libri stampati in Milano ; che per verità m' era
nato sospetto di qualche disgrazia. Tutto è andato bene; ed ora porterò
l'avviso di quanto ella mi scrive al signor Filippi che son certo ne avrà
piacere. Egli si truova ora in Vienna ; e le disposizioni erano, che gli fosse
conferito il posto di custode della Biblioteca cesarea.
Quando V. S. illustrissima potrà, non lasci di ben conoscere il signor
Dottor Cocchi, che ultimamente s" è restituito da Londra alla patria. In
lui troverà un letterato di ottimo gusto, e che ha ben profittato de' suoi
viaggi. M'è dispiaciuto d'averlo potuto goder poco in Modena. Sei goda
ella per me, e in nome mio divotamente il riverisca.
Altrettanto la prego di fare, capitando costi, il degnissimo padre Paoli.
Fors' anche l'avrà veduto a quest'ora. A lui pure i miei più distinti rispetti.
Se quella cronica Rerum Ausiriacarum contenesse cose ancora d' Italia,
sarebbe una gioja per me, stante la sua antichità. E ogni poco mi baste-
rebbe, perchè potesse aver luogo nella Raccolta. La prego pertanto di vo-
lermi inviare le prime ed ultime righe d'essa, a fine di chiarirmi, se fosse
mai stata stampata : nel qual caso io non avrei campo di poterla inserire.
Per ora, ne il Palmieri né il Manetti possono fare la lor comparsa, conve-
nendo procedere con qualche ordine di cronologia. Subito che sarò al 1400,
allora darò loro le mosse. Quell'altra Cronaca de Re Spagnoli è troppo
recente, né par cosa da farne gran caso. Con tutto il comodo poi di V. S.
illustrissima, aspetterò quelle memorie isteriche che il signor Benvoglienti
le ha tramesso per me, e che serviranno di compimento alla storia di Siena.
Intanto, con rinnovarle la memoria del mio ossequio, mi confermo, di
V. S. illustrissima, etc.
Non potei vedere il Beri portatore dell'involtino, perch'io era in villa.
Me ne dispiacque, che avrei volentieri inteso le buone nuove della Bi-
blioteca Magliabechiana.
2528.
A FRANCESCO ZAMBECCARI in Bologna.
Modena, 26 Ottobre 1726.
Raccolta Fshrajoli, Roma.
Nel suo passaggio per Modena mi ha il sig. Dottore Bianconi con-
fermata la benigna disposizione in cui é V. E. di procacciarmi i vecchi
-1*736] A GIOVANNI ANTENORE SCALABRINI 2587
documenti, de' quali io la supplicai in addietro: nuova a me sommamente
cara, perchè potrà con questo rinforzo d'erudizione fare onore a me. e
insieme a cotesta nobilissima città, e a chi con tanta benignità mi avrà
favorito. Ho fatto a lui vedere le raccolte da me fatte in tanti altri ar-
chivi, le quali unite a ciò. che spero dal di lei signorile benefico genio,
servii'anuo di non poco vantaggio alle buone Lettere, e al Pubblico. Con
tale congiuntura dunque riceva l'È. V. i miei più divoti ringraziamenti,
e del pari la rinovazione del mio obbligato ossequio, mentre nell'aspetta-
zione de' sospirati suoi favori, non lascio di desiderare la fortuna di po-
termi maggiormente attestare, quale con tutto il rispetto mi rassegno.
2529.
A GIAMBATTISTA BIANCONI in Bologna.
Modena, 28 Ottobre 1726.
Archivio Bianconi, Bologna, edita [1^].
Ecco a V. S. la lettera pel signor marchese Zambeccari ; ma più che
d' essa fo io capitale delle efficaci parole, con cui ella so che vorrà e saprà
accompagnarla. S'ella intanto mi rimandasse la nota dei documenti, che io
segnai, potrei ristringere a men numero quelli che vorrei, con lasciare in-
dietro i meno importanti. Dopo una felice villeggiatura, auguro a lei un
buon ritorno in città ; e desiderando anch' io le congiunture di ubbidirla,
mi confermo, di V. S.
2530.
A GIOVANNI ANTENORE SCALABRINI in Ferrara.
Modena, 29 Ottobre 1726.
Biblioteca Comunalk, Ferrara.
Indirizzati al signor Commessario Vecchi trasmetto oggi costà i do-
cumenti, de' quali V. S. con tanta gentilezza mi ha favorito. L' ho pregato
di farglieli avere, ed ora invio i miei più di voti ringraziamenti a lei per
questo regalo, e spezialmente per gli testimoni esaminati, spettanti a i
servi delle Masnade, e a cotesto monache di s. Silvestro. L'uno e l'altro
documento già è stato posto da me al suo sito colla dovuta commemora-
zione del benefattore. Peschi V. S. altre vecchie memorie, e se conterranno
qualche cosa di raro per la pubblica erudizione, si ricordi de'miei desideri :
che io sempre ricordevole della di lei gentilezza e bontà, bramerò sempre
di comprovarmi, quale con tutta l'osservanza e stima mi protesto, di V. S
2588 LODOVICO ANTONIO MURATORI [±'723-
2531.
A GIUSEPPE RIVA in Londra.
Modena, 31 Ottobre 1726.
K. Biblioteca Estense, Modena.
Tengo r ultima carissima di V. S. e da essa scorgo che non le è pe-
ranche capitata l'altra che dovea accompagnare il dramma, di cui le scrissi.
Ora ho letto quanto ella, a proposito di ciò, mi significa per fare smontare
questo poeta dalle speranze concepute. Ma perchè ella taglia troppo dispe-
ratamente le speranze stesse alle quali Y anno scorso con sua lettera ella
diede fondamento, scrivendo che si mandasse il dramma, e prescrivendo
il suggetto, la forma, e i personaggi d' uso : la prego di formare altra let-
tera, che mostri di non aver obbliata la prima, e di dii'e che dopo quel
tempo, cotesta compagnia ha eletto un poeta, e con addurre l'altre scuse
ch'ella giudicherà più approposito. Cosi con più garbo uscirò io d'impegno.
Ma come è capitato al vescovo di Londra il raio Trattato della Carità?
Ho ben goduto d' intendere che non gli sia dispiaciuto, e che gli sia
anche nato pensiero di farne un simile. In Parigi si pensava a tradurlo
in franzese, e ne avrei gusto, perchè se cotesto vescovo uscisse in campo
con cosa nuova, si vegga eh' io sono andato innanzi.
Anche il signor dottore Cocchi mi fece elogi della traduzione che fa
H nostro signor Rolli del Paradiso del Milton : però sempre più mi cresce
la voglia di averlo ; ma maggiormente mi auguro di potere intendere l' ori-
ginale inglese. A lei mi raccomando per qualche buon libro in essa lingua.
E, con tutto r ossequio, mi rassegno
2532.
AD UBERTO BENVOGLIENTI in Siena.
Modena, 1 Novembre 1726.
Biblioteca Comunale, Lucca, edita [ 153].
Già ho in mano, e già ho letta la dissertazione di V. S. illustrissima
intorno al Kappa, colle giunte dell'autore del supplemento, e le rendo ben
vive grazie del dono; in cui ho osservato ch'ella è ben andata in tempi
da noi molto lontani. Ma appunto perchè si lontani, compariscono a me
troppo scuri ; e stimo difficile il ben accertare, quando non s' abbiano te-
stimoni di maggior peso, che certo mancano a noi per le avventure de' tempi
-l'736] A NICOLÒ DOMENICO MUZIO 2589
de' toscani antichi. Tuttavia ella ha saputo anche in mezzo alle tenebre
farsi luce, e me ne rallegro con esso lei.
Avrei pure bisogno io d' intendere il di lei parere intorno all' origine
della nostra lingua, pel desiderio che ho di dirne qualche cosa in una
dissertazione da aggiungersi con altre al tomo diplomatico, il quale ter-
minerà, a Dio piacendo, la mia Raccolta, lierum Italicarum. Gran cosa,
eh' io non veggo dove posare il piede ne' secoli VII, Vili, IX e ne' seguenti
Dire francamente come stesse allora la lingua d' Italia, mi par pure la
diffidi cosa. Né gli scrittori, né i documenti ci him lasciato con che ap-
pagare la nostra curiosità. Anzi né pur sappiamo come nelle varie Pro-
vincie e città dell' imperio romano stesse la lingua latina, cioè se pai'las-
sero tutti bene al pari de' romani, o pure col miscuglio di barbare voci
e accenti diversi. Quest'ultimo mi par più probabile: e che, come oggidì,
vi fosse, se non tanta, almeno qualche differenza fi-a un popolo e 1' altro.
Ma come si mutò, e quando spezialmente prese la forma che oggi miriamo,
la lingua de" latini? Di grazia, mi dica V. S. illustrissima il suo parei'e,
non credendo io che il Cittadini sia entrato con sicurezza in tale argomento.
Già dal sig. cavalier Marmi ho inteso l'altro favore insigne ch'ella
mi ha preparato; cioè la Gianta o sia supplemento alla Storia Sanese.
L' aspetto con impazienza. Ella è nata per farmi del bene. Vorrei anch' io
poterle in qualche parte corrispondere. Se non altro, esporrò al pubblico
tutte le mie obbligazioni.
Mi par troppo il voler far passare Giovanni Villani per solo racco-
glitore di gazzette. Certo, eh' egli ha copiato il Malespini, e le novelle
di que' tempi. Ma le lontane ; p^chè quelle della Toscana non saprei mai
dire che non si debbano tutte alla sua penna. Anche i mercanti d' allora
Andavano alla scuola, e imparavano almen la grammatica; e molti ve n'avea
di nobili. Del resto, ringrazio la di lei bontà ed erudizione per le osser-
vazioni da lei fatte in questo proposito. Io son qui pieno d'intrighi, ristucco
talvolta del mondo, e col corpo sconcertato non poco, massimamente per
la debolezza dello stomaco, e per le moleste vigilie. Ma, in qualunque stato,
io sempre sarò tutto pieno di stima e d'ossequio per lei, e mi augurerò di
poter comparire, quale più che mai mi rassegno, di V. S. illustrissima, etc
2533.
A NICOLÒ DOMENICO MUZIO in Genova.
Modena, 1 Novembre 1726.
BaccoiiTa Ahcona, Milano.
Per la posta di Parma ho ricevuto il Trattato del sacro mirabil Ca-
tino, che costi si conserva, e mi corre 1' obbligo di ringraziare divotamente
Epistolario di Lodovico Antonio Muratori. — Voi. VI. 164.
2590 LODOVICO ANTONIO MURATORI [±'72G-
la Hbei'alità di V. S. illustrissima per questo dono, giacché, senza alcun
merito, mio ella me n' ha voluto regalare. Adempisco dunque il mio dovere
con protestarmi bea tenuto al di lei animo generoso verso di me. e mi
auguro di poterle in qualche guisa far conoscere la gratitudine che le pro-
fesso. Leggerò il libro ; ma, se debbo parlarle schiettamente, per una scorsa
che già gli ho dato, parmi che difficilmente persuaderà l'autore alle per-
sone non facili a credere, che quel Catino servisse alla Cena del Signor
Nostro, il quale si fé un pregio della povertà. A provar questo punto, che
né pur era noto al buon Caffaro, autore contemporaneo all'acquisto d'esso
prezioso vaso, ci vorrebbero delle buone autorità. Ma niuna se ne reca, e
niuna se ne potrà mai recare presa dall'antichità; poiché quanto a quelle
de gli ultimi secoli, a nulla servono, o servono solo a provare, che si co-
minciò dopo il 1200 a dire costi, eh' esso Catino era cosa sacra, e che
dipoi s' è creduto cosi in cotesto parti. NuUadimeno il p. Gaetano ha fatto
bene a raccogliere tutto quanto ha potuto intorno a tale argomento, et è
da lodare il suo buon volere.
A quest' ora sarebbe terminata la collazione della mia copia della
Cronaca dello Stella, col manoscritto di V. S. illustrissima, e coli' altro
somministrato dall'Ambrosiana, se la villeggiatura non avesse interrotto
il lavoro, eh' era vicino alla fine, e intorno al quale io premeva. Non du-
biti: prima che l'anno presente termini ella riavrà in sua mano il suo testo.
Scrissi a Milano che se si era a tempo, si mettesse il titolo di Beato
a Jacopo da Varagine, quantunque questo non si legga nel manoscritto.
Non ho poi saputo, se arrivasse a tempo un tale avviso. Per la Storia del
suddetto Stella, non si potrà essa stampare, se non quando arriverà la
mia raccolta al 1430, desiderando io qualche ordine cronologico fra gli
autori, che la compongono.
Dal gentilissimo signor marchese Gio: Luca Pallavicino intesi la morte
del signor suo padre, con mio dispiacere. Prego la di Lei bontà di ricor-
dargli il mio divoto ossequio, e che non dimentichi di trattar seco per
trovare qualche continuazione dello Stella fin verso il 1500, che cosi co-
testa città avrà tutto il suo dovere ed onore nella storia^ italiana.
Con che, rassegnandole il mio rispetto ....
2534.
A GIOVAN BERNARDINO TAFURI in Nardo.
Modena, 1 Novembre 1726.
Archivio Pai'adia, Galatina, edita [ 165].
L' opuscolo, che V. S. illustrissima mi accenna di avere scoverto in-
torno alla guerra fatta in cotesto parti nel 1484 da' Veneziani, autore An-
- 1*7361 A GUIDO OBANDI 2591
gelo Tafuro, sarà da me veduto ben volentieri, perchè quantunque io mi
sia prescritto di andar parcamente in pigliare le storie del secolo XV,
avendone noi troppa copia, tuttavia trattandosi di cosa inedita e ì)reve,
crederei che cotesta dovesse esser ben ricevuta dal pubblico. Perciò con
ringraziare la di lei gentilezza della benigna offerta, dico di averla accet-
tata, e che aspetterò i suoi favori, potendo ella inviarmi per la posta un
foglio per volta, e farne ancora tre lettere in una sola spedizione. E qui,
con protestarle le mie obbligazioni, per la memoria che di me conserva, e
l'ìon rassegnarle il mio rispetto mi ricordo.
2535.
A N. N.
Modena, 6 Novembre 1726.
Archivio Soli Mubatori (R. BibU EtU), Modena.
Avendo io considerato i libri a me consegnati dell'eredità del fu
serenissimo sig. Principe Foresto d'Este. per quella pratica ch'io posso
avere del prezzo di libri usati vecchi e d' argomento di poco spaccio, cre-
derei che potesse formarsi cosi all'ingrosso un calcolo del loro valore.
Cioè: Pezzi quarantadue di libri in foglio, fra quali alcuni pochi grossi, e
gli altri sottili, si potrebbero valutare 1' uno per 1' altro lii-e otto o al più
dieci monete di Modena. Pezzi ottanta tx'è in quarto, parte grossi, part«
sottili, e alcuni di questi scompagnati, giudicherei che si potessero valu-
tare r uno per l' altro, lire tre, moneta di Modena. Pezzi duecento dicia-
nove in 8.* o in 12." piccioli, fra' quali alcuni pochi legati alla francese,
altri legati in carta pecora, o alla rustica, alcuni scompagnati, e molti
d'essi contenenti cose da nulla, come oratorj. comedie, conclusioni, sonetti,
il più che si possono valutare, è di una lira di Modena per cadauno.
Tanto, secondo il mio debol giudizio, affermo, con sottoscrivermi.
2536.
A GUIDO GRANDI in Pisa.
Modena, 8 Novembre 17"26.
R, BtBi.iorxCA Sazios^lx CnTRALK, Fireiùe.
Dal sig. cavaliere Marmi mi fu trasmesso il dono stimatissimo, che
V. P. reverendissima mi ha fatto della sua dissertazione intorno allo sco-
primento e air uso delle pandette Pisane. L' ho letta con sommo piacere.
2592 • LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*736-
ma insieme con qualche disgusto per non averla ricevuta, subito che fu
stampata, perchè m' avrebbe essa servito a parlare di lei nella prefazione
alle Leggi Longobardiche^ e a correggere me, che alla buona ho seguitato
la corrente nel credere cominciata sotto Lotario II Imperatore la pub-
blica lettura delle leggi, quando ella saviamente ossej'va, che cominciò
qualche tempo prima. Se Dio vorrà, mi tornerà luogo di fare onore a lei
di tale scoperta. Poiché quanto al ritrovamento delle Pandette in Amalfi,
V. P. reverendissima apporta di belle conietture; ma nondimeno è vero,
che circa il 1340, correa tal forma per Pisa, avendone io la pruova nel
poemetto scuro e sgraziato di quel frate de' Granchi, eh' ella pure ha ac-
cennato, ma non veduto. Darò io alla luce esso poema, e avrò occasione
di parlar di questo, ma senza pretendei'e, che 1' asserzione di lui distrugga
le ragioni probabili, eh' ella ha saputo recare. Egli è da desiderare, che
a lei non manchino altri argomenti d' erudizione, perchè tanto in questi,
come in quei delle matematiche, ella sa risplendere ; e tutto ciò, che viene
da lei, è cosa da maestro.
Con ringraziarla io vivamente del favore fattomi, e col desiderio di
farle meglio conoscere la stima e l'ossequio, che a lei professo, mi ricoi'do,
di V. P. reverendissima.
2537.
AD ANTON FRANCESCO MARMI in Firenze.
Modena, 8 Novembre 1726.
Biblioteca MAaLiABECHiANA, Firenze, edita [153J.
Ma il signor Filippi, autore e donatore dell'opera consaputa, porta-
tosi a Vienna, dove credo che sia stato fatto custode della Biblioteca
Cesarea, egli non mi ha scritto peranche. Subito che avrò sue lettere, gli
significherò la mancanza del foglio o fogli che V. S. illustrissima desi-
dera, non sapendo io a chi ricorrere in Milano per questo. Non dimenti-
cherò di servirla.
La Cronica Austriaca da lei posseduta parmi che sia molto bene al
proposito mio ; se non che io, per un po' di poltroneria, non ho peranche
cercato se mai fossa edita. Prima di chiudere la presente, userò le neces-
sarie diligenze. E quando veramente la credessi cosa inedita, avrei pur
caro che V. S. illustrissima volesse prestarmi e inviarmi il codice stesso
perchè ne ricaverei con più sicurezza una copia. Quando altra occasione
da fidarsene non le si presentasse, vi sarà sempre il corriere di Milano.
a cui potrebbe consegnarsi. Ma io non ho fretta per questo, e né pure
per l'involto ch'ella serba costì destinato per me dal signor Benvogìienti
-1*736] A GIUSEPPE ANTONIO SASSI '2598
Sta bene il conto col signor mai'chese Rinuccini. Servirà tal danaro,
coir altro a lei trasmesso dal signor dottor Poggesi [Alessandro] e col
resto che manderò di qua, per soddisfare in quest'anno al signor Scarlatti '
[Gualberto Giovanni]. Non mi dice peranche V. S. illustrissima d'avere
veduto il signor dottor Cocchi [Antonio]. Vedendolo gli ricordi il mio
siugolai-e rispetto. Con egual premura il ricordo a lei pure, e mi rassegno
di V. S. illustrissima, etc.
Ho inteso che qui o a Livorno sia stata ristampata la traduzione
Salviniana del Catone, e unitovi il testo inglese. Avrei caro che me ne
provvedesse una copia, perchè co' capelli canuti mi son messo a studiare
un po' d'inglese. Non so vedere finora che la Cronica suddetta sia stampata.
Ma essendo tante le raccolte di storici antichi pubblicate dai tedeschi, non
è facile a me l'accertarmi di questo, finché non ho il libro alla mano. E
massimamente per posare se quel Giovanni Schonvelder possa egli essere
stato l'autore. Però la supplico di nuovo del prestito.
2538.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 14 Novembre 172<J.
BiBi^iOTECA Ambrosiana, Milano, edita [ 176].
Per gli favori che continua a farmi godere la benignità di V. S. illu-
lustrissima, le rendo vivissime grazie, e con rimetterle le due lettere sue.
che stanno benissimo, aggiungo i miei moniti, a i quali uniti si dovranno
stampare, con supplicarla di pigliarsi ella l' incomodo di osservare, che
gli stampatori mettano tutto al suo sito. Io non ho, a riserva di qualche
estratto, il Concilio dell'arcivescovo Gastone; ma son certo che sarà cosa
utile e degna di luce. Cosi ancora mi persuado dell' altra giunta alla storia
di Dolcino. Però ella dia tutto allegramente in pubblico benefizio, che
ognuno, e io più degli altri, gliene avremo obbligazione.
A me rincresce d' intendere che la dissertazione del p. lettore Beretta
non sia per anche all'ordine: che certo si differisce di troppo l'edizione
del tomo già stampato, ed è corsa fin voce, che l' opera non andrà più
innanzi. Se V. S. illustrissima può contribuire a fare che la sbrighi, non
risparmi i suoi favorevoli uffizii. Già ho ricevuto la cronica della Corsica,
ma col dispiacere di non avere anch' io potuto godere della presenza del
sig. abate Conti, eh' io tanto desiderava.
' Sue lettere in Ar'chivio Soli Muratori (/?. Bibl. Est.), u." 1 da Firenze 1727.
2594 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'7S6-
Avrei pur caro di sapere s'ella sia per assistere all'incanto della libreria
Maggica, perchè se ciò fosse, forse ricorrerei alle di lei grazie per compe-
rare anch'io qualche cosetta, se pure si potesse avere a buon prezzo, perchè
son certo eh' ella mi favorirebbe come se comperasse per se medesima. La
pi-ego di tenere in sé questa mia proposizione. E, rassegnandole il mio
indelebile ossequio, mi confermo, etc.
2539.
A FRANCESCO DE AGTJIRRE in Torino.
Modena, 21 Novembre 1726.
Collezione Crkvbnna, Amsterdam, edita [94].
Va innanzi la stampa, che si fa in Milano della mia Raccolta, Rerum
Italicarum, e andava io pure aspettando qualche pezzo inedito da cotesto
parti per aver poscia più opportuna l'occasione di dedicarne un tomo a
S. M. Sarda. Ma nulla vedendo io comparire, non vo'più tardare a ricor-
rere a V. S. illustrissima con pregarla d' intendere se il suo Real Padrone
gradisse che gli fosse dedicato un de' tomi di essa Raccolta, giacché credo
che la stessa passerà oltre in venti tomi. Spero che la bontà di lei vorrà
per questo intendere la mente della Maestà Sua, alla quale tanto que' Ca-
valieri, che in Milano fanno a proprie spese la stampa dell'opera, quanto
io, bramiamo di contrassegnare il profondo nostro ossequio. Costi è l' opera,
né ella ha bisogno che maggiormente la informi. Ma è un gran che,
che finora non abbia io potuto ottenere di costà un sol pezzo di antichità
per farne onore al Piemonte e a Torino, e molto più com' io bramerei, alla
real Casa di Savoja, o almeno alla biblioteca di S. M. E per me questo
un motivo di dispiacere, perchè merita bensi gran Casa e si bel paese di
far la sua comparsa in un' opera, eh' io ho intrapresa per onore di tutta
l'Italia. Mi rassegno nondimeno alla mia poca fortuna, e mi restringo a
supplicarla di risposta intorno all'affare proposto, e di credere ch'io non
lascierò mai di essere quale con stima e con tutto l'ossequio, mi rassegno
2540.
A GIOVANNI ANTENORE SCALABRINI in Ferrara.
Modena, 22 Novembre 1726.
BiBLiOTKCA Comunale, Ferrara.
Mi han trovato le ultime due di V. S. cotanto occupato da molti
impicci, che tuttavia rubano me a me stesso, che non ho potuto con pun-
-l'T'SG] A FRANCESCO ARISI . "i.VJÓ
tualità corrispondere alle grazie sue. Ora le rispondo io, e pi-ima la rin-
grazio de i carissimi saluti del buon p. Fe*'rari, della cui migliorata sa-
nità sempre ansiosamente desidero gli avvisi. Quando ella potrà rivederlo,
gli porti le mie congratulazioni e i miei rispetti. Ma vorrei udire, ch'egli
divenisse più carnale, e che fosse obbligato a chiamare il sartore che gli
largasse la camiciuola.
Se Dio vorrà, le rimetterò nell'ordinario venturo i documenti, de' quali
mi favori. Non l'ho potuto finora fare, perchè sono bensì copiati, ma non
c'è stato verso ch'io possa collazionarli colla di lei copia a cagione che
un'Indice e altri bisogni dell'Opera di Milano mi hanno tolto tutto il
tempo, che da altre faccende mi è restato per lo studio. Aspetti dunque
V. S. pazientemente anche un tantino, e pagherò i miei debiti.
Qui pure ho veduto presso monsignor vescovo nostro il primo tomo
del Tesoro de Parrochi; ma noi non abbiam saputo ritrovare finora ma-
teria da accrescere quel libro. Ferrara non ne mancherà, e cotesto Ar-
chivio de' parrochi dovrebbe somministrar memorie antiche, per nulla dire
del merito dei viventi.
Viva la bravura ferrarese, che ha spiritosamente fatta opposizione
alle novità del popolo del Sippa. Ma andrà sempre cosi? Nelle battaglie,
chi ha posto superiore, suol guadagnare. La situazione de' signori ferra-
resi rispetto a i vicini mi pare più bassa.
Affinchè V. S. non si lagni più del troppo buon tempo, gliene augu-
rerò del cattivo, ma non di quello, che fa dare campana a martello. E,
ras.segnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. S.
2541.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 28 Novembre 1726.
Mu:>Bo Civico Cuemo.nesk. edita [203].
Amico amatissimo.
G-alantissima leggenda quella che mi avete fatto godere, con rappre-
sentarmi parte degli strani avvenimenti della cousaputa persona. Falso,
falso ch'egli fosse sempre mio commensale, perchè fu solamente un giorno
eh' io diedi pranzo al p. Pauli teologo di S. M. cesarea, che mi portò la
collana d' oro per parte di S. M. Ma forse avrà detto il vero, perchè
co' miei danari prestati pagò la locanda dove egli dimorò. Falso che se-
desse a tavola del signor marchese Orsi. Una sola volta il vide, e vi
guadagnò il titolo di- pazzo. Falso che il mio serenissimo il tenesse al-
l' udienza 4 ore. H tenne tanto da conoscerlo per quello che è. Anche a
2596 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*?36-
me ha fatto sapere, che il Serenissimo di Parma è tutto suo, e il signor
principe Antonio suo fratello. E m" inviò molto bene la scrittura legale
asciutta, e con quello stile, che corrisponde alla limpidezza e all' ordine
del suo cervello. Ma finiamola : la conclusione si è che voi m' inviaste qua
un ciarlatano, che non dovevate per anche aver conosciuto quanto pesava;
e forse che il suo capo ha patito qualche ecclissi da alcun tempo in qua.
Anche la vostra borsa ne ha fatta la penitenza. A me dispiace il vostro
danno. Io già ho fatto il pianto al mio. Poiché per altro da Londra, per
quanto io so, nò egli lo sa finora, nulla v' è da sperare, e certo meno da
Vienna; mancando questi due poli, che sarà del povero ramingo? Vel
rimanderò a Cremona, eh' io qui non ne ho bisogno. In altri paesi oltra-
montani senza danaro o giudizio non si truova a mangiare.
Intanto nulla ho io veduto de" vostri ditirambi, che pure ansiosamente
bramo e sospiro, come una delle più belle fatture che sieno uscite della
vostra bottega. Staremo a vedere se 1' amico gì' invierà. o pure se gli avrà
venduti in mancanza d' altri sussidi.
Con che, divotamente riverendovi, mi confermo, etc.
2542.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 28 Novembre 1726.
Archivio Tacom, Modena
Si metterà tutto a suo luogo e V. 8. illustrissima troverà altro da
aggiungere per supplemento di ciò che si leverà, me lo mandi, che poi si
darà tutto ai revisori, avendo io corretto ciò che ne aveva bisogno.
Se V. S. volesse prendersi V incomodo di provvedermi costi ed in-
viarmi una trentina di Santi in carta pecora, che mi vien detto trovarsi
da vendere a miglior mercato che altrove in una bottega di questa piazza,
io le resterei tenuto. Ma quando le venisse pensiero di far cerimonie e non
iscrivermi con franchezza lo speso, acciocché io possa soddisfare, non ne
stia a far altro, perché io non riceverei per favore una tale finezza, ma
per dirmi che io non la incomodi altre volte.
La prego ancora di voler intendere da cotesto conduttore della carta,
credo Dall' Oglio se abbia ordine alcuno per pagarmi le L. 550 dovutemi
dal sig, marchese d' Este : o pure s' io debba scriverne all' Usiglio, di cui
si faccia dire il nome.
Con che, rassegnandole i miei rispetti mi conservo.
-IT'SQ] GASPARO CERATI 2597
2543.
A FRANCESCO RASTELLI* in Festa.
Modena, 30 Novembre 1726.
Archivio Uastbi.li, Modena.
Con dispiacere particolare ho intaso la morte del signor don Pietro An-
tonio [Rastelli], perchè nella perdita, che V. S. ha fatto d'nn ottimo zio ho
anch'io perduto un buon amico. Certo che alla numerosa famiglia sua è
mancato un grande appoggio; ma v'è restata, e a Dio piacendo resterà,
lungamente V. S. che supplirà il suo bisogno con quell' amore e prudenza,
che non cede all'altro del defunto suo zio.
Convien dunque rassegnarsi alla volontà di Dio. e tanto più che un' età
cosi avanzata dovea infine soccombere alle leggi della natura, alle quali
bisogna che ci prepariamo ancor noi. Ha da essere certa V. S. che io mi
auguro sempre di pot^r servire lei e tutti di sua Casa, dove sarò creduto
abile. E giacche il Frassoni più non parla né si muove, vedrò io di sol-
lecitarlo, affinchè si termini una volta l'affare tuttavia pendente. Intanto
con offerirmi tutto a' di lei comandamenti, e con riverirla caramente, mi
rassegno, di V. S.
2544.
A GASPARO CERATI in Parma.
Modena, 2 Dicembre 1726.
Abchivio Maqawly Ckkati, Parma.
Mi correva spesso il pensiero del passaggio di V. R. alla volta di
Roma. e. al non vederla mai comparire, non sapeva io che immaginare:
anzi cominciava io a temere che ella o avesse tenuto altro cammino, o
spinta da qualche motivo di fretta, anche passando per Modena, non avesse
potuto darmi la consolazione, che desidero e spero di poter godere qualche
momento della sua dolce conversazione. Ora intendendo dal suo benignis-
simo [ foglio ] differito fino alla primavera ventura il suo passaggio, quan-
tunque vegga differito di molto il mio contento, pure son quieto, perchè
in fine ho speranza, che non mi vengano meno le grazie sue.
Ho indarno aspettato finora congiuntura per rimettere a Roma il Co-
dice di iSozomenOj né di quella congiuntura, che V. R. mi suggerì esi-
* llespousive in Archivio Soli Muratori ( i?. Bibl. Est. ), u.** 1 da Festa 17^.
2598 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'r'SG-
stente in Bologna, io non mi potei prevalere. Perciò .se non l'avessi ri-
mandato prima del suo arrivo qua, siccome procurerò, la supplico di tener
presente alla sua memoria il mio bisogno, acciocché, se mai fosse a lei
possibile, possa dar compimento alle grazie che tutte da lei l'iconosco. E
qui, con ringraziarla divotamenfce della benigna memoria che di me con-
serva, e con supplicarla di tenere esercitato il mio ossequio co' suoi co-
mandamenti, più che mai mi protesto.
2545.
A GIUSEPPE RIVA in Londra.
Modena, 5 Dicembre 1726.
R. Biblioteca Estense, Modena,
Tengo un temperino e un paio di forbici dalla mano libex-ale di V. S.
inviatami, e dono a me carissimo, perchè buoni li trovo, e avendo io bi-
sogno di valermene quasi ogni di, se già non avessi tanti altri motivi di
ricordarmi sempre del di lei merito e stimatissimo amore, basterebbe,
questo dono a rammentarmelo. Sommamente adunque la ringrazio di questo
caro regalo.
Ben a proposito la lettera scritta al piacentino. Ella ne ha brava-
mente odorato il merito. Io l'aveva subodorato, ma essendo egli venuto
qua in persona, s' è fatto conoscere un mezzo pazzo, un ciarlatano, e ridi-
colo; però non occorre altro. La lettera di lei dovrebbe troncargli ogni
pensiero di rivolgersi più costà. Ha bisogno di pane e però fa ogni sforzo
per trovarne dove può.
Il signor Cocchi, già provveduto di lettura in Pisa con un salario di
160 piastre, se n'è andato a pascere la curiosità colla vista di Roma.
Tornato che sia, gli invierò la lettera di V. S. Avrei avuto bisogno di
seco trattare un po' più lungamente, avendomi veramente confermato la sua
presenza i sentimenti di stima singolare che ho per lui. Ma stia ben in
guardia: che abbiamo in Italia i Bianchi e Neri non men fieri di quel
ch'erano nel 1300. Il signor Argelati avrà in breve la lettera a lui diretta.
Mi presi la confidenza di pregarla ne' giorni addietro di provvedermi
qualche libro dei migliori inglesi, perchè vo' rubando un po' di tempo per
imparare alquanto di cotesto linguaggio. Ma non ho buona grammatica né
buon dizionario. Per l'ultimo però posso far senza; e per l'altra vedrò di
averne una dal signor conte Guicciardi. Un'opera filosofica del Cudworth
so che è stimata. Ella ne sa più di me nella cognizione del meglio di
cotesti paesi. Il Locke, Dell' IntewUmenio l'ho letto, prestatomi da un'amico.
Non mi occorre più d'averlo.
-l'7S6] A NICOLA. TACOLI 2599
Certo òhe sempre più cresce in me l'ansietà di leggere la traduzione
del ParcuUso del Milton fatta dal nostro valoroso signor Rolli. Egli si
cattiverà molto gli inglesi, ma non men gV italiani. Ma e come farà, dove
parla delle indulgenze che sono nel volto della Luna? La sua fatica sarà
tosto qui proibita. Me gli ricordi buon servitore e stimatore del suo raro
merito. Il signor abate Conti è già tornato alla sua patria, e senza darmi
il contento di passare per Modena. L'asma il travaglia forte.
Ma se vi sarà guerra, come salvare gli Stati di Lamagna in tanta
potenza dell'Aquila grande? In mare si può ben dire il chi va là; ma
nel continente non so vedere il come. Però vo sperando che la pace durerà.
Il signor fattore Tori caramente la riverisce con gli altri amici e pa-
droni. Io. più di tutti, mi rassegno con tutta stima.
2546.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 5 Dicembre 1726.
Archivio Tacoli, Modeua.
Ricevei i nuovi documenti che V. S. illustrissima mi inviò e che ho
trovato più decoi'osi de gli altri, che leverò via dalla Giunta. Tutto sarà
posto al suo sito, e poi conseguato al Soliani, acciocché lo consegni ai
revisori.
Del pari ho ricevuto i Santi in carta pecora che sono a proposito
Ringrazio la di Lei bontà del favore, e desidero sapere, se le L. 9 spese
debba io rimettere costà, o pur consegnarle qui al Soliani a conto di V. S.
illusti'issima.
Pel denaro che io doveva in Reggio, m' intenderò io qui col Rovighi ;
e però non occori-erà che ella si pigli altro incomodo. Bensì la supplico
d' un altro, cioè d' incomodarsi per portare a cotesto signor Conte Gover-
natore, i miei rispetti, e intendere da lui, cosa in effetto egli concordasse
con cotesti ss. Soprintendenti dello spedale di S. Lazzaro per poter ivi
collocare il signor Francesco Guicciardi. Richiesi io il Padron serenissimo,
e mi l'ispose che non sapeva che fosse necessario il far fare in esso spe-
dale una camera apposta per lui. Dica pertanto al signor Conte, che non
avrebbe già bisogno la casa di questo povero uomo di far tale spesa, e
facendola ancora si tarderebbe troppo a poterla abitare ; ed egli intanto
avrebbe necessità di goder la grazia di cotesti signori. Però mi raccomando
perchè si vegga col signor conte diana, se vi fosse altro ripiego, affinchè
maggiormente non si differisca l' incamminamento di esso signor Guicciardi
costà. In tal congiuntura avrei caro ancora di sapere, quanto occorre di
dozzina in esso spedale. Con che. rassegnandole il mio rispetto mi confermo.
2600 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'T'SG-
2547.
A CARLO BORROMEO ARESE in Milano.
Modena, 12 Dicembre 1726.
Archivio Bobuomeo Arbse, Milano.
Eccellenza.
Non lascio di pregar ogni giorno al santo Altare, qualunque io mi
sia, ogni maggior felicità all' E. V. e a tutta la sua nobilissima Casa, cui
professo tante obbligazioni. Tuttavia corro volentieri ad abbracciare la
congiuntura delle prossime sante feste, per augurarle ogni bene da chi
solo ne è il vero dispensatore, e per ravvivare nella memoria sua quel
sommo ossequio, ch'io le professo, e che durerà in tutti i tempi.
E giacché in altro ' io non posso attestarlo all' E. V.. almeno ne ho
mostrato al pubblico qualche contrassegno coll'avere inscritto il di lei riverito
nome in qualche sito de i due tomi, che in breve si pubblicheranno della
mia Raccolta Rerum Italicarum che si stampa in Milano. Già so che l' E. V.
gode ottima salute, né si risente punto dell'accrescimento de gli anni. Somma
é la consolazione che ne provo. Ma mi è ben dispiaciuto d'aver perduta
quella di poterla inchinare di passaggio per Modena, come l'anno addietro
mi si fece sperare. Con supplicarla di conservarmi la sua stimatissima grazia,
le rassegno il mio inalterabil ossequio, e mi ricordo, di V. E.
2548.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.^^ MARGHERITA in Tortona.
Modena, 12 Dicembre 1726.
Raccolta Palmibri, S. Paolo, Roma.
Con allegrezza ricevo i benigni auguri, che mi fa godere V. S. illu-
strissima, a' quali corrispondo col più vivo del cuore, pregando Iddio che
a lei conceda ogni maggiore felicità, si nelle prossime sante feste, come in
tutti i tempi. E tanto più m'è stato caro il suo graziosissimo foglio, quanto
che m' ha assicurato e della sua prospera salute, e eh" io son vivo nella -sua
memoria. Ricevei pochi di sono dal signor bibliotecario Sassi la Storia Lu-
nense del signor Rossi, che rimanderò per prima occasione. V'ha delle
favole, né la genealogia Malaspina è tessuta come si dee. Nulla dico del-
l'Estense, ch'egli combatte senza ragione. Se non avesse veduto le Anti-
chità Estensi e le pruove chiare, lo scuserei; ma in fine mostra d'averle
-1*7361 A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2fì01
vedute. 0 V. S. illustrissima la corregga da capo a piedi, o la rifaccia
tutta; che cosi certo non è cosa da stampare.
M' immagino le occupazioni sue. Ma vi resta del tempo a far uscire
le Croniche Astefisi: né io mancherò d'avvisarla quando saremo a tiro.
Non saprei di qual' opera ella parlasse stampata in Roma e Ve-
nezia. Certo che nulla v' ha in Italia simile alla Raccolta Rerum Italicarum.
Se uscirà una volta la 2.* parte del 2." tomo. V. S. illustrissima ivi
troverà il suo riverito nome. Ma, zitto. In ogni altra congiuntura bramo
di poter fare a lei e al pubblico maggiormente noto l'ossequio che le
professo e che le ratifico in protestarmi, di V. S. illustrissima.
2549.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 12 Dicembre 1726.
BiBLioTBCA Ahbrosiasa, MilaDO. edita [176].
Accuso a V. S. illustrissima la ricevuta della cronica di Luniffiana
composta dal signor dottor Rossi, e ne do avviso, oggi appunto, al signor
marchese Malaspina. S'essa ha tardato nelle di lei mani, non n'è venuto
pregiudizio alcuno, non avendola io trovata tale, che, cosi come sta. meriti
d' essere stampata. Per la prima occasione che mi si presenterà la rimet-
terò costà. Intanto la ringrazio vivamente di questo favore.
Perchè l'invito per la vendita della libreria Maggica era pel primo
di dicembre, e io non vedendo risposta di V. S. illustrissima, non volevo
perdere la congiuntura, notificai poscia al signor Argelati que' pochi libri
eh' io piglierei, se fossero a buon mercato. Perciò mi riserbo ad altre con-
giunture le sue benigne offerte. Ma se qualche straniero farà il levate di
tutto, ognun di noi rimarrà colle mani piene di mosche.
Intendo appunto che si sia risoluta l'edizione della seconda parte del
secondo tomo, anche senza la dissertazione del p. lettore. Ma anch'io ap-
prendo che per essere il tomo di non competente mole, si faccia gridare il
pubblico. Tuttavia mi rimetto alla prudenza di cotesti signori. Ma anche
il p. lettore dovea prender meglio le sue misure. Ho d'avere anch'io il
Cemento di lienvenuto da Imola; ma uè pur io ho pensato, ch'egli dicesse
tanto di Dulcino. che potesse somministrare una bella giunta. Pazienza. Ciò
che V. S. illusti'issima ha trovato sarà bastante alla erudizione. Giacché
si trattiene tuttavia costi il signor d'Orville. la pi*ego di ricordargli il mio
rispetto e la brama che ho di riverirlo in Modena. Le gr/izie ch'ella gli
comparte, le ricevo come fatte a me stesso : e credo eh' egli ne sia ben degno,
accordandosi, colle relazioni ch'ella me ne dà. altre d'altri insigni lette-
rati. Ratificandole con ciò il mio rispetto, e augurandole felicissime le sante
feste, mi confermo, etc.
2G02 LODOVICO ANTONIO MURATORI \ ±'726-
2550.
A LUC ANTONIO GENTILI in S. Marino.
Modena, 14 Dicembre 172<i
Biblioteca del Seminario, Pesaro, edita [lOB],
Brutta ricompensa fa godere a V. S. il soggiorno suo presente, quando
a persona si utile, e decorosa fa un regalo di febbri, o d' altri incomodi
di salute. Con dispiacere ne ho io inteso Y avviso, contemperato poscia
dalla consolazione d'intendere, che il tutto sia passato, e ch'ella di pre-
sente goda un ottimo gusto. Me ne rallegro con esso lei, e meco stesso;
e prego Dio, che, in occasione delle prossime sante feste, le conceda
la pienezza di tutte le sue benedizioni, con ringraziarla nel medesimo
tempo della cortese memoria, eh' ella conserva di me, e de' miei disegui
letterarj.
Trovai poscia la copia della vita di Castruccio ; e se vorrà, che gliela
rimandi, sarò pronto a farlo per quella congiuntura, che V. S. credesse
più propria. Intanto, col vivo desiderio di maggiormente attestarle la stima,
che fo del suo merito, e del suo carissimo affetto, caramente la riverisco,
e mi rassegno, di V. S.
2551.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 17 Dicembre 1726.
Biblioteca Ambkosiaxa, Milano, edita [176],
Veramente il Ferretti è una mala lingua, e V. S. illustrissima sag-
giamente ha avvertito ciò che tocca Bonifacio Vili e Clemente V ; sicché,
per antidoto alla sua maldicenza, crederei che si potesse mettere al primo
passo questa nota :
Quae heic habet Ferretus de Bonifacio Vili et Guidone antea Mentis
Feretri comite, pervulgata iam sunt; eadem enim, paucis ante Ferretum
annis, literis consignarat Dantes Aligherius in sito poemate italico, cap. 27
Inferni, in quem locum prostant commentarii Landini et Vellutelli. Sed
probrosi huius facinoris narrationi fideni adiimgere nemo probus velit,
quod facile confixerunt Bonifacii pontificis aemuli, qui sane non pauci fuere,
aliaque de eo commenta sparsere. Ferretus haec a satyrico poeta ambabus
manibus excepit, quippe et is ad maledicentiam pronits.
-l'7S6] A NICOLA TACOLI 2C03
L* altro passo veramente io non V avea avvertito, che il primo non
mi dava fastidio per esservi già an libro si pubblico che ne parla. Ora
io crederei che si potesse dire:
Supine heic errai Ferretus, si eius verha siynificant, in aliquo laesam
a Clemente V famam Bonifacii Vili, quwn totus historicorum choriis et
acta Concila Viennensis, aliaque historiae ecclesiasticae monumenta ab Odo-
rico Rainaldo producta. certos nos faciant, nihil umquam emanasse ad-
versus ortìiodoxam fìdem pontificis illius, immo criminibus impactis eius
tnemoriam fuisse absolutam. Istud ad&> certum, ut vix credam Ferretum
id ignorasse, atque aliter scripsisse quam veritas habeat. Fortasse post illa
verba in captione sola aliquid desideratur. Alioqui ridendam rem. traderet
historicus, scribens eum non ante nec post captionem haereticum fuisse, sed
tantummodo in ipso captionis momento.
Muti V. S. illustrissima, aggiunga o levi ciò che le parrà meglio a
tali note, eh' io mi rimetto alla sua prudenza, con ringraziarla intanto vi-
vamente della bontà, con cui m' ha significato i suoi giusti riflessi.
Aveva io da un testo dell" Estense preso il Diario romano di Stefano
Infessura, ma con trovarmi imbrogliato a inserirlo nella Raccolta, perchè
narra cose infami fra molte altre, che pur meritano la luce. Ho poi tro-
vato che r Eccardo mi ha tolta la mano, ed ha stampato in uno de' suoi
due tomi la stessa storia intera. Avrei pur bisogno che V. S. illustrissima
le desse una buona occhiata dove parla di Sisto IV. per dirmi poscia il
suo prudente parere. Per me pensei'ei di lasciar fuori quello che è più
scandaloso e che fa nausea, avvertendo con una nota i lettori del taglio-
fatto. S' ella non ha migliore ripiego da suggerirmi, cosi farò.
E qui. con augurare a lei tutte le benedizioni del Cielo neUe pros-
sime sante feste, le rassegno il mio ossequio, e mi confermo, etc.
2552.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 17 Dicembre 1726.
Abchiyio Tacoli, Modena.
Prima ch'io ricevessi l'ultimo foglio di V. S. illustrissima, essendo
stato a favorirmi il p. d. Maui-o Vallisnieri, e trovata questa congiuntura
sì propria, e sicura per rimettere a lei i consaputi fogli, glie gli ho io
conseguati, e però li riceverà senza che si pigli altro incommodo. La pre-
fazione può camminare : ma bisogna, che si muti il piùncipio con farla di-
venire prefazione a tutti i documenti aggiunti, e dire in tal occasione
quello, che importa pel testamento della Giovanna dalla Gente. Tornati i
2G04 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'?36-
fogli, sarà mia cura il perfezionare il lavoro : e vegga che cotesto suo Co-
pista sia più esatto nella ortografia. Con tutto l'ossequio mi rassegno, di
V. S. illustrissima.
2553.
A FRANCESCO DE AGUIRRE in Torino.
Modena, 18 Dicembre 1726.
Collezioni: Ckkvkksa, Amsterdam, edita [94].
Veramente io non sapeva intendere perchè, dopo avermi cotesto real
Sovrano con sua lettera benignissima fatto sperare di voler cooperare
a' miei disegni letterarj, che tanto riguardano ancora il decoro della sua
gran Casa, e di cotesta bella parte d'Italia, poi ninno effetto se ne ve-
desse giammai. Può essere che chi era mediatore guastasse, per sua poca
attenzione o fortuna, il lavoro. Ma ora che veggo V. S. illustrissima con
sì b9l genio accinta a favorirmi, risorgono le mie speranze, e a questo
fine inchiusa le mando la mia lettera pel sig. marchese di Bagno, la quale
confido che nelle mani di lei godrà buona fortuna. Se ai'riverà il signor
D'Orville, vedrò quanto ella si è degnata di accennarmi intorno alla storia
del vecchio Chiesa, la quale giacché è scritta verso il 1416, vo io asso-
lutamente sperando che abbia ad essere al mio proposito. Se quella del
Monferrato, ch'ella mi notifica, è più antica di quella di Galeotto Caretti
tanto più mi sarebbe cara. Ma sopratutto apprezzerei e gradirei quella del
monastero d'Altacomba, e qualunque altra, che desse notizia della real
Casa di Savoja, che da tanti secoli fa si gran figura in Italia. Vedrà
V. S. illustrissima nel tomo eh' è per uscire in breve, i frammenti della
Cronaca della Novalesa, la quale avrei ben desiderato di poter dare in-
tera. Ma questo è ben poco al bisogno. Darò a suo tempo l'Alfieri e i
Ventura, storici d'Asti, ma che poco parlano di Torino e del Piemonte, e
però tanto più mi raccomando, poiché sarebbe una vergogna se anche sì
nobil contrada e si nobili Principi non comparissero con tutto lo splen-
dore in un' opera, ove ha interesse Italia tutta. Che se fra i manoscritti
della real biblioteca alcuna cronaca d'altri paesi si trovasse, si ricordi
V. S. illustrissima che anch'essa é da me sospirata, e ne farei onore al
real Padrone, sicoom'ella vedrà che ho fatto anche alle altre del Papa,
dell' Imperatore, e del Re cristianissimo, dalli quali tutti ho ricevuto
soccorso.
Del resto io mi professo sommamente tenuto alla di Lei benigna me-
moria, che di me conserva, e pel suo generoso animo in favorirmi; e con
augurarle ogni più desiderabil felicità nelle prossime sante feste, le ri-
cordo il mio ossequio e mi rassegno.
l'T'SGl A GIOVANNI ANTENORE SCAL AERINI 2605
2554.
A NICOLA TACOLt in Reggio.
Modena, 19 Dicembre 1726.
Akchitio Tacol.!, Modena.
Mille grazie a V. S. illustrissima pe' suoi cortesi augurii. che centu-
plicati le rendo con pregar Dio, che le faccia godere il colmo delle sue
benedizioni in occasione del prossimo santo Natale.
Ho letta la di lei scrittura, che dà bastante lume per togliere la
pretensione de i canonici regolari. Io non ho in pronto una dotazione
simile, quale si richiederebbe da V. S. illustrissima. Avrò nondimeno pre-
sente il di lei desiderio, e mi augurerò buona congiuntura per appagarlo.
Intanto dico, che quel Fratres della dotazione indica, che nel priorato
suo vi fosse un priore con canonici. Ma questi canonici non v'è alcun
bisogno di crederli regolari di S. Agostino, perchè tal titolo si dava
allora a tutti que' preti, i quali erano aggregati alla medesima chiesa, e
mangiavano delle sue rendite. Un vescovo di Reggio fondò una colleg-
giata in Castellarano come s'ha dall' Azzarri, ma essi non erano sotto la
regola di S. Agostino. Tuttavia quel Fraires avrà servito ne" tempi ad-
dietro per far credere, che in codesto priorato fossero canonici, e per certa
illazione canonici regolari di S. Agostino. Rassegnandole il mio rispetto mi
confermo, di V. S. illustrissima.
2555.
A GIOVANNI ANTENORE SCALABRINI in Ferrara.
Modena, 20 Dicembre 1726.
Biblioteca Comunale, Ferrara.
In ricompensa de" cortesi augurj. che mi fa godere V. S. in occasione
delle prossime sante feste, e per le quali vivamente io la ringrazio, a lei
prego anch' io da S. D. M. tutte le più desiderabili benedizioni in questo,
e in tutti gli altri tempi avvenire. So eh" ella parla di cuore: di cuore
parimente io parlo, e mie riputerei tutte le sue felicità.
Viva poi il valore e l'attenzione ferrarese a far testa contra le in-
sidie del torbido nemico vicino. Mi son rallegrato, che il santo Padre si
sia questa volta collegato con voi altri signori. Dovrebbono tanti disin-
ganni dare un po' più di quiete a chi non va studiando altro, se non di
opprimere chi sta di sotto.
Epistolario di Lodovico Antonio Muratori. — Voi. VI. 166.
2603 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'TS*?-
Probabilmente V. S. capiterà iu queste feste a visitare il nostro
p. Ferrari. Gli porti in tal congiuntura i miei più divoti saluti, e insieme
gli augurj di tutte le contentezze, ma spezialmente quello di una perfetta
salute. Di questa bramo io continui felici avvisi; e prego V. S. di non
istancarsi a farmeli godere.
Cm che, rassegnandole il mio rispetto, più che mai mi protesto, di
V. S. illustrissima.
2556.
A GIAMBATTISTA BIANCONI in Bologna.
Modena, 1 Gennaio 1727.
Akchivio Bianconi, Bologna, edita [183],
Faremo dunque dare al sig. Avv. Machiavelli^ [Alessandro] una cat-
tedra lucrosa per la insigne difesa fatta di cotesta Università. Ma vegga
V. S. la galanteria di lui. Mi ha favorito con lettera di buone feste; e né
pure una parola mi ha detto dell'operetta sua. Or io francamente gli scrivo
in questo ordinario, e il prego di una copia, la quale crederei che non avesse
a negarmi. Però ella non si prenda altra pena, e tanto più perchè non si
vede volentieri chi è d" opinione diversa da quella di cotesto signore. Che
300 anni sono si sostenessero di simili beffe a noi fatte dai precedenti
secoli, non era da meravigliarsene, perchè si camminava alla buona, e non
se ne sapeva più che tanto. Ma che oggidì in tempi si colti, eruditi, ed
accorti si voglia incensare e difendere un privilegio che da tutte le parti
grida misericordia, e ciò in una città di si buon gusto come è Bologna,
mi pare un po' strano. Al pari di chicchessia ho io della venerazione ed
amore per cotesta città, e per li suoi nobili ingegni; ma non li stimerei
già tanto se li trovassi ostinati a contrastare alla verità, e ad aver per
male, che altri la dica. Se Dio vorrà, vedranno costi s' io, nella stessa mia
Raccolta, ho a cuore V onore di Bologna.
Intanto col ringraziare V. S. de' lumi propri della di lei saviezza e
giudiziosa erudizione, vorrei pregarla di un favore; cioè, che mi copiasse
il privilegio preteso di Teodosio, che è stampato in non so quale di cotesti
istorici, che a me manca. Ne ho ben io copia : ma desidero di essere ben
certo che sia la stessa, che è in voga costi. Pel rimanente de' suoi favori
so eh' ella non ha bisogno di ulteriori preghiere ; e però, con rassegnarle
il mio rispetto, mi confermo, etc.
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est'.), n.° 14 da Bologna 1722- '37.
IT'S*?] AD ANTONIO VALLISXIERI 2607
2557.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 2 Gennaio 1727.
Biblioteca Ambkosiaka, MìIrdo, edita [176].
Perchè la Cronaca di Carpineto abbracciava cose ancora del se-
colo XIII, io pensava di riserbarla con un* altra Cronaca che ho del mo-
nastero di Subiaco. a qualche altra 2." parte. Ma parmi che |V. S. illu-
strissima taccia i conti meglio di me. e che sarebbe più utile il metterla
nel tomo che è per uscire. Però se siamo più a tempo, avrò caro che si
ristampi in esso tomo, e su questo scrivo al sig. Argelati. Io solamente
temo che sia stampato l'indice, né lasci luogo a frapporvi altro. Che, per
conto dell' elenco già pubblicato, importerebbe poco se non v' è compreso,
e a' lettori che vi guadagnerebbe no, importerebbe poco, se l'elenco non ne
ha fatta menzione. Vero è che v' ha di molti errori, secondo il solito, nel
testo deirUghelli: ma fare come si può.
Pazienza se il Sitwdo di Gastone arcivescovo ha veduto la luce. Basta
che non sia nelle raccolte a noi not«. E cosi taceremo la cosa, né credo
che alcuno ne chiederà conto.
Mi farà favore che V. S. illustrissima rivegga il Diario deW Infessura,
e mi onori del suo sentimento, acciocché io sappia come contenermi. Certo
quelle baronate non son cose da mettere nella raccolta fatta da cattolici:
e crederei che bastasse avvisare i lettori che si sono soppresse.
Con tutto l'ossequio, mi rassegno, etc.
2558.
AD ANTONIO VALLISNIERI in Padova.
Modena, 3 Gennaio 1727.
S. Biblioteca Naziosai^s di Brera, MiUuio, edita [142].
Scrivete pure al p. Salomoni ' [Pier Maria], che dica quel che vuole
di me intorno al fu eminentissimo sig. cardinale Tolomei [Gio: Battist-a];
ch'io in fatti intesi di lai con quelle parole, e avrei ben desiderato di
palesare al pubblico in maniera più distinta, la somma stima che ho sem-
pre avuto di quell'insigne Porporato, alla cui dottrina una grande invidia,
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est. ), n." 1 da Roma 1726.
2G08 LODOVICO ANTONIO MUBATORI [ IT* 3*7-
da me sempre detestata, pose di fieri ostacoli con danno di tutti. E se
altro occorresse, io son qui tutto per lui.
Curiosa, ma brutta di troppo, è la scena che mi narrate fatta da co-
testo nostro cristianello centra di voi. Bisogna certo, che gli anni avanzati
gli abbiano fatto calare il sénno. E bene avete operato parlandogli fuor
de' denti. Ma meglio sarebbe il farlo mettere in dovere da chi può, affinchè
non vi tornasse più. Meschino ! per misericordia ha cotesta cattedra, e si
lascia sedurre dalla sua fantasia, che spera di mostrarsene degno col com-
battere con chi si vergognerebbe di dire una sillaba centra di lui. Aiuta-
telo alla giubilazione, che so desiderarsi da lui, e vel leverete dagli occhi.
Godo che vi giugnessero i libri di Parigi, e che mi abbiate autenti-
cata la beffa fatta da quel, forse non inglese, al quale nondimeno non
verrà fatto di screditare il vero con tale trufferia.
Mi spiace forte, che non passasse per Modena il sig. abate Conti,
eh' io infinitamente desiderava di riverirlo, e d'imparare da lui un po-
chino di quel tanto eh' ei sa. Se è più costi, ricordatemegli gran servitore.
Non è d' ora che io odo il rumore della religione infiebolita in Francia,
e più in Inghilterra e Olanda. Ne veggo i segni in alcuni libri di questi
ultimi. Non permetta Iddio che il male vada più avanti. Avrei desiderato
di poter fare un giorno una filosofia morale per uso de' nostri italiani,
ma non mi resta il tempo per tale fatica. In qualche ritaglio che ho
rubato, vi confesso il vero, che, meditando sulla dipendenza che ha l'anima
dal corpo per le azioni nostre, e per li costumi, mi sono incontrato in
grotte, che mi han fatto tremare, e massimamente pensando all' operare
dei pazzi. Ma, per la Dio grazia, ricorro sempre al Credo, e qui starò saldo
fino alle ceneri. Niuno arriverà a farmi credere, ch'io sia un orologio che
passeggi per Modena, perchè conosco Iddio ; e chi m' ha data questa po-
tenza, mi ha distinto dai bruti, i quali né pur sappiamo cosa siano. A me
stanno sempre davanti quelle gran parole del Salvatore: Confìteor tibi,
Pater, Domine coeli et terrae, quia abscondisti haec a sapientibus, et pru-
dentibus, et revelasti ea j^arvulis. Ma non più di questo. Vi auguro un
felicissimo anno nuovo con assaissimi altri appresso. E sono, ed eterna-
mente sarò.
2559.
A MARIO AGOSTINO CAMPIANI in Torino.
Modena, 7 Gennaio YRn.
Edita [105].
Non è in tutto falsa la voce corsa fino all' orecchio di V. S, illustris-
sima intorno allo stato della mia salute. Alcune molestie, ed altri acciacchi
-l'73'7] A LUC' ANTONIO GENTILI 2609
mi vanno ricordando, che io non ho qai da sperare un permanente sog-
giorno. Con tutto ciò non sou tali gli incomodi, che va soffrendo la mia
sanità, che io non seguiti ad impiegare coraggiosamente quel tempo che
posso, ne' miei poveri studj e in quelle applicazioni che convengono al
mio ministero. Durerà questa casa cadente finché a Dio piacerà, ma non
verrà mai meno 1* obbligazione, che io professo al benignissimo amore di
V. S. illustrissima, la quale con tanta bontà, e premura mi chiede nuova
del mio stato, e mi fa godere i suoi amorevoli carissimi augurii. Somma-
mente mi è stato caro quest" atto di tanta finezza : ma essa ha da essere
persuasa, che io altresì desidero a lei ogni maggiore felicità, e tanto più
sarà meglio impiegata in un letterato, che ha fatto, e può maggiormente
fare onore a codesta Università, e all' Italia tutta. Anzi io m" inoltro ad
esigere, che essa non lasci in ozio il suo nobil talento, ma dopo si bei
frutti ne dia degli altri, giacché tutto da lei si può, e si deve sperare.
Scrivendo costà ne' giorni addietro, pregai un amico, che a lei ricordasse
il mio ossequio. Ora io prego lei di ravvivare la memoria del mio rispetto
allo stimatissimo signor conte Coardi di Quarto ', a cui vorrei, che ella
facesse animo per certa impresa letteraria, di cui egli mi diede speranza :
ed anche al riveritissimo signor D. Francesco Aguirre la prego ricordare
il mio costautissino ossequio. E qui, con assicurarla della mia indelebile
stima, e del vivo desiderio di ubbidirla, e di attestare al publico la gra-
titudine, che le debbo, piucché mai mi protesto.
2560.
A LUC ANTONIO GENTILI in S. Marino.
Modena, 12 Gennaio 1727.
Biblioteca dkl Seminario, Pesaro, edita [106].
Rispondo in fretta al caldissimo foglio di V. S.. perchè mi trovo ocu-
pato per la malattia gravissima, e forse non superabile della signora mar-
chesa Orsi *. Giacché non si possono avere interi, e puri qne' DiarJ di S. Se-
verino, io non intendo, che si rechi ulteriore incomodo al signor abate
Gentili, la cui lettera ho letto con piacere, e con protestarmi ben tenuto
alla di lui gentilezza. Prego lei di ringraziarlo divotamente in mio nome
delle sue benigne offerte, come s' io le avessi accettate.
Inchiudo le notizie richieste di questo Collegio de" Nobili. Non so se
vi sia accennato, che qui s' insegnano dopo le scuole minori, la filosofia,
la legge canonica, e civile, la teologia, le lingue greca, ed ebraica, la
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori l R. Bibl. Est. ), n." 4 da Torino 1725- '27.
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), n." 1 da Villanova ITO).
2610 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'7S*7-
medicina, etc. V ha anche maestro per lingua italiana, scriver lettere, e
poesia volgare. Se il cavaliere risolverà di mettere qui il figlio, spero che
ne sarà contento.
Orsù io già la miro, e non senza consolazione, restituito alla città, e
all'aria mite. Ella se ne troverà meglio per varj capi. Continui per sua
bontà ad amarmi, che io non lascerò mai d' essere con tutto lo spirito,
di V. S.
2561.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 16 Gennaio 1727.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [176].
Sta benissimo quanto V. S. illustrissima ha scritto intorno a Tolomeo
da Lucca ; anzi sta tanto bene, che non saprò più come parlarne io. Non
rimando la lettera; ma, s'ella comanderà, la metterò in viaggio.
Non è picciolo affare ciò eh' ella mi significa del ritirarsi che ha fatto
il Bellagatta dalla sua parte nella stampa; e voglia Dio che questo non
l'itardi il proseguimento dell' opera, la quale per altro va con lentezza.
Nel fine del Concilio provinciale di Gastone arcivescovo, ho osservato
uno sbaglio. Ivi è chiamato Federico Episcopus Buxeti e poscia civitas
Buxeti, quando ha da dire Brixiae. Vegga V. S. illustrissima qual rimedio
vi si possa mettere, che non credo che basti la correzione nell' indice.
Con che, significandole il mio rispetto, mi confermo, etc.
2562.
A GIOVANNI ANTENORE SOALABRINI in Ferrara.
Modena, 17 Gennaio 1727.
Biblioteca Comunale, Ferrara.
Non è, certo, eh' io mai dimentichi la riverita persona di V. S., ma il
trovarmi io talora si affollato da faccende, e con sanità mal corrispondente
al bisogno, che mi fa essere pigro in rispondere a i di lei sempre stimati
caratteri.
Inaspettata mi giunse una lettera del nostro p. Ferrari, che infinita-
mente mi rallegrò al vedere risuscitato un si degno amico. Cresce ora il
mio giubilo all'intendere da V. S., ch'egli è si valoroso da uscire di casa.
Desidero io, che si rimetta si bravamente che possa anche fare un passo
a Modena, che ha tanta stima per lui.
IT^ST* 1 A NICOLA TACOLI 2611
Non di un capitano da opporre a' Turchi abbiamo bisogno, perchè
finché la Transilvania e Temisvar terranno saldo, noi avremo assai difesa
alle Signorie che abbiamo acquistato dalla munificenza Cesarea. Ci biso-
gnerebbe bensì un sacro pastore, che andasse a benedire quelle barbare
pecorelle. Si sentirebbe V. S. l'ispirazione? Mi rassegno, di V. S.
Fatto esaminare da questo signor conte Regolo Fontana ciò ch'ella
mi scrive, ed osservato il suo Albero genealogico, nulla si truova di Ales-
sandro Fontana dottore e canonico. E però egli crede che non .sia della
Gasa sua. cioè di quella del Vescovo Giovanni.
2563.
A LUC ANTONIO GENTILI in S. Marino.
Modena, 23 Gennaio 1727.
Biblioteca del Seminario, Pesaro, edita [106].-
Incomincio a godere dei segnalati favori del signor Apostolo Zeno, il
quale non ha mancato d'inviarmi tante iscrizioni, quante ha saputo rac-
coglierne. Dio volesse, che tutti corrispondessero in questa parte, come sa,
ed esso, e V. S., che non lascia passare occasioni in favorirmi. Se il signor
marchese Capponi, nelle sue cose, per altro un po' tardo, si risolve da do-
vere, spero che non abbia da defraudare ne" miei disegni la mia aspetta-
zione. Starò attendendo le grazie di tutti e con tutti me ne dimostrerò
obbligato. Intanto ella mi continui il suo amore, e rassegnandole la mia
inalterabile osservanza, con tutto lo spirito, mi confermo, di V. S.
2564.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 23 (lennaio 1727.
Akchivio Tacoli, Modena.
Già da i revisori è tornata in mano del Soliani la Giunta, e s'è
dato principio alla stampa con isperar io di vederne e correggerne io in
breve il primo foglio. Sia V. S. illustrissima certa, ch'io ho tutta la pre-
mura, affinchè ella venga servita bene e presto.
La malattia del p. Guicciardi è poi terminata in un leggier tocco
d'apoplesia: e però solamente alla primavera ventura si potrà conoscere
s'egli sia in istato di godere delle grazie di cotesti signori.
2612 LODOVICO ANTONIO MURATORI f IT* 3*7-
Già è pubblica la seconda parte del tomo II Rerum Ilalicarum. Su-
bito che sarà giunta la copia a lei destinata, si metterà subito in viaggio
a cotesta volta. Intanto, con rassegnarle il mio ossequio, mi confermo.
2565.
A PIER CATTERINO ZENO in Venezia.
Modena, 23 Gennaio 1727.
Biblioteca del Seminario, Padova.
Sarà presentata questa mia a V. R. dal signor d'Orville, gentiluomo
olandese, giovane di molto sapere, e di nobilissimo genio per le lettere,
che dopo d'essersi fatto amare dai primi letterati d'Inghilterra e di Francia,
è venuto a conoscer ancor quelli d'Italia, e specialmente brama d'essere
introdotto alla conoscenza di lei, il cui merito singolare, gli è da gran
tempo notissimo. Io la prego di compartire a lui tutte quelle grazie, che
son proprie della di lei gentilezza, né potranno esser meglio impiegate,
che in favorire un si degno suggetto. Gliene resterò anch'io ben tenuto;
e sospirando l'onore de" suoi comandamenti, con tutto l'ossequio, mi ri-
cordo, etc.
2566.
AD ALESSANDRO POMPEO BERTI in Aquila.
Modena, 24 Gennaio 1727.
B. Biblioteca, Lucca, edita [153].
"V^oglia Dio che la presente mia goda miglior fortuna di viaggio che
altre mie antecedenti, le quali mi avvidi che si doveano essere smarrite,
da che V. R. più non mi rispondeva. Per questo io lasciai di scriverle.
Ma ora che uno stimatissimo foglio suo mi sprona, metto alla ventura
ancor questo, prima per rallegrarmi con esso lei della sanità e dell'im-
piego onorevole che la ritiene costi, e poi per ringraziarla del continuato
amore. Non è il mio verso di lei punto scemato ; e allorché passò per Mo-
dena il nostro padre Paoli teologo di S. M. cesarea, non mancai di pre-
garlo che cooperasse affinchè ella fosse liberata da cotesto esilio, e potesse
tornare in teatro più proprio del di lei merito. Seppi da lui che V. R. era
rettore di cotesta casa, né pareva pensasse a partirsene. Bene sta; ma
terminato l'uffizio, dovrebbe anche terminare il romitaggio.
Nel tomo della mia Raccolta che ultimamente è uscito alla luce, v'ha
quanto ho potuto ricavare da Parigi intorno alla Casaui'iense. Ma non v'ha
-IT* 3 7] A GIUSEPPE PRESCIMONI 2613
avato luogo il docamento che ella m'inviò, avendolo io riserbato ad
altro sito.
Giacché V. R. è per portai*si a Chieti, non lasci di far ricerca se vi
fosse cronica alcuna vecchia, inedita, o pur qualche antica carta. £ per-
ch'olla mi fece sperare una cronichetta di Lucca, nou la dimentichi, che
mi sarebbe cara.
I >>aygi di Morale del signor Nicole sono cose molte stimate, e però
la traduzione dovrebbe trovare chi la stampasse. No scriverò con premura
a Venezia; e trovando chi ne assuma il carico, gliene trasmetterò l'avviso.
Intanto, con tutto lo spirito riverendola, mi rassegno quale eternamente
sarò, di V. B,.. etc.
2567.
A GIUSEPPE PRESCIMONI* in Palermo.
Modena, 'Ti Gennaio 1727.
Edita [HO].
Tardarono molto a giungermi le grazie di V. S. illustrissima, e dopo
averle anche ricevute, ho tardato io a rispondere, perchè voleva pure aver
letto tutte e due l'opere del valoroso signor Tommaso Campailla. che
ella con tanta bontà mi ha inviato. Ora eccole i miei ringraziamenti più
divoti per questo dono, che mi è stato caro al maggior segno, si pei'chè
mi ha fatto conoscere un Padrone di tanto merito ch'io non sapeva di
avere, cioè V. S. illustrissima, de' cui rari pregi per altro mi avea fatto
consapevole il signor avvocato Pantò ' [Antonino], e si perchè mi ha dato
a conoscere un insigne filosofo de' nostri tempi, del quale veramente non era
corso il nome in queste parti. Ora io ho letto il di lui poema e i Pro-
blemi con singoiar piacere, perchè truovo in amendue queste Opere un
ingegno di mirabil penetrazione, e che è impastato di tutta la filosofia
antica e moderna, e sa egregiamente comunicarla al publico. Perciò io la
supplico allorché avrà occasione di scrivere ad esso valoroso signor
Campailla che voglia portargli le mie somme congratulazioni, special-
mente pel suo Poema. Egli è verissimo: a lui si conviene il titolo di
Lucrezio Cristiano ed Italiano. Ninno aveva peranche occupato questo
posto: egli l'ha empiuto con dignità, l'empierà in avvenire con tutta giu-
stizia. Certo una cosa ch'io ho ammirato sopratutto, è quella d'aver ^li
potuto e saputo esporre in versi, e rimati, tutta la filosofia, e spiegare si
* Responsive in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), n.** 4 da Palermo 1729- '31 .
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), n." 12 da Palermo lTiO-'41.
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chiai'amente tante notizie naturali, anatomiche, meccaniche, chimiche, etc.
A far questo non conosce il volgo che possesso ci voglia in tutte queste
materie, e qual forza d'ingegno per istenderle gentilmente in rima. Quel
solo, che avrei desiderato iu un signor di tanta mente, si è che, ripro-
vando egli i ciechi seguaci di Aristotele, non si fosse poi mostrato an-
ch'esso si attaccato al Cartesio, che quasi non osa fare un passo senza
seguir lui o i seguaci di lui. Ha il signor Cainpailla, e forza di lavorar
di sua testa, ed esser Capitano e non Tenente; perchè è ben vero che in
alcune cose egli opera di suo capo; pui-e tutto il nerbo della sua filo-
sofia è cartesiano. Lascio eh' egli avanzi in molti da noi, perchè tanti
altri lo fanno: e giacché non si può arrivai'e alla vera conoscenza d'in-
finite cose, r ignoranza nostra ama almeno di vedere ciò, che ha del veri-
simile, e pare più probabile. Gl'inglesi però oggidì non si compiacciono
molto d'ipotesi; e quello che non possono dimostrare, non amano di as-
serirlo con certezza. E il signor Leibnizio poi dicea, che Cartesio era ar-
rivato solamente all'anticamera della filosofia, e non più oltre. Non dico
io tanto; dico bene, che gli uomini grandi come il signor Canjpailla, hanno
da mettersi in maggior libertà di pensare ; è certo che oggidì è calata
di pregio oltra monti la si famosa scuola d'esso Cartesio.
Ho anche osservato, ch'egli spiega l'eifetto della pietra cobros, che
si applica ai veleni; e pure parmi che il signor Redi abbia con varie
sperienze mostrato, essere imposture simili pietre. Intorno alle api avrei
anche bramato, che avesse vedute le sperienze fatte in Parigi, e registrate
negli Atti di quella Accademia, né osservo che abbia veduto il Trattato
de' Colori del celebre signor Newton, quantunque ne parli assai saggia-
mente. Ed ho poi riso in vedere come nell'epilogo si dice francamente
che la Terra non si muove, quando poi bravamente si tiene «il sistema di
messer Copernico. Franchezza grande ancora mi è sembrata il tenere egli
la sentenza del Savenocchio, intorno agl'insetti del seme umano; scoperta
veramente di gran riguardo; ma che non so, se gli altri italiani oseranno
sostenere in faccia agli aristotelici, che comandano le feste.
Mi sono scappate dalla penna queste ciarle, solo per far vedere a
V. S. illustrissima che l'ho letto, e non già per iscemare punto la stima
singolare che ho conceputo di cotesto insigne letterato, il quale è stato
ben meritevole, che ella si adoperi per dar alla luce esso poema, e metta
in latino gli argomenti de' suoi canti, e l' ami, siccome veggo, con tanta di-
stinzione. Posso ormai dire d" amarlo anch'aio e di stimarlo al pari di lei,
e mi troverei volentieri presso ad una mente, che va sì innanzi per chie-
dergli lume, quando m' occorresse ; anche ultimamente avrei pur volentieri
udito il suo parere più specificato che non è nel suo poema intorno
a' sogni. D'ordinai'io sono essi spropositati, e si vede che la fantasia gira
quei suoi dialetti: ma si danno tanti sogni d'avventure ben filate con in-
-l'7S'7] A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2615
terrogazioni e risposte anche ingegnose: e pare quell'avventara non ci è
mai accaduta né abbiamo fatto uè udito quei ragionamenti; se senza l'in-
tervento della mente si può far tanto dormendo, ne potrebbe nn cattivo
tirar delle brutte conseguenze: se poi v'interviene la mente, come poi si
danno tanti sogni disordinati, e che non sanno di ragione? Ma v'ha un
infinità di cose che non sappiamo a misura in noi stessi : ed io quanto
m'inoltro verso la vecchiaia, tanto più m'accorgo di non sapere. Però
fortuna è di poter trattare con filosofi di vista acuta, e io più degli altri
ne avrei bisogno, avendo la mia troppo ottusa.
Ora io supplico V. S. illustrissima di farmi divoto servitore ad
esso signor Campailla. e d'assicurarlo, ch'egli avrà da qui innanzi un
grande estimatore in Modena, desideroso anche di farlo conoscere in queste
parti; e già che il signor Iddio ci ha ultimamente tolto il signor Vallis-
nieri che era il principale onore dell' università di Padova, e rendeva
gloriosa anche questo cielo di cui era nativo, bramo, che il signor Cam-
pailla goda lunga vita per sostenere la riputazione dell'Italia. E s'egli non
avesse pensato ad inviar copie delle sue opere ai Giornalisti di Lipsia, di
Parigi e di Ginevra, nella quale ultima città hanno cominciato il Giornale
de Letterati d' Italia, che più non si fa a Venezia, vi pensi, e, s' io son
buono a servirlo in questo, mi comandi.
Del resto alla singolare stima ed amore, che io professo a i fe'ici in-
gegni della nazione siciliana, e massimamente di cotesta nobil Metropoli,
si è aggiunta quella particolare, che io da qui innanzi avrò per Y. S. il-
lustrissima la quale, senza mio merito, m' ha prevenuto colle sue grazie. E,
giacché ha cominciato, non cessi d' onorarmi col suo stimatissimo affetto,
sicuro che io non lascierò di comsponderle : perciò bramoso de' suoi co-
mandamenti, con tutto l'ossequio mi protesto....
2568.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 30 Gennaio 1727.
Biblioteca Ambrosiasa, Milano, adita [176].
Neil' indice del tomo che ora si stampa ho io corretto il passo del Ve-
scovo di Busseto. Ma giacche V. S. illustrissima pensa di farlo anch'olla
senza rifare il foglio, lo faccia, benché io non sappia intendere che let-
tera di prefazione sia quella eh' ella mi accenna. Il signor Argelati mi
scrive d' una prefazione che il signor dottore Bianchi ha volsuto fare in
vece della dedicatoria, cosa che non mi può piacere, né si dovea fare senza
eh' io lo sapessi, credendo io che tocchi a me il fare le prefazioni.
2616 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'72'7-
Veggo ciò ch'ella con saggie ragioni mi accenna intorno al Diario
dell' In fessura. E certo essendo pubblicata da altri l'opera, l'odiosità cadrà
sopra altri. Ma se il signor Eocardo ha pubblicato tutto ciò che è nel
testo Estense ch'io avea preparato (del che non ho finora fatto il con-
fronto ), non so quello eh' io sarò per risolvere. Ma e" è tempo da pensare.
Fu qui ne' giorni passati il signor d" Orville, e mi ha fatto di molti
e replicati elogi della di lei gentilezza e de' favori a lui compartiti. Egli
è giovane degno di tutto. Anch' io me le protesto ben tenuto per tali grazie.
Con che, ratificandole i sentimenti del mio rispetto, mi confermo, etc
2569.
AD ANTON FRANCESCO MARMI in Firenze.
Modena, 31 Gennaio 1727.
AKCHrvio Soli Muratori ^H. Bibl. Est.), Modena.
Fu qui il signor barone Walter co' due suoi compagni, che mi por-
tarono uno stimatissimo foglio di V. S. illustrissima co" suoi comandamenti.
L' ho ubbidita per quanto ho potuto, ed ho trovato tre onestissimi signori,
meritevoli d' ogni buon accoglimento. Mi fecero essi una piena e magnifica
descrizione della Biblioteca magliabechiana, e del di lei buon gusto in
tutto: del che mi rallegro con esso lei, a cui Firenze avrà eterna obbli-
gazione di si utile impresa.
Non r ho io più importunata intorno all' affare, di cui la supplicai
per questo signor Cesare Cirelli col signor Auditoi'e Bonfini. Ma saprei pur
volentieri, se cotesto signore voglia rispondere al quesito, e farci godere
le grazie sue. Mi disse il signor Cirelli, che voleva raccomandarsi per
questo ad alti-a persona costi, la quale s' intendesse con V. S. illustrissima.
Se potrà darmi qualche nuova di questo, gliene resterò ben tenuto.
Comincierà a vedersi fuori la parte II del tomo II Rerum Italicarum
cioè il tomo X Rerum Italicarum e già 1' XI va avvicinandosi al compi-
mento. Non tarderà molto a venir qua da Milano il signor Argelati, che mi
dee portare il supplemento dell' Opera del signor Filippi per lei. Mi duol
bene, che non sia peranche cessata costi la voce calunniosa, eh' io abbia
aiutato esso autore a scrivere centra di voi. Né pure una sillaba ho
scritto 0 detto su questo affare, né sarei stato si dimentico di me da coo-
perare a un' Opera pregiudiziale a tutti i principi d' Italia. Non mi si
dovrebbe fare costi un'ingiustizia, unicamente fondata sopra immaginazioni,
e sul poco concetto che ha del signor Filippi, ora custode della Biblioteca
cesarea. Prego V. S. illustrissima alle occasioni di dire quello che dee, e
che è verità contante. Rassegnandole con ciò il mio ossequio, mi confermo.
di V. S. illustrissima.
-l'73'71 AD ANTONIO VALLI8NIERI 2<J17
2570.
AD ANTONIO VALLISNIERI in Padova.
Modena, 4 Febbraio 1727.
B. BiBLiOTXCA Naziobalb di Brera, Milano, edita [142).
Vi sarà presentata questa mia dal p. maestro Daniele Felice Donati ',
minore conventuale, che sen viene a predicare costi nella chiesa del Santo.
Egli è mio amico, egli è valente oratore sacro : e quantunque io m* imma-
gini, che le soverchie occupazioni vostre vi lasciano poco agio per ascoltar
predicatori, tuttavia con tutto lo spirito vel raccomando. Se non potrete
spesso con la presenza favorirlo, vi sarà ben facile in altre guise di fargli
sentire i frutti del vostro patrocinio. Di quante grazie compartirete a lui.
ve ne resterò anch' io sommamente tenuto.
In risposta poi all' ultimo vostro stimatissimo foglio, vi ringrazio delle
curiose notizie spettanti allo zelo mostrato dal nostro eminentissimo signor
cardinale vescovo, che vorrebbe tutti santi. Ma volere che i padri bianco-
neri vadano a scuola dai neri, certo è pensiero che non può essere nato
in capo a si degno prelato. H Pomponaccio in Bologna cominciò quella
cattiva scuola, e il Gremoncino poi la dovette portare costà. Ce ne liberi
Iddio. H mondo ora è cattivo : che sarebbe, se insegnamenti tali prendes-
sero piede i" Dimenticai di dirvi T altra volta, che Tertulliano, autore del
Secondo secolo della Chiesa, ed «kUri non sognati autori di que' tempi,
fanno menzione dei quattro Vangeli, e dei loro Scrittori. Come dunque
credere a quegli sfrenati inglesi ? Arriveranno anche a darci ad intendere
di dubitare, se noi abbiamo occhi, e il sole riluca.
Avete fatto bene a parlar chiaro a codesto pedantuccio. Oh, di quante
sorta è mai il ridicolo degl' ingegni umani !
Se il signor abate Checcocci sarà sì prodigo di parole co' suoi scolari,
potrà promettersene pochi. Staremo a vedere s" egli saprà riformare il
clero.
Con ricordare il mio ossequio, mi rassegno.
i Sue lettere in Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), n." 45 da Novara, Ve-
nezia 1726-'4'2.
2618 LODOVICO ANTONIO MURATORI \ 1*72*7 ■
2571.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in MHano.
Modena, 6 Febbraio 1727.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [176].
Sommo piacere avrei provato in servire al signor dottore Soanio, il
eui merito singolare mi sta sempre davanti e insieme a V. S. illustrissima,
i cui comandamenti sono a me sempre cari. Ma presa informazione dei
due pulpiti di Reggio, truovo i medesimi nel presente anno occupati. Però
mi dispiace di non poter soddisfare nello stesso tempo ai suoi e a" miei
desiderii. Mi somministri ella altre congiunture di ubbidirla con più for-
tuna, eh' io mi pi'egierò sempre di comparire, quale con tutto V ossequio
mi rassegno, etc.
2572.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 12 Febbraio 1727.
Archivio TacoliI, Modena.
Egregiamente suppone V. S. illustrissima, che a quest' ora io abbia
d' aver veduto almeno quattro fogli della sua stampa.
Ma sappia che i suoi conti e i miei sono andati falliti. Il buon So-
liani s' è intanto bravamente applicato a stampare i due drammi, che si
recitano qui nel teatro Molza, non volendo che gli scappi questo danaro
fresco ; e però nulla peranche ha operato per lei. Di simili burrasche non
occorre pensare a schivarle. Non lascerò io d' essergli alla vita, premen-
domi ch'ella sia servita; e, subito che sarà terminato questo suo impegno,
il che ha da essere in breve, si lavorerà per lei.
Da Bologna mi vien raccomandata 1" inchiusa, con supporre che il
Mercati sia a Rivalta. Se non vi fosse, la prego di rimandai'mela. Con
tutto r ossequio, mi confermo.
•1*73 TI AD UBERTO BENVOOLIENTI 2619
2573.
A FRANCESCO DE AGUIRRE in Torino.
Modena, 20 Febbraio 1727.
Baccplta Crbtkhha, Amsterdam, edita [d4].
La risposta dell'Eccellenza del sig. marchese del Borgo' è stata in
fatti quale V. S. illustrissima se l'era figurata, cioè piena di molta beni-
gnità. Quel eh' è più. mi assicura egli essersi per ordine di S. M. scritto
a varie chiese, acciocché si cerchino antiche memorie. Piaccia a Dio che
a si buone disposizioni succeda uu felice effetto, e che si trovi qualche
cosa onde far onore al Piemonte, e molto più alla real Casa di cotesto
Sovrano.
S' io fossi costi, chiederei ancora antichi diplomi, od altri instrumenti
atti a dar luce alla storia de' vecchi tempi e ai costumi d' allora, giacché
pel fine della mia Raccolta spero di dare uno o due tomi diplomatici, con
varie dissertazioni per rischiarar le tenebre de* secoli rozzi. Intanto V. S.
nell'ordinario prossimo passato avrà ricevute in un mio foglio le pre-
ghiere, ch'io le porgo per quello, che finora si é scoperto, e che si può
sperare. Rinnuovo per tanto le mie suppliche perch'olla non si stanchi di
compartirmi le sue grazie, per le quali le conserverò immortali obbligazioni.
Mi onori de' miei rispetti al dottissimo e amatissimo sig. conte Coardi,
quando il vedrà, con sapermi dir« se egli tenga in esercizio il suo bel
talento. Con che, ratificandole il mio rispetto, e pregandola di buon rica-
pito all' inchiusa, mi rassegno.
2574.
AD UBERTO BENVOGLIENTI in Siena.
Modena, 21 Febbraio 1727.
Biblioteca Comuhai:.!:, Siena, edita [168'.
Mentre appunto io m'era messo intorno a una breve dissertazione
dell'origine della lingua italiana, mi giugno lo stimatissimo foglio di V. S.
illustrissima, pieno di soda critica intorno a ciò che di questo ha scritto
monsignor Montanini. L'ho letto con sommo piacere, e ne trarrò profitto,
con essermisi aperto nuovo adito a far menzione di lei. il cui nome com-
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), n." 1 da Torino 1723,
2020 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*7S*7-
parirà più volte anche in altre dissertazioni, che vo stendendo, per quanto
mi permette la non molta sanità e varie altre occupazioni mie, con di-
segno di dare in fine della mia Raccolta Rerum Italicarum uno o due
tomi diplomatici, con ismaltire il più che potrò la mercatanzia da me rac-
colta, in esse dissertazioni. Ora l'opinione mia sarà, che sotto il regno
de' Longobardi si formasse lo stato della nostra lingua, in quanto si con-
sidera lingua nuova nata dalla corruzione della latina, ma non peranche
ridotta a quella integrità che comincia a mirarsi dopo il 1200. Gran cosa,
che né pure un boccone ci sia rimase della medesima tal quale era nel
secolo dell' 800 e 900! Si predicava pure: i mercatanti ed altri doveano
pure scrivere delle lettere. Che ancor tutto questo fosse latino, mi par
molto. A me non dà l'animo di ben chiarire qual fosse allora essa lingua
volgare. Dirò quel che saprò.
Ora io, con renderle infinite grazie della bontà con cui mi va sempre
ammaestrando, mi avanzo a chiederle, se avesse mai veduto vita alcuna
manoscritta di papi dopo Giovanni XXII. perchè avrei desiderio di fare
la seconda parte del tomo III Rerum Italicarum colla giunta degli altri
papi fino al 1500. Cerco da per tutto: s'ella avesse qualche notizia su di
questo, non me la risparmi, secondo l'uso della sua gentilezza. Con che,
rassegnandole il mio ossequio, più che mai mi protesto, di V. S. illu-
strissima, etc.
2575.
A GIOVANNI ANTENORE SCALABRINI in Ferrara.
Modena, 21 Febbraio 1727.
Biblioteca Comunale, Ferrara.
Eh non occorre nascondersi. Il mio cannocchiale tira lontano, e veggo
molto ben V. S. fra le pergamene dell'Archivio episcopale pieno di pol-
vere, e tutto ansioso di trovar gemme per rendere più luminosa cotesta
mitra. In ciò le auguro fortuna, perchè può sperarsi che cada qualche
beneficietto, per non dire di più. Ma in tali sue ricerche potrebbe egli
entrarvi anche la memoria d'un suo servitore. Fin di qua io la miro dirmi
un bel si, col chinare alquanto la fronte. Adunque la ringrazio del bnon
volere. Bolle di Papi per cotesto vescovato non ne cerco, che le ho. Altre
cose, che a lei paressero curiose per l' antica erudizione, son quelle eh' io
sospiro. Ma quali ? Al di lei buon gusto tocca il pensarvi : eh' io non posso
suggerire, perchè temo che si vada poco indietro rispetto al mio bisogno.
Siene cose, che facciano onore a Ferrara, e saranno a proposito.
Mi perdoni, s' io le scrivo senza badare, che non è ancora spirato il
carnovale, tempo di grandi atfari costi. Intanto, con rassegnarle il mio
ossequio, mi confermo, di V. S. illustrissima.
•l'73'71 A GIAMBATTISTA BIANCONI 2621
2576.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 24 Febbraio 1727.
Archivio Tacoli, Modena.
Rendo ben vive grazie a V. S. illustrissima pel ricapito della lettera
al p. Mercati.
Incalzato da me il Soliani. finalmente ho scoperto, che v'è uno da più
di noi a mulino, e impedisce il macinare a tutt' altri. Cioè: segretamente
si stampa una scrittura per ordine di chi può comandare ; e però bisogna
che la pazienza si accommodi alla necessità. Sbrigato che sia da questo
impegno, subito si metterà a servirla, et io insisterò per questo.
Da molti giorni è spedito da Milano il nuovo tomo stampato: ma il
t«mpo strano dee far andare lentamente le carra. Le rassegno il mio ri-
spetto, e mi confermo.
2577.
A GIAMBATTISTA BIANCONI in Bologna.
Modena, 26 Febbraio 1727.
Archivio Biahcohi, Bologna, edita [183].
Dal sig. march. Orsi ho ricevuto le due copie dell' Orazione Paccio-
lati, e l'indice di cotesti documenti. Rendo perciò vivissime grazie a V. S.
che sempre è intenta a favorirmi.
Non potei impetrare dal sig. Machiavelli copia del suo opuscolo.
Solamente vidi la venuta al suddetto sig. marchese.
Dico vidi, e non lessi ; perchè non ho vergogna di dire, che. in dargli
un'occhiata, non mi parve cosa degna d'essere letta, con essermi stupito
che Bologna, si ben provveduta di valorosi ingegni, e di saggi eruditi,
abbia raccomandato la difesa di quel ano privilegio (che però non si può
difendere; a persona si poco atta a servirla. Risposi a lui, che non m'avea
persuaso, e ch'io direi bensì, essere cotesta Università la prima e la più
celebre di tutta Italia; ma non già ciò ch'egli pretendeva. Non ne ho più
ricevuta lettera.
Io ho copia del Privilegio Teodosiano. Ma avrei bisogno che V. S.
mi favorisse di mandarmene un'altra, per confrontarla con questa. Credo
che sia stampato da uno di cotesti storici, non so se il Vizzani, o qual
altro, ch'io non ho, e che comprerei volentieri.
Epistolario di Lodovico Antonio iluratori. — VoL VI. 188.
2622 LODOVICO ANTONIO MURATORI fl*?3*7-
Un mio ainico di Parigi mi ricerca carte geografiche dell'Italia, fatte
su i luoghi d'essa Italia. Mi raccomando alla bontà di V. S. perchè me
ne truovi una del bolognese: e se d'altri paesi ancora, ne avrei ben pia-
cere. Soddisfarò per la spesa occorrente. E mi perdoni.
Rimanderò l'indice di cotesti documenti subito che sarò sbrigato dal-
l'indice di un nuovo tomo della mia Raccolta. Intanto, professando somme
obbligazioni al suo costante genio in favorirmi, con tutto l'ossequio mi
confermo, etc.
2578.
A GIOVANNI ANTENORE SCALABRINI in Ferrara.
Modena, 28 Febbraio 1727.
Biblioteca Comunale. Ferrara.
Ben tenuto mi protesto alla bontà di V. S. per le notizie raccolte da
cotesto cartepecore. Mi auguro, che ne capitino alle sue mani altre di
altra fatta, che fossero degne di luce per illustrare l' erudizione tenebrosa
de" vecchi tempi.
Non mi occorre l'investitura del 1332 de' feudi riconosciuti da co-
testa mensa. Di slmili cose ne ho; ma, perchè non molto antiche secondo
il mio bisogno, e di afiìare noto, non servono a' miei disegni.
Ho cercato, ma non trovato in casa, le Bolle del mio priorato. Le
avrò in altro luogo, e saprò dire a V. S. il quando. Ma ho ben paura di
non potere chiarire, se monsignor Scanaroli godesse lo stesso beneficio.
Sarebbe meglio eh' ella su questo se Y intendesse col sig. Bertani, il quale
dee avere in mano uno de' registri del priorato, e potrà somministrare
notizie. Occorrendo, gliene scriverò ancor' io.
Intanto, rallegrandomi di vederla sempre affaccendata ne gli studi eru-
diti, e desiderando, che questi cooperino ad accrescere la sua fortuna,
con tutta l'osservanza mi rassegno, di V. S.
2579.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.»'* MARGHERITA in Monleale
Modena, 6 Marzo 1727.
Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma.
Ma se V. S. illustrissima ha tuttavia da pulire, e poi da copiare le
sue note alla Cronica Astense. gran paura ho io che le medesime non
arriveranno a tempo. Il motivo del mio timore si è l'essere nato un im-
-l'72'7\ A GIAUBATTISTA BIANCONI 2623
pensato accidente nella stampa del tomo XII dietro a cai si lavora, e in
cui dee entrare essa Cronica. S' è cominciato esso tomo con Albertino
Mussato, la cai storia colle note dell' Osio e Pignoria è di gran mole.
Pensava io che questa occuperebbe lungo tempo gli stampatori; ma al-
l'improvviso il signor Argelati mi avvisa che, per mancanza di garamone
destinato alle note lunghissime, non si può lavorar che poco intorno al
Mussato; si è fatto il conto quanti fogli potrà empiere esso Mussato (e
saranno più di cento ). e arditamente si è saltato a stampare una Cronica
di Sicilia dopo il Mussato, la cui Cronica nello stesso tempo si va stam-
pando. Ora questo accidente temo che, non permetta di aspettare tanto
tempo le note di V. S. illustrissima, le quali anche avrei avuto gusto di
veder io innanzi che si stampassero. Aspetto io a momenti qui il signor
Argelati, che dovea essere venato anche molto prima; e da lui intenderò
meglio lo stato delle cose. Intanto, rassegnandole il mio rispetto mi con-
fermo, di V. S. illustrissima.
2580.
A GIAMBATTISTA BIANCONI in Bologna.
Modena, 8 Marzo 1727.
Akchitio BiAHcoHi, Bologna.
Dal signor dott. Francesco Graddi, che è ritornato costà, e panni che
nel collegio del b. Luigi, avrà V. S. ricevuto di nuovo i suoi quinter-
netti. cioè il catalogo di cotesti documenti. A quelli ch'io crederei più
propri pe' miei disegni, e più gloriosi per cotesta città, ho fatto questo
segno # . Gli altri si possono lasciare dove sono. Ora io prego la di lei
bontà di ricordare al gentilissimo signor marchese Zambeccari, le benigne
intenzioni, eh' egli ha di favorirmi, eh' io non mancherò a suo tompo di
mostrarmi grato al sao generoso genio di favorire me e la Bepubblica
letteraria tutta, col dono di tali documenti: gli ricordi in tal congiun-
tura il mio umilissimo ossequio.
Da un' altra mia, che le scrissi per la posta, avrà V. S. inteso, eh' io
prego lei di un altro favore. Saprà con suo comodo dirmi, se l' abbia ri-
cevuta, e se sia per favorirmi.
Vorrei che il buon Papa una volta partorisse per chiarirmi, se nel
suo petto alberghi il nome di persona, che sommamente merita di salir
più alto. M' immagino, eh' essa persona sarà ben vessata, non già da de-
siderj o speranze, ma da chi vuol fare il profeta. Che ne crede V. S. ?
Desideroso anch'io di ubbidirla, e pregandola de' suoi comandamenti,
mi rassegno, con tatta l'osservanza, di V. S.
2G24 LODOVICO ANTONIO MURATOSI [1*72'7'-
2581.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 15 Marzo 1727.
AacHivio Tacoli, Modena.
Pazienza ci vuole, giacché altro non si può fare. Le liti, clie la nostra
corte dee sostenere in più luoghi, ha accresciuto le faccende al Soliani.
Egli è ora intorno ad un' altra scrittura ; e però fin dopo Pasqua non è
da sperare, ch'egli ripigli rincominciata fatica per V. S. illustrissima.
Son' io intanto a supplicare la di lei gentilezza di un' atto di carità.
Vorrebbe ripatriare costi un Bortolani morsaro di professione, essendone
stato sfrattato per cagion della moglie, che già son tre anni, che è morta.
S. A. S. ne chiese relazione al signor governatore e questa è fatta, e
l'avrà in mano il signor dottor Gio. Noceti. La povertà ha fatto finora, che
non sia stata levata, mancando la mercede, che vien pretesa costì. Ma
questa si prenderà, qualora sia favorevole. La supplico dunque di farsela
mostrare al suddetto signor Noceti, il quale non credo che negherà tal
cortesia. Trovando che si faciliti la grazia, di cui è stata supplicata S. A. S.,
il Bortolani cercherà poi di trovare il danaro occorrente. Ma se fosse con-
traria, non è di dovere, che il pover'uomo paghi inutilmente questo di più.
M' immagino, che V. S. illustrissima avrà avuto il nuovo tomo.
Un altro, che le piacerà più, è già stampato.
Con rassegnarle il mio ossequio, mi confermo.
2582.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 20 Marzo 1727.
Museo Civico Cremonese, edita [2ii3].
Amico amatissimo.
Ma da quel buon uomo non m'è stato giammai inviato il vostro Diti-
ratnbo ; e pure io sospiro di leggerlo, né posso più soffrir la tardanza.
Tempo fa inviai al suddetto signox'e una lettera venuta per lui da Vienna ;
egli mi rispose dopo molto tempo, col chiedermi certe notizie letterarie da
farsene lai-go con un cavaliere suo fratello. Io ho creduto meglio di tron-
care il filo, che più non istà bene con persona mancante per tanti versi;
e però non gli risposi, né gli risponderò più. Pazienza, se sono stato un
■1*7S'7] A GIAN FRANCESCO MUSELLI 2625
po' troppo corrivo. Ora io sono a pregarvi che troviate maniera di farmi
avere una copia del desiderato vostro Ditirambo, che terrò fra i miei libric-
oiaoli, come un insigne monumento del vostro ingegno et anche del vostro
amore stimatissimo verso di me. Con ohe, rassegnandovi il mio costante
ossequio, mi confermo, etc.
2683.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.^* MARGHERITA in Monleale.
Modena, 20 Marzo 1727.
Baccolta Pal.mieki, S. Paolo, Roma.
Già dal signor bibliotecario Sassi ho ricevuto le note di V. S. illu-
strissima ad Ogerio. e le rimanderò al medesimo nel ritomo del signore
Argelati, che è passato di qua alla volta di Bologna. Xon si è già diffe-
rita la stampa del Mtissato. Si sta in fatti facendo, ma si è saltato a
lavorare anche ad altri autori dopo d' esso, con figurare quanti fogli em-
pierà esso Mussato : cosa veramente ardita. Scrive bensì il suddetto signor
bibliotecario che si è sospesa l'edizione della Cronica d' Asti, tanto che
arrivino tutte le note di V. S. illustrissima. Però ella si affretti. Non oc-
corre copiare il testo de i Venturi ; perciocché si dovrà seguitare il mio,
che è più corretto e più abbondante in qualche sito. Ho veduto la di lei
lettera, e l'aggiugnerò alla mia prefa/.ione. Intanto con tutto l'ossequio
mi rassegno, di V. S. illustrissima.
2584.
A GIAN FRANCESCO MUSELLI in Verona.
Modena, 20 Marzo 1727.
Architio Capitolake, Verona, edita [215].
Giacché la carità di V. S. illustrissima va meditando di dar frutti
maggiori in prò' de' poveri, e benefizio della patria sna. non saprei come
meglio soddisfare a i di lei piissimi disegni, quanto coli' inviarle, siccome
fo, inchiuso r Invito per la Compagnia della Carità, eh' io eressi nella mia
chiesa. Ebbi io in mente ciò, che bisogna alla mia città. Verona proba-
bilmente non abbisognerà di tanti soccorsi, perchè avrà per esempio spe-
dali ricchissimi, monti pii da pegni bastanti all' indigenza del popolo,
senza dover cadere per necessità, come si fa qui, sotto le insopportabili
usure de' giudei, che pigliano il 18 e il 20 per cento. I direttori di questa
compagnia saranno circa 80, la maggior parte della prima nobiltà, gli
2626 LODOVICO ANTONIO MURATORI [IT* Sc-
altri dottori, eccleBiastici, o persone civili. Quattro son deputati sopra i
poveri, né alcuno senza loro licenza può questuare, dandosi un segno vi-
sibile a chi è conosciuto degno di limosinare. Hanno facoltà dal Prin-
cipe di far cacciare in prigione chi trasgredisce, e di farli cavare senza
spesa loro dopo il gastigo di tre o più giorni. Fanciulli o fanciulle non
si lasciano mendicare, ma si sovvien loro nella miglior maniera possi-
bile. Si è fatto pubblicare editto da monsignor vescovo, che niuno
possa questuare dentro le chiese, sotto pena di carcere. Io somministro
la mercede destinata a due esecutori zaffi, che vegliano su questo. In
somma, necessario è il braccio del Principe, e del Vescovo. Ogni anno ho
fatto fare due prediche apposta dal predicatore del Duomo nel fine del-
l' Avvento intorno all' importanza della carità, cioè del soccorrere i biso-
gnosi, dell' amarsi e aiutarsi scambievolmente. Per la prima domenica
dell' Avvento si celebra solennemente nella mia chiesa la festa della
carità, eretta all' altare del Crocifisso. Ognuno può essere ascritto alla
Compagnia. Ma i direttori sono solamente quei, che ho di sopra accen-
nato. Bisogna interessare nel numero di questi i nobili e più saggi e pii
della città, i canonici, i parrochi, etc. Finora ha questa Compagnia poche
forze, perchè ha cominciato dal nulla. Tuttavia per quello che ha contri-
buito alcuno, e ciò che ho dato io, e darò, finché vivo, di capitale ogni
anno, essa ha fin qui ammassato di capitale, messo a frutto, più di cento
mila lire. Il frutto s' impiega in dare ogni mese un determinato sussidio
a i poveri fanciulli e fanciulle, che, senza di questo, andrebbono questuando,
e a poveri vecchi, incurabili etc. Già s'avrà un'eredità, finito l'usufrutto,
d'una donna, che servirà ad impinguare, i monti da pegni, e a levare le
usure ebraiche. Ogni martedì si tien congregazione da i 4 deputati sopra
i poveri e da due presidenti mensali della compagnia (la quale ogni
anno è governata da 12 presidenti scelti a sorte), i quali riconoscono i
bisogni de' poveri, e destinano loro le limosino d'ogni mese a misura
delle forze della compagnia, e queste son loro puntualmente pagate. Colà
concorre chi crede d'aver bisogno, e si consolano quei che si possono. In
città, dove è traffico, converrebbe fare gran conto de' mercatanti, e in-
teressarli in questa santa opera. Uno solo, che non sappia a chi lasciare
la sua roba, può bastare per darle la vita per sempre. Si son fatti i ca-
pitoli pel governo d'essa compagnia, ma non gli ho peranche stampati.
Facile é il farli ancora costi. Una sola congregazione generale si fa ogni
anno la sera del 3 di Maggio. Le altre de' 12 presidenti si fanno sol
quando richiede il bisogno de gì' interessi della compagnia.
Benedica Iddio i piissimi disegni di V. S. illustrissima. Le varrà più.
presso il Signor nostro, un si santo pensiero, che molt' altre divozioni,
Non so se abbia peranche veduto l'ultimo tomo stampato della mia
Raccolta. In esso avrei caro d'avere soddisfatto a i miei doveri. Intanto
con tutto l'ossequio mi rassegno, di V. S. illustrissima.
• 17 3*7] A NICOLA TACOLI 2027
2585.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 2(3 Marzo 1727.
Biblioteca Ambrosiana, Milano, edita [176].
Dal signor Argelati, che passò alla volta di Bologna, mi furon portati
gli stimatissimi saluti di V. S. illustrissima, e mi diede egli commissione di
riverirla divotamente, sul timore che non gli restasse tempo da scriverle.
Ricevei parimente con la lettera del signor marchese Malaspina il prin-
cipio delle sue note, pel qual favore me le protesto ben tenuto. L' avvisai
io per tempo che mandasse le medesime, e mi giunse poi impensato che
si volesse mettere sotto il torchio le Cronache d" Asti, a cagione dell* es-
sersi fatto un gran salto sopra il Mussato. Ma m' immagino eh" essa cro-
naca si sarà tenuta indietro, tanto che si possa soddisfare al genio di
quel degno cavaliere con aspettar tutte le sae note. Veramente queste
paiono fatte in fretta, e vi truovo dei ìiobillimis ed altre cose, alle quali
avrei pur caro che V. S. illustrissima facesse un po' di carità con ripulir
tutto, perch' io di presente mi truovo si imbrogliato da alcuni miei intrighi,
che difficilmente posso spendervi un po' di tempo intorno.
Per altro vedi'ò volentieri il resto delle note, per osservare se il suo
imperialismo potesse mai per disgrazia dispiacere ad alcuno.
Ho veduto quel benedetto Tolomeo da Lucca. La copia è fatta da chi
poco intende, e temo che anche il testo ambrosiano sia scorretto. Però
me ne cruccio. Ma più mi dà noia l'essersi desideralo costi che tutto
s'imprima. Mi son lasciato vincere per questa volta, ma faremo gridare
più d' uno coir empiere i tomi di roba, che niun saggio vorrà mai leggere,
e leggendola vi troverà tanti errori e difetti.
Pel signor Argelati le rimanderò le carte del signor marchese Mala-
spina, e intanto, con rassegnarle il mio rispetto, mi confermo. et<?.
2586.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 24 Marzo 1727.
Abcmivio Tacoli. Modena.
Per botte o per ferite, che diede, saranno più di sei anni, il Borto-
lani alla moglie, essa colla madre fecero ricorso al Padron serenissimo,
2628 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*7S*7-
che gli diede lo sfratto. Se n' è stato il pover' uomo a Padova finora : e
udito finalmente, che la moglie, sono già tre anni, era mancata di vita, se
n'è ritornato con desiderio e speranza di rimpatriare, e a tal fine ha dato
memoriale a S. A. Serenissima. Il rescritto è stato mandato al signor conte
governatore, che informi. Può essere che sia toccato al signor luogotenente
di dare la relazione. Essendo già tolta di mezzo la moglie, con cui fu la
la rissa, pare che la nonna non abbia azione per impedirgli il ritorno. Ora
giacché V. S. illustrissima ha preso a far oarità al Bortolani, la prego
di parlarne ad esso signor luogotenente, e di cooperare, acciocché la re-
lazione sia favorevole. Ne avrà V. S. illustrissima merito presso Dio.
Già è stampato il Tomo IX Rerum Italicartirn che abbraccia la Cì'o-
naca di Parma, et altro, che saranno vedute da lei volentieri. Ma perchè
era destinata la dedica pel fu Serenissimo di Parma, e si dee mutare il
ritratto in quello del nuovo Duca, però ci vuole del tempo a fare
l'intaglio.
Quella pergamena del 1050 è di buona antichità. Ma non mi dice
V. S. illuistrissima, se sia spettante alla di lei Casa, o pure di qual altro
argomento.
Solamente dopo Pasqua si potrà lavorare per lei, dal Soliani. Allora
darò fuoco alle colubrine, acciocché ella sia servita. Intanto, col più vivo
ossequio, mi rassegno, etc.
2587.
A GIAN FRANCESCO MUSELLI in Verona.
Modena, 27 Marzo 1727.
Archivio Capitolark, Verona, edita [215].
Perchè nello spaccio passato io lasciai sul mio tavolino l' Invito già
qui pubblicato per la compagnia della carità, emendo ora la mia trascu-
raggine con inviarlo a V. S. illustrissima, e pregarla di scusa. Piaccia a
Dio di felicitare i di lei piissimi disegni. Se ad altro ella mi crede atto,
non mi risparmi i suoi comandamenti, acciocché, nell'esecuzione d'essi, io
possa maggiormente comprovarle quel vero ossequio, con cui mi rassegno,
di V. S. illustrissima e reverendissima.
-l'72'7] V GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2629
2588.
A < GIAMBATTISTA BIANCONI in Bologna.
Modena, 2 Aprile 1727.
Arohiyio Biakconi, Bologna, edita [ 211 ],
Ricevo la copia della Pace di Costanza che V. S. con tanta bontà m'ha
collazionato con cotesti antichi registri, e le rendo vive grazie dell.-i fatica
fatta in favorirmi. Ricevo anche la copia che le chiesi dell'altro documento,
che veramente non si può dealbare. Ogni persona tinta di letteratura, non
che V. S.. è capace di farne conoscere la deformità. S'ella mi continuerà
le sue grazie per le carte geografiche, e per le storie, che mi mancano di
Bologna, cresceranno le mie obbligazioni alla di lei bontà.
Sommamente ancora me le protesto tenuto per avere ella portati i
miei rispetti al degnissimo p. maestro Gotti. Anch' io con impazienza
aspetto di vedere esaltata la di lui umiltà, e rara dottrina, che sto sempre
più gustando nella lettura della ultima sua fondatissima fatica.
Non potrà V. S. immaginarsi quanta malinconia m'abbia portato in
cuore l'avviso del malore sempre più crescente del nostro signor Martelli,
che io considero già per perduto. In lui perderò io un buon amico, e tutti
un grand' uomo degno di lunghissima vita. Se alcuno prometteva di tirare
innanzi fi^no all'ultima vecchiaia, era egli, con quella si bella ciera, viva-
cità e temperanza E se egli va. che posso aspettare io che sono di
sanità si meschina? Seguiti ella per carità a ragguagliarmi dello stato suo.
perchè tutti i modenesi 1' amano e stimano infinitamente, ma io più degli
altri. Mi scrive il signor Argelati di costà, che ha parlato col signor mar-
chese Zambeccari. e concertato seco intorno al far copiare cotesti docu-
menti; ne starò attendendo gli effetti.
Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, etc.
2589.
A GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 3 Aprile 1727.
BiBUOTSCA Ambxosiaha, Milano, edita [176J.
Giunse appunto ieri sera il signor Argelati che s' incammina alla
volta della corte di Parma, e m'impone di riverire divotamente V. S. il-
lustrissima. A lui ho consegnato le note del signor marchese Malaspina.
2630 LODOVICO ANTONIO MURATORI [ITST*-
ch' ella mi favori di trasmettere qua. Ho fatto una croce dove parla della
eredità della contessa Matilda, che non potrà piacere a Roma. So ch'ella
avrà occhio al resto, dovendo noi procurare che non si dispiaccia ad al-
cuno. Se verrà il resto lo vedrò.
Mando ancora la storia manoscritta della Lunigiana, e prego V. S.
illustrissima di farla riavere ad esso signor marchese. Essa vale ben poco.
Quanto più ho considerato la copia inviata qua di Tolomeo da Lucca,
tanto più mi son confermato nel di lei sentimento, che sia necessario il
confrontarla prima con qualche buon testo. E però si stamperà quando si
potrà, ne mancherà tempo e sito da pubblicarla. Intanto si concerterà per
inviarla a Roma, e trovare chi colà possa collazionarla. Il signor Arge-
lati vorrebbe che si pubblicasse tutta. Essa è di troppa mole. Due terzi
nulla contengono che non sia triviale, e quel eh' è peggio, pieno d'errori,
favole e anacronismi, però il più che potesse farsi sarebbe cominciare
dal 600, e sarebbe anche troppo. Le superfluità e l' imbrattare la carta
con dicerie inutili farà discredito all'opera, e ruberà la pazienza a' com-
pratori. Ci resta anche una gran massa da metter fuori ; e io e tutti vorrei
che ne vedessimo il fine. Rassegnandole con ciò il mio ossequio mi con-
fermo, etc.
2590.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 3 Aprile 1727.
Akchivio Tacoli, Modena.
Quand' anehe il Bortolani fosse stato il peggior uomo del mondo, egli
ha fatta una buona penitenza con tanti anni d'esilio. Ora egli è quieto,
né ha da convivere con cotesta implacabil sua nonna. Il timore che dee
avere costei, di dovere mettere fuori la metà della dote dovuta alla già
defunta figlia, probabilmente è la principale cagione di non volerlo vedere
costi. Ora mi ha detto esso Bortolani, che gli era stata data intenzione
costi da n^iuseppe Gaiani, che fa i cinti, di fargli la sigurtà di ben vivere.
Prego V. S. illustrissima d'intendere dal medesimo se voglia farla. Ha il
Bortolani in oltre costì una casetta sua. Quando s' abbia la detta sigurtà.
pare che di più non si possa chiedere dalla donna; e mi suppone il
Bortolani, che anche il signor luogotenente l'abbia detto. Con ringraziar
dunque V. S. illustrissima dell'operato finora con tanta pazienza per lui,
la supplico di continuare la carità, per rimettere in patria un pover* uomo,
che non sarà inutile ai suoi cittadini pel mestiere che ha.
Al Soliani ho consegnato l'ultimo rogito. Egli mi fa credere, che,
fatta Pasqua, faticherà per lei. Intanto, con tutto l'osseguio. mi rassegno.
-l'?S'7] A N. N. 2631
2591.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 10 Aprile 1"^.
Musso Civico Crkmorxsk, edita [2061.
Amico amatissimo.
Da voi prima che da altri ho intesa la terribil disgrazia occorsavi.
Mi fa orrore il solo pensarvi, e il misurare coli' immaginazione la gran
perdita da voi fatta. Ma grazie a Dio siete vivo, siete sano. Povero si, ma
onorato e compatito da tutti. Questo p. predicatore de' Teatini di casa
Grossi, vostro paesano e uomo di vaglia, m' ha letto una lettera, in cui gli
scrivono che avete dato un saggio mirabile d' eroica intrepidezza e rasse-
gnazione al volere di Dio, e che tutta la città vi compiagne. Mi è stato
un tale avviso di somma consolazione, e egregiamente si accorda colla
lettera da voi scrittami con tanta pace. Il fare altrimenti, il pensarvi
troppo, il rammaricarsi si potrebbe pagar colla vita. Adunque saldo nel
già cominciato corso di pazienza e coraggio. Salva è la vita: questo è
quello che importa. Non vi mancherà da vivere né pure in avvenire.
Tra tutte le cose eh' io piango rubate a voi dall' incendio, più d' altre
considero i vostri scritti e le Vite de' pittori cremonesi, che il p. Grossi
mi dice che avevate in ordine. Ma anche a questo conviene accomodare
la testa. Tutto, lo vedete, ha da finire, e lagnarsi di abbandonare qualche
anno prima le cose transitorie di questo misero mondo, non conviene ad
un filosofo e meno ad un saggio cristiano. Sicché pensate solamente a ri-
mettere per ora ciò che é necessario, e profittare dei disinganni. Volesse
Dio che le mie povere preghiere avessero forza, come io volentieri le ho
impiegate e impiegherò per un si caro amico. Non vi mettete alcun pen-
siero del Ditirambo, che, se potrete un di, mei manderete. Intanto cara-
mente abbracciandovi, e pregandovi fra qualche tempo di consolarmi mag-
giormente con vostre lettere, mi rassegno, etc.
2592.
A N. N.
Modena, 10 Aprile 1727.
GoUiSEioHs Càxpori, Modena.
Niuna notizia ho del signor abate Mansi, né truovo qui persona, che
sappia darmene conto, non avendo mai egli predicato né qui, né nelle vi-
2632 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'7'S'7-
cinanze. Però mi dispiace di non poter corrispondere, come avrei bra-
mato, alla confidente ricerca che V. S. illustrissima mi fa delle di lui
qualità.
Ho anch' io riscontro da Genova, che colà il nostro signor abate
Badia si tira dietro il plauso e l'ammirazione di tutta la città. Ma queste
non son cose nuove. Con rassegnarle il mio rispetto, mi confermo.
2593.
A JACOPO FILIPPO D' OR VILLE * in Leida.
Mutinae, XVI Kal. Maias MDCCXXVII.
Biblioteca UNivBasiTAKiA, Leida.
Te jam Romae versari, in amplissimo antiquitatum ac eruditorum
theatro, summopere gaudeo; nusquam enim uberius quam sub iste coelo
pascere tibi, immo saturare, licebit nobilem illam tuam antiquae eruditionis
famem, qua tantopere urgeris. Gratissimum autem mihi contigit, quae ci.
Burmannus de me cogitat, a te audire. UH quaeso plurimam saiutem verbis
meis precator, simulque plurimas gratias habeto, quod me novis beneficiis
onerare pergat. Atque utinam variantes Priseiani, quas ex estensi codice
excerpsi, eae essent, ut in aliquam ejus consiliorum utilitatem vergere pos-
sent. Ego quales habeo, ad te mitto. Si quid aliud possum, tum ad illius,
tum ad tua commoda me perpetuo promtum, dum vixero, reperies. Vale,
atque amare me perge, ut facis.
2594.
A GIAN FRANCESCO MUSELLI in Verona.
Modena, 24 Aprile 1727.
Archivio Capitolake, Verona, edita [216].
Che V. S. illustrissima abbia gradito le espressioni del mio rispetto
e della gratitudine, che a lei debbo per tanti titoli, è stato a me di par-
ticolar consolazione. Bramerei io di maggiormente poter fare conoscere
alla di lei patria e al pubblico, la stima eh' io professo al di lei merito
ed ottimo cuore. Col quale intanto mi rallegro pel coraggio, con cui dal-
l'antecedente sua m'accorgo andar ella maneggiandoli pio disegno d'una
* Responsive in Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est. ), n.° 13 da Genova, Venezia
1726 -'40.
-l'73*7] A PAOLO AOLIOTI 2G33
compagnia della carità. Quando V nomo ha operato tatto ciò. che porta
la prudenza per onore di Dio, s' ha da sperare, che Dio ancora contri-
buirà da suo canto, ciò che per qoì non si può. Seguiti V. S. illustrissima
a coltivare si buon pensiero, e lascerà una bella memoria di sé alla pa-
tria sua. Intanto io, con augurarmi continue occasioni di ubbidirla, le ras-
segno il mio ossequio, e mi ricordo, di V. S. illustrissima e reverendissima.
2595.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 24 Aprile 1727.
Abchivio Tacoli, Modena.
La mia sconcertata sanità non mi ha permesso ne' giorni addietro di
rispondere allo stimatissimo foglio di V. S. illustrissima. Soddisfaccio ora
al mio dovere con dirle d' aver consegnato al Soliani il documento, eh' ella
ultimamente m* inviò, e eh' egli mi assicura di cominciare a faticare per
lei nella prossima ventura settimana. Si ricordi ella di scontare i nove
paoli, de' quali le vo debitore, essendomi io inteso per questo con esso
Soliani.
Comunicai al Bortolani l' operato dalla carità di V. S. illustrissima
per aiutarlo, e le difficultà nuovamente trovate. A lui tocca il superarle,
e per ora non ho altro da pregarla per questo, ma solamente da ringra-
ziarla, siccome fo, de' suoi favori.
Si è dietro a intagliare il ritratto del nuovo Duca di Parma. Questo
fa differire la pubblicazione del tomo già stampato. Quando arriverà, ella
sarà de' primi a riceverlo.
Con rassegnarle il mio rispetto, mi confermo.
2596.
A PAOLO AGLIOTI* in Messina.
Modena, 25 Aprile 1727.
Edita [240].
Fo plauso al nobil genio di lei, e del sig. marchese di Camporotondo ',
tutto intento a rimettere in codesta città il gusto della buona letteratura.
* Responsive in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est. ), n." 30 da Messina 1726- '42.
' Sue lettere in Archileo Soli Muratori {R. Bibl. Est. ), a.° 1 da Messina 1729.
2634 LODOVICO ANTONIO MUBATORI [J'^S'7-
Gli ingegni siciliani ognuno lo sa, dalla natura sortiscono un gran fuoco,
e più degli altri sono abili a far cose mirabili. Ma codesta ragguardevo-
lissima città nelle disgrazie del secolo prossimo passato ha patito troppo,
anche per conto degli studi. Il rimettere in essa il buon gusto, e Y emu-
lazione, non sarà che un' impresa nobilissima ; ed io V auguro a V. S. di
tutto cuore. Mi spieghi ella meglio ciò che si desideri dalla nostra Acca-
demia de' Dissonanti, che questa si farà un pregio di servire a Messina
in tutto. Le aggregazioni non sono state finora usate che all' Arcadia di
Roma. Nulla dimeno si sarà qui pronti ad eseguire qualunque cosa ne
verrà comandata da lei, o per aggregare i particolari o per unire i corpi.
Mi scriva ella pure il suo volere, e mi abbia ognora, quale mi dichiaro.
2597.
AD UBERTO BENVOGLIENTI in Siena.
Modena, 25 Aprile 1727.
Biblioteca Comunale, Siena, edita [153].
Non SO come io scrivessi a V. S, illustrissima, che s' era smarrito
qualche cosa di ciò eh' ella m' avea favorito d' inviare. Sopra di questo
mi scrisse con premura il signor cavaliere Marmi. La verità è, che ricevei
la giunta alle Storie manoscritte : e questo è quello che importa. Ricevei
anche la dissertazione sopra il K. Quel solo che intesi di dire, consisteva
in un' altra dissertazione, che mi parve eh' ella m" avesse per sua bontà
trasmesso, e eh' io non ricevei. Però si calmi la di lei inquietudine su
questo.
Per quanto la mia sanità, che è ben poca, ma è stata anche più scon-
certata ne' giorni addietro, mi permette, vo stendendo varie dissertazioni
intorno all' erudizione de' secoli di mezzo, da mettere nel tomo diplomatico,
0 sia ne' due tomi diplomatici ( che forse ascenderanno a tanto ) eh' io
penso di aggiugnere in fine della mia Raccolta. Oh quanto Vi sarebbe da
dire. Andrò [ ordinando ] alla bella meglio che saprò le materie, e smal-
tendo per quanto mi sarà lecito i vari documenti eh' io aveva adunato.
Ma come fa V. S. illustrissima ad avere si presto il tomo ultima-
mente pubblicato? perch'olla citò Ermoldo, quando io né pure avea rice-
vuto quel tomo, e stetti anche molti di poi a riceverlo?
In esse dissertazioni si vedrà spesso il di lei riverito nome; et io
non lascio di sospirare frequenti le occasioni di comprovarle quel distinto
ossequio, con cui mi rassegno, di V. S. illustrissima, etc.
■l'7S'?] A GIAMBATTISTA BIANCONI 2635
2598.
A PIETRO PAOLO CARRARA in Fano.
Modena, S Aprile 1"^.
BiBLioTBCA DKL Sbmuario, Pesaroi edita [108].
Mi trovò il Cesare di V. S. illustrissima colla sanità si sconcertata, che,
per consiglio de' medici, mi convenne dar bando alle applicazioni. Ciò non
ostante non lasciai di leggere essa sua tratgedia, benché solamente ora
gliene dia i riscontri, con ringraziarla vivamente del dono, e supplicarla
di scusa, se più tardi del dovere ella ode le espressioni della mia grati-
tudine. Ho dunque trovalo in questo suo componimento i giusti motivi,
per cui la sua comparsa sul teatro di Bologna si è tirato dietro il plauso
universale. L' intreccio è ben concertato, i caratteri ben sostenuti, i senti-
menti eroici, con istile lodevolissimo. Veramente pare, che talvolta si trovi
qualche verso duro: ma questo può essere virtù, per mutar metro, o non
far sempre sentire quello stesso andamento di versi. Pare eziandio, che
in qualche sito il suo stile assai poetico, ed alto quanto si suol dare alla
tragedia, riesca facile, e chiaro, e facciasi intendere a tutti; ma questo
in vece di ascriverle a difetto, lo stimo assai commendevole; perchè non
so lodare, chi parla sveco, e con pensieri lambiccati: che non si va al
teatro per istudiare, ma per ricrearsi : e i più, oltre a ciò, sono gì' igno-
ranti. In somma io ho ben ragione di estremamente rallegrarmi con V. S. il-
lustrissima per questo suo parto, che fa conoscere la fertilità del suo in-
gegno, e l'abilità per tante altre cose. Seguiti ella ad esercitare un cosi
uobil talento, che io, assicurandola di tutta la mia stima, e desiderando
anche di potergliela comprovare coli' esecuzione de' suoi comandamenti, mi
rassegno con tutto l'ossequio, di V. S. illustrissima.
2599.
A GIAMBATTISTA BIANCONI in Bologna.
Modena, 30 Aprile 1727.
ABCHirio BujicoKi, Bologna.
Son persuaso che 1' Angiola Fontana non avrà lasciato che de' cenci.
Ma qualunque sia T eredità sua. sarrv sempre ben veduta da questa sua
povera figliuola. Il più sarebbe, che si potesse ben pigliare il filo delle
pretensioni della madre contro i signori Mollar a, e che queste potessero
2630 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*7 2*7 ■
fruttare. Giacché il signor priore di lei fratello, e V. S. ancora hanno preso
a fare questa carità, vo io sperando che se ne caverà del bene. All'uno
e all'altro mi protesto io ben tenuto per questo.
Giacché il Vizzani non é che un compendio del Gherardacci, io penso
di contentarmi dell'ultimo, e però lasci andare il primo.
Anch'io ho la Storia del Giansenismo del Tosini; ma non è libro di
gran peso; e, se ben mi ricoi'do, fu proibito in Roma.
Avrei poi caro di sapere, se, il sempre da me divotamente riverito
signor marchese Zambeccari, abbia peranche intrapreso il far copiare i
sospirati documenti. Se mai bisognasse, prego V. S. di aggiunger fuoco
alle di lui buone intenzioni.
Io predico un gran plauso alla fatica, che ha per le mani il reveren-
dissimo p. maestro Gotti. Piaccia a Dio, ch'egli la possa compiere, senza
nondimeno lasciare il vivo desiderio di vederlo in Roma in nicchio degno
di lui.
Alla di lei gentilezza ricordo la carta geografica. Vidi il di lei nome
fra le sottoscrizioni raccolte dall' Albizzi, e me ne rallegrai. Ora, con tutto
il rispetto, mi confermo, di V. S.
2600.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 1 Maggio 1727.
Archivio Tacoli, Modena.
Profitta molto bene V. S. illustrissima del tempo, che le ha lasciato
il Soliani, coir andare scoprendo nuovi documenti, che danno maggior
lume alla di lei Genealogia. Ad esso Soliani ho io consegnato 1" ultimo, ed
ho anche fatto avvertire, se veramente siano tre gli aggiunti. Quanto al
mettersi dietro alla stampa, mi conferma egli le promesse ; ma probabil-
mente concorrerò anch'io a farlo comparire pigro, da che, secondo il so-
lito, io penso di portarmi in breve a san Felice a cercare un po' di ristoro
alla mia salute, la quale nel mese prossimo passato è stata non poco af-
flitta. Tornato che io sia, comincierò a gridar tanto, che ella in fine sarà
servita. Con che, rassegnandole il mio ossequio, mi confermo, di V. S. illu-
strissima.
-l'72'7] AD ANTONIO TALLISNISRI 2637
2601.
AD ALESSANDRO POMPEO BERTI in Aquila.
Modena, 8 Maggio 1727.
B. BiBUOTBOA, Lacca, edita [168].
Non veggo risi)osta ad una mia scritta molte settimane sono a V. R..
cioè prima di quaresima. Scrivo ancor questa; ma se perisce, io non pas-
serò a scriverne altre, che poi miseramente si perdano per viaggio. Per mezzo
d'un amico mio feci trattare col Pezzana ' [Nicolò] in Venezia la stampa
della traduzione da lei fatta dei Saggi di Morale. Egli ha preso a farla,
ne darà quaranta copie in dono all'autore, e ne aspetta il manoscritto. Se
questa mia giugne a salvamento, sia cura di V. R. il fargliela avere si-
cura, ed ella sarà servita. M'immagino che. terminate le fatiche quaresi-
mali, il Vasto r avrà riveduta : ma vorrei che un par suo andasse a co-
mandare in paesi men lontani dall'umano commercio. Mi conservi ella il
suo stimatissimo amore, con sicurezza del mio: ch'io non lascerò mai
d* essere con tutto 1' ossequio, di V. R., etc.
2602.
AD ANTONIO VALLISNIERI in Padova.
San Felice, 8 Maggio MZÌ.
BiBLioTKCA Naziohai^k dì Brera, Milano, edita [142],
Son qui a pigliare un po' di ristoro alla sanità infievolita, con avere
portato meco il vostro carissimo foglio, che mi fu recato, dal p. maestro
Donati. Sommamente vi ringrazio, sì per l' avviso del buon successo delle
sue prediche, come per le finezze che a lui avete compartito.
Se il signor abate Conti intraprenderà daddowero la bella impresa
che mi avete accennato di un Giornale, son certo che sarà egregia fattura,
perchè niuno in Italia è più abile di lui per ben regolare ed eseguire una
si grandiosa impresa. Né mancano in Venezia e costi uomini valorosi che
sapranno ben lavorare a si utile edificio. A voi sopra tutto godo somma-
mente che sia stato appoggiato il Trattato della Storia Medica e Naturale.
Il mio debil parere sarebbe, che si dovesse mettere in fronte ad ogni
trattato il nome dell'autore; che così ognuno avrà più a cuore la sua
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est. ). n." 2 da Venezia 1722- '43.
Epistolario di Lodovico Antonio Muratori, — VoU VI. 167.
2638 LODOVICO ANTONIO MURATOSI [1*73*7-
parte, e renderà conto al pubblico del suo operare. Così nel progresso fe-
cero anche i pp. Bollandisti d" Anversa nel pubblicare gli Atti de' oranti.
Vi desidero in una nuova condotta accrescimento di salario, e pros-
perosa sanità per effettuare i bei disegni che avete per mano, onde cresca
la gloria vostra, e, per mezzo vostro, quella dell' Italia tutta.
Non posso esprimervi, quanto io sia tenuto al nostro signor dottore
Pivati. Oh, che amico onorato, benefico e indefesso in favorire chi a lui
ricorre! Riveritemelo caramente. Cosi fate al nostro signor abate Faccio-
lati, quando in lui vi avverrete. Sono, ed eternamente sarò.
2603.
A NICOLÒ FORLOSIA in Vienna.
Modena, 9 Maggio 1727.
BiBMOTBCA Imperiale, Vienna, edita [276].
Bramerei V. S. illustrissima per un poco in Italia, affinchè ella po-
tesse colle proprie orecchie intendere il beli' accoglimento fatto da tutti al
buon Nigello, e 1" obbligazione, che ciascuno professa a lei, principale au-
tore, perchè un sì riguardevol pezzo di storia sia dalle tenebre passato
alla luce, dicendo sopra tutto, che non ci voleva meno d' un italiano per
introdurre costà massime gloriose per la letteratura, e per farvi fiorire le
lettere con decoro dell'Augustissimo, e della sua insigne biblioteca. Fra
qualche mese saranno in Vienna due dotti cavalieri italiani, che apposta
vogliono essere a riverire V. S. illustrissima, per ringraziarla a nome della
nazione de' benefizj a lei fatti, dopo essersi vivamente rallegrati meco per
l'onore, ch'io godo della di lei padronanza, e per aver trovato in lei un
protettore sì bene animato in promuovere l'erudizione, e in arricchire il
pubblico con tanta gloria della biblioteca, a cui ella presiede. Vo sperando,
che non abbiano da essere diversi i sentimenti de' signori tedeschi, e de
gli altri oltramontani.
Ma giacche la mia fortuna, e quella del pubblico, han voluto che
V. S. illustrissima possa e voglia far del bene alle buone lettere, io vorrei
pure, che il suo nobil genio superasse ogni difficultà per impetrarmi e
compartirmi altre grazie, che tornerebbono in vantaggio della repubblica,
e singolare onore di S. M. C. e C. e del suo dottissimo bibliotecario. Uno
de i di lei antecessori il signor Neissel nella Sciac/raphia Corporis Hi-
storici mi assicura trovarsi nella cesarea biblioteca un trattato inedito
di Gottifredo da Viterbo de Famiiiis Prineipum. V ha eziandio una con-
tinuazione della Cronaca d' esso Gotifredo dal 1197 fino al 1433. In oltre
v'ha una Continuazione della Storia di Ermanno Contratto, non molto
-l'73'7 1 BONAVENTURA DE* BOSSI 2^39
langa. Finalmente un Anont/mus Itaiiis de expeditione in Italiani Caroli 1 \ .
Tutti qiiesti opuscoli è un peccato che stìeuo là sepolti senza profìtto d'al-
cuno. Un regalo, che ella ne faccia all' Italia, e alla mia Raccolta sarebbe
il più bell'uso, che se ne potesse fare. Per me non lascio di supplicarla
istantemente di questo favore, e di potere aggiugnere a tant' altre obbli-
gazioni, che le professo, e andrò pubblicando di mano in mano, ancor
questa. Può essere, ch'io non la sperassi facilmente da altri prevenuti da
scrupoli vani, e da massime d'avarizia. Ma che non ho io da sperare da
V. S. illustrissima, la quale nutre sentimenti magnanimi, e cerca quante
vie sa di rendere sempre più maestosa, ricca e celebre l'imperiale biblio-
teca? Con tali suppliche, alle quali io spero un benigno rescritto, auguro
a me nuove occasioni di poter palesare al pubblico la somma stima, che
al di lei merito io protesto, e l'indelebil ossequio, col quale mi rassegno.
2604.
A BONAVENTURA DE' ROSSI in Genova
Modena, 12 Maggio 1727.
CoL.LK7.ioaK ViacEszo Poooi, Genova, edita [221].
Non ho prima d'ora potuto rispondere al foglio di V. S. del marzo
prossimo passato, perchè la mia sanità infievolita non me l'ha permesso.
Ora dunque le dico d' avere rimandate al signor marchese abate Malaspina
ja di lei Storia della Lunigiana. Sarà cura di lui il farne quell'uso, che
a lei piacerà : intanto io le scrissi intorno alla casa Malaspina ciò che io
non approvava, perocché dubitava eh' ella pensasse a stampare quella sua
fatica. Io non credo che nelle genealogie ed opere altrui V. S. si quieti
sull'asserzione di qualche moderno, ove si tratta di cose lontanissime da
noi per secoli. Altrimenti bisognerebbe prendere per buona moneta la falsa
di tanti genealogisti. Lo stesso avverrebbe a chi, per mostrare l'origine
della casa Malaspina, si valesse d' autori degli ultimi secoli, i quali senza
pruove, senza memorie autentiche, e senza autori o contemporanei, o vicini,
non ne sanno più di quello che sappia ognuno di noi. Il vero ripiego dunque
si è di dire: io noi so, né posso saperlo.
Non mancherò io d'esporre a Milano il consiglio di V. S. intorno la
stampa a parte della Cronaca dello Stella.
Avrei caro, ch'ella fosse a riverire in mio nome l'onoratissimo signor
Musso, e di chiedergli, se in Genova si truovino gli Annali del Senareya,
che continuano lo Siella e arrivano fino al 1514. Giacché nulla si può
avere di nuovo di costà, penso di valermi di questo autore, intorno al
quale avrei bisogno di qualche notizia.
Riverendola con tutto lo spirito, mi confermo.
2640 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'737'-
2605.
AD ANTON FRANCESCO MARMI* in Firenze.
Modena ( san Felice ), 13 Maggio ITS?.
fiiBLiOTECA MAfiLiABECHiAirA. edita [158].
Orsù, giacché ho indovinato che da' signori Scarlatti sarebbono mosse
nuove pretensioni, V. S. illustrissima abbia pure la bontà di non pagare
un soldo, siccome la pregai, e tenga per mio conto il danaro inviato. Fu-
rono già pagate tutte le spese occorse per istabilire il debito delle de-
cime Bigordi, ne si guardò per minuto. Fu stabilito quanto si dovea pa-
gare ogni anno per rata di esso debito. A questo si è soddisfatto. Non
occorre che i signori Scarlatti muovano ora altre pretensioni; e se vo-
gliono muovei'le, questi signori presidenti gli aspetteran qui per rispon-
dere in giustizia. Prego pertanto la S. V. illustrissima di non far altre
parole su questo: e di conservar bene il danaro, o per rimetterlo a Mo-
dena, 0 per pagarlo costi ad altra persona. Intanto mille grazie alla di
lei bontà, paziente ne' frequenti impicci, eh' io le reco.
« Allorché il signor marchese Rinuccini vorrà soddisfare pel tomo già
consegnato, ella mi favorirà di tenere presso di sé quel poco danaro.
Ma io non veggo comparire la Vita di Gianna zzo Manetti; e però
ben sarebbe che il signor Abate Manetti [ Bonagiunta ] ne scrivesse al
signor Conte Boccadiferro ' | Camillo Antonio],
Si goda V. S. illustrissima la villa; che anch'io la sto godendo da
qualche giorno, per l'estituirmi in breve alla città. Penso io di ristampare
a suo tempo VOdeporico di Ambrogio Camaldolense. M' immagino che altro
testo più compiuto d'essa operetta non si truovi.
E ratificandole il mio ossequio, mi confermo, di V. S. illustrissima, etc. »
* La presente e le seguenti lettere al Marmi ai rispettivi numeri 2610, 2640, 26S^,
2(S8, 2667, 2671, furono pubblicate solamente in parte da F. L. Polidori in Leticìv
inedite di L. A. Muratori scritte a Toscani, Firenze, Le Mounier 1854. La parte già
edita verrà perciò racchiusa tra virgolette.
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est.), n. 1 da Bologna 17.37.
•1*73*7] A GIOVANNI ANTENORE 9CALABR1NI 2641
2606.
A GIOVANNI ANTENORE SCALABRINI in Ferrara.
Modena (san Felice), lo Maj^gio lT/7.
BiBLioTKCA CoMt'HALK, Ferrara.
Mi traevano in san Felice i carissimi caratteri di V. S. con cui mi
rallegro per le fatiche apostoliche felicemente terminate, e per que'gran
cestoni di dolci, che son fioccati in sua casa. Vorrei esserle vicino per
aiutarla affinchè non ne restasse tanta parte a i sorci e alle tarme. Se-
guiti ella a far cosi : che questo è ministerio degno di lei, e proprio d' un
sacro pastore.
Veggo l'iscrizione trovata colle reliquie in cotesta cattedrale. Potrà
servire per chi vorrà tessere la storia di Ferrara.
Son troppo recenti per me que' documenti che V. S. mi accenna.
Troppa ragione aveano i poveri ferraresi allora di liberarsi da que'dia-
voli di catalani, e di richiamare principi amorevoli. Pazienza, se quegli
ecclesiastici caderono. Il popolo stette saldo.
Tocca a i vostri santi il somministrare buoni rimedj diuretici a co-
testo eminentissimo. Io per me fisso i miei desiderj nella salute del
buon p. Ferrari il quale vorrei che non solo respirasse dopo si lunghi
combattimenti, ma che si dimenticasse una volta d'essere stato infermo.
A lui rispondo in questo ordinario.
Vorrei che a V. S. venisse fatto di aprirsi l'adito all'archivio de' Be-
nedettini. Esso è il migliore erario di Ferrara. Cominciò il p. Bacchini
a ordinarlo ; ma per la sua poca salute non potè seguitare. Sopraggiunsero
sospetti, e si chiuse tutto. Pensavano nondimeno di far continuare la fatica.
Sarebbe V. S., siccome nazionale, non sospetto, e siccome intendente, at-
tissimo a servirli. Bisogna con destrezza introdursi all' amicizia, e poi
tentare. Bisogna cominciare dal chiedere qualche notizia dell'antica Pom-
posa, senza parlare d'archivio: e poi col tempo dare l'assalto.
Durerà per sempre viva in me la memoria 'della di lei bontà, sapere,
e ottimo cuore: e desidero che duri in lei quella del vero rispetto, con
cui mi ricordo, di V. S.
2642 LODOVICO ANTONIO MURATORI [ 17*3 7*-
2607.
AD UBERTO BENVOGLIENTI in Siena.
Modena, 23 Maggio 1727.
Biblioteca Comunalb, Siena, edita [IK].
Intendo il pensiero di V. S. illustrissima di formare un discorso in-
torno all'origine della lingua volgare per favorir me. Debbo ben ringra-
ziarla vivamente del suo cortese disegno; ma insieme soggiugnere, che.
avendo io già stesa la mia dissertaziope nello stesso argomento, non so se
mi resti più luogo da prevalermi delle grazie sue. Io non son voluto en-
trare nell'origine delle parole volgari, perchè ho creduto che sufficiente-
mente abbiano soddisfatto in tale ricerca il suo Celso Cittadini, il Ferrari,
e spezialmente il Menagio. Oltre di che, questo assunto porterebbe troppo
lontano. A me è bastato di dire che ne han dato parole i longobardi, e
tedeschi e franchi (i quali tornano quasi allo stesso), e i normanni, e i
franzesi posteriori, e gli spagnoli, oltre a' greci, etc.
Per la diplomatica, io non intendo di fare trattato alcuno dei diplomi,
come ha impreso il signor marchese Maffei. S"io nominerò tomo diploma-
tico quel tomo, o que'due tomi che saranno in fine (non avendo io finora
determinato tal nome), sarà per significare ch'io pubblicherò ivi gran
quantità di diplomi. Per altro, mia intenzione è di smaltire tutto quello
che potrò di memorie antiche in varie dissertazioni, che serviranno a di-
lucidare in qualche parte l'erudizione dei tempi di mezzo. Certo che gio-
verebbe il possedere la lingua tedesca ; ma, in fine, solo per ispiegar qualche
parola, e con trovarsi tuttavia in asciutto per molte altre, perchè anche
quella lingua antica è troppo diversa dalla moderna. Se V. S. illustrissima
mi suggerisse argomenti per esse dissertazioni, gliene resterei ben tenuto.
Pensava anch'io di farne una intorno all'armi gentilizie, e ai titoli
usati ne' tempi di mezzo. Ma ritarderò finché io vegga la sua, che aspet-
terò perciò con somma ansietà.
Ah ch'io avrei desiderato un saggio del parlare volgare italiano del-
l'800 o del 900! Ma non si può sperare: però bisogna lasciar la cosa in
molte tenebre.
Durerò stendendo qualche linea finché a Dio piacerà ; ma finché avrò
vita mi pregierò d'essere e di comparire, quale con tutto l'ossequio mi
rassegno, di V. S. illustrissima, etc.
-l'rS'?] A NICOLA TACOLI 2643
2608.
A GIUSEPPE RIVA in Londra.
Modena, 29 Maggio 1727.
K. Biblioteca Estsnbk, Modena.
Tempo fa inviai a V. S. lettera del signor Argelati in cui egli, et io
pure la pregava di fare in maniera che le due copie Rerum Jlalicarum.
mandate per ordine di lei in Annover fossero pagate. Risposta non s* è
veduta; e intanto io sono continuamente tempestato da esso signor Arge-
lati, il quale m' inviò anche giorni sono non solamente lettera di V. S..
ma ancora per uno di cotesti libraj. ripregandomi eh" io faccia una volta
terminare questo intrico. Prego il signor fattore Tori che le trasmetta esse
due lettere, con avere però risposto a Milano, che non mi stia a mandar
lettere si grosse, perchè costi è salata di troppo la posta. Ora a lei mi
raccomando, acciocché mi levi d' attorno una tal vessazione, che m' ha in-
segnato a guardarmi in avvenire da entrare in impegni e mediazioni.
Mi manca il tempo per poter applicare alla lingua inglese, e poi la
testa invecchiata e frusta non ritiene. Con tutto ciò si va intendendo
qualche riga. Mi disse un pellegrino erudito, che procurassi d* avere, se
ben mi ricordo, the Tattler dell' Addison, cioè il Ciarlone, che è cosa gustosa.
L' ho io da sperare per mezzo di V. S. ?
Qui tuttavia stanno sotto nube le decisioni del vicino matrimonio: co-
munemente nondimeno si crede, che il pallio sia toccato alla terzogenita,
con dispiacere universale, e massime di chi v' ha più interesse, pel pre-
giudizio che ne viene alla maggiore. Tuttavia se si farà pur qualche cosa,
converrà contare per bene il minor male. Ci mandi V. S. una volta la pace.
E perchè è stato detto che il celebre cav. Newton abbia trovato una mi-
rabil maniera di accrescere le forze di un canocchiale, col mettervi in cima
una specie di microscopio, aspettiamo ch'ella ci dica se sia vero, come
ciò si faccia.
2609.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 2 Giugno 1727.
Archivio Tacoli, Modena.
Da san Felice ho riportato in città una tollerabil positura di sanità.
E qui non ho mancato di parlar subito al Soliani, il quale ho trovato tut-
2644 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'7'S'7-
tavia afifaccendato per la stampa d' una scrittura di Corte. Se a lui si dee
credere, questa sarà terminata nella corrente settimana, e nella susseguente
egli si metterà dietro a servire V. S. illustrissima. Starò io attento affinchè
una volta si cominci e si eseguisca ciò, che tanto tempo fa dovea essere
fatto. Intanto io mi rallegro con esso lei per V acquisto fatto del bel di-
segno del Correggio, che diverrà cosa anche più preziosa in mano di chi
ne conosce il pregio. E rassegnandole il mio costantissimo ossequio, mi
confermo.
2610.
AD ANTON FRANCESCO MARMI iu Firenze.
Modena, 6 Giugno 1727.
Biblioteca MAaLiABSCHiANA, Firenze, edita [15B].
Una lunga lettera mi ha scritto il signor Gio : Gualberto Scarlatti ; et
io brevemente gli ho risposto che questa Compagnia pagò tutte le spese
occorse per ottenere la dilazione del pagamento delle decime in cinque
anni, e per liquidarle. La rata di ogni anno era di scudi romani 20-56-4.
Sa V. S. illustrissima che per tre anni s' è puntualmente pagato. S' era
pronto a pagare pel quarto, anzi pel quinto ancora anticipato, a fine di ter-
minare cotesto affare. Sono restati sorpresi questi signori al vedere saltare
in campo nuove pretensioni e dimande. E però la risoluzione è stata di
non pagare un soldo, se non vien fatto il saldo per esso debito delle de-
cime. E che se il signor Scarlatti va cercando de i corrivi, venga o mandi
a Modena a dire le sue ragioni ; che qui si fa buona giustizia. L' ho pre-
gato io di non iscrivermi più su questo negozio, perchè le troppe mie oc-
cupazioni, e la poca sanità non mi permetteranno il rispondergli. Sono
stanchi questi signori, ma io più di loro. Però sono a pregare V. S. il-
lustrissima che non prenda parole da cambiare intorno a tali pretensioni,
perchè non mi sento di volervi più entrare, e lascierò fare a chi tocca:
aggiungo che, per evitare ogni sorpresa, ella mi può favorire di significare
ad esso signor Scarlatti d' avermi rimandato a Modena il danaro invia-
tole, quando si mostri costante in non voler fare il saldo per esse decime.
Avrei anche caro, che V. S. illustrissima esprimesse nella lettera prima,
di cui ella mi favorirà, la somma del danaro riscosso dalla polizza invia-
tale, per iscarico mio con gli economi della Compagnia che me ne hanno
fatte varie volte istanza. Cosi vedremo di liberarci amendue da questo
fastidio.
« Quanto a me, penso di ristampare 1' Odepo7nco di Ambrogio Camaldo-
lense, senza mettermi pensiero se conti dei guai per altri. Que' tempi ognun
sa quanto fossero sconcertati.
-l'73'71 A NICOLA TACOLI 2645
Infatti mi gittnse la Vita di Oianfwzgo, e son dietro a farla copiare per
poscia rimettere al signor abate Bonagiunta Manetti, di lui discendente, il
manoscritto sao. Prego la di lei bontà, che mi dica, se esso signor abate
avesse alcun grado da farne menzione; come ancora se il signor senatore
suo fratello ne goda alcun altro che si dovesse commemorare.
Parò vedere l'invito per la ristampa lodevolissima delle opere del
Gassendo, eh' io ho di stampa di Lione. Ho anche ricevuto il frontispizio
della ristampa di quelle del Borni, la quale non fa gran vista d' essere
assai corretta.
Se il signor marchese Rinuccini vuole aspettare ogni volta che da
Milano a lui venga il tomo nuovo Rerum Italicarum, io starò molto ad
essere pagato. Consegnato che sia il tomo al suo corrispondente in Milano,
mi parrebbe conveniente il farne sborsare o qui o in Milano il prezzo. A
momenti ne uscirà in luce un altro.
Con che. ratificandole il mio inviolabil rispetto, mi rassegno, di V. S.
illustrissima, etc. »
2611.
A OIOVAN BERNARDINO TAFURI in Nardo
Modena, 6 Giugno 1727.
Archivio Papadia, Galatina, edita [165],
Voglia Dio che la presente mia sia più fortunata di un'altra antece-
dente in cui le dava avviso di aver io molto ben ricevuto i primi fogli
della Guerra Veneta, e le diceva d' inviarne la continuazione. Ripeto in
questa mia lo stesso con aggiungere i dovuti ringraziamenti per la benigna
sua premura del nostro commercio. Con che, ratificandole il mio inviolabile
ossequio, mi confermo.
2612.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 9 Giugno 1727.
Abchivio Tacoli, Modena.
È stato supposto qui, che il signor conte canonico Vigarani pensi di
vendere un suo luogo con casino situato ne' contorni di questa città : e
perchè avrei persona, che accudirebbe all' acquisto, eccomi a pregare V. S.
illustrissima, che voglia intendere da esso signor conte, se ciò sia vero:
e quando fosse, qual sia l' ultimo prezzo d' esso podere. Resterò molto te-
2646 LODOVICO ANTONIO MURATORI [ITQ*?-
nuto alla di lei bontà per questo favore, e riserbandomi ■ di scriverle in
breve, se il Soliani mantenga la parola, le rassegno il mio rispetto, e mi
confermo.
2613.
ALLO STESSO in Reggio
Modena, 14 Giugno 1727.
Archivio Tacoi.i, Modena.
Per la somma bontà, con cui V. S. illu.strissima mi ha favorito presso
il signor conte canonico Vigarani, le rendo le dovute grazie. Non è cosa
da pensarvi, perchè il signor conte suo fratello non s' indurrà mai a con-
sentire, che sia allontanato da lui un' effetto, il quale starà meglio a' suoi
figliuoli qui, che nel reggiano. Però lasciamo di parlarne più.
Passerò dal Soliani per vedere se vende libri, o vesciche; né man-
cherò di sollecitarlo. Intanto, con rassegnarle il mio ossequio, mi confermo.
2614.
ALLO STESSO in Reggio.
Modena, 23 Giugno 1727.
- Akciuvio Tacoli, Modena.
Non ho già io potuto servire V. S. illustrissima a dirittura col
Padron serenissimo, perchè il più di rado che posso mi presento a i troni.
Ho bensì parlato ad un ministro, il quale ha risposto, che il canale di
cotesto affare si è la persona stessa, che ha ricevuto l'ordine costi di
parlare, potendo e dovendo essa riferire, se la cosa sia eseguita, o da ese-
guirsi. Oppure converrà presentare un memoriale; ma che i memoriali
oggidì non sono spediti con molta facilità. Sicché vegga V. S. illustris-
sima, se può fare scrivere le sue ragioni da cotesto signor conte gover-
natore, 0 da chi abbia avuta cotale incombenza ; o pure mi trasmetta me-
moriale, che si farà qui quanto si potrà per servirla.
Ben tre volte mi son io portato in cerca del Soliani per sollecitare la
stampa, e sempre ho trovato, ch'egli era a Bologna per suoi affari. Do-
vrebbe essere ritornato, né lascerò di pungerlo affinchè soddisfaccia alla
parola tante volte datami. Intanto, con ratificarle il mio ossequio, mi confermo.
-l'?2'7] A GIOVANNI ANTENORE SCALABRINI 2647
2615.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 26 Giugno 1727.
Mdsbo Civico Cbcmohmc, edita [20&].
Amico amatissimo.
Di somma consolazione mi sono stati i vostri caratteri, ch'io appanto
stava sospirando per intendere lo stato vostro. Lodato Dio. che l'odo fe-
lice e provveduto di quella invidiabil fortezza d'animo, che vi ha renduto
ammirabile e glorioso nella patria vostra e dovunque siete conosciuto. An-
date dunque ad abitare la casa nuova, se pure non son nuovi i muri,
perchè altrimenti vi consiglio di abitare più tosto sub dio. La mia mor-
tale infermità del 1 720 1" ho sempre attribuita alla mia chiesa da me
riedificata.
Ma v'è egli maniera ch'io possa almen leggere il vostro o i vostri
si desiderati ditirambi, che quel ciarlatano si sgarbatamente mi rubò col
non inviarmeli? Per questo mi vi raccomando. Vivete sano, vivete lieto,
e ricordatevi eh' io sono, ed eternamente sarò, etc.
2616.
A (ilo VANNI ANTENORE SCALABRINI in Ferrara.
.Modena, 27 Giugno 1727.
BiBLioTscA CoMCKALK, Ferrara.
Mala cosa aver che fare con persone di troppo merito, e di troppi
affari: non se ne può cavar costrutto: arrivano fino a mancar di parola,
e vi mancano ridendo. H signor conte Scalabrini, et io. con tutta devo-
zione aspettavamo V. S. Modena era abbigliata a festa, le campane pre-
parate per sonare: quand'olia in vece di prendere questa via. se n'è ri-
tornata cantando alla patria. I troppi favori a lei fatti dall' eminentissimo
Rufo vo io credendo che le abbiano fatto mutar cammino per non per-
dere tempo a raccontar le sue glorie al suo paese. Ma e quando si emen-
derà il torto a noi fatto? H signor conte caramente la riverisce, e
l'avrebbe ben veduta volentieri. Orsù, pensare a rifarci del danno.
Già è gran tempo eh' io era preparato a intendere la dolorosa per-
dita, che abbiara fatto del buon p. Ferrari. Era un amico onoratissimo.
dabbene, di molta abilità! Benché preparato, pure n'ho provato partico-
2648 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*7 Sa-
lare rammarico. Cresce a me per tale disgrazia il bisogno di pregare V. S.
che mi ami costi, e continui verso di me il suo stimatissimo buon genio,
perchè in Fei'rara non ho più se non lei, in cui confidare nelle mie occor-
renze. Sia anch'olla certa della continuazione del mio amore, e di quella
vera stima, con cui ora mi confermo, di V. S.
2617.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, .3 Luglio 1727.
Akchivjo Tacoli, Modena.
Diedi il memoriale, e lo raccomandai con premura; ma, secondo la
fatalità de' tempi, che corrono, esso non si è veduto uscire. Sicché biso-
gnerà, che V. S. illustrissima, me ne faccia avere due altre copie, che si
replicheranno, tanto che ad alcuno tocchi la fortuna di essere spedito.
Le promesse del Soliani erano, eh' io in questa settimana avrei i*ice-
vuto i primi fogli della Giunta stampati. Ieri fui a trovarlo, e mi disse
che nuova scrittura per la corte era sopraggiunta, la quale però sarebbe
terminata pel prossimo sabato; e che nella ventura si sarebbe lavorato
per lei. Non mancherò di adoperar lo spuntone.
Vorrei potere con facilità eseguire le di lei commissioni, a tenore di
quel vivo ossequio, col quale mi rassegno.
Il tomo non è peranche stato presentato al serenissimo di Parma, e
però conviene aspettare.
2618.
A CAMILLO AFFAROSI in Reggio.
Modena, 7 Luglio 1727.
Biblioteca Comunale, Reggio Emilia.
Non prima d'ora, come portava il debito mio, ho potuto rispondere
al benignissimo foglio di V. P. perchè mi han rubato il tempo occupa-
zioni e forestieri. Ora io le rendo ben vive grazie del disegno della iscri-
zione sepolcrale del p. ab. Gazata, che potrà molto bene avere il suo
luogo nella mia prefazione alla di lui istoria, e recar nuova occasione a
me di pubblicare le obbligazioni, che professo alla di lei bontà. Giacché
ella è dietro ad illustrai'e cotesto suo monastero, e l'antico di S. Prospero.
l'7S'71 A aiOVANNI ANTENORE SCALABBINI 2«>49
le fo ancora coraggio per quest' Opera, da cui potrà accrescersi il decoro
al luogo, alla città, e all' autore.
Desiderando le occasioni di ubbidirla, con tutto l'ossequio, mi ras-
segno, di V. P.
2619.
A (UAN FRANCESCO MUSELLI in Verona.
Modena, H Luglio 1727.
Archivio Capitolark, Verona, editn [215].
Dovrebbe a quest'ora avere veduta la luce l'opera diplomatica del signor
marchese Maffei. che sento stamparsi costi : e perchè ne bramo due copie,
l'una per me, e l'altra per un amico mio, ricorro alla benignità di Y. S.
illustrissima con supplicarla di volermele comperare, con patto chiaro però
che mi si avvisi tutto l'occorrente della spesa, acciocché io possa rim-
borsarla : altrimenti facendo, io non le accetterei, e perderei la confidenza
di supplicarla mai più di altre grazie. Potrebbe inviarsi l'involto al
signor Pompilio Micheli direttore delle poste di Mantova, con pregarlo
da parte mia, che voglia consegnarlo ad uno de" corrieri del mio Padron
serenissimo. Mi perdoni l'ardire, caramente mi riverisca il signor Cam-
pagnola, e mi continui il suo stimatissimo amore: che io non lascerò mai
d'essere con tutto l'ossequio, di V. S. illustrissima e reverendissima.
2620.
A GIOVANNI ANTENORE SCALABRINI in Ferrara.
Modena, 11 Luirlio 1727.
BiBLioi'Ki'A CoMUMALK. Ferrara.
Ha ben ragione V. S. se non ha voglia di burle e di ridere. La fiera
disgrazia a lei toccata della tempesta, malanno da me pure provato tre
anni sono, ben so quanto pesi; e me n'è dispiaciuto sommamente al con-
siderare il grave incomodo, che ne verrà a lei, e alla sua casa, e tutte
l'altre conseguenze, che seco porta un colpo si aspro. Vo io nondimeno
sperando, che non tutta l'uva abbia da essere perita; e sia poi ella certa,
che non sussiste la pretesa estensione di un danno tale, a due altri anni
avvenire. Si faccia coraggio. Per chi si contenta di poco, e vive si mode-
stamente, spero in Dio, che non mancherà il bisognevole. Non ho peranche
veduto il sig. conte Scalabrini, per dargli parte di si sinistro accidente.
2650 LODOVICO ANTONIO MURATORI fl'^S*?-
La mia villeggiatura suol cominciare dopo la B. Vergine d' Agosto.
Soglio essere in città tutta la prima settimana di Settembre; e poi fatta
la festa della Natività il mio solito è di villeggiare davvero. Ma non
posso assicurar me né lei, che i conti battano. Bensì l' avviserò, occor-
rendo: che sommo piacere proverò, se potrò riverirla in Modena.
Avrei caro, che la bontà di V. S. mi anticipasse il gusto di vedere
r inventario delle scritture pomposiane, e potrebbe consegnarlo al sig. Ni-
colò Bertani, che mei manderebbe per la posta.
L' ordinario scorso risposi al sig. dottor Bellaia per la morte del
buon p. Ferrari, la cui perdita spero che mi sarà alleggerita dall' ottimo
cuore di V. S. Non mi sovviene di aver veduto nell'Archivio ducale scrit-
tura alcuna spettante alla controversia di cotesto vescovato con Ravenna.
Tuttavia cercherò, e mi augurerei di potere contribuire allo studio, che
m'immagino fatto da lei su questo argomento. Intanto, rassegnandole il mio
rispetto, mi confermo, di V. S. illustrissima.
2621.
A GIAMBATTISTA BIANCONI in Bologna.
Modena, 12 Luglio 1727.
Archivio Bianconi, Bologna, edita ['■iìl].
Verrà con tutto il comodo di V. S. la carta geografica, eh' ella mi ha
preparato; ma venga coli' avviso di quanto ella avrà speso per favorirmi.
Troppo sarebbe, eh' ella si dovesse prendere l' incomodo di copiare
cotesti, tanto promessi e tanto sospirati, documenti. Né so mai intendere
come cotesto gentilissimo cavaliere, dopo avere da tempo fattili sperare
a me, e ratificata al sig. Argelati la stessa parola, nulla n' abbia mai fatto,
e, a quel che veggo, nulla ne voglia fare. Pazienza. Altro io non ho che
raccomandarmi a lei. Quando pur voglia assumere tal fatica, a lei sola
ne avrò V obbligazione, di lei sola farò menzione. Vo io sempre temendo,
che sopraggiunga qualche mutazione o novità, per cui resti impedito il
conseguimento d'essi pezzi. Prima della sua villeggiatura, faccia ella quanto
può per isbrigar la faccenda.
Per conto de' manoscritti del sig. conte senatore Ranuzzi, scrissi al
sig. marchese Gio. Paolo ciò che forse avrebbe potuto servire al proposito.
Ma nulla stabilii, perchè torno a dire, che croniche, le quali altro non
facciano che ridire il già detto, non servono al mio proposito. Bisognerebbe
che io, 0 altra persona intendente, come V. S., potesse prima esaminarne
il contenuto, 1' età, e il valore. Ma per ora la prego di pensare unicamente
a i documenti.
-±'72'7] A GIAMBATTISTA BIANCONI 2661
Godo ohe già si sia cominciata a vedere parte de' fratti del p. maesti'o
Gotti. Ne desidero il compimento. Al sig. priore [ Carlo Bianconi ] ' suo
fratello i miei rispetti. M'immagino, che egli ricevesse una mia con altra
assai galante inchiusa, che mi fu scritta di costà.
E, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, etc.
2622.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 14 Luglio 1727.
Abchivio Tac'ol.1, Modena.
Tante volte ha gridato V. S. illustrissima, perchè il Soliani non la
finiva di dar principio alla stampa della Giunta; e intanto ella avea bi-
sogno, che non l' avesse ubbidita, perchè sempre mandava cose nuove.
Finalmente alle di lei istanze tanto 1' ho io sollecitato, che a quest' ora ho
corretto tre fogli di stampa fatta. Quand' ecco scrivermi ella, che ha trovato
roba nuova, e ne va cercando dell' altra. Bisognava aver fatto tutto, prima
di metter mano alla stampa : subito dunque mi scriva V. S. illustrissima,
se ho da far cessare il lavoro, o come ella intenda di regolare le cose.
Diedi di nuovo il memoriale. Non ho potuto sapere, se sia spedito.
Me ne chiarirò in breve. Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi con-
fermo.
2623.
A GIAMBATTISTA BIANCONI in Bologna.
Modena, 16 Luglio 1726.
Abchivio Biakcoki, Uologua.
Di grazia aggiunga V. S. a i tanti favori che mi va compartendo,
quello ancora di assistere nella miglior maniera che potrà, la signora Cat-
terina Gnoli Pagnoui esibitrice della presente. Ella soffre costì una lite
contra persone, che mettono in opera tutte le macchine per trattenerle il
suo. contra un chiaro testamento, che la assiste. Sopra tutto la prego di
parlar ella col sig. Giorgi di lei procuratore, e di stabilir seco la maniera
di liberare questa povera donna dalle vessazioni che soffre. Andando V. S.
in villa, preghi il sig. priore suo frateUo, che divotamente riverirà in mio
' Sue lettere in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), n° 5 da Bologna 1^8- '28.
2652 LODOVICO ANTONIO MUKATOKI [ITST-
uome, di favorirla colla sua amorevole assistenza. Resterò loro somma-
mente obbligato di tutto.
Già ho ricevuto la carta geografica. Ne attendo 1' avviso del prezzo.
Mille grazie per questo. Mi rassegno, di V. S. illustrissima.
2624.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 17 Luglio 1727.
Abchivio Tacoli, Modena.
Si farà dunque, come ha V. S. illustrissima divisato. Cioè si lascerà
correre la stampa della Giunta com'è, la qual nondimeno si è tornata ad
arenare per cagione dell' orazione funebre del serenissimo sig. Principe
Gio. Federigo [d'Este j, e poi si farà la giunta alla Giunta. Si ricordi
di far copiare senza abbreviature, e con migliore ortografia i documenti
che è per inviare.
Benché io abbia presentato in tempo opportuno 1' altro memoriale per
S. Giacomo, pure non s' è veduto finora alcun rescritto : fatalità che in-
contra a tante altre suppliche, e che io finora non voglio attribuire a poca
voglia di rispondere. Lascerò correre il terzo.
Con che, rassegnandole il mio rispetto, mi confermo.
2625.
A PIETRO BURMANN in Leida.
Mutinae, XV Kal. Augusti MDCCXXVII.
Biblioteca Univbrsitakia, Leida.
Si umquam exoptavi, ut mihi aliquis esset amicus Lo vanii, cui nego-
tium commendarem, mihi inter panca carum, ac summopere commendatum,
nunc certe optassem. Verum mihi numquam contigit vel unum illic habere,
in cujus fide ac solicitudine omnem nunc meam spem collocarem. Unum
ergo succurrit, nimirum ad te convertere preces et vota mea; ncque enim
fieri potest, ut tibi non sit in ea urbe familiaris aliquis, quando te ubique
clarum tua virtus ac eruditio fecit, tuique nominis fama amicos tibi in
universa literatorum republica, sed in Belgio potissimum, peperit. Itaque
per te unum id benefici! consequuturum me confido, quod, qua alia ra-
tione consequi possim, non video. Agitatur inter illustres personas contro-
versia de Successione, atque in eam cadunt quaestiones quaedam, quarum
-17* 3 7] AD ANTONIO CONTI 2653
praecipua capita adneza invenies. Qaae super bis sententia sit Academiae
lovauiensis, euixe rogo ut intelligas, neque tantum ìntelligas, sed ut vota
luris consoltorum illius Universitatis in unum colligas, rationibus et aucto-
ritate roborata. subscriptione quoque singulorum firmata, ita ut in supremo
foro, ubi caussa haec agitur, cuicumque pateat. qualis de ea sit mena ac sen-
tentia Academiae lovauiensis. Facile enim typis tradetur ejnsmodi lurispru-
dentum lucubratio. Equidem puto, nos versari in re, cujus veritas et ae-
quitas illieo in omnium oculos incurrat. Attamen probe nosti, veritatem
ipsam, atque justitiam pluribus fulcris et adminiculis indigere, ne ei fucum
aut injuriam faciat industria et eloquentia hominum utilitatem nnam spectau-
tium. Quidquid expensarum ad procuranda et coUigenda haec vota opus
erit, quidquid etiam quacumque alia ratione ad hunc finem impendetur,
ubi inttìUigam. tibi. e vestigio, persolvendum curabo. Beneticinm hoc, quod a
tuo erga me amore, animoque, ut satis novi, .humanissimo ac liberali spero,
velim tibi persuadeas, mihi supra modum fore gratissimnm, ejusque apud
me memoriam uumquam interituram. Quum vero impetra veris ( idque quan-
tocitius fieri possit ut cures etiam atque etiam rogo ), lucubrationem. quaeso,
continuo mitte ad D. loseph Germanum Amstelodami agentem, a quo li-
teras hasce meas accipies.
Proxime praeteritis mensibus multus et dulcis mihi sermo fuit de te.
tuisque studiis, cum D. de Or ville, quem egregium, doctissimum, omnium-
que amore dignum adolescentem deprehendi. Multum tibi debeo, quod
hominem mihi notum feceris, de cujus ingenio ac erudi tiene eximios fructus
sperare profecto licet. Is te certiorem fecerit, me excerpsisse Variantes
aliquot e codice estensi, in usu tuo, ut ille mihi asseveravit futuras.
Ovidium a te jamdin eruditus orbis expectat ; sed et alios laudabiles foetus,
quibus omnibus faustam Lucinam precor. Nihil sciaci tor de aemulo aut
obtrectatora ilio quem a te confossum, immo attritnm vidi. Nulla mihi
dubitatio, quin lubentissime obmutuerit. Quo in statu sit Actorum ad Foe-
dera publica, Paces etc. spectantium editio, certiorem, quaeso. me facito,
meque amare porge, mihi semper amandus. Vale.
2626.
AD ANTONIO CONTI in Venezia
Modena, 18 Luglio 1727.
Akcbivio da Poxtk, Venezia, edita [ liil e 133 ].
Se io mai ho desiderato cosa alcuna con ardore, quella era di poter
conoscere di vista V. E., per cui ho tanta venerazione e stima, nel suo
ritorno in patria, e di poter seco conferire varie cose, per ammaestramento
SpUtolario di Lodovico Antonio Muratori. — Voi. VL 168.
2054 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'72'7-
mio. Pazienza : almeno ho ora la consolazione di ricevere un suo benignis-
simo foglio e seco la sua tragedia di cui ne ho già intesa la laude da
altre parti. E per 1' uno e per 1' altro favore me le protesto sommamente
tenuto. Ben volentieri rileggerò la stessa tragedia, con sicurezza di tro-
varla cosi spiritosa, grande, bella come la trovai 1" altra volta, anzi più,
da che ella le avrà accresciuto gli ornamenti, e perfezionata per quanto
mai si sarà potuto la sua bellezza. Mi dia un pò" di tempo. A quest' ora
ho letta la prefazione che m" è infinitamente piaciuta, non tanto perchè dà
una maestosa idea del componimento, quanto perchè mette fuori idee e
massime generali tutte sode, e ben fondate intorno alla miglior tessitura
e condotta delle tragedie. Leggerò il resto, e l' assicuro che, se mai mi
paresse di discerner qualche cosa capace di miglioramento, ciecamente la
ubbidirò con accennarlo. Intanto io non posso tacerle il mio giubilo in
vedere uscito alla luce questo suo parto, perchè e 1" autore e Y Italia ne
avranno onore. Bisognerebbe che gì' ingegni grandi trattassero eglino soli
tutte le diverse discipline ed arti.
Ma a quel grandioso disegno della Storia delle Scienze ed Arti dalla
metà del secolo prossimo passato fino a dì nostri, che fa? L' ho trovata
egregia cosa e degna della mente di V. E., e assolutamente bisogna effet-
tuarla, non potendosi dire quanto possa servire a dilatare il buon gusto
del sapere fra gì' italiani, la maggior parte dei quali non mira di là dai
monti. Né si grande idea si può eseguire in parte alcuna d'Italia, fuorché
in Venezia e Padova dove sono raccolti uomini di gran valore e non
ischiavi. Però mi raccomando. Il principal merito sarà di lei, ed ella che
sa di tutto e ha veduto il meglio dell" Europa, e praticato co" primi lette-
rati, potrà dar vigore a tutte le differenti spezie del sapere.
Non posso già dirle io che abbiano da uscir fuori tutte le Opere del
Castelvetro, perchè 1' Argelati sul timore dei fulmini di Roma e di trovar
pochi compratori ne ha deposto il pensiero. Solamente uscirà un temette
di operette critiche inedite eh" io gli ho dato, e vi sarà la vita di lui da
me composta la quale non vorrei che dispiacesse a Roma.
Non so io d' avere il trattato di Dante de Monarchia, parendomi che
sia stampato solamente da Simone Scardio luterano ne" suoi tomi, i quali
mi mancano. Nondimeno cercherò, e, se lo troverò, farò volarlo sino a Ve-
nezia. Ma parendomi di aver veduta cotale operetta, non so se a Milano,
temo che essa non abbia gran relazione alla commedia. Vero è bensì ciò
che saggiamente ella riflette intorno al fine di Dante ghibellino centra
de' Guelfi, i quali anch' egli avea provato per molto nocivi. Si può trovar
qualche correlazione fra la sua commedia, co" poemi d'Omero e Virgilio'
ma sarebbe prima da assicurarsi che Dante avesse potuto leggere 1" Iliade
e r Odissea, perchè non so se a quei di se ne avesse traduzione alcuna
in Italia.
±'72'?] A GIAN FRANCESCO MU8ELLI 2655
Subito che sarà tornato da Bologna il Fontanella, gli porterò le grazie
di V. E. e gli tarò animo pel disegno ch'ella m'accenna. Ma buon ca-
vallo sotto ci vorrebbe per un tal viaggio, né io saprei sperar molto da
giovane di primo pelo. Nell'idea della storia letteraria che sospiro già da
lei eseguita, si potrebbe convenevolmente sopprimere lo sprezzo che fanno di
uoi certi oltramontani, i quali possono ringraziar la fortuna d' aver chi dà
loro buona biada, laddove la povera Italia oggidì è sprovveduta di premii
e di mecenati, eccettuatane alquanto Padova.
Ha V. E. in Modena un perpetuo ammiratore del di lei merito e sa-
pere, e che, con tutto 1' ossequio e la stima, si pregia e pregierà sempre
di comparire quale ora. mi rassegno.
2627.
A GIOVANNI ANTENORE SCALABRINI in Ferrara.
Modena, 18 Luglio 1727.
BiBLioTKCA CoMDKAiiK, Ferrara.
Serva questa mia per assicurare V. S. di aver io ricevuto i due ca-
taloghi, e per sommamente ringraziare la di lei bontà per queste nuove
grazie. Veramente io m' era figurato, che quello della Pomposa fosse fat-
tura o del fu p. Bacchini. o di V. S. che da amendue avrei sperato io
qualche buon lume. Ma ho trovato, non esser altro, che quello del p. Mo-
reni. eh' io già aveva avuto sotto gli occhi, mandatomi tempo fa da altra
persona. Ivi il più antico, e che non era inteso da lui. manca; e questo
appunto è quello, di che io maggiormente era desideroso. Pazienza. L'altro
contien poco o nulla d'antico; e però non si confà co' miei desiderj. L'uno
e l'altro sta qui alla di lei disposizione. Mi accenni, se debbo rimandarli,
o pui'e serbarli qui fino alla di lei desiderata comparsa in Modena. Con
pregarla della conservazione del suo stimatissimo amore, e di comandarmi.
le rassegno il mio rispetto, e mi confermo, di V. S.
2628.
A GIAN FRANCESCO MUSELLI in Verona.
Modena, 29 Luglio 1727.
Archivio Capitolakk, Verona, edita l'Mò].
Un zecchino, un quarto di ducato, e una piccola moneta, che, qui
inchiusi, ritroverà V. S. illustrissima, mi dicono che costituiscono la somma
265G LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'7S'7-
di L. 24, se forse la lira Veronese non fosse diversa da quella di Venezia.
La prego di accennarmi, se veramente sia cosi. Del resto con tutto suo
comodo mi potrà favorire la di lei bontà delle due copie della Dijìlomatica
del signor marchese Maffei, con procurare d' inviarne V involto al signore
Pompilio Micheli direttore delle poste in Mantova, al quale scrivo oggi
con pregarlo, ricevuto che V abbia, di farlo arrivare fin qua. Con che, ra-
tificandole il mio ossequio, mi confermo, di V. S. illustrissima e reveren-
dissima.
2629.
A RAIMONDO MISSORI * in Venezia.
Modena, fine Luglio 1727.
Archivio Fekraei Mokkmi, Modena, edita [152],
Con particolare soddisfazione ho ricevuto, annesso allo stimatissimo
di lei foglio, le leggi promulgate dalla Società Albrizziana, ed insieme la
patente di aggregazione per me, che mi è stata ben cara, al vedermi in
compagnia di tante degne persone e di letterati di gran credito. Porto io
dunque alla sua bontà i più divoti ringraziamenti per V onore a me fatto,
e le più sincere congratulazioni per vedere si ben formata cotesta Società,
e la medesima anche assistita dalla protezione di cotesta gloriosissima
Repubblica. Alle nobili idee che si sono concepute, resta che io auguri
un pieno compimento per l'onore di tutta l'Italia, e spezialmente bra-
merei di potervi contribuire anch'io dal mio cauto, per motivo di mag-
giormente comprovare al pubblico la stima ed il rispetto, con cui mi pro-
testo, pregandola a riverire in mio nome il signor Almorò Albrizzi.
2630.
A GIAN FRANCESCO MUSELLI in Verona.
Modena, 7 Agosto 1727.
Architio Capitolark, Verona, edita [216].
Siccome io ho ricevuto le due copie della Diplomatica del signor
marchese Maffei, così desidero che anche V. S. illustrissima abbia rice-
vuto una mia inviata al signor Micheli con entro le lire ventiquattro di
cotesta moneta. Ella vedrà, se bastino a soddisfare al mio debito. Intanto
mille grazie le rendo per la bontà, con cui mi ha favorito.
* Ile.?ponsive in Archivio Soli Muratori CR. Bibl. Esf.\ n." 1 da Venezia 1727.
-l'72'7] AD ANTON MABIA 8ALVINI 2667
Non ho tardato a dare un occhiata a qnanto esso signore ha scritto
iutorno a i Ritmi da me stampati, ed ho trovato, eh' egli con qualche
amarezza parla non solo di chi mi ha favorito costi, ma anche di me, si
col tacere il mio nome, e si col trattarmi da principal raccoglitore Rerum
Italicarum, quando io non so d'avere compagni in tal faccenda, e credo
che il titolo dell' Opera, e la prefazion generale, e 1' altre particolari par-
lino assai chiaro. Ho dato a legare il libro, né altro posso dire per ora,
se non che. per rispondere adeguatamente a sì fatta critica, bisognerebbe
che anch' io potessi vedere il làanoscritto ; né io mi sento voglia di venire
per tal bagattella a Verona. Vegga V. S. illustrissima, se potesse trovarsi
modo, eh' io avessi modo di chiarirmi bene ; e allora penserò al come
formar la difesa.
Da cotesto monsignore illustrissimo vescovo ricevei poscia gentilis-
sima risposta con benigna esibizione di quanto sia in suo potere, purché
non capace di dare gelosia a cotesto governo. Che intanto egli fa ordi-
nare i suoi manoscritti al signor Campagnola, sempre da me riverito, e
che poi accudirà a favorirmi. La supplico in prima occasione di umiliare
i miei rispetti e ringraziamenti a cosi benigno prelato, e di raccomandare
al signor Campagnola, che noti in carta tutte le croniche antiche, e altri
libri, ch'egli potesse credere opportuni al mio disegno, e all'erudizione
italiana.
Con che, sempre più carico di obbligazioni verso la di lei bontà, le
rassegno il mio ossequio, e mi confermo, di V. S. illustrissima e reveren-
dissima.
2631.
AD ANTON MARIA SALVINI in Firenze.
Modena, 8 Agosto 1727.
BiBLioTSCA Marccklliaxa, Firenze, edita [i58].
La traduzione dell' Ecuba d' Euripide, fatta dal signore abate Guar-
nacci, di cui V. S. illustrissima mi ha favorito, è stata letta da me con
tutto piacere. Vi ho riconosciuto un buon discepolo d'ottimo maestro. E
insieme ho ammirato il beli' ornamento eh' ella stessa ha voluto darle, e
che sa dare a tutto quanto passa a lei per le mani. Adunque la supplico
di rallegrarsi per parte mia col signore abate suddetto per questo suo
felice componimento ; il quale fa assai conoscere, eh' egli sarà abile a la-
vorare di pianta, qualor voglia, siccome io desidero che voglia. Poscia
rendo vivissime grazie alla bontà di V. S. illustrissima per questo dono,
con rallegrarmi in oltre, che il molesto accrescimento degli anni punt.o
non arrivi a diminuire il fuoco della mente di lei. Il pubblico desiderio.
.2658 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'?3'7-
ma spezialmente il mio, si è, che Dio lungamente la conservi per gloria
di cotesta città e dell' Italia, e per utile delle lettere. E con augurarmi
l'onore de' suoi comandamenti, le rassegno il mio indelebil ossequio, ri-
cordandomi di V. S. illustrissima, etc.
2632.
A GIOVANNI ANTENORE SCALABRINI in Ferrara.
Modena, 8 Agosto 1727.
Biblioteca Comunalk, Ferrara.
Nella descrizione di coleste solenni esequie fatte al fu signor Cardi-
nale Legato, che V. S. mi ha inviato, e per cui le rendo le dovute grazie,
ella si è dimenticata di porre le lagrime e i singhiozzi del popolo spet-
tatore. Avrà ella supposto, eh' io, senza eh' ella ne faccia menzione, saprò
immaginarmele. Ma, dopo il dolore passato, mi rallegi'o co' signori ferra-
resi per r acquisto d' un nuovo, e spezialmente me ne congratulo con V. S.,
la quale gode de i benigni riguardi del sole nascente. Desidero che questo
le frutti.
Se il signor consigliere Cittadini tarderà poi a visitare la patria
siccome egli pensa e desidera, io rimanderò per la posta i fogli, de' quali
ella mi favori, e per gli quali di nuovo le protesto le mie obbligazioni.
A me dispiace, che V. S. non abbia per l' addietro potuto visitare
l'archivio pomposiano, perch'olla avrebbe saputo leggere ciò, ch'era il
meglio di quelle carte : cosa che non succederà più, perchè odo che sia
per emanare una bolla, da cui s' incateneranno tutte le porte de gli ar-
chivi monastici.
Con pregarla di conservarmi il suo stimatissimo amore, le rassegno
il mio rispetto, e mi ricordo, di V. S.
2633.
A GIUSEPPE RIVA in Londra.
Modena, 14 Agosto 1727.
R. Biblioteca Estensk, Modena.
Coir ultima stimatissima sua inviò a me V. S. la risposta per l'Ar-
gelati, dicendovi che sperava che avesse da soddisfarlo: ma inveito ne
pur io vidi ragione di contentarsene, altro non facendo ella sperare se non
che scriverebbe in Annover : cosa che poteva e doveva farsi tanto prima,
-1*7 STI A GIUSEPPE ANTONIO SASSI 2659
e che non si sa quale effetto sia per prodarre. Si ricordi che sulla parola
sua s'inviarono que'dae corpi Rerum Italicarum, e a lei tocca di liberar
da questo impegno lei e me. Mi raccomando vivamente, perchè sopra di
me si vorrebbe rovesciare il disordine seguito. Di grazia vi rimedj e non
perda tempo.
Mi sarà caro il Tattier dell' Addison ; ma bramerei ancora quelle opere
del signor Clark, dove, secondo l'instituto bogliano, egli prova l'esistenza
di Dio. e l'immaterialità dell'anima. Mi scrisse una volta V. S. che mi
sarebbe pagato qui del danaro per le copie delle Antichità Estensi che
inviai a mie spese. Nulla mi curai di tirare. H favore di qualche libro
inglese mi sarà caro a conto d'esso credito. Se v'ha altro libro costi in
gran credito del suddetta instituto bogliano. lo bramerei. Io non ho che
il Derham tradotto in italiano.
La servii del recapito della lettera alla signora Borosini. Noi siamo
alquanto inquieti al vedere che non si presto seguirà l'ultimo sì delle nozze
già firmate con Parma; e più lo saremmo, se la nostra Serenissima non
mettesse fuori un maschione, quando sarà il tempo.
Vidi la signora del telescopio presso il signor Vandelli, che cara-
mente la riverisce. Orsù sotto il Re nuovo e sotto una Regina filosofessa
sappia V. S. fare il suo negozio. Staremo a vedere ehi verrà da parte
nostra: probabilmente chi è a Parigi. Con tutta la stima e l'ossequio, mi
rassegno.
2634.
■ A (GIUSEPPE ANTONIO SASSI in Milano.
Modena, 14 Agosto 1727.
BiBLioTKCA AuBRosiARA, Milano, edita [176].
È dietro il signor Menchenio di Lipsia ad una raccolta di scrittori
Rerum Gertnanicarum, e sapendo che nell' Ambrosiana si conserva la cro-
nica di Fiandra Edmundi a Deinter manoscritta in-4:.**. mi scrive che
preghi V. S. illustrissima di volerlo graziare di una copia fatta a sue
spese accoratamente, ch'egli non mancherà di fame onore alla biblioteca
e al bibliotecario. Sopra ciò son dunque a supplicarla anch'io, e starò at-
tendendo qual risposta io abbia a dargli.
Già ho inviato a Padova il povero Tolomeo per vedere se que' medici
gli sapranno acconciar le ossa slogate, e ho fatta tutta la fretta possibile,
sapendo il bisogno della stamperia.
Saggiamente ha fatto V. S. illustrissima scrivendo al signor marchese
Malaspina con tutta franchezza le diflBcultà che si avevano sopra le sue
note. Godo ch'egli si sia rimesso alla di lei prudenza, la quale saprà dar
fuori solamente quello che si crederà a proposito.
26fi0 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*7S'7-
Ma e del p. lettore Beretta? Né pur s'ode che abbia inviata la sua
prefazione. Cosa pensa egli mai di fare?
Io mi vo preparando per un po' di villeggiatura, e suppongo che
anch'olla farà cosi. Ma che villeggiare è il suo? Andare a Vigevano a chiu-
dersi in un confessionario. Vuol essere campagna. Ciò dico io, ma non
senza qualche invidia alla di lei pietà.
Con supplicarla di conservarmi il suo stimatissimo amore, le rassegno
il mio rispetto, e mi ricordo, etc.
2635.
A GIAN FRANCESCO MUSELLI in Verona.
Modena, ^ Agosto 1727.
Archivio Capitolare, Verona, edita [215].
Or bene, giacché V. S. illustrissima suppone di avere persona costì,
che sappia ben ricavare sulla carta oliata la figura netta de i caratteri
del Ritmo contenuti in cotesto codice; questo a me basterà, per poterne
parlare con più fondamento; perchè quantunque l'occhio d'altre persone
truovi diversamente da quello che suppone il signor marchese MafFei, tut-
tavia potrebbe sempre restarmi il sospetto, che meglio d'altri avesse ve-
duto l'occhio d'esso cavaliere, siccome più esperto in tali faccende. Starò
dunque attendendo le sue grazie.
Mi riverisca il signor Campagnola, e gli dica, che, di quanto egli mi
farà avere, io m'ingegnerò di fare buon uso, e che a lui mi raccomando
per la nota de' manoscritti di cotesto monsignore illustrissimo, in grazia
al quale io la supplico di mantenermi. E con tutto 1" ossequio mi rassegno,
di V. S. illustrissima e reverendissima.
2636.
A PIETRO BURMANN in Leida.
Mutinae, Vili Kal. Sept. MDCCXXVII.
Biblioteca Universitaria, Leida.
Vix ad te literas meas dederam, qui bus opem a te petieram, ut e
lovaniensi Acade mia responsum impetrare tur ad quaedam quaesita m
Jure, quum redditae mihi sunt tuae, quibus collectionem epistolarum
a te concinnatam, et Josepho Germano jam traditam, sperare me prope-
diem jubes. Ego liberalità ti tuae. quae jam ad excessum mihi videtur ac-
•l'73'71 A QIOVAN BERNARDINO TAFURI 2661
cedere, gratias quas possam ago. Phaedri fabnlas a te rnrsus editas adje-
cisse te ais. Equidem mirum, quei tam brevi tempore eumdem nobis
scriptorem dederis, ego reputarem, nisi nossem. libros tuos, qui ceteros
typomm elegantia superant. et ex selecta eruditione tua sese omnibus
commendant, emtorem statim reperire. Sed quid, quaeso. agit Ovidius tuus,
cujus tantam spem hactenus et mihi. et Reipubblicae literariae fecisti?
Numquid in annum nonum ejus editionem premis? Ad amicos romanos
acripsi, rogans, ut si qua viU. si quae epistolae nondum editae Hadriani VI
papae illic habentnr, eas mihi describendas curent. usui tibi, aut doctis-
simo filio tuo futuras. Si secundam fortunam in hnjusmodi inquisitione
seusero, erit id mihi gratissimum. Atque utinam in aliis quoque tuae
erga me etìusae benevolentiae respondere possim. Ceterum anxio animo
expecto, quid mihi de tuis apud Lovanienses officiis sperandum alt. Si
poteris impetrare, ingenti me benefinio obstringes, et sumptus quos feceris
tibi refundam.
Praeteritis proxime diebus me convenere duo ex illustribus comitibns
de Harach cum docto viro canonico salisburgensi. Parisios petunt, inde
ad vos profecturi, ut Jurisprudentiae publicae sub Clariss. Vitriario dent
operam. Non omittent ii te quoque invisere. de cujus praeclara eruditione
multa ego addidi, ita ut auditores eos tibi futures sperem. Multam ii sa-
lutem verbis meis tibi dicturi sunt. lam significavi tibi, Dorvilleum Mu-
tinae fuisse : et mecum bene actum, quod agnoverim adolescentem egregiae
indolis, multaeque eruditionis, qui, dum laboris minime impatiens sit, eximia
in re literaria praestare possit. Vale.
2637.
A «ilOVAN BERNARDINO TAFURI in Nardo.
Modena, 25 Agosto ìl^.
Archivio Fapadia, Galatina, edita [166].
Con lo stimatissimo foglio di V. S. illustrissima, ricevo il compimento
dell' opuscolo della Guerra de' Veneziani per cui le rendo le dovute grazie,
riserbandomi. allorché Dio mi darà di giunger colla storia ,a quei tempi,
di dirgliene il mio sentimento. Quando quell' altro delle cose Salentine
veramente si possa credere composto verso il 1300, 1' avrò ben caro. Ma
non desidero per ora gli Annali del Passero, perchè mi furono esibiti
da Napoli; e io all'intendere che quell'autore abbia scritto dopo il 1500
(Continuato però da molti altri) non ho fin qui pensato ad accettare l'of-
ferta. Tuttavia, se V. S. illustrissima non fosse tanto lontana da me. e io
avessi potuto confrontare detti Annali con quei del Duca di Monteleone,
2662 LODOVICO ANTONIO MURATORI [ 1*7 3*7-
forse che avrei potuto far capitale anche di questo. Ma io non vo' ch'ella
8Ì pigli r incomodo di mandare la sua copia fino a Roma, per prestarmela,
quando io non sia certo di avermene a valere. Per altro fino al 1500, e
anche al 1515, essi Annali, se contenessero notizie utili, e non registrate,
0 diversamente rapportate in quel di Monteleone, potrebbero essere giove-
voli ; quello che va da li innanzi, non fa in conto alcuno per me.
Con che, protestandole sempre più vive le mie obbligazioni, con tutto
r ossequio, mi rassegno.
2B38.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena ( Fiorano ), 27 Agosto 1727.
Museo Civico Cremonesk, tdita [2C6].
Amico amatissimo.
Ora che ho potuto scappare in villa a cercare un po' di ristoi'o alla
mia tenue sanità, rispondo ( non è egli ora ? ) al vostro carissimo foglio
del pi'ossimo passato luglio. E vi dico che aspetto con ansietà i vostri
ditirambi, i quali se poteste fargli avere al signor dottor Soliani di Bre-
scello. son certo eh' egli me li farebbe giungere con sicurezza.
Mi congratulo che siate tornato ad abitare nel nido paterno, e che
vi vegga si lieto e fresco dopo tante sventure passate. Vi stimava buon
filosofo, ma i fatti vi hanno autenticato per tale. Dio vi conservi un pezzo,
e vi riserbi a gli ultimi anni tutte le contentezze.
Il valoroso ciarlatano seguita a stare in Parma, glorioso più che mai
nelle sue parole, ma screditato anche là come altrove. Ha piantata l' ala-
barda presso un buon uomo: vedremo quanto durerà.
Ditemi qual fosse costi il monastero di s. Lucia, dove fu seppellito
Gerardo cremonese. Debbo correggere ancor voi che il fate del secolo XV.
Fu del XII. Caramente, con ciò, riverendovi, mi confermo, etc.
2639.
' A BONAVENTURA DE' ROSSI in Genova.
Modena ( Fiorano ), 28 Agosto 1727.
Collezione Vincenzo Poggi, Genova, edita [221 ].
Mi significò tempo fa V. S. di avere inteso dal nostro dottissimo si-
gnor Musso, che, dopo lo Stella, scrisse, delle cose di Genova, Gotifredo da
Albaro. dopo di questo Antonio Gallo, e finalmente il Senarega.
-IT'S'?] AD ANTON PHAN0E8CO MARMI 2663
Ora io sono a pregare la di lei bontà, supponendola in città, che voglia
portare i miei rispetti al suddetto riveritissimo signor Musso, e dirgli, che
il Senareffa spero d'averlo da altra parte; e ch'io bramerei copia degli
altri due cioè di Gotifredo e Antonio, sopra di che avrei caro d' inten-
dere s' egli possa procurarmi questa grazia, o pure s' io ne abbia a scrivere
al signor marchese Giovan Luca Pallavicino. Il mio desiderio sarebbe di
dare una compiuta continuazione di cotesta storia, e ognuno di cotesti
signori dovrebbe aiutarmi in questo. Resterò ben tenuto a V S. di quanto
ella opererà per favorirmi, e desiderando le occasioni di ubbidirla, con
lutto lo spirito mi rassegno.
2640.
AD ANTON FRANCESCO MARMI in Firenze.
-Modena ( Fiorano ), 28 Agosto 1727.
B1BL.10TBCA Maoliabechiaxa. Firenze, edita [lò3].
« Mi truovo a respirare un po' d'aria di campagna, e qui rispondo
all'ultimo stimatissimo foglio di V. S. illustrissima, che è fin del giugno
prossimo passato. Fo la conessione della mia pigrizia, ma ne spero il per-
dono alla mia non molta sanità e a" miei troppi impicci. »
Le rendo grazie pel confesso della somma ricevuta per conto di questa
compagnia della carità. Ora io m" immagino, che anch' ella stia godendo
la villa. Ma allorché si restituirà in città, avrò ben bisogno delle sue
grazie per isbrigare in qualche maniera 1' affare col signor Scarlatti. Cioè
lascerò alla di lei prudenza il pensare, se meglio sia eh' ella intimi al me-
desimo signore il ricevere il danaro inviato, con fare un saldo delle sue
pretensioni : nel qual caso non accettando, la pregherò di consegnare costì
il denaro a persona, che il rimetterà a Modena; o pure che. senza dirgli
altro, segua dopo il di lei ristabilimento in città la suddetta rimessa
senza dir altro ad esso signore, giacché egli mostra di non curarsi di tali
bagattelle, o se se ne cura, dee forse voler esigere in Modena esso da-
naro. Non so certo intendere perchè non parli. Chi sa che non voglia
fame anch' egli una limosina a i poveri di Modena.
« Una copia del tomo IX Rerum Italicarum. ultimamente uscito, è stata
consegnata in Milano al cavaliere corrispondente del signor marchese Ri-
nuccini. Sicché due tomi egli mi dee pagare; e vorrei che il pagamento
seguisse in mano di V. S. illustrissima. Quando egli non corrisponda più
prontamente alla prontezza che s'ha di consegnar le sue copie, da qui
innanzi converrà pensare ad altro ripiego; non essendo, credo io. conve-
niente che si aspetti il prezzo finché egli riceva le copie consegnate per
2664 LODOVICO ANTONIO MURATOSI [l'73'7-
ordine suo: còsa che potrebbe tirare in lungo dei mesi, per non dire
di più.
Lascerò che altri acquisti il tomo già pubblicato di cotesto iscrizioni,
da che si vende caro, e io avrei bisogno d'iscrizi>)ni non de' romani, ma
de' secoli bassi. Caso mai che V. S. illustrissima potesse trovarmi presso
il sempre riverito signor Senator Bonarroti, o presso il signor abate An-
dreini ' [Pier Andrea] o altri dilettanti d'antichità, qualche medaglia,
sigillo, 0 altro monumento de' secoli gotici, longobardi, franchi, etc, mi
sarebbe pur caro l'averne copia. Se non altro, almeno, mi procuri le prime
monete battute da Firenze, divenuta repubblica.
Con augui-arle felicissima villeggiatura, e ratificarle il mio ossequio,
mi confermo, di V. S. illustrissima, etc. »
2641.
AD UBERTO BENVOGLIENTI in Siena.
Modena ( Fiorano ), 29 Agosto 1727.
Biblioteca Comunale, Siena, edita [153].
Oi*a che sto ricercando in villa un po' di refrigerio alla scarsa sanità,
e respiro da varie occupazioni, eccomi a parlare con V. S. illustrissima.
È ben tempo eh' io la ringrazi del suo carissimo foglio, in cui mi accennò
vari argomenti che sarebbono da trattare per l' erudizione de' tempi di
mezzo. Di alcuni ho già trattato, e d' altri può essere eh' io dica qualche
cosa; ma se ho da scoprire il cuore, mi mancano assaissimi libri, senza i
quali difficilmente si può far viaggio. Secondariamente, quand'anche mag-
giormente ne abbondassi, manca ai tempi bassi un sortimento d' autori
che possa rendere conto dei riti e costumi di allora. Le antichità greche
e romane si son potute raccogliere, perchè, oltre a molti storici, abbiam
tanti oratori, poeti e scrittori d' altre materie, i quali tutti somministrano
chi un pezzo e chi 1' altro per formar poscia un tutto. Ma che abbiamo
noi de' longobardi, franchi etc. e dico dell' Italia, perchè i franchi e
tedeschi non sono bene spesso sufficienti testimoni de' costumi d' Italia : e
poi, sì poco resta di monumenti, iscrizioni e medaglie di que' tempi, che
in troppe cose convien restare in asciutto. Avrei volentieri unite le monete
tutte de i re longobardi, e de i susseguenti, battute in Italia; cosi ancora
le prime battute dalle città italiane, divenute repubbliche; ma non so dove
voltarmi. Ne cita V. S. illustrissima una di Pisa. Difficilmente la credo
del 1000: tutte le altre città, finora da me osservate, vi mettevano in mono-
^ Sue lettere in Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), n." 1 da Firenze 1724.
-l'7S'?] A MAUBO ALESSANDRO LAZZARELLI » 2605
gramma il nome dell' imperatore. Né so capire che vogliano dire que' tanti
vivi. La rilegga bene. Or come trattare gli strumenti musici d'allora?
come della pittura prima di Giotto? come de' funerali, etc. ? Sono stato
in Pavia: non si può dire come quella stessa città sia scarsa d'antichi
monumenti, e di reliquie degli antichi re. Milano ella sa che fu distrutta
da Federigo I.
Non ho dunque altro da dire, se non che maneggierò il meglio che
potrò gli argomenti sopr' a' quali crederò di poter dire qualche cosa ; e. se
non altro, sveglierò la voglia in altri di dir di più. e di aggiugnere ciò
ch'io avrò tralasciato. Se V. S. illustrissima avesse mai qualche vecchia
moneta, o altra anticaglia di Siena o d' altri paesi, secondo la sua generosa
indole, me ne faccia aver copia.
^ Già è fuori una parte della Storia diplomatica del signor marchese
Maffei ; ma non Y ho letta peranche. Egli veggo che decide francamente
sopra tutto, ma non so se sempre con tutto fondamento.
L' Ughelli scrive che uno de' vescovi sanesi del secolo XII descrisse
in versi la Guerra santa, e fece altre opere che tuttavia si conservano
costi : sognava egli o diceva davvero ? Me ne dica, di grazia, il suo sen-
timento. Allorché io andai viaggiando per Italia, non aveva in mente i di-
segni che mi son poscia saltati per il capo. Sarei forse tornato con più
provvisione a casa. Non so se sia peranche capitato costà il tomo IX
Rerum Italicavum.
Con che. ratificandole il mio distint-o ossequio, e pregandola della con-
tinuazione del suo amore, mi rassegno, di V. S. illustrissima, etc.
2642.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena ( Fiorano ), 10 Settembre 1727.
Archivio Soli Mdkatori ( R. BibU Eat. ), Modena.
Pregai il signor Argelati, che mi provvedesse costi alcuni libri della
libreria maggica, e parte pel p. lettor Montagioli. Mi scrisse d'averne
provveduto per L. 37,10 di cotesta moneta, e, quando mi credeva che me
gli inviasse, odo che é necessario prima il danaro, senza ch'io sappia,
come vada divisa la spesa tra due compratori. Se mai V. P. reverendis-
sima potesse favorirmi di far pagare ad esso signor Argelati la somma
suddetta, gliene resterei pure obbligato. Ho io mandato su tale speranza
al p. cellerario Miari cinque filippi, e cercherò come trovare le L: 2,10
che mancano. Per servire altri ho io questo incomodo, e lo porto alla di
lei bontà.
2666 • LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'7S'?-
Seguiterà la corte probabilmante fino a i 20 a starsene a Sassuolo.
Anch'io vo godendo un po' di ristoro in villa. Anche a V. P. reverendis-
sima tocca il sollecitare costi gli apparati parmigiani per le nozze: e
faccia poi Dio quel che vuole.
Con rassegnarle il mio rispetto, e col vivo desiderio de" suoi coman-
damenti, mi confermo, di V. P. reverendissima.
2643.
AD ANTONIO VALLISNIERI in Padova.
Modena (Fiorano), 10 Settembre 1727.
Biblioteca Nazionale di Bkbua, Milano, edita [142].
Vi suppongo già pervenuto a deliziarvi con cotesta eroina, alla quale
ricordatevi un poco di ricordare il mio umilissimo ossequio, e tutta la
stima che anch'io professo al suo merito più che virile. Ne dimenticate,
trovando costi il valoroso ed amatissimo p. Cova [ Teobaldo], ( che dovrebbe
anch"egli godere della conversazione e villeggiatura di cotesta gran Dama ),
di riverirlo ben divotamente in mio nome.
Dee essere in Modena l'involto che mi accennate. Perchè son ritor-
nato in villa, non l'ho per anche veduto. Ma saranno puntualmente ese-
guiti tutti gli ordini vostri. Vivete quieto su questo, e datemi altre com-
missioni, che più che volentieri tutto eseguirò. Orsù, tornate poi tutto lieto
e sano, e ch'io abbia la consolazione di abbracciarvi. Mi rassegno.
2644.
A PIER CATTERINO ZENO in Venezia.
Modena ( Fiorano ), 10 Settembre 1727.
Biblioteca dkl Sbminario, Padova.
Mi son giunte in villa le tre copie del nuovo Giornale di cui avendo
cominciata la lettura, non ho potuto deporla, se non dopo averla compiuta
sino al fine; tanto m'è piaciuto questo tomo. E questa volta specialmente
v'ho io trovato registrate opere tali, e notizie di tale importanza, che certo
l'Italia comparirà fertile, e bella anche agli oltramontani, e a quelli an-
cora, che non han grande stima delle nostre contrade. Auguro a V. R.
ch'ella abbia di simili sortimenti per gli tomi avvenire, e sommamente
altresì la ringrazio del dono di questo tomo, e della sua solita bontà verso
le cose mie. Saranno dispensate le altre due copie.. Se mai V. R. avesse
-l'73'71 AD IGNAZIO SOLARI DEL BORGO 2607
occasione di scrivere al p. Gio. ÌSlippo Tolomei ', la prego di ringraziarlo
sommamente per le tre copie della vita del chiarissimo signor cardinale
suo zio. che distribuirò agli amici, giacché la medesima si legge nel Oior-
tole. Auguro a me la fortuna di comprovare, nelle occasioni di ubbidirla.
>iuel distinto ossequio, con cui mi rassegno, etc.
2645.
A aiAN FRANCESCO MUSELLI in Verona.
Modena ( Fiorano ), 17 Settembre 1727.
Akcuivio Capitolabk, Verona, ediUi [215J.
Tuttoché io non abbia, colla prontezza ch'io desidei-ava. potuto rispon-
dere all'ultimo gratissimo foglio di V. S. illustrissima, per lo che le
chieggo d'avermi scusato, pure esso foglio prontamente mi fu ricapitato
dalla posta; e in esso trovai que' pezzi del Ritmo, che il signor Cam-
pagnola sempre da me riverito, ha creduto opportuno d'inviarmi. Vera-
mente il mio desiderio sarebbe stato di avere l'intero Ritmo cosi copiato,
per potere con tutta franchezza parlare di tutto. Ma quando a lui rincresca
tal fatica, farò che mi basti il pezzo inviatomi, per cui rendo vive grazie
alla di lei bontà e al signor Campagnola ancora. So che, tanto V. S. illu-
strissima quanto egli, avranno presenti le mie speranze per gli manoscritti
di cotesto dignissimo prelato, al quale, secondo mi sarà suggerito, io indi-
rizzerò nuove suppliche per ottener le sue grazie. Intanto, con t:;tto l'os-
sequio, mi rassegno, di V. S. illustrissima e reverendissima.
2646.
AD IGNAZIO SOLARI DEL BORGO* in Torino.
Modena ( Fiorano ), 18 Settembre 1727.
BiBLioTKCA Civica. Torino, edita [387].
Eccellenza.
Bench' io avessi dall' E. V. sufficienti pruove dell' animo generoso e
benignissimo genio di cotcsta Real Maestà per favorire i miei disegni let-
» Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), n." 1 da Roma 1724.
* Responsive in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), n." 1 da Torino 1723.
"'iuseppe e Guido Manacorda danno questa lettera come diretta al De Aguirre; ma il
contenuto della lettera e V intestazione « Eccellenza » denotano che si tratta di un Mi-
nistro di Vittorio Amedeo II. e con tutta probabilità di Del Bor?ro, perchè uià in re-
lazione col Muratori.
2668 LODOVICO ANTONIO MURATORI [ 17* 3*7-
terarii e somministrarmi i sospirati mezzi da far onore alla Real Casa ed
a cotesti suoi felicissimi stati nella mia raccolta Rerum Italicarum, pure
è piaciuto alla M. S. di assicurarmi sempre più di questa sua clementis-
sima propensione per mezzo del chiarissimo signor marchese Scipione
MafFei con farmi dire che volentieri mi avrebbe concesso quanto si tro-
vasse al mio proposito nei suoi Stati ed archivi Ora io non posso a meno
di supplicare la bontà di V. E. che voglia umiliare alla M. S. i miei più
ossequiosi ringraziamenti per così magnanima offerta, con rappresentarle
nello stesso tempo che non sapendo io cosa in cotesto parti possa conve-
nire al mio bisogno, non potrò mai profittare delle grazie reali, quando la
M. S. non si degni di ordinare ad alcuno dei tanti letterati che sono
costi, il cercare quali storie inedite si trovassero nel Piemonte, onde
venire maggiormente ad illustrarsi la storia dei suoi reali progenitori e
di cotesto contrade. Il dottissimo signor avvocato regio D. Francesco
D'Aguirre, siccome d'ottimo ingegno, sarebbe a proposito per questo, se
gli venisse del calore da parte di S. M. o dalle umanissime raccomanda-
zioni di V. E. Nel monastero di Altacomba si sperava di trovare delle
antiche memorie. Ho sentito anche parlare di cronache vecchie manoscritte
di Saluzzo e del Monferrato Tutto aprirebbe l'adito a me per esprimere
al mondo la profonda venerazione che io professo alle rare virtù di co-
testo glorioso Sovrano e per dare lustro agli stati della M. S. Non isdegni
dunque l' E. V. fra tanti suoi affari gravi, di avere presente ancora questo
mio, che del suo benigno patrocinio le resterò io eternamente tenuto. E
intanto, col baciarle le mani, le rassegno il mio indelebile ossequio, e mi
ricordo, di V. E.
2647.
A aiOVANNI ANTENORE SCALABRINI in Ferrara.
Modena ( Fiorano ), 18 Settembre 1727.
BiBLioTBCA Comunale, Ferrara.
La relazione di cotesto si strepitose funzioni per l'acquisto o accre-
scimenti di cotesto tre volte Principe, mi giunse bene tempo fa, e mi fu
cara ; ma io occupato finora non ho potuto rispondere, e ringraziare V. S.
siccome ora fo. Sto di presente desiderando, che l'autorità del nuovo co-
mandante possa rompere tutti i catenacci dell'Archivio pomposiano, ac-
ciocché a lei sia libero il poter visitare tutte quelle carte. Spezialmente,
se mai avvenisse eh' ella vi potesse mettere il piede, prego la di lei bontà,
che osservi bene le carte vecchie, nelle quali non seppe leggere il p. Mo-
reni. Forse in quelle si potr-à rinvenire qualche cosa di raro, giacché nelle
susseguenti quasi altro non v'ha che livelli.
-1*7 8*7] A FRANCESCO BASTE LLI 2609
La sigaora contessa Scalabrini seguita nella sua infermità, di cui i
medici non arrivano a conoscere l'origine, temendo però essi di qualche
vizio interno. Però il sig. cont« è se {uestrato in città. M' impose egli,
giorno sono, ch'io la riverissi. Maggiormente, la riverisco io di tutto cuore,
e. rassegnandole il mio rispetto, mi confermo, di V. S.
.2648.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena ( Fiorano ), 18 Settembre 1727.
Akchivìo Tacoli, Modena.
Quaud'aliro non accada, il mio pensiero sarebbe di restituirmi alla
città la domenica prossima ventura, e di terminare la villeggiatura sta-
bile. Però se V. S. illustrissima capiterà a Modena, io sarò, spero in Dio.
in istato di ubbidirla, con concertare ciò che occorrerà alla di lei stampa,
la quale è restata interrotta dalla Orazione funebre, etc. Riserbando ogni
altro ragionamento a quell'ora, le rassegno il mio rispetto, e mi confermo
2649.
A FRANCESCO RASTELLI in Festa.
Modena, SS Settembre 1727.
Archivio Aastilli, Modena.
Si è poi determinato il signor Francesco [Nicola] Frassoni di portarsi in
coleste parti per vedere, se colla presenza sua si potessero amichevolmente
terminare le controversie, che passano colla cognata di V. S. che ella
non ha bisogno di mie osservazioni per abbracciare tutte le vie di una
amichevole concordia, senza esporsi alle spese e a gl'incomodi di una lite
civile. Son certo ancora, che il signor Tassoni dal suo faciliterà l'accomo-
damento, e se si eleggeranno periti intendenti e onorati, voglio credere,
che si farà una divisione conveniente; o pure si faranno proposizioni
d'aggiustamento pel passato e per l'avvenire, che saranno accettabili dal-
l'una e dall'altra parte. Io, col vivo desiderio di vedere la casa di V. S.
libera da questo taccolo, non ho voluto mancare di scriverle in tal con-
giuntura: e se mai V. S. giudicasse, ch'io fossi buono da interpormi per
dare compimento a quest' opera, me le esibisco di buon cuore. Con che.
caramente riverendola, mi rassegno, di V. S.
Spistolario di Lodovico Antonio Muratori — Voi. VI. 189.
2670 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'72'7-
2650.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 24 Settembre 1727.
Archivio Soli Muratoki (R. Bibl, Est.), Modena.
Alla somma puntualità con cui V. P. reverendissima mi ha graziato
di sborsax-e per mio conto al signor Argelati le L. 37,10, del che l'aveva io
supplicata, rendo infinite grazie con augurare anche a me la fortuna di
poterla servire in altre simili e maggiori congiunture. Aveva io già fatto
pagare al p. cellerario Miari pel rimborso cinque Filippi effettivi. Mando
stamane a lui, per pareggiare il conto, e spero che ne riceverà il riscontro
nell'ordinario presente.
Abbiamo la corte ritornata da Sassuolo con ottima salute. Per la
spedizione dell'Imeneo m'immagino ch'ella ne saprà più di me. dipen-
dendo essa da quella di cotesto carrozze. Però, con rassegnarle il mio
immutabil ossequio mi confermo, di V. P. reverendissima.
2651.
A GIOVAN DOMENICO MANSI* in Lucca.
Modena 2<ì Settembre 1727.
B. Biblioteca Lucca, edita [153J.
Sommamente godo di aver inteso che V. R. sia destinata a sommi-
nistrarmi notizie per illustrare la vita di Castr uccio scritta dal Tegrimi.
Intorno a che io debbo dirle, non esser tale questa operetta che se le
abbia a fare un corredo di note, le quali si debbono riservare ad autori
antichi, bisognosi di spiegazioni, e ad argomenti scuri, quale certamente
non è la storia delle azioni di cotesto valoroso principe di Lucca. Quello
dunque eh' io bramerei, consiste in questo : cioè, che mi venissero tutti quei
lumi che si potessero avere intorno al Tegrimi stesso, di cui altro io non.
so, se non ch'egli fu di una delle più antiche famiglie di Lucca. Secon-
dariamente, potrei nella prefazione mettere tutti i diplomi a lui dati dal
Bavaro, si per le investiture degli Stati, come del gi'ado di conte del
sacro palazzo. E perciò, se mi saranno trasmesse, penserei d'inserirle joer
e.vtensum. Terzo, avendo io veduto in Sarzana, se ben mi ricordo, la sua
* Responsive in Archivio Soli Muratori { 7?. Bihl Est. ), n.° 10 da Lucca 1727-47.
-l'?S'7] A X. X. 2G71
iscrizione sepolcrale presso quei padri Minori Conventnali, avrei caro
d'averne copia, e di sapere come sia colà uu tal monumento, quando Ca-
struccio mancò di vita costi. Io poi non mi traevo aver la vita del me-
desimo scritta da Aldo Mauucci, e, parmi, anche un' altra composta, se pur
è vero, precedentemente in Firenze. Mi sarebbe caro di poter vedere tutto
in tal congiuntura, e tutto poi restituirei. Né vi è tempo da perdere,
perchè da Milano mi vien fatta fretta. Del resto, mi auguro ben la for-
tuna di far conoscere il mio singolare ossequio a cotesti illustrissimi si-
gnori, e alla loro nobile città, ricordevole sempre delle grazie e finezze
che ne ho ricevuto. E volesse Iddio che i medesimi si accordassero a con-
tri buii-e altre memorie e storie, ond'io potessi far onore alla lor patria.
Le repubbliche di Venezia e Genova, siccome vedrà V. R. ( per tacere di
tante altre città ), mi hanno data maniera di servire alla lor gloria con
pubblicare le loro antiche croniche. Solamente Lucca non vuol sommini-
strare neppure un foglio. Ho fatto chiedere una parte della cronica di
Ser Cambi, avendo io l'altra. Non l'ho potuta ottenere. Si farà ben cre-
dere alla gente, che cotesta sì antica e riguardevole città sia la più po-
vera di tutte, e mancherà a lei quel lustro che tante altre minori avranno
nella mia raccolta, perchè vi si leggeranno le loro storie vecchie. Né io
altre storie desidero che le composte prima del 1500, perchè le posteriori
non fanno per me. S'io fossi costi, direi tanto, che forse mi riuscirebbe
di levar tutte l'ombre e gli ostacoli che impediscono la gloria propria e
l'accrescimento della pubblica erudizione. Almeno V. R.. che. anche più
di me, ama la sua città, desidera il suo onore e conosce ch'io parlo più
per suo che mio bene, dica e ridica quel che può in tal congiuntura. Io,
intanto, col vivo desiderio di servire cotesti miei riveritissimi signori, e
insieme V. R., le rassegno il mio ossoquio, e mi confermo, di V. R.. etc.
2652.
A N. N. in Parma
Motlena, 29 Settembre 1727.
Raccolta Grscchi, Milano edita [257].
Allorché fa qui il sig. conte Anviti. segi*etario di cotesto Serenissimo,
il pregai de' suoi benigni uffizi, acciocché io potessi ottenere dalla A. se-
renissima quelle Cronache vecchie inedite di Parma e Piacenza, che si
trovassero costi o in Piacenza, acciocché io, nella mia Raccolta Rerum
Italica)' iim. ne potessi fare onore a cotesti paesi. Con tutta bontà mi as-
sicurò esso ministro di ajutarmi in questo, con aver anche mostrato sin-
goiar gradimento de" miei desideri. Fu costì il signor Argelati, e presentò
2fi72 LODOVICO ANTONIO MURATORI [ 1*7 3*7-
al Serenissimo il Tomo IX a lui dedicato, e l'A. S. con tutta generosità
promise di somministrarmi quanto si trovasse approposito pel mio disegno.
Ne scrissi io ancora al suddetto sig. conte; ma non avendo io ricevuta
risposta, pe' troppi affari, da esso ministro, e conoscendo che se non v' è
qualche sollecitatore, le buone intenzioni del Piùncipe e del ministro- non
produrranno alcun frutto, sono a pregare V. S. illustrissima che si prenda
r incomodo d' essere ad inchinare per mia parte il sig. conte Anviti, e di
supplicarlo, che, quando pure si voglia favorire i miei disegni, che hanno
per mira la pubblica erudizione e V onore di cotesta città, egli si degni
di deputare chi egli crederà più approposito. per la ricerca de' man u scritti,
con ordine d'intendersi prima con esso lui, e poscia meco. Ma in questo
affare avrei caro che non entrassero Regolari, che potessero avere mas-
sime diverse da quelle de' secolari, e facessero de' misteri, dove non hanno
ad essere. In Piacenza si ha da trovare la Storia del Ripalta, e molte
altre ne cita il Campi. Costi v'era a tempi del Sigonio la Cronaca di frate
Salimbeno dell'Ordine de' Minori, ed altre ne cita l'Angeli. Ora V. S. il-
lustrissima mi onori d'intendere sopra ciò i sentimenti del sig. conte An-
viti, al quale ricorderà il mio singolare ossequio, con chiedergli in fine,
che il prego di dirmi, se s'abbia alcuna speranza per due Teatini, il me-
moriale de' quali mi presi l'ardire di inviargli. Quando non vi sia luogo
ad esaudirli, almeno mi faccia il favore di accennarlo a lei, affinchè a
questo io più non pensi.
Pregandola ancora de" miei rispetti alla gravità badiale del comune
amico, con tutta la stima mi rassegno, di V S. illustrissima.
2658.
AD ANTON FRANCESCO MARMI in Firenze.
Modena, .3 Ottobre 1727.
Biblioteca Maoliabechiana, Firenze, edita [153].
Finita la mia villeggiatura, quando quella di V. S. illustrissima ap-
pena è cominciata, rispondo in città all' umanissimo foglio suo con dirle*
che mi dispiace di non poterle dare facoltà alcuna intorno all'affare de' si-
gnori Scarlatti, perchè non l'ho né pur io, da che questi signori presi-
denti neir ultima congregazione, udito che ebbero la mossa di nuove pre-
tensioni, quando, secondo il concerto una volta fatto, in cinque anni dovea
essere soddisfatto a tutto, stabilirono il partito, che se cotesti signori vo-
levano altro dalla compagnia, comparissero qui, e stessero a ragione, che
ancor noi eravamo pronti a far tutto ciò che fosse di giustizia. Però i
non saprei che mi dire.
-l'73'71 A NICOLA TACOLI 2G73
« La ringrazio poi vivamente de' passi fatti per me col sempre da me
riverito signor Senatore fiouarroti, e delle benigne intenzioni di lei per
andare in traccia di qualche anticaglia de' secoli bassi. Sarebbono cose per
me carissime. Già ho avuto l'inscrizione del carroccio mandato a Roma
da Federigo secondo, che però era stampata.
Secondo l'ordine già dato dal signor marchese Rinuecini, in Milano
furono consegnati gli ultimi due tomi al signor marchese Pallavicino da
inviarsi ad esso signore costà. Uno di questi olla sa quanto tempo è ohe
fu dato. Già è passato un mese, che il secondo fu consegnato anch'esso.
Non so vedere perchè il signor marchese voglia differire maggiormente
il pagamento d'amendue. Paghi, e poi si faccia venir quelle copie con
tutto suo agio. Me le raccomando per questo; altrimenti, in avvenire pi-
glierò altre misure.
Mi accenni, di grazia, cosa costi l'opei'a del signor senatore sud-
detto intorno ai vetri antichi; e quanto ancora le iscrizioni ultimamente
stampate. E. ratificandole i sentimenti del mio rispetto, mi confermo, di V. S.
illustrissima, etc. »
2654.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 6 Ottobre 17^.
Akcmivio Tacoli, Jlodena.
Venga pure V. S. illustrissima, che mi troverà in città, e pronto a" suoi
cenni, e vedrà che la stampa va seguitando.
Avrei bisogno, ch'ella si mettesse a memoria qual prezzo di dozzina
fosse stabilito, allorché si trattò d'inviare in cotesto spedale di S. Laz-
zaro il signor Francesco Guicciardi; e che s'informasse, se, oltre, alla doz-
zina, sia necessario il mantenere le biancherie, e quale altra cosa occorresse,
lu oltre, essendo esso signor Francesco scaduto di forze e di carne, e non par-
tendosi più di letto, la prego d' intendere, se in tale stato egli sarebbe più
ricevuto in esso spedale. Con che. ratificandole il mio ossequio, mi confermo.
2655.
A FRANCESCO BREMBATI in Bergamo.
Modena. 16 Ottobre 1727.
Archivio Rocchi, Uergamo, editu ['£-ii .
Porto alla bontà di V. S. illustrissima i dovuti ringraziamenti per
l'avviso recatomi della Vita che s'è ultimamente scoperta di cotesto suo
2G74 LODOVICO ANTONIO MURATORI [±'72*7-
glorioso concittadino. Mi era già penetrata una tal notizia per altra parte ;
anzi, avendo io trovato approposito una tale operetta per la mia Raccolta,
approvai che se ne impetrasse (una copia) la quale attualmente si sta
ora facendo. Ciò non ostante riconosco, nell" avviso eh' ella me ne porge, la
benigna premura di lei in favorirmi, e gliene protesto le mie obbligazioni.
Mi truovo io senza la Vita stampata d esso Bartolomeo, e però se mai
potesse ottenerne una in prestito per poterla confrontare col testo sco-
perto, mi farebbe favore e sarei pronto alla restituzione.
Vegga pure l'amico di V. S. illustrissima se gli vien fatto di trovare
notizie concludenti che prima di consoli cotesta città fosse una volta go-
vernata da' podestà: ch'io volentieri ritratterò l'asserzione antecedente.
A me nondimeno pare difficile il provarlo, perchè in altre città osservo i
consoli usati prima che i podestà, e questi ultimi presi solamente a" tempi
di Federico I. Avrò occasione di trattare di simile argomento, e però mi
saran cari i lumi ch'ella mi fa sperare. Anzi la prego di dire ad esso
suo amico, che se gli capitassero altri atti gloriosi per cotesta città, o
curiosi per l'erudizione di quei secoli oscuri, ma anteriori al 1200, come
diplomi d' Imperatori, Leghe, Giudizj dove intervengano Principi, e simili
altre antichità che appariscano rare e da leggersi volentieri, godrei
sommamente di esserne avvertito e di averne un po' d' indice per ravvisare
quali più convenissero a' miei disegni.
Con che, ratificandole il mio indelebile ossequio, e soggiungere non
aver io dato fuori altro che la Vita di Lodovico Castelvetro ultimamente
stampata dal signor Argelati di Milano con alcune operette inedite d'esso
autore, mi rassegno, di V. S. illustrissima.
2656.
A PIETRO BURMANN in Leida.
Mutinae, XV Kalen. Novembris MDCCXXVII.
Biblioteca Uxivf.rsitabia, Leida.
Teneo amplissimam syllogen epistolarum a te institutam, cui parem
me videre non memini. Et quidem multa tibi debent tot illustres viri,
quorum foetus editione tam corata revocasti in vitam; sed plura tibi debet
literaria respublica, quum, te curante, coram nunc, ut ita dicam, loquatur
cum egregiis illis viris, qui proxime praeterito seculo primas eruditionis
sedes implerunt. Sed quid est, quod Graevium vestrum, tantopere olim e
puritate latini sermonis et eloquentiae commendatum, heic mihi videre
videor non parem aliis quos minor fama sequebatur? At is multa ex his
scripserit festinanti calamo, nihil suspicatus tradenda olim proelo. Quae
-l'73'7] A PIETRO BURMANN 2675
minime dieta velim, quasi Oraeviana omnia non probem. sed at indicem,
quid in ejus epistolis mihi occurrerit.
Praeterea novam editionem teneo Phaedri lui. Proh quam speciosam
et quanti faciendam ! Bene actum est, quod licentiam niraiam ac super-
cilium CI. Bentleji occasione ista imperterrite castigasti. Nescio quo fato,
unus videris delectos ad ejusmodi homines aliorum contemtores aut dui-
cibus aut asperis verbis monendos, ut sese suumque fastum agnoscant.
Habeo denique doctissimi filii tui Hadrianum VI. Miratus sum plenam
hìstoriam, notas eruditas, et lucubrationem non adolescente, sed veterano
scriptore dignam. Quapropter gratulor qnidem tibi de libris tuis. sed
vehementius etiam quod, praeter filios eruditionis tuae, naturalem etiam
tilium genueris. ingenii tui heredem, et qui jam majora sperare nos facit.
Atque haec de te. Verum quid nunc de me, quem incredibili liberalitate
novis in dies oneras beneficiis ? Equidem fateor, rubore suflfundor, quod
ego tanta a te hactenus acceperim, quum nihil e penu meo tibi repen-
derim. Haec me cogitatio angit. et quiescere non sinit. Quare, vide, quaeso.
num aliquis e libellis meis usui tibi esse posset: perlibenter enim ad te
mitterem. Sunt mihi edita Anecdota Latina et Graeca. Antiquitates Estenses
Italico scriptae, uti et de Poesi Italica, et de Amore erga Proximutn.
Librum de Ingeniorum moderatione in Religionis negotio, centra CI. Cle-
ricum inutilem tibi puto. Sunt et alia levis momenti ; sed quidquid mihi
est, totum tibi otfero. Tu ne me ingrati animi vitio laborare sinito.
Quae hucusque egeris ut a Lovaniensibus mihi exoptata impetres, intel-
lexi; et gratias immortales humanitati tuae habeo, tum ob istud, tum ob re-
liqua benefacta, quibus erga me abundare pergis. Ego te adeo solicitum novis
ea de re precibus minime fatigabo; sed tantum quae impetra veris, per
D. Germanum, brevi, si fieri poterit, expectabo. Tu quoque per eum ac-
cipies quae expenderis in ejusmodi negotio peragendo.
Meum erit mihi Ovidium tuum procurare, quem mihi persuade© supra
ceteros foetus tuos eminere. Satis superque habeo e munificentìa tua. Po-
stremo autem loco subit mirari, quei tanta possis in literis, ac libris confi-
ciendis. Certe multum diei tibi eripit schola publica, multum privata; suam
quoque partem sutFurantur commercium epistolicum, officia cum amicis,
l'es domestica, ac plura alia. Horis pomeridianis te parcere nuntiatum
est. Nihilominus tot e promtuario tuo prodire videmi^. Liceat mihi tantam
sortem tibi inviderò. Vale.
2676 ^ LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*72*?-
2657.
A FLORIANO MARIA ARRIGONI in Ravenna.
Modena, 22 Ottobre 1727.
Biblioteca CLassensk, Ravenna, edita [231].
In Ravenna V. P. reverendissima, e la consolazione di saperla a me
vicina mi viene non da lei, ma da altro comune amico, cioè dal nostro
signor dottor Calbi [Ruggero]. Me ne sono rallegrato, e di nuovo me ne
rallegro con esso lei e meco stesso, spezialmente per vederla tornata alla
sua cara e doviziosa biblioteca la qual forse ella si augurava in Forlì. Ora
io sono a dirle, che il signor Argelati comperò per lei i seguenti libri:
in 4 numero
136
se.
4
»
365
»
4
»
1114
»
6
in 8 numero
492
»
3
»
850
»
3,10
»
924-
■ 925
»
3, 5
»
1482
»
2.15
»
1434
»
3
»
1590
»
1,15
Moneta di Milano se. 35, 5
Si aggiunge la spesa della dogana, porto, etc, che non so dirle an-
cora, perchè bisogna fare comparto di se. 16 di un ballotto in cui sou
venuti essi libri con altri.
C'è di più: ha mandato un libi'o per un altro, e bisognerà aspettare
che me lo mandi: ch'io a lui rimanderò il venuto in fallo.
Dice di non averne potuto prendere altri, perchè il prezzo era salito
troppo in su, avendogli scritto io, che a prezzo mediocre li comperasse, e
non a rigoroso. S'egli nella comperar de gli accennati abbia soddisfatto
all'istruzione mia, se ine accorgerà V. P. reverendissima. Per me so che
quel buon uomo fa negozio sopra ogni cosa, e non si guarda ad amici. Ho
pagato a buon conto quanto ha richiesto. Ella ora dovrà suggerirmi la
maniera d'inviare tali libri costà.
Se poi le capitasse alle mani qualche anticaglia de' secoli bassi, iscri-
zioni, sigilli, monete, etc. so che la di lei bontà si ricorderà di me
E. rassegnandole il mio indelebil ossequio, mi confermo.
l'7*3*71 AD ANTON FRANCESCO MARMI 2677
2658,
Al» ANTON FRANCESCO MARMI in Firenze.
Modena, 24 Ottobre 1727.
BiBLioTKCA MAaMABBCRiAKA, Firenze, edita [153].
Lasceremo dunque, che i signori Scarlatti vengano a disputare qua
de" loro pretesi crediti. Tenga pure V. S. illustrissima saldo il danaro,
eh' ella ha in mano di questi poveri, che le dirò fra qualche tempo l' uso
che ne dovrà fare.
« Mi figurava io stampata 1" inscrizione trovata in Roma di Federico II,
perchè mi ricordava d' averla veduta nelle Cronache di Ricobaldo e di
Pipino, che si leggono nell' ultimo tomo Rerum Italicarum da me pubblicato.
Ma, visitati i passi, scuopro che diversa è 1' inscrizione rapportata in esse
croniche dall" altra ultimamente scoperta in Roma. Sicché ella ha ragione
in crederla finora inedita.
Per ora non mi sento di voler comperare di cotesti libri, che mi pa-
jono alquanto alti di prezzo. Riserberò dunque la spesa a maggior bisogno.
Mi è stata cara la notizia della Dissertazione pubblicata dal p. lettor
Valsecchi, e non tarderò a procurarmene copia. Con ringraziar dunque
V. S. illustrissima di questo e degli altri favori, le rassegno il mio ri-
spetto, e mi ricordo, di V. S. illustrissima, etc. »
Dopo scritta la presente, 1' ho riaperta per aggiugnere, che ho rice-
vuto r ultima di V. S. illustrissima colla sgarbata risposta uscita di casa
del signor marchese Rinuccini. Mi mise alle mani di persona poco discreta,
mons. Sabatini, allorché m' impegnò a procurare un Corpo Rerum Itali-
carum a cotesto signore. A Milano non si fa ad aspetta con chicchessia.
Chi vuole di quei tomi, bisogna che paghi in riceverli: e io son debitore
della copia, che a lui s' invia. Se per ordine di cotesto signore si consegnò
mesi sono un tomo al signor marchese Pallavicino, e ultimamente un altro
pure gli é stato dato, perchè mai debbo io aspettare il rimborso, finché i
tomi sieno giunti costà? E se stessero degli anni ad arrivare in Firenze.
è egli di dovere, eh' io paghi pel signor marchese Rinuccini, e che ne
sospiri la soddisfazione finché piaccia alla discrezione altrui?
Ora io sono a pregare V. S. illustrissima che in prima occasione d'in-
contrarsi con esso signor marchese, voglia rappresentargli, eh* io pago
per lui le copie in Milano, subito che son consegnate ; e che, per conse-
guente, io ne aspetto dalla sua bon*,à senza ritardo il rimborso. E che il
prego di vedere, se fosse maniera più spedita di servirlo quella, eh' io
2678 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'T'ST»-
adopero in servire d' altra copia il signor ab. Lorenzo Caramelli ' ; cioè di
far venire in Modena la copia destinata per lui, che fo consegnare qui al
signor marchese Bagnesi, il quale si prende la cura di trasmetterla a
Firenze. Esso signor abate mi manda per la posta anche anticipatamente
il danaro.
Caso che V. S. illustrissima avesse diffieultà a parlarne, me ne av-
visi: che mi risolverò, benché non senza ripugnanza, a scrivergliene io a
dirittura, per regolar meglio in avvenire la faccenda. In tal caso ho bi-
sogno di sapere il suo nome, e di quai titoli debba servirmi. La prego di
perdonarmi, e di nuovo mi rassegno, etc.
2659.
AD AGOSTINO PANTÒ in Palermo.
Modena, 24 Ottobre 1727.
Aeciiivio Soli Muratori { R. DM, Est.), Modena.
Senza poter vedere nel suo passaggio il sig. conte Perlongo, ho ri-
cevuto per mezzo suo i due tomi delle rime raccolte di cotesti poeti. Mi
vuole un po' di tempo per leggerle tutte : ma avendole già scorse qua e là.
ho ben motivo di rallegrarmi con cotesto regno, e spezialmente con co-
testa metropoli, per una si bella comparsa di felici ingegni siciliani, tutti
di buon gusto, e buona parte spiritosi, che tanto più son cari a me, e
tali riusciranno ad altri, quanto meno son conosciuti in queste parti. Bel-
lissimo e anacreontico tutto ciò che v' ha del Balducci, il quale certo me-
ritava di comparir qui con più abbondanza di componimenti, giacché
tant' altri ne ha fatto. Debbo aggiugnere. eh' io da gran tempo sospirava
di veder poesie in dialetto siciliano, perchè in cotesti versi mi figurava
io di trovar quel fuoco, che s' incontra ne' vini siracusani, e d' altri siti
di cotesta felicissima isola. Eccomi consolato colla presente raccolta, in
cui truovo de' pezzi mirabili, e un tutto, che fa e farà grande onore
a' vostri paesi. Che debbo io dunque dire, se non che mi professo infini-
tamente obbligato alla somma gentilezza di S. E. il sig. Principe della
Cattolica ^ per un dono si prezioso, e prego ben lei di umiliare a si gene-
roso signore i più divoti miei ringraziamenti. Anzi s' ella crederà eh' io
debba anche a dirittura scrivere all' E. S. prontamente soddisfarò al mio
dovere. Intanto resterà presso di quest'opera come un vivo attestato del
valore de' signori siciliani, a' quali poi mi confesso estremamente tenuto
^ Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), n.° 25 da Firenze 1727- '50.
" Sue lettere in Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), n." 5 senza data.
-l'73*71 A FRANC15SCO RASTELLI 2679
per r onore, che mi han fatto nella prefazione. E perciocché so che V. S.
illustrissima sarà stata mediatore per ottenermi da S. E. questo stimatis-
simo regalo, lei pure quanto so e posso ringrazio con augurarmi di poter
corrispondere alle continuate finezze, eh' ella mi fa godere.
Finora sono XI i tomi pubblicati della mia Raccolta Rerum Ilalicarum.
e non so perchè tardino a farle giugnere ciò, che a lei [spetta].
Intanto si lavora intorno al XII e XIII.
L' operetta del p. abate Grandi è per provare, che le pandette non
furono trovate in Amalfi ; e che Y uso loro in Italia precede il tempo del
saccheggio dato da' Pisani a quella città ; e che lo studio in Pisa ebbe
principio prima di quel che pensi il sig. Brekmanno.
Si rallegri ella in mio nome col sig. abate Caruso della raccolta suddetta,
e gli ricordi il mio ossequio. Cosi pure al sig. canonico Mongitore. E lo stesso,
quando vedrà il sig. conte Ventimiglia ' [Antonino], uno de* più savi e
amabili cavalieri, ch'io abbia mai conosciuto, con cui si fece dolce com-
memorazione di lei. A tutti gli altri, che per loro bontà mi amano, mi
ricordi gran servitore ; e spezialmente sia certa, eh" io sono, ed eternamente
sarò con tutto il rispetto.
2660.
A FRANCESCO RASTELLI in Festa.
Modena, 24 Ottobre 1727.
Archivio Kastki.li, Modeua.
Ho trovato il Frassoni [Francesco] più duro che mai in pretendere
almeno tremila lire, e, per quanto io abbia detto, non ha voluto lasciarsi
parlare di diminuire un soldo, e né pure se si venisse a L. 2500. Egli vuole
far lite, lusingato da' suoi dottori, che otterrà più ancora col litigare. Dice
che pretenderà che gli sia sostenuta la possessione per L. 14000, come era al-
l'estimo. Al che avendo io risposto, che il rimedio è facile, perché se gli
darà la sua parte ; replica che pretenderà che gli sia com{)ensato il danno,
perché seguito per colpa di chi ha cosi malamente tenuto quei beni, e ha
esportato i capitali e il fieno.
Sarà diflficile che gli sia data ragione in questo. Tuttavia l' accenno
a V. S. Per la dote egli se ne ride. Per gli mobili dice che Carlo, il quale
ne restò possessore, dee rifarlo colla sua porzione. Si lusinga di potere
provare, e dice di aver testimoni, che il testamento di don Clemente fu
nullo, perché fatto in tempo ch'egli non potea più parlare. Quel solo, che
Sue lettere in Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), n.° 6 da Palermo 1721 -'30.
•2G80 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'T'S*?-
a me ha dato fastidio, e per cui non era io preparato, si è stato, ch'egli
pretende almeno ducento scudi, che dice a lui lasciati, parrai da esso don
Clemente, e i frutti finora decorsi. Il che se fosse giusto (cosa ch'io non
30 ), parrebbe in tal caso assai ragionevole la pretensione delle tre mila.
V. S. saprà come è. Egli si figura di poter tirare la causa a Modena. Ho
risposto che trattandosi di una vedova, non egli, ma essa ha da godere
del privilegio. A me dispiace di non aver potuto guadagnar cosa alcuna per
risparmiar ad amendue le parti 1" incomodo di una lite.
Accetti V. S. il buon animo, e vegga se in altro io la possa servire.
Intanto, caramente riverendola mi rassegno, di V. S.
2661.
. A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 24 Ottobre 1727.
Archivio Tacoli, Modena, edita [97 ].
Godo che a V. S. illustrissima sia stato consegnato il plico contenente
le sue riflessioni intorno alle secolarità del suo priorato. Vada pur ella
raccogliendo tutto quanto può per aggiugnerlo al resto; che a suo tempo
io rivedrò tutto, e le ne dirò il mio debil parere. Intanto, col vivo desi-
derio di sempre ubbidirla, e con rassegnarle il mio rispetto, mi confermo,
di V. S. illustrissima.
2662.
A FRANCESCO ARISI in Cremona.
Modena, 30 Ottobre 1727.
Museo Civico Cremonese, edita [ 233 ].
Amico amatissimo.
Dono prezioso, dono a me sommamente caro sono e saran sempre i
vostri ditirambi, e mi son rallegrato forte al vedermeli finalmente compa-
rire davanti, mercè la vostra incomparabil gentilezza. Ve ne ringrazio al
maggior segno. Li terrò come una gioia. Molte cose avete dato alla luce.
Questa è la più felice di tutte, e questa è bastante a farvi ottenere un
posto sublime nel coro de' poeti italiani. Con piacere e venerazione ho
anche ricevuto la relazione di cotesta funzione sinodale, e la bella rac-
colta poetica fatta in tal congiuntura. Quando vedrete l'infaticabile e glo-
rioso prelato vostro, ricordategli il mio antico umilissimo ossequio, con por-
targli le mie congi'atulazioni per tanti begli atti di vigilanza e zelo
-IT* 3*71 A GIUSEPPE BIANCHINI J'iHl
pastorale, che vo coniìnuameate udendo di lui. Auguro a lui et a voi
lunga, felicissima vita, per bene ancora del pubblico, e, riprotesfaudovi le
mie obbligazioni, che sono senza numero, mi ricordo, etc.
2663.
A (ilUSEPPE BIANCHINI* in Verona.
Modena. 3d Ottobre 1727.
Editft [104].
Non meno delle due iscrizioni da V. S. illustrissima inviatemi mi
sou io rallegrato, che di avere riconosciuto nella di lei riverita persona
un benefattore dianzi a me ignoto, e verisimilmente, se non un fratello,
almeno un parente del celebre monsignor Bianchini [ Francesco], per cui pro-
fesso tanta stima. Ora. in ringraziarla di questi favori vorrei ben poter con-i-
sponder anche alla benigna opinione da lei conceputa, eh' io sia capace di
spiegare le suddette iscrizioni. Ma debbo confessarle che avendole ben
considerate, trovo a me impossibile il darne un retto giudizio per colpa
di quelle benedette abbreviature, nelle quali è lecito a tutti il giuocare
ad indovinare, non già l'accertare il vero loro significato. Le dirò dunque
il poco, che cosi a tentoni io andrò immaginando, ma senza pretendere di
avere colpito in tutto.
Le parole in pace quae vixit A. XXIX, e cosi nell' altra sono for-
mole usate, nel secondo e terzo aSColo della chiesa. E pure a me par
quasi certo, che tali iscrizioni sieno state fatte dopo T 800, 900. o mille
dell' Epoca nostra : si appunto perchè non so intendere altro che essa Epoca
CHI, e C. septimo ; e si pel P. abbreviatura de" Secoli bassi : e quel* Vit-
toria, in vece di Victoria.
Una d'esse pare che si possa leggere cosi: Hic requiescit Victoria
Virgo in pace, quae vixit annui XKVIIII. et martyrium suseepit Anno S.
CVII. Domini, et tumulata hic (o translata hue) XI Kal. Junii. Veggo
sforzarsi le carte in quel E Th. e chi potesse trovare qualche' imperatore
o re, come Trajano. il cui anno XI. converrebbe al 107 dell' Era volgare,
andrebbe meglio la faccenda, e verrebbe a restare Kalendis Junii. nel
qual giorno appunto si fa memoria di S. Vittoria nel martirologio attri-
buito a S. Gerolamo. Ma io non so vedere alcuno, a cui si potesse adat-
tare quell'anno XI., e concordarlo coli'. 4. CVII Salutis, che così potrebbe
interpretarsi quel S. Però lascio l'iscrizione nelle sue tenebre.
* Responsive m Archivio Soli Muratori { R. Bibl. Est.), n." 77 da Venjna, Roniii
1728-49.
2682 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*7^*7-
L' altra non patisce difficoltà se non nelle prime lettere, le quali non-
dimeno né io pur so prendere se non per segno dell' Era nostra, restando
securo sopra tutto la lettera T. che non pare un C. mentre il Z è ivi
scritto diversamente. Ritengo adunque, per non saper trovare di meglio,
la spiegazione data costi, e leggo i^^ Anno Dei Omnipotentis Cristi CHI.
Hic requiescit Kibertits in pace, qui vixit A. XLII. et hic passits est
mortem II. Idus Auffusti prò Dei domine. Del resto è vero che il nome
di Kiberto non sembra de' primi secoli della Chiesa ; né io ho per anche
il tomo de' Bollandisti, che arrivi al 21 di Luglio. Ma peneremo a trovar
martiri in Italia nel secolo VII., e ne' seguenti, se non dove furono i Sa-
raceni e gli Ungheri. Anche trovandoli non si saprà poi dire che sia il
C. septimo e il C. III. Per me son d' opinione che tali reliquie fossero
portate costà nel Secolo IX., o X. con l'iscrizione precedente; perché
queir in pace qui vixit ann. XLII. non si poteva sapere, se non da con-
temporanei, oltre all' in pace conveniente solo a primi secoli ; e che si
formassero allora le lamine di piombo col ritenere le parole suddette, e
aggiungervi l' anno dell' Era nostra, come calcolarono allora. Non ho avuto
tempo di consultare il Fabretti, l'Aringhi nel Roma subterranea e altri
autori. Se con un po' di ozio potrò farlo, e mi verrà fatto di scoprir me-
glio, ne renderò avvisata V. S. illustrissima, a cui, intanto^ dedicando e
offerendo tutto me stesso, con distinto ossequio mi protesto, di V. S. illu-
strissima.
2664.
A GIAN FRANCESCO MUSELLI in Verona.
Modena, 30 Ottobre 1727.
Archivio Capitolare, Verona, edita [215].
Prontamente ricevei io l' intera copia di cotesto Ritmo, fatta con
tanta jjazienza dall' infatieabi4e signor Campagnola; ma non rispondo io
già con egual |Jrontezza alle grazie di V. S. illustrissima. Di grazia, mi
.. nerdoni. Alcuni forestieri mi hanno talmente occupato ne' giorni addietro.
cfié^i^..ho potute^ soddisfare a' miei doveri co' padroni ed amici. Ora io
le rendo infinite grazie di questo dono, e andrò studiando, dove mi cada
in acconcio di rispondere alla censura.
Se potrò ottener qualche pezzo da cotesto benignissimo prelato, ne
avrò piacere, e m' ingegnerò di farne onore a lui. Se no, avrò almeno la
quiete di coscienza d" aver fatto quanto era in mia mano per ottenere ciò,
che il pubblico amerebbe pubblicato, e non già sepolto con probabilità che
un di s" andrà tutto a perdere.
-1*7S7] A FRANCESCO RASTELLI 2683
Mi favorisca di riverire e ringraziare il signor Campagnola con ag-
giugnere, che, se gli capitassero iscrizioni de' secoli oscuri, non islampatc,
8Ì ricordi che mi sarebbono care.
E qui, con ratificarle il mio immuta bil ossequio, mi rassegno, di V. S.
illustrissima e reverendissima, eie.
2665.
A FRANCESCO RASTELLI in Festa.
Modena, 5 Novembre 1727.
Archivio Rastki.li, Ferità.
Perchè temu che si sia smarrita naa mia. che immediatamente scrissi
a V. S. dopo avere parlato col Frassoui, mentre odo che non fu conse-
gnata in Vignola. stimo bene di replicare per suo governo le medesime
cose. Cioè, che per quanto sapessi dire, non mi riusci di far calare al
Frassoni né pure un soldo dalla pretensione delle tre mila lire, lusingato
da' suoi legali, che litigando otterrà molto più. Pensa dunque di muovere
lite per la quale si promette delle buone assistenze. Si figura di poterla
intentare in Modena, al che ho riposto che trattandosi di una vedova,
non credo io ciò fattibile, assistendo i privilegi a lei, e non a lui. Crede
di poter pretendere che la possessione sia valutata come era già all'estimo,
e che il deterioramento vada a conto di chi l'ha goduta, perchè per sua
colpa è succeduto lo smanco. Giungo fino a lusingarsi di poter provare,
che don Clemente non era in istato di poter proferire l'erede nel suo
testamento dicendo d* aver fedi de" testimoni. Finalmente pretende, che
Carlo debba rendere conto de i mobili, perchè restarono in mano sua. et
egli si presumerà, che gli abbia consunti. Risposi quanto io credei a pro-
posito a tutte queste lusinghe; ma ad una sola non seppi che dire, perchè
non informato prima. Cioè che anche sussistendo il testamento di don
Clemente, gli sono dovuti in vigor d' esso ducente scudi ; il che se sussi-
stesse, e si potessero anche pretendere i frutti, allora certo le tre mila
non sarebbono una pretensione eccessiva. Sopra tali notizie prenderà V. S.
le sue misure; e se io potrò contribuire cosa alcuna alla di lei quiete,
volentieri m'impiegherò in servirla. Intanto, con riverirla caramente, mi
confermo, di V. S.
2G84 LODOVICO ANTONIO MURATORI [IT'ST*-
2666.
A GIOVAN GIACOMO ZAMBONI* in Londra.
Mutinae, XII Kal. Dee. MDCCXXVII.
Aechivio Soiii JtuRATOBi ( B. Bihl, E8L), Modena.
Doctissimo Viro I. I. Zambono
Ludovicus Antonius Muratorius
S. P.
Multa sperabam e britannicae linguae studio, cui me aliquot aule
menses dedi; exploi'atum quippe habeo, quantum ingenio ac eruditione
possint aetate praesertim nostra literati homines sub isto coelo nati.
Sed nunquam subiit, ex ejusmodi studio illud mihi obventurum, ut in
tuam amicitiam concederem, taumque ipsum amorem in me beneficum con-
tinuo sentirem. Libros, inquis, quos a Riva nostro petieram, dono tu
ipse mittis. Equidem quid primum mirer noscio : humanitatem ne tuam,
an liberalitatem. Utramque certe carissimam habeo, fateorque me tibi
multis nominibus obstrictum, quando in animum tuum induxisti, me non
tantum amare, sed etiam erudire. Itaque anxie expectabo libellum Addi-
sonii, sed praecipue Wollastonii tractatum de Religione Naturae. Nihil
enim me magis delectat e britannicae gentis ingenio, quam quod ipsi
hactenus prodidere ad normam instituti Boyliani. Hujus argumenti spe-
cimina quaedam vidi in bibliotbeca Clerici; Derhamum quoque integrum
legi italico redditum. Attamen audio, meliora adhuc latore literis tantum
britannicis consignata: sed ego fortasse ridendus, quod mihi optem libros
linguae istius. in qua hospitem me adhuc sentio, et ad quam assequendam
nescio an umquam sim perventurus, nullo magistro manum praebente,
inter multiplices curas, atque annis in senium vergentibus. luvenum est
linguis operam dare. Te vero felicem, qui in aetate fiorenti inter doctis-
simos viros, atque in amplissimo scientiarum theatro versaris. et facile
surripere potes quae meliora istic gignuntur.
Mihi tamen statutum èst periculum facere navigationis hujusmodi; ad
quam etiam munera tua me in posterum acrius solicitabunt. Interea velim
tibi persuadeas, tuum nomen, egregiumque animum tuum, intimum cordis
mei locum jam occupasse atque inde uumquam, dum vivam, esse dimo-
veuda. Tuum sit, quaeso, facere, ne iagratum amicum habeas; atque edi-
cito, si qua et ego praestare tibi possim : quod lubentissime faciam. Rivae
nostro plurimam verbis meis salutem precare, eique sedulo prospice, ne
insidiis cauorae alicujus vocis umquam succumbat. Vale.
* Responsive iti Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), a.° 2y da Londra 1725- '48.
l'7S'71 AD ANTON FRANCESCO MARMI 2685
2667.
AD ANTON FRANCESCO MARMI m Firenze.
Modena, 2\ Novembre 1727.
BiBLioTccA Maoliabkcuiaba, Firouze, edita [lob].
Dal signor Giuseppe Attias ' seniore di Livorno intendo, aver egli in-
viato a V. S. illustrissima nu involto di carte per me. con alcune poche
pietre da batter fuoco, che mi vengono da Messina. Starò io con qualche
impazienza attendendo ravviso che ne sia seguita a lei la consegna, sul
timore che tuttavia egli stia godendo la villa. Mi preme forte che non si
smarrisca esso involto. E quando pur esso sia pervenuto alle di lei mani,
mi raccomando alla sua benignità per qualche sicura occasione che mei
porti a Bologna al signor Sebastiano Bassi, corrispondente costi di molti
mercatanti; al quale in congiuntura di spedirlo, la pregherei di scrivere
due parole, certo ch'egli mi favorirà nel resto.
Non doveva io aver badato alla lettera di V. S. illustrissima, in cui
mi accennava il pagamento del precedente tomo a lei fatto. Quando sia
cosi, non occorre far altre parole ; eh' io non ho difficultà ad aspettare un
convenevol tempo per la soddisfazione dell' ultimo, benché consegnato, sa-
ranno due mesi.
Giacché sono incamminati ad uscire in luce i sigilli antichi, che si
truovano in cotesto parti, attenderò di pie fermo la comparsa loro senza
correre lor dietro. Vero è, che m" immagino usciranno solamente sigilli e
altre anticaglie, ma solamente romane. Il mio desiderio e bisogno sarebbe
di antichità gotiche, longobarde, franche; e se di tali scoprisse V. S. il-
lustrissima alcuna, la prego a ricordarsi di me. Chiegga ancora, se si
creda che resti . costi fabbrica o basso rilievo alcuno, fatto prima del mille ;
che la notizia mi sarebbe cara. »
Questi signori della Carità mi hanno imposto di ritirare a Modena
il danaro che era destinato per li signori Scarlatti, giacché veggono che
vieu ricusato. Sono restati di cercar via per riaverli senza pagar cambio :
e cosi mi riserbo di accennarle altra volta, come ella avrà da compartirmi
i suoi, soliti favori.
« Il gran pret« che voi altri signori avete goduto, non sa che farsi
delle sue doble. Bene é che le vada seminando per l' Italia.
' Sue lettere iu Archimo Soli Muratori ( R.Bibl. Est. ), ii.° 24 da Livorno, Firenze
Epiatolario di Lodovico Antonio Muratori. — Voi. VI. 170.
2686 LODOVICO ANTONIO MURATOHI [±'72'7'
Se V. S. illustrissima ha nuove del signox* dottor Cocchi, non dimen-
tichi di darle anche a me. Intesi dire ch'egli fosse ristucco di Pisa, e
che preferisce il riposo di Firenze. Guadagnereste molto, ripigliando ciò
che è vostro.
Con rassegnarle il mio costantissimo ossequio, mi confermo, di V. S.
illustrissima, etc. »
2668.
A GIUSEPPE MALASPINA DI S.''* MARGHERITA in Tortona.
Modena, 27 Novembre 1727.
' • Raccolta Palmissi, S. Paolo, Roma.
Aspettavo io a momenti i fogli delle Croniche d'Asti per farne Vin-
dice; ma non essendo finora giunti, nulla so dire a V. S. illustrissima di
quello che sia stato levato dalle di lei note, giacché io ne lasciai la cura
tutta al nostro signor Sassi. Certo è che alcune d'esse erano superflue,
da che io coli' aiuto d'altro testo avea corretti alcuni, e forse non pochi
luoghi di quello di V. S. illustrissima, e qualche giunterella ancora vi
feci. Altre parve che nulla contenessero di raro, e fossero fatte solamente
per dir qualche cosa. A tutto questo ella dovrà riflettere, se eseguirà il
disegno di ristampare esse croniche con tutte le sue note. Quanto alle
politiche, lasciate indietro per non aver liti con Roma, le stampi ella
pure a suo talento; che a lei stanno bene, e cammineranno senza veruno
ostacolo.
Del resto avrei ben caro che le nozze col nostro vicino avessero da
mettere in moto ^V. S. illustrissima, onde io potessi godere la consola-
zione di riverirla presente dopo tanto digiuno. Si faccia ella animo a
questo, e so che sarà ben veduta anche dal mio Padrone serenissimo, se-
condo la stima dovuta a un cavaliere provveduto di sì belle doti.
Se le venisse fatto di trovar monete, sigilli, inscrizioni de' secoli di
mezzo, cioè dal 600 fino al 1200, o altre anticaglie, come fabbriche, bassi
rilievi, etc. si ricordi ch'io ne ho bisogno. Ma la povera Tortona ha pa-
tito troppi naufragi.
Rassegnandole il mio ossequio, mi confermo, di V. S. illustrissima.
-IT 3*7] A GIAMBATTISTA BIANCONI 2687
2669.
A GIAN FRANCESCO MUSELLI in Verona.
Modena, 27 Novembre 1727.
AROBiyio Capitolabb, Verona, edita [315].
Non dubiti V, S. illustrissima, ch'io non abbia a rispondere ciò che
sarà da me creduto a proposito intorno al Ritmo di Milano. Ma bisogna
eh* io aspetti un sito opportuno, per non uscire in aringo fuor di pro-
posito. Soddisfarò, a Dio piacendo, a questo mio dovere e ne assicuri
pure il nostro signor Campagnola con riverirlo caramente in mio nome.
Mi era noto prima d'ora, che il fu signor Bernardo Trevisano avea
quel codice, dove erano registrati tutti i Patti de' Veneti con gli antichi
Imperatori e Re d' Italia. Di colà appunto uno ne ebbi io, che diedi in
luce. Oh se potessi ottener copia di si belle carte, ne sarei pur lieto !
Dandolo accenna tutti i suddetti patti, e son cose gloriose per la sere-
nissima Repubblica. Potrebbe intendersi la mente di cotesto illustrissimo
prelato. Non mi rivolgerei per questo al signor marchese Maffei, perchè
ha fatto vedere il suo genio, che pensa solo a sé stesso nell'affare del
Ritmo. E se penetrasse che monsignor Trevisano s" inducesse a farmi tal
grazia, probabilmente l' impedirebbe. Non mi si è mai tolto di mente un
timore, ch'egli fosse quello che m'impedisse l'adito a cotesto archivio del
Capitolo, quando la Repubblica ad istanze del Re d'Inghilterra fatte in mio
favore, mi aveva impetrato ch'io potessi entrarvi. Ma indarno venni a Ve-
rona per questo. Però bisogna camminar con riguardo rispetto a lui. Il
Penitenziale che m' inviò il signor Campagnola, è quasi lo stesso, che si
legge fra l'opere di Beda. Tuttavia penso di darlo a suo tempo fra varie
dissertazioni. Vegga pur egli, se trovasse altre anticaglie, che a tutte saprò
trovar sito. E, con ringraziarla de' continuati favori, le rassegno il mio
immutabil rispetto, protestandomi più che mai, di V. S. illustrissima e
reverendissima, etc.
2670.
A GIAMBATTISTA BIANCONI in Bologna.
Modena, 29 Novembre 1727.
Abcbivio Biahcosi, Bologna edita [ 211 ].
Orsù, io la veggo mal parata per cotesta impresa, essendo noi dopo
tanti colpi, e tante promesse tuttavia al principio del viaggio. Se cotesti
2688 LODOyiOO ANTONIO MURATORI •-l'7S'7]
documenti fossero cose molto preziose e di cui avessi gran premura, non
avrei tardato finora a dire a V. S., che mi favorisse di farli copiare alle
spese mie. Ma potendo io passarla senza d'essi, ho creduto bene di la-
sciarne l'onore a cotesto cavaliere si fecondo di parole, ma non già di
fatti. Ottimamente ella ha fatto coli' impedire, che il negozio non si metta
in riputazione col ricorso a superiori, perchè era finito in nulla. Ora
dunque prego la di lei bontà che non ne parli più ad esso cavaliere, e
neppure all' altro, siccome ella aveva disegnato. Quando a lei e alla sua
destrezza non riesca di ottenere l'intento, mi riduco a pregarla che voglia
rimandarmi nota di quelli ch'io aveva segnato: che considererò, se mi
occorra di farne copiare alcuno col mio danaro. Cosi termineremo la fac-
cenda, senz'aver io obbligo alcuno, fuorché a V. S. nel cui benigno amore
io sempre confido.
Quando cotesto archivio di s. Stefano non fosse stato restituito,
la città dovrebbe far alto con gli eredi del defunto porporato per ricu-
perarlo. Intanto, con ringraziarla de' continuati favori, e pregarla de' miei
rispetti al signor priore suo fratello, le rassegno il mio rispetto, e mi
confermo, etc,
2671.
AD ANTON FRANCESCO MARMI in Firenze.
Modena, 5 Dicembre 1727.
Biblioteca Maoliabecuiana, Firenze, edita [153 j.
« Sperava io d'intendere fin la settimana prossima passata da V. S. il-
lustrissima, ch'ella avesse ricevuto da Livorno l'involto già a lei accen-
nato: e pure ebbi il dispiacere d'intendere che nulla le era pervenuto.
Scrissi tosto al signor Giuseppe Attias seniore colà, acciocché prendesse
bene le sue misure. Troppo mi dorrebbe, se cosa di mia molta premura, e
venuta ben di lontano, andasse poi a naufragare in terra. Voglio nondi-
meno sperare in breve notizie che mi consolino su questo. »
Giacché questi signori presidenti della carità hanno giudicato che sia
meglio r aspettar qui di pie fermo le pi*etensioni del signor Scarlatti, sono
a pregare V. S. illustrissima che voglia consegnare costi al signor Fran-
cesco Perini il danaro ch'ella tiene di ragione d'essa compagnia, dicen-
dogli di pagarlo a disposizione del signor Giuseppe Maria Lorenzini di
Bologna, con cui si sono intesi questi signori. Esso danaro dee essere, se
so ben fare i conti, due volte scudi romani 20-56-4, che ìd tutto faranno
scudi 41-12-8. Mi onori di ritenere presso di sé il prezzo del tomo Rerum
Italicarum pagatole per mio conto dal signor marchese RinucciDi, non
volendo io mischiare il mio coli' altrui. Le sarò tenuto per questo favore,
e la ringrazio della sotferenza, che ha finora avuto per questo.
- 17*37*] AD ANTON FRANCESCO MARMI 2689
« Del resto, non occorre che V. S. illustrissima faccia al suddetto
signor Marchese altra fretta per 1" ultimo tomo. S* egli tarderà troppo in
occasione di vederlo, potrebbe con buon garbo ricordargli le mie preghiere
e rispetti. Bella risoluzione quella del signor dottor Cocchi di tradurre dal
greco quegli antichi chirurgi. Vi sarà del buono, e serviranno alla storia
della medicina. Allorché avrà occasione d" incontrarsi in lui, me gli ricordi
gran servitore, e chiegga se ricevesse una mia nel settembre passato. Non
ne ho mai ricevuta risposta.
Vada bel bello V. S. illustrissima, né si lasci trasportare dal genio
a far troppe fatiche nel mettere in ordine la biblioteca magliabechiana :
perchè la di lei salut.e è interesse del pubblico, né ella dee nuocere alla
salute propria per far del bene agli altri. Voglia Dio eh' io possa un
giorno arrivare e vedere cotesto bel regalo fatto alla sua patria. Anche
da altre parti ho avviso che sia bella cosa; e sotto di lei maggiormente
diverrà tale. Ho sotto gli occhi una sterminata Risposta fatta a monsignor
Fontanini, e all' avvocato Nicoli ' [Francesco! di Piacenza per l'affare di
Parma e Piacenza. L'autore é più tedesco de' tedeschi.
Con supplicarla di conservarmi il suo stimatissimo amore, le rassegno
il mio ossequio, e mi ricordo, di V. S. illustrissima, etc. »
2672.
ALLO STESSO in Firenze.
Moden», 6~I>icembre 1727.
B. Biblioteca Nazionale Cestralk, Firenze.
Dopo avere consegnato alla posta una mia per V. S. illustrissima, mi
giugno la stimatissima sua col grato avviso, che già sia in mano di lei
quanto io aspettava da Livorno. Me ne son rallegrato, e ringrazio la di
lei bontà per V incomodo presosi di raccomandare 1* uno e 1' altro involto
a cotesti signori Perini, i quali son certo che troveranno mezzo sicuro
per inviarli a Bologna, dove il signor Bassi sarà prevenuto e pregato da
me del rimanente.
Per conto del danaro della compagnia della carità, quando il signor Gio :
Gualberto [Scarlatti] a nome della signora contessa sua consorte ne faccia
la ricevuta, con esprimere che ciò fa per saldo d'ogni sua pretensione centra
la compagnia della carità di Modena, come erede del fu signor ab. Bi-
gordi, potrà V. S. illustrissima rilasciarlo al medesimo, giacché esso é il
\ Sue lettere in Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), n.° 3 da Piacenza, Naix)li
1721 -'33.
2690 LODOVICO ANTONIO MURATORI [l'7«5'7-
compimento di quanto restò fra noi stabilito per le cinque rate delle de-
cime decorse. Quando non piacesse al suddetto signore di fare così, io non
ho che replicare le preghiere della mia, che unita a questa se ne viene,
cioè, ch'ella mi favorisca di consegnare il danaro a quel banchiere o mer-
catante che sia, perchè tale è la mente di questi signori presidenti.
Se il signor marchese Pallavicino chiederà il tomo ultimamente pub-
blicato, e gli altri appresso in nome mio, gli saran dati senza fallo: che
cosi mi sono inteso col signor Argelati di Milano. Scriverò nondimeno
colà perchè si cammini in questo con più concerto, e si mandi ancora esso
tomo ad esso cavaliere. Di nuovo con tutto l'ossequio mi rassegno, di V. S.
illustrissima.
2673.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena^, 8 Dicembre 1727.
Archivio Tacoli, Modena.
La verità si è, che io da molto tempo non ricevo alcun foglio nova-
mente stampato per V. S. illustrissima dal Soliani. Non ne so il perchè,
essendo molto che non V ho veduto. Me ne informerò. Mi scrisse ella in
una delle sue antecedenti, che esso Soliani le avea promesso il fine della
di lei scrittura prhna di Quaresima. Al vedere tanta lentezza, vo imma-
ginando eh' egli veramente pensi di condurre fino alla fin di Gennaio la
conclusione di questo affare. Tuttavia parlerò, e rinnoverò le premure.
Alla bontà di V. S. illustrissima ricorro io ora con pregarla di un
favore, che altronde non si può sperar meglio, che dall' infaticabile di lei
attenzione. Questo signor conte Alfonso Moreni, per mezzo di certo signor
canonico di costi, e del signor Ruspagiari ha fatto cercare in cotesto
pubblico archivio documenti spettanti alla sua famiglia, eh' egli crede
originaria di Reggio, dal 1300 fino al 1470. Quattro strumenti finora si
sono trovati, credo dal 1300 fino al 1400. Avrebbe egli speranza, che ve
ne fossero altri susseguenti, per mezzo de' quali si potesse connettere
co' vecchi tempi l'albero suo, che comincia verso il 1470. Però supplico
V. S. illustrissima, che. se può, ella voglia pescare per favorire quel degno
cavaliere, o pure commettere alla diligenza del signor Ruspagiari una tale
ricerca, la quale non resterà senza il suo premio. Anch' io le conserverò
obbligazione per questo favore. Intanto, rassegnandole il mio rispetto, e
pregandola de' suoi comandamenti, mi confermo.
Riapro la presente per dirle, che in questo punto ricevo dal Soliani
i primi fogli dell' ultima Giunta. Serva ciò di quiete a V. S. illustrissima.
-1*73'?] A GIACINTO VINCIGLI 2691
2674.
A CARLO BORROMEO ARESE in Milano.
Modena, 11 Dicembre 1727.
BibiothA<)ub Natiokaui, Paris.
Eccellenza.
Qualunque io mi sia, ogni di al santo altare fo grata commemora-
zione di V. E. pregando a lei e a tutta la sua tanto da me riverita Casa,
da Dio tutte le più desiderabili benedizioni. Rinforzerò questi voti in
occasione del prossimo santo Natale, sempre ricordevole de' tanti benefizi
eh' ella mi ha compartito. Mi permetta nondimeno 1' E. V. eh' io di questa
congiuntura mi vaglia per attestarle i sentimenti del mio non mai inter-
rotto ossequio, e per congratularmi .seco della sua buona salute, e dirle,
eh' io mi auguro l' onore de' suoi comandamenti, e la grazia da Dio di
potere anche una volta, prima eh' io muoia, vederla e inchinarla in Mi-
lano, per protestarle eh' io sono, ed eternamente sarò, quale ora con tutto
V ossequio, mi ratifico.
2675.
A GIACINTO VINCIOLI in Perugia.
Modena, 18 Dicembre 1727.
Biblioteca del Ssmisabio, Pesaro, edita [ 108].
Giacché le disgrazie di sua casa hanno restituito V. S. illustrissima
alla patria, può essere, che queste ridonderanno in profitto delle lettere,
siccome io desidero, e spero, perchè ella avrà più agio di esercitare il
suo fecondo ingegno ; e, certo, possono tornare in buona ventura anche per
me, mentre ella si benignamente si accinge per provvedere la mia Rac-
colta di qualche Storia di cotesta rinomata città, la quale, se non compa-
risse in questo teatro fra tant' altre anche minori, porgerebbe un motivo
di formare un processo o contro di me. per non avere cercato la sua
gloria, 0 contro di chi non avesse somministrato a me le maniere di ser-
virla. Non mi sovvien più, cosa contenga quella del Maturanzi, che V. S.
illustrissima per sua bontà pensa di farmi godere. Mi onori dunque di
significarmi più precisamente, di che tempo scrivesse cotesto autore, e
onde cominci a tessere la sua narrazione, e dove finisca: perchè così ne
conoscerò meglio il pregio, e allora la pregherò con più franchezza delle
sue grazie.
2692 LODOVICO ANTONIO MURATORI [1*?#:37'-
Ben mi duole, che la traduzione, che V. S. illustrissima mi dice di
aver fatto deW Ecclesiciste, ed anche inviata a me, per atto della sua
sempre generosa liberalità, non sia pervenuta alle mie mani: che non
avrei lasciato di portare a lei i dovuti ringraziamenti per questo dono.
Soddisfaccio ora al mio dovere; e s'ella ne avesse altra copia da favo-
rirmi, gliene resterò ben tenuto, e la leggerò ben volentieri, meritandolo
r argomento utile, ed il suo valore.
Con tal congiuntura, pregandole dal cielo piene delle più desiderabili
benedizioni le prossime sante feste, le l'assegno il mio ossequio, e mi con-
fermo, di V, S. illustrissima.
2676.
A LUC ANTONIO GENTILI in Sinigaglia.
Modena, 20 Dicembre 1727.
Biblioteca dei. Seminario, Pesaro, edita [108!.
Certo eh' io non so d' aver ricevuta lettera di V. S. con cui mi avvi-
sasse del suo passaggio a Sinigaglia, e se l'avessi avuta, non avrei mancato
di rispondere, e congratularmi seco del nuovo soggiorno, e che m' immagino
vantaggioso, non solamente alla sanità, ma anche al di lei riposo. Ora
dunque, che il di lei carissimo foglio ultimamente ricevuto mi porta tali
notizie, mi congratulo con esso lei di tutto, e meco stesso mi rallegro per
la benigna memoria, eh' ella di me conserva, con pregar Dio, che in oc-
casione delle prossime sante feste, ed in tutti i tempi a lei dispensi ogni
più desiderabil benedizione. Ella è in paese mercantile, ove potrà anche
trafficar meglio il suo sapere; e però goda la buona ventura, con farne
parte a me ancora. Cioè, si adoperi per vedere, come si potessero mettere
occhi e mani sulla Raccolta delle memorie pesaresi, in cui probabilmente
dovrebbe essere qualche cosa d' antico a proposito pe' miei disegni. Se le
verrà fatto di cavare da quella profonda grotta il tesoro, allora le par-
lerò meglio intorno a' miei desiderj Intanto, le dico, che non istarà molto
ad uscir fuori il tomo XII Rerum Italicarum, e che si continua felice-
mente la stampa. Continui V. S. il suo amore verso di me con sicurezza
di tutta la corrispondenza del mio cuore, perch' io non lascerò ,mai d' es-
sere, quale, con tutto lo spirito, mi ricordo, di V. S.
-l'7S'7] ▲ MÀURO ALBSSAKDBO LAZZA.RELLI 2693
2677.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 21 Dicembre 1727.
Architio Tacoli, Modena.
Ha voluto V. S. illustrissima eccedere in finezze, comprendendo me
ancora fra coloro, che partecipano de' suoi benigni augnrj. Con renderle
divote grazie di quest' atto della sua somma gentilezza, prego Dio, che nelle
prossime sante feste, e in tutti i tempi, dispensi a lei le più desiderabili
benedizioni. Le protesto ancora le mie obbligazioni per le notizie spet-
tanti alla casa Moreni, quantunque già credo le medesime comunicate
dianzi a questo signor conte Alfonso. Veggo la difficultà di sperarne altre
in avvenire; ma ella non lasci di raccomandarne la ricerca al signor Ru-
spagiari, la di cui diligenza verrà premiata. Altri fogli delle sue stampe non
ho veduto. Col vivo desiderio de' suoi comandamenti, le rassegno il mio
immutabil ossequio, e mi ratifico.
2678.
A MAURO ALESSANDRO LAZZARELLI in Milano.
Modena, 2? Dicembre 1727.
Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Ett.), Modena.
Non mancai di portare tosto i miei ringraziamenti al signor fiscale
Colla pel dono della sua opera: e susseguentemente poi ricevuta ch'io
ebbi la stessa dopo il suo riposo in questa dogana, replicai al medesime
signore i sentimenti e le lodi mie, delle quali ha mostrato, in una lunga
lettera a me replicata, il suo gradimento. Soddisfaccio ora al mio debito,
ringraziando anche V. P. reverendissima della bontà, con cui m' inviò
essa opera voluminosa, e con pregarla, che, se le accadrà di vedere esso
signor fiscale, voglia confermargli i suddetti miei encomj. Non ho scritto
a lui. ma dico solamente a lei ciò, che anch'olla avrà già osservato, ha
esso signor fiscale egregiamente difesa la causa imperiale, ma con troppe
parole : che non occorreva rispondere a tutte le parole e declamazioni
superflue de gli autori contrarj.
Con tal congiuntura, le auguro piene di tutte le felicità le prossime
sante feste con assaissimi anni appresso. E la prego di tenere co' suoi so-
spirati comandamenti in esercizio quel distinto ossequio, con cui mi ricordo
di V. P. reverendissima.
2694 LODOVICO ANTONIO MURATORI [ 1*7 3*7-
2679.
A CARLO BORROMEO ARESE in Milano.
Modena, 23 Dicembre 1727.
BiBLioTHKQUB Nationalk, Fari8 .
Eccellenza.
Allo stimatissimo foglio di V. E. che è venuto, mentre un altro mio
era in viaggio per cotesta volta, rispondo d' aver preso le informazioni
intorno a Luigi Rizzi, e, per quanto posso dirle, le truovo buone. Egli è
giovane di buona presenza, e di onesti costumi, né si sa eh' egli abbia
vizi, 0 abbia mai fatto cosa disdicevole ad una persona onorata. In Ferrara
ha servito per qualche tempo di segretario quel signor commissario Vecchi,
e non ne è partito per alcun suo demerito. Questo è quanto posso dirle
.in questo particolare.
Quando avrò congiuntura, adempirò gli ufizi, che 1' E. V. mi accenna.
Sappia nondimeno, eh' io truovo più gusto in istar lontano dal mondo
grande, e passano mesi eh' io non m' affaccio al Sole. Questa benedetta
terra ella sa che è il paese de i disinganni. Chiesa e libri: ecco le mie
occupazioni ; e volesse Dio che ben profittassi nella prima.
Ringrazio intanto V. E. della benigna memoria, che ha di me; e la
prego d'essere ben persuasa che nella mia mente sta sempre vivissima
tutta la sua riveritissima Casa, mia si gran benefattrice. E prego Dio che
mi conceda di poter anche una volta prima di morire vedere e inchinare
TE. V. alla quale, intanto, rassegno il mio singolare ossequio, con ricor-
darmi di V. E.
2680.
A GIAMBATTISTA BIANCONI in Bologna.
Modena, 23 Dicembre 1727.
Archivio Biasconi, Bologna, edita [211].
Poteva a tutta prima dichiararsi cotesto cavaliere, che tutta la gene-
rosità sua consisterebbe in far copiare cotesti documenti alle spese altrui,
che allora io avrei preso le mie misure. Il signor Argelati mi scrive
ch'esso cavaliere sta facendo lavorare intorno alle copie; e però giacché
si è voluto battere questa via, sia fatto. Ringrazio io intanto la bontà di
V. S. per la sua cortese premura in questo affare; e la prego, fatte che
sieno le copie, di volere aiutare, acciocché sieno fedelmente confrontate
co i registri.
-l'72'?] A COSTANTINO GRIMALDI 2fi95
Conceda l'Altissimo a V. S. in occasione delle imminenti sanie feste,
e in tutti i tempi, le sue più desiderabili benedizioni. Un tale riverente an-
gario la prego di portare in mio nome all'amatissimo, infaticabile p. maestro
Gotti, a cui, e più a noi. desidero di vedere contribnito in terra quel
premio che è dovuto a tanto merito.
E, con rassegnarle il mio costante ossequio, mi confermo, eie.
2681.
A COSTANTINO GRIMALDI in Napoli.
Modena, 26 Dicembre 1727.
Archivio Soli Muratori {M. Ilibl. Est.), Modena.
Sommamente cari, dopo un lungo silenzio, mi sono riusciti i Ijenignissimi
caratteri di V. S. illustrissima perchè mi assicurano della sua tanto da
me desiderata salute, e insieme della benigna memoria, eh' ella di me con-
serva. Prego Dio, che la conservi, e le faccia godere nel prossimo anno
nuovo e in assaissimi altri appresso, tutte le maggiori felicità.
Quando a lei piaccia, potrà far pagare in Roma al signor abate Do-
menico Maria Giacobazzi, ministro del mio Serenissimo, il danaro delle
copie finora ricevute. Non tarderà molto ad uscire un altro tomo già finito
di stampare, e già s" inoltra la stampa del susseguente. Cessi pur V. S.
illustrissima dal sospettare in una mia Raccolta qualunque menoma ca-
stratura. L' edizione della Farferw; che ha dato tanto nel naso ai politici
romani, basta ad assicurar chicchesia, eh" io cammino franco, né celo la
verità per timore o riguardo d'alcuno. E se avessi io voluto levare al-
cuna cosa dalla Storia del Malaspina, non avrei si francamente detto nella
prefazione ciò che ho detto: s'io avessi, potuto trovare alcun testo mi-
gliore e più copioso di quella storia, tutto avrei dato. Ma mi bisognò
stare alle vecchie stampe, che fedelmente ancora si troveranno da me
ristampate.
Non dimentichi V. S. illustrissima le mie suppliche e i miei desideri,
caso che le venissero alle mani antichi diplomi, sigilli, monete, ed altri
pezzi de' secoli scuri, che tutti io bramerei per potere dar luce alle te-
nebre de' tempi barbari. Non dimenticherò io mai d'essere quale, con tutta,
la stima e l'ossequio, )ni ratifico.
269G ^ LODOVICO ANTONIO MURATORI \1'72*T-
2682.
A NICOLA TACOLI in Reggio.
Modena, 29 Dicembre 1727.
Akchivio Soli Mubatohi {H, Bibl. Est.), Modena.
Voleva io appunto ricorrere alla grazia di V. S. illustrissima per poter
vedere la Storia di Reggio composta dal Rubini. La ringrazio dunque
della gentile esibizione, ch'ella me ne fa, allorché l'avrà fatta copiare.
Ne sarò buon restitutore a suo tempo. Avendo io comunicato ne' giorni ad-
dietro al signor conte Alfonso Moreni quanto V. S. illustrissima mi aveva
scritto intorno alle diligenze fatte per lui, egli mi impose di ringraziarla
e riverirla divotamente. Aggiunse, che nulla gli occorre dal 1480 andando
innanzi, perchè ha tutto quanto gli bisogna, e sarebbe superfluo il cercare
eosti documenti di que' tempi. Il desiderio suo è per quelli che potessero
trovarsi prima del suddetto anno. Ma perchè fra i rogiti, eh' ella accenna,
non ne ha veduto che due, che spettano al 14:28 p. 28 tergo : Hilarius
fìlius q. Bertholini de Morenis e 1479 p. 57 tergo : Christophorus Morenus
f. q. Cugini Vicinine S. Petri Civ. Reg. etc. egli desidera di averne copia
autentica dal signor Ruspagiari che sarà soddisfatto per la sua fatica.
Se altro potesse trovarsi, so che V. S. illustrissima si ricorderà delle mie
e delle sue preghiere.
Intanto, con rassegnarle il mio costante ossequio, mi ratifico.
INDICI
INDICE ANALITICO
17SS.
2022. Modena, 8 Gennaio — Mauho Alessandro Lazzarelli in Milano —
Mi disse... — Archivio Soli Muratori { R. Bibl. Est.), Modena pag. 2306
2023- Modena, 9 Gennaio — N. N. — Furono a tempo le 4 voci inviatemi
da V. 5. per questo lotto, ... — Raccolta Azzolini. Roma ...» 2205
2!l24. Modena, 9 Gennaio — Pier Caterino Zeno in Venezia — Mi ha
sommamente obbligato V. R... — Biblioteca del Seminario, Padova » ivi
2085. Mutinae, prid. Id Januar — Pietro Burmann in Leida — Certe me
ac mea aestimare pluris... — Biblioteca Universitaria, Vienna . » 2207
2026. Mutinae prid. Id. Januar — Giovanni Fabricio in Helmstadt — Tuam
quidem eruditiomen, ... — Biblioteca Ducale, Gotha » 2208
2027. Modena, 15 Gennaio — Mauro Alessandro Lazzarelu in Milano —
Ho veduto ... — Archivio Soli Muratori ( B. Bibl. Est. ), Modena » ^6
2028. Modena, i5 Gennaio. — Giuseppe Malaspina di S.** Margherita in
Tortona — Come può credere... — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma » ^10
2(69. Modena, 15 Gennaio — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Tanti
sono stati ne' giorni addietro .. . — Biblioteca Ambrosiana, Milano » 2211
209"). Modena, 16 Gennaio — Vincenzo Vecchi in Ferrara — Tre sono le
lettere di V. S. illustrissima... — R. Archivio di Stato, Modena » 2212
2081. Modena, 22 Gennaio — Francesco Brembati in Berirarao — Egre-
giamente. Veggo che V. S.... — Archivio Rocchi, Bergamo ... > 2214
2082. Modena, 22 Gennaio — Maoro Alessandro Lazzarelli in Milano
— La mia ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » 2215
2i)33. Modena, 22 Gennaio — N. N. in Regino — Finalmente questa sera
dopo l' Ave Maria ... — Archivio Vallisnieri, Reggio Emilia . . » 2216
2034. Modena, 2,3 Gennaio — Vincenzo Vecchi in Ferrara — Bench' io
non abbia veduto ... — R. Archivio di Stato, Modena » 2217
2085. Modena, 2.3 Gennaio — Pier Catterino Zeno in Venezia — Le giunte
ai Cortusii sono in mia mano . . — Biblioteca del Seminario Padova » 2218
2036. Modena, 29 Gennaio — Antonio Rambaldo di Coli-alto in Vienna
— Non potevo io desiderare... — Archivio Collalto, Pirnitz . . » 2219
2037. Modena, 29 Gennaio — Mauro Alessandro Lazzarei.u in Milano —
Nell'ordinario... — Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), Modena » 2220
27G0 INDICE ANALITICO
2038Ì Modena, 30 Gennaio — Vincenzo Vecchi in Ferrara — Staremo
attendendo ciò che riuscirà... — R. Archivio di Stato, Modena . pag. 2220
2039. Modena, 5 Febbraio — Francesco Arisi in Cremona — Se voi siete
Conservatore di cotesta città ... — Museo Civico Cremonese . . » 2221
2040. Modena, 5 Febbraio — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Adunque... — Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), Modena . » ^22
2041. Modena, 6 Febbraio — Guido Grandi in Pisa — Giacché a me non
viene... . — R. Biblioteca Nazionale Centrale, Firenze » ivi
2042. Modena, 6 Febbraio — Vincenzo Vecchi in Ferrara — Non ho po-
tuto comunicare al Padron... — R. Archivio di Stato, Modena . » 2223
2043. Modena, 12 Febbraio — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Otti-
mamente ha fatto... — Biblioteca Ambrosiana, Milano .... » 2224
2044. Modena, i3 Febbraio — Vincenzo Vecchi in Ferrara — Ho poi comu-
nicato al Padron serenissimo ... — R. Archivio di Stato, Modena * 2226
2045. Modena, 20 Febbraio — Niccolò Bertani Masini in Ferrara — So
che il signor commissario... — Raccolta Ferrajoli, Roma ...» 2227
2046. Modena, 26- Febbraio — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Fece poi questo... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena * ivi
2047. Modena, 26 Febbraio — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Sia
col nome del Signore ... — Biblioteca Ambrosiana, Milano . . » 2228
2048. Modena, 27 Febbraio — Vincenzo Vecchi in Ferrara — Mi rallegrò
che sia passata cosi bene... — R. Archivio di Stato, Modena . . » 2229
2049. Modena, 5 Marzo — Bartolomeo Boselli in Bergamo — Intendo
ora chi ha rubato ... — Biblioteca Trivulziana, Milano .... » 2230
2(&[). Modena, 5 Marzo — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Dal signor... — Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), Modena * 2231
2(61. Modena 12 Marzo — Uberto Benvoglienti in Siena — Sommo è
il capitale ch'io fo... — Biblioteca Comunale, Siena » ivi
2052. Modena, 12 Marzo — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Dal signor... — Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), Modena. » 2232
2(63. Modena, 12 Marzo — Giuseppe Malaspina di S.'^* Margherita in
Tortona — Mi è giunto ... — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma » 2233
2(^. Modena, 12 Marzo — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Lieto
avviso, che fosse imminente ... — Biblioteca Ambrosiana, Milano. » 2234
2(B6. Modena, 13 Marzo — Giovan Bernardino Tafuri in Nardo — Appunto
è verissimo che- ho- intrapresa .. . — Archivio Papadia, Galatina . » 2235
2056. Modena, 20 Marzo — Vincenzo Vecchi in Ferrara — Lodato Dio,
che ha condotto ... — R. Archivio di Stato, Modena » 2236
2057. Modena, 20 Marzo — Pier Catterino Zeno in Venezia — Godo
che sieno giunti ... — Biblioteca del Seminario, Padova .... » 2237
2058. Modena, 26 Marzo — Francesco Brembati in Bergamo — Perchè mi
premeva un poco di sapere ... — Archivio Rocchi, Bergamo . . » 2238
2059. Modena, 26 Marzo — Costantino Grimaldi in Napoli — Di somma
mia consolazione... — Archivio Soli Muratori (7?. 5tèi. £!$<.), Modena » ivi
2060. Modena, 26 Marzo — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Buona nuova... — Archivio Soli Muratori (22. Bibl. Est.), Modena * 2239
2061. Modena, 26 Marzo — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Mi sbri-
gherò prima da un'intrico... — Biblioteca Ambrosiana, Milano » 2240
2062. Modena 27 Marzo — Antonio Vallisnieri in Padova — Rispondo
all' ultima vostra... — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano . . » 2241
INDICE ANALITICO 2701
20fì3. Modena, 27 Morso — Vincbnzo Yboohi in Ferrara — Al giovane
Rizzi ho intimato... — R. Archivio di Stato, Modena pag. 2242
■ò^'4. Modena, 50 Marzo — Carlo Talenti in Reggio — .Sempre sono
andato ... — Biblioteca Comunale, Reggio » ivi
•J(Xo. Modena, 2 Aprile — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Eroica, spiritosa... — Archivio Soli Muratori {/^ Bibl. Est.), Modena » 2243
2i)(J6. Modena,. iO Aprile — Vincenzo Vecchi in Ferrara — Bramerebbe
il cavalier di cotesta città... — R. Archivio di Stato, Modena. . » 2245
2(Ì67. Modena, i6 Aprile — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
3/' intenderò... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl- Est. ), Modena » "^45
•AK><. Modena, 16 Aprile — Giuseppe Malaspina di S.t* Margherita in
Tortona — Confesso ... — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma . . » 2246
•^Kl'. Modena, 17 Aprile — Nicolò Bertani Masini in Ferrara — Molto
strano mi giunge... — R. Biblioteca Estense, Modena » ^47
:?i7ii. Modena, i7 Aprile — Pietro Burmann in Leida — In nuovo Cata-
logo vastissimi Operis, ... — Biblioteca Universitaria, Vienna . . » ivi
21171. Modena, 17 Aprile — Vincenzo Vecchi in Ferrara — Spero in Dio
che V. S. illustrissima ... — R. Archivio di Stato, Modena ...» 2248
2072. Modena, 23 Aprile — Mauro Alessandro Lazzarelu in Milano —
Dal signor... — Archivio Soli Muratori { R. Bibl. Est.), Modena » 2249
2073. Modena, 29 Aprile — Francesco Brembati in Bergamo — Dal signor
abate Badia ... — Archivio Rocchi, Bergamo » 2250
2i)74. Modena, 1 Maggio — Nicolò Bertani Masini in Ferrara — Mi ral-
legro con V. S. ... — R. Biblioteca Estense, Modena » ^51
2 •75. Modena, i Maggio — Salvino Salvini in Firenze — Già ho veduto
e, con mio particolare gusto, ... — Biblioteca Marucelliana, Firenze » ivi
2()76. Modena, i Maggio — Antonio Vallisnieri in Padova — Alla vostra
lettera aggiungeste... — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano. . •> 2252
2 177. Modena, 1 Maggio — Vincenzo Vecchi in Ferrara — Ho fatto inten-
dere al giovane ... — R. Archivio di Stato, Modena » 2253
2078. Modena, -J Marzo — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Ricevei'à
V. .V. illustrissima... — Biblioteca Ambrosiana, Milano .... » 2254
2< 179. Modena, 6 Marzo — Francesco Arisi in Cremona — Già dal signoì'
abate Garbelli (Filippo)... — Museo Civico Cremonese .... » ivi
208(ì. Modena, li Maggio — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Non
ini restò tanto tempo... — Biblioteca Ambrosiana, Milano ... » ivi
2i]81. Modena, 13 Maggio — Pier Catterino Zeno in Venezia — Cosi ben
guernito di notizie... — Biblioteca del Seminario, Padova ...» 22S
2082. Modena, 16 Maggio — Giovan Bernardino Taturi in Nardo — A/)-
punto dal p. priore... — Archivio Papadia, Galatina ..... » 2256
2083. Modena, 21 Maggio — Francesco Arisi in Cremona — Ma il Tor-
resini potrà servire,... — Museo Civico Cremonese. ..... » 2257
2<Ì84. Modena, 21 Maggio — Francesco Brembati in Bergamo — Buone
nuove mi ha portato V. S.... — Archivio Rocchi, Bergamo . . » ivi
2085. Modena, 21 Maggio — Giuseppe Malaspina di S.ta Margherita in
Monleale — Possibile... — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma » 2258
2<J86. Modena, 22 Maggio — Vincenzo Vecchi in Ferrara — Al sig. segre-
tario ho comunicato ... — R. Archivio di Stato, Modena .... » 2250
2087. Modena. 25 Maggio — Allo Stesso in Ferrara — Dolce la villeg-
giatura di S. Felice, ... — R. Archivio di Stato, Modena ...» 2260
Epistolario di Lodovico Antonio Muratori. — VoL VI. 171.
2702 INDICE ANALITICO
Modena, 28 Maggio — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Dio
buono! mi ha trafitto il cuore. . . — Biblioteca Ambrosiana^ Milano pag. 2261
2089. Modena, 5 Giugno — Nicolò Bertani Masini in Ferrara — Per al-
cuni miei pressanti ... — Collezione Càmpori, Modena .... » 2262
2090. Modena, 5 Giugno — Giovan Bernardino Tafuri in Nardo — Ricevo
la storia della guerra. .. — Archivio Papadia, Galatina .... » ivi
2091. Modena, 10 Giugno — Girolamo Vernaccia in Urbino — Veggo i
frutti della bontà ... — Archivio Storico Comunale, Urbino ...» 22fv?
2092. Modena, i i Giugno — Francesco Arisi in Cremona ~ Per la storia
di Piacenza non occorre... — Museo Civico Cremonese . . . » ivi
2093. Modena, i i Giugno — Francesco Brembati in Bergamo — Rispondo
alle due stimatissim,e . . . — Archivio Rocchi, Bergamo » 22'J4
2094. Modena, 1 i Giugno — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Quanto
m.i ram,maricai ... — Biblioteca Ambrosiana, Milano » 2265
2095. Modena, H Giugno — Carlo Talenti in Reggio — Godo che siano
ritornati salvi ... — Biblioteca Comunale, Reggio Emilia .... » ivi
2096. Modena, 18 Giugno — Giuseppe Malaspina di S.ta Margherita in
Tortona — D'incredibile... — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma » 2:^)6
2097. Modena, 1 9 Giugno — Giovan Bernardino Tafuri in Nardo — Con
due altre mie inviate a Roma ... — Archivio Papadia, Galatina . » 2267
2098. Modena, 19 Giugno — Vincenzo Vecchi in Ferrara — Alla posta ho
consegnato l'involto... — R. Archivio di Stato, Modena .... » ivi
2099. Modena, 26 Giugno — Allo Stesso in Ferrara — Non v' a docu-
mento alcuno fra i posseduti... — R. Archivio di Stato, Modena » 2268
2100. Modena, Giugno — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Mi piace
sommamente il pensiero .. ■ — Biblioteca Ambrosiana, Milano . . » 2269
2101. Modena, 2 Luglio — Francesco Arisi in Cremona — Venga a suo
tempo la Vittoria della Bertazola ... — Museo Civico Cremonese » 2270
2102. Modena, 2 Luglio — Giuseppe Malaspina di S."^ Margherita in Mon-
leale — Due righe... — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma. . . » 2271
2103. Modena, 9 Luglio — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Senza
fallo che mi ha dato... — Biblioteca Ambrosiana, Milano ...» ivi
2104. Modena, 10 Luglio — Agostino Pantò in Palermo — Non v'ha
dubbio... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est.), Modena . . » 2272
21(6. Modena, 10 Luglio — Giovan Bernardino Tafori in Nardo — Lo-
dato Dio... — Archivio Papadia, Galatina . • » 2274
210o. Modena, 10 Luglio — Vincenzo Vecchi in Ferrara — Saggiamente
ha fatto V. S.... — R. Archivio di Stato, Modena » 2275
2107. Modena, 11 Luglio — Pier Gerolamo Vernaccia in Urbino — Le
storie che V. R — Archivio Storico Comunale, Urbino ...» ivi
2108. Modena, 18 Luglio — Vincenzo Vecchi in Ferrara — Scrivo a V. S.
illustrissima da Spezzano . . . — R. Archivio di Stato, Modena. . » 2276
21TO. Modena, 23 Luglio — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Oggi
scrivo quello che credo... — Biblioteca Ambrosiana, Milano . . » ivi
21 10. Modena, 30 Luglio — Francesco Arisi in Cremona — TI carattere
del copista importerà ... — Museo Civico Cremonese » 2278
2111. Modena, 30 Luglio — Giuseppe Malaspina di S.ta Margherita in
Tortona — Alla lettera... — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma. » ivi
2112. Modena, 23 Luglio — Uberto Benvoglienti in Siena — .S'è mai V. S.
illustrissima potesse ... — Biblioteca Comunale, Siena * 2270
INDICE ANALITICO 2703
2113- Modena, 6 Agosto — Francbsoo Abisi in Cremona — Puntualmente
ho ricevuta la Vittoria Cremonese... — Museo Civico Cremonese pa^. 228(J
:^1I4. Dalla Pomposa, 6* Agosto — Camillo Fontana in Modena — È de-
votamente rivento il signor Camillo Fontana » ivi
2115. Modena, 6 Agosto — (tiuseppe Antonio Sassi in .Milano — Di sin-
golur consolazione... — Biblioteca .\mbro.siana, Milano .... » 22K1
•2116. Modena, 12 Agosto — Camilix) Fontana in Modena — Se il Signor
Camillo Fontana vorrà favorirmi il dottor Muratori » 2282
2117. .Modena, i3 Agosto — Mauro Alessandro Lazzakblli in Milano —
Ricevei infatti... — Archivio Soli Muratori ( R. Blib. Est. ), Modena » ivi
2118. Modena, i 4 Agosto — Uberto Benvoglienti in Siena — .S'erra questa
mia per significare a V. S.... — Biblioteca Civica, Siena ... * 2283
2119. .Modena, 20 Agosto — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Veggo
anche il Signor Argelati... — Biblioteca Ambrosiana, Milano. . » ivi
2120. Modena, 27 Agosto — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Nulla ho... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena . » 22i5
2121-. Modena, 2 Settembre — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Non
vi sarà gran male ... — Bliblioteca Ambrosiana, Milano .... » 228(3
2122. Modena, 2 Settembre — Giovan Bernardino Tafuri in Nardo — Molto
bene ... — Archivio Papadia, Galatina » ivi
2123. Modena, 10 Settembre — Mauro Alessandro Lazzarelu in Milano —
M' é finalmente ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est.), Modena » ^87
2124. Modena, 17 Settembre — Allo Stesso in Milano — Vivano dunque
i nostri... — Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), Modena . » ivi
21;^. Modena, 17 Settembre — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Scrivo
di villa a chi probabilmente... — Biblioteca Ambrosiana, Milano » 2288
2126. Modena, 6 Ottobre — Giuseppe Riva in Londra — Vtwl pure V. S.
eh' io faccia una bella ... — R. Biblioteca Estense, Modena, . . » 2289
2127. Modena, 8 Ottobre — Francesco Brembati in Bergamo — Riceco
la scattala dell' erba Faltranc^ , — Archivio Rocchi, Bergamo. . » ivi
2128. Modena, 8 Ottobre — Mauro Alessandro Lazzarelu in Milano —
Mi ha scritto ... — Archivio Soli Muratori { R. Bibl. Est. ), Modena » 2290
2129. Modena, 15 Ottobre — Allo Stesso in Milano — Essendo poi giunto
alla patria... — Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), Modena. » 2291
2130. Modena, 17 Ottobre — Pier Catterino Zeno in Venezia — Sia rin-
graziato Iddio, ... — Biblioteca del Seminario, Padova » ivi
2131. Modena, 22 Ottobre — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Godo che ci siamo... — Archivio Soli Muratori (/?. Bibl. Est.), Modena » 2292
2132. Modena, 23 Ottobre — Giovan Bernardino Tafuri in Nardo — L'opera
tutta del Coniger già é in mia mano... — Archivio Papadia, Galatina » 2293
2133. Modena, 29 Ottobre — Mauro Alessandro Lazzarelu in Milano —
Capitò qua ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » ivi
21.34. Modena, 6 Novembre — Allo Stesso in Milano — Feci onore a
V. R... — Archivio Soli Muratori { R. Bibl. Est. ), Modena ...» 2294
2135. Modena, 12 Novembre — Giuseppe Antonio Sassi in Milano— Sup-
poìigo ritornata V. S. .. . — Biblioteca Ambrosiana, Milano . . » 2296
2136. Modena, 20 Novembre — Nicolò Bertani Masini in Ferrara —
Attenderò dunque i riscontri... — Raccolta Pallotti, Bol(^na . . * 2296
2137. Modena, 26 Novembre — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Animo
dunque a pigliare i ferri ... — Biblioteca Ambrosiana, Milano . . » ivi
2704 INDICE ANALITICO
2138. Modena, 27 Novembre — Uberto Benvoglienti in Siena — Tanti
sono stati per V addietro. . . — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano paj^. 2297
2130. Modena, -9 Dicembre — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
S'è portata ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena . » 2298
2140. Modena, 3 Dicembre — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — È
molto da stimare... — Biblioteca Ambrosiana, Milano » 2299
2141. Modena, 10 Dicembre — Carlo Borromeo Arese in Milano — Mi
permetta VE. V. . . . — Archivio Borromeo Arese, Milano ...» 2300
2142. Modena, iO Dicembre ■— Giovan Benedetto Borromeo Arese in
Milano — L'augurio... — Archivio Borromeo Arese, Milano . . » ivi
2143. Modena, 10 Dicembre — Francesco Bkembati in Bergamo — Gin sono
in ('remona... — Archivio Soli Muratori (E. Bibl. Est.), Modena » 2301
2144. Modena, 10 Dicembre — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Mi
è sommamente piaciuto .. . — Biblioteca Ambrosiana, Milano . . » ivi
2145. Modena, 17 Dicembre — Allo Stesso in Milano — Non yni attentai
di dire a V. S. illustrissima... — Biblioteca Ambrosiana, Milano » 2302
2146. Modena, 18 Dicembre — Giovan Bernardino Tafuri in Nardo — Ed
io appunto... — Archivio Papadia, Galatina » 213^13
2147. Modena, 31 Dicembre — Francesco Brbmbati in Bergamo — Al finis-
simo cuore... ~ Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), Modena. » ZJ)A
2148. Modena, 31 Dicembre — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Egre-
f/iamente la S. V.... — Biblioteca Ambrosiana, Milano .... » ivi
2149. Carlo Talenti in Reggio — Godo che siano ritornati salvi in mano
di V. S.... — Biblioteca Comunale, Reggio Emilia » 2.3r>o
l'TSS.
2150. Modena, 1 Gennaio — Matteo Egizio in Napoli — Ma io lo vo' rom-
pere questo.. . — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est.), Modena . » ivi
2151. Modena, 7 Gennaio — Francesco Brembati in Bergamo — Quanto
mi sono rallegrato... — Archivio Rocchi, Bergamo » 2.^)Pi
2152. Modena, 8 Gennaio — Erasmo Gattola in Montecassino — Si è
sempre fatto pregio... — Archivio Vitrioli, Reggio Calabria. . . » 2307
2153. Modena, 22 Gennaio — Uberto Benvoglienti in Siena — Mi fu
presentato nelle passate .. . — Biblioteca Comunale, Siena. ...» 2.3^
2154. Modena, 29 Gennaio — Alessandro Pompeo Berti in Aquila — Da
che risposi ad una di V. R.,... — R. Biblioteca, Lucca .... » E'i'H)
2155. — Camillo Affarosi in Reggio — Se ne ritorna indietro il mano-
scritto della storia... — Collezione Càmpori, Modena » 23ln
2150. Modena, 4 Febbraio — Francesco Brembati in Bergamo — Unito
ai benigi salati di Y. S.... — Archivio Rocchi, Bergamo ...» ivi
2157. Modena, 6 Febbraio — Matteo Egizio in Napoli — Yiva dunque la
rara gentilezza di V. S.... — Biblioteca Nazionale, Napoli ...» 231 1
2158. Modena, 6 Febbraio — Erasmo Gattola in Montecassino — Piena
di somma gentilezza... — Archivio di Montecassino » 2312
2159. Modena, 12 Marzo — Niccolò Bbrtani Masini in Ferrara — Anche
dal p. Ferrari ho riscontro... — Raccolta Azzolini, Roma ...» ivi
21(50. Modena, 12 Marzo — Antonio Vallisnieri in Padova — Per quanto
si stenderanno ... — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano ...» 2313
2161. Modena, 18 Marzo — N. N. — Eh che diminuzione d'ossequio, non
riguardo alcuno dall'affare... — R. Archivio di Stato, Modena . » 2314
INDICE ANALITICO 2706
3162. Modena, i9 Mano — Giovan Bernardino Tafuri in Nardo — Con
piaceì'e ... — Archivio Fapadia, Galatina pag. 2JI4
2ÌSÌ. Modena, S5 Mano — Vittorio Amedeo II in Torino — Sul disegno
da me preso... — Archivio Soli Muratori ( li. Bibl. Est.), Modena » -ZìlTi
•2164. Modena, 35 Morso — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Saggia-
mente ha V. S. illustrissima ... — Biblioteca .ambrosiana, Milanu » ■^iìd
2105. Modena, 3 Aprile — Apostolo Zeno in Venezia — Pì'eseniemente si
stampa qui un mio Trattato della Carità Cristiana ....... ivi
3106. Modena, S Aprile — Giuseppe Antonio Sassi in .Milano — Le rifles-
sioni fatte da V. S.... — Biblioteca Ambrosiana, Milano. . . . >> /.in
2107. Modena, 9 Aprile — Erasmo Gattola in .Montecassino — Nobile,
grandioso, e degno ... — Archivio di .Montecassino » 2318
21(i<. Modena, iJ Aprile — Giuseppe .\ntonio Sassi in Milano — Oh ve' che
imfrrorglio s'è incontrato... — Biblioteca .\mbrosiana, Milano. . » 2ih*
2109. Modena, /9 Aprile — Costantino Grimaldi in Napoli — Dolcissima
nuova ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena . . » 'Zi2u
2170. Modena (san Felice), i9 .\prile — Giuseppe Antonio Sassi in Milano
— Sento dalla villa,... — Biblioteca Ambrosiana, Milano ...» '^ì
2171. Modena (san Felice), 20 Aprile — Alessandro Pompeo Berti in
Aquila — Giacché le mie lettere... — R. Biblioteca, Lucca ...» 2i22
2172. Modena (san Felice), 20 Aprile — Pietro Canneti in Forlì — Signor
si, che ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena . . » 2323
2173. Modena (san Felice), 20 Apì'ile — Bonifacio Collina in Ravenna
— Tanti intrichi... — Biblioteca CIa.ssense, Ravenna » 'Z^i
2174. Modena (san Felice), 20 Aprile — Antonio Vallisnieri in Padova —
La data è in Modena,... — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano » ivi
2175. Modena ( san Felice ), 22 Aprile — N. N. — Sto godendo in S- Felice
un po' d' aria più pura ... — Archivio Manzoli del Monte. Modena » 2S3
2176. Modena ( san Felice ), 28 Aprile — Giuseppe Antonio Sassi in Milano
— Xella prefazione... — Biblioteca Ambrosiana, Milano ...» 2^j
2177. Modena, 1-4 Maggio — Allo Stesso in Milano — Per quanto so ancor
io, cotesti signori pensano... — Biblioteca Ambrosiana, Milano . » 2327
2178. Modena, 22 Maggio — Mariangelo Fiacchi in Ravenna — Veggo nel
foglio stimatissimo ... — Biblioteca Classense, Ravenna .... » 2328
2179. Modena, 27 Maggio — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Per
questa volta bisogna... — Biblioteca Ambrosiana, Milano ...» 232y
2180. Modena, .3 Giugno — Allo Stesso in Milano — Spedisco oggi per
la posta al sig. Argelati... — Biblioteca Ambrosiana, Milano . . » 2fSJ
2181. Modena, 17 Giugno — Francesco Arisi in Cremona — Anche dal
nostro Porri mi viene scritto... — Museo Civico Cremonese . . » ivi
2182. Modena, i Luglio — Allo Stesso in Cremona — Appena tornato da
Roma il nuoix) prelato di Reggio ... — Museo Civico Cremonese » 2331
2183. Modena, 2 Luglio — Costantino Grimaldi in Napoli — Bel regalo
che mi ha fatto.. . — Archivio Soli Muratori ( 7?. Bibl. Est.), Modena » ivi
2184. Modena, i3 Luglio — Francesco .\risi in Cremona — Eseguirò
quanto mi dite intorno... — Museo Civico Cremonese » 22Ì2
21ffi. Modena, i5 Luglio — Giuseppe A.ntonio Sa.ssi in Milano — ffo ve-
duto già i fogli... — Biblioteca Ambrosiana, Milano » 2333
2186. Modena, 29 Luglio — Fra.ncbsco Arisi in Cremona — Ottima nuova
che mi date, con dirmi... — Museo Civico Cremonese ^ ivi
2706 INDICE ANALITICO
2187. Modena, 6 Afjosto — Gìuseppe Malaspina di S.ta Margherita in
Monleale — Vo disponendo... — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma pay. 2.'i34
2188. Modena, 7 Agosto — Rinaldo I D' Esté in Modena — Non ricevè
il Muratori V ordinario^ . . -»- R. Archivio di Stato, Modena . . » 2335
2189. Modena, 13 Agosto — Antonio Vallisnieri in Padova — Verissimo
è che il sig. consigliere... — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano » ivi
2199. Modena, 17 Agosto — Pier Catterino Zeno in Venezia — Ricevo le
copie del nuovo Giornale ; ... — Biblioteca del Seminario, Padova » 2.33<j
2191. Modena (san Felice), 18 Agosto — Francesco Arisi in Cremona —
yi scrivo di villa,... — Museo Civico Cremonese » ivi
2192. Modena (san Felice), 18 Agosto — Alessandro Pompeo Berti in
Aquila — Mi ha fatto molto negligente... — R. Biblioteca, Lucca » 2337
2193. Modena (san Felice), 18 Agosto — Pietro Canneti in Foligno — La
mia poca salute ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » ivi
2194. Modena (san Felice), 19 Agosto — Uberto Benvoglienti in Siena
— Non vidi poi il P. maestro — Biblioteca Comunale, Siena . '^ 231ÌS
2195. Modena (san Felice), 20 Agosto — Costantino Grimaldi in Napoli
— Resterò ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena . » 2339
2196. Modena ( san Felice ), 26 Agosto — Francesco Arisi in Cremona —
Dal signor Mazzoni ho ricevuto .. . — Museo Civico Cremonese . . » 2.340
2197. Modena ( san Felice), 2 Settembre — Ma.i]rq Alessandro Lazzarelli in
Milano — Involti ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » ivi
2198. Modena, 9 Settembre — Allo Stesso in Milano — Sono in mia mano
i due involtini ... — Archivio Soli Muratóri ( R. Bibl Est. ), Modena » 2341
2199. Modena, 10 Settembre — Niccolò Bertani Masini in Ferrara —
Quanto io aveva qui... — R. Biblioteca Estense, Modena ...» ivi
2200. Modena, 10 Settembre — Pier Catterino Zeno in Venezia — Buone
nuove che mi dà V. R.... — Biblioteca del Seminario, Padova . » 2342
2201. Modena, 16 Settembre — Francesco Arisi in Cremona — Nulla ricevei
dal zoccolante che mi accennate ... — Museo Civico Cremonese . ^ 2343
2202. Modena (san Felice), 22 Settembre — AtiTomo Rambaldo di Collalto
in Vienna — Nello stesso tempo ... — Archivio Collalto, Pirnitz . » 2.344
2203. Modena, 29 Settembre — Francesco Arisi in Cremona — Bisogna
che v'incomodi col pregarvi .. . — Museo Civico Cremonese. . . » 2345
2204. Modena, 1 Ottobre — Costantino Grimaldi in Napoli — Mi è somma-
mente caro ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » 2340
22(S. Modena, 12 Ottobre — Giovan Gioseffo Orsi in Valle S. Agnese —
È stato sommamente... — Biblioteca del Seminario, Pesaro. . . » 2347
2206. Modena, 12 Ottobre — Francesco de Aguirre in Torino — Se non
dopo aver letta la risposta... — Collezione Crevenna- Amsterdam. /> ivi
2207. Modena, 14 Ottobre — Alessandro Pompeo Berti in Aquila — Son
già usciti in pubblico i due primi... — R. Biblioteca, Lucca . . » 2-348
2208. Modena, 15 Ottobre — Costantino Grimaldi in Napoli — L'ordi-
nario scorso ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » 2.349
2209. Modena, 26 Ottobre — Giuseppe Riva in Londra — Veramente è ìmco il •
regalo fattomi da cotesta altezza . . . — R. Biblioteca Estense, Modena » ivi
2210. Modena, 29 Ottobre — Uberto Benvoglienti in Siena — Final-
mente do avviso a V. S.... — Biblioteca Comunale, Siena ...» 2^1
2211. Modena, 11 Novembre — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano
— Poteva... — Archivio Soli Muratori ( /?. Bibl. Est.), Modena » 2352
INDICE ANALITICO 2707
•?21'2. Modena, i i Novembre — Cassiodoro Montaoiom in Mantora — Son
ho tardato a scrivere ... — Biblioteca del Seminario, Pesaro . . pag. 23»i
'2-2\3. Modena, i2 Novembre — Anton Francesco MARMt in Firenze — Non
è più in Bologna ... — Biblioteca Maglìabechiana, Firenze ...» 'ZìSyi
•^214. Modena, 15 Novembre — Carlo VI Imperatore in Vienna — Quella
virtù... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena. . . » ivi
-S^ì'ì. Modena, 25 Novembre — Mauro Alessandro Lazzarblli in Milano
Saggiamente... — Archivio Soli Muratori ( /?. Bibl. Est. ), Modena * 2r)7
"^216. Modena, 26 Novembre — Anton Maria Salvini in Firenze — A me
tocca il rendere vive grazie... — Raccolta Azzolini, Roma ... •> iv;
2217. Modena ( dalla Pomposa), 27 Novembre — .Alessandro Bertacchini in
Modena — Anche il Conte... — R. Archivio di Stato, Modena. . * 2358
2218. Modena, 2 Dicembre — Francesco Arisi in Cremona — Signor si
ch'egli è tempo che vi -rimettiate... — Museo Civico Cremonese . » ivi
2219. Modena, 3 Dicembre — Antonio Vallisnieri in Padova — Con tutto
il mio silenzio ... — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano ...» 'Z^
2^0. Modena, 9 Dicembre — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Ecco a V. P.... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » 23 >)
2221. Modena, i6 Dicembre — Francesco Arisi in Cremona — Veramente
in più storie che entreranno ... — Museo Civico Cremonese . . » 2Ì61
2222. Modena, 16 Dicembre — Cassiodoro Montagioli in Montecassino —
Siccome io fui puntualmente.. . — Biblioteca del Seminario, Pesaro » ivi
2223. Modena, 23 Dicembre — Carlo Borromeo Arese in Milano — Allo
stimatissimo ... — Collezione Càrapori, Modena > 23fj2
2224. Modena, 23 Dicembre — Mauro Alessandro I.azzarelli in Milano —
Rendo grazie.. . — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » ivi
2225. Modena, 23 Dicembre — Giuseppe Malaspina di S.''* Marghertta in
Monleale — Vorrei che una ... — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma » 2363
2226. Modena, 23 Dicembre — Cassiodoro Montagioli in Montecassino —
Godo che a V. P. .. . — Biblioteca del Seminario, Pesaro .... » 23'>4
2227. — Antonio Vallisnieri in Padova — Se dunque costi v' ha qualche
voglioso della mia... — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano. . » ivi
17S4.
2228. Modena, 6 Gennaio — Cassiodoro Montagioli in Montecassino —
Nel catalogo di cotesti ... — Biblioteca del Seminario, Pesaro . . » 23tM
2^. Modena, i5 Gennaio — Paolo Gagliardi in Brescia — Pei' mezzo
del reverendissimo p. Randini... — Biblioteca Civica, Brescia . » ivi
2230. Modena, i,3 Gennaio — Cassiodoro Montagioli in Montecassino —
Protesto a V. P.... — Biblioteca del Seminario, Pesaro .... » 2367
2231. Modena, 20 Gennaio — Francesco Arisi in Cremona — Con senti-
mento di particolare dispiacere.. . — Museo Civico Cremonese . » ivi
3232. Modena, 20 Gennaio — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Egregiamente... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » 23f)8
1S33. Modena, 20 Gennaio — Cassiodoro Montagioli in Montecassino —
Per gli continuati... — Biblioteca del Seminario, Pesaro ...» ivi
2234. Modena, 27 Gennaio — Allo Stesso in Montecassino — Nella forma
che V. P. mi prescrive ... — Biblioteca del Seminario, Pesaro . . » 2369
^3^. Modena, iO Febbraio — Nicola Tacoli in Reggio — In risitosta
alle due stimatissime di V. S — Archivio Tacoli, Modena . . -i
2708 INDICE ANALITICO
2236. Modena, i7 Febbraio — Mauro Alessandro Lazzarelu in Milano —
Mi prendo ... — Archivio Soli Muratori ( 7?. Bibl. Est. ), Modena . pag. -^S&ò
2331. Modena, 2 Marzo — Aixo Stesso in Milano — Staremo a vedere se
verranno ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena . » 2370
2238. Modena, 3 Marzo — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Yenga
il buon padre Archeirn,.. . — Biblioteca Ambrosiana, Milano . . » 'ZTiì
2239. Modena, 16 Marzo — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Bi gran contento ... — Archivio Soli Muratori ( /?. Bibl. Est.), Modena » 2372
2240. Modena, 23 Marzo — Costantino Grimaldi in Napoli — Già è in
mia mano... — Archivio Soli Muratori (7?. Bibl Est.), Modena. . » ivi
2241. Modena, 31 Marzo — Uberto Benvoglienti in Siena — S'accosta la
pasqua e bisogna confessarsi ... — Biblioteca Comunale, Siena. . ■> 2373
2242. Modena, 31 Marzo — Antonio Vallisnieri in Padova — Al veder
me si intricato a tener ... — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano » 2374
2243. Modena, 31 Marzo — Pier Catterino Zfno in Venezia — Mi trovo
talvolta si pieno di rompitesta ... — Biblioteca del Seminario, Padova « 2375
2244. Modena, 13 Aprile — Francesco Arisi in Cremona — Mandai a Mi-
lano il vostro ms. ... — Museo Civico Cremonese » 237(j
2245. Modena, 14 Aprile — Costantino Grimaldi in Napoli — Giacché il
sig. Giovanni. . . — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » ivi
2246. Modena, 26 Aprile — Mariangelo Fiacchi in Ravenna — Puntual-
mente m.' è stata consegnata ... — Biblioteca Classense, Ravenna . » 2377
2247. Modena, 6 Maggio — Pietro Antonio Rastelli in Festa — Spero di
aver tolto di m,ente a monsignore ... — Archivio Rastelli, Modena » 2)378
2248. Modena, 10 Maggio — Costantino Grimaldi in Napoli — L' ordinario
prossimo. .. — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est.), Modena . . » ivi
2249. Modena, 10 Maggio — Agostino Pantò in Palermo — Dal p. maestro
Burgos ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena . . » 2^7'J
2250. Modena, 10 Maggio — Antonio Scotti in Venezia — Dal p. Reggente
Cigni ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena. . . » 2380
2^1. Modena, 11 Maggio — Pietro Canneti in Foligno — Segnando V. P.
reverendissima... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » 2."i81
■ 2252. Modena ( san Felice ), Il Maggio — Giuseppe Antonio Sassi in Milano
— Qui in Villa, ... — Biblioteca Ambrosiana, Milano » 2382
2253. Modena (san Felice), 12 Maggio — Uberto Benvoglienti in Siena
In villa, dove sono fuggito ... — Biblioteca Comunale, Siena . . » 238)3
2254. Modena 24 Maggio — Pietro Burmann in Leida — Literae guidem
tuae redditae mihi sunt ... — Biblioteca Universitaria, Leida . . » 2384
2255. Modena, 24 Maggio — Mariangelo Fiacchi in Ravenna — Appena
tornato in città ... — Biblioteca Classense, Ravenna » 2385
2256. Modena, 24 Maggio — Sigeberto Haverkamp in Leida — Ingenti fuit
mihi voluptati. . . — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » 2386
2257. Modena, Maggio — Carlo Borromeo Arese in Cesano — Della ricu-
perata salute mi rallegro forte... — Bibliothèque Nationale, Paris » ivi
2258. Modena, 1 Giugno — Francesco Arisi in Cremona — V'ho da far
perdere la pazienza — Museo Civico Cremonese » 2387
2259. Modena, 1 Giugno — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Risposi
nell'antecedente mia... — Biblioteca Ambrosiana, Milano ...» 2388
2260. Modena, 16 Giugno — Uberto Benvoglienti in Siena — Prego V. S.
illustrissima di perdono ... — Biblioteca Comunale, Siena ...» 2389
IKDIOE ANALITICO 2709
2261. Modena, 22 Giugno — Oiuseppe Malaspma m S.** Marohkrita in
Monleale — Siccome.. . — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma . \ttm. 2390
■ì'òii. Modena, :i2 Giug^no — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Mi
credeva io d'aver fatto... — Biblioteca Ambrosiana, Milano . . » ivi
2263. Modena, :^9 Giiumo — Cassiodoro Montagiou in Montecassino —
A disposizione di cotesti... — Biblioteca del Seminario, Pesaro . * 2391
22ò4. Modena 13 Luglio — Allo Stesso in Montecassino — A questo p.
celleì-ario Forni ho consegnato. . . —Biblioteca del Seminario, l'esaro » iti
22(o. Modena, i4 Luglio — Guido Grandi in Pisa — Bel monumento che
m'ha fatto godere... — R. Biblioteca Nazionale Centrale. Firenze. » "^392
22G6. Modena, 20 Luglio — Giuseppe Malaspina di S."""* Margherita in
Monleale — Uno de'principair... — Raccolta Palmieri, S. Paolo Roma » ivi
22»37. Modena, 3 Agosto — Camillo Rizzoni in Verona — . Porto a Y. S.
illustrissima, a monsignore... — Archivio Capitolare, Verona. . » 239tJ
2268. Modena, 4 Agosto — Alessandro Pompeo Berti in Aquila — Non
perchè V. R. dimori Ì7i costesto... — R. Biblioteca, Lucca ...» 2394
2269. Modena, 4 Agosto — Costantino Grimaldi in Napoli — A quest'ora
doterebbero... — Archivio Soli Muratori ( /?. Bibl. Est.), Modena * 2^ì.f)
•STO. Modena, iO Agosto — Cassiodoro Montagioli in Montecassino — Dal
P. Procuratore Cervi ... — Biblioteca del Seminario, Pesaro . . > 2396
2271. Modena, 16 Agosto — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Mercé ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena . . » 2397
2272. .Modena, 17 Agosto — Francesco de Aguirre in Torino — Da Venezia
mi è finalmente giunta ... — Raccolta Crevenna, Amsterdam . . » ivi
227:1 Modena, 24 Agosto — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Tanto bella... — Archivio Soli Muratori (7?. Bibl. Est.), Modena. » 2398
2274. Modena, 7 Settembre — Allo Stesso in Milano — Neil' Archivio dei
canonici... — Archivio Soli Muratori { R. Bibl. Est. ) Modena. . » ivi
2275. Modena, 9 Settembre — Cassiodoro Montagiou in Montecassino —
Mi ha privato la mia ... — Biblioteca del Seminario, Pesaro . . » 2399
2276. Modena, 18 Settembre — Paolo G.\gliardi in Brescia — Fn somma
tutto ciò che V. S. illust'rissima . . . — Biblioteca Civica, Brescia . » ivi
2277. Modena, 1 9 Settembre — Maitio Alessandro Lazzarelli in Milano —
Continui pure ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl Est. ), Modena * 2400
2278. Modena, 20 Settembi'e — Giuseppe Malaspina di S.i"* Margherita in
.Monleale — La mia villeggiatura ... — Raccolta Palmieri, Roma » 24"!
2279. Modena, 27 Settembre — Costantino Grimaldi in Napoli — Per non
aver ricevuto ... — Archivio Soli Muratori ( 7?. Bibl. Est. ), Modena » ivi
2280. Modena, 6 Ottofrre — Giuseppe Riva in Londra — L' Argelati che
non dee sapere ... — R. Biblioteca Estense, Modena » -^A' ci
2281. Modena, 19 Ottobre — Cassiodoro Mont.agioli in Motecas-sino — Il
Coleti (Nicolò) di Venezia... — Biblioteca del Seminario, Pesaro » 24(jCi
22©. Modena, 26 Ottobre — Giuseppe Malaspina di S.t* Margherita in
Monleale — Tornato... — Raccolta Palmieri S. Paolo, Roma . . » ivi
2283. Modena, 28 Ottobre — Brandolino Brandouni in Forlì — Mia buona
ventura fu,... — Archivio dall'Aste Brandolini, Forlì » 2404
2284. Modena, / Novembre — .Mariangelo Fiacchi in Ravenna — Mi sono
ultimamente posto ... — Biblioteca Classense. Ravenna ». 24<6
22^ Modena, 2 Novembre — Cassiodoro Montagioli in Montecas.sino —
Coyi rendere a V. /*.... — Biblioteca del Seminario, Pesaro. . . > ivi
2710 INDICE ANALITICO
2286. Modena, 8 Novembre — Brandolino Brandolini in Forlì — Attenderò
dunque sicura occasione . . . — Archivio dall'Aste Brandolini, Forlì pag. 240(5
2287. Modena, 9 Novembre — Cassiodoro Montagioli in Montecassino —
Serva questa mia per dirle... — Biblioteca del Seminario, Pesaro » ivi
2288. Modena, 9 Novembre — Giuseppe Riva in Londra — Ho inviato
all' Argelati la lettera di Y. S. . . . — R. Biblioteca Estense, Modena » 2407
2289. — Modena, 15 Novembre — Giambattista Bianconi in Bologna — Di
grazia V. S. studi un 2^oco... — Archivio Bianconi, Bologna . . » ivi
2290. Modena, 23 Novembre — Giuseppe Malaspina di S.^a Margherita in
Tortona — Dal Signor... — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma . » 2408
2291. Modena, 30 Novembre — Gian Francesco Muselli in Verona — Se-
condo l'ordine datomi da V. S.... — Archivio Capitolare, Verona » 2409
2292. Modena, 7 Dicembre — Giuseppe Malaspina di S.ta Margherita in
Monleale — Tengo ordine . . . — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma » ivi
2293. Mutinae, postridie idus decembris — Eusebio Amort in Polling —
Consilia tua de edendis... — Biblioteca Ambrosiana, Milano .• . » 2410
2294. Modena, i4 Dicembre — Carlo Borromeo Arese in Milano — Ogni
di al santo altare... — Archivio Borromeo Arese, Milano ...» 2411
22i:6. Modena, 14 Dicembre — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Buon
religioso che dee essere... — Biblioteca Ambrosiana, Milano . . » 2412
229(3. Modena, 21 Dicembre — Giuseppe Malaspina di S.ta Margherita in
Monleale - Ma se Y. S — Raccolta Palmieri, San Paolo, Roma » ivi
^97. Modena, 28 Dicembre — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Perchè
non mi truovo qui un'intera... — Biblioteca Ambrosiana, Milano » 2413
if298. Modena, 30 Dicembre — Mariangelo Fiacchi in Ravenna — Altro
che l'ultima lettera di V. P. ... — Biblioteca Classense, Ravenna. » 2414
2299. — Almorò Albrizzi in Venezia — Sommamente utile, e insieme lode-
vole è il disegno a cui Y. S. ha dato già principio, » ivi
17S6.
2300. Modena, 4 Gennaio — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Per gli favori ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » 2415
2'^1. Modena, 6 Gennaio — Bradolino Brandolini in Forlì — Pn'ma rfeiia
festa di S. Tomaso... — Archivio dall'Aste Brandolini, Forlì . . » ivi
2302. Modena, 11 Gennaio — Giuseppe Malaspina di S.^a Margherita in
Monleale — Yeggo le notizie... — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma » 2416
2303. Modena, 11 Gennaio — Giuseppe Riva in Londra — Per le nuove
politiche mille grazie. ... — R. Biblioteca Estense, Modena ...» 2417
2304. Modena, 13 Gennaio — Lue' Antonio Gentili in S. Marino — Alla
benigna incomparibil ... — Biblioteca del Seminario, Pesaro . . » ivi
23(6. Modena, 18 Gennaio — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Bene
sta che si stampi il testo ... — Biblioteca Ambrosiana, Milano. . » 2418
2306. Modena, 25 Gennaio — Antonio Rambaldo di Collalto in Vienna —
Si che gli ho uditi, e più volte... — Archivio Collalto, Pirnitz . » 2419
2307. Modena, 25 Gennaio — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Mille grazie .. . — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est.), Modena » 2420
2308. Modena, 26 Gennaio — Antonio Scotti in Venezia — A quest'ora
dal sig. Manfrè dovrebbe... — Archivio Trentin, Venezia ...» 2421
2.309. Modena, 31 Gennaio — Pietro Canneti in Forlì — Non ca dubbio; . . .
— Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » ivi
INDICE ANALITICO 2711
3310. Modena, .9/ Gennaio — Lue' Antonio GrNtiu in S. Marino — Nella
continuatione de' favori, .. . — Biblioteca del Seminario, Pesaro . pag. 2422
2:ni. Modena, .'i J Gennaio — Nicola Tacou in R^gio — Alle ultime due
lettere di V. S. illustì'issima ... — .\rchivio Tacoli, Modena . . * 2423
2312. Modena, 8 Febbraio — Mai;ro Alessandro Lazzakelu in Milano —
Bel documento, ... — Archivio Soli Muratori ( /?. Bibl. Est.), Modena » 2424
2313. Modena, lo Febbraio — Nicola Tacoli in Reggio — Mi hanno tro-
vato occupatissimo le ultime... — Archivio Tacoli, Modena. . . » ivi
2314. Modena, 17 Febbraio — Lue' Antonio Gentili in S. Marino — Quelle
memorie di Lionardo ... — Biblioteca del Seminario, Pesaro . . ■> 24©
2315. Modena, 22 Febbraio — Mauro Alessandro Lazzauelli in Milano —
L'ordinario... — Archivio Soli Muratori {R. Bibl. £"*(.), Modena » ivi
2316. Modena, 22 Febbraio — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Non
ini rispose V. S — Biblioteca Ambrosiana, Milano » 242^)
2317. Modena, 22 Febbraio — Nicola Tacoli in Reggio — .Somma è la mia
consolazione in intendere... — Archivio Tacoli, Modena. ...» 2427
2318. Modena, 24 Febbraio — Pietro Canneti in Ravenna — Non ho
peranche veduto... — Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), Modena » ivi
2319. Modena, i Marzo — Cassiodoro Moxtagioli in Montecassino — Mi è
stato ben caro ... — Biblioteca del Seminario, Pesaro » 24:^
2320. Modena, 5 Marzo — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano — Gli
albei-i... — Archivio Soli Muratori (R. Bibl. Est.), Modena . . » ivi
2321. Modena, 8 Marzo — Allo Stesso in Milano — Per la grazia di Dio,
— Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena ■> 2429
2322 Modena, 8 Marzo — Giuseppe Malaspina di S.''* Margherita in
Monleale — Mi san trovato... — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma » 2430
2323. Modena, 8 Marzo — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — M' ha ral-
legrato V. S. illustrissima ... — Biblioteca Ambrosiana, Milano . » 2431
2324. Modena. i5 Marzo — Nicolò Forlosia in Vienna — Tempo è eh' io
ormai paghi un debito... — Biblioteca Imperiale. Vienna ...» 2432
2325. Modena, 15 Marzo — Cassiodoro Montagioli in Montecassino — Mi
mancò il tempo dell' ordinario . . — Biblioteca del Seminario, Pesaro » 2433
2326. Modena, 22 Marzo — Mauro Alessandro Lazzarelu in Milano —
Veramente ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena . » ivi
2327. Modena, 22 Marzo — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Già ho
riscontro di costi... — Biblioteca Ambrosiana, Milano » 2434
2328. Modena, 30 Marzo — Antonio Scotti in Venezia — È qui a disposi-
zione di V. S. illustrissima ... ~ Archivio Trentin, Venezia . . » 2435
•2329. Modena, 30 Marzo — Pier Catterino Zeno in Venezia — Rendo vive
grazie a V. R. pel denaro ... — Biblioteca del Seminario, Padova » ivi
2330. Modena, 31 Marzo — Pietro Canneti in Forlì — Graditissimo mi
giunge... — Archivio Soli Muratori [R. Bibl. Est.), Modena . . » 2436
•2331. Modena, 5 Aprile — Nicola Tacoli in Reggio — Quanto V. S. illu-
strissima coli' ultima sua... — Archivio Tacoli, Modena. ...» 2437
233"2. Modena, 16 Aprile — Allo Stesso in Reggio — Già l'ultimo foglio
è Stato sotto i miei occhi:... Archivio Tacoli, Modena » ivi
•2333. Modena, 19 Aprile — Nicolò Forlosia in Vienna — Ai fatti favo-
revoli, che V. S. illustrissima... — Biblioteca Imperiale, Vienna » ivi
2334. Modena, 26 Aprile — Mauro Alessandro Lazzarelu in Milano —
Mi ha posto ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » 2438
2712 INDICE ANALITICO
2335. Modena, 86 Aprile — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Ben
tornata V. S. illustrissima... — Biblioteca Ambrosiana, Milano, pag. 2439
2336. Modena, 26 Aprile — Antonio Vallisnieri in Padova — Dopo si
lungo digiuno ... — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano ...» 2440
2;^7. Modena, .9 Maggio — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano — Mi
protesto io... — Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), Modena. » 2441
2;338. Modena, 3 Maggio — Cassiodoro Montagioli in Motecassino — Bi-
sognerà, che cominci ... — Biblioteca del Seminario, Pesaro. . . » ivi
2339. Modena, 3 Maggio — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Non ho
e né neppure ho mai... — Biblioteca Ambrosiana, Milano ...» 2442
2340. Modena, 10 Maggio — Allo Stesso in Milano — Tuttoché molto io
non isperi da' signori .. . — Biblioteca Ambrosiana, Milano ...» ivi
2.341. Modena, Ì7 Maggio — Nicola TAfOLi in Reggio — A quesV ora potrà
V. S. illustrissima avere ... — Archivio Tacoli, Modena .... » 2443
2!ì42. Modena, 30 Maggio — Francesco Arisi in Cremona — Abbiate pure
un po' di pazienza,. . . — Archivio Ferraioli, Roma » ivi
2343. Modena, 31 Maggio — Uberto Benvoglienti in Siena — Da Roma
ho la relazione anch' io ... — Biblioteca Civica, Siena » 2444
2344. Modena, 31 Maggio — Antonio Scotti in Venezia — Ben giunto a
V. S. illustrissima ... — Archivio Trentin, Venezia » 2445
2IÌ45. Modena, .8 Giugno — Carlo Talenti in Reggio — È stata approvata
dal Padron serenissimo ... — Biblioteca Comunale, Reggio Emilia » ivi
2346. Modena, 7 Giugno — Mario Agostino Campiani in Torino — Il dono
con tanta bontà fattomi godere da V. S. illustri ssim,a » 2446
2347. Modena, 11 Giugno — Francesco Arisi in Cremona — Signor si
eh' io truovo cosa assai a proposito ... — Museo Civico Cremonese » 2447
2348. Modena, ( san Felice ), 13 Giugno — Nicola Tacoli in Reggio — Scrivo
da S. Felice ove mi sono portato... — Archivio Tacoli, Modena . » ivi
2349. Modena (san Felice), 15 Giugno — Luc'Antonio Gentili in S. Marino —
Tanti mesi è, che non veggo... — Biblioteca del Seminario, Pesaro » 2448
2^. Modena (san Felice), 15 Giugno — Antonio VAllisnieri in Padova —
Sto cercando. ... — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano ...» ivi
2.'351. Modena, 28 Giugno — Cassiodoro Montagioli in Montecassino —
Veggo la continuata. .. — Biblioteca del Seminario, Pesaro ...» 2449
2352. Modena, 28 Giugno — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Infine
non sarà inutile... — Biblioteca Ambrosiana, Milano » ivi
21353. Modena, 27 Giugno — Nicola Tacoli in Reggio — Mi vien da Mi-
lano istanza eh' io premurosamente .. . — Archivio Tacoli, Modena » 2450
2354. Modena, 1 Luglio — Cassiodoro Montagioli in Montecassino — Di-
menticai nello scrivere... — Biblioteca del Seminario, Pesaro. . » 2451
2355. Modena, 4 Luglio — Francesco Brembati in Bergamo — Nuova
non poteva V. S — Archivio Rocchi, Bergamo » ivi
2^. Modena, 5 Luglio — Francesco Arisi in Cremona — Per vostra
quiete serva V avviso ... — Museo Civico Cremonese » 2452
2.357. Modena, 6 Luglio — Pier Catterino Zeno in Venezia — Crescono
sempre più le obbligazioni ... — Biblioteca del Seminario, Padova » ivi
2358. Modena, 12 Luglio — Nicola Tacoli in Reggio — Già è in mia mano
il rame intagliato... — Archivio Tacoli, Modena . » 2453
2359. Modena, 19 Luglio — Francesco Arisi in Cremona — Per la Dio
grazia non solamente é vivo ... — Museo Civico Cremonese ...» ivi
INDICE ANALITICO 2713
2360. Modena, /9 Luglio — Giusbppb Malaspina di S. Marorbrita in Mon-
leale — Male è passata... — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma pap. 2tó4
•ZÌ6Ì. Modena, 23 Liiolio — Nicola Tacoi.i in Re;.';,'io — Me V immafjinnvo
io che non mi sarebbe jnaciuta ... — Archivio Tacoli, Modena » 24Sfi
23S2. Modena, 23 Luf/lio — Antonio Scotti in Venezia — Perchè il nostro
corriere differì la partenza... — Archivio Trentin, Venezia. . . » ivi
2363. Modena, 2 Agosto — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano — Vero
è, che mi dolgo ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » 240»»
2364. Modena, 9 Agosto — Francesco Brembati in Bergamo — Giacche
V. S. . . . — Archivio Rocchi, Bergamo '. » 2457
2it». Modena, 9 Agosto — Mairo Alessandro Lazzarelli in Milano — Già
mi ha scritto... — Archivio Soli Muratori ( 7?. Bibl. Est. ), Modena » ivi
236 J. Modena, 10 Agosto — Giuseppe Riva in Hannover — Mi occorre di
pregare la di lei bontà ... — R. Biblioteca Estense, Modena. . . ■» 2451)
2ÌS1. Modena, iO Agosto — Giuseppe Antonio Sassi in Milano Essen-
domisi presentata congiuntura. . . — Biblioteca Ambrosiana, Milano » ivi
2368. Modena, 10 Agosto — Pier Catterino Zeno in Venezia — Da un
amico mi si fa sperare... — Biblioteca del Seminario, Padova. . » 24»)')
2399. Modena, 15 Agosto — Lue' Antonio Gentili in S. Marino — Il cava-
liere, che in Vienna... — Biblioteca del Seminario, Pesaro. . . » ivi
2370. Modena, 13 Agosto — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Quanto
V. S. ha fatto sapere .. . — Biblioteca Ambrosiana, Milano ...» 246Ì
2371. Modena, 15 Agosto — Nicola Tacoli in Reggio — Essendo insorta
gualche differenza ... — Archivio Tacoli, Modena » 2463
2372. Modena, 16 Agosto — Giambatista Bianconi in Bologna — So che
y. S. si gode la villa, ... — Archivio Bianconi, Bologna .... » 24t)4
2373. Modena, 16 Agosto — Mauro Alessandro Lazzarelu in Milano —
Con quanta bontà... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » ivi
2374. Modena, 22 Agosto — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Mille
grazie a V. S. illustrissima .. r — Biblioteca Ambrosiana, Milano ■» 2465
2375. Mutinae, X Kal. Sept. — Pietro Burmann in Leida — Quamquam
literas ad te dederim ... — Biblioteca Universitaria, Leida ...» 24()7
2376. Modena, 2.3 Agosto — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
I tanti incomodi . . . — Archivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.). Modena » 2468
2377. Modena, 2^ Agosto — Pier Catterino Zeno in Venezia — Indarno
compiangeremo la perdita... — Biblioteca del Seminario, Padova » 24 59
2378. Modena, 27 Agosto — Lue' Antonio Gentili in S. Marino — A me
basta di non esser privo... — Biblioteca del Seminario, Pesaro . » 2470
2379. Modena (san Felice), 28 Agosto — Mauro Alessandro Lazzarelu in
Milano — Xon ... — Archivio Soli Muratori ( 7?. Bibl. Est. ), Modena » ivi
2380. Modena (san Felice), 28 Agosto — Giuseppe Malaspina di S.t* Marghe-
rita in Monleale — Mi è motivo... — Raccolta Palmieri, Roma . » 2471
23^1. Modena (san Felice), 28 Agosto — Giuseppe Antonio Sassì in Milano
— N^on voglio attribuire .. . — Biblioteca Ambrosiana, Milano . . » ivi
2382. Modena ( san Felice ), 28 Agosto — Alessandro Teodoro Trivulzio
in Milano — Pareva a me ... — Archivio Gnecchi, Milano ...» 2473
2383. Modena (san Felice), 29 Agosto — Antonio Ra.mbaldo di Cou.alto
in Pirnitz — Si contenti un poco... — Archivio Collalto, Pirnitz . » 2475
2384. Modena (san Felice), 30 Agosto — Agostino Pantò in Palermo —
lfof<o Aa <ar<7a<o... — Archivio Soli Muratori (/?. i?»W. £*<.), Modena » 2476
2714 INDICE ANALITICO
23^. Modena, i Settembre — Lue' Antonio Gentili in S. Marino — In ri-
sposta all' ultimo ... — Biblioteca del Seminario, Pesaro .... pag. 2477
2386. Modena, 6 Settembre — Mauko Alessandro Lazzarelu in Milano —
Per essere stato... — Archivio Soli Muratori ( li. Bibl. Est. ), Modena » 2478
2387. Modena, 6 Settembre — Giuseppe Antoinio Sassi in Milano — Da che
V. S. illustrissima ... — Biblioteca Ambrosiana, Milano .... » 2479
2388. Modena, ii Settembre — Nicolò Forlosia in Vienna — Al benefico
genio di V. S. illustrissim,a ... — Biblioteca Imperiale, Vienna . » 2480
2389. Modena, 12 Settembre — Lue' Antonio Gentiu in S. Marino — Lo
smoderato scirocco, ... — Biblioteca del Seminario, Pesaro ...» 24H1
2390. Modena, i 9 Settembre — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
j\r ingegnai ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » ivi
2391. Modena (san Felice), i9 Settembre — Giuseppe Antonio Sassi in Milano
Al gentilissimo fòglio di V. S — Biblioteca Ambrosiana, Milano » 2482
2392. Modena (san Felice), i9 Settembre — Nicola Tacoli in Reggio — Buon
per me, che V. S. illustrissima ... — Archivio Tacoli, Modena. . » 248.3
239)3. Modena ( san Felice ), 3 Ottobre — Mauro Alessandro Lazzarelli in
Milano — In villa... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » 2484
2394. Mutinae, YIII Idus Octobris — Giovanni Fabricio in Helmstadt —
Fateor, insperatus ad me.. . — Biblioteca Reale, Copenaghen . . » ivi
2396. Modena, 12 Ottobre — Pietro Canneti in Forlì — Avviserò dunque
il sig. Argelati ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » 2385
2396. Modena, 12 Ottobre — Pier Catterino Zeno in Venezia — Servirà
questa mia per rendere ... — Biblioteca del Seminario, Padova . » 2486
23/1. Modena, 18 Ottobre — Mauro Alessandro Lazzarelu in Milano —
Per due giorni ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » 2487
2398. Mutinae, XIV Kalen. Novembris — Giuseppe de Bimard de la Bastie
— Propitius ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » 2488
2399. Modena, 22 Ottobre — Nicola Garelli in Vienna — Quid ultra
guaerimus ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena . » 2490
2400. Mutinae, VI Kalen. Novembris — Nicolò Forlosia in Vienna — Dal-
l'ultimo benignissimo foglio... — Biblioteca Imperiale, Vienna . » 2491
2401. Modena, 1 Novembre — Giuseppe Malaspina di S.ta Margherita in
Monleale — Era ben dovuto ... — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma » 2492
2402. Modena, 1 Novembre — Nicola Tacoli in Reggio — Pieno d' intrichi
fino alla gola rispondo ... — Archivio Tacoli, Modena » 2493
2403. Modena, 6 Novembre — Nicolò Forlosia in Vienna — In somma il
signor cavaliere Garelli... -r- Biblioteca Imperiale, Vienna ...» ivi
2404. Modena, 7 Novembre — Francesco Zambeccari in Bologna — Da un
paragrafo di lettera di V. E.. .. — Raccolta Azzolini, Roma . . » 2494
2405. Modena, 9 Novembre — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Ho ben ricevuto.. . — Archivio Soli Muratori (ii. Bibl. Est.), Modena » 2495
2406. Modena, 9 Novembre — Nicola Tacoli in Reggio — Notifico oggi
a Milano quanto V. S.... — Archivio Tacoli, Modena » ivi
2407. Modena, 10 Novembre — Bonaventura De' Rossi in Genova — / ca-
ratteri di V. S — Collezione Vincenzo Poggi, Genova .... » 2496
2408. Modena, 11 Novembre — Lue' Antonio Gentili in S. Marino — An-
dava io pure procrastinando ... — Biblioteca del Seminario, Pesaro » 2497
2409. Modena, 15 Novembre — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Alla bontà... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est.), Modena . » 2498
INDICE ANALITICO 2715
2410. Modena, /9 Novembre — Nicola Taoou in Reggio — Da Milano
mi vien fatta premura... — Archivio* Tacoli, Modena pag. 2499
2411. Modena, S2 Novembre — Mauro Alessandro Lazzarelu in Milano —
Per le due lettere... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » ivi
2412. Modena, 22 Novembre — Gh'SEPpe Malaspina di S.t* Margherita in
Monleale — Non mancherò.. . — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma » 2500
2413. Modena, 23 Novembre — Giacinto Vincigli in Perugia — Mille grasie
a V. S. illustrissima... — Biblioteca del Seminario, Pesaro . . » 2501
2414. Modena, 27 Novembre — Brandolino Brandolini in Forlì — Nel rive-
dere e preparare le stampe... — Archivio dall' Aste Brandolini, Forlì » 25*6
2415. Modena, 29 Novembre — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Ben
giunta V. S. illustrissima... — Biblioteca Ambrosiana, Milano » ivi
2416. Modena, 29 Novembre — Nicola Tacoli in Reggio — Non saprei
che dirmi. ... — Archivio Tacoli, Modena ......... » 25fì4
2417. Modena, 3 Dicembre — Allo Stesso in Reggio — Già è in mia mano
la vignetta intagliata dal sig. Bonvicini... — Archivio Tacoli, Modena » ivi
2418. Modena, 6 Dicembre — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Mi disse... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est.), Modena . » 251^)
2419. Modena, 9 Dicembre — Nicola Tacoli in Reggio — fn risposta alle
ultime due di V. S. illustrissima... — Archivo Tacoli, Modena . » ivi
2420. Modena, J2 Dicembre — Carlo Borromeo Arese in Milano — Doveva
essere felice per me ... — Archivio Borromeo .\rese, Milano. . . » 250(5
2421. Modena, 13 Dicembre — Mauro Alessandro Lazzarelu in Milano —
Veggo guanto ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena » 2507
2422. Modena, i5 Dicembre — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Rendo
ben vive grasie a Y. S. ... — Biblioteca Ambrosiana, Milano . . « ^J8
2423. Modena, 14 Dicetnbre — Nicolò Domenico Muzio in Genova — Fra
le molte obbligazioni eh' io professo ... — Raccolta Ancona, Milano » 2rJ O
2424. Modena, 19 Dicembì'e — Lue' Antonio Gentili in S. Marino — Con
guanta bontà V. S.... — Biblioteca del Seminario, Pesaro . . . > 2510
24^. Modena, 20 Dicembre — Azzo Federico Malaspina Estense di Vil-
LAFRANCA — Ecco a V. S. . . . — Biblioteca Estense, Modena ...» 2511
2426. Modena, 21 Dicembre — Giuseppe Malaspina di S.''* Margherita in
Monleale — Dispensi l'altissimo... — Raccolta Palmieri, Roma . » 2512
2427. Modena, 21 Dicembre — Costantino Grimaldi in Napoli — Mi é stato
sommamente... — .\rchivio Soli Muratori {R. Bibl. Est.), Modena ^ 251.1
242'"». Modena, 27 Dicembre — Mauro Alessandro Lazzarelu in Milano —
Veggo guanto... — Archivio Soli Muratori (7?. Bibl. Est.), Modena » 2514
2429. Modena, 27 Dicembre — Giuseppe A.ntomo Sassi in Milano — Mi
truovo ben io qualche cosa ... — Biblioteca Ambrosiana, Milano . » 2515
17S6.
2430. Modena, 3 Gennaio — Nicola Tacoli in Reggio — Ben Giunto il
rame, ma, quel che è più,... — Archivio Tacoli, Modena. ...» ivi
2431. Modena, 10 Gennaio — Nicolò Domenico Muzio in Genova — Non
meno dal cortese foglio di V. S.... — Archivio Varni, Genova. . ^ 2516
2432. Modena, 10 Gennaio — Nicola Tacou in Reggio — In quanto V. S.
illustrissima mi aveva insinuato ... — Archivio Tacoli. Modena . » 2517
2433. Modena, 1-1 Gennaio — Allo Stesso in Reggio — Mi é dispiaciuto
forte quando è avvenuto... — Archivio Tacoli, Modena .... * 2518
2716 INDICE ANALITICO
2434. Modena, i7 Gennaio — Allo Stesso in Reggio — S' io avessi scar-
sezza (ìi tempo vorrei, ben fare... — Archivio Tacoli, iModena . pag. ^18
2435. Modena, i8 Gennaio — Giacinto Vincigli in Perugia — Esercitò ben
y. S. illustrissima ... — Biblioteca del Seminario, Pesaro ...» 2519
2436. Modena, 24 Gennaio — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Da che
al nome di V. S. illustrissima... — Biblioteca Ambrosiana, Milano » 2520
2437. Modena, 24 Gennaio — Nicola Tacoli in Reggio — Con eccesso eli
bontà ha voluto V. S. illustrissima... — Archivio Tacoli, Modena » ivi
2438. Modena, 23 Gennaio — Gian Francesco Muselli in Verona — // non
essersi mai più vedute... — Archivio Capitolare, Verona. ...» 2521
2439. Modena, 25 Gennaio — Nicolò Domenico Muzio in Genova — Giunse
felicemente in Milano, ... — Raccolta Ancona, Milano » 2522
2440. Modena, 3i Gennaio — Nicola Tacoli in Reggio — Mi son rallegrato
in intendere dal foglio... — Archivio Tacoli, Modena. . . . . » 2ò2^ì
?441. Modena, 6 Febbraio — Allo Stesso in Reggio — Accuso a V. S.
illustrissima la ricevuta de' sei Filippi ... — Achivio Tacoli, Modena * ivi
2442 Modena, 7 Febbraio — Nicolò Forlosia in Vienna — .4 tempo è ar-
rivata la giunta a gli Annali... — Museo Civico Cremonese. . . » ivi
2443. Modena, 7 Febbraio — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Stenderò
io dunque la prefazione ... — Biblioteca Ambrosiana, Milano . . » 2524
2444. Modena, i3 Febbraio — Lue' Antonio Gentili in Milano — È in mia
mano la Storia, manoscritta ... — Biblioteca del Seminario, Pesaro » 2525
2445. Modena, i4 Febbraio — Gian Francesco Muselli in Verona — Al
ricevere il foglio stim,atissimo ... — Archivio Capitolare, Verona . » 2526
244t). Modena, 15 Febbraio — Nicolò Domenico Muzio in Genova — Pel
corriere di Parma ... — Archivio Varni, Genova » 2527
2447. Modena, i7 Febbraio — Francesco Arisi in Cremona — Nella pre-
fazione al buon Sicardo... — Museo Civico Cremonese .... » ivi
2448. Modena, 27 Febbraio — Brancolino Brandouni in Forlì — Veggo
guanto la benigna... — Archivio dall'Aste Brandolini, Forlì . . » ^28
2449. Modena, 28 Febbraio. . . — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Tosto
tertninai la prefazione... — Biblioteca Ambrosiana, Milano. . . » ivi
2450. Modena, 6 Marzo — Giambattista Bianconi in Bologna — Ricevei il
riscontro, che a V. S. . . . — Archivio Bianconi, Bologna .... » 2.529
2451. Modena, i3 Marzo — Allo stesso in Bologna — Nel ricevere l' ultimo
gratissimo foglio di V. S. ... — Archivio Bianconi, Bologna ...» 25!50
2452. Modena, 14 Marzo — Giuseppe Malaspina di S.ta Margherita in
Monleale — I cattivi effetti. . . — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma » 2531
2453. Modena, 14 Marzo — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Avrà V. S.
illustrissima riveduto ... — Biblioteca Ambrosiana, Milano ...» 2532
2454. Modena, 16 Marzo — Brandolino Brandouni in Forlì — Da questa
madre priora delle Scalze. . . — Archivio dall'Aste Brandolini, Forli » ivi
24K. Modena, 18 Marzo — Nicolò Tacoli in Reggio — Mi scrive il signor
Argelati, trovò in letto ... — Archivio Tacoli, Modena » 25'y{
2456. Modena, 20 Marzo — Giambattista Bianconi in Bologna — Atten-
derò dunque le grazie di V. S. .. . — Archivio Bianconi, Bologna . » ivi
2457. Modena, 21 Marzo — Gian Francesco Muselli in Verona — Il signor
Campagnolaè bravo cacciatore... — Archivio Capitolare, Verona » 2534
2458. Modena, 22 Marzo — Costantino Grimaldi in Napoli — Ha il signor
Avvocato ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibh Est. ), Modena » 25^
IXDICE ANALITICO 2717
•24t0. Mutinae, XI Kal. Aprilis — PiRBO Bormamn in Leida — Opera tua
indigeo eamgue, mihi... — Biblioteca Universitaria, I>eida . . . pag. 2536
■>4Ó>. .Modena, 25 Mano — Nicola Tacou in Reggio — Non occorre ffi»^
inviarmi qua il rame... — Archivio Tacoli, Modena » 2537
24jl. Modena. -J Aprile — Nicolò Bertani M asini in Ferrara — Servirà
questa mia per confesso ... — Biblioteca Comunale, Siena ...» 2538
2462. Modena, -J .Aprile — Nicola Tacoli in Reggio — Significherà al So-
liani quanto V. S. illustrissima ... — .\rcbivio Tacoli, .Modena . » ivi
2463. Modena, 6 Aprile — Giambattista Bianconi in Bologna — Dal signor
marchese Orsi ho già ricevuto... — .\rchivio Bianconi, Bologna . » 2539
2464. Modena, 1 1 Aprile — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Riceverà
Y. S. illustrissima... — Biblioteca Ambrosiana, Milano .... » ivi
24f». Modena, i2 Aprile — Nicolò Domenico Muzio in Genova — Con pia-
cere ho letto quanto V. S.... — Archivio Varni, Genova .... » 2540
2466. Modena, i2 Atprile — Brandouno Brandolini in Forlì — Da questa
Madre Priora delle Scahe ... — Archivio dall' Astn Brandolini, Forlì » ivi
2467. Modena, i3 Aprile — Lue' A.ntonio Gentiu in S. .Marino — Quan-
tunque da Lucca... — Biblioteca del Seminario, Pesaro .... » 2511
2468. Modena, 18 Aprile — Nicola Tacoli in Reggio — A questo p. Luca
ho fatto far nuove istanze... — .\rchivio Tacoli, Modena. ...» 2542
2469. Modena, 24 Aprile — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Son qui
a risarcire uno sbaglio corso... — Biblioteca .\mbrosiana, Milano » ivi
2470. Modena, 2 Maggio — Nicola Tacou in Reggio — Le occupazioni
mie, e l'essermi io trovato... — Archivio, Tacoli, Modena ...» 2543
2471. Modena, 4 Maggio — Pietro Burmann in Leida — Pawjts te volo;
ncque enim in presentia satis ... — Biblioteca Universitaria. Leida » 2544
2472. Modena, 12 Maggio — Giacinto Vincioli in Perugia — In fatti dal
signor marchese Orsi... — Biblioteca del Seminario, Pesaro . . » 2545
24TÌ. Modena, 16 Maggio — Giambattista Bianconi in Bologna — Sicché
V. S. non truova a proposito.j. — Archivio Bianconi, Bologna . » 2546
2474. Modena (san Felice), 17 Maggio — Nicola Tacou in Reggio — Sto
godendo un po' di villeggiatura... — Archivio Tacoli, Modena » ivi
2475. Modena ( san Felice ), 18 Maggio — Lue' Ajjtonio Gentiu in S. Marino
— Mi giunse la copia ... — Biblioteca del Seminario, Pesaro . . » 2547
2476. Modena, 20 Maggio — Giuseppe Malaspina di S."'* Margherita in
Monleale — Comincio ora ... — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma » ivi
2477. Modena ( san Felice ), 20 Maggio — Nicolò Domenico Muzio in Ge-
nova — Con occasione .. . — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano » 2548
2478. Modena, 21 Maggio — Gian Francesco Muselli in Verona — Con
ringraziare V. S.... — Archivio Capitolare, Verona » ivi
2479. Modena, 29 Maggio — Pietro Priuu in Bergamo — Dal pezzo copiato
da cotesto manoscritto... — Archivio Lochis, Beliamo .... » 2549
2480. Modena ( Dalla Pomposa ), 30 Maggio — Rinaldo I D' este in Modena
È stato veramente... —Archivio Soli Muratori ( 7?. Bibl. Est.), Modena » 2550
2481. Modena, 31 Maggio — Giuuano Sabbatini in Vienna — Alla conso-
lazione eh' io ho provata ... — Archivio Càmp<>ri, Modena ...» ivi
2482. Modena, 31 Maggio — Antonio Vallisnieri in Padova — Alle due
stimatissime vostre... — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano . » 2451
2483. Modena, 6 Giugno — Scipione Maffei in Verona — Nulla mi
■ è mai stato scritta. . . — Biblioteca Capitolare, Verona. .... » 2553
Bpittolario di Lodovico .intonto VHratorL — VoL VJ. 173.
2718 INDICE ANALITICO
2484. Modena, 7 Giugno — Giovanni Antenore Scalabrini in Ferrara —
Ben giunta... — Archivio Soli Muratori ( 7?. Bibl. Est.), Modena, pag. 2554
2485. Modena, 8 Giugno — Giambattista Bianconi in Bologna — Turnato
di villa truovo qui... — Archivio Bianconi, Bologna » ivi
2486. Modena, di Giugno — Brandolino Brandouni in Forlì — Ieri acl
un amico mio milanese. . .. — Archivio dall' Aste Brandolini, Forlì » 2555
2487. Modena, 12 Giugno — Nicola Tacoli in Reggio — Tornai di Villa
e trovai qui tanti imbrogli.... — Archivio Tacoli, Modena ...» ivi
2488. Modena, 14 Giugno — Giovanni Antenore Scalabrini in Ferrara —
Mille grazie a V. S. . . . — Biblioteca Comunale, Ferrara .... » 2556
2489. Modena, 21 Giugno - Giacinto Vincigli in Perugia — Sono a quest'ora
in viaggio per Castelnuovo ... — Biblioteca del Seminario, Pesaro » 2557
249(). Modena, 27 Giugno — Gian Francesco Muselli in Verona — Avrà
a Dio piacendo, luogo... — Archivio Capitolare, Verona. ...» 255^
2491. Modena, 27 Giugno — Antonio Scotti in Venezia — In occasione
della venuta di un amico ... — Archivio Trentin, Venezia ...» ivi
2492. Modena, 5 Luglio — (tiovanni Antenore Scalabrini in Ferrara —
Deponga Y. S. tutti i timóri... — Biblioteca Comunale, Ferrara . » 2i»9
2493. Modena, 12 Luglio — Jacopo Facciolati in Padova — 0 per posta.
0 fuori posta, ... — Archivio Soli Muratori ( 7?. Bibl. Est. ), Modena » "^60
2494. Modena, 12 Luglio — Giuliano Sabbatini in Vienna — Ne' due scorsi
ordinarj doveva io rispondere... — Archivio Càmpori, Modena . » 2561
24^. Modena, 12 Luglio — Giovanni Antenore Scalabrini in Ferrara —
Ora si gode buona pace.. . — Biblioteca Comunale, Ferrara. . . » 2562
2496. Modena, 12 Luglio — Antonio Scotti in Venezia — Godo che a Y. S.
illustrissima siano pervenuti... — Archivio Trentin, Venezia . . » 256.S
2497. Modena, 1 9 Luglio — Co.stàntino Grimaldi in Napoli — Dal signor
avvocato... — Archivio Soli Muratori ( /?. Bibl. Est.), Modena. . » ivi
2498. Modena, 19 Luglio — Giovan Bernardino Tafuri in Nardo — Già
sono stampati i Giornali ... — Archivio Papadia, Galatina ...» 2"64
2499. Modena, 19 Luglio — Giacinto Vincigli in Perugia — Godo che sieno
felicemente giunti .. . — Biblioteca del Seminario, Pesaro. ...» S6o
.^00. Modena, 26 Luglio — Giovanni Antenore Scalabrini in Ferrara —
Benché mi sia stato carissimo. .. — Biblioteca Comunale. Ferrara » ivi
2501. Modena, 1 Agosto — Nicola Tacoli in Reggio — Il Melli propostomi
da Y. S. illustrissima... — Archivio Tacoli, Modena » 2566
2502. Modena, 9 Agosto — Uberto Benvoglienti in Siena — Buon per
m,e, che Y. S. illustrissima... — Biblioteca Comunale, Siena . . » ivi
2503. Modena, 9 Agosto — Giovanni Antenore Scalabrini in Ferrara —
Son tenuto a Y. S.... — Biblioteca Comunale, Ferrara .... » 2567
2504. Modena, 16 Agosto — Nicolò Domenico Muzio in Genova — Quando
io mi credeva, che la Cronica ... — Archivio Varni, Genova. . . » 2568
25r6. Modena, 16 Agosto — Giovanni Antenore Scalabrini in Ferrara —
Stanno in mia ... — Archivio Soli Muratori (/?. Bibl. Est.), Modena » ivi
S06. Modena, 23 Agosto — Vincenzo Vecchi in Ferrara — Non trovandosi
qui nel ducale Archivio,... — R. Archivio di Stato, Modena . . » 2569
2507. Modena, 24 Agosto — Lue' Antonio Gentili in S. Marino — Se gra-
dite mi sono le lettere... — Biblioteca jdel Seminario, Pesaro . . » 2570.
2508. Modena, 29 Agosto — Mauro .Alessandro Lazzarelli in Milano — Se
giugnerà... — Archivio Soli Muratori { R. Bibl. Est.), Modena . » ivi
INDICE ANALITICA - 2719
5509. Modena, 29 Agosto — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Per le
beniijne ''onfjrntulasioni . . . — Biblioteca Ambrosiana, Milano . . pag. 2571
2510. Modena, .90 Agosto — Giuuano Sabbatini in Vienna — Tengo due
lettere di V. S. illusti-issima ... — Archivio Càmpori, Modena . . » 2572
•£11. Modena, 30 Agosto — .\ntonio Scotti in Venezia — Ricevo i docu-
menti... — Archivio Soli Muratori ( R. liibl. Est.), Modena. . . » 2573
2512 Modena, 5 Settembre — Antonio Valusnieki in Padova — Quanto
meno aspettata ... — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano ...» ivi
251.3. .Modena, 5 Setteynbre — Nicola Tacou in Reggio — Se V. .S'. illu-
strissima avrà fatto cercare... — .\rchivio Tacoli, Modena. . . » 2574
2514. .Modena, 6 Settembre — Giovanni .\ntenore Scalabrini in Ferrara --
Inchiusa rimetto a V. S. — Biblioteca Comunale, Ferrara ...» 2575
2515. .Modena, 6 Settembre — Vincenzo Vecchi in Ferrara — Non ho in-
viato a V. S. illustrissitna . . . — R. .\rchivio di Stato, Modena » :S7'i
2516. .Modena, 7 Settembre — Giuseppe Riva in Londra — Unito a questa
mia troverà V. S. illustrissima . :. — R. Biblioteca Estense, Modena » ivi
2517. Fiorano, S Settembre — .\iJU) Stes.so in Londra — Riceverà V. S.,
e deve riceverlo franco... — ti. Biblioteca Estense, Modena. . . » 2577
2518. Fiorano, 9 Settembre — .\nton Francesco Mak.mi in Firenze — .Sto
io pure aspettando... — Biblioteca Marucelliana, Firenze ...» 2578
2)19. Fiorano, iO Settembre — (ìasparo Cerati in Parma — .Son due giorni
ch'io son passato .. . — Archivio Magawly Cerati, Parma. ...» 2579
S20. Fiorano, JO Settembre — .\ntonio Valli-snieri in Padova — Quasi
nello stesso punto,... — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano » 2580
2521. Fiorano, 23 Settembre — Mauro .Alessandro Lazzarelli in .\(ilaoo
— Niuna copia... — Archivio Soli Muratori ( B. Bibl. Est.), Modena » 2581
iS22. Fiorano, 23 Settembre — Giovanni Antenore Scalabrini in Ferrara
— Vb seguitando a godere... — Biblioteca Comunale, Ferrara. . » ivi
2S3. Fiorano, 2 Ottobre — .\nton Francesco Marmi in Firenze — M' erano
nati sospetti ... — Biblioteca Marucelliana, Firenze » ^82
2524. Fiorano, 2 Ottobre — Antonio Vallisnieri in Padova — A tenore
de' vostri ordini... — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano . . » 25Si
25S. Mutinae, V Id. Octobris — Giovanni Burcardo Mencre in Lipsia —
Quam grandem... — Archivio Soli Muratori (^. i?i6^ £";?<.), Modena » 2584
2526. Modena, 24 Ottobre — Giuseppe Riva in Londra — Passò di qua il
dignissimo sig. Chocchi... , — R. Biblioteca Estense, Modena. . . » 2585
2527. Modena, 25 Ottobre — .\nton Francesco Marmi in Firenze — È finita
la mia villeggiatura, ... — Biblioteca Marucelliana, Firenze ...» ivi
^28. Modena, 26 Ottobre — Francesco Zambeccari in Bologna — Nel suo
passaggio per Modena... — Raccolta Ferrajoli, Roma » 2586
2529. Modena, 28 Ottobre — Giambattista Bianconi in Bolc^na — Ecco a
V. S. la lettera... — Archivio Bianconi, Bologna » 2587
25'ìn. Modena, 29 Ottobre — Giovanni Antenore Scalabrini in Ferrara —
Indirizzati al sig. Commessario... — Biblioteca Comunale. Ferrara » ivi
2531. Modena, 31 Ottobre — Giuseppe Riva in Londra — Tengo V ultima
carissima di V. S. . .. — R. Biblioteca Estense, .Modena .... » 2588
S32. Modena, i Novembre — Uberto Benvoguenti in Siena — Già ho
in mia mano, e già ho letta... — Biblioteca Comunale, Lucca. . » ivi
2533. Modena, 1 Xovembi-e — Nicolò Domenico Muzio in Genova — Per la
posta di Parma ho ricevuto... — Raccolta Ancona, Milano. . . » 2589
2720 . INDICE ANALITICO
2534. Modena, i Novembre — Giovan Bernardino Tafuri in Nardo — L'opu-
scolo, che V. iS. illustrissima... — Archivio Papadia, Galatina . pap. 25(X)
2535. Modena, 6 Novembre — N. N. — Avendo io considerato i libri n me
consegnati — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena . . » 2591
2536. Modena, 8 Novembre — Guido Grandi in Pisa —^ Dal sùj. cavaliere
Marmi... — R. Biblioteca Nazionale Centrale, Firenze » ivi
2537. Modena, 8 Novembre — Anton Francesco Marmi in Firenze — Ma
il signor Filippi ... — Biblioteca Magliabechiana, Firenze ...» 2592
2538. Modena, i4 Novembre — (5u seppe Antonio Sassi in Milano — Per
gli favori che continua a farmi ... — Biblioteca Ambrosiana, Milano » 259^^
2539. Modena, 21 Novembre — Francesco de Aguirre in Torino — Va
innanzi la stampa ... — Collezione Grevenna, Amsterdam ...» 2594
2òi0. Modena, 22 Novembre — Giovanni Antenore Scalabrim in Ferrara
— Mi han trovato le ultime... — Biblioteca Comunale, Ferrara . » ivi.
2541. Modena, 28 Novembre — Francesco Arisi in Cremona — (ialantissirna
leggenda quella che mi avete fatto ... — Museo Civico Cremonese . » 25t6
^42. Modena, ^8 Novembre — Nicola Tacoli in Reggio — Si metterà tutto
a suo luogo e V. S. . .. — Archivio Tacoli, Modena » 25^)6
^43. Modena, 30 Novem.bre — Francesco Rastelli in Festa — Con di-
spiacere particolare ho inteso... — Archivio Rastelli, Modena. . » 2597
2544. Modena, 2 Dicembre — Gasparo Cerati in Parma — Mi correva
spesso il pensiero . .. — Archivio Magawly Cerati, Parma. ...» ivi
2545. Modena, 5 Dicembre — (tiuseppe Riva in Londra — Tengo un tem-
perino e un paio di forbici... — R. Biblioteca Estense, Modena . » 25'.Ì8
2546. Modena, 5 Dicembre — Nicola Tacoli in Reggio — Ricevei i nuovi
documenti che V. S — Archivio Tacoli, Modena » 2599
^47. Modena, 12 Dicembre — Carlo Borromeo Arese in Milano — Non
lascio di pregar ogni giorno ... — Archivio Borromeo Arese, Milano » 2600
2548. Modena, 12 Dicembre — Giuseppe Malaspina di S.t* Margherita in
Tortona — Con allegrezza .. . — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma » ivi
2549. Modena, ,i^ Dicembre — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Accuso
a Y. S. illustrissima ... — Biblioteca Ambrosiana, Milano. ...» 2601
2to0. Modena, 14 Dicembre — Lue' Antonio Gentili in S. Marino — Brutta
ricompensa fa godere. . . — Biblioteca del Seminario, Pesaro . . » 2602
2iK)l. Modena, 17 Dicembre — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Vera-
mente il Ferretti è una mala... — Biblioteca Ambrosiana, Milano * ivi
2552. Modena, 17 Dicembre — Nicola Tacoli in Reggio — Prima eh' io
ricevessi l'ultimo foglio... — Archivio Tacoli, ModeAa » 260.'^
S53. Modena, 18 Dicembre — Francesco de Aguirre in Torino — Vera-
mente io non sapeva intendere... — Collezione Crevenna, Amsterdam » 'Ki)A
2^4. Modena, 19 Dicembre — Nicola Tacoli in Reggio — Mille grazie n
V. S. illustrissima pe' suoi cortesi... — Archivio Tacoli, Modena » 26rf)
2555. Modena, 20 Dicembre — Giovanni Antenore Scalabrini in Ferrara
— In ricompensa de' cortesi. . . — Biblioteca Comunale, Ferrara . » ivi
2556. Modena, 1 Gennaio — Giambattista Bianconi in Bologna — Faremo
dunque dare al sig — Archivio Bianconi, Bologna » 26()6
2»7. Modena, 2 Gennaio — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Pei-chè
la Cronaca .di Carpineto — Biblioteca Ambrosiana, Milano . . y> ' 2607
IVDK i; A N* A LITICO 2721
2f5n8. Modena, .9 Gennaio — Antonio Vai.U8nier! in T\id<)va •— Sn'iv^n'à
pure al p. Salomoni . . . ~ l<il)lioteca Nazi<Mi;ii<' di Hn-ia, Milano . jm.. JiiiT
'■io3J. Modt^na, 7 C'-nnnio — Mario Aoostino Campiam in Torino — Xon
' i/ì iiitid fiilsn in corr r,,,sn f'ino all' overchio di V. S. . . . . » t'iX
:2jOU. Modena, l'J (iennaio — Lir' Antonio (Dentili in S. Marino — 7?t-
spomfu in fi-ftin ... - - Biblioteca dt^l S«>minario. Pesaro .... » 2('if.)
Sj'd. Mo,ì,.|i:i. //; ',.,.,,,, in I .irsKi'[>K \\rM\iM Sa--i in Milano — Stn
Oenis^-iif/iu >/uaiilo V. ^. . . . — Hihiiuteca .Vmbrosiana, Milano . » :A)iU
■^562. Modena, J7 Gennaio — 'Iiovanm \NT^:N0RE Scai.abri.ni in Ferrara
— A^on è, certo,... — Biblioteca Comunale, Ferrara » ivi
'Si'ù^. Modena, 2S Gennaio — Lue' Antonio fiENTiM in S. Marino — In-
■ ■Oi,>in'-io a godere... — Biblioteca del Seminario, Pesaro. ...» 2011
2.X)4. -Modena, 23 Gennaio — Nirni a Tacoi.i in Reggio — Già dai revisori
è tornata in mano del Snli<f?>i... — Archivio Tacoli, Modena. . » ivi
i'/T). Modena, 2.'i Gennaio — Pier Catterino Zeno in Venezia — Sarà
pre.'ientata questa mia... — Biblioteca del Seminario, Padova . . » 2012
25(j'). Modena, 24 Gennaio — Alessandro F'ompeo Berti in .\quila — Voglia
Dio che la presente mia f/ndn ... — K. Biblioteca. Lucca .... » ivi
2507. Modena, 27 (iennaio — 'nisEPPF. pRi-.-^riMONi in Palermo — Tarda-
rono molto a giungermi le grazie di V. S. illustrissima .... » 2013
2ó<iS. .Modena, 30 Gennaio — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Nel-
V indice del tomo ... — Biblioteca Ambrosiana, Milano » 2015
2500. Modena, Si Gennaio — Anton Francesco Marmi in Firenze — Fu
qui il signor ... — .Vrchivio Soli Muratori ( B. Bibl. Est. ), Modena » 2»JI0
257U. Modena, 4 Gennaio — .\ntonio Vallisnieri in Padova — Vi sarà
presentata questa — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano . . » 2017
2571. .Modena, 6' Febbraio — Giuseppe .\ntonio Sassi in Milano — Sommo
piacere avrei provato .. . — Biblioteca Ambrosiana, Milano ...» 2018
2572. Modena, 12 Febbraio — Nicola Tacoli in Reggio — Egregiamente
suppone V. S. illustrissima, — .Archivio Tacoli, Modena .... » ivi
■j.jT.I .Modena, 20 Febbraio — Francesco de .Aguirre in Torino — La
risjiosta dell' Eccellenza .. . — Raccolta Crevenna, .\insterdam . . » 2619
2574. Modena, 21 Febbraio — Uberto Benvoglienti in Siena — Mentre
appunto io m.' era messo intorno .. . — Biblioteca Comunale. Siena » ivi
2575. Modena, 21 Febbraio — Giovanni Antenore Scalabrini in Ferrara —
Eh non occorre a nascondersi . . . — Biblioteca Comunale, Ferrara » 202IJ
2570. Modena, 24 Febbraio — Nicola Tacoli in Reggio — Rendo ben vive
grazie a V. S. illustrissima... — Archivio Tacoli. Modena. . . » 2C21
2~ù~. Modena. 26 Febbraio — Giambattista Biantom m Itologna — Dal stg.
march. Orsi ho ricevuto... — .\rchivio Bianconi, Bologna ...» ivi
Sù^. Modena, 28 Febbraio — Giovanni .\ntenore Scalabrini in Ferrara —
Ben tenuto mi protesto .. . — Biblioteca Comunale, Ferrara .... » 2(K2
2579. .Modena, 6 Marzo — Giuseppe Malaspina m S.»* Margherita in .Mon-
leale —^ Ma s'è V. S.... — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma . » ivi
258U. Modena, 8 Marzo — Giambattista Bianconi in Bologna — Dal signor
dott. Francesco... — Archivio Bianconi, Bologna » 2023
2581. Modena, 15 Marzo — Nicola Tacoli in Reggio — Pasiema ci vuote
giacché altro non si può fare — .Vrchivio Tacoli, Modena . . » 2G24
2.582. Modena, 20 Marzo — Francesco Arisi in Cremona — Me ■!" '/>ul
buon uomo non m' è siato... — Museo Civico Crenioiic.-e. ...» ivi
2722 INDICE ANALITICO
2583. Modena, 80 Marzo — (tuiseppe Malaspina di S-T* Margherita in Mon-
leale — Già dal signor... — Raccolta Palmieri, S. Paolo, Roma . pair. 2fi25
■i584. Modena, 20 Marzo — Gian Francesco Muselli in Verona — Giacché
la carità di V. S. illustrissima ... — Archivio Capitolare, Verona » ivi
25S5.- Modena, 20 Marzo — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Dal signor
Argelati, che passò ... — Biblioteca Ambrosiana, Milano .... » 2627
•S86. Modena, 24 Marzo — Nicola Tacoli in Reggio — Per botte o per
ferite, che diede, ... — Archivio Tacoli, Modena » ivi
2587. Modena 27 Marzo — Gian Francesco Muselli in Verona — Perchè
nello spaccio passato io lasciai... — Archivio Capitolare, Verona » 2628
2588. Modena, 2 Aprile — Giambattista Bianconi in Bologna — Ricevo la
copia della pace di Costanza... — Archivio Bianconi, Bologna. . » 2o29
2589. Modena, 3 Aprile — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — Giunse
appunto ieri sera... — Biblioteca Ambrosiana, Milano » ivi
^90. Modena, 3 Aprile — Nicola Tacoi,i in Reggio — Quand' anche il
Bortolani fosse stato il peggior... — Archivio Tacoli, Modena. . » 2(3.30
S91. Modena, iO Aprile — Francesco Arisi in Cremona — Da voi prima
che da altri ho inteso la terribil ... — Museo Civico Cremonese . » 2631
^502. Modena, 10 Aprile — N. N. — Niuna notizia ho del signor abate
Mansi, né truovo qui persona... — Collezione Càrapori, Modena. » ivi
2593. Mutinae, XVI Kal Majas — .Jacopo Filippo d' Orville in Leida —
Te jam Romae versari, ... — Biblioteca Universitaria, Leida . . » 26.32
2594. Modena, 24 Aprile — Gian Francesco Muselli in Verona — Che V. S.
illustrissima abbia gradito... — Archiviò Capitolare, Verona . . » ivi
25^. Modena, 24 Aprile — Nicola Tacoli in Reggio — La mia sconcer-
tata sanità non mi ha permesso... — Archivio Tacoli, Modena . » 2633
2596. Modena, 25 Aprile — Paolo Aglioti in Messina — Fo plauso al
nobil genio di lei... — Archivio dell'Accademia Peloritana, Messina » ivi
2597. Modena, 25 Aprile — Uberto Benvoglienti in Siena — Non so come
io scrivessi a V. S. illustrissima ... — Biblioteca Comunale, Siena » 26.34
2508. Modena, 25 Aprile — Pietro Paolo Carrara in Fano — Mi trovò il
Cesare di V.. S. illustrissima ... — Biblioteca del Seminario, Pesaro » 2Gi5
2599. Modena, 30 Aprile — Giambattista Bianconi in Bologna — Son per-
suaso... — Archivio Bianconi, Bologna » ivi
2600. Modena, i Maggio — Nicola Tacoli in Reggio — Profitta molto lene
Y. S. illustrissima del tem.po... — Archivio Tacoli, Modena . . » 2636
2601. Modena, 8 Maggio — Alessandro Pompeo Berti in Aquila — Non
veggo risposta ad una mia scritta ... — R. Biblioteca, Lucca . . » 2637
2602. Modena ( san Felice ). 8 Maggio — Antonio Vallisnieri in Padova —
Son qui a pigliare ... — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano. . » ivi
2603. Modena, 9 Maggio — Nicolò Forlosia in Vienna — Bramerei V. S.
illustrissima per un poco ... — Biblioteca Imperiale, Vienna . . » 2638
2604. Modena i2 Maggio — Bonaventura de' Rossi in Genova — Non ho
prima d' ora potuto ... — Collezione Vincenzo Poggi, Genova . . » 2639
2606. Modena ( S. Felice ), i3 Maggio — Anton Francesco Marmi in Firenze
— Orsù,, giacché ... — Biblioteca Magliabechiana, Vienna. ...» 2640
2606. Modena (San Felice), i.5 Maggio — Giovanni Antenore Scalabrixi
in Ferrara — Mi truovano... — Biblioteca Comunale, Ferrara. . » 2141
2007. Modena, 23 Maggio — Uberto Benvoglienti in Siena — Intendo il
pensiero di V. S. illustrissima ... — Biblioteca Comunale, Siena . » 2642
INDICE ANALITICO 2723
2tìOR. Modena, 89 Maggio — Giuseppe Riva in Londra — Tempo fa inviai
a V. S. lettera ... — R. Biblioteca Kstnnse, Modena pag. 2643
2tìU9. Modena, i* Giugno — Nicola Tacoi.i in Ke^i^gio — Dft San Felice ho
riìwì'tato in città una tollerabil ... — Archivio Tacoli, Modena » ivi
•JOlU. Modena, 6 Giugno — Anton Francesco Marmi in Firenze — Una
lunga lettera mi ha scritto... — Biblioteca Magliabechiana . . . » 3644
•3iill. Modena, 6 Giugno — Giovan Ber.nabdino Taptri in Nardo — Voglia
Dio che la presente... — Archivio Papadia, Galatina » 2645
•2JJ12. Modena, 9 Giugno — Nicola Tacoli in Reggio — È stato supposto
ijiii. che il signor conte canonico... — Archivio Tacoli, Modena . » ivi
'^V.ì. Modena, 1-4 Giugno — Allo Stesso in Reggio — Per la somma bontà
con cui Y. S. illustì'issima . . . — Archivio Tacoli, Modena ...» 3646
3014. Modena, S.3 Giugno — Allo Stesso in Reggio — Xon ho già io potuto
servire a V. S. illustrissima ... — Archivio Tacoli, Modena. . . » ivi
3615. Modena, 26 Giugno — Francesco Arisi in Cremona — Di somma
consolazione mi sono stati ... — Museo Civico Cremonese ...» 3647
3>1G. Modena, 27 Giugno — Giovanni Antenore Scalabrim in Ferrara —
Mala cosa aver che fare... — Biblioteca Comunale, Ferrara. . . » ivi
3617. Modena, .? Luglio — Nicola Tacoli in Reggio — Diedi il memoriale.
^' lo raccomandai con premura ... — Archivio Tacoli. Modena. . » 3648
3ól8. Modena, 7 Luglio — Camillo Affarosi in Reggio — Non j)rima d' ora
come portava il debito ... — Biblioteca Comunale, Reggio-Emilia . » ivi
3619. Modena, 8 Luglio — Gian Francesco Muselli in Verona — Dovrebbe
a quest'ora avere veduta... — Archivio Capitolare, Verona. . . » 3649
3820. Modena, il Li*glio — Giovanni Antenore Scalabrini in Ferrara —
Ha ben ragione V. S. ... — Biblioteca Comunale, Ferrara ...» ivi
3631. Modena, 12 Luglio — Giambattista Bianconi in Bologna — Verrà
con tutto il comodo V. S.... — Archivio Bianconi, Bologna. . . » 3t50
3633. Modena, 14 Luglio — Nicola Tacoli in Reggio — Tante volte ha
gridato V. S. illustrissima...- — Archivio Tacoli. Modena ...» 3651
3633. Modena, 16 Luglio — Giambattista Bianconi in Bologna — Di grazia
aggiunga ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena . » ivi
3634. Modena, 17 Luglio — Nicola Tacoli in Reggio — 5'» farà dunque,
rome ha V. S. illustrissima . . — Archivio Tacoli, Modena ...» 3ffi2
3i35. Mutinae, XV Kal. Augusti - Pietro Burmann in Leida — Si umquam
exoptaci, ... — Biblioteca Universitaria, I^eida » ivi
3626. Modena, 18 Luglio — Antonio Conti in Venezia — Se to mai ho
desiderato cosa alcuna ... — .\rchivio da Ponte, Venezia .... » 3653
2 iJT. Modena. 18 Luglio — Giovanni Antenore Scalabrini in Ferrara —
Serva questa mia ... — Biblioteca Comunale, Ferrara » 2S»
3638. Modena, 29 Luglio — Gian Francesco Muselli in Verona — Un
zecchino, un quarto di ducato, ... — Archivio Capitolare, Verona. » ivi
363y. Modena, fine Luglio — Raimondo Missori in Venezia — Con parti-
colare soddisfazione... — Archivio Ferrari Moreni, Modena. . . » 2656
36:i0. Modena, 7 Agosto — Gian Francesco Muselli in Verona — Siccome
io ho ricevuto ... — Archivio Capitolare. Verona » ivi
3631. Modena, 8 Agosto — Anton Maria Salvini in Firenze — La tradu-
zione dell' Ecuba ... — Biblioteca Marucelliana, Firenze .... » 2(357
36:i3. Modena, 8 Agosto — Giovanni Antenore Scalabrini in Ferrara —
Nella descrizione di coteste... — Biblioteca Comunale, Ferrara . » 3658
2724 INDICE ANALITICO
2633. Modena, i4 Agosto — Giuseppe Riva in Londra — Coli' ultima sti-
matissima sua inviò ... — R. Biblioteca Estense, Modena. . . . pag. 2658
2634. Modena, i4 Agosto — Giuseppe Antonio Sassi in Milano — È dietro
il signor Menchenio . . . — Biblioteca Ambrosiana, Milano. ...» "20.59
26^. Modena, 22 Agosto — Gian Francesco Muselli in Verona — Or benfi.
giacché V. S. illustrissima ... — Archivio Capitolare, Verona . . » 2660
2636. Modena, Mutinae, YIII Kal. Sept. — Pietro Burmann in Leida — Yix
ad te literas meas dederam — Biblioteca Universitaria, Leida » ivi
2637. Modena, 25 Agosto — Giovan Bernardino Tafuri in Nardo — fon
lo stimatissimo foglio... — Archivio Papadia, Galatina .... » 2661
2638. Modena ( Fiorano ), 27 Agosto — Francesco Arisi in Cremona — Ora
che ho potuto scappare in villa ... — Museo Civico Cremonese. . » 2662
26.39. Modena ( Fiorano ), 28 Agosto — Bonaventura de' Rossi in Genova —
Mi significò tem.po fa... — Collezione Vincenzo Poggi, Genova. . » ivi
2640. Modena (Fiorano), 28 Agosto — Anton Francesco Marmi in Firenze
— Mi truovo a respirare... — Biblioteca Magliabechiana, Firenze » 2663
2641. Modena (Fiorano), 29 Agosto — Uberto Benvoguenti in Siena —
Ora che sto ricercando in villa... — Biblioteca Comunale. Siena. -> 20f^i4
2642. Modena (Fiorano), iO /Se««m&rg — Mauro Alessandro Lazzarelli in
Milano -- Pregai... — Archivio Soli Muratori ( 7?^ Bibl. Est. ). Modena * 2665
2643. Modena, ( Fiorano ), iO Settembre — Antonio Valijsnieri in Padova
— Yi suppongo.. . — Biblioteca Nazionale di Brera, Milano . . » ivi
2644. Modena (Fiorano), iO Settembre — Pier Catterino Zeno in Venezia
— Mi son giunte in villa... — Biblioteca del Seminario, Padova. » ivi
2645. Modena ( Fiorano ), i 7 Settembre — Gian Francesco Museu.i in Verona
— Tuttoché io non abbia... — Archivio Capitolare. Verona. . . » 2667
2646. Modena (Fiorano), 48 Settembre — Del Borgo in Torino —
Bench' io avessi dall' E. Y. . . . — Biblioteca Civica, Torino ...» ivi
2647. Modena (Fiorano), iS Settembre — Giovanni Antenore Scalabrini
in Ferrara — La relazione... — Biblioteca Comunale, Ferrara. . » 2668
2648. Modena ( Fiorano ), i 8 Settembre — Nicola Tacoli in Reggio— Qnan-
d' altro non accada,... — Archivio Tacoli, Modena » 2669
2649. Modena, 23 Settembre — Francesco Rastelli in Festa — Si è poi
determinato il signor Francesco... — Archivio Rastelli, Modena. » ivi
2(oO. Modena, 24 Settembre — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Alla somma... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est.), Modena » 2670
2651. Modena, 26 Settembre — Giovan Domenico Mansi in Lucca — Som-
mam,ente godo di aver inteso ... — R. Biblioteca, Lucca .... » ivi
2^2. Modena, 29 Settembre — N. N. in Parma — Allorché fu qui il signor
conte Anvidi, segretario ... — Raccolta Gnecchi, Milano .... » 2671
2ffi3. Modena, 5 Ottobre — Anton Francesco Marmi in Firenze — Finita
la mia villeggiatura ... — Biblioteca Magliabechiana, Firenze . . » 2672
2^4. Modena, 6 Ottobre — Nicola Tacoli in Reggio — Yenga pure Y. S.
illustrissima che mi troverà... — Archivio Tacoli, Modena. . . » 2673
2655. Modena, i6 Ottobre — Francesco Bremrati in Bergamo — Porto
alla bontà di Y. S. illustrissima... — Archivio Rocchi, Bergamo -> ivi
2656. Mutinae, XV /{^aiew. Novembris — Pietro Burmann in Leida — Teneo
amplissima syllogen ... — Biblioteca Universitaria, Leida. ... -•' 2674
2657. Modena, 22 Ottobre — Floriano Maria Arrigoni in Ravenna — In
Ravenna Y. P.... — Biblioteca Classense, Ravenna » 2676
iNi.i. i: \, NAUTICO 2725
2(r)^. Modena, 24 Ottobre — Anton Francesco Marmi in Kiron/.- — Lasce-
remo lìiini/ue che i signori ... — Biblioteca Maj,'liabechJana, Kireriz»' |«g. '4^J^
"ASy. Modena, 'J4 Ottobre — Agostino Pantò in Palermo — Sei'
vedere... — Archivio Soli Muratori (E. Bibl. Est.), Mo<i : > » '.^178
•J( l'ili. Modena, i' — Francesco Kastkli.i in Festa — Ilo trovalo
il Fi'tssinn I ìrcincsco)... — Archivio fastelli, Modena ■'"''
•20-)ì. Modiiia, -J-J Ottobre — Nicola Tacou in Reggio — Godo
illustri.-isima sin stati) consegnato... — Archivio Tacoli, Modena. ^ :^Otìi)
•Ai 52. Modena, 30 Ottobre — Francesco Arisi in Cremona — Dono pre-
zioso, dono a me sommamente... — Museo Civico Cremonese. . » ivi
•.AJS3. Modena, 30 Ottobre — Giuseppe Bianchini in Verona — Non meno
delle due iscrizioni da V. S. illustrissima inviatemi * AiSl
•JiK')4. .Modena, SO Ottobre — Gian Francesco Miselu in Verona — Pron-
tariiente ricevei io l'intera... — Archivio Capitolare, Verona . . » 'SiSi
•^l'ifo. Modena. ."* Novembre — Francesco Rastelli in Festa — Perrìw temo
fìie .si sia smarrita una tuia,... — Archivio Rastelli, Festa. . . ■•> AW3
•-AjtJG. .Mutinae, XII Kal. Dee. — Giovan Giacomo Zamboni in Londra —
Multa sperabam... — .Archivio Soli Muratori ( 7?. Bibl. Est. ), odena » A3ii4
3667. Modena, ^i Novembre — .\.nton Francesco Mar.mi in Firenze — Dal
signor Giusepjpe Attias . . . — Biblioteca Maglia)>echiana, Firenze . » ".^JSj
•À)<J8. Modena, :^7 Novembre — Giuseppe Malaspina i>i S.ta Margherita in
Tortona — Aspettavo io... — Raccolta Palmieri. S. Paolo, Roma. » '.i68lj
3(itiy. Modena, 27 Novembre — Gian Francesco Muselli in Verona — Non
dubiti V. S. illustrissima ... — .\rchivio Capitolare, Verona . . » "JtiST
207U. Modena, 29 Novembre — Giambattista Bianco.m in Bologna — Orsif
io la veggo mal parata... — Archivio Bianconi, Bologna. ...» ivi
■^671. Modena, 5 Dicembre — Anton Francesco Marmi'ìu Firenze — Spe-
rava io d'intendere... — Biblioteca Magliabechiana, Firenze . . » 3tì88
2072. Modena, 6 Dicembre — .\llo Stesso in Firenze — Dopo avere con-
segnato alla posta ... — R. Biblioteca Nazionale Centrale, Firenze » 'XìtSò
2673. Modena, 8 Dicembre — Nicola Tacoli in Reggio — La verità si è
che io da niolto tempo non ricevo ... — Archivio Tacoli, Modena. » 2tjyu
2o74. Modena, i 1 Dicembre — Carlo Borromeo Arese in Milano — Qua-
lunque io mi sia, ... — Bibliothèque Nationale, Paris , » 2uyi
2.J75. Modena, i8 Dicembre — Giacinto Vinciou in Perugia — Giacché le
disgrazie di casa sua... — Biblioteca del Seminario, P&saro . . » ivi
2tJ7G. Modena, 20 Dicembre — Lue' Antonio Gentiu in Sinigalja — Certo
eh' io non so d' aver ... — Biblioteca del Seminario, Pesaro ...» 2092
2ij77. Modena, 21 Dicembre — Nicola Tacoli in Reggio — Ha voluto Y. S.
illustrissima eccedere in finezze... — .\rchivio Tacoli, Modena . » 2693
2078. Modena, 22 Dicembre — Mauro Alessandro Lazzarelli in Milano —
Non mancai... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena * ivi
2679. Modena, 23 Dicembre — Carlo Borromeo .Arese in Milano — Allo
stimatissimo foglio di V. E.... — Bibliothèque Nationale, Paris . » 2694
2(J8U. Modena, 23 Dicembre — Giambattista Bianconi in Bologna — Poteva
a tutta prima dichiararsi ... — Archivio Bianconi, Bolc^na. . . » ivi
2681. Modena, 26 Dicembre — Costantino Grimaldi in Napoli — Somyna-
mente cari ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena . » 2695
2682. Modena, 29 Dicembre — Nicola Tacou in Reggio — Voleva io ap-
punto ... — Archivio Soli Muratori ( R. Bibl. Est. ), Modena ...» 2696
INDICE ALFABETICO
Affarosi Camillo, Zm, 2648.
Aglioti Paolo. 26:^.
Albrizzi Almonj. 2414.
Amort Eusebio. 2410.
Arrigoni Floriano Maria. 2676.
Arisi Francesco. 2221. 2254, 2257. 2963.
2270, 2278, 2^X 2m, 2331. 2332, 2333.
2336, 2340. 2S43, 2345. 2:S8, 2361. 2367.
2376, 2387. 2443. 2447. 2452. 2453, 2527.
2595. 2^4. 2631, 2647, 26®. 26^.
Burmann l'ietro, 2aJ7, 2247, 2384, 2467.
2536. 2544. 2GK, 2660, 2674.
Campiani Mario .\gostino, 244<J. 2li<*<.
Canneti Pietro, 2323, 2337. 2?Sl. 2421, 24^
2436, 2485.
Carlo VI Imperatore, 2354.
Carrara Pietro Paolo, 26^S.
Cerati Gasparo, 2r»7y, 2597.
Collina Bonifacio, 2324.
Conti .\ntonio, 2653.
Ben veglienti Uberto, 2231, 2279. 2283, 22yr7,
2306, 233«, 2351, Zm. 2383. 2389, 2444.
2566, 2589. 2619, Zm, 2642, 2664.
Bertacchini Alessandro. 2358.
Bertani Masini Niccolò, 2227, 2247, 2251,
S©. -2296, -2312, 2341, 253S.
Berti Alessandro Pompeo, 2309. 2^2. 2337,
2348, 2394, 2612, 2:537.
Bianchini Giuseppe, 2681.
Bianconi Giambattista, 2407. 2464. 2529.
2530, 2533, 2539, ^46. 2554. 2587, 26(16.
•2^1, 2SS3, 2629. 2635, 2Scft, 2651. 2687.
-2694.
Borromeo Arese Carlo, 2300, 23©, 2386,
2411, 2506, 2600, 2691. 2694.
Borromeo Arese Giovan Benedetto, 2300.
Boselli Bartolomeo, 2230.
Brandolini Brandolino, 2404, 2406, 2415.
2502, 2?28, 25^, 2540, 2555.
Brembrati Francesco SU, 2238, 2250 2257.
•S64, 2289, 2301, 2304, 2306, 2^10, 24."il.
2457, -2673.
De Aguirre Francesco, 2347, 23kfì, 2594,
2604, 2619.
De Bimard de la Bastie Giuseppe, 24tW.
De' Rossi Bonaventura, 2496, 2639. 2662.
D' Este Rinaldo I. 2335, 2^i.
Di Collalto Antonio Rambaldo. 2219. 2*44.
2419, 2475.
D' Orrille Jacopo Filippo, 2SS.
E
Egizio .Matte^j. 2305, 2311.
V
, Fabricio Giovanni. 2208, 2484.
' Facciolati Jacopo, 2500.
Fiacchi Mariangelo, 2328, 2377, 2»6, 2405,
2414.
Fontana Camillo, 22811, 22>«.
F'orlosia Nicolò, 2432, 2437. 24S». 2491 24tìR,
■2523, -2638.
2728
INDICE ALFABETICO
a
TTagliardi Paolo, ?965, 2:^99.
(larelli Nicola, 2490.
riattola Erasmo, 2307, 2312, 2:^18.
Gentili Lue' Antonio. 2417. 2422, 2425, 2448,
2400, 2470, 2477, 2481. 2497, 2510. 2525,
2541, 2547, 2570, 2(502, 2009. 2011, 2692.
Grandi Guido. 22-<2, 2392, 2591.
Grimaldi Costantino. r>238, 2.320, 2:331, 22:^1,
2346, 2.349. 2372, 21370, 2:?78. 23^)5. 2401,
2513, 2535, 2563, 28a5.
H
Haverkamp Sijjeberto, 2380.
Muzio Nicolò Uoraenico, ^09, 2516, -^22,
2527, ^40, 2548, S>68, 2589.
N
N. N. 2200, 2216, 2:314, 2:325, 2591, 2(331.
2671.
Orsi Giovan (3rioseffo, 2347.
Pantò Agostino, 2272, 2379, 247() 2678.
Prescimoni Francesco, 2613.
Priuli Pietro, 2549.
Lazzarelli Mauro
2215, 2220, 2222
2243, 2245, 2249,
22'.U. 2292, 229.3,
2352, 2357, 2360,
2372, 2397, 2398,
2425, 2428, 2429,
2457, 2464, 24(38,
2487, 24ie, 2498,
2570,2581,2665,
Alessandro
,2227,2231,
2282, 2285,
2294, 2298,
2362, 2368.
24(X), 241 ^^
2433, 2438,
2470, 2478,
2499, 25(6,
2670, 2693.
M
22(S, 2209,
2232, 2239,
2287, 2290,
2340, 2341,
2369, -^370,
2420, 2424,
2441, 245;,
2481, 2484,
2507, 2514,
Martei Scipione, 2553.
Malaspina di S.'" Margherita Giu.seppe,
•>210, 22:33, 2246. 2258, 2266, 2271, 2278.
2334, 2363, 2390, 2392, 2401, 2403, 24(J8.
2409, 2412. 2416, 2430, 2454, 2471, 2492,
^X), 2512, 2.5:31, 2547, 2000, 2622, 2625,
2686.
Malaspina Estense Di Villafranca Azzo
Federico, ^11.
Mansi Giovan Domenico. 2670.
Marmi Anton Francesco, 2354, 2578, '^82,
2585. 2592, 2610, 2640, 2644, 2663, 2672,
2677, 2685, 2688, 2689.
Mencke Giovanni Burcardo, 2584.
Missori Raimondo, 2656.
Montagioli Cas.siodoro, 2353, 2361, 2364,
2365, 2367, 2368, 2369, 2391, 2.396, 2399.
2403, 2405, 24(J6, 2428, 2433, 2441, 2449,
2451,
Muselli Gian Francesco, 2409, 2521, ^26,
2534, 2548, ^, 2625, 2628, 2632, 2049,
2(»5, 2(S6, 2660, 26G7, 2082 2087.
R
Rastelli Francesco 2597. 26f59, 2679, 26a3.
Rastelli Pietro .\ntonio, 2378.
Riva Giuseijpe, 2289. 2.349, 2402, 24fJ7, 2417,
2459, 2oHì, 2577, 2585, 2.588. 2598, 2643.
2658.
Rizzoni Camillo, 239:3.
Sabbatini Giuliano, 2^), 2561, 2572.
Salvini Anton Maria, 2^1.
Salvini Salvino, 2251, 2(357.
Sassi Giuseppe Antonio, 2211. 2224,
. 2234, 2240, 2254, 2261 , 2265, 2269,
2276, 2281, 2283, 2286, 2288, 2295,
2^f99, 2:301, 2302, 2304, 2316, 2317,
2321, 2326, 2327, 2.329, 2330, 2333,
2382, 2388. 2390, 2412, 2413, 2418,
2431, 2434, 2439, 2442, 2449, 2459,
2465, 2471, 2479, 2482. 2.-02, 2508,
2520, 2524, 2528, 2532, 2539, 2542,
2627, 2601, 2(302, 2607, 2610, 2615,
2593, 2629, 2659.
Scalal)rini Giovanni Antenore, 2K4, ^56,
2559, 2562, 2oa5, 2567, 2568, 2575, 2581,
2587, 2594, 2605. 2610, 2620, 2622, 2041,
2647, 2649, 2655, 2658 2668.
Scotti Antonio, 2380, 2421, 24^, 244.5, 2455,
^58, 2563, 2573.
Solari del Borgo Ignazio, 2867.
2228,
2271,
2296,
2319,
2371,
242fi,
2461,
2515.
2571,
2018,
Tacoli Nicola, 2309, 2423, 2424, 2427, 2437,
2443, 2447, 2450, 2453, 2455, £463, 2483,
INDICE ALFABETICO
2729
•2493, 2496, 2499, 2504, 2505, 2515, 2517,
2r)lH, -^520, .5^3, S», 2537, 2538, 2r>i2.
2543, 254(5, 25K, -^(56, 2574, 25»). 25^9,
2ȓ03, ^m, 2611, 26ia -321, 2624, 2i.^,
2631), 2«i33, 2(53i), 2643, 2(>4o, 264(5, 2.M8,
2651, 2652, 2(5<W, 2673, 268U, 2690, 2rj9t^
2696.
Tiifuri Giovan Bernardino, 2235, 2256, 22©,
2267, 2274, •22^'), 2293, 2303, 2314, 2564,
•SiO, 2645,2661.
Talenti Carlo, 2242, 22»». 23(5, 2445.
Trivulzio Alessandro Teodoro, 2473,
Valli.snieri .\nlonio, 2241, 22ó2, 2313, 2324,
2335, 2:S9, 23:M, 2374. 244(), 244^. 2561,.
25T^,.2580, ^S3, 2607. 2617, 26!^, 2666,
Vecchi Vincenzo, S12, 2217, 2220, 2223,
2226, 2229, 223 5, 2242, 2244, 2248, 2253,
2250, 2260. 2aJ7. >2tìK, 2275, 227«i, 25(8).
2576.
Vernaccia l'ier Girolamo, 2263, 2275.
Vincioli (^liacinto. 2501, 2519, 2545, 2557,
2565, -2691.
Vittorio Amedeo II, 2315.
^arabeccari Francesco. 2494, 258ii.
Zeno Apostolo, 2316.
Zeno Pier Catterino, 2206, 2218, 2237, 2255,
•2291, -2336, -2342, 2?75, 24T.. ^2452. 2460,
24 i9, -2486, •2K3-2, •2.J66.
Zamfwni Giovan Giacomo, 2684.
ERRATA
Pag. linea
2227-11
Roma
Roma, edita (25^|
2231 - 31
I344I
11531
224:^ - 12
a
da
2247 - 2;»
Vienna
Leida
2274 - 12
11631
11651
•Sm. - 34
11631
11651
22a3 - 12
11631
11©]
2303 -26
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A
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se
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2344 - 2
Vienna
Prafe'a
2347 - 3
Pesaro
Pesaro, edita ( 108
2^1 - 32
13441
11531
2427 - 4
Modena
Modena, edita [9f<\
2479 - 16
o
+
2493 - 1
al quale
alle quali
24^5 - :2
Corsetti
Consetti
2506 - 34
11531
12441
250R - 7
1168!
11761
2510 - 3
buoni
buone
2533- 2
Nicolò
Nicola
258S-28
Lucca
Siena
2606 - 4
Modena
Modena, edita |88
2683 - 0
Festa
Modena
INDK^E GENERALE
Cbonobiogkafia muratobiana pag. vii
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DG Maratori, Lodovico Antonio
545 Epistolario
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V.6